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Ancora scarsamente utilizzati i farmaci contro l’obesità

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La ricerca sui farmaci contro l’obesità negli ultimi anni ha compiuto notevoli passi avanti e oggi sempre più nuove tipologie si rendono disponibili.

A prescindere dalle questioni relative alle approvazioni e alle reperibilità di questi farmaci, secondo l’Associazione medici endocrinologi (Ame) l’utilizzo dei farmaci contro l’obesità ora disponibili è ancora troppo poco considerato dagli specialisti. Se applicati maggiormente, potrebbero infatti avere un ruolo determinante nel controllo e nella prevenzione dell’obesità, con un risparmio di circa 16 miliardi di euro in 5 anni per l’intero sistema sanitario nazionale. Secondo uno studio pubblicato nel 2023 su Frontiers in Endocrinology, solo 2 specialisti italiani su 5 prescrivono farmaci specifici e già approvati ai propri pazienti con obesità anche grave, in associazione a diete e stili di vita sani.

A questo proposito e per una maggiore appropriatezza terapeutica, è stata pubblicata la prima linea guida “Terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale nella popolazione adulta con comorbilità metaboliche”, approvata dall’Istituto superiore di sanità e redatta dall’Ame in collaborazione con Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica), Sio (Società italiana dell’obesità), Sicob (Società italiana di chirurgia dell’obesità e delle malattie metaboliche) e Sige (Società italiana gastroenterologia ed endoscopia digestiva). Questo documento (la cui versione sintetica è pubblicata all’indirizzo: https://associazionemediciendocrinologi.it/images/pubblicazioni/linee-guida/ultrashort-LG-Obesita.pdf) rappresenta un nuovo punto di riferimento per tutti i medici che si occupano di obesità, che hanno così a disposizione una guida basata sulle evidenze, con indicazioni precise su stili di vita, farmaci, chirurgia, da prescrivere ai pazienti in base a età, sesso, situazione socioeconomica, indice di massa corporea e comorbilità presenti.

Secondo Ame, la nuova linea guida sdogana la terapia medica e chirurgica, perché “prescrivere ai pazienti la terapia giusta non è solo possibile, ma anche doveroso”: curare correttamente l’obesità riduce anche il rischio di complicanze metaboliche ad essa associate.

Nel documento, infine, vengono fornite indicazioni anche sui nuovi farmaci per il trattamento dell’obesità, come la semaglutide, la cui destinazione anche per la cura dell’obesità è fortemente promossa dall’associazione. Già nel marzo 2022, peraltro, la Società Italiana dell’obesità aveva presentato una domanda dove si chiedeva alle istituzioni di riconoscere la rimborsabilità dei farmaci per l’obesità per i pazienti con obesità grave o complicata. Il documento, quindi, oltre a rappresentare un incentivo al riconoscimento istituzionale della patologia obesità, promuove questo stesso diritto per tale trattamento.

Fonte: Chianelli M, Busetto L, Attanasio R, Disoteo OE, Borretta G, Persichetti A, Samperi I, Scoppola A, Paoletta A, Grimaldi F, Papini E, Nicolucci A. Obesity management: Attitudes and practice of Italian endocrinologists. Front Endocrinol (Lausanne). 2023 Jan 17;13:1061511. doi: 10.3389/fendo.2022.1061511. PMID: 36733804; PMCID: PMC9888662.

Redazione amaperbene.it

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