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Caulophyllum Thalictroides

Il Caulofillo appartiene alla famiglia delle Berberidaceae.

Originaria del Nord America, è una pianta non ammessa per l’impiego negli integratori alimentari; viene usata previa diluizione sicura ed utile.

Il caulofillo viene considerato in omeopatia come il rimedio omeopatico principale per preparare l’utero della donna al parto, per cui viene spesso prescritto dai medici omeopati alle donne in gravidanza nelle settimane precedenti il parto per rendere l’utero più morbido facilitando così il parto.

Per questo viene chiamato “radice della donna”, utile prima, durante, dopo. Prima, riduce le minacce d’aborto da debolezza uterina o da leucorrea e di parto prematuro (da usare nei primi tre mesi di gravidanza), favorisce un parto eutocico spontaneo (da usare nelle ultime settimane di gravidanza); durante il travaglio, rende il collo dell’utero più elastico e cedevole, la dilatazione diventa più facile, le contrazioni più coordinate con meno spasmi uterini la partoriente più calma; in conclusione il travaglio è più breve, ha un andamento più regolare, le contrazioni meno dolorose (nessuna partoriente sottoposta alla cura ha chiesto l’anestesia epidurale); dopo il parto: riduce le emorragie, la placenta ritenuta, la debolezza, l’irritabilità; facilita una ripresa delle energie.

Componenti attivi sono: alcaloidi: metilcitisina, anagyrina, taspina, sparteina, caulofillumina, baptifolina, magnoflorina; saponine: caulosaponina, caulofillosaponina; resine.

La metilcitisina ha attività farmacologiche simili alla nicotina: aumenta la pressione sanguigna, stimola l´intestino e produce iperglicemia.

Il caulofillo va usato solo come rimedio omeopatico; gli estratti fitoterapici come la tintura madre, sono tossici per mamma e bambino.

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