<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>pianta velenosa Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/pianta-velenosa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/pianta-velenosa/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Jan 2025 14:13:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>pianta velenosa Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/pianta-velenosa/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Petunia</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/petunia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 14:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[Petunia]]></category>
		<category><![CDATA[Petunia Wave]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[Surfinia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=31808</guid>

					<description><![CDATA[<p>Petunia Juss è un genere di piante dicotiledoni apparte-nenti alla famiglia delle Solanacee, originarie dell&#8217;Ame-rica Meridionale. Comprende specie annuali o perenni, alte fino a 1 metro, con molti ibridi e cultivar, anche a forma nana, a fiori imbutiformi doppi o semplici, con generose e prolungate fioriture dalla primavera ai primi geli, in una gamma vastissima &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/petunia/">Petunia</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Petunia</strong> Juss è un genere di piante dicotiledoni apparte-nenti alla famiglia delle Solanacee, originarie dell&#8217;Ame-rica Meridionale.</p>
<p>Comprende specie annuali o perenni, alte fino a 1 metro, con molti ibridi e cultivar, anche a forma nana, a fiori imbutiformi doppi o semplici, con generose e prolungate fioriture dalla primavera ai primi geli, in una gamma vastissima di colori dal bianco candido, al rosa, al rosso, al viola più o meno scuro e al rosso-mattone, con corolle increspate e arricciate.</p>
<p>Tra le specie più conosciute ricordiamo <em>P. axillaris</em> e <em>P. integrifolia</em> da cui sono derivati molti ibridi e cultivar dal portamento vario (nane, compatte, decombenti, etc.).</p>
<p>Tassonomia</p>
<p>Il genere comprende le seguenti specie:</p>
<ul>
<li><em>Petunia altiplana</em>Ando &amp; Hashim.</li>
<li><em>Petunia axillaris</em> (Lam.) Britton, Sterns &amp; Poggenb.</li>
<li><em>Petunia bajeensis</em>Ando &amp; Hashim.</li>
<li><em>Petunia bonjardinensis</em>Ando &amp; Hashim.</li>
<li><em>Petunia correntina</em> Greppi &amp; Stehmann</li>
<li><em>Petunia exserta</em>R. Stehm. in Napaea</li>
<li><em>Petunia guarapuavensis</em>Ando &amp; Hashim.</li>
<li><em>Petunia inflata</em>E. Fr.</li>
<li><em>Petunia integrifolia</em> (Hook.) Schinz &amp; Thell.1</li>
<li><em>Petunia interior</em>Ando &amp; Hashim.</li>
<li><em>Petunia mantiqueirensis</em>Ando &amp; Hashim.</li>
<li><em>Petunia occidentalis</em>E. Fr.</li>
<li><em>Petunia reitzii</em>B.Sm. &amp; Downs</li>
<li><em>Petunia saxicola</em>B.Sm. &amp; Downs</li>
<li><em>Petunia scheideana</em>B.Sm. &amp; Downs</li>
<li><em>Petunia secreta</em> Stehmann &amp; Semir</li>
</ul>
<p>Provenendo da un paese caldo, il Brasile, le petunie prediligono essere esposte direttamente alla luce del sole per almeno cinque o sei ore giornaliere, in modo da garantire una copiosa fioritura. Le petunie sono piante abbastanza delicate e sensibili al vento e alle piogge, quindi devono essere tenute a riparo. Può resistere a temperature fredde, ma teme particolarmente il freddo notturno e le gelate, infatti spesso in inverno viene trapiantata in serre fredde.</p>
<p>La sua temperatura perfetta è compresa tra 20 e 28°C.</p>
<p>Per quanto riguarda le annaffiature è piuttosto esigente: se mancano di acqua tendono facilmente ad appassire. E’ buono innaffiarle ogni 2-3 giorni, e magari intensificare durante i mesi estivi. Se è vero che non sopporta la siccità, d’altra parte la petunia soffre anche i ristagni idrici, quindi ci vuole equilibrio: per sapere quando innaffiarla, osservate se il terreno è asciutto, quello sarà il momento adatto.</p>
<p>Negli ultimi anni il genere Petunia ha conosciuto un notevole successo commerciale, soprattutto grazie agli ibridi a <strong>portamento ricadente</strong> (varietà brevettate) che hanno invaso il mercato guadagnando una notevole fetta di mercato nell&#8217;ambito dei fiori da balcone. In Italia, e in molti altri paesi europei, l&#8217;ibrido più conosciuto è la <strong>Surfinia</strong>, varietà ricadente propagata a mezzo talea (la pianta è sterile, ovvero produce semi non utilizzabili) di cui esistono molte versioni anche a fiori doppi e mignon.  Surfinia non è un genere di piante ma bensì è un marchio commerciale di Suntory flowers, entrato poi nel gergo comune e di solito indica una petunia con portamento ricadente mentre le petunie sono tipicamente erette e più compatte.</p>
<p>Negli Stati Uniti invece sono maggiormente diffusi diversi ibridi ricadenti propagati via seme, il più conosciuto dei quali è la <strong>Petunia Wave</strong>.</p>
<p>Vengono coltivate in giardino a portamento eretto. Le petunie si possono anche coltivare in vaso profondo sui terrazzi, sia le forme erette che ricadenti.</p>
<p>Piante facili da coltivare, richiedono una buona esposizione al sole o mezzo-sole, con terreno sciolto e permeabile, abbastanza fertile, privo di ristagno idrico; dopo una copiosa fioritura è da prevedere una drastica potatura dei fusti alla base, per favorire il ricaccio di nuovi steli fioriferi.</p>
<p>Le varietà pregiate, non riproducibili per seme, vengono moltiplicate agamicamente per mezzo di talee fatte svernare sotto vetro.</p>
<p><strong>Delle petunie sono velenose tutte le parti della pianta</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/petunia/">Petunia</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31808</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ipomea bianca &#8211; Ipomoea alba L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ipomea-bianca-ipomoea-alba-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[fiore di luna]]></category>
		<category><![CDATA[iosciamina]]></category>
		<category><![CDATA[ipomea bianca]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[scopolamina]]></category>
		<category><![CDATA[vite luna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=31053</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ipomea bianca (Ipomoea alba L.), a volte chiamata fiore di luna o vite luna, è una specie della famiglia Convolvulaceae, originaria delle regioni tropicali e subtropicali del Nuovo Mondo, dal nord dell&#8217;Argentina fino al Messico e alla Florida. Il nome fiore di luna deriva dal fatto che sboccia di notte e dalla loro forma rotonda &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/ipomea-bianca-ipomoea-alba-l/">Ipomea bianca &#8211; Ipomoea alba L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>ipomea bianca </strong>(<em>Ipomoea alba</em> L.), a volte chiamata <strong>fiore di luna</strong> o <strong>vite luna</strong>, è una specie della famiglia <em>Convolvulaceae</em>, originaria delle regioni tropicali e subtropicali del Nuovo Mondo, dal nord dell&#8217;Argentina fino al Messico e alla Florida.</p>
<p>Il nome fiore di luna deriva dal fatto che sboccia di notte e dalla loro forma rotonda come una luna piena.</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>L’ipomoea alba, chiamato anche gloria bianca tropicale, è una pianta erbacea perenne, rampicante, che può crescere fino a 5-30 metri di altezza con steli intrecciati. Le foglie sono intere o trilobate, lunghe circa 5-15, con uno stelo lungo 5–20 cm. I fiori sono profumati, bianchi o rosa, e di grandi dimensioni, di 8–14 cm di diametro. Si aprono in fretta la sera e per tutta la notte, rimanendo aperti finché vengono toccati dal sole del mattino. Quando torna la luce del giorno, i petali lunghi e sottili si arricciano e si richiudono su se stessi in attesa della notte. Nelle giornate nuvolose, possono rimanere aperti più a lungo. I fiori tendono a restare aperti più a lungo con le basse temperature &#8211; che possono anche causare segmenti di strappo o lacerazione, quando si aprono. Il profumo del fiore di luna può essere descritto come profondo e rinvigorente. La sera, quando i fiori sono in piena fioritura, si può respirare l’aria speziata e dolce per ore senza stancarsi.</p>
<p>Il seme assomiglia ad una piccola noce marrone.</p>
<p><strong>Usi storici</strong></p>
<p>Le antiche civiltà mesoamericane utilizzavano Ipomoea bianca per convertire il lattice dall&#8217;albero <em>Castilla elastica</em> e dalla pianta del <em>guayule</em> per produrre palline di gomma rimbalzanti. Lo zolfo contenuto in questa ipomoea serviva a vulcanizzare la gomma, processo che precede la scoperta di Charles Goodyear almeno di 3000 anni.</p>
<p><strong>Coltivazione</strong></p>
<p>La specie è ampiamente coltivata come <strong>pianta ornamentale</strong> per i suoi fiori. In ambienti troppo freddi d&#8217;inverno, può essere coltivata come <strong>pianta annuale</strong>. Dal momento che è di origine tropicale, fiorisce meglio sotto un fotoperiodo estivo con i giorni brevi. Anche se può essere coltivato nel nord, la sua fioritura è compromessa da giornate estive troppo lunghe. Così, spesso non germoglia fino all&#8217;inizio dell&#8217;autunno, quando la lunghezza del giorno torna vicina alle 12 ore. Il seme dovrebbe essere scalfito con una lima prima di essere piantato. In alcune aree si tratta di una specie infestante che può causare problemi in ambienti agricoli.</p>
<p>Il fiore di luna cresce infatti quasi come un’erbaccia. Si diffonde rapidamente e può essere un po’ invasivo se non viene curato adeguatamente. I giardinieri dovrebbero prestare attenzione anche alle foglie del fiore. Se schiacciate, lasciano un odore sgradevole e robusto che permane nell’aria. Il fiore è una pianta autoseminante che nasce da un baccello con spine. Quando è pronto, il baccello si apre e rilascia centinaia di semi che cadono a terra e si preparano per la stagione di crescita dell’anno successivo. <strong>I fiori di luna e i suoi semi sono velenosi</strong>, quindi bisogna prestare particolare attenzione a dove vengono piantati. La pianta deve essere sempre tenuta lontana da animali e bambini perché tossica in quanto alcune specie contengono <strong>scopolamina</strong> e <strong>iosciamina</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/ipomea-bianca-ipomoea-alba-l/">Ipomea bianca &#8211; Ipomoea alba L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31053</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Violacciocca gialla &#8211; Erysimum cheiri</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/violacciocca-gialla-erysimum-cheiri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 07:53:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[fiore dei muri]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[piante ornamentali]]></category>
		<category><![CDATA[violacciocca gialla]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=30263</guid>

					<description><![CDATA[<p>La violacciocca gialla (nome scientifico Erysimum cheiri o Cheiranthus cheiri) è una specie di pianta da fiore della famiglia delle Brassicaceae (Cruciferae), originaria del bacino Egeo, introdotta come essenza ornamentale, successivamente sfuggita alla coltivazione, oggi avventizia sulle rupi e i muri ben esposti al sole. Viene anche trattata come un ibrido con il nome Erysimum &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/violacciocca-gialla-erysimum-cheiri/">Violacciocca gialla &#8211; Erysimum cheiri</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>violacciocca</strong> <strong>gialla</strong> (nome scientifico <em>Erysimum cheiri </em>o <em>Cheiranthus cheiri</em>) è una specie di pianta da fiore della famiglia delle <em>Brassicaceae </em>(<em>Cruciferae</em>), originaria del bacino Egeo, introdotta come essenza ornamentale, successivamente sfuggita alla coltivazione, oggi avventizia sulle rupi e i muri ben esposti al sole. Viene anche trattata come un ibrido con il nome <em>Erysimum × cheiri</em>. È ampiamente coltivata come pianta da giardino.</p>
<p>La Violaciocca ha vita breve, in genere il suo ciclo vitale dura poco più di un anno: infatti dopo la produzione dei frutti tendono a disseccare e cadendo torneranno l’anno successivo riproducendosi direttamente dal seme. Se si pianta una volta la Violaciocca, è probabile che il giardino riveda di anno in anno la pianta con questa profumata fioritura.</p>
<p><strong>Etimologia</strong></p>
<p>Il nome comune &#8220;violaccio&#8221; si attribuisce a tutte le cultivar di questa pianta, così come ad altre specie del genere <em>Erysimum</em> e dell&#8217;ex genere <em>Cheiranthus</em>.</p>
<p><em>Erysimum</em> viene dal greco ἐρύσῐμον <em>erysimon</em> erisimo, pianta citata da Teofrasto, forse da ἐρυσμός <em>erysmós</em> difesa, soccorso, per le proprietà medicinali; <em>cheiri </em>dall’arabo derivato dal persiano, ﺧﻴﺮﻯ ḫīrī khīrī, nome della violacciooca o di piante simili delle crucifere, dal greco χείρ <em>cheír</em> mano, per i sepali e petali disposti come le dita di una mano.</p>
<p><strong>Descrizione </strong></p>
<p>Si tratta di una pianta erbacea perenne, spesso coltivata come biennale, con uno o più steli altamente ramificati che raggiungono altezze di 15–80 cm (6–31 pollici). Le foglie verde-grigio, sono generalmente strette e appuntite e possono essere lunghe fino a 20 cm (8 pollici). Gli assi di tiro da montanti a ascendenti possono lignificarsi nella zona inferiore. Le foglie inferiori sono disposte a rosetta e hanno un corto picciolo. La lamina fogliare è lunga fino a 10 centimetri, lanceolata e presenta peli a doppia ciocca. Le foglie lungo l&#8217;asse del fusto sono fitte, molto più piccole e quasi sessili.</p>
<p>La parte superiore dello stelo è occupata da un&#8217;infiorescenza a forma di clava composta da 10 a 30 fiori fortemente profumati, contenenti nettare, la cui corona è di colore da giallo a marrone o rossastro a causa dell&#8217;interazione dell&#8217;antocianina rossa cianidina con vari carotenoidi. e giallo dorato nella forma selvatica. Ogni fiore ha sepali verde-violacei e petali arrotondati lunghi da due a tre centimetri e nei toni del giallo brillante, del rosso e del viola. I fiori sono piuttosto grandi con un diametro di 20, raramente fino a 25 millimetri. La cicatrice è profondamente bilobata, i lobi sono successivamente curvati all&#8217;indietro. L&#8217;impollinazione viene effettuata dalle api e dai bombi.</p>
<p>I fiori cadono per lasciare lunghi frutti, silique strette e pelose lunghe diversi centimetri. Il baccello eretto è peloso, lungo 65–150 mm di lunghezza, largo fino a 3,5 millimetri e compresso dalla parte posteriore. I baccelli sono spargivento.</p>
<p>La <strong>violacciocca gialla</strong> è una delle più antiche <strong>piante ornamentali</strong> conosciute in Europa centrale. Questo fiore luminoso è originario dell&#8217;Europa meridionale dove cresce anche spontaneamente, soprattutto nella regione mediterranea. Poiché cresce spesso nelle fessure dei muri, in molte lingue viene chiamata &#8220;<strong>fiore dei muri</strong>&#8220;. I fiori compaiono solo durante il secondo anno di crescita, a partire da Aprile, e continuano a sbocciare e profumare il giardino fino a Luglio. La fragranza, piacevole e leggera, ricorda in qualche modo quella delle violette. La pianta forma numerosi fiori di colore giallo brillante disposti in racemi.</p>
<p>Nel Medioevo, la violacciocca gialla veniva coltivata nei giardini dei castelli di cavalieri e nobili. All&#8217;epoca era estremamente popolare. Veniva anche utilizzata come <strong>pianta officinale</strong> <strong>per rafforzare il cuore e la circolazione</strong>. Tuttavia, <strong>l&#8217;intera pianta è velenosa</strong> e per questa ragione non viene più utilizzata come rimedio.</p>
<p>Col passare degli anni la violacciocca gialla è caduta un po&#8217; nel dimenticatoio, ma merita decisamente un posto in giardino perché lo splendore dei suoi fiori è insuperabile e fa una bella figura accanto a tulipani, nontiscordardimé e viole del pensiero. I fiori sono perfetti anche come fiore reciso e durano a lungo nel vaso.</p>
<p>Sono state sviluppate molte cultivar, nei toni del giallo, arancione, rosso, marrone, viola, marrone, bianco e crema.</p>
<p><strong>Proprietà medicinali</strong></p>
<p>Alla Violaciocca gialla vengono attribuite presunte diverse proprietà medicinali, tra cui: afrodisiaca, antireumatica, antispasmodica, cardiotonica, diuretica, emmenagoga, espettorante, nervina, oftalmica, purgante, risolvente, stomachica, tonica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/violacciocca-gialla-erysimum-cheiri/">Violacciocca gialla &#8211; Erysimum cheiri</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30263</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Anthurium</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/anthurium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jan 2024 10:19:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[Anthurium]]></category>
		<category><![CDATA[Anthurium bianco]]></category>
		<category><![CDATA[Anthurium crystallinum]]></category>
		<category><![CDATA[Anthurium veitchii]]></category>
		<category><![CDATA[Anthutium scherzerianum]]></category>
		<category><![CDATA[Anturio]]></category>
		<category><![CDATA[Anturium andreanum]]></category>
		<category><![CDATA[ossalato di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=29363</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anthurium Schott, 1829 è un genere di piante a fogliame decorativo della famiglia delle Aracee, originario dell&#8217;America tropicale. È l&#8217;unico genere della tribù Anthurieae. Il genere comprende oltre 1100 specie. Etimologia Il nome del genere deriva dall&#8217;unione delle parole greche anthos (&#8220;fiore&#8221;) e οὐρά (ourá, &#8220;coda&#8221;), alludendo allo spadice longilineo che caratterizza l&#8217;infiorescenza. Descrizione Il &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/anthurium/">Anthurium</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anthurium Schott, 1829 è un genere di piante a fogliame decorativo della famiglia delle Aracee, originario dell&#8217;America tropicale. È l&#8217;unico genere della tribù Anthurieae. Il genere comprende oltre 1100 specie.</p>
<p><strong>Etimologia</strong></p>
<p>Il nome del genere deriva dall&#8217;unione delle parole greche <em>anthos</em> (&#8220;fiore&#8221;) e <em>οὐρά</em> (ourá, &#8220;coda&#8221;), alludendo allo spadice longilineo che caratterizza l&#8217;infiorescenza.</p>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
<p>Il genere <em>Anthurium</em> comprende diverse specie, alcune apprezzate come piante ornamentali per i fiori molto decorativi, come <em>Anthurium andraeanum</em> e <em>Anthurium scherzerianum</em>. È generalmente un genere di piante epifite, che usano cioè altre piante come sostegno, ma alcune specie sono terrestri. <strong>Tutta la pianta è di solito velenosa</strong> a causa di cristalli di <strong>ossalato di calcio</strong>, ma diventa rischiosa solo se ingerita in grandi quantità.</p>
<p>Le foglie sono di solito grandi cordiformi o lanceolate, ma hanno forme variabili in base alla specie.</p>
<p>L’infiorescenza è formata da una sorta di foglia rovesciata, una grande brattea a forma di cuore, detta <strong>spata</strong>, color rosso-lacca, salmone, bianco o rosa, lucida e coriacea, avvolta intorno a un piccolo cilindro, detto <strong>spadice</strong>, sottile e ben eretto da cui originano i fiori ermafroditi bianchi o gialli. La fioritura dura da giugno a settembre.</p>
<p>Le piante di Anthurium sono originarie delle zone tropicali e subtropicali dell&#8217;America centrale e meridionale, con la maggiore concentrazione di biodiversità osservabile in Colombia e Ecuador.</p>
<p>L&#8217;anturio esige ambienti caldo-umidi e luminosità discreta e indiretta, terreno umido e leggero, concimazione liquida mensile, annaffiature e nebulizzazioni frequenti nella bella stagione, d&#8217;inverno le innaffiature vanno diradate. <strong>Per pulire le foglie è preferibile usare un panno umido e non utilizzare lucidanti fogliari</strong>. Ogni due anni in primavera va effettuata una rinvasatura utilizzando terriccio comune leggero ponendo sul fondo del vaso ciottoli o argilla espansa per il drenaggio idrico.</p>
<p><strong>Specie di Anthurium</strong></p>
<p>Esistono tantissime specie di anthurium presenti in natura che variano nel colore e nella forma delle foglie e dei fiori. La specie più conosciuta è quella dell’<strong><em>Anturium andreanum</em></strong>, adatta per la coltivazione in casa o in appartamento.</p>
<p>L&#8217;<strong><em>Anthurium bianco </em></strong>è una delle alternative più popolari, viste le sue spate candide e tondeggianti particolarmente apprezzate, con lo spadice che invece presenta diverse sfumature, seppur con una prevalenza del colore giallo.</p>
<p>Tra le altre specie esistenti, vanno citate:</p>
<ul>
<li><strong><em>Anthurium clarinervium</em></strong>: è originaria del Messico e presenta delle foglie molto caratteristiche, ampie e dal colore verde scuro con delle venature bianco-argentate che ne percorrono la superficie.</li>
<li><strong><em>Anthurum crystallinum</em></strong>: autoctona del Perù e della Colombia, ha grandi foglie lunghe fino a 40 centimetri con una trama simile a quella della specie <em>clarinervium</em>, con la quale si potrebbe confondere. Tuttavia, in questo caso le striature assumono un colore brillante paragonabile a quello di un cristallo, caratteristica che ha dato il nome alla pianta.</li>
<li><strong><em>Anthurium veitchii</em></strong>: originaria della Colombia, si distingue per le sue foglie allungate dal colore verde-azzurro, che possono raggiungere anche i 90 centimetri.</li>
<li><strong><em>Anthurium crassinervium</em></strong>: si tratta di una specie proveniente da Panama e dal Venezuela, caratterizzata da foglie carnose e disposte a rosetta, che è in grado di raggiungere grandi dimensioni.</li>
<li><strong><em>Anthurium scherzerianum</em></strong>: diffusa in America centrale, è particolarmente adatta a crescere in appartamento poiché necessita di umidità e caldo minori rispetto alle altre specie. Le sue foglie, dalla tipica forma a cuore aperto, possono essere di vari colori, che vanno dal rosso al rosa o giallo.</li>
</ul>
<p><strong>Anthurium: significato della pianta</strong></p>
<p>L’anthurium è una pianta proveniente dall’America latina, una <strong>pianta da appartamento</strong> molto diffusa e apprezzata per i suoi caratteristici fiori dal colore acceso che si presentano a forma di una foglia rovesciata con una spiga che è il vero fiore di questa pianta.</p>
<p>È proprio questa forma così particolare che ricorda un cuore a rendere questa pianta sempre più apprezzata per decorare giardini e terrazzi.</p>
<p>Indipendentemente dalla varietà, la pianta di Anthurium è molto apprezzata fin dall’antichità. Infatti, già nell’antica Grecia era associata a Cupido, perché la forma dei suoi fiori ricorda le frecce che il dio dell’amore scoccava. Per questo motivo, <strong>l’Anthrurium o anturio è una pianta che simboleggia l&#8217;amore e l&#8217;affetto e il colore rosso intenso dei suoi fiori intensifica questo significato</strong>.</p>
<p>Tra le piante con i fiori, la cui fioritura avviene durante la primavera o l’estate, è una delle più belle da regalare per la festa della mamma in alternativa alle piante tradizionali come quelle l’azalea, l’orchidea o l’ortensia.</p>
<p>Coltivata in serra e se tenuta in uno spazio interno della casa o dell’appartamento, i suoi fiori durano quasi tutto l’anno, quindi è anche una pianta perfetta da regalare per Natale. Il colore rosso acceso la rende una decorazione ideale per il clima natalizio di casa.</p>
<p><strong>Significato dell’anthurium in base al colore</strong></p>
<p>L&#8217;Anthurium è un bellissimo e unico fiore tropicale con una bellissima varietà di colori: dal vivace anthurium rosso al delicato anthurium bianco, ogni colore ha il suo fascino. <strong>Il significato dell&#8217;anthurium può infatti variare in base al colore delle sue brattee, ma anche</strong> <strong>a seconda delle culture e delle tradizioni locali</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Anthurium bianco<br />
</strong>L’anthurium bianco è una delle tante piante da fiore associate alla <strong>purezza e </strong>all&#8217;<strong>innocenza dei sentimenti</strong>, richiamando anche l’eleganza. Per questo, viene spesso donato per celebrare i nuovi inizi: è particolarmente popolare per celebrare una nascita, un battesimo, un trasloco, un successo accademico o professionale.</li>
<li><strong>Anthurium rosso<br />
</strong>Il fiore di anthurium rosso è considerato un <strong>simbolo di amore</strong>, ma anche <strong>di vitalità ed energia</strong>. Ecco perché è comunemente associato alla passione e al romanticismo nel linguaggio dei fiori. Può essere scelto come regalo romantico per esprimere sentimenti di amore profondo e desiderio. In Colombia, ad esempio, la presenza di un anthurium all&#8217;ingresso di casa mostra un grande senso di ospitalità.</li>
<li><strong>Anthurium rosa<br />
</strong>Essendo un simbolo di affetto e gentilezza, può essere scelto come regalo anche per esprimere sentimenti di <strong>amicizia</strong>. L&#8217;anthurium rosa può infine <strong>rappresentare felicità, gioia, delicatezza, grazia e innocenza</strong>. Gli anthurium nelle tonalità più scure del rosa possono trasmettere un senso di gratitudine e apprezzamento.</li>
<li><strong>Anthurium blu<br />
</strong>L&#8217;anthurium blu può essere utilizzato per trasmettere un senso di <strong>pace </strong>o per esprimere <strong>fiducia</strong> in una relazione. Può anche rappresentare <strong>saggezza e lealtà</strong>. Da tener presente che gli anthurium blu sono piuttosto rari e molto spesso quelli che si trovano nei negozi sono colorati.</li>
<li><strong>Anthurium viola<br />
</strong>L&#8217;anthurium viola può essere un&#8217;ottima scelta per esprimere <strong>ammirazione</strong> o apprezzamento per qualcuno. Anche in questo caso il significato può cambiare in base alla tonalità del viola: può essere un simbolo di spiritualità, creatività e individualità, ma anche di mistero e fascino per le tonalità più scure, tendenti al nero.</li>
<li><strong>Anthurium nero<br />
</strong>In natura, i fiori di colore nero sono particolarmente rari e spesso sono variazioni più scure di fiori blu e viola. A causa della loro colorazione atipica nel mondo vegetale questa pianta di colore nero simboleggia sia il <strong>mistero</strong> che la <strong>raffinatezza</strong>. Se vuoi offrire o acquistare un anthurium nero, ti consigliamo di verificare che la pianta si sposi bene con l&#8217;arredamento della stanza a cui è destinata.</li>
<li><strong>Anthurium verde<br />
</strong>L’anthurium verde è associato a <strong>prosperità, abbondanza e fortuna ma anche</strong> alla <strong>vitalità</strong>, alla <strong>crescita</strong> e alla <strong>rigenerazione</strong>. Per questo può essere regalato per augurare il successo o incoraggiare qualcuno in un nuovo inizio o per la ricerca di un lavoro. Può infatti simboleggiare speranza, freschezza e buona fortuna.</li>
</ul>
<p>Tenere una pianta di anthurium in casa significa che questa è accogliente ed ospitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/anthurium/">Anthurium</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29363</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rododendro &#8211; Rhododendron</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rododendro-rhododendron/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Dec 2023 09:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[azalea]]></category>
		<category><![CDATA[festa della mamma]]></category>
		<category><![CDATA[graianotossina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[rododendro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=28900</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rhododendron è un genere di piante della famiglia delle Ericacee, originario dell&#8217;Eurasia e America. Comprende oltre 1000 specie note con il nome comune di rododendro o azalea. Inizialmente, le azalee e i rododendri erano considerati due generi diversi, ma nel XIX secolo tutti i tipi di azalee furono botanicamente assegnati al genere Rhododendron. Il nome &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/rododendro-rhododendron/">Rododendro &#8211; Rhododendron</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Rhododendron</em></strong> è un genere di piante della famiglia delle Ericacee, originario dell&#8217;Eurasia e America. Comprende oltre 1000 specie note con il nome comune di <strong>rododendro o azalea</strong>. Inizialmente, le azalee e i rododendri erano considerati due generi diversi, ma nel XIX secolo tutti i tipi di azalee furono botanicamente assegnati al genere <em>Rhododendron</em>.</p>
<p>Il nome del genere deriva dal greco antico ῥόδον, rhodon, &#8220;rosa&#8221; e δένδρον, dendron, &#8220;albero&#8221;.</p>
<p>Il rododendro è un arbusto sempreverde, a crescita medio rapida,- che può raggiungere anche i 4 metri d’altezza.   Presenta chioma compatta e raccolta, e foglie grandi, ruvide, ovali o lanceolate, di colore verde scuro lucido superiormente, più chiare o di colore rugginoso sulla pagina inferiore, con il margine glabro e revoluto; i fiori sono semplici o doppi, dai colori vistosi, campanulati, con lobi a volte ondulati, vivaci, di tutte le sfumature del bianco, rosa, rosso, magenta, con alcune varietà a fiori bicolori, riuniti in grandi mazzi, alle estremità dei rami. Fioriscono fra la primavera e l&#8217;estate, a seconda della specie. Richiede un terreno acido, torboso, fertile, umido e ben drenato. Non sopporta substrati calcarei.</p>
<p>Le specie selvatiche sono circa un migliaio e la gamma dei colori è vastissima. Giunse in Europa intorno alla prima metà dell&#8217;Ottocento e ne vennero subite prodotte diverse specie ibride. La classificazione botanica è particolarmente complessa e spesso sottoposta a revisioni e aggiustamenti. Il rododendro è assai simile alla azalea, dalla quale si differenzia essenzialmente per le dimensioni: il rododendro può raggiungere come detto anche i 4 metri d&#8217;altezza, mentre le azalee hanno delle dimensioni ridotte che le rendono facilmente coltivabili in vaso. Il periodo di fioritura è principalmente il mese di maggio.</p>
<p>La maggior parte delle specie comuni in Europa proviene dalle foreste dell&#8217;Asia orientale. Tuttavia, ci sono anche alcune specie di rododendro originarie delle regioni alpine italiane; nel nostro paese si trovano allo stato spontaneo due specie: <strong><em>Rhododendron ferrugineum</em></strong> e <strong><em>Rhododendron hirsutum</em></strong>.</p>
<p>Ci sono molte <strong>varietà di rododendro</strong> in natura ognuna con le sue caratteristiche uniche. Ecco alcune delle principali varietà:</p>
<ul>
<li><strong>Rododendro Catawbiense</strong>: questa varietà è originaria dell’America settentrionale ed è una delle più popolari. I suoi fiori sono viola o rosa, con foglie verdi scure e può raggiungere altezze considerevoli.</li>
<li><strong>Rododendro Ponticum</strong>: questa specie è originaria dell’Europa orientale e del Caucaso. I fiori sono rosa, lilla o bianchi e le foglie verdi scure. È noto per la sua resistenza alle condizioni climatiche avverse.</li>
<li><strong>Rododendro Yakushimanum</strong>: originario dell’isola di Yakushima, in Giappone. Con fiori bianchi o rosa pallido, le foglie sono piccole e dense e una forma compattata. È ampiamente coltivato come pianta ornamentale.</li>
<li><strong>Rododendro Azalea</strong>: le azalee sono un gruppo di rododendri noti per la loro abbondante fioritura primaverile. Sono disponibili in molte varietà e colori diversi, inclusi rosa, arancio, rosso, bianco e viola.</li>
<li><strong>Rododendro Nova Zembla</strong>: questa varietà è molto popolare per i suoi fiori di colore rosso brillante e foglie grandi e lucide. È resistente al freddo e tollera bene le condizioni climatiche difficili.</li>
<li><strong>Rododendro Cunningham’s White</strong>: questa specie ha fiori bianchi grandi e vistosi e foglie verdi lucenti. È una scelta popolare per i giardini in quanto fornisce un’abbondante fioritura primaverile.</li>
<li><strong>Rododendro Purple Splendour</strong>: si distingue per i suoi fiori di colore viola intenso e foglie verdi scure. È ampiamente coltivato come pianta ornamentale.</li>
</ul>
<p>A <strong>scopo ornamentale</strong>, sono molto diffusi gli ibridi di rododendro alti e a fiore grande, che possono raggiungere altezze fino a due metri. Varietà come &#8220;Abba&#8221;, &#8220;Carola&#8221; o &#8220;Abraham Lincoln&#8221; colpiscono non solo per i loro magnifici fiori rosa e viola, ma anche per la loro eccellente resistenza al gelo invernale.</p>
<p>I cosiddetti ibridi <em>Yakushimanum</em>, originari dell&#8217;isola giapponese di Yakushima, sono ideali anche per il giardino: interessanti per la loro crescita compatta e la maggiore tolleranza al sole e al caldo.</p>
<p>Il rododendro è una pianta conosciuta fin dai tempi più antichi soprattutto per il nettare di cui sono particolarmente ricche. <strong>Alcune specie di azalea sono però velenose</strong>, come riporta Plinio, che riferisce di un&#8217;intossicazione dei soldati dell&#8217;esercito romano, durante la campagna asiatica, provocata da miele di specie velenose di azalea. Altri casi di avvelenamento causato da &#8220;miele tossico&#8221; di rododendro/azalea sono riportati da Senofonte, Aristotele, Strabone e Columella. <strong>La tossicità è data dalla presenza di graianotossina</strong>. I sintomi di un eventuale avvelenamento includono aumento della sudorazione, stato di coscienza alterato, brividi, svenimento, convulsioni, arresto cardiorespiratorio, forte stato confusionale e shock. In situazioni meno gravi l’assunzione di rododendro può essere associata a effetti collaterali comi debolezza, capogiri, nausea, vomito, pressione bassa, battito cardiaco rallentato o irregolare e vista appannata.</p>
<p>L’assunzione di rododendro durante gravidanza e allattamento è sconsigliata.</p>
<p>Molte specie vengono usate come <strong>pianta ornamentale</strong>, le specie rustiche vengono coltivate in piena terra, nei giardini come gruppi isolati o in vaso sui terrazzi per la formazione di alberelli e cespugli, o in serra le specie più delicate, per la produzione forzata di piante in vaso di altezza non superiore ai 30 cm, per la decorazione degli appartamenti nel periodo natalizio o pasquale, scartandole dopo la fioritura. <strong>Le azalee sono anche tra i fiori più regalati per la festa della mamma</strong>.</p>
<p>Le foglie del <em>Rhododendron ferrugineum</em> vengono utilizzate per ottenere prodotti a uso medicinale. Sembra che il rododendro contenga molecole in grado di <strong>abbassare la pressione del sangue</strong>. Inoltre altri suoi principi attivi, se assunti a basse dosi, potrebbero alleviare alcune sintomatologie dolorose interferendo con l’attività nervosa, ma a dosi più elevate possono causare avvelenamenti. Nonostante questa sua possibile tossicità, il rododendro viene utilizzato in combinazione con altri rimedi fitoterapici per produrre <strong>integratori alimentari</strong> che vengono proposti in caso di <strong>sindromi dolorose</strong> (come la gotta, i reumatismi, i dolori muscolari, le nevralgie, la sciatica, l’emicrania e altre forme di mal di testa). Il rododendro viene anche utilizzato nel trattamento della tensione eccessiva di muscoli e arterie, dei problemi alle articolazioni, dell’indebolimento dei tessuti connettivi, dei calcoli alla cistifellea e ai reni, della pressione alta, dei disturbi associati all’invecchiamento e di quelli che compaiono in corrispondenza a cambiamenti del tempo meteorologico.</p>
<p>Le prove dell’efficacia dell’assunzione di integratori che contengono rododendro non sono però sufficienti a provarne l’efficacia, e non risultano claim approvati dall’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) che ne certifichino i benefici.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>Non risultano condizioni in cui il rododendro potrebbe interferire con farmaci o altre sostanze. In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.</p>
<p>L’assunzione di rododendro durante gravidanza e allattamento è sconsigliata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/rododendro-rhododendron/">Rododendro &#8211; Rhododendron</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">28900</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Albuca spiralis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/albuca-spiralis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 10:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[Albuca spiralis]]></category>
		<category><![CDATA[pianta cavatappi]]></category>
		<category><![CDATA[pianta decorativa]]></category>
		<category><![CDATA[pianta elicottero]]></category>
		<category><![CDATA[pianta succulenta]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=28753</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pianta di Albuca spiralis è una succulenta bulbosa dalla forma molto caratteristica, originaria del Sudafrica, che appartiene alla famiglia delle Asparagaceae. Nota anche come “pianta elicottero” o “pianta cavatappi”, possiede steli verdi che spuntano dal bulbo; ogni stelo termina con una foglia stranissima: lunga, sottile e che si arriccia su sé stessa come fosse &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/albuca-spiralis/">Albuca spiralis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pianta di <strong><em>Albuca spiralis</em></strong> è una succulenta bulbosa dalla forma molto caratteristica, originaria del Sudafrica, che appartiene alla famiglia delle <em>Asparagaceae</em>. Nota anche come “<strong>pianta elicottero</strong>” o “<strong>pianta cavatappi</strong>”, possiede steli verdi che spuntano dal bulbo; ogni stelo termina con una foglia stranissima: lunga, sottile e che si arriccia su sé stessa come fosse una spirale. Cresce in inverno e, al massimo, può raggiungere i 20 cm. In estate le foglie seccano e cadono, per poi rinascere durante la stagione autunno/invernale.</p>
<p>Un’altra particolarità di questa varietà botanica sta nel fatto che è una pianta che fiorisce in inverno, mentre in primavera e in estate va in riposo vegetativo. Produce fiori campanulati di colore verde, a margine giallo pallido, dal gradevole profumo simile a quello della vaniglia.</p>
<p>Ideale da tenere in giardino, viene spesso utilizzata a scopo <strong>ornamentale nei giardini rocciosi</strong>, ed è perfetta anche da tenere in vaso come <strong>pianta da appartamento</strong>. Va tenuta in zone ben soleggiate, ma non nelle ore più calde della giornata; sopporta bene il freddo. Innaffiare con molta parsimonia in primavera-estate e ricominciare con innaffiature regolari in autunno, allo spuntare delle nuove foglie (in Italia la stagione vegetativa di questa pianta è autunno/inverno).</p>
<p>Ci sono diverse varietà di Albuca. Le più comuni sono:</p>
<ul>
<li><strong><em> namaquensis</em></strong>, dai fiori di un bel bianco candido</li>
<li><strong><em> aurea</em></strong>, coi fiori giallo oro</li>
<li><strong><em> altissima</em></strong>, dai piccoli fiori bianchi, può raggiungere i 50-60 cm di altezza</li>
</ul>
<p>È classificata come una <strong>pianta velenosa</strong>. L’ingestione di piccole quantità può causare nausea, vomito e perdita di appetito. Ovviamente, l’ingestione di quantitativi maggiori può anche avere conseguenze molto più gravi. Fare quindi molta attenzione se in casa ci sono animali domestici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/albuca-spiralis/">Albuca spiralis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">28753</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Adonis annua</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/adonis-annua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 16:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[adonidina]]></category>
		<category><![CDATA[Adonis annua]]></category>
		<category><![CDATA[adonite]]></category>
		<category><![CDATA[fiore d'Adone]]></category>
		<category><![CDATA[glucosidi]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=28726</guid>

					<description><![CDATA[<p>Adonis annua, comunemente nota come fiore d&#8217;Adone, è una pianta appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, originaria di Europa e NordAfrica. Il nome, secondo la mitologia greca, è legato alla figura di Adone, giovane bellissimo della mitologia greca che fece invaghire sia Afrodite che Persefone, dea degli inferi; quest&#8217;ultima, gelosa, lo fece uccidere da un cinghiale &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/adonis-annua/">Adonis annua</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Adonis annua</strong>, comunemente nota come <strong>fiore d&#8217;Adone</strong>, è una pianta appartenente alla famiglia delle <em>Ranunculaceae</em>, originaria di Europa e NordAfrica.</p>
<p>Il nome, secondo la mitologia greca, è legato alla figura di Adone, giovane bellissimo della mitologia greca che fece invaghire sia Afrodite che Persefone, dea degli inferi; quest&#8217;ultima, gelosa, lo fece uccidere da un cinghiale durante una battuta di caccia. Dove caddero le gocce di sangue Afrodite trasformò il sangue nei petali rossi degli Adonis; il nome specifico si riferisce al ciclo vitale annuale. Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: marzo-aprile.</p>
<p>La pianta ha un fiore molto elegante, regolare, di colore rosso-scarlatto, portato da un lungo peduncolo. I petali sono liberi, in numero variabile, e segnati alla base da una macchia nero-lucida. I sepali sono glabri e precocemente caduchi. La foglia è sessile, bi-tripennata, a lacinie ramificate: forma un ricamo verde-vivo. Il frutto è un piccolo achenio obovato. E’ è una tipica malerba, una volta infestante, presente in tutta l&#8217;Europa; vive a quote che vanno dagli 0 m ai 1300 m. Si può trovare nei campi coltivati e seminati, sta diventando sempre più rara a causa dell&#8217;agricoltura intensiva e l&#8217;uso dei diserbanti.</p>
<p>Simile nell’aspetto, l’<strong>adonide estiva </strong>si può distinguere macroscopicamente dall’adonide annua per i petali di colore rosso-aranciato e per i sepali aderenti ai petali. Molto raramente può accadere di osservare anche una forma dai petali di colore giallo citrino.</p>
<p><strong>Proprietà </strong></p>
<p>Le varie specie di adonidi contengono diversi glicosidi, come il <strong>glucoside adonina</strong>, cardioattivo in piccole quantità.  Anche l’Adonis annua contiene due glucosidi simili a quelli della digitale, principi attivi come l&#8217;<strong>adonite</strong> e l&#8217;<strong>adonidina</strong> che la rendono <strong>fortemente velenosa</strong>. Ha gli stessi effetti della digitale purpurea quindi usata principalmente per trattare disturbi della funzionalità cardiaca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/adonis-annua/">Adonis annua</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">28726</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scilla &#124; Urginea maritima (L.) Baker</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/scilla-urginea-maritima-l-baker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 06:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[cipolla marina]]></category>
		<category><![CDATA[glucoscillarene]]></category>
		<category><![CDATA[mucillagine]]></category>
		<category><![CDATA[ossalato di calcio]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<category><![CDATA[poliosi]]></category>
		<category><![CDATA[safoscillina]]></category>
		<category><![CDATA[scilla]]></category>
		<category><![CDATA[scillarene-A]]></category>
		<category><![CDATA[scillarene-B]]></category>
		<category><![CDATA[scilliglaucoside]]></category>
		<category><![CDATA[scillina]]></category>
		<category><![CDATA[scillipicirina]]></category>
		<category><![CDATA[scilliroside]]></category>
		<category><![CDATA[scillitossina]]></category>
		<category><![CDATA[urginina]]></category>
		<category><![CDATA[veleno per topi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26202</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scilla marittima, nota anche come Drimia maritima o cipolla marina, è una pianta delle Liliaceae (o delle Asparagaceae secondo la classificazione APG) caratteristica del bacino del Mediterraneo, che vive allo stato selvatico in prossimità delle coste. In agosto, nella macchia mediterranea costiera, si possono notare dei pennacchi bianchi, alti un paio di metri, che &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/scilla-urginea-maritima-l-baker/">Scilla | Urginea maritima (L.) Baker</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>scilla marittima</strong>, nota anche come <em>Drimia maritima</em> o <strong>cipolla marina,</strong> è una pianta delle <em>Liliaceae</em> (o delle <em>Asparagaceae</em> secondo la classificazione APG) caratteristica del bacino del Mediterraneo, che vive allo stato selvatico in prossimità delle coste. In agosto, nella macchia mediterranea costiera, si possono notare dei pennacchi bianchi, alti un paio di metri, che ondeggiano nel vento: è l&#8217;infiorescenza di questo bulbo, che spesso nella cultura popolare segna la fine dell&#8217;estate e le prime piogge autunnali.</p>
<p>Si tratta di una pianta erbacea perenne dotata di un <strong>grosso bulbo tunicato</strong>, dal diametro compreso fra 10 e 20 cm, il cui peso può arrivare a diversi chili. A fine estate emette uno scapo fiorifero, eretto, alto anche due metri, di colore violaceo che termina in un lungo grappolo di fiori bianchi, peduncolati e formati da sei tepali ovali. L&#8217;apertura dei fiori avviene per fasce, dal basso verso l&#8217;alto. Le foglie, molli e carnose, escono dopo la fioritura in rosetta basale, e durano fino all&#8217;estate seguente. Il frutto è una capsula membranosa ellittica triloculare contenente molti semi.</p>
<p>Ne esistono due varietà: la <strong>scilla femmina</strong>, o <strong>bianca</strong> (<strong>var. alba</strong>), di dimensioni minori, e la <strong>scilla rossa</strong> (<strong>var. rubra</strong>) il cui bulbo può arrivare a 3–4 kg e le dimensioni di un melone. La distinzione si riferisce al colore delle squame bulbari.</p>
<p>La scilla è una pianta molto comune in Italia, soprattutto lungo le coste sabbiose, dove <strong>spesso è considerata erbaccia inutile</strong>, mentre oltre che essere ricca di principi attivi, è anche responsabile del mantenimento della sabbia in loco. Linneo la classificò nel Genere Scilla, ma poi Baker la riposizionò nel Genere Urginea, ma oramai la sua popolarità con il nome scilla era ormai radicata che le rimase.</p>
<p>È una <strong>pianta molto velenosa</strong>, tanto che anche gli antichi greci lo capirono ben presto a proprie spese e le diedero il nome di <em>skiullein</em>: dilaniare, da cui poi <em>schilla</em> e infine <em>scilla</em>. Il nome scilla richiama anche la Sicilia, regione nella quale cresce talmente abbondante che è stata ritrovata anche lontana dalle zone costiere. Il nome specifico marittima, come intuibile, le è stato dato per la sua propensione a crescere lungo le coste marittime.</p>
<p>Viene proposto commercialmente da alcuni bulbicoltori, ed è abbastanza facile da coltivare in vaso.</p>
<p>Come altre Scille e Urginee, è una pianta che <strong>si fa apprezzare per la bellezza dei fiori</strong> e del portamento. A differenza di molte specie simili, è in grado di affrontare l&#8217;inverno fuori dalla serra, come dimostra la sua presenza fra la flora spontanea delle nostre coste.</p>
<p>Storicamente comunque, l&#8217;interesse per questa pianta, più che per le sue caratteristiche ornamentali, si è concentrato sulle virtù medicinali.</p>
<p>La parte interessante è il bulbo, che viene raccolto in agosto, prima della fioritura, tagliato a fette ed essiccato. Il bulbo è velenoso, specie fresco.</p>
<p>Il bulbo contiene i seguenti principi attivi: <strong>glucosidi come scillarene-A e scillarene-B, glucoscillarene, scilliglaucoside, urginina, safoscillina, scillipicirina, scillitossina, scillina, poliosi, mucillagine, ossalato di calcio</strong>.</p>
<p>Conosciuta fin dai tempi di Ippocrate e Galeno, viene ricordata per la sua <strong>azione diuretica</strong> da Teofrasto e Plinio. Nel XVIII secolo si scoprirono le sue <strong>proprietà cardiotoniche</strong>, simili a quelle della digitale (ha una minor tendenza all’accumulo ma è più irritante per la mucosa gastro-intestinale). Utilizzato anche nella <strong>cura dell&#8217;asma</strong>. Il potere espettorante che la scilla esplica sulla mucosa bronchiale può essere sfruttato nei casi di bronchite; meglio se in associazione con altri espettoranti come particolare ipecacuanha e carbonato di ammonio, che permettono di ridurre i quantitativi di scilla.</p>
<p>Il bulbo è talvolta utilizzato come <strong>veleno per topi</strong>, i quali attirati dall&#8217;odore aromatico, affondano i denti e rapidamente giungono alla morte. In particolare, la varietà rossa contiene lo <strong>scilliroside</strong>, un potente topicida.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/scilla-urginea-maritima-l-baker/">Scilla | Urginea maritima (L.) Baker</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26202</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Coloquintide &#124; Citrullus colocynthis (L.) Schrader</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/coloquintide-citrullus-colocynthis-l-schrader/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 13:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alfa-elaterina]]></category>
		<category><![CDATA[biodiesel]]></category>
		<category><![CDATA[citrullolo]]></category>
		<category><![CDATA[colocintidina]]></category>
		<category><![CDATA[colocintina]]></category>
		<category><![CDATA[coloquintide]]></category>
		<category><![CDATA[cucurbitacina]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=25895</guid>

					<description><![CDATA[<p>La coloquintide (Citrullus colocynthis (L.) Schrad.) è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee; comunemente conosciuto come coloquintide, colociste, mela amara, cetriolo amaro, zucca deserta, egusi, o vite di Sodoma, Tamil, è una pianta desertica originaria del bacino del Mediterraneo e dell&#8217;Asia, in particolare Turchia, Nubia e Trieste; cresce spontanea su substrati sabbiosi &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/coloquintide-citrullus-colocynthis-l-schrader/">Coloquintide | Citrullus colocynthis (L.) Schrader</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> coloquintide </strong><em>(Citrullus colocynthis (L.) Schrad.) </em>è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle <em>Cucurbitacee</em>; comunemente conosciuto come coloquintide, colociste, mela amara, cetriolo amaro, zucca deserta, egusi, o vite di Sodoma, Tamil, è una pianta desertica originaria del bacino del Mediterraneo e dell&#8217;Asia, in particolare Turchia, Nubia e Trieste; cresce spontanea su substrati sabbiosi di aree desertiche e semi-desertiche, in tutto il Sahara, nelle regioni subtropicali e nel bacino mediterraneo, fino a raggiungere il Medio Oriente, Iran, India e Asia meridionale.</p>
<p><em><strong>Etimologia</strong></em><em> – Cucumis,</em> nome latino derivato dal celtico <em>cucc</em> = ciò che è cavo, vuoto da cui <em>cucce =</em> vaso (coccio), allusione alla forma di alcuni frutti di questo genere (cavi internamente) ed all&#8217;uso pel quale sono usati, da cui anche <em>cocoma</em> (milanese: <em>cogoma)</em> = bricco.</p>
<p><em>Colocynthis, nome greco</em> <em>kolokunqis- da kolokunqa o kolokunqh o kolokunth</em> = zucca, secondo alcuni AA. derivato da <em>koilian kinew</em> = = <em>alvum moveo</em> = <em>muovo il ventre,</em> per le sue proprietà drastiche. Secondo altri, dal greco <em>kolon</em> = <em>salsiccia,</em> cioè <em>cibo</em> e <em>kunwn</em> = del cane, cioè <em>cibo da cane,</em> dispregiativo per la sua amarezza.</p>
<p><em>Citrullus –</em> dal latino <em>citreo colore,</em> allusione al fatto che i frutti di alcune specie di questo genere, assumono color citrino a maturità (C. <em>Melo</em> L. p. e.).</p>
<p>La pianta assomiglia ad una comune vite di anguria, ma porta piccoli frutti duri con una polpa amara. Questa pianta, citata nella Bibbia e nei papiri di Ebers (c. 1550 a.C.) per le sue proprietà curative e per la sua pericolosità è ancora oggi utilizzata tradizionalmente. I caratteristici semi di <em>Citrullus colocynthis</em> sono stati ritrovati in diversi siti archeologici sahariani, a testimonianza di un uso antico e radicato nelle tradizioni locali.</p>
<p>La coloquintide ha fusti striscianti, lunghi circa mezzo metro, più o meno ramificati, muniti di cirri. La radice è fittonante, grossa e carnosa. Tutta la pianta risulta pelosa e ruvida e possiede un’azione tossica generale. Le foglie sono palmatopartite, scabre, con 3-5 profonde divisioni lobate. I lobi possono essere laciniati o dentati con base cordata o reniforme. I fiori sono monoici, ascellari, solitari, portati da brevi peduncoli di colore giallo-verdastri con corolla subcampanulata; i maschili hanno calice più breve della corolla, ispidi, divisi fino a metà in lobi lesiniformi ricurvi all&#8217;apice, hanno 5 stami di cui 4 saldati a coppie e 1 singolo, con antera ad una sola loggia, sinuosa; i femminili, hanno 3 staminoidi, e l&#8217;ovario infero formato da tre carpelli. Il frutto è sferico, grosso da 5 a 10 cm di diametro, generalmente 6–8 cm, rivestito allo stadio immaturo dal calice ispido permanente, poi nudo e glabro con epicarpo coriaceo, liscio di colore giallo leggermente marmoreggiato a maturità. In sezione trasversale, si può notare il mesocarpo pieno di una polpa asciutta, quasi spugnosa di colore biancastro. La divisione dei 3 carpelli è evidente ogni carpello ha una serie di 6 semi; i semi sono lunghi 5 mm e larghi 3, grossi meno di 2 mm grigi o grigio-giallicci non marginati.</p>
<p>L&#8217;uso della Coloquintide come purgante è antichissimo, essa era già nota agli egiziani ed è annoverata fra le droghe descritte nel Papiro di Ebers; veniva utilizzata in fitoterapia, con <strong>proprietà purganti drastiche, come emagogo e abortivo</strong>, ma il suo utilizzo è declinato nella farmacopea fin dalla metà del diciannovesimo secolo a causa della associazione a casi di intossicazione e ad alcune morti sospette.</p>
<p>Contiene <strong>glucosidi amari</strong> quali <strong>colocintina, colocintidina</strong>, <strong>cucurbitacina</strong>, un alcol, il <strong>citrullolo.</strong> Nelle resine è stato rinvenuto un alcaloide <strong>alfa-elaterina</strong>.</p>
<p>È una <strong>pianta velenosa</strong> con esiti anche mortali, in persone sensibili i principi tossici possono essere assimilati anche per via respiratoria causando lievi intossicazioni che possono essere trasmessi dalle nutrici ai propri lattanti tramite latte materno. L&#8217;intossicazione causa nausea, vomito, intensa gastroenterite con forti dolori colici, con scariche sanguigne e dolorose, anuria, crampi, convulsioni e poi morte.</p>
<p>La coloquintide è stata studiata dall&#8217;Icba (International centre for biosaline agriculture &#8211; Centro internazionale per l&#8217;agricoltura biosalina) negli Emirati Arabi Uniti per la sua <strong>capacità di tollerare alte temperature e siccità</strong>. Il frutto rassomiglia molto ad un cocomero, ma è grande circa come un&#8217;arancia. La polpa è estremamente amara e contiene una serie di molecole potenzialmente tossiche, se ingerite in quantità superiore a 2 grammi per chilogrammo di peso vivo. In piccole dosi, la polpa viene usata come antireumatico, antielmintico, idragogo, lassativo, e per trattare infezioni cutanee. I semi vengono utilizzati per il trattamento del diabete e perfino di tumori. I semi torrefatti e poi macinati vengo utilizzati dai beduini e nel Nord dell&#8217;India e Pakistan per fare una specie di sfoglia croccante.</p>
<p>Il frutto contiene mediamente 315 semi, per un totale di circa 8 grammi. Dai semi è possibile ottenere un <strong>biodiesel</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/coloquintide-citrullus-colocynthis-l-schrader/">Coloquintide | Citrullus colocynthis (L.) Schrader</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">25895</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cypripedium parviflorum Salisb. var. pubescens (Willd.) Knight</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/cypripedium-parviflorum-salisb-var-pubescens-willd-knight/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2023 17:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Albuca altissima]]></category>
		<category><![CDATA[Albuca aurea]]></category>
		<category><![CDATA[Albuca namaquensis]]></category>
		<category><![CDATA[Albuca spiralis]]></category>
		<category><![CDATA[cavatappi albuca]]></category>
		<category><![CDATA[frizzle sfrigolante]]></category>
		<category><![CDATA[pianta elicottero]]></category>
		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=25749</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cypripedium parviflorum, comunemente noto come pantofola gialla da donna o fiore a mocassino, è un tipo di orchidea originaria del Nord America; è molto diffuso dal sud dell&#8217;Alaska all&#8217;Arizona e alla Georgia, ma anche in Eurasia, Cina e Indocina. Si tratta di una pianta erbacea perenne con rizoma e radici secondarie. il fusto è costituito &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/cypripedium-parviflorum-salisb-var-pubescens-willd-knight/">Cypripedium parviflorum Salisb. var. pubescens (Willd.) Knight</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cypripedium parviflorum</em>, comunemente noto come <strong>pantofola gialla da donna</strong> o <strong>fiore a mocassino</strong>, è un tipo di orchidea originaria del Nord America; è molto diffuso dal sud dell&#8217;Alaska all&#8217;Arizona e alla Georgia, ma anche in Eurasia, Cina e Indocina.</p>
<p>Si tratta di una pianta erbacea perenne con rizoma e radici secondarie. il fusto è costituito da un prolungamento epigeo del rizoma più o meno ramificato; foglie radicali oblunghe ovate pubescenti con nervature longitudinali parallele; foglie del fusto opposte a due su nodi consecutivi; fiori ermafroditi gialli, vistosi, ruotati al contrario, provvisti di brattee di colore dal marroncino al viola scuro; i frutti sono delle capsule contenenti numerosi piccolissimi semi.</p>
<p>Il <em>Cypripedium parviflorum</em> cresce in una varietà di habitat dal sottobosco ombroso e umido delle foreste miste di latifoglie e conifere ai prati aperti e lungo i corsi d&#8217;acqua in terreni acidi.</p>
<p>Entrambe le varietà di <em>Cypripedium parviflorum</em> crescono in ciuffi a più steli. Le piante alla maturità portano da 1 a 2 fiori e da 3 a 6 foglie su ogni stelo. I petali e i sepali vanno dal marrone magenta chiaro al marrone intenso e il labbro è giallo intenso con venature rossastre all&#8217;interno. Il <em>Cypripedium parviflorum</em> varietà <em>parviflorum</em> tende ad essere più piccolo e meno peloso della varietà <em>pubescens.</em></p>
<p>La ciabattina gialla ha un aspetto molto variabile; si conoscono quattro varietà:</p>
<ol>
<li><strong><em> parviflorum var . exiliens Sheviak</em></strong> &#8211; Alaska</li>
<li><strong><em> parviflorum var. makasin</em></strong> (Farwell) <strong><em>Sheviak</em></strong> &#8211; comunemente chiamato &#8220;la scarpetta da donna gialla del nord&#8221;; ampiamente distribuito in gran parte del Canada e degli Stati Uniti settentrionali;</li>
<li><strong><em> parviflorum var. parviflorum</em></strong> &#8211; comunemente chiamato &#8220;la piccola ciabattina gialla&#8221;; è presente dal Nebraska orientale e dall&#8217;Oklahoma orientale ad est fino alla Virginia e al New Hampshire;</li>
<li><strong><em> parviflorum var. pubescens</em></strong> (Willdenow) OW Knight &#8211; comunemente chiamato &#8220;grande pantofola gialla&#8221;; diffuso in gran parte degli Stati Uniti, del Canada e di St. Pierre &amp; Miquelon; trattato da molti autori come specie distinta, Cypripedium pubescens.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Principi attivi: </strong>Olio essenziale, una sostanza amara di natura glucosidica, tannino.</p>
<p>È stato usato dai nativi americani e dai moderni erboristi per curare disturbi come ansia, insonnia e depressione. Ha azione simile alla Valeriana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/cypripedium-parviflorum-salisb-var-pubescens-willd-knight/">Cypripedium parviflorum Salisb. var. pubescens (Willd.) Knight</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">25749</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
