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	<title>acido tannico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>acido tannico Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Myrica &#124; Myrica cerifera L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 May 2023 15:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;albero della cera (Myrica cerifera L.) è un piccolo albero o arbusto sempreverde originario del Nord America, della famiglia delle Myricaceae; le sue foglie coriacee sono molto aromatiche e profumano d&#8217;incenso. È usato, oltre che per scopi ornamentali, anche per la produzione di cera per le candele e come pianta medicinale. E’ un arbusto o &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>albero della cera </strong>(<em>Myrica cerifera</em> L.) è un piccolo albero o arbusto sempreverde originario del Nord America, della famiglia delle <em>Myricaceae</em>; le sue foglie coriacee sono molto aromatiche e profumano d&#8217;incenso.</p>
<p><strong>È usato, oltre che per scopi ornamentali, anche per la produzione di cera per le candele e come pianta medicinale.</strong></p>
<p>E’ un arbusto o piccolo albero sempreverde adattato a molti habitat, specie a quelli vicino a corsi d&#8217;acqua; può raggiungere i 5 metri di altezza; le foglie lunghe e coriacee hanno margine seghettato; pianta dioica con fiori maschili con 3 o 4 stami su amenti e fiori femminili avvolti da un rivestimento ceroso-simile; gli esemplari femmina fruttificano a fine estate o in autunno; gli uccelli rivestono un ruolo importante perché il loro intestino ripulisce i frutti dalla parte cerosa agevolando la germinazione dei semi.</p>
<p>Cresce adattato a molti habitat, specie a quelli vicino a corsi d&#8217;acqua; le foglie lunghe e coriacee hanno margine seghettato; pianta dioica con fiori maschili con 3 o 4 stami su amenti e fiori femminili avvolti da un rivestimento ceroso-simile; gli esemplari femmina fruttificano a fine estate o in autunno; gli uccelli rivestono un ruolo importante perché il loro intestino ripulisce i frutti dalla parte cerosa agevolando la germinazione dei semi.</p>
<p>Possiede <strong>proprietà anti-batteriche e anti-allergiche</strong> ed è stata usata in molti sciroppi per la tosse e in qualità di <strong>espettorante</strong>. Aiuta a mobilitare il muco il muco nelle bronchiti ed asma.</p>
<p>Come droga vengono utilizzate foglie, radici, cortecce delle radici.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> sono costituiti da: triterpeni (<strong>miricadiolo, taraxerolo e taraxerone</strong>), flavonoidi <strong>miricitrina, miricitina</strong> (azione antibiotica), tannini, fenoli, <strong>acidi (miricico, tannico, mallico</strong>), resine (acido miricinico), gomme.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e allattamento, nelle infiammazioni importanti dell&#8217;apparato gastro-intestinale. Può interagire con farmaci alcalini.</p>
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		<title>Frangola &#124; Frangula alnus Miller</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/frangola-frangula-alnus-miller/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 11:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido crisofanico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La frangola (Frangula alnus Mill., 1768) è una pianta arborea, appartenente alla famiglia delle Ramnacee, originaria dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia. Nomi popolari: Spin zervin, Onerella, Speri saladegh, Oniza selvadega, Maraga, Nepurn, Verna giauna, Frangua, Vent servin, Legu mat, Legm megher, Spuzzarel, Putine, Alno nero, Legno puzzolente, Roncagine, Bucaco, Trigna, Fragna, Spina ponti senza spina. Etimologia: “Rhamnus” &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>frangola</strong> (<em>Frangula alnus</em> Mill., 1768) è una pianta arborea, appartenente alla famiglia delle Ramnacee, originaria dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia.</p>
<p>Nomi popolari: Spin zervin, Onerella, Speri saladegh, Oniza selvadega, Maraga, Nepurn, Verna giauna, Frangua, Vent servin, Legu mat, Legm megher, Spuzzarel, Putine, Alno nero, Legno puzzolente, Roncagine, Bucaco, Trigna, Fragna, Spina ponti senza spina.</p>
<p>Etimologia: “Rhamnus” potrebbe derivare dal termine celtico “Ram” = “Spino” in quanto la varietà più conosciuta è provvista di spine (<em>Rhamnus cathartica</em> L.), oppure dal greco “Ramnous” in riferimento alla dea Nemesi, chiamata anche “Ramnousis”. Mentre “Frangula” sembra derivare dal latino “Frangere” ovvero “Rompere”, riferito alla fragilità dei rami.</p>
<p>La frangola è un arbusto spontaneo e cespuglioso, dalla corteccia liscia e di colore marrone scuro con numerosi puntini bianchi che in gruppi di 2-5 formano delle linee parallele e orizzontali; la superficie interna della corteccia è gialla e diviene bruno-rossastra al contatto con l&#8217;aria. Le foglie sono alterne, talvolta opposte alla base dei rami, picciolate 1-2 cm., di forma elittico-obovate con apice acuto, margine intero e lievemente dentato, superficie glabra, a volte pelosa sulle nervature della superficie inferiore. I fiori in gruppi da 2-10 a livello dell’ascella delle foglie; il peduncolo è di circa 1 cm.; sono caratterizzati da 5 sepali triangolari, 5 petali più piccoli di colore bianco-verdino. Il frutto è una drupa tonda, dapprima porpora-viola fino a diventare nera a maturità; nella polpa della drupa si trovano 3 noccioli, ciascuno contenente un seme. La pianta predilige terreni umidi e sabbiosi, nei boschi di pianura o di montagna, lungo le rive dei fiumi o delle paludi, nei terreni asciutti assume un portamento più compatto. E&#8217; una pianta diffusa soprattutto nell&#8217;Italia settentrionale, dal mare alla regione montana.</p>
<p>La corteccia è grigio violacea o grigio piombo, con numerose lenticelle bianco grigiastre rotonde nei rami giovani e allungate trasversalmente nei vecchi. La corteccia dei rami è la parte che viene utilizzata: questa viene raccolta in primavera o in autunno, tagliata con un coltello a strisce longitudinali, che vengono divise poi in pezzetti di alcuni centimetri; fatti essiccare al sole e conservati in sacchetti di carta o tela. Bisogna far trascorrere 2-3 anni prima di utilizzarla.</p>
<p>La corteccia di frangula contiene <strong>glicosidi antrachinonici</strong> tra i quali <strong>frangulina </strong>(prodotta anche durante il processo di essiccazione e deposito), <strong>frangulaemodina</strong>, <strong>frangularoside</strong>, <strong>acido crisofanico</strong>, un’isoemodina, inoltre acido tannico, principi amari, tracce di alcaloidi ciclopeptidici, mucillaggine, tracce di resine, un enzima quale <strong>rammnodiastasi</strong>. Le sostanze antrachinoniche vengono assorbite dallo stomaco ma vengono metabolizzate facilmente nell’intestino crasso, diventando attivi. Infatti, nell’intestino la flora batterica li trasforma in antroni, che sono le sostanze responsabili dell’azione lassativa. Questo spiega perché l’azione lassativa di questi principi attivi si manifesta dopo 12-24 ore dall’assunzione. Gli antroni permettono l’idratazione della massa fecale, che aumentando di volume aumenta la pressione contro le pareti dell’intestino stimolando la peristalsi. Pertanto, la principale proprietà terapeutica della frangula è quella di essere <strong>lassativa</strong>. In effetti, la frangola svolge un’efficace azione lassativa e purgante, senza però irritare particolarmente l’intestino; è adatta a curare moltissime forme di stipsi e provoca l’effetto desiderato senza dare fenomeni collaterali sgradevoli. La frangola possiede inoltre anche la proprietà di stimolare la secrezione biliare; è efficace infine nella cura delle emorroidi, e le sue doti lassative possono essere sfruttate in molte preparazioni e cure dimagranti.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: evitare l’assunzione per più di 10 giorni. Un sovradosaggio potrebbe portare a spasmi intestinali e grave diarrea. Inoltre l’uso prolungato di lassativi antrachinonici può creare dipendenza con bisogno di aumentare il dosaggio e la sindrome dell’intestino pigro, ovvero un colon atonico e con una alterata funzionalità. Evitare la somministrazione nei bambini, durante la gravidanza e in allattamento. Non assumere in caso di sensibilità individuale alla pianta per non avere effetti collaterali.</p>
<p><strong>Curiosità</strong>: Il carbone ottenuto dalla frangola è quello a più rapida combustione che si conosca. Nei tempi antichi il carbone ottenuto dalla frangola veniva utilizzato per produrre polvere pirica a fumo soprattutto in Svizzera e nei paesi dell&#8217;Est Europa. Nel bolognese venivano utilizzati i rametti per produrre cannucce per pipa.</p>
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		<title>Ginestra dei carbonai</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ginestra-dei-carbonai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 15:31:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ginestra dei carbonai (nome scientifico Cytisus scoparius L. &#38; Link, 1822) è un piccolo arbusto, erbaceo, a portamento cespitoso, appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Alto da 60 cm a 2,4 m.; fusto verde, eretto, angoloso, striato longitu-dinalmente, duro, con ramificazioni diritte, flessibili; foglie decidue, stipolate e piccole, picciolate, trifogliate, quelle superiori sessili, semplici; fiori &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>ginestra dei carbonai</strong> (nome scientifico <em>Cytisus scoparius</em> L. &amp; Link, 1822) è un piccolo arbusto, erbaceo, a portamento cespitoso, appartenente alla famiglia delle <em>Fabaceae</em>.</p>
<p>Alto da 60 cm a 2,4 m.; fusto verde, eretto, angoloso, striato longitu-dinalmente, duro, con ramificazioni diritte, flessibili; foglie decidue, stipolate e piccole, picciolate, trifogliate, quelle superiori sessili, semplici; fiori profumati, ermafroditi, giallo-oro, grandi, calice glabro a 2 labbra corte, corolla papilionacea, stendardo lungo, carena pendula, 10 stami diadelfi; legume appiattito, nero, peloso ai bordi, contenente una dozzina di semi lucidi e marroni. Cresce in brughiere e arbusteti su terreni solitamente acidi. I semi sono tossici per la presenza di <strong>citisina</strong>. Periodo di fioritura: maggio-agosto.</p>
<p>La Ginestra dei carbonai è coltivata come <strong>pianta ornamentale</strong> per l’abbondante fioritura, si usa in giardino in siepe mista o a gruppi, in pendenza o scarpate.</p>
<p>Il nome generico era già usato da Plinio ma è di etimologia controversa; quello specifico allude all&#8217;antico uso della pianta per fabbricare scope. Il nome volgare “<strong>ginestra dei carbonai</strong>” deriva dall’uso dei rami poco infiammabili che, posti sopra le carbonaie (cataste di legna circondate da terra), consentivano di bruciare lentamente migliorando la qualità del carbone. Secondo Altri, il nome generico (<em>Cytisus</em>) deriverebbe dalla parola greca <em>kutisus</em> un nome per una specie di trifoglio (in riferimento alla forma delle foglie); secondo altre etimologie &#8220;<em>Cytisus</em>&#8221; è una denominazione latina che discende da un preesistente vocabolo greco <em>kytisos </em>di incerta etimologia (potrebbe derivare da qualche idioma dei primi abitatori dell&#8217;Asia Minore); secondo altre etimologie ancora deriva dalla parola greca <em>kýtos</em> (= cavità). L&#8217;epiteto specifico (<em>scoparius</em>) significa scopa (o simile ad una scopa) e allude al portamento dell&#8217;impianto.</p>
<p>Oltre ad alcuni alcaloidi, fra i quali la <strong>sparteina</strong>, responsabile dell’azione tonica per il cuore, la <strong>scoparina</strong>, responsabile dell’azione diuretica, la ginestra contiene <strong>flavonoidi</strong> e altri componenti come <strong>citisina, scoparolo, genistenina, luteina, acido tannico e caffeico e sarotamnina</strong>. Inoltre sono presenti anche zuccheri, gomme, <strong>acido palmitico</strong>, paraffina e <strong>furfurolo</strong>. <strong>Tutta la pianta è velenosa</strong>, in particolar modo foglie, fiori e semi. Alla pianta, di cui vengono usate le sommità fiorite, vengono attribuite <strong>proprietà: diuretiche, vasocostrittrici, ipertensive, lassative, antiaritmiche, antireumatiche, emetiche, cardiotoniche</strong>.</p>
<p>Non deve essere assunta da donne in gravidanza o durante l’allattamento, né da persone con ipertensione o con infezioni o infiammazioni a carico dei reni.</p>
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		<title>Guaranà &#124; Paullinia sorbilis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/guarana-paullinia-sorbilis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 13:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il guaranà (nome scientifico Paullinia cupana, sin. Paullinia sorbilis) è una pianta rampicante (liana), sempreverde, nativa della foresta amazzonica appartenente alla famiglia delle Sapindaceae; è presente anche in Venezuela, Paraguay e Uruguay. In fitoterapia sono utilizzati i semi. La pianta si presenta come arbusto legnoso, con l’aspetto di una grossa e volubile liana, rampicante, sempreverde, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>guaranà</strong> (nome scientifico <em>Paullinia cupana</em>, sin. <em>Paullinia sorbilis</em>) è una pianta rampicante (liana), sempreverde, nativa della foresta amazzonica appartenente alla famiglia delle <em>Sapindaceae</em>; è presente anche in Venezuela, Paraguay e Uruguay. In fitoterapia sono utilizzati i semi.</p>
<p>La pianta si presenta come arbusto legnoso, con l’aspetto di una grossa e volubile liana, rampicante, sempreverde, con rami molto flessibili; raggiunge un’altezza di 10 m circa e cresce spontanea e coltivata a scopo commerciale nei paesi d’origine. È una pianta delicata che cresce preferibilmente in terreno ricco di humus, umido e ben drenato. Richiede un’esposizione parzialmente ombreggiata e non sopporta temperature inferiori ai 18-20°C. Le foglie, costituite da foglioline ovali-oblunghe, sono glabre, composte, imparipennate, con margini grossolanamente dentato-crenati; disposte in posizione alterna, presentano l’apice acuminato e hanno una consistenza piuttosto coriacea; le nervature sulla pagina inferiore sono ben visibili e leggermente vellutate. I fiori, poco appariscenti, bianchi o gialli, sono riuniti a mazzetto in infiorescenze lunghe fino a 10 cm circa. Il frutto è costituito da una capsula trigona piriforme, con deiscenza in tre valve longitudinali; presenta all’incirca le dimensioni di una nocciola e a maturità è di un bel colore rosso o arancione; all’interno contiene da uno a tre semi lucidi, bruno-porpora, più o meno globoidali, a forma di castagna e con un diametro di 1,5 cm. Si riproduce per talea di legno maturo alla fine della stagione di crescita.</p>
<p>La parola <strong>guaranà significa “vite</strong>” in molti dialetti indigeni e si riferisce allo sviluppo caratteristico a “liana” di questa pianta in presenza di tronchi che le facciano da supporto; può raggiungere fino ai 10 m di altezza. Il nome <strong>Paullinia</strong> deriva da quello di un dotto naturalista del &#8216;600, tal Paulli, cui lo stesso Linneo dedicò un intero genere al quale, attualmente, si attribuiscono circa 140 specie, in grandissima parte proprie della flora spontanea dei paesi dell&#8217;America tropicale.</p>
<p>Circa il 70% della produzione di Guaranà del Brasile viene utilizzato per la preparazione di succhi e di bevande energetiche, mentre dal restante 30% si ricava la polvere di Guaranà, utilizzata in forma di capsule o soluzioni acquose per l’industria farmaceutica e cosmetica.</p>
<p><strong>La droga è costituita da una pasta essiccata di colore bruno ottenuta dalla lavorazione dei semi di guaranà</strong>, tostati, macinati e pressati (<strong>pasta Guaranà</strong>): questa viene essiccata sotto forma di bastoncini e poi grattugiata in acqua per ottenere una bevanda simile al tè. Viene inoltre utilizzata come <strong>fonte di caffeina</strong>,<strong> aromatizzante per bevande analcoliche, liquori e prodotti dolciari</strong>. Le popolazioni indigene la usano da centinaia di anni come pianta curativa ed “<strong>elisir</strong>” di lunga vita.</p>
<p>Il Guaranà contiene, in concentrazioni variabili dal 3 all&#8217;8%, un analogo della caffeina, noto come <strong>guaranina</strong>, che gli conferisce le sue proprietà stimolanti analoghe a quelle ascritte al caffè; inoltre contiene <strong>teofillina, teobromina, acido tannico e saponine</strong>.</p>
<p>Il Guaranà è <strong>stimolante delle funzioni cognitive</strong> (attenzione e memoria), <strong>tonico generale; </strong>storicamente il guaranà veniva utilizzato dalle tribù dell’Amazzonia per le sue proprietà stimolanti al fine di aumentare la resistenza fisica.</p>
<p>Il Guaranà è specialmente utile per dare una <strong>carica energetica</strong> in caso di esaurimento, astenia: contrasta efficacemente gli stati di affaticamento. Trova impiego <strong>nel mondo dello sport</strong> ed è associato a molte <strong>diete </strong>(dimagranti) in quanto favorisce la combustione dei grassi, aumentando la termogenesi, e l&#8217;utilizzo (lipolisi) dei grassi di riserva depositati nelle cellule adipose. Per il suo contenuto in tannini può esercitare un&#8217;azione <strong>astringente</strong> a livello intestinale. Esso, inoltre, <strong>stimola le funzioni cerebrali e l&#8217;attività intellettuale</strong>.</p>
<p><strong>Contenendo caffeina, il Guaranà </strong>può essere utile nelle emicranie<strong>; è un </strong>cardiotonico<strong> e produce un&#8217;azione simile a quella del caffè, ma con importanti differenze</strong>, dovute agli altri componenti del fitocomplesso, tra cui i tannini, per cui varia la farmacocinetica del principio attivo; ciò si traduce in un <strong>effetto stimolante più prolungato</strong> e di entità superiore a quello della caffeina isolata. Questo rappresenta un valido esempio del fatto che l&#8217;azione di un fitocomplesso, non può essere sostituita da quella di un unico principio attivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli effetti indesiderati più comuni dopo assunzione del guaranà, sono riconducibili alla presenza di caffeina (agitazione, ipereccitabilità, nervosismo, insonnia, aritmie di vario genere in soggetti predisposti, ipertensione arteriosa). L’uso dei prodotti contenenti guaranà è perciò <strong>sconsigliato nei soggetti con ulcere</strong> gastriche e intestinali, <strong>ipertiroidismo</strong> (sindrome derivante da un’iperattività della tiroide) o disturbi cardiovascolari tra cui <strong>ipertensione </strong>(elevata pressione sanguigna) e <strong>aritmie</strong> (alterazioni del normale ritmo cardiaco).</p>
<p>. Inoltre sono riportate le seguenti <strong>principali interazioni farmacologiche</strong>:</p>
<ul>
<li>I-MAO: crisi ipertensive;</li>
<li>contraccettivi orali, cimetidina, verapamil, disulfiram, fluconazolo e chinolonici inibiscono il metabolismo della caffeina, con possibile aumento dei suoi effetti stimolanti;</li>
<li>ormoni tiroidei, adrenalina, alcaloidi della segale cornuta, efedra, sinefrina: ne potenzia gli effetti;</li>
<li>anticoagulanti orali: ne riduce l&#8217;attività;</li>
<li>fenilpropanolamina: aumento della pressione arteriosa;</li>
<li>litio: riduzione dei livelli di litio nel sangue;</li>
<li>benzodiazepine: riduzione degli effetti sedativi;</li>
<li>antiaritmici: aumento della concentrazione plasmatica di caffeina;</li>
<li>ferro: ne riduce l&#8217;assorbimento;</li>
<li>Aspirina: la caffeina ne aumenta la biodisponibilità;</li>
<li>fenitoina: aumenta il metabolismo della caffeina;</li>
<li>fluorochinolonici: aumentano la concentrazione di caffeina nel sangue;</li>
<li>ipriflavone: possibile aumento della concentrazione di caffeina nel sangue;</li>
<li>induttori enzimatici: riduzione della caffeina nel sangue;</li>
<li>macrolidi: aumento della caffeina nel sangue;</li>
<li>ticlopidina: aumento della caffeina nel sangue.</li>
</ul>
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