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	<title>bambini Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>bambini Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Salute dei bambini europei: i dati della Sorveglianza di popolazione COSI</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/salute-dei-bambini-europei-i-dati-della-sorveglianza-di-popolazione-cosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2024 11:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Salute dei bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS Europa) ha pubblicato due nuove schede contenenti i dati 2015-17 della Sorveglianza pediatrica “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI)”. “Eating habits of children in 23 European countries” fornisce una panoramica sulle abitudini alimentari dei bambini di 6-9 anni residenti in 23 Paesi europei (per un totale di 132.489 bambini). &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS Europa) ha pubblicato due nuove schede contenenti i dati 2015-17 della Sorveglianza pediatrica “Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI)”.</p>
<p>“Eating habits of children in 23 European countries” fornisce una panoramica sulle abitudini alimentari dei bambini di 6-9 anni residenti in 23 Paesi europei (per un totale di 132.489 bambini). In generale, i dati sul consumo giornaliero evidenziano che:</p>
<ul>
<li>il 78,8% fa la colazione</li>
<li>il 42,5% consuma frutta fresca</li>
<li>il 22,6% consuma verdura</li>
<li>il 10,3% mangia snack dolci</li>
<li>il 5,2% mangia snack salati</li>
<li>il 9,4% beve bevande zuccherate, i cosiddetti soft drinks.</li>
</ul>
<p>I dati presentano però forti variazioni nazionali:</p>
<ul>
<li>San Marino (80,8%), Italia (72,6%) e Turkmenistan (70,1%) sono i Paesi in cui si mangia più frequentemente frutta fresca ogni giorno (al contrario, Kirghizistan, Lituania e Lettonia quelli in cui si mangia meno spesso)</li>
<li>San Marino (74,3%), Turkmenistan (68,1%) e Italia (53,9%) quelli in cui si mangiano più frequentemente verdure ogni giorno (al contrario, Spagna, Turchia e Lituania quelle in cui si mangiano meno spesso)</li>
<li>Irlanda (88%), Spagna (84%) e Lituania (72%) sono i Paesi in cui più spesso i bambini riferiscono di non bere mai soft drinks (al lato opposto vi sono Repubblica Ceca, Malta e Tagikistan).</li>
</ul>
<p>“Physical activity, screen time and sleep” riporta i dati di 25 Paesi (per un totale di 150.651 bambini) sui livelli di attività fisica, l’esposizione agli schermi e il sonno dei bambini di 6-9 anni. In generale:</p>
<ul>
<li>il 60,2% dei bambini trascorre meno di due ore al giorno di fronte a un dispositivo elettronico, il 25,2% 2-3 ore e il 14,6% più di tre</li>
<li>l’84% dei bambini dorme in media 9-11 ore per notte</li>
<li>il 79,4% dei bambini pratica un’ora di attività fisica al giorno</li>
<li>il 50% dei bambini si reca a scuola a piedi o in bici</li>
<li>il 54,9% dei bambini non è iscritto ad alcun club sportivo o scuola di danza e non pratica alcuno sport/danza.</li>
</ul>
<p>Anche in questo caso vi è una forte variabilità nazionale:</p>
<ul>
<li>Repubblica Ceca (98,3%), Montenegro (96,4%) e Romania (95,3%) sono i Paesi in cui i bambini riferiscono più frequentemente di praticare attività fisica per un’ora al giorno (al lato opposto vi sono Malta, Tagikistan, e Kazakistan)</li>
<li>Tagikistan (94%), Turkmenistan (80,5%) e Kirghizistan (71,5%) sono quelli in cui più frequentemente i bambini raggiungono la scuola a piedi (al lato opposto vi sono Portogallo, Malta e Irlanda)</li>
<li>Kirghizistan (85,6%), Tagikistan (84,2%) e Turchia (83,1%) sono i Paesi in cui vi sono meno bambini iscritti a un club sportivo o a una scuola di danza o che non praticano alcuno sport o ballo (al lato opposto vi sono San Marino, Danimarca e Lettonia).</li>
</ul>
<p>Inoltre, in dieci Paesi le bambine praticano meno attività fisica dei bambini e, seppure nei Paesi centro-asiatici ci si rechi più spesso a scuola in bici o a piedi, vi sono meno iscritti club sportivi o scuole di danza rispetto ai Paesi sud-europei.</p>
<p>Potrebbe essere di qualche interesse il confronto con i dati ottenuti sulla popolazione campana:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.amaperbene.it/ama-per-bene/eventi/">https://www.amaperbene.it/ama-per-bene/eventi/</a></li>
<li><a href="https://www.amaperbene.it/abitudini-alimentari-dei-pre-adolescenti-acerrani/">https://www.amaperbene.it/abitudini-alimentari-dei-pre-adolescenti-acerrani/</a></li>
</ul>
<pre>ISS – EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica : Salute dei bambini europei: i dati della Sorveglianza di popolazione COSI https://www.epicentro.iss.it/obesita/factsheets-cosi-2021</pre>
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		<title>L’Unicef lancia l&#8217;allarme: “La malnutrizione mette a rischio la vita di 2 milioni di bambini”</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lunicef-lancia-lallarme-la-malnutrizione-mette-a-rischio-la-vita-di-2-milioni-di-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 17:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[malnutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[Unicef]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Unicef lancia l&#8217;allarme: “Circa 2 milioni di bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave rischiano di morire a causa della mancanza di fondi per l&#8217;acquisto di alimenti terapeutici pronti all’uso” e chiede un finanziamento di almeno 165 milioni di dollari per sostenere &#8220;No Time to Waste”, un piano accelerato per rispondere alla crisi globale alimentare &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unicef lancia l&#8217;allarme: “Circa 2 milioni di bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave rischiano di morire a causa della mancanza di fondi per l&#8217;acquisto di alimenti terapeutici pronti all’uso” e chiede un finanziamento di almeno 165 milioni di dollari per sostenere &#8220;No Time to Waste”, un piano accelerato per rispondere alla crisi globale alimentare e nutrizionale, avviato nel 2022. “Necessaria una risposta globale”.</p>
<p>Come sottolineato dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, i bambini che soffrono di malnutrizione acuta, causata dalla mancanza di alimenti nutrienti e sicuri e da ripetuti attacchi di malattia, sono pericolosamente magri e hanno un sistema immunitario debole, il che li rende “vulnerabili a una mancata crescita, a uno sviluppo insufficiente e persino alla morte”. Da quando è stato lanciato “No Time to Waste”, l’Unicef ha raccolto oltre 900 milioni di dollari per ampliare programmi, servizi e aiuti per la prevenzione precoce, l&#8217;individuazione e il trattamento della malnutrizione acuta tra i bambini. In questo periodo, 21,5 milioni di bambini e donne hanno ricevuto servizi essenziali per la prevenzione precoce della malnutrizione acuta tra i bambini, 46 milioni di minori sono stati raggiunti con servizi di diagnosi precoce e 5,6 milioni di bimbi hanno ricevuto trattamenti salvavita.</p>
<p>Ma nonostante i progressi significativi nella risposta globale alle crisi nutrizionali, la situazione rimane critica e richiede un intervento immediato. &#8220;Negli ultimi 2 anni, una risposta globale senza precedenti ha consentito di ampliare i programmi per la nutrizione e contenere il deperimento dei bambini e la mortalità ad esso associata nei Paesi gravemente colpiti da conflitti, shock climatici ed economici e dalla conseguente crisi della nutrizione materno-infantile&#8221;, ha sottolineato il direttore del programma per la Nutrizione e lo Sviluppo infantile dell&#8217;Unicef Victor Aguayo. &#8220;Ma è necessario agire subito con urgenza per salvare le vite di quasi due milioni di bambini che stanno lottando contro questo killer silenzioso&#8221;.</p>
<pre>Allarme malnutrizione: 2 milioni di bambini rischiano di morire per la mancanza di alimenti terapeutici. https://www.unicef.it/media/allarme-malnutrizione-2-milioni-di-bambini-rischiano-di-morire-per-mancanza-alimenti-terapeutici/</pre>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/lunicef-lancia-lallarme-la-malnutrizione-mette-a-rischio-la-vita-di-2-milioni-di-bambini/">L’Unicef lancia l&#8217;allarme: “La malnutrizione mette a rischio la vita di 2 milioni di bambini”</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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		<title>Dilaga la miopia tra bambini e adolescenti, colpito oltre 1 su 3</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/dilaga-la-miopia-tra-bambini-e-adolescenti-colpito-oltre-1-su-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2024 07:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[miopia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre un bambino e adolescente su tre (36%) nel mondo è miope, ed entro il 2050 in questa fascia d&#8217;età i miopi saranno oltre 740 milioni. Lo riporta un&#8217;analisi pubblicata sul British Journal of Ophthalmology da Yajun Chen, della Sun Yat-Sen University, in Cina. Sono a rischio soprattutto le bambine, chi vive in Asia orientale &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre un bambino e adolescente su tre (36%) nel mondo è miope, ed entro il 2050 in questa fascia d&#8217;età i miopi saranno oltre 740 milioni. Lo riporta un&#8217;analisi pubblicata sul <em>British Journal of Ophthalmology</em> da Yajun Chen, della Sun Yat-Sen University, in Cina.</p>
<p>Sono a rischio soprattutto le bambine, chi vive in Asia orientale o in aree urbane. I ricercatori hanno stimato la prevalenza attuale e futura della miopia fino al 2050 su un totale di 276 studi con 5.410.945 bambini e adolescenti e 1.969.090 casi di miopia, sulla base di 50 paesi in Asia, Europa, Africa, Oceania, Nord e America Latina.</p>
<p>L&#8217;analisi ha rivelato un aumento di oltre tre volte tra il 1990 e il 2023, passando dal 24% dei giovani e giovanissimi tra 1990-2000 al 25% tra 2001-10, al 30% tra 2011-19 e al 36% tra 2020-23. La diffusione tra gli adolescenti ha superato quella tra i bambini, raggiungendo il picco del 54% nel 2020-23.</p>
<p>L&#8217;analisi ha rivelato un aumento di oltre tre volte tra il 1990 e il 2023, passando dal 24% dei giovani e giovanissimi tra 1990-2000 al 25% tra 2001-10, al 30% tra 2011-19 e al 36% tra 2020-23. La diffusione tra gli adolescenti ha superato quella tra i bambini, raggiungendo il picco del 54% nel 2020-23. In numeri assoluti i bambini miopi dal 1990 al 2023 sono quasi raddoppiati rispetto al numero di adolescenti. Fattori specifici risultano associati ad una maggiore quota di miopi, in particolare vivere in Asia orientale (35%) o in aree urbane (29%), il sesso femminile (34%), l&#8217;adolescenza (47%) e un alto livello di istruzione (46%).</p>
<p>La quota globale complessiva della miopia va verso il 40% dei bambini e adolescenti entro il 2050, superando i 740 milioni di casi rispetto ai 600 milioni del 2030. Colpirà soprattutto le donne, il 42% delle quali sarà miope rispetto al 37,5% dei maschi nel 2050. E gli adolescenti di 13-19 anni rispetto ai bambini di 6-12 anni, (il 52,5% contro il 27,5% nel 2050). In particolare, in Asia il 52% dei bambini e adolescenti saranno miopi nel 2030, il 62% nel 2040 e 69% nel 2050. Secondo gli esperti la pandemia può aver contribuito all&#8217;aumento brusco dopo il 2020. Le differenze tra i sessi potrebbero essere spiegate anche dal fatto che le ragazze raggiungono la pubertà più rapidamente e tendono a trascorrere meno tempo all&#8217;aperto.</p>
<pre>Liang J, Pu Y, Chen J, Liu M, Ouyang B, Jin Z, Ge W, Wu Z, Yang X, Qin C, Wang C, Huang S, Jiang N, Hu L, Zhang Y, Gui Z, Pu X, Huang S, Chen Y. Global prevalence, trend and projection of myopia in children and adolescents from 1990 to 2050: a comprehensive systematic review and meta-analysis. Br J Ophthalmol. 2024 Sep 24:bjo-2024-325427. doi: 10.1136/bjo-2024-325427. Epub ahead of print. PMID: 39317432.</pre>
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		<title>I bambini non amano i pezzi di frutta nello yogurt</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/i-bambini-non-amano-i-pezzi-di-frutta-nello-yogurt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 08:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[pezzi di frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Yogurt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è un segreto che i bambini non vanno matti per i troppi semi, polpa o pezzi vari (es., muesli con particelle di diverse dimensioni da 3,9 mm a 7,5 mm di diametro mediano) nel loro cibo. Ma i bambini di sei anni in particolare non sopportano di certo i grumi, secondo un nuovo studio &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è un segreto che i bambini non vanno matti per i troppi semi, polpa o pezzi vari (es., muesli con particelle di diverse dimensioni da 3,9 mm a 7,5 mm di diametro mediano) nel loro cibo. Ma i bambini di sei anni in particolare non sopportano di certo i grumi, secondo un nuovo studio dell&#8217;Università di Copenhagen pubblicato sul <em>Journal of Texture Studies. </em>La ricerca getta nuova luce sulle preferenze alimentari dei bambini in tutte le fasce d&#8217;età e può essere utile ai genitori, al settore sanitario e all&#8217;industria alimentare.</p>
<p>Questo nuovo studio del Dipartimento di Scienze Alimentari dell&#8217;Università di Copenaghen mirava a indagare le preferenze e le percezioni degli alimenti contenenti particelle nei bambini di età compresa tra 5 e 12 anni; lo stesso dimostra che all&#8217;età di sei anni, i bambini preferiscono evitare la croccantezza nel burro di arachidi, le bacche nella marmellata e i pezzi di frutta nello yogurt, ecc.</p>
<p>In effetti, i ricercatori hanno sottoposto a 485 bambini, di età compresa tra cinque e dodici anni, un questionario a scelta forzata su disegni di sei coppie di alimenti, ciascuna disponibile con o senza particelle, chiedendo loro di scegliere tra sei diversi alimenti con e senza grumi, semi e pezzi di frutta. Gli alimenti erano pane, succo d&#8217;arancia, burro di arachidi, marmellata di fragole, yogurt e zuppa di pomodoro. Inoltre, i bambini hanno assaggiato yogurt aggiunti con muesli aventi diverse dimensioni delle particelle (diametro mediano: 3,9 o 7,5 mm); i ricercatori hanno valutato la loro percezione delle dimensioni delle particelle in bocca e il loro gradimento.</p>
<p>I risultati del questionario hanno mostrato che i bambini avevano una netta preferenza per gli alimenti senza particelle.</p>
<p>La probabilità media di scegliere gli alimenti &#8220;con particelle&#8221; era del 28%, significativamente al di sotto del punto medio del 50% (p &lt; 0,0001). Le preferenze per gli alimenti contenenti particelle erano più basse all&#8217;età di sei anni e aumentavano significativamente con l&#8217;età (p = 0,0007). Nel 76 percento dei casi, i bambini di sei anni hanno optato per alimenti senza grumi, il tasso di preferenza più alto osservato tra tutte le fasce d&#8217;età.</p>
<p>Nel test del gusto, la dimensione delle particelle di muesli ha influenzato la percezione orale delle dimensioni (p &lt; 0,0001) ma non il gradimento (p = 0,60). I bambini più grandi erano più in grado di differenziare la dimensione delle particelle rispetto ai bambini più piccoli. Tuttavia, non c&#8217;era alcuna relazione tra le preferenze individuali per gli alimenti contenenti particelle e la percezione orale delle dimensioni delle particelle di muesli. L&#8217;osservazione che le preferenze di consistenza dei bambini cambiavano con l&#8217;età evidenzia il ruolo dell&#8217;esperienza aumentata nel modellare le preferenze per gli alimenti con particelle.</p>
<p>“Questo è il primo studio scientifico che ha collegato così chiaramente una fascia d&#8217;età specifica, ovvero i bambini di sei anni, ad una specifica preferenza alimentare&#8221;, afferma il dott. Ching Yue Chow, primo autore dello studio.</p>
<pre>Chow CY, Bech AC, Olsen A, Keast R, Russell CG, Bredie WLP. Oral size perception and texture preferences for particle-containing foods in children aged 5-12. <em>J Texture Stud</em>. 2024 Aug;55(4):e12848. doi: 10.1111/jtxs.12848. PMID: 38952148.</pre>
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		<title>Un’alimentazione sana fin da bambini aiuta a proteggere il cervello</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/unalimentazione-sana-fin-da-bambini-aiuta-a-proteggere-il-cervello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 09:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione Sana]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ quanto emerge da uno studio molto importante realizzato dalla Tufts University del Massachusetts, secondo cui un’alimentazione sana fin da bambini aiuta a proteggere il cervello e nel contempo a scongiurare gravi malattie ad esso associate. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione dell’incontro a Chicago dell’American Society for Nutrition e a cui &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ quanto emerge da uno studio molto importante realizzato dalla Tufts University del Massachusetts, secondo cui un’alimentazione sana fin da bambini aiuta a proteggere il cervello e nel contempo a scongiurare gravi malattie ad esso associate. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione dell’incontro a Chicago dell’American Society for Nutrition e a cui si è giunti dopo aver monitorato per ben 75 anni un gruppo di 3.000 inglesi dai 4 ai 70 anni di età.</p>
<p>Si tratta di uno studio molto interessante in quanto, come fa notare il Corriere della Sera, è uno dei pochi che prende in considerazione un periodo così lungo. Ebbene, è emerso che le persone che hanno mangiato più verdura, frutta, legumi e cereali integrali, e meno sale, zuccheri aggiunti e cereali raffinati, hanno migliori funzioni cognitive oggi che sono in età avanzata.</p>
<p>Significativo il fatto che solamente 8 persone su 100 che hanno portato avanti nel corso della loro vita un’alimentazione tutt’altro che sana, siano riuscite a mantenere il cervello in salute con delle capacità cognitive elevate; nel contempo, solo il 7% di coloro che si sono cibati in maniera sana ha registrato delle basse capacità a livello di cognizione. Due dati quindi esplicativi che non ammettono repliche e che evidenziano quanto sia netta la correlazione fra cibo sano e cervello in salute.</p>
<p>Lo studio evidenza in effetti che quasi un quarto delle persone che hanno registrato una dieta “malsana”, ha sviluppato segni di demenza, una malattia che è invece risultata totalmente assente nei gruppi che di contro si sono cibati per 75 anni in maniera più sana. Secondo gli autori, i risultati del loro studio evidenziano come l‘alimentazione, fin dai primi anni di vita, influenzi le decisioni dietetiche successive, ed inoltre, gli effetti cumulativi delle stesse, sono strettamente collegati alle capacità cognitive. Infatti, le persone che hanno iniziato a mangiare sano prima, in particolare durante l&#8217;infanzia e prima dei 50 anni, sono quelle che hanno preservato meglio le proprie funzioni cognitive rispetto ai colleghi che invece hanno mangiato più cibo spazzatura. &#8220;Questo suggerisce che l&#8217;assunzione di determinati alimenti nelle prime fasi di vita può influenzare le nostre decisioni alimentari più avanti nel tempo e che gli effetti cumulativi della dieta nel tempo sono legati alla progressione delle nostre capacità cognitive globali&#8221;, ha dichiarato Kelly Cara, ricercatrice della Tufts University.</p>
<p>Il Corriere della Sera fa notare che tale studio americano è soltanto l’ultimo di una serie di lavori che vuole dimostrare come una dieta sana, a cominciare da quella mediterranea, sia in grado di far prevenire l’Alzheimer e in generale il declino cognitivo. La cosa certa, e che ormai è appurata, è che alimentarsi fin da bambini con frutta, verdura e in generale prodotti sani, senza invece cadere in tentazioni come zuccheri e prodotti molto salati, non può che essere un ottimo “inizio di vita” tenendo conto di quanto vada ad influenzare il resto dell’esistenza del bambino.</p>
<p>A riguardo viene segnalato lo studio condotto dalla prestigiosa università americana di Harvard effettuato su più di 100mila persone, secondo cui è emersa una correlazione diretta fra una buona alimentazione e un invecchiamento sano.</p>
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		<title>In forte incremento le allergie alimentari nei bambini, più colpita la fascia d’età 0-3 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 11:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[allergie alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le allergie alimentari nei bambini sono in crescita in tutto il mondo, Italia compresa. A indicarlo è un nuovo studio di coorte retrospettivo condotto in collaborazione con pediatri di famiglia e volto a indagare l&#8217;epidemiologia dell&#8217;AF (allergia alimentare) pediatrica italiana. Lo studio Epidemiology of Pediatric Italian Food Allergy (EPIFA) è stato progettato per indagare l’epidemiologia &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le allergie alimentari nei bambini sono in crescita in tutto il mondo, Italia compresa. A indicarlo è un nuovo studio di coorte retrospettivo condotto in collaborazione con pediatri di famiglia e volto a indagare l&#8217;epidemiologia dell&#8217;AF (allergia alimentare) pediatrica italiana. Lo studio Epidemiology of Pediatric Italian Food Allergy (EPIFA) è stato progettato per indagare l’epidemiologia dell’AF pediatrica in una delle regioni italiane più densamente popolate (Campania). I risultati sono stati pubblicati sulla rivista <em>Journal of Allergy and Clinical Immunology.</em></p>
<p>Durante il periodo di studio (dal 2009 al 2021) è stata sottoposta a screening una popolazione totale di 105.151 soggetti (di età compresa tra 0 e 14 anni). Sono stati valutati i dati di 752 pazienti con AF. È stato osservato un progressivo aumento dell’incidenza e della prevalenza dell’AF dal 2009 al 2021, con un aumento relativo fino al 34% e al 113,6%, rispettivamente, alla fine del periodo di studio. L’aumento relativo della prevalenza dell’AF è stato maggiore nella fascia di età 0-3 anni nello stesso periodo di studio (+120,8%). Gli allergeni più frequenti erano il latte vaccino, l&#8217;uovo di gallina e la frutta secca.</p>
<p>In conclusione, i risultati dello studio EPIFA hanno mostrato un aumento dell’incidenza e della prevalenza dell’AF in età pediatrica dal 2009 al 2021 in Italia. Questi risultati sottolineano la necessità di nuove strategie efficaci per prevenire e gestire queste condizioni.</p>
<p>Come riferito dal coordinatore dello studio, prof, Roberto Berni Canani, docente di pediatria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, i risultati hanno anche evidenziato un trend in aumento della severità delle allergie alimentari in età pediatrica. &#8220;Un bambino su 4, tra quelli che hanno sviluppato allergia alimentare ha presentato una storia di shock anafilattico”, ha aggiunto l’esperto, per poi sottolineare: “I risultati sono in linea con precedenti dati ottenuti dal medesimo gruppo di ricerca interrogando il database del ministero della Salute dove si era rilevato un aumento del 400% dei casi di accessi in pronto soccorso in Italia per anafilassi da cibo nell’ultimo decennio”.</p>
<p>I risultati ottenuti dalla ricerca condotta in Campania rispecchiano la realtà delle altre regioni italiane. &#8220;Estendendo questi risultati alla popolazione pediatrica generale italiana per un totale di 7.636.545 bambini e ragazzi fino ai 14 anni, si stima che attualmente vi siano oltre 92.000 bambini in Italia affetti da allergia alimentare”, ha sottolineato il coordinatore dello studio.</p>
<p>Alla base dell&#8217;aumento vertiginoso del fenomeno ci sono &#8220;cause molteplici, da una eccessiva prescrizione di antibiotici e farmaci inibitori dell’acidità gastrica, all’uso di disinfettanti e antisettici”, ha spiegato Berni Canani. “Ma un ruolo di grande importanza nel favorire la comparsa di allergie alimentari è dato dall’aumento continuo e inarrestabile del consumo di alimenti ultraprocessati in età pediatrica già a partire dal primo anno di vita. Questi alimenti ultraprocessati, il cosiddetto “cibo spazzatura” che in Italia, così come in altri paesi come gli Stati Uniti o l’Australia, viene consumato sempre di più dai bambini, anche dai più piccoli, sono in grado di alterare il sistema immunitario e scatenare la comparsa di allergie”, ha concluso.</p>
<pre>Fonte: Nocerino R, Carucci L, Coppola S, Cecere G, Micillo M, Castaldo T, Russo S, Sandomenico M, Marino A, Gualano R, Ercolini P, Capasso A, Bedogni G, Berni Canani R; Italian Society of Pediatric Gastroenterology and Nutrition (SIGENP). Epidemiology of Paediatric Italian Food Allergy: Results of the EPIFA study. J Allergy Clin Immunol Glob. 2024 Mar 26;3(3):100246. doi: 10.1016/j.jacig.2024.100246. PMID: 38655562; PMCID: PMC11035069.</pre>
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		<title>Una dieta sana nel primo anno di vita protegge la salute a lungo termine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 11:10:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[dieta sana]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una dieta sana nel primo anno di vita protegge la salute a lungo termine<br />
</strong></p>
<p>Se nel primo anno di vita i bimbi seguono una dieta sana – ricca di pesce e verdure e un minor consumo di carne, dolci, snack e bevande zuccherate – da grandi saranno più in salute, ad esempio avranno una riduzione del rischio di ammalarsi di malattia infiammatoria intestinale (IBD): lo rivela un ampio studio pubblicato sulla rivista Gut e condotto presso l&#8217;Università di Göteborg.</p>
<p>Questi dati potrebbero essere fondamentali per ipotizzare una protezione della salute a lungo termine, in una sorta di dieta preventiva per i neonati</p>
<p>Le diete di media e alta qualità all&#8217;età di un anno sarebbero associate a un rischio complessivamente inferiore del 25% di IBD rispetto a una dieta insalubre. In particolare, un elevato consumo di pesce a 1 anno è associato a un rischio complessivamente inferiore rispetto al suo opposto, e a un rischio inferiore del 54% di colite ulcerosa. Invece, il consumo di bevande zuccherate aumenta del 42% il rischio di sviluppare una problematica intestinale. L&#8217;ipotesi è che la dieta nelle prime fasi della vita, possa influenzare il rischio di malattie come quelle intestinali.</p>
<pre>Val-Laillet D, Aarts E, Weber B, Ferrari M, Quaresima V, Stoeckel LE, Alonso-Alonso M, Audette M, Malbert CH, Stice E. Neuroimaging and neuromodulation approaches to study eating behavior and prevent and treat eating disorders and obesity. Neuroimage Clin. 2015 Mar 24;8:1-31. doi: 10.1016/j.nicl.2015.03.016. eCollection 2015.</pre>
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