L’esposoma

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Il concetto di esposoma nasce dalla necessità di integrare diverse discipline della sanità pubblica e delle scienze ambientali tra cui, principalmente, l’epidemiologia ambientale, le scienze dell’esposizione e la tossicologia. L’esposoma racchiude tutti i fattori non genetici che interagiscono con il nostro corpo e che influenzano l’insorgenza di malattie; rappresenta pertanto la totalità delle esposizioni ambientali, fisiche, chimiche, biologiche, sociali e comportamentali a cui un individuo è soggetto dal concepimento alla morte. Infatti, l’eziologia di un malessere o di una malattia raramente è associabile ad una singola esposizione. Per questa ragione, l’esame dell’esposoma umano, nella sua totalità, diventa rilevante.
Il ruolo dell’esposoma è di comprendere come la totalità delle esposizioni di un individuo nel corso della vita possano incidere sulla salute umana. L’eziologia di una condizione di salute raramente può essere spiegata da una singola esposizione. Per questa ragione, esaminare l’esposoma umano nella sua totalità diventa rilevante per considerare contemporaneamente più fattori di rischio e stimare più accuratamente cause concomitanti di diversi esiti di salute
Il concetto di esposoma è stato proposto per la prima volta nel 2005 da Christopher Paul Wild, epidemiologo molecolare che, tra i diversi incarichi, ha diretto fino al 2018 l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione.
L’esposoma viene generalmente suddiviso in tre aree principali:
- Esposoma esterno generale:Include fattori come l’inquinamento atmosferico, fattori meteoclimatici, il contesto urbano o rurale, il rumore, il clima e il verde pubblico.
- Esposoma esterno specifico: Comprende informazioni su esposizioni individuali, come stili di vita, esposizioni professionali, radiazioni, agenti chimici, patogeni. dieta, attività fisica, consumo di tabacco e alcol
- Esposoma interno: comprende le molteplici risposte biologiche (infiammazioni, stress ossidativo, microbioma, processi metabolici, risposte immunitarie) ai fattori esterni, rilevate da analisi molecolari e “omiche”. Questo perché, a parità di esposizioni, ognuno può reagire in modo differente.
A questi tre domini, negli ultimi decenni si è aggiunta la teoria del socio-esposoma , che valuta l’interazione di fattori socioeconomici che variano a seconda del contesto, permettendo di individuare i meccanismi che portano alle diseguaglianze sociali di salute.
L’esposoma è un sistema dinamico che continua a variare nell’ambiente esterno ed interno, durante l’intero corso della vita.
Importanza
- Esposoma e invecchiamento: L’invecchiamento è associato a una serie di meccanismi molecolari conservati, identificati da López-Otín et al. (2013) come i “nove tratti distintivi dell’invecchiamento” (hallmarks of aging), tra cui l’instabilità genomica, l’accorciamento dei telomeri, la disfunzione mitocondriale, l’inflammaging e le alterazioni epigenetiche. L’esposoma incide su ciascuno di questi aspetti, accelerandone l’evoluzione nel tempo.
- Inquinamento atmosferico: Numerosi studi epidemiologici e sperimentali hanno correlato l’esposizione a particolato fine (PM2.5) e ossidi di azoto (NOx) a un aumento dello stress ossidativo, che danneggia DNA, proteine e lipidi. Questo induce una risposta infiammatoria cronica di basso grado, alla base dell’inflammaging, contribuendo all’insorgenza di patologie cardiovascolari, neurodegenerative e tumori.
- Radiazioni UV e invecchiamento cutaneo: L’esposizione cronica ai raggi ultravioletti, specialmente UVB, promuove mutazioni somatiche e alterazioni epigenetichenelle cellule epiteliali, aumentando il rischio di carcinomi cutanei e accelerando la senescenza cellulare. Studi di metilazione del DNA hanno evidenziato marcatori specifici correlati all’esposizione solare.
- Dieta, obesità e disbiosi: Una dieta squilibrata può indurre disfunzioni metaboliche che si traducono in iperglicemia, dislipidemie e insulino-resistenza, accelerando i processi infiammatori. La composizione del microbiota intestinale, fortemente modulata dalla dieta, gioca un ruolo cruciale nella regolazione immunitaria e nell’omeostasi sistemica.
- Prevenzione Oncologica:L’esposoma è cruciale per comprendere l’insorgenza precoce di tumori, legata all’accumulo rapido di fattori negativi in giovane età.
- Malattie Croniche:L’esposoma contribuisce allo sviluppo di patologie cardiovascolari, metaboliche e respiratorie.
La ricerca sull’esposoma (esposomica) cerca di quantificare queste esposizioni attraverso marcatori molecolari e dati epidemiologici, con l’obiettivo di migliorare la comprensione delle traiettorie di salute nel corso della vita.
Importanza nella ricerca medica (Dati 2025-2026)
Nel 2026, la ricerca sull’esposoma è diventata cruciale per comprendere le malattie croniche che non possono essere spiegate solo dalla genetica. Alcuni studi recenti evidenziano:
- Tumori e resistenza: L’accumulo di sostanze interferenti esterne contribuisce non solo all’insorgenza precoce dei tumori nei giovani, ma anche allo sviluppo di meccanismi di resistenza alle terapie.
- Salute della pelle e capelli: Nel settore della bellezza e dermatologia, l’esposoma è un tema centrale nel gennaio 2026 per studiare l’invecchiamento cutaneo e la salute dei capelli in relazione a radiazioni UV e inquinamento.
- Primi 1000 giorni: Studi condotti tra il 2024 e il 2025 sottolineano come le esposizioni nei primi 1000 giorni di vita (compresa la vita intrauterina) influenzino lo sviluppo cognitivo, cardiometabolico e respiratorio a lungo termine.
- Impatto globale: Secondo i dati diffusi nel 2025 e 2026, fino al 90% del rischio di sviluppare malattie croniche è legato a fattori dell’esposoma, molti dei quali sono prevenibili attraverso politiche pubbliche mirate.
L’affermazione che fino al 90% del rischio di malattie croniche sia legato all’esposoma (fattori ambientali e stile di vita) e non alla sola genetica trova conferma in importanti studi pubblicati tra il 2024 e il 2025.
Ecco i punti chiave per approfondire questo dato:
- Il confronto Genetica vs Ambiente
Recenti ricerche pubblicate su Nature Medicine (Marzo 2025) indicano che l’esposoma è responsabile di una variazione del rischio di mortalità e invecchiamento biologico 10 volte superiore rispetto alla sola predisposizione genetica. Mentre il genoma è statico, l’esposoma è dinamico e accumula danni nel tempo attraverso:
- Stili di vita: Fumo, dieta, attività fisica e qualità del sonno.
- Fattori socio-economici: Condizioni abitative, reddito e stress psicologico.
- Inquinanti: Esposizione a microplastiche, interferenti endocrini e inquinamento atmosferico (PM2.5).
- Malattie “Prevenibili”
Il dato del 90% sottolinea quanto le malattie croniche non trasmissibili (NCD) — come diabete, malattie cardiovascolari e molti tumori — siano potenzialmente prevenibili. Secondo il Parlamento Europeo, questa consapevolezza sta spostando l’approccio dei sistemi sanitari da una medicina “reattiva” a una prevenzione proattiva basata sui dati dell’esposomica.
- L’impatto sui primi 1000 giorni
Dati diffusi nel 2025 evidenziano che l’esposoma ha un peso determinante già nelle fasi iniziali dello sviluppo. L’ambiente in cui vive una donna in gravidanza e il bambino nei suoi primi due anni di vita (i cosiddetti “primi 1000 giorni”) programma la salute futura, influenzando il rischio di obesità, asma e disturbi del neurosviluppo decenni dopo.
- Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale
La capacità di quantificare questo “90%” deriva dall’uso di modelli di IA e Big Data. Progetti come l’European Human Exposome Network (EHEN) analizzano milioni di biomarcatori per collegare specifiche esposizioni ambientali a risposte biologiche interne, mappando come l’ambiente “accenda” o “spenga” i geni (epigenetica).
L’alimentazione è il pilastro centrale dell’esposoma esterno specifico, agendo sia come veicolo di esposizioni dannose sia come scudo protettivo per la salute biologica.
Nel 2026, la relazione tra cibo ed esposoma si declina in tre dimensioni principali:
- Il Cibo come Modulatore dell’Esposoma Interno
L’alimentazione non è solo “nutrizione”, ma un segnale che modifica il nostro ambiente interno attraverso:
- Microbiota: La dieta è il principale fattore che modella il microbiota intestinale. Un’alimentazione ricca di fibre e biodiversità ambientale riduce l’infiammazione e mitiga la “deriva disbiotica” tipica degli ambienti urbani, prevenendo malattie non trasmissibili.
- Epigenetica e “Primi 1000 Giorni”: Le scelte alimentari durante la gravidanza e i primi due anni di vita “accendono” o “spengono” i geni, determinando la salute metabolica e immunitaria a lungo termine.
- Rischi Ambientali nel Piatto (Contaminanti)
Il cibo funge da “vettore” per contaminanti chimici che entrano a far parte dell’esposoma individuale:
- Interferenti Endocrini: Residui di pesticidi, microplastiche e sostanze chimiche derivanti dai processi industriali (xenobiotici) possono accumularsi nei tessuti e alterare il sistema ormonale.
- Sicurezza Chimica: Le politiche europee del 2025-2026 (come lo Zero Pollution Action Plan) mirano a ridurre queste esposizioni alimentari per proteggere la salute pubblica.
- Dieta come Strategia di Resilienza (Trend 2025-2026)
Le nuove evidenze scientifiche stanno spingendo verso una nutrizione di precisione:
- Anti-aging e Longevità: Si diffondono modelli alimentari (come la Dieta Mediterranea arricchita o varianti vegetali) studiati per contrastare lo stress ossidativo causato dall’inquinamento atmosferico e dai raggi UV.
- Trend Alimentari 2025: Cresce la domanda di alimenti con “etichetta pulita” (clean label), ricchi di pre/probiotici e poveri di zuccheri/sale per bilanciare gli effetti negativi dell’esposoma urbano.
- Salute Riproduttiva: Diete specifiche ricche di Omega-3 e antiossidanti sono utilizzate per migliorare la qualità dei gameti e l’ambiente uterino, contrastando l’impatto dei tossici ambientali sulla fertilità.
Secondo i dati del 2025, un’alimentazione corretta può ridurre significativamente l’incidenza di diabete, obesità e malattie cardiovascolari, che sono le principali patologie croniche legate all’esposoma.



