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Il 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato il 7 ottobre 2026 a Roma da Nino Cartabellotta, evidenzia una forte crisi di sostenibilità e l’erosione dei principi fondamentali di universalità, uguaglianza ed equità.
I punti chiave del rapporto:
- Tagli “invisibili” (2023–2026): Nonostante un incremento nominale del Fondo Sanitario Nazionale di 17,5 miliardi di euro (passato da 125,4 a 142,9 miliardi), rapportandolo alla ricchezza prodotta e all’inflazione, il SSN ha subito 18,8 miliardi di euro di tagli invisibili.
- Previsioni critiche (2027–2029): Per il triennio 2027-2029 si delinea un divario cumulativo di 32,3 miliardi di euro tra il finanziamento pubblico previsto e le reali necessità di spesa.
- Spesa sanitaria delle famiglie: Nel 2025 i cittadini hanno dovuto sborsare direttamente di tasca propria (out-of-pocket) 42,4 miliardi di euro per curarsi. [1]
- Persistono profonde diseguaglianze territoriali nell’accesso ai LEA e alla mobilità sanitaria e la crisi del personale continua a indebolire la capacità del servizio pubblico di garantire cure tempestive ed eque. Un medico su quattro e un infermiere su cinque censiti dall’OCSE non lavorano nel SSN, mentre per il personale sanitario si stima una minore spesa cumulativa di € 36,8 miliardi rispetto a uno scenario con quota di spesa invariata ai livelli del 2012.
- Infrastrutture del PNRR: Sebbene siano state contabilizzate 1.270 Case della Comunità e 327 Ospedali di Comunità, GIMBE sottolinea che mancano dati aperti e verificabili sulla loro effettiva operatività e sulla dotazione di personale.
- Piano di rilancio: Il rapporto aggiorna un piano in 16 linee d’intervento per salvare la sanità pubblica e rilanciare l’attrattività delle professioni sanitarie.
Il Rapporto analizza inoltre la fase conclusiva della Missione 6 Salute del PNRR. Tutti gli obiettivi finali sono stati rendicontati alla Commissione europea, ma le evidenze pubblicamente disponibili non consentono ancora una verifica indipendente completa del loro conseguimento. La sfida, dal 2027, sarà soprattutto valutare se strutture, tecnologie e servizi siano realmente operativi, dotati di personale adeguato e capaci di migliorare accesso, qualità ed esiti dell’assistenza.
Il quadro che emerge conferma che il problema non è soltanto aumentare nominalmente le risorse, ma garantire che siano adeguate ai bisogni di salute e accompagnate da riforme capaci di rafforzare il servizio pubblico. Senza un’inversione di rotta, il rischio è che il SSN continui progressivamente a perdere la capacità di assicurare universalità, uguaglianza ed equità, ampliando il divario tra chi può pagare e chi è costretto ad attendere o rinunciare alle cure.
È per questo che la Fondazione GIMBE ha aggiornato e ampliato il Piano di Rilancio del SSN
9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale
https://salviamo-ssn.it/attivita/rapporto/9-rapporto-gimbe/download.it-IT.html



