Pillole di Conoscenza

Focolaio di casi di epatite A a Napoli (e non solo)

Pillole di conoscenza

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Secondo il dottor Antonio Limone, esperto di sicurezza alimentare e Direttore Generale dell’ASL Caserta, già direttore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, l’attuale situazione dei casi di epatite A a Napoli e in Campania non deve essere considerata un’epidemia o una pandemia, bensì un focolaio sotto controllo, e quindi di una situazione gestibile.

Ecco le principali spiegazioni e raccomandazioni fornite dall’esperto per gestire il rischio:

  • La questione del limone: Contrariamente alla credenza popolare che il succo di limone possa disinfettare i frutti di mare crudi dal virus dell’epatite A, bisogna precisare che il limone non ha alcuna azione antivirale o antibatterica capace di eliminare il virus.
  • Peperoncino: Sebbene abbia un’azione antimicrobica contro alcuni batteri, non è efficace contro il virus dell’epatite A.
  • La cottura è fondamentale: L’unico modo efficace per eliminare il virus è la cottura. Il virus dell’epatite A muore con il calore (almeno 85°C per un minuto). Piatti tradizionali come la zuppa di cozze sono considerati sicuri se cotti correttamente.
  • Tracciabilità: È fondamentale non acquistare frutti di mare sfusi. Viene consigliato di non acquistare frutti di mare sfusi, ma solo in retine confezionate e tracciate, per garantire la provenienza sicura del prodotto (evitando che i pescivendoli le aprano per la vendita al dettaglio).
  • Verdure e frutti di bosco: Oltre ai molluschi, anche le verdure crude e i frutti di bosco possono trasmettere il virus. Si raccomanda di cuocere o lavare accuratamente questi alimenti.
  • Non colpevolizzare il prodotto: Il problema non è il frutto di mare in sé, ma la contaminazione e il consumo crudo.
  • Igiene e dieta: La prevenzione passa per le note e semplici regole, come lavarsi accuratamente le mani prima e dopo i pasti ed osservare la massima igiene durante la preparazione dei cibi. In caso di infezione, una dieta adeguata è essenziale per non affaticare il fegato, che ha comunque buone capacità di ripararsi.

Le autorità sanitarie hanno anche emanato ordinanze che vietano il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi per contenere il contagio.

A Napoli, il Sindaco Gaetano Manfredi, il 19 marzo 2026 ha inoltre emanato un’ordinanza (protocollo ORDSI/2026/0000307) che vieta il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi per contenere il rischio di contagio.

Ecco le regole specifiche previste dall’ordinanza e le raccomandazioni ufficiali:

Divieti per i Pubblici Esercizi 

Il provvedimento impone il divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi (molluschi bivalvi come cozze, vongole, ostriche, telline) in:

  • Ristoranti e attività di ristorazione classica.
  • Esercizi di vicinato alimentare che effettuano consumo sul posto.
  • Laboratori di produzione destinati al consumo immediato.

Nota importante: La vendita al dettaglio rimane consentita, ma il consumo deve avvenire esclusivamente previa cottura.

Raccomandazioni per la Cittadinanza

L’ordinanza non si limita ai locali pubblici, ma estende una serie di ferme raccomandazioni per il consumo domestico:

  • Cottura completa: Non consumare molluschi crudi o parzialmente cotti. La semplice apertura delle valve non garantisce l’eliminazione del virus.
  • Regola dei 2 minuti: È necessario portare i frutti di mare a ebollizione (100°C) per almeno 2 minuti.
  • Igiene degli alimenti: Lavare accuratamente frutta e verdura. Il virus può essere presente anche in questi alimenti se contaminati.
  • Igiene personale: Lavare frequentemente le mani e igienizzare le superfici di lavoro dopo aver manipolato alimenti crudi.

Controlli e Sanzioni

  • Vigilanza: La Polizia Municipale è incaricata di rafforzare i controlli, con particolare attenzione al contrasto della vendita abusiva di frutti di mare in strada, spesso fonte primaria di contaminazione.
  • Sanzioni: L’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità può comportare sanzioni penali ai sensi dell’Art. 650 del Codice Penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda.

Durata del Provvedimento

Le restrizioni resteranno in vigore fino a quando l’ASL Napoli 1 Centro non comunicherà una variazione favorevole del quadro epidemiologico.

Redazione amaperbene.it

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