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	<title>inquinamento ambientale Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>inquinamento ambientale Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Dieta disintossicante o dieta detox</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/dieta-disintossicante-o-dieta-detox/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 16:47:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Diete]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi Alimentari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per dieta disintossicante o dieta detox si intende un vero e proprio regime alimentare finalizzato alla depurazione dell&#8217;organismo dalle tossine esogene, accumulate a causa soprattutto dello stile di vita contemporaneo, perché veicolate dal cibo spazzatura (junk food), dalle bevande nervine, dallo stress psicologico, dai farmaci, dall&#8217;inquinamento ambientale, ecc. Obiettivo finale è quello di migliorare lo &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>dieta disintossicante</strong> o <strong>dieta detox</strong> si intende un vero e proprio regime alimentare finalizzato alla depurazione dell&#8217;organismo dalle tossine esogene, accumulate a causa soprattutto dello stile di vita contemporaneo, perché veicolate dal cibo spazzatura (junk food), dalle bevande nervine, dallo stress psicologico, dai farmaci, dall&#8217;inquinamento ambientale, ecc. <strong>Obiettivo finale è quello di migliorare lo stato di salute generale</strong>. Inoltre, pur non essendo direttamente finalizzata al dimagrimento, in virtù della ridottissima quantità di energia introdotta con gli alimenti, non è raro che seguendola si manifesti una (più o meno cospicua) riduzione del peso corporeo dovuta al depauperamento dell&#8217;adipe, ma anche delle proteine muscolari, del glicogeno e dell&#8217;idratazione corporea.</p>
<p><strong>Principi e meccanismi della dieta detox</strong></p>
<p>La dieta disintossicante o dieta detox si basa sull&#8217;applicazione complementare di alcuni principi:</p>
<ul>
<li><strong>Modificare lo stile alimentare</strong>: <strong>promuovendo il consumo di alimenti disintossicanti</strong> o detox in sostituzione di quelli intossicanti. I cibi disintossicanti sono tutti quelli <strong>ricchi di acqua, di fibre, di vitamine, di sali minerali e di antiossidanti in genere</strong>. Quelli intossicanti, invece, contengono proteine animali, additivi, grassi cattivi e colesterolo, agenti inquinanti, farmaci, molecole nervine ecc. e si tratta prevalentemente di: cibi fast-food (fritti, hamburger, wurstel, ecc), merendine ed altri prodotti confezionati, grassi aggiunti, alimenti salati, alimenti zuccherati, caffè, alcolici ecc.</li>
<li><strong>Modificare lo stile di vita</strong>: <strong>attraverso l&#8217;aumento dell&#8217;attività fisica, l&#8217;eliminazione del tabagismo, la riduzione dell&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento ambientale e la corretta gestione degli stress psicologici.</strong></li>
<li><strong>Ridurre l&#8217;utilizzo di farmaci</strong></li>
<li><strong>Utilizzare sistemi disintossicanti</strong> o detox <strong>paralleli</strong>: il più famoso è (o era) &#8220;l&#8217;aqua detox &#8211; foot detox&#8221;, una sorta di pediluvio elettrico che faciliterebbe la disintossicazione dell&#8217;organismo mediante lo <strong>scambio ionico</strong> &#8211; chimico cutaneo. Ovviamente, è stato messo sotto inchiesta poiché ritenuto una vera e propria truffa.</li>
</ul>
<p>Largamente diffusi anche la pulizia del colon (enteroclismi), terapie chelanti, rimozione delle otturazioni dentali ecc.</p>
<ul>
<li><strong>Iniziare percorsi di stabilizzazione mentale</strong>: attraverso la pratica di attività come lo &#8220;Yoga detox&#8221; o la meditazione.</li>
</ul>
<p>A chi decide di intraprendere una Dieta disintossicante viene chiesto di stare lontani da: alcol; fumo; prodotti lattiero &#8211; caseari (eccetto mezza tazza di yogurt zuccherato con <em>acidophilus</em> ogni giorno); zucchero, miele, sciroppo d’acero, dolcificanti artificiali; caffè; cereali: frumento (pane, biscotti, dolci e pasta), segale, orzo, avena, farro e riso; frutta secca.</p>
<p>Viene invece chiesto di includere nel proprio piano alimentare: frutta (qualsiasi);bverdura (qualsiasi); pesce: fresco, in scatola (in acqua o in olio d’oliva); carne magra rossa e pollo (senza pelle); legumi: secchi o in scatola, come fagioli, ceci e lenticchie; uova: preferibilmente biologiche; olio d’oliva (preferibilmente extravergine);olio di cocco (non trattato); noci; semi: sesamo crudo e non salato; semi di zucca e di girasole; tè verde, bianco, nero debole (decaffeinato); acqua: da uno a tre litri al giorno.</p>
<p>Chiaramente è importante anche dosare bene le quantità e ricordarsi di assumere la giusta dose di calorie giornaliere. Disintossicarsi non vuol dire affamarsi, ama semplicemente alleggerire il carico degli organi deputati a depurare l&#8217;organismo!</p>
<p><strong>Piano settimanale per un esempio di Dieta detox:  </strong></p>
<ul>
<li>Succo di limone di mattina in modo tale da dare il via alla digestione. Mezzo limone va spremuto in una tazza di acqua calda.</li>
<li>Attività fisica: il corpo va allenato per almeno un’ora al giorno. Va bene qualsiasi tipo di esercizio: jogging lungo la spiaggia, camminare in salita, yoga, boxe, ecc. L’esercizio fisico, infatti, aumenta il flusso linfatico e la circolazione per aiutare a espellere le tossine attraverso la sudorazione.</li>
<li>Alimenti crudi: l’obiettivo è eliminare il processo di cottura dei cibi, perché quelli crudi contengono più sostanze nutritive ed enzimi.</li>
<li>Relax mentale: 15 minuti di meditazione al giorno. Se non si sa come si fa, si può provare a respirare con la pancia. Mettere le mani sul basso ventre, inspirare attraverso il naso, contando lentamente fino a 3. Espirare altrettanto lentamente.</li>
<li>Bere: bisogna bere almeno tre litri di liquidi al giorno. Questo contribuirà a disintossicare i reni. Si può scegliere tra acqua di sorgente pura, succo di verdura fresca o tè disintossicante a base di erbe. Consiglio: aggiungere un cucchiaino di erbe ad una tazza di acqua bollente e lasciare in infusione per cinque minuti. Dopodiché filtrare e bere.</li>
<li>Spazzolare il corpo perché aiuta a disintossicare la pelle. Utilizzare una spugna vegetale o una spazzola di fibre naturali. Compiere movimenti circolari, iniziando dai piedi e dalle mani, evitando viso e gola (zone delicate) e punti dolenti (se ci sono). Dopodiché si consiglia una doccia con almeno un minuto di acqua fredda per aiutare la circolazione del sangue nella pelle.</li>
<li>Masticare un boccone di cibo dalle 10 alle 12 volte prima di deglutire. Ciò migliora la digestione e consente di avvertire un senso di pienezza, senza la necessità di mangiare troppo.</li>
</ul>
<p>Anche se gli ipotetici meccanismi fisiologici su cui si basa la dieta disintossicante o dieta detox non sono sempre ben definiti, le motivazioni appaiono condivisibili, puntando ad <strong>eliminare le tossine ovvero tutte quelle molecole ritenute nocive per l&#8217;organismo</strong> o responsabili di un disagio psico-fisico rilevante; tra queste vengono menzionate: scarti dell&#8217;eccesso proteico (gruppi amminici ed urea), carboidrati raffinati (farine bianche e zucchero), cataboliti dell&#8217;affaticamento muscolare (acido lattico), omocisteina, additivi alimentari, sale da cucina, pesticidi, ormoni, antibiotici, metalli pesanti (piombo e mercurio) ecc. Le tossine sono quindi responsabili del peggioramento dello stato di salute, delle performance psico-fisiche, della riduzione del sistema immunitario, dell&#8217;aumento dell&#8217;incidenza di patologie infettive e neoplastiche ecc. Al contrario, l&#8217;utilizzo degli alimenti di origine vegetale crudi e, più in generale, degli agenti fitoterapici contenuti nelle verdure, nelle radici, nelle spezie ecc., faciliterebbe la disintossicazione dell&#8217;organismo a discapito delle tossine accumulate con effetto indiretto di protezione, miglioramento delle difese immunitarie ed aumento della prestanza fisica e di quella mentale.</p>
<p>A volte, la dieta disintossicante o dieta detox prevede anche la ciclizzazione di fasi e periodi prestabiliti; alcuni esempi sono il <strong>digiuno controllato</strong>, il <strong>semi digiuno</strong>, l&#8217;<strong>esclusione alimentare selettiva</strong>, ecc.</p>
<p><strong>Controindicazioni </strong></p>
<p>La dieta disintossicante o dieta detox è sconsigliata in caso di gravidanza, allattamento, patologie renali o deperimento fisico conclamato.</p>
<p>Tra l&#8217;alto, tale sistema può determinare uno stato di cheto-acidosi piuttosto importante e quindi l&#8217;accumulo di molecole tossiche per l&#8217;insufficienza glucidica provocata dal regime alimentare estremamente ridotto (composto prevalentemente da liquidi estratti dai vegetali, tipo &#8220;centrifughe&#8221; e &#8220;minestroni&#8221;).</p>
<p>Alla luce delle scarse evidenze scientifiche dei vari sistemi detox, la &#8220;British organisation Sense About Science&#8221; ha definito le numerose strategie della <strong>dieta disintossicante una vera e propria &#8220;perdita di tempo e denaro</strong>&#8220;, oltre che potenzialmente pericolosa per la salute.</p>
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		<title>Stato di contaminazione delle acque in Italia</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/stato-di-contaminazione-delle-acque-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 12:51:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Rapporto nazionale pesticidi nelle acque – Dati 2019-2020 (ed. 2022), realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) insieme alle 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) per la protezione dell&#8217;ambiente –  ha lo scopo di esaminare lo stato di contaminazione delle acque superficiali e sotterranee derivante dall’uso dei pesticidi, sia in termini di diffusione territoriale, sia in termini di evoluzione temporale. Indirettamente il rapporto consente anche di verificare l’efficacia delle misure adottate per la tutela dell’ambiente acquatico.  previste nella fase di autorizzazione e di utilizzo di tali sostanze. Dai dati si evince che:</p>
<ul>
<li>In Italia, <strong>in agricoltura si utilizzano circa 122.000 tonnellate all’anno di prodotti fitosanitari</strong> (ISTAT, 2020), che contengono circa <strong>400 sostanze diverse.</strong></li>
<li>Nel biennio 2019-2020 sono stati analizzati 31.275 campioni per un totale di 2.492.581 misure analitiche, il numero delle sostanze cercate nel 2020 corrisponde a 406.</li>
<li>Le indagini 2020 hanno riguardato 4.388 punti di campionamento e 13.644 campioni.</li>
<li><strong>Nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 55,1%</strong> dei 1.837 punti di monitoraggio; <strong>nelle acque sotterranee nel 23,3%</strong> dei 2.551 punti.</li>
<li><strong>Sono state trovate 183 sostanze diverse</strong>, rappresentate per la maggior parte da erbicidi.</li>
<li>Il risultato complessivo indica un’<strong>ampia diffusione della presenza di pesticidi</strong>.</li>
<li><strong>Nel Nord del Paese la presenza dei pesticidi risulta più elevata</strong> di quella media nazionale, <strong>arrivando a interessare il 67%</strong> dei punti delle acque superficiali <strong>e il 34% delle acque sotterranee</strong> (forse perché le indagini sono generalmente più rappresentative)</li>
<li><strong>Nelle acque superficiali</strong>, 561 punti di monitoraggio (<strong>30,5%</strong> del totale) <strong>hanno concentrazioni superiori ai limiti ambientali</strong>.
<ul>
<li><strong>Le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono: gli erbicidi glifosato e il suo metabolita AMPA, metolaclor e il metabolita metolaclor-esa, imazamox, esaclorobenzene e nicosulfuron, tra i fungicidi azossistrobina, dimetomorf, carbendazim e metalaxil</strong>.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Nelle acque sotterranee</strong>, 139 punti (<strong>il 5,4%</strong> del totale) <strong>hanno concentrazioni superiori ai limiti</strong>.
<ul>
<li>Le sostanze più rinvenute sopra il limite sono: <strong>i metaboliti metolaclor-esa e atrazina desetil desisopropil, gli erbicidi bentazone, glifosate e AMPA </strong>(acido aminometilfosfonico)<strong> e imazamox, l’insetticida imidacloprid e il fungicida metalaxil</strong>.</li>
<li>nel 2020, la frequenza di ritrovamenti nei campioni raggiunge il valore massimo del 57,2%.
<ul>
<li>Le sostanze che maggiormente contribuiscono a determinare i superamenti sono il glifosate e il metabolita AMPA.</li>
</ul>
</li>
<li>L’indicatore è pressoché stabile nelle acque sotterranee, con valori intorno al 5%. I metaboliti metolaclor-esa e atrazina desetil desisopropil e l’erbicida bentazone sono tra i principali responsabili di non conformità.</li>
</ul>
</li>
<li>Dal 2011 al 2020 si è verificata una sensibile diminuzione delle quantità messe in commercio, indice di un più cauto impiego delle sostanze chimiche in agricoltura, dell’adozione di tecniche di difesa fitosanitaria a minore impatto e dell’aumento dell’agricoltura biologica.</li>
</ul>
<p>I dati del Rapporto segnalano pertanto una <strong>contaminazione vasta e diffusa delle acque</strong>, ancora più allarmante se si tiene presente che, anche quando le concentrazioni risultano inferiori ai limiti ambientali, <strong>i pesticidi possono in combinazione dare luogo a effetti cumulativi non accettabili</strong>.</p>
<p>Conoscere questi dati è molto importante perché proprio in queste settimane gli Stati dell’Unione Europea, Italia compresa, si sono trovati a decidere se continuare a consentire l’uso del glifosato (preso ad esempio perché il più il più diffuso, ma la norma vale per tutti i pesticidi) o vietarlo una volta per tutte. Purtroppo al di là di tutte le precedenti dichiarazioni e delle evidenze circa la pericolosità della sostanza, il tanto auspicato divieto all’impiego di questo erbicida non c’è stato.</p>
<p><strong>La Commissione europea ha ritirato la proposta di legge sul taglio all’uso dei pesticidi chimici in agricoltura e nelle aree verdi urbane. </strong>Il Regolamento sull’uso sostenibile dei pesticidi (Sur, &#8220;Sustainable use of pesticides regulation&#8221;) presentato per la prima volta a giugno 2022 prevedeva di dimezzare l’uso dei pesticidi nell’Unione entro il 2030. Oltre al taglio dei pesticidi, la Commissione ha deciso di cancellare anche altre misure restrittive tra cui l’obbligo di ridurre del 30% le emissioni del settore entro il 2040 e l’obbligo di mettere a riposto il 4% dei terreni coltivabili, anche se dal 60% al 70% del suolo in Europa è in cattivo stato, il che impatta negativamente sulla capacità produttiva degli stessi agricoltori.</p>
<p>E’ opportuno allora <strong>ricordare cos’è il glifosato</strong>.</p>
<p>Il glifosato è l’erbicida più usato a livello mondiale per eliminare le piante indesiderate in agricoltura e nella gestione del verde pubblico: dai seminativi ai frutteti, dagli orti ai parchi pubblici, fino al diserbo di strade e ferrovie. Brevettato negli anni Settanta da Monsanto e oggi commercializzato da aziende come Bayer, è usato in agricoltura da oltre 50 anni. Il suo impiego è però aumentato notevolmente con la diffusione delle colture OGM (come per esempio la soia Roundup Ready di Monsanto-Bayer), che sono state modificate geneticamente per resistere a questo erbicida.</p>
<p>Il glifosato agisce ad ampio spettro, aggredendo tutte le parti verdi delle piante con cui entra in contatto. Insieme ai suoi prodotti di degradazione, si accumula inoltre nel terreno, danneggiando gli organismi che vivono nel suolo e compromettendo l’assorbimento di micronutrienti utili a difendere le piante dalle malattie. Questo erbicida è pertanto una delle principali cause di contaminazione delle acque e interferisce con l’equilibrio ecologico di fiumi e laghi. In effetti, il glifosato non danneggia solo le erbe infestanti, ma tutto l’ambiente circostante, compresa la fauna selvatica: uccelli, anfibi, insetti e lombrichi. Diversi studi avvertono che, alle concentrazioni che spesso si trovano nell’ambiente, questo erbicida può interagire con il microbiota intestinale delle api, rendendole più vulnerabili alle malattie, nonché influire sul loro sistema nervoso e sulla riproduzione. Nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), facente parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il glifosato come «probabilmente cancerogeno per gli esseri umani». Studi più recenti hanno evidenziato che il glifosato potrebbe danneggiare il sistema nervoso ed essere correlato a malattie neurologiche come il morbo di Parkinson, oltre a influire negativamente sul sistema ormonale. Infine, l’esposizione al glifosato anche a bassissime dosi sembra indurre alterazioni di importanti parametri biologici che riguardano lo sviluppo sessuale, le genotossicità e il microbioma intestinale, ovvero i batteri buoni dell’intestino. L’esposizione delle persone al glifosato avviene sia attraverso la sua presenza nell’ambiente, sia attraverso i residui negli alimenti, con rischi più elevati per le lavoratrici e i lavoratori agricoli che maneggiamo direttamente l’erbicida.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra, è sconvolgente ignorare che le alternative al glifosato esistono. Coltivare senza fare uso di erbicidi di sintesi è già possibile e l’agricoltura biologica ne è un esempio. È possibile limitare l’uso di pesticidi ai casi di stretta necessità, anche con una gestione integrata delle piante infestanti (Integrated Weed Management, IWM), cioè integrando le pratiche agricole fisiche, meccaniche, biologiche ed ecologiche con la vasta conoscenza ormai a disposizione sulle piante coltivate e sulle infestanti. Un’agricoltura senza pesticidi evita di aumentare la resistenza nelle specie infestanti, riduce l’erosione del suolo e protegge la biodiversità.</p>
<p>Una transizione verso tecniche che non utilizzino sostanze chimiche di sintesi sarebbe una grande opportunità per l’agricoltura del nostro Paese e la tutela del Made in Italy. Ma i Governi, nonostante la pressione dell’opinione pubblica contraria alla proroga di questo erbicida di cui sono state accertate e denunciate le ripercussioni negative sulla salute umana e sull’ambiente, si sono espressi favorevolmente circa la proroga per altri 10 anni per l’uso del glifosato, in attesa di una “proposta più matura”.</p>
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		<title>L’ecotossicologia come strumento ecosistemico di prevenzione nella valutazione di impatto sanitario</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lecotossicologia-come-strumento-ecosistemico-di-prevenzione-nella-valutazione-di-impatto-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 12:45:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’ecotossicologia come strumento ecosistemico di prevenzione nella valutazione di impatto sanitario L’inquinamento nuoce alla nostra salute e al nostro ambiente. È la principale causa ambientale di molteplici malattie mentali e fisiche e di morti premature, soprattutto tra i bambini, le persone con determinate condizioni mediche e gli anziani. Oltre a incidere sulla salute delle persone, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’ecotossicologia come strumento ecosistemico di prevenzione nella valutazione di impatto sanitario</strong></p>
<p>L’inquinamento nuoce alla nostra salute e al nostro ambiente. È la principale causa ambientale di molteplici malattie mentali e fisiche e di morti premature, soprattutto tra i bambini, le persone con determinate condizioni mediche e gli anziani. Oltre a incidere sulla salute delle persone, l’inquinamento è uno dei motivi principali della perdita di biodiversità.</p>
<p>L’inquinamento chimico degli ecosistemi, insieme ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, rappresenta una delle tre grandi crisi che stiamo affrontando a livello planetario. Nell’ambito del “New Green Deal Europeo”, la Commissione europea ha adottato il “Zero Pollution Action Plan” che ha l’obiettivo ambizioso di ridurre entro il 2050 l’inquinamento chimico negli ecosistemi acquatici e terrestri a livelli che non producano rischi per ambiente e salute umana.  A tal fine, è stata introdotta per la prima volta in ambito regolatorio sanitario la <strong>valutazione ecotossicologica</strong> che rappresenta uno strumento di allerta e screening della contaminazione chimica valido e riconosciuto a livello internazionale.</p>
<pre>Lacchetti I, Carere M, Cristiano W, Mancini L. The role of ecotoxicology in the health impact assessment: an innovative ecosystem approach for the protection of human health in Italy. Ann Ist Super Sanita. 2023 Jan-Mar;59(1):51-55. doi: 10.4415/ANN_23_01_08. PMID: 36974705.</pre>
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		<title>I gas del diesel possono causare danni significativi all’organismo</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/i-gas-del-diesel-possono-causare-danni-significativi-allorganismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 15:42:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I gas del diesel possono causare danni significativi all’organismo Bastano due ore di esposizione ai gas del diesel per causare danni significativi &#8211; e a lungo termine &#8211; al corpo umano. Le particelle inquinanti, infatti, sono in grado di alterare l&#8217;espressione genica nell&#8217;uomo. Jiang R, Jones MJ, Sava F, Kobor MS, Carlsten C. Short-term diesel &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I gas del diesel possono causare danni significativi all’organismo</strong></p>
<p>Bastano due ore di esposizione ai gas del diesel per causare danni significativi &#8211; e a lungo termine &#8211; al corpo umano. Le particelle inquinanti, infatti, sono in grado di alterare l&#8217;espressione genica nell&#8217;uomo.</p>
<pre>Jiang R, Jones MJ, Sava F, Kobor MS, Carlsten C. Short-term diesel exhaust inhalation in a controlled human crossover study is associated with changes in DNA methylation of circulating mononuclear cells in asthmatics. Part Fibre Toxicol. 2014 Dec 9;11(1):71. doi: 10.1186/s12989-014-0071-3.</pre>
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		<title>Chionanto della Virginia</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/chionanto-della-virginia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 16:07:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[albero della neve]]></category>
		<category><![CDATA[chionanto della Virginia]]></category>
		<category><![CDATA[fiore di neve]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chionanthus virginicus (o albero della neve) è un arbusto deciduo o un piccolo albero della famiglia delle Oleaceae che cresce fino a massimo 10-11 metri, originario delle savane e pianure degli Stati Uniti sudorientali, dal New Jersey del sud alla Florida, e ad ovest dell&#8217;Oklahoma e del Texas. I fiori bianchi si vedono meglio dal &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chionanthus virginicus</em> (o <strong>albero della neve</strong>) è un arbusto deciduo o un piccolo albero della famiglia delle <em>Oleaceae</em> che cresce fino a massimo 10-11 metri, originario delle savane e pianure degli Stati Uniti sudorientali, dal New Jersey del sud alla Florida, e ad ovest dell&#8217;Oklahoma e del Texas.</p>
<p>I fiori bianchi si vedono meglio dal basso. Il colore dell&#8217;autunno è di un bel colore giallo chiaro, un buon contrasto con i viburni e gli evergreen. Preferisce un terreno umido e una situazione riparata.</p>
<p>I fiori del <em>Chionanthus virginicus</em> <strong>profumatissimi</strong> e sono riuniti in dense e vistose pannocchie sugli apici dei rami; la corolla dei fiori è composta da petali nastriformi penduli di colore bianco. I petali dei fiori del Chionanto della Virginia, come quelli del Viburno palla di neve o <em>Viburno opulus</em>, quando cadono sul terreno creano un manto bianco come la neve caduta da poco.</p>
<p>I frutti che compaiono dopo la fioritura sulle piante femminili, sono bacche o <strong>drupe</strong> simili alle olive che, in autunno proprio quando il fogliame incomincia a cadere, maturano assumendo un bel colore blu – nerastro. Le piante impollinate dagli insetti fioriscono in primavera tra maggio – giugno. Talvolta la fioritura si protrae fino alla fine di Luglio.</p>
<p>Una caratteristica particolare di questo tipo di arbusto è la sua notevole resistenza all’<strong>inquinamento ambientale</strong>. Per questo motivo, il chionanto della Virginia può essere coltivato nei parchi pubblici o lungo le rive dei fiumi e dei laghetti artificiali di città.</p>
<p>Il nome del <em>Chionanthus </em>deriva dal greco, <em>chion</em> (neve) e <em>anthos </em>(fiore) che fa riferimento ai fiori bianchi e significa <strong>fiore di neve</strong>.</p>
<p>Gli Indiani nativi americani utilizzavano le parti commestibili (radici) per la preparazione di <strong>infusi e tisane decongestionanti del cavo orale</strong>, come gengiviti ed afte di varia natura e anche per la cura di affezioni epatiche e renali, oppure per trattare le infiammazioni della pelle.</p>
<p>Le radici essiccate e la corteccia della pianta venivano inoltre utilizzate per contrastare con efficacia le infiammazioni della pelle e il trattamento di piaghe e ferite.</p>
<p>Il chionanto della Virginia viene usato dai tempi remoti come <strong>diuretico e febbrifugo</strong>. Accanto agli utilizzi correlati al benessere e alla salute, la pianta può anche essere adibita a finalità di tipo alimentare.</p>
<p>I frutti del chionanto della Virginia possono essere <strong>conservati in salamoia</strong>, proprio come si fa abitualmente con le olive.</p>
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