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	<title>quercitina Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>quercitina Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Rapa &#124; Brassica rapa</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rapa-brassica-rapa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 17:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rapa è la radice carnosa (&#8220;fittone&#8221;) della pianta Brassica rapa, coltivata a scopo alimentare. Si tratta di una radice di forma tondeggiante, talvolta piuttosto tozza, ricoperta da una pellicina bianco/rosa, bianco/violacea oppure gialla a secondo della varietà. L&#8217;interno è formato da una pasta bianca o giallognola, a seconda della varietà, di gusto lievemente dolciastro. &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>rapa</strong> è la radice carnosa (&#8220;fittone&#8221;) della pianta <em>Brassica rapa</em>, coltivata a scopo alimentare. Si tratta di una radice di forma tondeggiante, talvolta piuttosto tozza, ricoperta da una pellicina bianco/rosa, bianco/violacea oppure gialla a secondo della varietà. L&#8217;interno è formato da una pasta bianca o giallognola, a seconda della varietà, di gusto lievemente dolciastro.</p>
<p>La rapa, appartenente alla famiglia delle Crucifere e conosciuta già dai Greci e dai Romani, è originaria dell’Asia Centrale. Data la facilità di conservazione, ha rappresentato un ortaggio importantissimo fino alla diffusione della patata.</p>
<p>Oggi, in Italia, le regioni di maggiore diffusione della rapa sono il Lazio, la Puglia e la Campania e la sua classificazione avviene in base alla conformazione della radice, al colore della polpa (bianca o gialla), della testa, del colletto e per la durata del ciclo colturale.</p>
<p>Esistono numerosi tipi di rapa: la <strong>rapa rossa</strong>, dalla forma tonda e dal colore rosso o viola; la <strong>rapa bianca</strong>, dal sapore amarognolo, bianca ma a volte con una colorazione violacea nella parte superiore; le <strong>cime di rapa</strong>, dal sapore gustoso.</p>
<p>In Italia sono conosciute diverse tipologie locali caratteristiche dei diversi areali di produzione, tra cui la <strong>Rapa di Milano</strong> (sferica e piatta, dalla buccia bianca con colletto viola), la <strong>Pistoiese</strong> e la <strong>Rapa a Martello</strong>.</p>
<p>Della rapa possono essere consumate sia le radici sia le punte (le “<strong>cime di rapa</strong>”). Con il nome “rapa”, si intende comunemente la radice della pianta.</p>
<p>La rapa viene generalmente consumata cotta con burro od olio di oliva e sale o più raramente cruda anche grattugiata. Entra nella composizione della giardiniera ed è il componente principale di un tipico piatto friulano, la <strong>brovada</strong>.</p>
<p>Il <strong>valore nutritivo</strong> della rapa è piuttosto scarso: per 100 grammi di prodotto genera appena 27 calorie così distribuiti:  circa 4% di glucidi, il 74-81% è composto da acqua e alcuni sali minerali (230 mg di potassio, 30 mg di fosforo, 40 mg di calcio e quasi altrettanti di sodio). Scarso il contenuto di vitamine salvo che per la vitamina C, di cui sono presenti più di 20 mg per 100 g di parte edule.</p>
<p><strong>Proprietà e benefici delle rape</strong></p>
<p>Ricca di vitamine e antiossidanti, la rapa ha molte proprietà. Innanzitutto sazia l’appetito senza apportare molte calorie, solo 27 ogni 100 grammi di prodotto, ed è quindi un alimento ideale nelle diete ipocaloriche.</p>
<p>La rapa contiene, in particolare, <strong>vitamina A, betacarotene e vitamina C</strong>. Inoltre, possiede vari <strong>sali minerali come fosforo, calcio e ferro</strong>.</p>
<p>Molti sono i benefici che la rapa può apportare all’organismo. Tra le proprietà della rapa si annoverano quelle disintossicanti grazie all’elevata presenza di zolfo, e le proprietà antiossidanti grazie alla <strong>quercitina</strong>, sostanza che previene malattie cardiovascolari e tumorali; la rapa ha, in ultimo, anche proprietà antinfiammatorie.</p>
<p>Non solo: grazie all’elevata presenza di calcio è ideale per favorire la crescita e il mantenimento in salute delle ossa.</p>
<p>In cucina la rapa può essere cotta, bollita, gratinata in forno, consumata come purea oppure cruda in insalata.</p>
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		<title>Erisimo &#124; Erysimum officinale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/erisimo-erysimum-officinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 17:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[campferolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;erisimo (Sisymbrium officinale o Erysimum officinale) è una pianta annuale con fusto eretto (60 cm) e ramoso; appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, ed è noto anche come Erba del cantante, Erba cornacchia, Cima amarella, Rapistogno, Barbena, Trionc, Alaussa, Rapino. Le foglie basali sono picciolate, pennate, con lobi dentati, mentre quelle superiori sono intere e astate; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>erisimo</strong> (<em>Sisymbrium officinale</em> o <em>Erysimum officinale</em>) è una pianta annuale con fusto eretto (60 cm) e ramoso; appartiene alla famiglia delle <em>Brassicaceae</em>, ed è noto anche come <strong>Erba del cantante</strong>, <strong>Erba cornacchia</strong>, Cima amarella, Rapistogno, Barbena, Trionc, Alaussa, Rapino. Le foglie basali sono picciolate, pennate, con lobi dentati, mentre quelle superiori sono intere e astate; i fiori di colore giallino hanno dimensioni molto modeste e sono raccolti in grappoli; il frutto è una siliqua di forma allungata, che contiene una ventina di semi oblunghi e scuri. Diffusa in tutta Europa, in Italia si trova dal mare alle regioni submontane. Cresce nelle zone incolte, lungo muri, macerie e ai bordi delle strade e vicino ai centri abitati sia in pianura, che in montagna.</p>
<p>Le sommità fiorite di <em>Sisymbrium officinale</em> contengono <strong>oli essenziali, steroli, glicosidi, glicosinolati (sinigrina, glucococlearina, glucobrassicina), cumarine (umbelliferone, erniaria), flavonoidi (campferolo, quercitina, isoramnetina)</strong>. Questi principi attivi conferiscono alla pianta <strong>attività antinfiammatoria, espettoranti e antisettica sulle vie respiratorie</strong>.</p>
<p>La “droga” (parte utilizzata) corrisponde quindi alla pianta fiorita raccolta che si raccoglie intera in fiore nel periodo di maggio-giugno. Si recidono i fusti per circa 15-20 cm dalla sommità. Si riuniscono in mazzetti e si lasciano essiccare all’ombra e in un luogo areato. Successivamente si conservano in vasetti di vetro o di porcellana ben chiusi. Si consiglia l’uso della pianta fresca, in quanto con l’essiccazione si ha una perdita importante dei principi attivi. La Tintura Madre viene preparata da pianta fresca (con un titolo 65°).</p>
<p>Le proprietà dell&#8217;erisimo sono note fin dall&#8217;antichità e il nome della pianta deriva dal greco &#8220;<em>eruo</em>&#8221; “io salvo” e &#8220;<em>oimos</em>&#8221; “il canto”. Durante il Rinascimento, il suo utilizzo divenne comune tra oratori, attori di teatro e cantanti.</p>
<p>La <strong>tintura madre di erisimo</strong> per uso interno può essere impiegata per gargarismi <strong>per lenire la secchezza o le infiammazioni alle corde vocali</strong> di fumatori, attori, di coloro che lavorano con la voce, e contro il mal di gola. Proprio per questa sua proprietà benefica sulle corde vocali l’Erisimo è volgarmente conosciuto come l’<strong>Erba dei Cantanti</strong>. Le attuali conoscenze tendono ad attribuire queste proprietà alla presenza di mucillagini ad azione protettiva sulle mucose, e a composti solforati, simili a quelli del rafano, con attività fluidificante delle secrezioni bronchiali.</p>
<p><strong>In cucina</strong>, le foglie più morbide e i boccioli non fioriti possono essere utilizzati crudi nelle <strong>insalate </strong>oppure cotti in <strong>frittate</strong>. Oppure unite a altre erbe nella preparazione di una salsa alle erbe. Ha un sapore amarognolo. Per questo motivo, in tisana, viene spesso addolcita con miele e/o liquirizia.</p>
<p>Alle dosi terapeutiche non sono segnalati effetti collaterali. Solo con dosi elevate e protratte per lunghi periodi sembra ci sia una possibile <strong>interazione con farmaci tiroidei</strong> (metimazolo e tiroxina). Evitare l’uso se si soffre di ipotiroidismo. Evitare l’assunzione in caso di sensibilità soggettiva alla pianta. Per precauzione viene sconsigliato in gravidanza e in allattamento.</p>
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		<title>Biancospino &#124; Crataegus monogyna Jacq.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/biancospino-crataegus-monogyna-jacq/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 11:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il biancospino (Crataegus monogyna Jacq., 1775) è un arbusto o un piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso, appartenente alla famiglia delle Rosaceae e al genere dei Crataegus. Talvolta è usato il sinonimo Crataegus oxyacantha. Un tempo, in diverse regioni italiane, veniva utilizzato come essenza costituente delle siepi interpoderali, cioè per delimitare i confini degli &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>biancospino</strong> (<em>Crataegus monogyna</em> Jacq., 1775) è un arbusto o un piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso, appartenente alla famiglia delle <em>Rosaceae</em> e al genere dei <em>Crataegus</em>. Talvolta è usato il sinonimo <em>Crataegus oxyacantha</em>.</p>
<p>Un tempo, in diverse regioni italiane, veniva utilizzato come essenza costituente delle siepi interpoderali, cioè per delimitare i confini degli appezzamenti. In ragione delle spine e del fitto intreccio dei rami la siepe di biancospino costituiva una barriera pressoché impenetrabile. Attualmente l&#8217;esigenza di non rendere difficoltosa la circolazione dei mezzi agricoli meccanici ha determinato la quasi totale scomparsa delle siepi di biancospino con questa funzione.</p>
<p>Il suo nome botanico deriva dal greco <em>kratos </em>(forza) <em>oxys</em> (acuminata) e <em>akantha</em> (spina) e nell&#8217;antichità era considerato una pianta sacra, e utilizzato per adornare gli altari e durante le cerimonie nuziali. Celti e Latini dedicavano al biancospino il mese di maggio e nel Medioevo si usava collocare un biancospino al centro della piazza principale per celebrarvi intorno danze e riti propiziatori.</p>
<p>Il biancospino viene comunemente utilizzato per il <strong>trattamento di angina, bradiaritmia, insufficienza cerebrale</strong>, come cardiotonico di mantenimento nel trattamento dello scompenso cardiaco, come antiaritmico ed antiipertensivo. Viene inoltre utilizzato per il trattamento dell’insonnia, di stati ansiosi e di disturbi gastrointestinali.</p>
<p>I principali componenti della pianta, presenti nelle foglie e nelle sommità fiorite, comprendono: <strong>flavonoidi</strong> (quali <strong>kaempferolo, quercitina, iperoside</strong> <strong>e vitexina; proantocianidine</strong>), amine biogene (quali <strong>feniletilamina</strong>, <strong>O-metossifeniletilamina</strong> e <strong>tiramina</strong>), <strong>tannini</strong>, <strong>glicosidi cianogenetici e saponine</strong>.</p>
<p>A livello cardiaco il biancospino determina un <strong>effetto inotropo positivo</strong> (aumento della forza di contrazione del cuore) riconducibile all’inibizione della AMP-c fosfodiesterasi da parte dei flavonoidi, un <strong>effetto cronotropo negativo</strong> (riduzione della frequenza cardiaca), un <strong>effetto dromotropo positivo</strong> (aumento della conduzione atrio-ventricoloare) ed un <strong>effetto batmotropo negativo</strong> (riduzione dell’eccitabilità cardiaca).</p>
<p>La pianta determina inoltre <strong>rilascio della muscolatura liscia vasale</strong> con conseguente vasodilatazione (in particolare a livello coronarico) e riduzione delle resistenze periferiche. L’<strong>effetto sedativo </strong>è stato invece attribuito alle proantocianidine. <em>In vitro</em> numerosi costituenti del biancospino hanno mostrato la <strong>capacità di inibire la biosintesi di trombossano A2</strong>. Pertanto la somministrazione concomitante di farmaci antiaggreganti piastrinici e di prodotti erboristici contenenti biancospino può comportare un maggiore rischio di sanguinamento. Tale associazione dovrebbe quindi essere evitata. Inoltre i prodotti a base di biancospino <strong>possono potenziare l’effetto della digossina</strong> attraverso un meccanismo di tipo farmacodinamico. In un recente studio condotto su 8 volontari sani, sottoposti per tre settimane alla somministrazione concomitante di digossina (0.25 mg al giorno) e biancospino (450 mg due volte al giorno), è stato osservato che alle dosi utilizzate i parametri farmacocinetici della digossina non vengono alterati dalla contemporanea somministrazione di biancospino. Pertanto, in queste condizioni terapeutiche gli autori ritengono tale associazione piuttosto sicura. Infine, possibili interazioni farmacologiche possono manifestarsi associando il biancospino a farmaci antipertensivi, antianginosi ed antiaritmici.</p>
<p>I principi attivi del biancospino sono concentrati soprattutto nei fiori, da utilizzare come infuso, ma sono presenti in minor misura anche nelle foglie e nei frutti, purché consumati freschi.</p>
<p>Per uso interno si assume tramite infusi, tisane, decotti, tintura madre e macerati glicerici. Gli estratti di biancospino sono apprezzati anche in cosmesi, e usati per la preparazione di creme per la pelle grassa o acneica.</p>
<p>Il biancospino è una pianta mellifera e viene bottinata dalle api ma solo raramente se ne può ricavare un miele monoflorale, perché di solito si trova in minoranza rispetto alle altre piante del territorio.</p>
<p>Il legno, denso e pesante, è un apprezzato combustibile.</p>
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