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	<title>Miscellanea Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>Miscellanea Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>In ricordo di FIORE LO VUOLO</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/in-ricordo-di-fiore-lo-vuolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 23:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Significativi]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[C'era una volta il CROM]]></category>
		<category><![CDATA[FIORE LO VUOLO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stavo lavorando al solito al mio computer a confezionare l’ennesimo progetto per una Grande Irpinia – così come dicevamo convinti, quando ne parlavamo insieme – allorché mi ha raggiunto la notizia della morte, per fortuna solo terrena, dell’amico Fiore. A me oncologo si era rivolto quando avevamo scoperto la malattia, sorta in un momento di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Stavo lavorando al solito al mio computer a confezionare l’ennesimo progetto per una Grande Irpinia – così come dicevamo convinti, quando ne parlavamo insieme – allorché mi ha raggiunto la notizia della morte, per fortuna solo terrena, dell’amico Fiore.</p>
<p>A me oncologo si era rivolto quando avevamo scoperto la malattia, sorta in un momento di massimo sconforto per la sorte ingiusta che stava subendo il Centro di Ricerche in Oncologia Pediatrica di Mercogliano.</p>
<p>Ricordo quando ci conoscemmo. Lui volle conoscere quell’irpino che lavorava al Pascale di Napoli. Fu subito amicizia fraterna. Mi chiese: “Peppe, cosa possiamo pensare per far grande l’Irpinia. Pensiamo ad un grosso progetto, che stimoli i nostri cervelli a rientrare …”. Così, parlando, nacque il progetto del Centro di Mercogliano, uno stabile ove Lui aveva lavorato durante l’epoca del terremoto dell’80.</p>
<p>Ovunque gli ho dato atto, e sempre, per questa Sua felice iniziativa. Nel volume “RICERCA SCIENTIFICA: strategie competitive per il Mezzogiorno e l’Italia” edito da Alfredo Guida nel 1995, nelle considerazioni finali scrivevo: “Se non fosse stato per un gruppo di amici &#8211; primi fra tutti Fiore e Tonino &#8211; coinvolti nell’avventura e cui va tutto il mio ringraziamento, queste pagine non sarebbero mai state pubblicate (ndr. l’iniziativa era quelle che spiegava come e perché si proponeva la nascita in Irpinia di un Centro Ricerche)… Un ringraziamento infine va anche a quanti, e non pochi, hanno avversato, subdolamente o apertamente, talvolta pure in maniera aspra, le stesse (ndr. idee), non comprendendole perché “troppo innovative”, o ben comprendendole non hanno trovato di meglio che scambiare la coerenza di idee con la presunzione.</p>
<p>Questi ultimi potrebbero trovar risposta nel manifesto del Consorzio per la divulgazione scientifica “Tommaso Companella”, che recita: “&#8230; Recentemente è stato pubblicato in Francia l’ultimo romanzo inedito di Giulio Verne dal titolo “Parigi nel XX secolo” (Ed. Hachette &amp; Cherche-Midi), dove la preveggenza dell’autore ha tanto del fantastico che, l’editore a lui contemporaneo non gli pubblicò il libro scrivendo testualmente a Verne: “Caro Verne, anche se voi foste un profeta nessuno crederebbe oggi alle vostre profezie”.</p>
<p>Leggendo oggi il libro si nota che la fantasia di Verne si è avverata in pieno: egli già nel 1863 prevedeva che le strade di Parigi, 100 anni dopo, sarebbero state percorse da fiumi di vetture senza cavalli, da treni metropolitani &#8230; e che le comunicazioni sarebbero state accelerate dalla telegrafia fotografica.</p>
<p>Verne, in “Parigi XX Secolo”, non solo dà una veritiera immagine dello sviluppo scientifico e tecnologico, ma arguisce anche che la gente sarebbe divenuta ancor più ignorante in quanto la tecnologia sarebbe stata per i più considerata un mistero incomprensibile, fatto che avrebbe corrisposto ad un notevole degrado del senso comune.</p>
<p>Questa previsione non era allora credibile, ma oggi ci stupisce non solo la perspicacia che Verne ebbe nei riguardi dello sviluppo tecnologico a cui ormai siamo abituati, ma ancor di più ci meraviglia il fatto di non aver saputo combattere il grave problema della involuzione del pensiero comune della gente, pur avendo realizzato la scuola ed anche l’Università di massa. Il ricorso odierno ad indovini, maghi, a credenze astrologiche trattate futilmente da ciarlatani, sono un evidente esempio che rappresenta la punta dell’iceberg di una bassa cultura scientifica che convive in un mondo ad alto sviluppo S&amp;T (“Science and Technology”), sospinta dal martellamento delle menti prodotto dai mass media, che purtroppo viene impostato sistematicamente nella direzione del degrado culturale. A partire da questa realtà contemporanea non è difficile oggi prevedere che il gap tra tecnologia avanzata e sviluppo sociale, avrà in breve tempo un limite di rottura oltre il quale lo stesso sviluppo S&amp;T subirà un non auspicabile arresto.</p>
<p>E’ infatti sempre più evidente lo scollamento fra il processo di sviluppo della S&amp;T e quello culturale e sociale. Ciò che resta incompreso dalla gente, e che può portare in breve a insensate reazioni di conservazione, è il fatto che la scienza e la tecnologia rappresentano il principale fattore di cambiamento della società stessa, proprio in quanto la innovazione S&amp;T, con i processi di automazione ed informatizzazione del lavoro, trasforma profondamente l’organizzazione della produzione: inoltre tramite la pressione condizionante dei mass media, si ottiene una fittizia modificazione delle esigenze ed aspirazioni della gente e di conseguenza il grado di evoluzione del mercato, non risulta più libero di maturare all’interno di una società che ha piena coscienza delle sue potenzialità. Lo sviluppo economico e sociale tende quindi a chiudersi in un blocco conservatore, che assieme alla limitatezza mentale genera l’incapacità di progresso.</p>
<p>Pertanto in questo particolare contesto storico, è necessaria la crescita di una nuova consapevolezza democratica che rappresenta una condizione irrinunciabile di sviluppo del “capitale umano”. Pertanto le strategie finalizzate a reintegrare S&amp;T nella cultura generale della società civile debbono essere prese in seria considerazione da chiunque voglia agire in senso evolutivo e di sviluppo e progettare un futuro migliore per l’umanità. Occorre quindi agire per la divulgazione e la diffusione delle frontiere della S&amp;T in modo che la società nel suo complesso partecipi attivamente allo sviluppo scientifico in un mondo che ormai è ad elevata tecnologia, laddove la innovazione è il fattore trainante per ogni nuovo avanzamento sociale economico e culturale. In conclusione la gestione del progresso sociale potrà restare democratica solo tramite una vera e totale “partecipazione culturale” allo sviluppo S&amp;T. Si è detto al Meeting di Lipari del 21-22 maggio 1994, “il futuro non si prevede, ma si prepara riflettendo e rivalutando creativamente la propria storia scientifica e culturale”&#8230;.</p>
<p>Sono passati tanti anni da allora. Mai parole furono più profetiche. Eppure, quando leggevamo le parole su citate, e pensavamo al Centro, Lui si dichiarava convinto che saremmo riusciti a dar vita al Centro di Ricerche in Oncologia Pediatrica di Mercogliano. E certamente, se questo riuscirà a vivere, lo si dovrà a Fiore.</p>
<p>Ora sono troppo preso emotivamente dalla Sua scomparsa. Continuerò tuttavia, anche se con difficoltà, il mio lavoro al computer, sapendo che sarebbe questo il Suo desiderio. Nei giorni scorsi, quando gli ho illustrato l’ultima iniziativa, mi ha esortato ad andare fiduciosamente avanti, fino alla testardaggine, per imporre la nostra “vision” dell’Irpinia nodo di eccellenza anche nella Ricerca Scientifica..</p>
<p>La Sua vitalità e la Sua filosofia di vita sono presenti in me, e me lo preserveranno sempre, nel mio cuore.</p>
<p>Caro Fiore, sarò testardo perché i nostri sogni, i Tuoi sogni, diventino realtà.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/dt_person/giuseppe-castello/"><em>&#8230;Giuseppe Castello</em></a></p>
<hr />
<h5><a href="https://www.amaperbene.it/download/In-ricordo-di-Fiore.pdf" target="_blank" rel="noopener">LEGGI ARTICOLO: IRPINIA NEWS</a></h5>
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		<title>Crom, la sfida è sul futuro</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/crom-la-sfida-e-sul-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2014 22:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Significativi]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[C'era una volta il CROM]]></category>
		<category><![CDATA[CROM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’articolo è stato pubblicato domenica 29 giugno 2014 ne La Domenica del Corriere, rubrica del Corriere dell’Irpinia, quotidiano fondato da Gianni Festa, a firma di Norberto Vitale, giornalista professionista (con la P maiuscola) dell’Ansa. Norberto volle questa intervista incentrata su IL FUTURO DEL CROM. I punti salienti affrontati riguardano: Il dovere deontologico degli “scienziati” di &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’articolo è stato pubblicato domenica 29 giugno 2014 ne <em>La Domenica del Corriere</em>, rubrica del Corriere dell’Irpinia, quotidiano fondato da Gianni Festa, a firma di Norberto Vitale, giornalista professionista (con la P maiuscola) dell’Ansa. Norberto volle questa intervista incentrata su <strong>IL FUTURO DEL CROM</strong>.</p>
<p>I punti salienti affrontati riguardano:</p>
<ol>
<li>Il dovere deontologico degli “scienziati” di dire la verità sulla Terra dei Fuochi affidandosi a dati riscontrabili e prove-provate attraverso un chiaro nesso di causalità</li>
<li>Ruolo della politica, che non solo non garantisce risorse adeguate alla Ricerca, ma non riesce ad assicurare neppure un modello organizzativo per far sì che la Ricerca diventi Sistema, del quale vengono indicate le criticità</li>
<li>Il riconoscimento al CROM “tra i miracoli riusciti alla ricerca in Italia” ed a quanti hanno contribuito a realizzarlo, dalla Famiglia Malzoni, al dr. Fiorentino Lo Vuolo, cui il Centro è stato dedicato, a Gianni Festa, per la costante vigilanza e promozione del Centro assicurate dal giornale da lui diretto, ad Angelo Giusto.</li>
<li>Un esplicito riferimento alla idiozia di politicanti che da una parte promuovo talune leggi come quelle sulla “rottamazione” senza valutazione dello skill, dall’altra fanno ben poco per assicurare al mondo della Ricerca le necessarie risorse economiche e di personale</li>
<li>Le difficoltà a dar vita in Irpinia alle difficoltà di dar vita ad una Filiera della Ricerca tra Istituto di Scienze dell’Alimentazione del CNR e Biogem Istituto di Ricerche Genetiche.</li>
</ol>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/download/crom/Crom,%20la%20sfida%20%C3%A8%20sul%20futuro.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Leggi l&#8217;articolo&#8230;</strong></a></p>
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		<title>La Corte dei Conti sul Centro Ricerche in Oncologia Pediatrica di Mercogliano</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/la-corte-dei-conti-sul-centro-ricerche-in-oncologia-pediatrica-di-mercogliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2007 23:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Significativi]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[ASL]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
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		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle pagine più brutte della storia del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano (AV) è stata purtroppo scritta dall’ing. Sergio Florio, 57 anni, “liberal di centro destra” (sostenitore dell’on.le Antonio Martusciello), proveniente dalla ASL2 di Avellino ma nato a Napoli da «padre piemontese».  Nominato dal neo-ministro della Sanità Girolamo Sirchia, professionista più che accreditato per &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle pagine più brutte della storia del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano (AV) è stata purtroppo scritta dall’ing. Sergio Florio, 57 anni, “liberal di centro destra” (sostenitore dell’on.le Antonio Martusciello), proveniente dalla ASL2 di Avellino ma nato a Napoli da «padre piemontese».  Nominato dal neo-ministro della Sanità Girolamo Sirchia, professionista più che accreditato per aver ricoperto importanti ruoli presso aziende sia pubbliche che private con riscontri positivi, l’ing. Sergio Florio si insediava alla guida dell’Istituto Pascale (INT), al posto di Alfonso Barbarisi, il 6 luglio 2001. Purtroppo erano molte le cose che non conosceva circa la istituzione che era venuto a dirigere, l’ambiente, il personale; lati buoni, lati cattivi, ma soprattutto lati oscuri.</p>
<p>Appena insediato, l’ing. Florio rilevava una serie di nodi da sciogliere per uscire dalla gestione commissariale, a cominciare dai dati contabili certificati mancanti da una decina d’anni. Invero, la gravità della situazione generata dal <strong>grave disordine amministrativo-contabile</strong> era stata segnalata dal dottor Giorgio Di Dato, ispettore del Ministero del Tesoro, che avendo preso in esame la gestione dell’Istituto Pascale dal 1990 al 1994 aveva messo in evidenza ben 126 contestazioni alla gestione amministrativa dell’Istituto; stante la gravità dei contenuti il verbale di ispezione era stato trasmesso al Ministro del Tesoro,  al Ministro della Sanità, oltre che alla Procura della Repubblica di Napoli e a quella regionale della Corte dei Conti fin dal il 2 ottobre 1995, per l&#8217;accertamento delle responsabilità dei competenti amministratori e revisori contabili.</p>
<p>Su sollecitazione di Florio, il PM della Procura di Napoli Maria Cristina Ribera, avviava le indagini e convocava per il 21/11/2002 ben venti indagati per truffa e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sui mancati bilanci amministrativi del Pascale.</p>
<p>Si apriva così uno pei periodi più bui per la Fondazione, con collaboratori della Procura appartenenti a tutti i ruoli ed a tutte le armi in giro per l’Istituto, a cercare prove, sequestrare documenti, e via dicendo, con blocco sostanziale delle attività.</p>
<p>Errore imperdonabile commesso dall’ing. Florio aver coinvolto nell’indagine il nascente Centro di Ricerche Oncologiche in Pediatria di Mercogliano (CROP). L’errore era imperdonabile perché l’ing. Florio non aveva assunto sufficienti informazioni sul progetto e sull’opera, informazioni facilmente acquisibili da un semplice colloquio con il Direttore Scientifico dell’INT e responsabile scientifico del CROP.</p>
<p>Sergio Florio proveniva dalla ASL di Avellino, e non aveva alcuna esperienza di IRCCS che occupano un posto ben definito e specifico nella organizzazione del SSN ed hanno una specifica normativa. A dire il vero anche gli alti funzionari della Regione hanno a lungo ignorato la natura giuridica dell’Istituto, assimilato alle fondazioni religiose e non già alle Aziende Sanitarie Locali (ASL).</p>
<p>Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sono stati istituiti per creare un trait-d’union tra gli Enti di Ricerca e le Università, deputati appunto alla ricerca e formazione, e le Aziende Sanitarie/Ospedaliere deputate essenzialmente alla assistenza e cura dei malati. La Fondazione Giovanni Pascale è stata uno dei primi enti ad acquisire lo stato di Istituto di Ricovero e Cura Carattere Scientifico (già dal 1940). <strong>Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sono strutture di eccellenza del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) che perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico, in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari. Gli IRCCS erogano anche prestazioni di ricovero e cura di alta specialità oppure svolgono altre attività aventi carattere di eccellenza. </strong></p>
<p><strong>La loro peculiarità consiste nella cosiddetta traslazionalità dell’attività di ricerca, vale a dire nella trasferibilità alla pratica clinica dei risultati della ricerca. </strong></p>
<p><strong>Gli IRCCS accedono ai fondi che il Ministero della Salute mette a disposizione per sviluppare l’attività di ricerca (ricerca corrente, ricerca finalizzata e finanziamento in conto capitale per il rinnovamento tecnologico). Beneficiano, inoltro, della destinazione del 5 per mille sulla dichiarazione dei redditi di cittadini e aziende.</strong></p>
<p>L’ing. Florio, all’epoca della nomina a Commissario dell’Istituto Pascale, evidentemente ignorava tutto questo, e per giunta aveva dei pessimi consigliori che l’avevano messo in guardia circa l’Istituto e su quanto avrebbe trovato. Tra questi il dr. Gennaro Niglio, revisore dei conti dell&#8217;Istituto prima (decreto dell&#8217;8 aprile 1993 del Ministro della Sanità) e poi Commissario straordinario dello stesso Istituto Pascale di Napoli con decreto del 3 gennaio 1995 dell&#8217;allora Ministro della sanita&#8217; onorevole Costa. Il dr. Niglio aveva dovuto rispondere al PM Ribera circa i rilievi mossi dal dottor Di Dato (ved. al riguardo le Interrogazioni parlamentari a risposta scritta 4/15157 e 4/15893 presentate   in data 1995.10.25 e 1995.11.16, rispettivamente).</p>
<p>Sicché l’ing. Florio, senza aver approfondito le proprie conoscenze circa i fini istituzionali degli IRCCS e tanto meno circa il Progetto per la realizzazione di un Centro di Ricerche in Oncologia Pediatrica, semplicemente sulla base di “intimidazioni” e false illazioni, invocava l’intervento della Procura Generale della Repubblica perché indagasse per presunti illeciti commessi per la realizzazione di detto progetto.</p>
<p>Nel frattempo, assecondando un’interpretazione soggettiva al progetto originale, operava un <strong>totale stravolgimento</strong> di quest’ultimo. In altri termini, “ospedalizzava” il Centro di Ricerche<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Con atto dell’ 8 aprile 2002, chiedeva al comune di Mercogliano l&#8217;autorizzazione per la realizzazione della struttura socio-sanitaria del CROP; autorizzazione rilasciata soltanto in data 14 luglio 2003, dopo che l&#8217;ente locale aveva richiesto all&#8217;Istituto Pascale la documentazione integrativa necessaria per assentire l&#8217;abitabilità e l&#8217;uso del CROP negli edifici dell&#8217;ex IPAI; infine con nota n. 3906 del 6 maggio 2003, in riscontro a specifica richiesta della Procura Regionale presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Campania, precisava che la struttura di Mercogliano, ancorché non operativa, poteva essere utilizzabile nel “breve periodo”.</p>
<p>Il progetto stralcio del Centro Ricerche in Oncologia Pediatrica di Mercogliano prevedeva in effetti, la ristrutturazione ed adeguamento dell’intera struttura finalizzata alla realizzazione di un <strong>Centro di eccellenza (riferimento e centro servizi) per le malattie rare, con particolare attenzione alle condizioni correlate al cancro (<em>cancer-related rare diseases</em>). </strong>Questo per evitare ogni assimilazione ad un centro assistenziale pediatrico, come sostenuto da tutta la documentazione presentata ed approvata a sostegno del progetto; veniva prevista l’attivazione prioritariamente dei soli laboratori di ricerca; invero effetti, trattavasi di un centro essenzialmente di diagnosi di patologie rare predisponenti al cancro, ove il ricovero poteva esistere solo in via temporanea, per il tempo strettamente necessario alla diagnosi dopodiché i piccoli pazienti sarebbero stati assistiti  dalle strutture pediatriche della zona. In tale struttura, conformemente e coerentemente alla normativa che regola gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, l’assistenza era strumentale alla ricerca.</p>
<p>L’ing. Florio capovolgeva tale assioma: il Centro di Ricerca diventava un Ospedale Pediatrico; conseguentemente prevedeva, senza riferimenti realistici, un costo per l’assistenza pediatrica pari a 2.500.000 euro per posto letto per anno, con costi primi dell’ordine di 125 milioni di euro, 160 unità di personale a regime. Su tale base avanzava richiesta al Ministero della Salute di finanziamenti aggiuntivi per almeno (prima taratura) 5 milioni di euro per il funzionamento con circa 50 ricercatori spesabili (nota CSA 03480 del 3.04.02). La richiesta di finanziamenti aggiuntivi veniva reiterata con note del 5 febbraio 2002, 4 aprile 2002 e 15 aprile 2002 indirizzate agli organi regionali e al Ministero della Sanità. Per salvare, almeno in parte, l&#8217;azione pediatrica e quella oncologica del progetto originale veniva proposta la realizzazione in Mercogliano di un Centro di Ricerca e assistenza per malattie rare. La nota veniva accompagnata da pesanti critiche verso la pregressa amministrazione ed il progetto originario che sollecitavano la Procura Regionale della Campania della Corte dei Conti. L’intervento di quest’ultima ha determinato – come detto – la paralisi del CROP ovvero il blocco di tutte le iniziative tese ad attivare la struttura.</p>
<p>Recependo pienamente quanto sostenuto dall’ing. Florio, <strong>la Procura Regionale concludeva le indagini citando in giudizio</strong> (atto di citazione G203/00120 prot. 35774/R del 13.12.2003) <strong>tutti gli amministratori e funzionari dell&#8217;ente che avevano avviato, partecipato e portato a compimento</strong>, nell&#8217;arco di poco meno di un decennio, <strong>l&#8217;iniziativa</strong> della realizzazione del CROP.</p>
<p>Nel giudizio di responsabilità succedutosi, la <strong>Corte dei Conti</strong> &#8211; Sezione Giurisdizionale per la Regione Campania &#8211; avendo riconsiderato il fatto nella sua completezza, pronunciava la Sentenza 1558 del 12/10/2004. Nel fatto,</p>
<ul>
<li>ricostruiva l’intera vicenda amministrativa che aveva portato alla realizzazione dell’opera;</li>
<li>riprendeva le <strong>asserzioni dell’organo requirente</strong> che aveva messo in evidenza il grave errore programmatorio in cui erano incorsi gli amministratori succedutisi nel tempo i quali
<ul>
<li>non si erano mai posti il problema delle spese di gestione della struttura di ricerca e assistenza;</li>
<li>non avevano predisposto i fondamentali contatti e collegamenti con il mondo medico e scientifico e della ricerca;</li>
<li>non avevano considerato “le somme necessarie per l&#8217;esercizio dell&#8217;ospedale&#8221;, rendendo sostanzialmente velleitario il progetto;</li>
<li>col loro comportamento avevano generato un danno per le pubbliche finanze quantizzabile in complessivi euro 2.868.166, 95 oltre interessi legali e spese di giustizia; tale danno, per l&#8217;importo sopra menzionato, andava interamente addebitato alla <strong>condotta gravemente colposa degli amministratori e segretari generali</strong> dell&#8217;Istituto, dott.ri Raffaele Iacono, Carmine Esposito, Fiorentino Lo Vuolo, Giovanni Forte, Gennaro Niglio, Giuseppe Ferraro, Alfonso Barbarisi, Renato De Franchis e Oreste Pennasilico</li>
<li>in conclusione, l&#8217;elemento soggettivo della colpa grave veniva ravvisato – dal requirente &#8211; nella <strong>scriteriata gestione della cosa pubblica.</strong></li>
</ul>
</li>
<li>ascoltava le memorie difensive di tutti i convenuti, tutte volte a contestare gli addebiti ricevuti e l&#8217;esistenza di un danno.
<ul>
<li>Tra di esse, la difesa del dott. Giuseppe Ferraro (memoria del 2 aprile 2004), il quale sottolineava come <strong>l&#8217;impianto accusatorio della Procura ricalcava pedissequamente le considerazioni svolte dal Commissario Straordinario &#8211; ing. Florio</strong> &#8211; il 4 aprile 2002 e involgeva indiscriminatamente &#8211; in quella che viene definita &#8220;<strong>scriteriata gestione</strong>&#8221; &#8211; <strong>l&#8217;insieme dei comportamenti attivi ed omissivi dei responsabili succedutisi al governo dell&#8217;Istituto Pascale</strong>. Contestava i criteri esplicitati dal requirente al fine di individuare i singoli presunti responsabili e <strong>rilevava l&#8217;assoluta mancanza di elementi probatori e istruttori a sostegno delle censure rivolte ai convenuti</strong>, <strong>laddove il pregiudizio economico riscontrato è da addebitare piuttosto alla inversione di scelta operata dal commissario Florio</strong>, in virtù della quale il costo per l&#8217;attrezzamento della struttura per contestuali finalità di ordine assistenziale risulta inutilmente sostenuto.</li>
</ul>
</li>
<li>affrontate le singole questioni concludeva riconoscendo il grave errore programmatorio in quanto l’operato dell’amministratore non aveva affrontato in maniera seria, programmata e concreta l&#8217;aspetto gestionale del Centro; pertanto riteneva che i dott.ri Alfonso Barbarisi e Oreste Pennasilico, avevano con la loro condotta gravemente colposa cagionato un danno all&#8217;Istituto di appartenenza (danno quantificato in complessivi euro 382.511,70, oltre interessi legali e spese di giustizia, 214.693,70 euro a carico del prof. Alfonso Barbarisi e 818,00 euro del dott. Oreste Pennasilico); assolveva tutti gli altri per la sostanziale infondatezza degli addebiti e l’assenza di elementi probatori sufficienti.</li>
</ul>
<p>Tale sentenza veniva impugnata dal prof. Alfonso Barbarisi e dal dott. Oreste Pennasilico che presentavano appello contro la Procura Regionale della Corte dei Conti, presso la Sezione giurisdizionale per la Regione Campania, e la Procura Generale presso la Corte dei Conti. Queste, con sentenza n. 72/07 del 7 dicembre 2005 e pubblicata il 2/03/2007assolveva Barbarisi Alfonso e Pennasilico Oreste dagli addebiti loro contestati.</p>
<p>Certamente hanno agevolato le decisioni dei giudici le considerazioni che:</p>
<ul>
<li>la realizzazione del CROP era stata giudicata compatibile con gli standards di programmazione regionale (L.R. n. 2/98) – del. n. 3794 del 9/07/1999;</li>
<li>i lavori, iniziati nel novembre 1999, erano stati portati a termine il 20/06/2001 e collaudati in data 7/12/2001, nel pieno rispetto del programma approvato, dei capitolati tecnici e della tempistica programmata;</li>
<li>il giudice di primo grado è andato incontro ad un sostanziale travisamento dei fatti.</li>
</ul>
<p>Certamente con tale sentenza n. 72, depositata solo a marzo 2007, si è posto finalmente e definitivamente fine all’iter giudiziario iniziato oltre quattro anni prima,he di fatto ha ritardato l’apertura del Centro Ricerche di Mercogliano, comportando una lunga perdita di tempo, di risorse anche economiche, obsolescenza per le apparecchiature, ma soprattutto una notevole perdita di credibilità per il Centro Ricerche e non solo, che avrebbe inciso profondamente sul futuro della struttura.</p>
<p>Ad onor del vero, il comportamento dell’ing. Florio è successivamente cambiato; una volta resosi conto della bontà del progetto ne è divenuto un forte sostenitore.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Val la pena ricordare le affermazioni del prof. Lucio Palombini che rassegnando le dimissioni da Direttore Scientifico dell&#8217;INT (dal 12/07/2002 a ottobre 2002) adduceva a motivazione che: “Credo che la figura del Direttore Scientifico abbia senso in un istituto che privilegi la ricerca; se il Pascale viene considerato un ospedale, allora basta il direttore sanitario”.</p>
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		<title>Sventato lo scippo delle apparecchiature al Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sventato-lo-scippo-delle-apparecchiature-al-centro-ricerche-oncologiche-di-mercogliano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2004 22:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Significativi]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[Bassolino]]></category>
		<category><![CDATA[Centro di Ricerche in Oncologia Pediatrica]]></category>
		<category><![CDATA[CROP]]></category>
		<category><![CDATA[Florio]]></category>
		<category><![CDATA[FO.Med.]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele Perrone Donnorso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si dice: &#8216;O pesce fèta da &#8216;a capa (un modo di dire per significare che il marcio parte dall&#8217;alto). Una volta rimosso l’ing. Florio con un provvedimento ad horas, per giunta con una motivazione ufficiale insignificante di &#8220;incompatibilità&#8221; (Florio era stato appena nominato Direttore Generale della ASL molisana), il Ministro, On.le Girolamo Sirchia nominava Commissario &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice: <em>&#8216;O pesce fèta da &#8216;a capa</em> (un modo di dire per significare che il marcio parte dall&#8217;alto). Una volta rimosso l’ing. Florio con un provvedimento <em>ad horas</em>, per giunta con una motivazione ufficiale insignificante di &#8220;incompatibilità&#8221; (Florio era stato appena nominato Direttore Generale della ASL molisana), il Ministro, On.le Girolamo Sirchia nominava Commissario straordinario dell’Istituto Pascale l’anatomopatologo prof. Raffaele Perrone Donnorso, suo fedelissimo, mille volte più incompatibile.</p>
<p>Il prof. Raffaele Perrone Donnorso fin dal suo insediamento si è adoperato in ogni modo per smantellare il Progetto del Centro di Ricerche in Oncologia Pediatrica in Mercogliano (AV), adducendo come pretesto le indagini in corso da parte della Procura Generale di Napoli e della Corte dei Conti per presunti illeciti.</p>
<p>La totale sua malafede è dimostrato dal fatto che non ha mai voluto approfondire le conoscenze sul progetto e su quanto era avvenuto; nella sua tracotanza ha sempre rifiutato ogni confronto col Responsabile Scientifico del Progetto fino ad impedire che quest’ultimo partecipasse a qualsiasi riunione decisionale sulla sorte del Centro Ricerche.</p>
<p>Tra gli atti più ignobili adottati, la Disposizione Commissariale n. 12 del 20/07/2004 con la quale il Commissario Straordinario dell’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Fondazione Giovanni Pascale”, con l’assenso del Presidente della Giunta Regionale della Campania, On.le Antonio Bassolino (nota prot. 617/UDCP/Gab del 14/07/2004), decideva “il trasferimento delle apparecchiature ed i connessi arredi giacenti presso il Centro di Oncologia pediatrica (C.R.O.P.) di Mercogliano (AV) all’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori “Fondazione Pascale” di Napoli. Questo apparve immediatamente molto strano, in quanto, nel contempo, il prof. Donnorso aderiva, finanziando peraltro, alla nascente FO.Med. (Fondazione di Oncologia Mediterranea), che vedeva come fondatore e Presidente l’On.le prof. Pino Petrella, deputato DS e sponsor dell’On.le Bassolino, cattedratico dell’Università Federico II di Napoli, nonché da lui nominato consulente dell’INT. La costituzione della “Fomed” &#8211; Fondazione oncologica mediterranea Onlus &#8211; promossa con deliberazione G.R.R.C.  n. 3661 dell’11 dicembre 2003, tra l’Università degli Sudi di Napoli “Federico II”, la Seconda Università e il Comune di Ercolano, aveva quale scopo il sostegno della ricerca scientifica e della sperimentazione di nuove conoscenze nel settore della ricerca oncologica e delle neoplasie. Un chiaro conflitto di interessi.</p>
<p>La decisione di trasferimento delle attrezzature adottata dal Commissario, prof. Raffaele Perrone Donnorso, oltre a fare scalpore suscitava un mare di polemiche, una “vicenda inquietante”. La reazione della cittadinanza irpina tutta fu davvero veemente. Molto dura la reazione di alcuni consiglieri regionali. Primi ad intervenire <strong>Angelo Giusto</strong>, presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale (che gridò “Giù le mani dal Polo oncologico di Mercogliano”), <strong>Vincenzo De Luca</strong>, capogruppo della Margherita alla Regione, <strong>Fiorentino Lo Vuolo</strong>, direttore amministrativo della ASL di Avellino (lo ricordiamo quale promotore della realizzazione del Centro di Ricerca allorché era consigliere di amministrazione all’Istituto Pascale), <strong>Gianni Festa</strong>, direttore del Corriere dell’Irpinia, <strong>Massimiliano Carullo</strong>, sindaco di Mercogliano, l’On.le <strong>Alberta</strong> <strong>De Simone</strong>, Presidente della Provincia di Avellino, l’ing. <strong>Francesco Maselli</strong>, già Presidente della Provincia di Avellino, <strong>Michele Leo</strong>, comandante dei Vigili Urbani di Merogliano, esponenti della cittadinanza.</p>
<p>L’ex Presidente del Senato, On.le <strong>Nicola Mancino</strong> definiva inaccettabile il trasferimento delle attrezzature. L’On.le <strong>Fulvio Martusciello</strong>, deputato di Forza Itali, chiedeva chiarimenti sulla vicenda al Ministro della Sanità. L’On.le <strong>Mario Sena</strong> presentava una mozione al Presidente Bassolino e all’assessore Tufano. L’On.le <strong>Gerardo Bianco</strong> denunciava la palese illegittimità del trasferimento in un’interrogazione al Ministro Sirchia. I consiglieri regionali, <strong>Francesco D&#8217;Ercole</strong> di Alleanza Nazionale e <strong>Cosimo Sibilia</strong> di Forza Italia si dichiaravano sconcertati ed invitavano a chiedere lumi al “cervello operativo dell&#8217;Istituto oncologico napoletano, senatore Petrella, diessino, braccio destro ed anche sinistro di Bassolino in materia sanitaria”. Giusto ed <strong>Luigi Anzalone</strong>, assessore al Bilancio, scrivevano a Bassolino perché evitasse lo scippo. E difendesse il progetto. Il coordinatore regionale della Campania, <strong>Ciriaco De Mita</strong>, definiva la vicenda “singolare”, e chiamava in causa una responsabilità notevole del Governo, nonché una disattenzione regionale; affermava infine: “Io che sono una persona non abituata alla violenza, credo che di fronte agli atti di prevaricazione si debba rispondere con azioni forti e dure. Per legittima difesa”.</p>
<p>Innumerevoli ad ogni modo gli interventi a favore del Centro di Ricerche in Oncologia Pediatrica in Mercogliano. Decisivo quello di Mario Lupacchini, Coordinatore regionale della misura POP, che invitava il Commissario Donnorso a “sospendere ogni spostamento delle attrezzature in questione, considerato che detto trasferimento costituisce un frazionamento progettuale del cofinanziamento di cui ai Fondi Strutturali POP 94-99”; informava altresì il Commissario che erano in corso verifiche, anche con i servizi della Commissione U.E.  per accertare la legittimità.</p>
<p>A titolo di cronaca, va ricordato che nello stesso periodo, il Donnorso si rendeva attore di una miope applicazione della normativa vigente nella forma più restrittiva possibile, facendo precipitare l’Istituto Tumori nel caos: venivano chiusi ed accorpati reparti, ridotti i posti letto, trasferiti pazienti, dimezzati gli interventi e le prestazioni; il personale veniva costretto a ferie forzate. Per le sue decisioni, il Commissario veniva denunciato per interruzione di pubblico servizio, otteneva interpellanze parlamentari, nonché un pesante intervento della Curia (con l’accusa di “omissione di soccorso”). Veniva richiesto l’intervento degli organi politici, Sirchia in testa, cui veniva richiesta la rimozione dell’On.le Petrella. <strong>Antonio Corbo</strong> sulle pagine de La Repubblica scriveva: “Tramonta il Pascale, sorge Fomed”. Si ripeteva la storia dello Spallanzani: artefice, sempre l’anonima Donnorso. Al riguardo <strong>Salvatore Ronghi </strong>e <strong>Antonio Cantalamessa</strong>, esponenti di Alleanza Nazionale inviavano, con spirito sarcastico, il seguente telegramma al Ministro della Salute, Girolamo Sirchia: “At nome cittadini regione Campania, La ringraziamo per essere stato capace di ridimensionare, attraverso i suoi amici delegati: Perrone Donnorso e on. Pino Petrella l’Istituto Tumori Pascale di Napoli. Non possiamo non sottolineare il suo record: ella è riuscito quasi ad annientare la tradizione oncologica campana, cosa di cui nessun altro era stato capace. La ringraziamo a nome dei cittadini campani”.</p>
<p>La cronaca di quelle giornate infuocate, le motivazioni politiche, i cambiamenti di destinazione d’uso dell’ex-IPAI, le polemiche e tant’altro sono riportate nella rassegna stampa alla sez. “3 – Parte II (2004)”.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Cavaliere di Gran Croce, Primario Emerito dell’Istituto Nazionale dei Tumori “Regina Elena” di Roma, Commissario straordinario  all’Istituto Spallanzani, direttore del Centro speciale per il Bioterrorismo, vice Presidente della sezione programmazione sanitaria al Consiglio Superiore di Sanità, Presidente nazionale dell’A.N.P.O (Associazione Nazionale Primari Ospedalieri), affiliato all&#8217;Augustissima Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, ecc. ecc. (vedi articolo in CROM05 &#8211; Fino al 7 luglio 2005).</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/i0eBH1EMan8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>INDICE &#124; Il Polo Pediatrico Mediterraneo in Acerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 1995 03:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee e Progetti CROM]]></category>
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		<category><![CDATA[L'angolo del Direttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Simbolo cittadino per eccellenza, il Castello Baronale di Acerra è sorto nell’826 D.C. sui resti di un antichissimo teatro romano di cui oggi sono ancora osservabili le rovine all’interno del castello stesso. Acerra e il suo castello vantano nella storia un’importanza prestigiosa, cui il polo Pediatrico avrebbe potuto aggiungere il suo contributo. I N D &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Simbolo cittadino per eccellenza, il Castello Baronale di Acerra è sorto nell’826 D.C. sui resti di un antichissimo teatro romano di cui oggi sono ancora osservabili le rovine all’interno del castello stesso. Acerra e il suo castello vantano nella storia un’importanza prestigiosa, cui il polo Pediatrico avrebbe potuto aggiungere il suo contributo.</p>
<hr />
<p><strong>I N D I C E &#8211; </strong><a href="https://www.amaperbene.it/il-polo-pediatrico-mediterraneo-in-acerra/"><strong>Il Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra</strong></a></p>
<ul>
<li><a href="#" rel="noopener">1997.10.17 &#8211; Sanita&#8217;: Siglato Protocollo intesa Polo Pediatrico Acerra</a></li>
<li>1997.10.17 &#8211; «Polo pediatrico, ci sono i fondi per realizzarlo»</li>
<li>1997.10.17 &#8211; Va avanti il polo pediatrico</li>
<li>1998.10.22 &#8211; Acerra &#8211; Polo pediatrico &#8211; Accordo firmato</li>
<li>1998.11.21 &#8211; Il nuovo business è il polo pediatrico</li>
<li>1999.09.29 &#8211; Interrogazione a risposta scritta 4/25808 presentata da Russo Paolo (Forza Italia)</li>
<li>2000.05.18 &#8211; Delibera INAIL C. A. n. 245 del 18 maggio 2000</li>
<li>2000.10.04 &#8211; Rischia di saltare il Polo Pediatrico</li>
<li>2000.10.04 &#8211; Polo Pediatrico: l’inceneritore lo affossa</li>
<li>2001.10.19 &#8211; Il Polo Pediatrico Mediterraneo: un&#8217;opportunità da conseguire</li>
<li>2002.10.18 &#8211; Confronto Tufano-Giusto</li>
<li>2002.10.19 &#8211; Il polo pediatrico è in pericolo &#8211; Don Riboldi: «Ad Acerra non molliamo»</li>
<li>2004.03.18 &#8211; Interrogazione di SCALERA, LIGUORI, BAIO DOSSI al Ministro della Salute</li>
<li>2005.07.21 &#8211; Senato della Repubblica XIV Legislatura &#8211; 850ª Seduta pubblica &#8211; Resoconto sommario e stenografico &#8211; Giovedi’ 21
<ul>
<li>luglio 2005 &#8211; PRESIDENTE. Segue l’interrogazione 3-01487<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> sulla realizzazione di un Polo pediatrico nel Comune di Acerra.</li>
</ul>
</li>
<li>2005.11.28 &#8211; Protocollo d’intesa per il collegamento della Metropolitana regionale con l’alta velocità ad Acerra</li>
<li>2009.01.20 &#8211; &#8216;Polo pediatrico e stazione&#8217; ora Acerra presenta il conto</li>
<li>2016.06.25 &#8211; Acerra Polo Pediatrico, La politica contratta e la citta’ collassa…</li>
<li>2017.05.18 &#8211; Vogliamo un nuovo ospedale per i bambini a Napoli e nel sud-Italia &#8211;
<ul>
<li>Progetto: Creazione di un Ospedale Pediatrico in Campania</li>
</ul>
</li>
<li>2021.07.27 &#8211; DAL POLICLINICO UNIVERSITARIO SCIPPATO, AL POLO PEDIATRICO MAI REALIZZATO AD ACERRA!</li>
<li>2021.07.27 &#8211; Napoli, un polo pediatrico nella zona orientale</li>
<li>2021.07.30 &#8211; Il Polo Pediatrico Mediterraneo mai realizzato ad Acerra &#8230;</li>
<li>2021.09.23 &#8211; Sanità &#8211; a Napoli est nuovo polo pediatrico Santobono</li>
<li>2021.09.23 &#8211; SANITÀ, PRESENTATO IL PROGETTO DEL NUOVO POLO PEDIATRICO SANTOBONO</li>
<li>2022.04.06 &#8211; Via libera al nuovo Santobono di Ponticelli</li>
<li>2022.04.10 &#8211; Siani «Il polo pediatrico &#8211; Meglio nel Cardarelli.</li>
<li>2022.04.17 &#8211; A Ponticelli il Polo Pediatrico</li>
<li>2022.08.07 &#8211; Nuovo Santobono, è scontro sui terreni. Spunta Lady D’Amato</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Polo Pediatrico Mediterraneo in Acerra</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-polo-pediatrico-mediterraneo-in-acerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 1995 03:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee e Progetti CROM]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo del Direttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti si chiederanno perché o cosa c’entra il Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra con la storia che voglio raccontare; eppure, c’entra perché per molto tempo il Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra è stato senza motivo in antagonismo competitivo col Centro Ricerche in Mercogliano (motivo essenziale, la carenza dei fondi da destinare alle due imprese, per &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti si chiederanno perché o cosa c’entra il Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra con la storia che voglio raccontare; eppure, c’entra perché</p>
<ol>
<li>per molto tempo il Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra è stato senza motivo in antagonismo competitivo col Centro Ricerche in Mercogliano (motivo essenziale, la carenza dei fondi da destinare alle due imprese, per cui molti chiesero all’epoca di distogliere i fondi assegnati al Centro e riversarli sul Polo);</li>
<li>all’epoca, in Campania, competevano per l’assegnazione di finanziamenti
<ol>
<li>l’Istituto Nazionale Tumori (INT) &#8220;Fondazione Pascale&#8221;, che voleva avviare un programma per la realizzazione di due sezioni periferiche, di cui una &#8220;<strong>Sezione periferica di Ricerca pura ed applicata in oncologia pediatrica</strong>&#8221; da situare nella città di Mercogliano (AV) – 2 ottobre 1991</li>
<li>il <strong>Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra &#8211; </strong>16 giugno 1997</li>
<li>La società consortile a responsabilità limitata denominata <strong>BIOGEM </strong>s.c.a.r.l. &#8211; 3 luglio 1997</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>la progettazione, gli incontri e tutti gli atti propedeutici alla loro approvazione si tennero e furono scritti in quegli anni. L’interesse prevalente per la Pediatria e per il paziente coinvolgevano però solo i primi due attori.</p>
<p>Il Pascale non era mai riuscito a dotarsi di un Reparto per i Bambini, pur prendendosene cura attraverso un “soluzione indecente”: i bambini fino all’età adolescenziale venivano curati presso l’Oncologia Medica A – Secondo piano dell’INT, i ragazzi in età adolescenziale presso l’Oncologia Medica B – Terzo piano dell’INT. Eppure, l’edificio dedicato all’assistenza si era dotato di un intero piano assegnato, sulla carta, alla Oncologia Pediatrica; rapporti stretti erano stati tenuti con l&#8217;Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) &#8220;Istituto Giannina Gaslini&#8221; di Genova, eminenza scientifica e clinica nel settore, per ottenere l’indispensabile supporto e trasferimento di <em>expertise</em>. Questo però aveva urtato la sensibilità del gotha pediatrico, per cui i baroni dell’epoca si opposero, purtroppo con successo, all’insediamento del reparto di Pediatria nell’organigramma dell’INT.</p>
<p>Quando perciò qualche anno dopo l’INT avanzò la proposta di istituire un Centro di Oncologia Pediatrica l’opposizione fu veemente. Per dirimere la vertenza, inesistente dal mio punto di vista, l’Assessore alla Sanità della Regione Campania convocò presso i suoi uffici in Santa Lucia me ed il prof. Armido Rubino, Professore Emerito di pediatria generale e specialistica nonché Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Federico II. Cercai di illustrare in maniera esauriente il programma e gli obiettivi del Centro di Mercogliano, che escludevano in maniera categorica l’assistenza ai bambini in quanto la breve degenza prevista era strumentale allo studio ed alla ricerca. Non c’era alcuna intenzione di dar vita ad un reparto clinico di diagnosi e cura delle patologie di interesse pediatrico, ma l’interesse dell’INT era limitato a creare un Centro per le Patologie Rare predisponenti al Cancro, non esistente in Italia e richiesto dalla Comunità europea. Ma non ci fi verso; non riuscii a convincere il prof. Rubino che non si fidò delle mie assicurazioni.</p>
<figure id="attachment_23396" aria-describedby="caption-attachment-23396" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-23396 size-medium" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2022/09/Convegno-Polo-Pediatrico-Mediterraneo-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2022/09/Convegno-Polo-Pediatrico-Mediterraneo-300x178.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2022/09/Convegno-Polo-Pediatrico-Mediterraneo.jpg 481w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-23396" class="wp-caption-text">28 luglio 1997. Convegno sul Polo Pediatrico Mediterraneo – Foto di Luigi Buonincontro di Giornale Tablò.</figcaption></figure>
<p>In questa diatriba si inserì a gamba tesa Don Riboldi, per far pendere la bilancia a favore del Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra. Fatto sta che quest’ultimo non è stato ancora realizzato, a differenza delle altre due strutture che vivono ormai vita autonoma. E questo è un gran merito per i due promotori.</p>
<p>Molte le similitudini tra la storia del Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano e quella del Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p><strong>I N D I C E &#8211; </strong><strong>Il Polo Pediatrico mediterraneo in Acerra</strong></p>
<ul>
<li><a href="#" target="_blank" rel="noopener">1997.10.17 &#8211; Sanita&#8217;: Siglato Protocollo intesa Polo Pediatrico Acerra</a></li>
<li>1997.10.17 &#8211; «Polo pediatrico, ci sono i fondi per realizzarlo»</li>
<li>1997.10.17 &#8211; Va avanti il polo pediatrico</li>
<li>1998.10.22 &#8211; Acerra &#8211; Polo pediatrico &#8211; Accordo firmato</li>
<li>1998.11.21 &#8211; Il nuovo business è il polo pediatrico</li>
<li>1999.09.29 &#8211; Interrogazione a risposta scritta 4/25808 presentata da Russo Paolo (Forza Italia)</li>
<li>2000.05.18 &#8211; Delibera INAIL C. A. n. 245 del 18 maggio 2000</li>
<li>2000.10.04 &#8211; Rischia di saltare il Polo Pediatrico</li>
<li>2000.10.04 &#8211; Polo Pediatrico: l’inceneritore lo affossa</li>
<li>2001.10.19 &#8211; Il Polo Pediatrico Mediterraneo: un&#8217;opportunità da conseguire</li>
<li>2002.10.18 &#8211; Confronto Tufano-Giusto</li>
<li>2002.10.19 &#8211; Il polo pediatrico è in pericolo &#8211; Don Riboldi: «Ad Acerra non molliamo»</li>
<li>2004.03.18 &#8211; Interrogazione di SCALERA, LIGUORI, BAIO DOSSI al Ministro della Salute</li>
<li>2005.07.21 &#8211; Senato della Repubblica XIV Legislatura &#8211; 850ª Seduta pubblica &#8211; Resoconto sommario e stenografico &#8211; Giovedi’ 21
<ul>
<li>luglio 2005 &#8211; PRESIDENTE. Segue l’interrogazione 3-01487<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> sulla realizzazione di un Polo pediatrico nel Comune di Acerra.</li>
</ul>
</li>
<li>2005.11.28 &#8211; Protocollo d’intesa per il collegamento della Metropolitana regionale con l’alta velocità ad Acerra</li>
<li>2009.01.20 &#8211; &#8216;Polo pediatrico e stazione&#8217; ora Acerra presenta il conto</li>
<li>2016.06.25 &#8211; Acerra Polo Pediatrico, La politica contratta e la citta’ collassa…</li>
<li>2017.05.18 &#8211; Vogliamo un nuovo ospedale per i bambini a Napoli e nel sud-Italia &#8211;
<ul>
<li>Progetto: Creazione di un Ospedale Pediatrico in Campania</li>
</ul>
</li>
<li>2021.07.27 &#8211; DAL POLICLINICO UNIVERSITARIO SCIPPATO, AL POLO PEDIATRICO MAI REALIZZATO AD ACERRA!</li>
<li>2021.07.27 &#8211; Napoli, un polo pediatrico nella zona orientale</li>
<li>2021.07.30 &#8211; Il Polo Pediatrico Mediterraneo mai realizzato ad Acerra &#8230;</li>
<li>2021.09.23 &#8211; Sanità &#8211; a Napoli est nuovo polo pediatrico Santobono</li>
<li>2021.09.23 &#8211; SANITÀ, PRESENTATO IL PROGETTO DEL NUOVO POLO PEDIATRICO SANTOBONO</li>
<li>2022.04.06 &#8211; Via libera al nuovo Santobono di Ponticelli</li>
<li>2022.04.10 &#8211; Siani «Il polo pediatrico &#8211; Meglio nel Cardarelli.</li>
<li>2022.04.17 &#8211; A Ponticelli il Polo Pediatrico</li>
<li>2022.08.07 &#8211; Nuovo Santobono, è scontro sui terreni. Spunta Lady D’Amato</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Polo Pediatrico &#8211; tav-3-viabilità</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Progetto del Polo Pediatrico Mediterraneo in Acerra</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-progetto-del-polo-pediatrico-mediterraneo-in-acerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Prof. Giuseppe Castello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 1995 03:49:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Idee e Progetti CROM]]></category>
		<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo del Direttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’epoca (anni ’90), i dati sulla migrazione sanitaria facevano rilevare come ogni anno oltre quattordicimila bambini, accompagnati dai genitori (e quindi famiglie), migravano verso gli istituti pediatrici del Centro-Nord, come il Gaslini di Genova e il Burlo Garofalo di Trieste, con un conseguente aggravio per le casse della Regione per più di 50 miliardi. Allo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>All’epoca (anni ’90), i dati sulla migrazione sanitaria facevano rilevare come ogni anno oltre quattordicimila bambini, accompagnati dai genitori (e quindi famiglie), migravano verso gli istituti pediatrici del Centro-Nord, come il Gaslini di Genova e il Burlo Garofalo di Trieste, con un conseguente aggravio per le casse della Regione per più di 50 miliardi.</p>
<p>Allo scopo di ovviare agli enormi disagi dei cosiddetti viaggi della speranza e al citato aggravio di spesa derivante, la Regione Campania pensò alla realizzazione di un polo pediatrico, L’iniziativa era altresì sostenuta, tra gli altri, dall’Università di Napoli e dalla Magistratura minorile del distretto della Corte di Appello. Inoltre il Consiglio Regionale della Campania, nel marzo del 1995, con una deliberazione votata all’unanimità aveva scelto <strong>Acerra</strong> come la <strong>località più idonea</strong> ad ospitare il nuovo istituto pediatrico.</p>
<p>Subito dopo la Camera dei Deputati, con apposito ordine del giorno, aveva indicato nell’Inail l’Istituto alle cui risorse attingere per la realizzazione del complesso.</p>
<p>Promotore instancabile del Polo pediatrico e della sua allocazione nell’area acerrana fu <strong>Don Riboldi,</strong> nominato vescovo di Acerra il 25 gennaio 1978 da papa Paolo VI. Sull’impulso delle numerose iniziative promosse, fu promulgato il decreto ministeriale 16 giugno 1997, relativo agli interventi da realizzare a cura dell’<strong>INAIL</strong>, che prevedeva la costruzione, presso il <strong>Comune di Acerra</strong> di un polo pediatrico, caratterizzato da un livello di eccellenza, sia per gli aspetti terapeutico &#8211; diagnostici, sia per la ricerca, con un bacino di utenza pertinente al Centro-Sud dell’Italia.</p>
<p>Su direttiva del Ministro della Sanità, l’Inail a sua volta aveva dichiarato la propria disponibilità, mettendo immediatamente a disposizione una prima tranche di 100 miliardi per acquisire l’area e edificare l’opera.</p>
<p>Così il <strong>21 ottobre</strong> la Regione Campania, unitamente a tutti gli altri Enti interessati e garante il Ministro della Sanità, avevano stipulato con l’Inail l’<strong>accordo di programma</strong>, con cui si impegnava ad allocare il Polo pediatrico nel complesso che l’Inail avrebbe a tal fine realizzato e dato in locazione alla Regione stessa ad un canone che teneva conto della nobiltà dell’iniziativa.</p>
<p>Purtroppo nelle stesse settimane, nello stesso comune di Acerra, nella stessa area, per l’esattezza ad appena tre chilometri dal sito da anni individuato per realizzarvi l’Istituto pediatrico, la Regione, con ordinanza del Presidente, decideva paradossalmente di localizzare il mastodontico <strong>inceneritore</strong> destinato a bruciare i rifiuti di Napoli e provincia. Le conseguenze erano a dir poco prevedibili, ovvero più che ovvie (alla faccia della dichiarata compatibilità ambientale).</p>
<p>Il <strong>Ministero della Salute</strong>, con decreto ministeriale 8 giugno 2001, fece istituire un comitato scientifico incaricato di individuare le linee d’indirizzo gestionale e di ricerca della nuova struttura. In data <strong>13 marzo 2002, si conclusero i lavori propedeutici alla stesura del progetto esecutivo</strong> individuando anche le sfere mediche che dovevano essere presenti, cioè: <em>malattie genetiche e metaboliche, immunoematologia, trapianti di organo, cardiologia, cardiochirurgia, gastroenterologia, nefrologia pediatrica, terapia intensiva, subintensiva pediatrica e neonatologia.</em> Nel documento fu, inoltre, indicato la previsione di un totale di <strong>170 posti letto</strong>, suddivisi tra <strong>100 per il dipartimento medico</strong>, <strong>50 per il dipartimento chirurgico</strong> e <strong>20 per la terapia intensiva e subintensiva</strong>.</p>
<p>La superficie totale, necessaria per lo svolgimento delle attività previste, fu indicata in <strong>53.800 metri quadrati</strong>. Il costo complessivo stimato per circa<strong> 76 milioni</strong> di euro. Tant’è vero che col <strong>Giubileo del 2000</strong>, furono stanziati fondi per il restauro del Convento degli ex Domenicani, oggi <strong>Casa dell’Umana Accoglienza</strong>, allo scopo di accogliere le famiglie dei malati; restauro diventato poi ristrutturazione.</p>
<p>Il principale elemento di criticità per la realizzazione dell’opera risultò essere l’acquisto del terreno prescelto, di proprietà di privati. Infatti, <strong>il relativo prezzo subì un incremento, pari a circa tre volte la cifra originaria, per la modifica della destinazione d’uso del terreno da agricolo ad edificabile.</strong> In data 24 febbraio 2003, presso l’Assessorato alla sanità della Regione Campania, si riunirono i rappresentanti del Ministero della salute, della Regione Campania, della Provincia di Napoli, del Comune di Acerra, dell’INAIL e della Fondazione di Sant’Alfonso de’ Liguori, al fine di definire le misure per un avvio rapido della concreta realizzazione dell’opera in questione. In tale sede, le parti sottoscrissero i reciproci impegni. Il 22 aprile 2004 la parte privata, titolare della proprietà del terreno, comunicò di aver provveduto alla liquidazione dei coloni e dei fittavoli presenti nell’area, di conseguenza l’area risultava <em>«del tutto libera da persone e da cose»</em>.</p>
<p>A seguito di numerosi incontri tra il direttore centrale del patrimonio dell’<strong>INAIL</strong> e i proprietari, si è giunti ad un compromesso sul prezzo di acquisto, convenuto nella somma di circa <strong>5 milioni di euro</strong>. In data 3 giugno 2004, si è svolto un incontro presso la direzione generale INAIL, nel quale sono stati ribaditi gli impegni assunti al fine di addivenire, in tempi rapidi, alla stipula del contratto di compravendita del terreno.</p>
<p>Nel mese di ottobre 2004, la <strong>Regione Campania</strong> e l’INAIL hanno sottoscritto il preliminare di locazione dell’edificando polo pediatrico. Nel successivo mese di novembre, durante l’accertamento notarile della documentazione, finalizzato alla compravendita del terreno, si è riscontrato che<strong> il proprietario del terreno, poteva essere considerato rappresentante legale solamente di 150.000 metri quadrati, rispetto ai 180.000 necessari alla costruzione del polo pediatrico</strong>. Al Ministero della Salute giunse la dichiarazione di volontà di alienare la restante porzione di <strong>30.000 metri quadri da parte dei nuovi proprietari di affiliazione politica locale</strong>.</p>
<p>Non vennero però interamente reperiti i finanziamenti per le attrezzature medico-scientifiche, in parte assegnati   dalla Regione Campania, il che precludeva la possibilita’ di indire la relativa gara di appalto.</p>
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