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	<title>Piccoli frutti Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>Piccoli frutti Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Mirtillo Rosa Limonata</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/mirtillo-rosa-limonata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jul 2025 11:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[Mirtillo Rosa Limonata]]></category>
		<category><![CDATA[pianta da frutto]]></category>
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		<category><![CDATA[Pink Lemonade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le piante di Mirtillo Rosa Limonata sono perfette per coltivare deliziosi frutti dalla caratteristica colorazione rosa brillante e dal sapore dolce e aromatico, molto di più della maggior parte dei mirtilli; maturano nel mese di luglio e si prestano sia per il consumo fresco sia per la trasformazione.  Questo mirtillo rosa limonata cresce in un &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le piante di Mirtillo Rosa Limonata sono perfette per coltivare deliziosi frutti dalla caratteristica colorazione rosa brillante e dal sapore dolce e aromatico, molto di più della maggior parte dei mirtilli; maturano nel mese di luglio e si prestano sia per il consumo fresco sia per la trasformazione.  Questo mirtillo rosa limonata cresce in un arbusto di medie dimensioni, raggiungendo un&#8217;altezza di circa 80-100 cm e una larghezza di 100-125 cm.</p>
<p>Il Mirtillo Rosa, noto dagli esperti di botanica con la precisa nomenclatura <em>“Vaccinium Corymbosum” Pink Lemonade</em>, rappresenta un particolare tipo di pianta dalla genesi complessa e dalle caratteristiche insolite, rintracciabili nelle <em>Pink Lemonade</em> originarie dell’America del Nord. La maggior parte degli appassionati del verde utilizzano la pianta per una moltitudine di scopi, specie quello <strong>decorativo</strong> atto a donare brillantezza e accoglienza a qualsiasi tipo di ambiente. La Pink Lemonade si presenta come una vera e propria <strong>pianta da frutto</strong> che pone le proprie radici in una comune pianta di mirtilli nativa del nuovo continente che nella fattispecie ospita dei frutti belli da vedere e soprattutto di <strong>dimensioni maggiori rispetto al mirtillo tradizionale</strong>. Gli esperti sono concordi nell’individuare nella pianta delle caratteristiche comuni ad ogni esemplare, apprezzato particolarmente per le foglie (di forma appuntita) che hanno una colorazione verde intensa, pronta a cambiare colore a seconda della stagione dell’anno. Con l’arrivo dell’autunno, ad esempio, il <em>Vaccinium Corymbosum</em> ospita delle foglie dalla tonalità sui generis che si avvicina moltissimo ad un arancione corposo e brillante.</p>
<p>Altra caratteristica del Mirtillo Rosa, è rappresentata dai fiori che tendono a sbocciare nella primavera inoltrata e si distinguono da tutti gli altri per la loro forma particolare che si avvicina di molto alla sagoma di una piccola campana tendente al rosa. Per quanto concerne i frutti, si tratta di una varietà essenzialmente rara che cambia tonalità a seconda del periodo di maturazione dell’arbusto. Nella fruttificazione iniziale si ha una colorazione molto tenue che passa dal bianco al verde. Successivamente, quando la pianta ha raggiunto un adeguato stato di maturazione (solitamente tra il mese di agosto e quello di settembre), i frutti presentano un colore rosa intenso e assumono un aspetto brillante. Fatta eccezione per l’esclusivo sapore del Mirtillo Rosa, la pianta presenta quindi un aspetto e delle dimensioni che si avvicinano molto al mirtillo americano di origine classica.</p>
<p>Contrariamente a quanto si possa pensare, il Mirtillo Rosa è una pianta da frutto molto resistente e per certi versi auto-sufficiente. Può essere tranquillamente coltivata all’interno di un vaso da riporre nell’ambiente che maggiormente si desidera. Per garantire alla pianta di avere una maggiore fruttificazione è bene inserire all’interno del vaso un’adeguata quantità di terriccio acido e di ricoprire lo strato in superficie con dei piccoli pezzi di corteccia, in modo tale che l’arbusto possa resistere alla forte calura estiva ed alle rigide temperature della stagione invernale. Il terriccio acido permette al fusto di svilupparsi in maniera corretta e costante nel tempo, evitando che i raggi solari d’estate possano seccare le foglie. È importante invece riporre la pianta da frutto in una zona temperata, magari caratterizzata dalla presenza di un’alternanza tra sole ed ombra, se si desidera che l’arbusto possa svilupparsi in maniera graduale e che i frutti raggiungano un adeguato gradiente di dolcezza.</p>
<p>Utilizzata dagli appassionati di botanica puramente <strong>a scopo decorativo</strong>, la pianta di Mirtillo Rosa è capace di restituire al coltivatore un raccolto di frutta che ultimamente ha ricoperto una certa importanza anche nell’ambito culinario. I <strong>frutti</strong> di questa pianta sono molto dolci e hanno un gusto intenso ma delicato allo stesso tempo. Ecco perché i professionisti della cucina amano adoperarlo in fase di realizzazione di gustosissime macedonia di frutta, crostate e dolci dall’equilibrato indice glicemico. Per quanto concerne i benefici, infine, si fa riferimento ad un forte potere antibatterico, capace di combattere persino le infezioni del tratto urinario.</p>
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		<title>Piccoli Frutti</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/piccoli-frutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2022 10:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[berries]]></category>
		<category><![CDATA[frutti di bosco]]></category>
		<category><![CDATA[frutti rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli Frutti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I frutti di bosco appartengono al VI e VII gruppo degli alimenti, in quanto particolarmente ricchi di vitamina C (anche se non mancano modeste concentrazioni di carotenoidi ed alcune vitamine del gruppo B). I frutti di bosco sono anche ricchi di fibre, acqua, sali minerali, sostanze fenoliche e fruttosio, ma soprattutto sono ricchi di polifenoli &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>frutti di bosco</strong> appartengono al <strong>VI e VII gruppo degli alimenti</strong>, in quanto particolarmente ricchi di vitamina C (anche se non mancano modeste concentrazioni di carotenoidi ed alcune vitamine del gruppo B).</p>
<p>I frutti di bosco sono anche ricchi di fibre, acqua, sali minerali, sostanze fenoliche e fruttosio, ma soprattutto sono ricchi di polifenoli (antocianine del gruppo dei flavonoidi) delle molecole fondamentali antiossidanti, antinfiammatorie, antinvecchiamento utili per arginare i danni causati dai radicali liberi e per prevenire patologie croniche, oltre che per migliorare le capacità cognitive.</p>
<p>Il gruppo dei frutti di bosco non è ben definito e al suo interno possono essere collocati tutti i frutti tipici della macchia boschiva. I più rappresentativi sono senz&#8217;altro: fragoline di bosco (frutti della <em>F. vesca</em>), lamponi (frutti della <em>R. idaesus</em>), more di rovo (frutti del <em>R. ulmifolius</em>), mirtilli rossi, neri e ossicocchi (frutti delle piante Genere <em>Vaccinium</em>), ribes rossi o neri ed uvaspina (frutti delle piante Genere <em>Ribes</em>); d&#8217;altro canto, potrebbero rientrare nella stessa categoria anche amarene (frutto del <em>P. cerasus</em>), more di gelso (frutti del <em>M. nigra </em>e <em>M. alba</em>), bacche del sambuco nero (frutti del <em>S. nigra</em>) ecc&#8230;</p>
<p>Per <strong>frutti rossi</strong> si intendono i frutti di bosco, come fragole, more, mirtilli, lamponi, ribes rossi e ribes neri, ma anche la ciliegia, l&#8217;uva spina e in generale le bacche rosse.</p>
<p>Sono diversi per sapore e stagionalità (generalmente dall’inizio della primavera alla fine dell’estate) ma sono accomunati dal colore rosso, o comunque scuro, che testimonia la presenza di una serie di nutrienti con effetti benefici per la salute e la forma fisica.</p>
<p>I frutti rossi sono infatti ricchissimi di antiossidanti, in particolare di flavonoidi, polifenoli, carotenoidi, antociani e vitamine C ed E, che aiutano a contrastare i danni da radicali liberi, lo stress ossidativo e la degenerazione cellulare, oltre a rendere più forti le difese immunitarie. Hanno anche un buon contenuto di vitamine come la A e quelle del gruppo B, soprattutto l’acido folico (B9).</p>
<p>Sono anche una fonte di sali minerali, come ferro, calcio e potassio, e di fibre, che favoriscono il senso di sazietà e il transito intestinale.</p>
<p>La terminologia corretta vorrebbe che l’uso del termine “<strong>frutti di bosco</strong>” sia riservato a <strong>tutti quei frutti che si sviluppano e crescono spontaneamente in particolari condizioni climatiche e ambientali, come il sottobosco di alcune zone montane</strong>. Tra questi ci sono mirtilli, lamponi e ribes nelle loro varianti selvatiche, ma anche amarene, visciole e bacche come quelle del sambuco. È una terminologia che sicuramente, per molti, evoca anche un particolare immaginario, spesso di tipo affettivo.</p>
<p>In realtà, il termine corretto per parlare di mirtilli, lamponi, more, ribes rosso, ribes bianco e baby kiwi coltivati (non, quindi, cresciuti spontaneamente) è “<strong>piccoli frutti</strong>”. Il motivo è semplice: nella quasi totalità dei casi i frutti presenti sugli scaffali del supermercato, sui banchi del fruttivendolo o del mercato (così come quelli che ordinate online) non sono cresciuti in un bosco.</p>
<p>Il ricorso alla lingua inglese ritorna utile perché diventa tutto più semplice: in inglese, il termine “<strong>berries</strong>”, “<strong>bacche</strong>”, permette di parlare senza problemi di tutti questi frutti, siano essi spontanei o meno, comprese le fragole e ad eccezione delle ciliegie.</p>
<p>Allora <strong>con il termine “piccoli frutti” si identifica un gruppo molto vario di frutti, di colore rosso, blu o viola, dalle dimensioni ridotte, edibili e nella maggior parte dei casi altamente deperibili</strong>. Usare la vecchia terminologia, frutti di bosco, è pertanto divenuto fuori luogo, in quanto la quasi totalità dei “berries” commercializzati sono prodotti seguendo appropriate tecniche colturali. Le specie di piccoli frutti più diffuse e commercializzate nell’ambito del settore ortofrutticolo europeo e mondiale sono la fragola, il lampone (nero o rosso), il ribes (nero, rosso o bianco), l’uva spina, la mora, il mirtillo, la fragolina di bosco.</p>
<p>A queste possono essere affiancate specie la cui coltivazione è in netto incremento, quali l&#8217;olivello spinoso (<em>Hippophae rhamnoides</em>), impiegato sostanzialmente per la produzione di succhi, e il goji (<em>Lycium barbarum</em> e <em>L. chinensis</em> L.), di recente introduzione nel nostro Paese ed i cui frutti vengono commercializzati quasi totalmente dopo disidratazione.</p>
<p>Esistono numerose altre specie di “piccoli frutti” di minore importanza economica, derivati da ibridazioni interspecifiche, quali <em>boysenberry</em> (ibrido lampone x mora), <em>josta</em> (ibrido uva spina x ribes nero), <em>loganberry</em> (ibrido mora x lampone) ed altri ancora, spontanei o la cui coltivazione è in fase iniziale, tra cui il camemoro (<em>Rubus chamaemorus</em> L., <em>cloudberry</em>), l&#8217;aronia (<em>Aronia melanocarpa</em>), specie spontanea in zone continentali fredde, il mirtillo “nero” (<em>Vaccinium myrtillus</em> L.), tipico di zone montane in Italia, il mirto (<em>Myrtus communis</em> L.), tipico delle zone costiere mediterranee, il calafate (<em>Berberis microphylla</em> Forst.), ben noto in Patagonia per le sue proprietà nutraceutiche e l&#8217;açai (<em>Euterpe oleracea Mart</em>.), tipica specie delle zone tropicali.</p>
<p><strong>Sono piccoli frutti:</strong></p>
<table width="576">
<tbody>
<tr>
<td width="179"><strong>Frutto</strong></td>
<td width="189"><strong><em>Nome botanico</em></strong></td>
<td width="208"><strong>Termine in inglese</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/acai-euterpe-oleracea/">açaí</a></strong></td>
<td width="189"><em>Euterpe oleracea</em></td>
<td width="208">açaí</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/emblica-phyllanthus-emblica/">amla</a></strong></td>
<td width="189"><em>Phyllanthus emblica</em></td>
<td width="208">emblic o Indian gooseberry</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/aronia-aronia-arbutifolia-e-aronia-melanocarpa/"><strong>aronia</strong></a></td>
<td width="189"><em>Aronia arbutifolia</em> e <em>Aronia melanocarpa</em></td>
<td width="208"><em>chokeberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/lampone-rosso-rubus-idaeus/">boysenberry &#8211; lampone rosso</a></strong></td>
<td width="189"><em>Rubus idaeus x Rubus ulmifolius</em></td>
<td width="208">boysenberry</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/calafate-berberis-microphylla-forst/">calafate</a></strong></td>
<td width="189"><em>Berberis microphylla</em> G. Forst.</td>
<td width="208"><em>box-leaved barberry, Magellan barberry, box-leaf barberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/camemoro-rubus-chamaemorus/"><strong>camemoro &#8211; Rovo artico</strong></a></td>
<td width="189"><em>Rubus chamaemorus</em></td>
<td width="208"><em>cloudberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/corbezzolo-arbutus-unedo/"><strong>corbezzolo</strong></a></td>
<td width="189"><em>Arbutus unedo</em></td>
<td width="208"><em>arbutus</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/corniolo-cornus-mas/">corniolo</a></strong></td>
<td width="189"><em>Cornus mas</em></td>
<td width="208"><em>dogwood</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">crespino</td>
<td width="189"><em>Berberis vulgaris</em></td>
<td width="208"><em>barberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/fragole/">fragola</a></strong></td>
<td width="189"><em>Fragaria</em></td>
<td width="208"><em>strawberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/fragolina-di-bosco-fragaria-vesca/">fragola di bosco</a></strong></td>
<td width="189"><em>Fragaria vesca</em></td>
<td width="208"><em>wild strawberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/goji-lycium-barbarum/">goji</a></strong></td>
<td width="189"><em>Lycium barbarum</em> o <em>Lycium chinense</em></td>
<td width="208">wolfberries</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/jostaberry/"><strong>jostaberry</strong></a></td>
<td width="189"><em>Ribes nigrum x Ribes uva-crispa</em></td>
<td width="208">Ribes × nidigrolaria</td>
</tr>
<tr>
<td width="179">kiwiberry</td>
<td width="189"><em>Actinidia arguta</em></td>
<td width="208">Mini kiwi, baby kiwi</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/lampone-rosso-rubus-idaeus/">lampone</a></strong></td>
<td width="189"><em>Rubus idaeus</em></td>
<td width="208"><em>raspberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">lampone nero</td>
<td width="189"><em>Rubus occidentalis</em></td>
<td width="208"><em>black raspberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/loganberry/">loganberry</a></td>
<td width="189"><em>Rubus × loganobaccus</em></td>
<td width="208">loganberry</td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mirtillo gigante</td>
<td width="189"><em>Vaccinium corymbosum</em></td>
<td width="208">blueberry</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/mirtillo-vaccinium-myrtillus/">mirtillo rosso</a></td>
<td width="189"><em>Vaccinium vitis-idaea</em></td>
<td width="208"><em>lingonberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mirtillo selvatico</td>
<td width="189"><em>Vaccinium myrtillus</em></td>
<td width="208"><em>wild blueberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mirtillo siberiano &#8211; Haskap o caprifoglio turchino</td>
<td width="189"><em>Lonicera caerulea var. kamtschatica</em></td>
<td width="208"><em>honeyberry</em><em> o blue honeysuckle</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/mora-rubus-ulmifolius/">mora</a></strong></td>
<td width="189"><em>Rubus fruticosus</em></td>
<td width="208"><em>blackberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mora di gelso bianca</td>
<td width="189"><em>Morus alba</em></td>
<td width="208"><em>white mulberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mora di gelso nera</td>
<td width="189"><em>Morus nigra</em></td>
<td width="208"><em>black mulberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mora di gelso rossa</td>
<td width="189"><em>Morus rubra</em></td>
<td width="208"><em>red mulberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/olivello-spinoso-hippophae-rhamnoides/">olivello selvatico</a></td>
<td width="189"><em>Elaeagnus rhamnoides</em></td>
<td width="208">sea-buckthorn</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/ossicocco-vaccinium-subg-oxycoccus/">ossicocco</a> </strong>&#8211; mortella di palude</td>
<td width="189"><em>Vaccinium oxycoccos</em></td>
<td width="208"><em>cranberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">pero corvino</td>
<td width="189"><em>Amelanchier ovalis</em></td>
<td width="208"><em>juneberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">pineberry</td>
<td width="189">Fragola-ananas</td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">ribes bianco</td>
<td width="189"><em>Ribes sativum</em></td>
<td width="208"><em>white currant</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">ribes nero</td>
<td width="189"><em>Ribes nigrum</em></td>
<td width="208"><em>black currant</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">ribes rosso</td>
<td width="189"><em>Ribes rubrum</em></td>
<td width="208"><em>red currant</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">rosé berries</td>
<td width="189"></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/salmonberry-salmonella-rubus-spectabilis/">salmonella</a></strong></td>
<td width="189"><em>Rubus spectabilis</em></td>
<td width="208">salmonberry</td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/sambuco-comune-sambucus-nigra/">sambuco nero</a></strong></td>
<td width="189"><em>Sambucus nigra</em></td>
<td width="208"><em>elderberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">tayberry</td>
<td width="189"><em>Rubus fruticosus x idaeus</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">uva spina</td>
<td width="189"><em>Ribes uva-crispa</em></td>
<td width="208"><em>gooseberry</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">youngberry</td>
<td width="189"><em>Rubus ursinus</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/amarena-prunus-cerasus-l/">amarena</a></strong></td>
<td width="189"><em>Prunus cerasus</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/ciliegio-prunus-avium-l-var/"><strong>ciliegio</strong></a></td>
<td width="189"><em>Prunus avium</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/gelso-morus-alba-m-nigra-l-1756/"><strong>gelso</strong></a> bianco</td>
<td width="189"><em>Morus alba</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><a href="https://www.amaperbene.it/gelso-morus-alba-m-nigra-l-1756/"><strong>gelso</strong></a> nero</td>
<td width="189"><em>Morus nigra</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mirto</td>
<td width="189"><em>Myrtus communis</em> L.</td>
<td width="208"><em>myrtle</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="179">mora o rovo</td>
<td width="189"><em>Rubus ulmifolius</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/ossicocco-vaccinium-subg-oxycoccus/">ossicocco</a></strong> americano</td>
<td width="189"><em>Vaccinium macrocarpon</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"><strong><a href="https://www.amaperbene.it/visciole/">visciole</a></strong></td>
<td width="189"><em>Prunus cerasus</em></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"></td>
<td width="189"></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"></td>
<td width="189"></td>
<td width="208"></td>
</tr>
<tr>
<td width="179"></td>
<td width="189"></td>
<td width="208"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Corbezzolo &#124; Arbutus unedo</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/corbezzolo-arbutus-unedo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 15:08:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[albatro]]></category>
		<category><![CDATA[arbutoside]]></category>
		<category><![CDATA[ciliegia marina]]></category>
		<category><![CDATA[corbezzolo]]></category>
		<category><![CDATA[lellarone]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corbezzolo (Arbutus unedo L., 1753), chiamato anche  lellarone, ciliegia marina o albatro, è arbusto di dimensioni medio grandi o un albero da frutto, sempreverde, con sviluppo abbastanza disordinato, appartenente alla famiglia delle Ericaceae e al genere Arbutus. È diffuso nei paesi del Mediterraneo occidentale e sulle coste meridionali dell&#8217;Irlanda. I frutti vengono chiamati corbezzole &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>corbezzolo</strong> (<em>Arbutus unedo</em> L., 1753), chiamato anche  <strong>lellarone</strong>, <strong>ciliegia marina</strong> o <strong>albatro</strong>, è arbusto di dimensioni medio grandi o un albero da frutto, sempreverde, con sviluppo abbastanza disordinato, appartenente alla famiglia delle <em>Ericaceae </em>e al genere <em>Arbutus</em>. È diffuso nei paesi del Mediterraneo occidentale e sulle coste meridionali dell&#8217;Irlanda. I frutti vengono chiamati <strong>corbezzole</strong> o talvolta <strong>albatre</strong>.</p>
<p>Uno stesso arbusto può ospitare contemporaneamente fiori e frutti maturi per il particolare ciclo di maturazione. Questo, insieme al fatto di avere foglie persistenti, alla piacevole fioritura e agli abbondanti frutti decorativi, alla presenza contemporanea sull&#8217;albero di tre vivaci colori (il rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde delle foglie), fa sì che stia ritornando di moda e non è raro vederlo impiegato anche in piccoli giardini di città come esemplare singolo o per la creazione di siepi rustiche.</p>
<p>I fiori sono riuniti in pannocchie pendule che ne contengono tra 15 e 20. La corolla è di colore bianco-giallastro o rosea, urceolata e con 5 piccoli denti ripiegati verso l&#8217;esterno larghi 5-8 millimetri e lunghi 6-10 millimetri. Le antere sono di colore rosso scuro intenso con due cornetti gialli. I fiori del corbezzolo compaiono in novembre e sono ricchi di nettare. Per questa ragione, quando il clima non è eccessivamente rigido, essi attirano molte api, fornendo loro il cibo nel periodo tardo autunnale, quando oramai le altre piante sono già sfiorite.  <strong>Dai fiori di corbezzolo si ricava dunque l&#8217;ultimo miele della stagione, pregiato per il suo sapore particolare, amarognolo e aromatico</strong>. Questo miele è prezioso anche perché non sempre le api sono ancora attive al momento della fioritura e non tutti gli anni è possibile produrlo, essendo la fioritura in ottobre-novembre.</p>
<p>Nell’autunno dell’anno seguente i fiori danno origine ai frutti, bacche rotonde, del diametro di circa 2cm., carnose, con la superficie granulosa – turbercolata, di un bel rosso – arancio, che contengono nel loro interno numerosi piccoli semi, e che a maturità, quando diventano di colore rosso scuro, hanno un <strong>sapore dolciastro che tuttavia alcuni giudicano stucchevole</strong>. La particolarità di questa piante risiede nel fatto che nella stessa pianta si trovano frutti maturi e fiori contemporaneamente.</p>
<p><strong>I frutti sono eduli</strong>, hanno una maturazione che si conclude a ottobre-dicembre dell&#8217;anno successivo, quando si hanno i nuovi fiori; <strong>si possono consumare direttamente, conservarli sotto spirito, utilizzarli per preparare confetture, mostarde e liquori</strong>, cuocerli nello zucchero per caramellarli; con la fermentazione forniscono una buona <strong>acquavite</strong> e facendoli macerare per 10-30 giorni in soluzione alcolica se ne ottiene un delicato liquore in uso specialmente nelle Marche e in Corsica. Nelle Marche, e specificamente nella zona del promontorio di Monte Conero, una secolare tradizione voleva che gli abitanti della zona accorressero nel giorno dei santi Simone e Giuda (28 ottobre) nelle selve per cibarsi abbondantemente dei frutti del corbezzolo incoronandosi dei rami della pianta, perpetuando così un <strong>rito bacchico</strong> rivisitato in chiave cristiana. Oggigiorno la festa del corbezzolo non è più celebrata ufficialmente, ma gli abitanti della zona del Conero amano ancora recarsi nei boschi del promontorio per raccogliere i corbezzoli durante le belle giornate autunnali.</p>
<p><strong>La pianta viene utilizzata a scopo ornamentale in parchi e giardini</strong> per il colore rosso intenso dei propri frutti presenti sulla pianta contemporaneamente ai bei grappoli di fiori bianchi ed anche per il denso e lucido fogliame. <strong>Il legno di corbezzolo è un ottimo combustibile</strong> per il riscaldamento casalingo utilizzato su camini e stufe, ma il suo utilizzo maggiore è per gli arrosti grazie alle sue caratteristiche aromatiche. Il corbezzolo è un legno molto robusto e pesante; dopo circa 60 gg dal taglio può perdere fino al 40% del suo peso.</p>
<p>In passato le foglie del corbezzolo, essendo ricche di <strong>tannini</strong> e <strong>arbutoside</strong>, venivano utilizzate per la <strong>concia delle pelli</strong>.</p>
<p>Preparate <strong>in decotto hanno caratteristiche diuretiche, astringenti e antisettiche</strong>. I frutti hanno effetto antidiarroico. Essi contengono però un alcaloide che può causare, in persone particolarmente sensibili a esso, inconvenienti di solito non gravi.</p>
<p>Il termine generico <em>Arbutus</em> ha un’antichissima derivazione di origine celtiche <em>ar</em> = aspro, <em>butus</em> = cespuglio, mentre quello specifico <em>unedo</em> deriva dal latino <em>unus</em> = <em>unum </em>+ <em>edo</em> = mangio “(ne) mangio uno (solo)” gli fu assegnato da Plinio il Vecchio, facendo una chiara allusione alla scarsa gustosità dei suoi frutti. Virgilio, nell’Eneide, afferma che sulle tombe i parenti del defunto erano soliti depositare rami di corbezzolo e i romani gli attribuivano poteri magici. Si dice che porti fortuna tenere appeso in casa un ramoscello di Corbezzolo con tre frutti.</p>
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		<title>Visciole</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/visciole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 10:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[amarene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le visciole sono il frutto del Prunus cerasus, una varietà di ciliegio noto comunemente come ciliegio acido. Nonostante non goda di una diffusione così massiccia come la comune ciliegia, la visciola è conosciuta da tempo; il suo impiego in cucina è infatti descritto già dal 1583 nel testo “Trattato della natura de’ cibi et del &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>visciole</strong> sono il frutto del <em>Prunus cerasus,</em> una varietà di ciliegio noto comunemente come <strong>ciliegio acido</strong>. Nonostante non goda di una diffusione così massiccia come la comune ciliegia, la visciola è conosciuta da tempo; il suo impiego in cucina è infatti descritto già dal 1583 nel testo “Trattato della natura de’ cibi et del bere“, di Baldassare Pisanelli.</p>
<p>Il ciliegio acido è un albero alto fino a 8 metri, dotato di una chioma generosa e di foglie leggermente più piccole della varietà più comune. La pianta del <em>Prunus cerasus</em> è originaria dell’Asia Minore, ma oggi la sua coltivazione è diffusa quasi in tutto il mondo. In Italia le aree in cui è maggiormente apprezzata e coltivata sono Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Liguria, Puglia e Calabria.</p>
<p>Durante il corso della primavera, la pianta produce dei caratteristici fiori bianchi, raccolti in mazzetti, che tendono a perdere copiosi petali a pochi giorni dalla fioritura.</p>
<p>I frutti si sviluppano invece in estate: sono delle drupe dall’aspetto del tutto analogo alle classiche ciliegie, presentano una forma sferica di poco più di un centimetro e un’intensa colorazione rossa. La polpa della visciola è molto morbida e succosa, ma il suo sapore appare inizialmente più amarognolo sul palato rispetto alle varietà più comuni.</p>
<p>Una sensazione però momentanea, poiché poi queste drupe sono in grado di regalare un intenso retrogusto dolciastro.</p>
<p>Come le ciliegie, anche le visciole completano la maturazione solo sull’albero: una volta mature, tendono infatti a un rapido decadimento. Per favorirne la conservazione, quando vengono colte è quindi ideale che i frutti rimangano attaccati al loro peduncolo. Le visciole fresche rimangono intatte in frigorifero solo per pochi giorni.</p>
<p>La raccolta avviene durante l’estate, a partire dalla fine di luglio, e può proseguire fino all’autunno inoltrato.</p>
<p>Per quanto si tratti di frutti imparentati, poiché tutti appartenenti al genere <em>Prunus</em>, tra visciola, ciliegia e amarena sussistono delle importanti differenze, ben evidenti soprattutto all’assaggio.</p>
<p>Le visciole sono dei piccoli frutti rossi dal sapore dolcissimo, spesso confusi con le amarene o addirittura con le ciliegie. Riuscire a distinguere queste varietà non è poi così complicato, ma dobbiamo ammettere che ad una rapida occhiata visciole, amarene e ciliegie potrebbero sembrare identiche. E’ quando le si assaggia che ci si rende conto di avere davanti tre frutti dalle caratteristiche differenti e vale la pena approfondire perché stiamo parlando di una varietà che per molti è del tutto sconosciuta e nasconde molti segreti.</p>
<p>Se però le amarene possono essere considerate parenti strette delle visciole per le ciliegie il discorso è un po’ diverso, trattandosi di una variante più pregiata, che si presta ad essere assaporata anche così com’è, al naturale. La visciola invece viene utilizzata nella preparazione di ricette dolci e soprattutto nella realizzazione di marmellate.</p>
<p>La visciola è il frutto di una pianta chiamata <strong><em>Prunus cerasus</em></strong> (o ciliegio acido), proprio come l’amarena ed il marasco. In Italia esistono 3 varietà di ciliegio acido ed ognuna di queste produce frutti dal sapore e dall’aspetto leggermente differenti:</p>
<ul>
<li>l’<strong>amareno</strong> produce le amarene, caratterizzare da un colore rosso chiaro e da un sapore leggermente acido ed amarognolo;</li>
<li>il <strong>visciolo</strong> produce le visciole, che sono invece caratterizzate da un colore rosso più intenso e da un sapore leggermente acido ma molto più dolce;</li>
<li>il <strong>marasco</strong> produce i maraschi, dal sapore molto amaro e acidognolo e dal colore rosso scuro.</li>
</ul>
<p>La differenza quindi tra le visciole e le amarene si può riscontrare sia nell’aspetto di questi piccoli frutti che nel loro sapore. Le prime sono di un colore più intenso mentre le seconde sono riconoscibili perché decisamente più chiare. Tutte queste varietà comunque sono riconducibili alla stessa pianta ossia al <em>Prunus cerasus</em>. Le ciliegie invece sono frutti prodotti da un’altra tipologia di pianta: il <strong><em>Prunus avium</em></strong>.</p>
<p>Inoltre, a differenza del <em>Prunus avium </em>maggiormente esigente, la pianta della visciola è rustica e molto resistente e, per questo motivo, facile da coltivare; si adatta pressoché a tutti i climi anche se preferisce quelli più temperati, e rende bene in terreni poveri. I semi, rappresentati dai noccioli dei frutti, tendono a germogliare con facilità; tuttavia, possono essere necessari molti anni prima che la pianta cresca a sufficienza per produrre frutti, ragion per cui si preferisce di norma il trapianto di esemplari giovani acquistati da vivai e centri di botanica.</p>
<p>Le visciole contengono <strong>alti livelli di antociani e fenoli totali</strong>, e dunque possiedono forti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, maggiori rispetto alle ciliegie dolci. Per questo motivo, la ciliegia visciola è utile all’organismo, tanto da essere considerata un vero e proprio rimedio naturale.</p>
<p>Come accennato, visciole, ciliegie e amarene hanno un sapore differente e si prestano quindi a preparazioni ed utilizzi diversi. Mentre le ciliegie sono perfette se gustate anche così come sono, le amarene e le visciole vengono invece quasi sempre impiegate nelle preparazioni culinarie.</p>
<p>Le visciole in particolare sono utilizzate per preparare il famoso <strong>vino marchigiano</strong>: una bevanda dolce che viene servita come dessert a fine pasto e che vanta una lunghissima tradizione.</p>
<p>Questi frutti però trovano un largo impiego anche nella preparazione della <strong>marmellata</strong>: ne esistono diverse ricette a seconda della zona d’Italia ma l’ingrediente principale rimane sempre lo stesso. Lavate e ben asciugate, le visciole si possono anche congelare per poi impiegarle per preparare dolci e dessert anche al cucchiaio.</p>
<p><strong>I peduncoli dei frutti inoltre possiedono delle interessanti proprietà benefiche</strong>: vengono infatti raccolti quando completamente maturi e lasciati essiccare al sole. Impiegati a scopi fitoterapici, risultano degli ottimi diuretici e sedativi, utili in caso di cistite e di insufficienza renale. Da questo punto di vista quindi le visciole possono essere considerate anche dei frutti medicinali, grazie alle loro note proprietà benefiche.</p>
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		<title>Sambuco comune &#124; Sambucus Nigra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 10:32:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[agglutinine]]></category>
		<category><![CDATA[antocianosidi]]></category>
		<category><![CDATA[benzaldeide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sambuco comune (Sambucus nigra L.) è una pianta angiosperma dicotiledone appartenente, secondo la Classificazione APG III, alla famiglia delle Adoxaceae e al genere Sambucus. È una specie molto diffusa in Italia, dalla pianura fino a 1400 metri di quota, soprattutto negli ambienti ruderali (rive, strade, ferrovie&#8230;), nei boschi umidi e sulle rive dei corsi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>sambuco comune</strong> (Sambucus nigra L.) è una pianta angiosperma dicotiledone appartenente, secondo la Classificazione APG III, alla famiglia delle <em>Adoxaceae</em> e al genere <em>Sambucus</em>.</p>
<p>È una specie molto diffusa in Italia, dalla pianura fino a 1400 metri di quota, soprattutto negli ambienti ruderali (rive, strade, ferrovie&#8230;), nei boschi umidi e sulle rive dei corsi d&#8217;acqua. Per le proprietà benefiche dei suoi fiori e delle sue bacche, il sambuco trova largo impiego nella fitoterapia.</p>
<p>Il sambuco è un arbusto o piccolo albero, caducifoglie e latifoglie, che può superare i 4 metri di altezza.</p>
<p><strong>Il tronco</strong> è eretto e molto ramificato, ha una scorza grigio-bruna e verrucosa, mentre i rami sono opposti, ricadenti e con midollo chiaro; <strong>le foglie</strong> sono picciolate, opposte, composte da 3-7 foglioline di colore verde brillante; l’infiorescenza è costituita da piccoli fiori ermafroditi con calice corto e campanulato, la corolla è costituita da 5 petali fusi alla base di colore bianco avorio ed emanano un forte odore aromatico caratteristico che <strong>attira api e altri insetti pronubi</strong>. <strong>I frutti</strong> sono piccole drupe globose, succose a maturità, di colore viola-nerastro. I semi sono 2 o 3 per ogni bacca, lucidi e di colore nero-violaceo. Fiorisce in aprile-maggio e fruttifica in luglio-agosto. Originaria del Nord Africa, Europa, Asia centrale e Occidentale, Nord America, in Italia è presente da 0 a 1400 m di altitudine, nelle radure, nei luoghi ruderali, al margine dei boschi umidi, lungo le scarpate e i fossi.</p>
<p><strong>Il nome</strong> del genere Sambucus pare derivi dal greco “<em>sambyké</em>”, uno strumento musicale realizzato coi rami del sambuco svuotati del midollo.</p>
<p><strong>La droga</strong> è costituita sia dal frutto essiccato sia dai fiori. Sono in commercio diversi integratori a base del succo ottenuto dal frutto fresco.</p>
<p>Al sambuco vengono attribuite proprietà medicinali-erboristiche riscontrabili nei frutti e nei fiori. Nei frutti di sambuco sono stati identificati numerosi <strong>antocianosidi: </strong>quelli maggiormente presenti sono: cianidina-3-O-glucoside; cianidina-3-O-sambudioside; rappresentano rispettivamente il 65,7% e 32,4% degli antociani totali e sono <strong>responsabili del colore scuro</strong>. È presente una bassa percentuale di <strong>olio essenziale</strong> (0,01%) nel quale sono stati identificati 34 composti, tra i quali i più rappresentati sono <strong>fenilacetaldeide</strong>, <strong>benzaldeide, etil linoleato e linalolo</strong>.</p>
<p>I semi e i frutti contengono alcune <strong>agglutinine</strong>, proteine appartenenti alla famiglia delle lectine, che sono in grado di riconoscere e legarsi ai polisaccaridi presenti sulle membrane cellulari. I frutti contengono inoltre <strong>vitamine</strong> (B2, C, acido folico, biotina), <strong>minerali</strong> (magnesio e potassio), <strong>acidi grassi</strong> e <strong>zuccheri</strong> (glucosio e fruttosio). È stata riscontrata anche la presenza di <strong>glicosidi cianogenici</strong>, presenti in tutte le parti della pianta ma soprattutto nelle foglie; la loro quantità sembra essere correlata al clima e all’altitudine del luogo di raccolta, aumentando ad altezze più elevate.</p>
<p>I fiori di sambuco contengono <strong>flavonoidi</strong>, in particolare derivati della <strong>quercetina</strong> e del <strong>kaempferolo</strong>, acidi fenolici (<strong>acido clorogenico, caffeico, ferulico</strong>), <strong>triterpeni</strong>, <strong>steroli</strong> e un <strong>olio essenziale</strong> costituito principalmente da monoterpeni (<strong>linalolo, citronellolo</strong>).</p>
<p>La droga costituita dai fiori di sambuco essiccati è presente nella Farmacopea europea (8a ed.), la quale specifica che dovrebbe avere un contenuto minimo dello 0.8% di flavonoidi, espressi come <strong>isoquercitroside</strong>.</p>
<p><strong>L’uso del sambuco</strong> <strong>nella medicina popolare</strong> e nei sistemi di medicina tradizionale risale a tempi molto antichi; diversi testi storici riportano l’uso di fiori e frutti, a seconda della tradizione locale, principalmente per il <strong>trattamento del raffreddore e come espettorante</strong>, diaforetico in caso di febbre, diuretico, ma anche per il trattamento di coliche, sinusiti, congiuntiviti, diarrea, mal di testa, reumatismi e come lassativo.</p>
<p>I fiori di sambuco sono approvati dalla Food and Drug Administration statunitense, che li considera generalmente sicuri (GRAS) come <strong>agenti aromatizzanti</strong>, mentre la Commissione E tedesca ne ha approvato l’uso per il trattamento delle malattie da raffreddamento. L’Agenzia Europea del Farmaco &#8211; EMA, nella monografia “Sambuci flos” indica l’<strong>utilizzo tradizionale dei fiori come sintomatico nella fase iniziale del raffreddore comune</strong>.</p>
<p>Diversi studi <em>in vitro</em> e <em>in vivo</em> hanno indagato e riconosciuto nei frutti di sambuco varie <strong>proprietà: antibatteriche; antivirali; antinfiammatorie; immunomodulanti; antiossidanti</strong>. Mentre i pochi studi in vitro relativi all’estratto acquoso dei fiori hanno mostrato un’attività antinfiammatoria correlata all’inibizione delle interleuchine IL-1a, IL-1β e del TNF-a.</p>
<p>Estratti da sambuco vengono utilizzati <strong>in erboristeria</strong> per le proprietà diuretiche, diaforetiche, antinevralgiche, emollienti, lassative, antifibrillanti, emetiche, antireumatiche, depurative e leggermente antinfiammatorie, nonché per la secrezione bronchiale.</p>
<p>È consigliato anche per raffreddore comune, infezione delle vie respiratorie, tosse, faringite, bronchite, rinite, stitichezza o stipsi, emorroidi, aritmia, infezione o infiammazione delle vie urogenitali, cistite, uretrite, calcolosi delle vie urinarie, edema da ritenzione, reumatismi, gotta (aiuta ad eliminare l&#8217;acido urico), problemi della pelle, dermatosi, eruzione cutanea, nevralgia, epilessia, necessità di depurare l’organismo. Tra gli organi principali sui quali ha effetto benefico vi sono cuore, reni, cavo orale, intestino, stomaco, apparato urinario, fegato e sistema immunitario.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p><strong>A parte i frutti e i fiori</strong>, che hanno in genere effetti benefici, <strong>tutto il resto della pianta</strong> (foglie e semi compresi) <strong>è velenoso poiché contiene il glicoside</strong> <strong>sambunigrina</strong>. Inoltre l&#8217;assunzione di sambuco potrebbe influire sull’attività dei corticosteroidi e dei farmaci immunosoppressori perché può aumentare l’attività del sistema immunitario (si consiglia quindi di rivolgersi al proprio medico curante per valutarne la compatibilità). L&#8217;applicazione sulla pelle di foglie e fiori freschi provoca violente irritazioni ed eritemi.</p>
<p><strong>Altri impieghi del sambuco</strong></p>
<p>Viene usato come aroma nel pane per fare il &#8220;<strong>pane col sambuco</strong>&#8220;.</p>
<p>Con i fiori è possibile fare uno sciroppo che, dopo diluizione in acqua, produce una bevanda dissetante, molto usata in Tirolo e nei paesi nordici. Essa si può anche fermentare, ottenendo una specie di spumante. Lo sciroppo entra anche nella preparazione di alcuni <strong>cocktail</strong>, come l&#8217;<strong>Hugo</strong>.</p>
<p>Le bacche sono commestibili solo dopo cottura e vengono impiegate per gelatine e marmellate, delle quali non si deve abusare a causa delle proprietà lassative. Le bacche vengono utilizzate anche per minestre dolci, come la <strong><em>Fliederbeersuppe</em></strong> del nord della Germania.</p>
<p>Le bacche e il loro succo, fresco o fermentato, sono usati per produrre <strong>inchiostri</strong> che, a seconda della specie, delle condizioni della pianta e della ricetta, possono apparire blu, blu/nero, marrone, lilla, rosso.</p>
<p>I fiori sono commestibili e in alcune parti d&#8217;Italia sono consumati all&#8217;interno di frittelle, oppure passati in pastella e fritti.</p>
<p>La pianta viene <strong>utilizzata anche a scopo ornamentale</strong>, mentre dal tronco si ricava un legno duro e compatto, utilizzato come combustibile e per lavori al tornio; il legno dei giovani rami al contrario è tenero e fragile, con l&#8217;interno costituito da una sostanza a consistenza spugnosa. Questa peculiarità ha permesso, nella tradizione popolare italiana, la <strong>realizzazione di</strong> semplici <strong>flauti</strong>.</p>
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		<title>Ossicocco americano &#124; Vaccinium macrocarpon</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ossicocco-americano-vaccinium-macrocarpon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 10:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[Ossicocco americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ossicocco americano (Vaccinium macrocarpon, Ait.) appartenente alla famiglia delle Ericacee e al genere Vaccinium, è una piccola pianta da frutto che produce bacche rosse, di origine americana. Per le sue caratteristiche viene considerato tra i frutti di bosco. Questa pianta viene detta anche &#8220;mirtillo rosso americano&#8221;, da non confondersi con quello detto semplicemente &#8220;mirtillo rosso&#8221; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>ossicocco americano </strong>(<em>Vaccinium macrocarpon</em>, Ait.) appartenente alla famiglia delle Ericacee e al genere <em>Vaccinium</em>, è una piccola pianta da frutto che produce bacche rosse, di origine americana. Per le sue caratteristiche viene <strong>considerato tra i frutti di bosco</strong>. Questa pianta viene detta anche &#8220;mirtillo rosso americano&#8221;, <strong>da non confondersi con quello detto semplicemente &#8220;mirtillo rosso&#8221; (Vaccinium vitis-idaea</strong>), arbusto producente un frutto analogo, anch&#8217;essa delle Ericacee, di origine europea ed asiatica.</p>
<p>L&#8217;ossicocco americano è un piccolo arbusto, sempreverde e latifoglia, con portamento di basso cespuglio legnoso, prostrato e pulvinato, cioè con forma a cuscino, e ricoprente il suolo per una altezza non superiore ai 20 cm, ed una larghezza fino a circa 1-2 metri. I rami sono sottili ed esili, e portano foglie coriacee alterne di piccola dimensione. I piccoli fiori rosati hanno petali ricurvi all&#8217;indietro ed antere e stigma sporgente, con un aspetto generale che ricorda quello dei fiori delle Fuchsia. I frutti sono bacche rosse di discreta dimensione (in proporzione della dimensione della pianta), da cui deriva L&#8217;epiteto specifico: &#8220;<strong>macrocarpon</strong>&#8221; <strong>che significa a frutto grande</strong>. La fioritura avviene in maggio-giugno; i frutti raggiungono la piena maturazione in ottobre-novembre.</p>
<p><strong>Principali varietà </strong></p>
<ul>
<li><strong><em>Vaccinium macrocarpon “Early Black”</em></strong> arbusto di basse dimensioni dal portamento cespuglioso, produce cranberry di medie dimensioni, di color rosso scuro, molto ricchi di vitamina C; richiede terreno acido e costantemente umido.</li>
<li><strong><em>Vaccinium macrocarpon “Hamilton”</em></strong>´, varietà nana, raggiunge i 10-15 cm di altezza e presenta piccole foglie rotonde, verde intenso in estate e rosso-mogano in inverno. La fioritura avviene in maggio-giugno, con piccoli fiori rosa, stellati, ai quali seguono piccoli frutti rossi.</li>
<li><strong><em>Vaccinium macrocarpon “Howes”</em></strong>´, varietà tardiva che matura ad ottobre, moderatamente produttivo, presenta grandi steli, lunghi da 20 a 100 cm e cranberry, tondi (circa 1,5 cm di diametro), lucidi, di colore rosso, ricchi di pectina e vitamine. Richiede un terreno umido, ricco, ben drenato e da leggermente acido a acido.</li>
</ul>
<p>La pianta è originaria del Nord-Est degli Stati Uniti estendendosi a sud fino alla Sud Carolina, e delle contigue regioni del Sud-Est canadese. è molto resistente al freddo, ed ha ambiente ottimale in aree umide e palustri, lungo i ruscelli, dove costituisce spesso estese colonie monospecie. Ama terreno acido, in analogia ad altre Ericacee.</p>
<p><strong>Più del 30% dei frutti utilizzati negli Stati Uniti è coltivato e lavorato in Wisconsin</strong>, per produrre alimenti conservati (composte e succhi), data la presenza di un clima e di un ambiente adatti, (è una pianta palustre) fatto che giustifica la presenza di installazioni industriali per la lavorazione. I frutti sono anche industrialmente preparati congelati o essiccati.</p>
<p>I <strong>frutti </strong>dal caratteristico sapore agrodolce, possono essere consumati freschi, essiccati o impiegati per fare succhi o marmellate.</p>
<p>I frutti e le composte, succhi e gelatine derivate, oltre che a scopo alimentare, sono anche considerate tradizionalmente con <strong>attività farmacologiche</strong>, <strong>disinfettanti e antinfiammatorie</strong>, <strong>particolarmente note per le infezioni alle basse vie urinarie</strong> (cistite), proprietà peraltro non confermate. Gli ossicocchi sono ad ogni modo<strong> ricchi di fito-nutrienti, </strong>in particolare di<strong> proantocianidine antiossidanti </strong>ed altre sostanze chimiche in grado di proteggere i denti dalle carie, infezioni delle vie urinarie, e molte malattie infiammatorie; tuttavia sono anche <strong>ricchi di calcio e ossalati</strong>, che sono una <strong>frequente causa di calcoli renali</strong>.</p>
<p>Il frutto ha una forte componente acida che permane nei prodotti derivati, e che contrasta gradevolmente col dolce che pure è contenuto nella polpa dei frutti. Le <strong>composte</strong> sono preparate schiacciando i frutti o lasciandoli interi almeno in parte, e portandoli a bollitura miscelati con acqua e zucchero, aggiungendo polpa di mela, possibilmente non molto matura, a funzione di incrementare il contenuto di <strong>pectina</strong>, che è un addensante naturale, utile soprattutto a produrre anche gelatine. È anche utilizzabile in luogo della polpa di mela, per lo stesso scopo, la pectina naturale estratta industrialmente, preparata in prodotto pronto all&#8217;uso.</p>
<p><strong>Il consumo come alimento è molto radicato negli Stati Uniti ed in Canada</strong>, dove è tradizionalmente il cibo <strong>nelle ricorrenze festive invernali</strong>, come composta acida per la <strong>festa del Ringraziamento</strong>. Analogo uso si ha in Nord Europa per il <em>Vaccinium vitis-idaea</em> (mirtillo rosso europeo).</p>
<p>Oltre ai frutti freschi, i succhi, o i frutti secchi a scopo alimentare, in vari Paesi vengono venduti molti prodotti a base di ossicocco per i potenziali effetti sulla salute. Nei paesi dell&#8217;Europa centro-orientale (ad esempio in Polonia, dove prende il nome di <strong>żurawina</strong>) si possono comprare nelle comuni farmacie sciroppi o succhi concentrati (dal sapore molto acido), <strong>integratori alimentari</strong> a base di questo frutto o di altre parti della pianta, tisane; gli infusi talvolta possono essere trovati anche nei normali negozi (spesso mescolati con altre piante), più facilmente che in Italia.</p>
<p>L&#8217;ossicocco è altresì impiegato come guarnizione in una variante del <strong>wensleysdale</strong>.</p>
<p>L&#8217;artista statunitense Alexandra Carter utilizza il colore acceso e la componente acida del succo di mirtillo rosso americano per creare opere pittoriche su supporti tessili come federe e lenzuola antiche. I&#8217;estratto della bacca viene adoperato puro o mescolato alla pittura.</p>
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		<title>Salmonberry (Salmonella) Rubus spectabilis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/salmonberry-salmonella-rubus-spectabilis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 10:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[akutag]]></category>
		<category><![CDATA[aqutak]]></category>
		<category><![CDATA[bacche russe]]></category>
		<category><![CDATA[frutto di rovo]]></category>
		<category><![CDATA[Kodiak]]></category>
		<category><![CDATA[Rubus spectabilis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rubus spectabilis è una specie di Rubus appartenente alla famiglia delle rose (Rosaceae), originaria della costa occidentale del Nord America, dall&#8217;Alaska centro-occidentale alla California, nell&#8217;entroterra fino all&#8217;Idaho. Il Rubus spectabilis è un arbusto deciduo rizomatoso che cresce fino a 1–4 metri di altezza, con steli legnosi perenni (non biennali) ricoperti da minuscole spine, specialmente su &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Rubus spectabilis</em></strong> è una specie di Rubus appartenente alla famiglia delle rose (<em>Rosaceae</em>), originaria della costa occidentale del Nord America, dall&#8217;Alaska centro-occidentale alla California, nell&#8217;entroterra fino all&#8217;Idaho.</p>
<p>Il <em>Rubus spectabilis</em> è un arbusto deciduo rizomatoso che cresce fino a 1–4 metri di altezza, con steli legnosi perenni (non biennali) ricoperti da minuscole spine, specialmente su nuova crescita. La pianta ha fusti eretti o arcuati di colore dorato o bruno giallastro (detti anche &#8220;canne&#8221;) che spesso formano boschetti, come molti altri rovi del genere <em>Rubus</em>.</p>
<p>Le foglie sono alterne, trifogliate (con tre foglioline), di 7–22 centimetri di lunghezza e di forma tipicamente ovata, con la fogliolina terminale più grande delle due foglioline laterali, che a volte sono poco lobate. I margini delle foglioline sono doppiamente seghettati. Anche le foglie sono stabili e sono lisce o leggermente pelose sulla superficie superiore, rispetto alla parte inferiore, che è tipicamente più pallida e pelosa.  I fiori sono color magenta vibrante; mentre i frutti, commestibili, di un brillante color arancio o rosso, maturano in estate e ricordano delle grandi more. <strong>Salmonberry è il frutto di questa pianta.</strong></p>
<p>Salmonberries si trovano in foreste umide e margini di flusso, soprattutto nelle foreste costiere. Spesso formano grossi cespugli, e prosperano negli spazi aperti sotto gli stands di alder rosso. A Kodiak, Alaska, i salmonberries d&#8217;arancia sono spesso chiamati &#8220;<strong>bacche russe</strong>&#8220;. Poiché le bacche si trovano in abbondanza e sembrano molto come i lamponi, <strong>una delle isole dell&#8217;arcipelago Kodiak è chiamata Isola di lamponi</strong>.</p>
<p>Le <strong>bacche salmonberries</strong> maturano dall&#8217;inizio di maggio alla fine di luglio nella maggior parte del Pacifico nord-occidentale (più tardi nei climi più freddi); si presentano lunghe 1,5–2 cm e assomigliano a grandi lamponi, di colore dal giallo brillante al rosso arancio. Il frutto si stacca dal suo ricettacolo, differenziandolo dalle more.</p>
<p>Botanicamente parlando, il <strong>salmonberry</strong> non è una vera bacca, ma un <strong>frutto di rovo</strong> ovvero un frutto aggregato fatto di molte drupe più piccole; questi frutti mostrano un grande polimorfismo di colore, poiché le bacche sono spesso di colore rosso o giallo-arancio; sebbene sia i frutti rossi che quelli giallo-arancioni abbiano qualità fisiche simili, le bacche rosse sono più comunemente consumate dagli uccelli.</p>
<p>Le bacche mature sono morbide, dolci, delicate e profumate, da taluni definito &#8220;insipido &#8220;. Sono consumate al naturale, ma anche usate per preparare marmellate e galatine o aggiunte a prodotti da forno e vino. Non è una bacca coltivata, quindi è generalmente raccolta allo stato selvatico. I raccoglitori di salmonberry devono prelevare il frutto con attenzione, poiché gli steli sono spinosi e le bacche tendono a essere tenere e fragili.</p>
<p>Questi frutti particolari hanno un posto particolare nelle tavole tradizionali. L’<strong>akutag</strong> o <strong>aqutak</strong> — noto più comunemente come <strong>gelato eschimese</strong> — è un piatto preparato tradizionalmente dai popoli nativi dell’Alaska. Si ottiene con grassi e oli animali, bacche (anche salmonberry) e pesce. Viene quindi incorporata aria, che dona al piatto una consistenza leggera e piacevole. L’akutag è servito in occasioni speciali e fa parte della dieta indigena da migliaia di anni.</p>
<p>Le bacche salmonberry sono parte delle abitudini alimentari sia indigene che regionali dell’America del nord da millenni, ma a causa della regione piuttosto limitata in cui crescono non hanno mai goduto della diffusa popolarità di altre bacche. Sono tuttavia molto apprezzate dalle comunità in cui si trovano. Hanno una particolare rilevanza culturale per le popolazioni native e compaiono nella loro cucina, nel folklore e nelle pratiche medicinali.</p>
<p>Altri usi dei nativi americani includono:</p>
<ul>
<li>Bollire le foglie con il pesce come condimento (dal popolo Nuu-chah-nulth)</li>
<li>Usando le foglie per foderare i cestini, pulire il pesce e coprire le fosse di cottura (dal popolo Kaigani Haida)</li>
<li>Usare i rami come stelo di una pipa (dal popolo Makah)</li>
<li>Masticare e sputare le foglie (o la corteccia in inverno) su un&#8217;ustione come trattamento per le loro qualità astringenti (dal popolo Quileute)</li>
<li>Bollire la corteccia in acqua di mare per creare una miscela per pulire le ferite infette (soprattutto ustioni) e ridurre i dolori del travaglio (dal popolo Quinault)</li>
</ul>
<p>È anche ampiamente coltivata come pianta ornamentale per i suoi fiori.</p>
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		<title>Ossicocco &#124; Vaccinium subg. Oxycoccus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ossicocco-vaccinium-subg-oxycoccus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 10:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[acido glucuronico]]></category>
		<category><![CDATA[acido malico]]></category>
		<category><![CDATA[catechine]]></category>
		<category><![CDATA[cranberry]]></category>
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		<category><![CDATA[ossicocco]]></category>
		<category><![CDATA[proantocianidine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ossicocco (Vaccinium subg. Oxycoccus), detto anche mirtillo rosso, mirtillo palustre o mortella di palude, è un sottogenere di piante appartenenti al sottogenere Oxycoccus ed al genere Vaccinium. Secondo alcuni autori dovrebbe essere considerato come un genere a sé stante. La specie più comune in Europa è il Vaccinium oxycoccus, ma il Vaccinium macrocarpon, d&#8217;origine americana, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>ossicocco</strong> (<em>Vaccinium subg. Oxycoccus</em>), detto anche <strong>mirtillo rosso</strong>, <strong>mirtillo palustre</strong> o <strong>mortella di palude</strong>, è un sottogenere di piante appartenenti al sottogenere <em>Oxycoccus</em> ed al genere <em>Vaccinium</em>.</p>
<p>Secondo alcuni autori dovrebbe essere considerato come un genere a sé stante.</p>
<p>La specie più comune in Europa è il <em>Vaccinium oxycoccus</em>, ma il <strong><em>Vaccinium macrocarpon</em></strong>, d&#8217;origine americana, è quello più commercializzato.</p>
<p>Il <strong>mirtillo rosso americano o american cranberry</strong> è un arbusto sempreverde di origine nord-americana, molto simile dal punto di vista botanico al nostro mirtillo. Cresce spontaneo nel Nord America in terreni palustri acidi ed è per questo che è anche noto con il nome di mirtillo rosso palustre americano. Il fiore del cranberry è di colore bianco o rosa chiaro, a forma di campana. Il frutto, piccolo e rossastro, è polposo ed aspro.</p>
<p>Il <strong>consumo come alimento</strong> è molto radicato negli Stati Uniti ed in Canada, dove è tradizionalmente il cibo nelle ricorrenze festive invernali, come composta acida per la festa del Ringraziamento. Analogo uso si ha in Nord Europa per il <em>Vaccinium vitis-idaea</em> (mirtillo rosso europeo).</p>
<p>La droga è costituita dai frutti della pianta contenenti: <strong>proantocianidine</strong>; <strong>flavonoidi</strong>, fra cui la <strong>quercetina</strong>; <strong>catechine</strong>; <strong>tannini</strong>; <strong>acido citrico</strong>; <strong>acido malico</strong>; <strong>acido glucuronico</strong>; <strong>beta-carotene</strong>; <strong>glutatione</strong>; <strong>vitamina E</strong>; <strong>acido ascorbico</strong>; <strong>fibre</strong>; <strong>proteine</strong>.</p>
<p>Il cranberry è largamente impiegato in fitoterapia per prevenire le infezioni del tratto urinario, benché non si possa parlare di vere e proprie indicazioni terapeutiche. Nonostante ciò, esistono diversi studi a supporto delle proprietà antibatteriche ascritte al cranberry.</p>
<p>Il cranberry, inoltre, è ricco di composti fenolici monomerici e polimerici che svolgono un&#8217;azione protettiva sulle cellule nei confronti dei radicali liberi, proteggendole dal danno ossidativo, il cui effetto benefico e protettivo pare esercitarsi anche a livello cardiovascolare.</p>
<p>Il cranberry o mirtillo rosso americano <strong>rientra nella composizione di diversi integratori alimentari con indicazioni per favorire la corretta funzionalità delle vie urinarie e per prevenirne eventuali infezioni batteriche</strong> (come, ad esempio, quelle che possono dare origine a cistite). In queste preparazioni, lo si può trovare sia da solo, sia in associazione ad altre piante con proprietà analoghe alle sue.</p>
<p>In diversi studi controllati, il cranberry &#8211; oltre ad esibire spiccate proprietà antiossidanti – è parso efficace nella prevenzione e nel trattamento di infezioni recidivanti e croniche delle vie urinarie (verosimilmente grazie alla capacità della pianta di inibire l&#8217;adesione dei microorganismi alle membrane cellulari dell&#8217;epitelio urinario dell&#8217;ospite); <strong>i dati</strong> tuttavia <strong>non sono stati confermati</strong>.</p>
<p>Il cranberry è di solito <strong>ben tollerato</strong>. Tuttavia, dosaggi molto elevati possono causare disturbi gastrointestinali e diarrea. Un consumo elevato di succo al giorno, effettuato per periodi prolungati, può aumentare il rischio di formazione di calcoli renali di acido urico.</p>
<p>Il cranberry o le sue preparazioni possono instaurare <strong>interazioni farmacologiche</strong> con farmaci, quali:</p>
<ul>
<li>Warfarin, poiché la somministrazione concomitante di mirtillo rosso americano può potenziare l&#8217;effetto anticoagulante del farmaco stesso. L&#8217;interazione tra il succo di cranberry e il warfarin è biologicamente plausibile, in quanto il warfarin viene metabolizzato dal citocromo P450 (CYP2C9) e il succo di cranberry contiene flavonoidi che inibiscono gli enzimi CYP. Benché vi sia mancanza di dati conclusivi, si consiglia comunque vigilanza nella contemporanea somministrazione di cranberry e warfarin.</li>
<li>Antagonisti dei recettori H2 e inibitori di pompa protonica, poiché l&#8217;assunzione concomitante della pianta può ridurne l&#8217;efficacia terapeutica.</li>
</ul>
<p><strong>Evitare </strong>comunque <strong>l&#8217;assunzione</strong> di cranberry <strong>in caso d&#8217;ipersensibilità</strong> nota verso uno o più componenti, <strong>in caso di allergia</strong> all&#8217;acido acetilsalicilico <strong>e in pazienti affetti da gastrite atrofica, ipocloridria, calcoli renali e diabete</strong> (in quest&#8217;ultimo caso, l&#8217;uso del cranberry è controindicato solo se le preparazioni che lo contengono e che si devono utilizzare sono dolcificate con zucchero). Inoltre, a causa del rischio di formazione di calcoli renali di acido urico, l&#8217;utilizzo del mirtillo rosso americano è controindicato anche <strong>nei pazienti con iperuricosuria</strong>.</p>
<p>Alla luce di quanto finora detto, pertanto, si rinnova ancora una volta l&#8217;invito al consulto con il proprio medico prima di assumere il cranberry e i prodotti che lo contengono, a maggior ragione se si soffre di disturbi o malattie di qualsiasi tipo, se si stanno seguendo terapie farmacologiche e/o se ci si trova in particolari condizioni (ad esempio, gravidanza, allattamento al seno, presenza di allergie, ecc.).</p>
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		<title>Tayberry &#124; Rubus Fruticosus x Idaeus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/tayberry-rubus-fruticosus-x-idaeus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[Buckingham]]></category>
		<category><![CDATA[Loganberry]]></category>
		<category><![CDATA[Rubus]]></category>
		<category><![CDATA[Tayberry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tayberry è un interessante incrocio tra la mora e il lampone. Può essere dunque definito a tutti gli effetti un ibrido. Il brevetto vero e proprio è abbastanza recente e risale al 1979. Il genere Rubus è composto di 250 specie di arbusti e rampicanti spesso spinosi o setolosi, decidui o sempreverdi, talvolta perenni &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Tayberry</strong> è un interessante incrocio tra la mora e il lampone. Può essere dunque definito a tutti gli effetti un ibrido. Il brevetto vero e proprio è abbastanza recente e risale al 1979.</p>
<p>Il genere <strong>Rubus </strong>è composto di 250 specie di arbusti e rampicanti spesso spinosi o setolosi, decidui o sempreverdi, talvolta perenni erbacee che si trovano in vari habitat, dalle dune di sabbia costiere a boschetti, boschi, foreste e declivi montani. Le foglie sono alterne e intere, lobate, palmate o pennate, ognuna con 3 o più foglioline solitamente dentate. I fiori a coppa o a piattino, con 4 o 5 petali, sono portati in racemi o pannocchie, singolarmente o in mazzetti di pochi fiori rosa, bianchi, rossi o porpora. Il Rovo (<em>Rubus fruticosus</em>), il Lampone (<em>Rubus. idaeus</em>) e tutti gli ibridi da essi derivati vengono coltivati per i frutti.</p>
<p>La mora rovo <strong><em>Rubus fruticosus</em></strong> è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosacee (come le rose, peschi, ciliegi meli) classificato botanicamente come <em>Rubus fruticosus</em> (talvolta impropriamente come <em>Rubus ulmifolius</em>, per le foglie simili all’olmo). E’ un arbusto molto produttivo, vigorosissimo, rustico, resistente ai freddi invernali e alle brinate tardive.</p>
<p>Adattabile a tutti gli ambienti esalta però la capacità produttiva, ma anche la vigoria, nei terreni profondi e fertili.</p>
<p>Le varietà più diffuse sono ottenute dal miglioramento genetico di <em>Rubus fruticosus</em> oppure dall’incrocio e successiva selezione con <em>Rubus idaeus</em> (Lampone). E’ prassi comune dividere i Rovi per la produzione di More in due gruppi, senza le spine (più diffusi e facili da coltivare) e con le spine (come quelli spontanei e le varietà più affini a questi).</p>
<p>La varietà <strong>Tayberry</strong>, che prende il nome dal fiume scozzese Tay, è un incrocio che risulta essere un <strong>miglioramento spostato verso il gusto del lampone rispetto al precedente <em>Loganberry</em></strong> che era già un ibrido mora x lampone al 50%.</p>
<p>La pianta è un arbusto pollonifero che lancia tralci lunghi fino a 2/2,5m.; ha un portamento eretto leggermente spinosi, eretti e ricadenti; la fioritura è medio-tardiva, dalla seconda decade di Maggio a inizio Giugno. Il Tayberry è specie abbastanza rustica ma teme comunque gli intensi freddi invernali. Preferisce una posizione semiombreggiata. Cresce bene su terreni freschi, ben drenati e ricchi di sostanza organica mentre non tollera quelli calcarei.</p>
<p>I<strong> frutti </strong>hanno una pezzatura grande (3/4 gr), forma molto allungata fino a 4 cm, forma conico-allungata, colore rosso-porpora intenso a volte violaceo, gusto saporito, dolce, <strong>leggermente acidulo,</strong> molto aromatico; presentano scarsa resistenza alle manipolazioni.</p>
<p>La produzione, continua e costante, inizia dal mese di luglio e si potrae fino a settembre.</p>
<p>Possono essere consumati freschi oppure utilizzati per la produzione di succhi, marmellate e gelatine.</p>
<p>Ne esiste una cultivar senza spine (peraltro poco pungenti già nella versione originale), chiamata &#8220;<strong>Buckingham</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Olivello spinoso &#124; Hippophae rhamnoides</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/olivello-spinoso-hippophae-rhamnoides/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 13:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi naturali]]></category>
		<category><![CDATA[ananas della Siberia]]></category>
		<category><![CDATA[fitocomplesso]]></category>
		<category><![CDATA[olivello selvatico]]></category>
		<category><![CDATA[olivello spinoso]]></category>
		<category><![CDATA[olivo della Siberia]]></category>
		<category><![CDATA[pianta azoto-fissatrice]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[siepi difensive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Olivello Spinoso (Hippophae rhamnoides) o olivello selvatico è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Eleagnaceae. Il nome botanico Hippophae trae origine dal fatto che, in passato, le foglie e i rametti più teneri di questa pianta venivano utilizzati per nutrire i cavalli (in greco hippos): le sostanze di cui è ricco l&#8217;Olivello Spinoso infatti, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Olivello Spinoso </strong>(<em>Hippophae rhamnoides</em>) o <strong>olivello selvatico</strong> è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle <em>Eleagnaceae</em>. Il nome botanico <em>Hippophae</em> trae origine dal fatto che, in passato, le foglie e i rametti più teneri di questa pianta venivano utilizzati per nutrire i cavalli (in greco <em>hippos</em>): le sostanze di cui è ricco l&#8217;Olivello Spinoso infatti, <strong>rendevano lucente e soffice il loro manto, migliorando sia l&#8217;aspetto esteriore che la robustezza del fisico</strong>.</p>
<p>L&#8217;Olivello Spinoso, noto anche come <strong>olivo o ananas della Siberia</strong>, è una pianta con poche pretese e con una notevole capacità di adattamento. E&#8217; diffuso infatti in una vasta area che include buona parte dell&#8217;Europa, l&#8217;Asia centrale e il nord-est della Cina. In Europa, l&#8217;Olivello Spinoso predilige soprattutto le regioni costiere e i terreni rocciosi delle aree subalpine, mentre sul territorio asiatico è possibile trovarlo nelle zone semi-desertiche della Cina e della Mongolia.</p>
<p>L&#8217;Olivello Spinoso, come già accennato, non ha bisogno di tanto per sopravvivere e crescere: l&#8217;unico elemento di cui non può fare a meno è il sole. In genere questa pianta si sviluppa spontaneamente &#8211; fino a raggiungere i 5 o 6 metri di altezza &#8211; in zone inospitali, in cui poche altre piante sarebbero in grado di resistere. L&#8217;Olivello Spinoso infatti ha un&#8217;ottima resistenza alla salsedine e sopporta facilmente gli ambienti dal clima ventoso e dal terreno arido.</p>
<p>L&#8217;Olivello Spinoso deve il suo nome ai suoi rami pieni di spine, motivo per cui lo si può trovare spesso nei giardini delle case a mo&#8217; di siepe, per assolvere non solo una funzione ornamentale ma anche protettiva; è infatti utilizzata per formare <strong>siepi difensive e impenetrabili</strong> interpoderali, ai confini degli appezzamenti; è inoltre utilizzata per contrastare l&#8217;erosione dei suoli e delle coste grazie all&#8217;apparato radicale. Infine è una <strong>pianta azoto-fissatrice</strong>, come le leguminose: arricchisce il terreno di azoto grazie a batteri simbionti attinomiceti del genere Frankia, prendendolo dall&#8217;aria.</p>
<p>La parte più interessante di questa pianta è senza dubbio il frutto, delle piccole <strong>drupe di colore arancio brillante simili a olive</strong> (<strong>da qui il nome &#8220;Olivello&#8221;</strong>). I frutti sono proprio il motivo per cui la coltivazione dell&#8217;Olivello Spinoso sta prendendo sempre più piede: da queste bacche dal colore vivace si ottengono succhi e sciroppi, ma anche un olio le cui proprietà sono sfruttate in ambito cosmetico. I suoi benefici sono apprezzati fin dall&#8217;antichità, tanto che si dice che lo stesso Gengis Khan ne facesse uso. L&#8217;olivello spinoso compare anche nella medicina tradizionale cinese, indiana e tibetana.  Questo perché contiene preziosi nutrienti e fitocomplessi.</p>
<p>In particolare, i piccoli frutti sono un concentrato di vitamina C: ne contengono in media tra le 20 e le 30 volte in più di un&#8217;arancia! Non solo, nei frutti dell&#8217;olivello spinoso troviamo anche:</p>
<p><strong>carotenoidi, antiossidanti, vitamine, minerali, polifenoli, triterpeni</strong> <strong>e fitosterolo</strong>; acidi organici (es. acido clorogenico, acido malico, acido ossalico, acido citrico, &#8230;); sono anche una fonte ricca di <strong>acidi grassi naturali omega 3, 6 e 9</strong> insieme agli <strong>acidi grassi omega 7</strong> più rari.</p>
<p>Nei semi invece sono presenti soprattutto <strong>acidi grassi insaturi</strong> e <strong>acidi grassi essenziali</strong>, tra cui spicca l&#8217;<strong>acido palmitoleico</strong>, un acido grasso insaturo della serie dei rari omega-7. Oltre a questi importanti nutrienti, i semi dell&#8217;olivello spinoso sono ricchi di <strong>vitamina E</strong>, vitamine del <strong>gruppo B e minerali</strong> quali ferro, calcio, fosforo, magnesio, potassio e zinco.</p>
<p>Le foglie infine contengono fitocomplessi utili, principalmente tannini, e vengono utilizzare per la preparazione di tinture madre dall&#8217;azione astringente.</p>
<p>E&#8217; proprio questa grande varietà di nutrienti e fitocomplessi la responsabile delle principali proprietà dell&#8217;olivello spinoso. Più nel dettaglio, <strong>il succo</strong> che si ottiene dal frutto ha una spiccata <strong>azione antiossidante, tonica, antinfiammatoria e remineralizzante</strong>. <strong>L&#8217;olio </strong>invece, che perlopiù deriva da frutti e semi, <strong>viene utilizzato</strong> per via topica <strong>per le sue proprietà cicatrizzanti, riepitelizzanti e antinfiammatorie.</strong></p>
<p>L&#8217;impiego principale dell&#8217;olivello spinoso è come <strong>fitoterapico in erboristeria</strong>: si usa principalmente sotto forma di succo o di olio, ma esistono anche integratori in capsule o compresse formulati con olivello spinoso. Vengono sfruttate le proprietà toniche e remineralizzanti, antiossidanti e vasoprotettive, cicatrizzanti e antinfiammatorie.</p>
<p>Va precisato che l’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), non ha approvato alcun claim ad avallare le suddette proprietà dell’olivello spinoso.</p>
<p>I frutti dell&#8217;olivello spinoso sono ottimi anche da utilizzare <strong>in cucina</strong>, per preparare confetture, sciroppi e gelatine e le bacche possono essere mangiate fresche oppure previa conservazione in agrodolce o in aceto.</p>
<p>La polpa del frutto dell&#8217;olivello spinoso ha un sapore agrumato, lievemente acre e molto gradevole, e da questa si possono ricavare salse ottime per l&#8217;accompagnamento di carni e pesci, un abbinamento molto sfruttato soprattutto nella cucina dei paesi del nord.</p>
<p>Infine, con le bacche di olivello spinoso è possibile anche preparare liquori, ottimi sia da bere tal quali sia da miscelare per la preparazione di cocktail.</p>
<p><strong>L’uso dell&#8217;olivello spinoso è sconsigliato</strong>: ai soggetti ipotesi, in quanto l&#8217;olivello spinoso potrebbe agire provocando un leggero abbassamento della pressione arteriosa; a chi assume farmaci anticoagulanti; a chi deve sottoporsi ad un intervento chirurgico; in caso di calcolosi renale; per le donne in gravidanza o in allattamento.</p>
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