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	<title>acido protocatechico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Petasites &#124; Petasites officinalis Moench.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jun 2023 07:52:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il farfaraccio maggiore (nome scientifico Petasites hybridus (L.) Gaertn. &#38; al., 1801) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteraceae (sottofamiglia Asteroideae). E’ una pianta erbacea perenne di grandi dimensioni, con grosso rizoma tuberoso strisciante da cui in primavera si sviluppa il fusto fiorifero, alto da 30 a 100 cm e senza &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>farfaraccio maggiore</strong> (nome scientifico <em>Petasites hybridus</em> (L.) Gaertn. &amp; al., 1801) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle <em>Asteraceae</em> (sottofamiglia <em>Asteroideae</em>).</p>
<p>E’ una pianta erbacea perenne di grandi dimensioni, con grosso rizoma tuberoso strisciante da cui in primavera si sviluppa il fusto fiorifero, alto da 30 a 100 cm e senza foglie che appaiono soltanto al termine della fioritura; l’infiorescenza è un racemo allungato con brattee color porpora; i fiori, tra il rosa e il porpora, sono riuniti in capolini. Fecondati dalle api si trasformeranno in frutti pelosi che saranno diffusi dal vento. I fiori maschili, di circonferenza di circa un cm, sono grandi il doppio di quelli femminili che possono essere distinti anche dal peduncolo di maggiore lunghezza. Le foglie sono molto grandi, anche 80 x 40 cm., reniformi, di colore verdastro, lanuginose nella parte inferiore, margine irregolarmente dentato, lungo picciolo color porporino; fusto: scaglioso, cavo all’interno. La fioritura avviene in primavera. Predilige i terreni umidi fino a 1500 m s.l.m. Presente in quasi tutta l’Italia, in Europa, Asia Settentrionale ed Occidentale come pure in Nord America.</p>
<p>Il nome “<em>petasite</em>” è di origine greca e deriva da <em>petàsos</em>, un cappello a grandi falde usato dai viaggiatori, cacciatori e pastori del passato per coprirsi la testa e ripararsi dalla pioggia, alla cui forma richiamano le grandi foglie cuoriformi della pianta. L&#8217;epiteto specifico (<em>hybridus </em>= ibrido) probabilmente fa riferimento ad una possibile origine ibrida di questa specie. Mentre il nome comune (<em>maggiore</em>) sta ad indicare che questa specie è quella che raggiunge le dimensioni maggiori in altezza; l nome “<em>farfara</em>”, di origine latina, si riferisce a qualcosa che porta farina; la parte inferiore della foglia è infatti lanuginosa, come fosse cosparsa di farina.</p>
<p>Contiene la <strong>petasina</strong> e l’<strong>isopetasina</strong>, due potenti <strong>agenti vasodilatatori</strong> la cui attività <em>in vitro</em> si è dimostrata simile a quella della <strong>papaverina</strong> (tali sostanze sembrano inoltre <strong>capaci di inibire la sintesi di leucotrieni</strong> responsabili del processo infiammatorio che sta alla base dell’emicrania); contiene anche prodotti a base di zolfo, <strong>alcaloidi pirrolozidinici, flavonoidi, acido protocatechico, colina, cloruro di potassio, inulina, sinantrina, eliantenina, potassio, calcio e manganese</strong>.</p>
<p>Nella medicina popolare alla pianta vengono attribuite <strong>proprietà vulnerarie</strong> (guarisce le ferite), <strong>sedative</strong> (calma stati nervosi o dolorosi in eccesso), astringenti, <strong>bechiche</strong> (azione calmante della tosse), <strong>diaforetiche </strong>(agevola la traspirazione cutanea), <strong>cardiotoniche</strong> (regola la frequenza cardiaca) ed <strong>emmenagoghe</strong> (regola il flusso mestruale).</p>
<p>Gli estratti di farfaraccio sono stati utilizzati nella medicina popolare per curare la rinite allergica (febbre da fieno), l’asma, l’emicrania, i disturbi del tratto uro-genitale, del tratto gastro-intestinale e della colecisti, oltre che come spasmolitici. In particolare, negli ipertesi ed arteriosclerotici regola la pressione e stato di eccitazione psichica, mentre negli asmatici allevia lo stato di ansia. Azione regolare e sicura, ma non immediata. I rizomi sono leggermente più attivi delle foglie.</p>
<p>In cosmetica si possono applicare le foglie sul viso perfettamente pulito per combattere gli arrossamenti della pelle e come decongestionante.</p>
<p>In cucina, viene sconsigliato l&#8217;uso edule in quanto <strong>questa pianta contiene alcuni alcaloidi epatotossici</strong> (<strong>alcaloidi pirrolizidinici</strong>); tuttavia c’è chi consuma i gambi carnosi e sodi delle giovani foglie (piccioli) in insalata oppure passati al burro, lessati ed eventualmente mescolati con bietole, oppure al pari degli asparagi. In Lombardia si usa anche friggerli dopo averli leggermente infarinati oppure passati in una pastella preparata con uova, farina e latte. In Giappone si consumano arrostiti o in salamoia. Le ceneri della pianta possono sostituire il sale da cucina. Si consiglia sempre di farne un uso moderato.</p>
<p><strong>Avvertenze</strong>: <strong>gli alcaloidi pirrolizzidinici hanno attività epatotossica-genotossica e carcinogenica</strong> pertanto la durata di utilizzo non deve superare le 4-6 settimane l´anno.</p>
<p><em>N.B. Questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l&#8217;impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari.</em></p>
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		<title>Fumaria &#124; Fumaria officinalis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fumaria-fumaria-officinalis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 12:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Fumaria officinale è una pianta erbacea annuale spontanea appartenente alla famiglia delle Fumariacee (Papaveraceae secondo la classificazione APG III). Deve il suo nome (dal latino “fúmus” ovvero “fumo”) all&#8217;odore acre ed acido che sprigionano le radici quando viene estirpata; il succo della pianta, a contatto con gli occhi, causa lacrimazione. È una pianta erbacea &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Fumaria officinale</strong> è una pianta erbacea annuale spontanea appartenente alla famiglia delle Fumariacee (<em>Papaveraceae</em> secondo la classificazione APG III).</p>
<p>Deve il suo nome (dal latino “fúmus” ovvero “fumo”) all&#8217;odore acre ed acido che sprigionano le radici quando viene estirpata; il succo della pianta, a contatto con gli occhi, causa lacrimazione.</p>
<p>È una pianta erbacea con un&#8217;altezza media di 20–30 cm, fino ad un massimo di 50 cm. I fusticini verdi azzurrognoli sono glabri eretti o prostrati parzialmente rampicanti. Le lunghe ed esili foglie sono picciolate e profondamente divise in sottili segmenti. I fiori sono riuniti in infiorescenze racemose lasse portanti oltre venti fiori. Il colore dei fiori è rosa porpora più scuri all&#8217;apice e vagamente assomiglianti ad un calzino. Il frutto è una capsula. Si differenzia dalla <em>Fumaria capreolata</em> per il colore dei fiori che sono biancastri con la punta rosa e per l&#8217;altezza che può arrivare fino a 100 cm.</p>
<p>Cresce ovunque: prati, campi, strade, in pianura ed in collina, è soprattutto presente nei coltivi, dove è considerata infestante; di solito preferisce zone di suolo smosso e fertile.</p>
<p>Tra i principi attivi sono presenti:</p>
<ul>
<li>alcaloidi: <strong>fumarina</strong> (o protopina), <strong>fumoficinalina, sinactina, coridamina, fumarosina, sanguinarina, criptopina, stilopina</strong>. Questi alcaloidi <em>in toto</em> hanno una efficace azione anti-istaminica, antiaggregante delle piastrine e sudorifera;</li>
<li>flavonoidi: <strong>rutina, isoquercitina, kampferolo</strong>. Sono dotati di eccellente azione antispastica biliare e diuretica, oltre che leggermente sedativa.</li>
<li>Acidi organici: <strong>acido fumarico, acido protocatechico, acido caffeico, acido clorogenico, acido citrico, acido malico e acido glicolico</strong>. Agiscono regolarizzando il metabolismo epatico.</li>
</ul>
<p>È usata in erboristeria, ed è prodotto medicinale per il suo contenuto di acido fumarico, attivo, tra l&#8217;altro, per la cura della psoriasi.</p>
<p>La fumaria è una pianta officinale dall&#8217;<strong>azione depurativa del fegato e delle vie biliari, antispastica e diuretica</strong>, utilizzata principalmente per regolare il flusso biliare (se il flusso della bile è scarso, lo aumenta, mentre se è eccessivo lo diminuisce); altre indicazioni: spasmi gastrici e biliari, congestione epatica, ritenzione idrica, trombofilia, eccitazione ed insonnia, tachicardia nervosa; è utile anche per combattere artrite e colesterolo, oltre che per depurare la pelle dall’acne. Avendo virtù antispastiche, si rivela importante in caso di meteorismo, alito cattivo, digestione difficile e stitichezza.</p>
<p>Se ne sconsiglia, in ogni caso, l’uso in gravidanza e allattamento. Può inoltre interagire con farmaci ipotensivi e ansiolitici, avendo essa stessa effetti sedativi.</p>
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		<title>Cisto rosso &#124; Cistus creticus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 11:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cistus creticus subsp. eriocephalus (Cisto rosso) è una tipica pianta mediterranea ed è presente nella maggior parte delle regioni italiane. Il genere Cistus creticus comprende circa venti specie di arbusti di media grandezza, sempreverdi. Hanno portamen-to eretto e forma tondeggiante, molto ramificata e disordinata, possono raggiungere i 90-100 cm di altezza. Le foglie del &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <em>Cistus creticus subsp. eriocephalus</em> (<strong>Cisto rosso</strong>) è una tipica pianta mediterranea ed è presente nella maggior parte delle regioni italiane.</p>
<p>Il genere <em>Cistus creticus</em> comprende circa venti specie di arbusti di media grandezza, sempreverdi. Hanno portamen-to eretto e forma tondeggiante, molto ramificata e disordinata, possono raggiungere i 90-100 cm di altezza. Le foglie del cisto sono ovali, cuoiose, di colore verde brillante, generalmente ricoperte da una sottile e spessa peluria. Da aprile a giugno producono numerosi fiori di colore rosa o bianco puro, talvolta maculati; ogni singolo fiore appassisce in una giornata, ma la pianta ne produce a profusione. I fiori in estate lasciano il posto ai <strong>frutti</strong>: <strong>piccole capsule semilegnose</strong> che contengono numerosissimi semi fertili; a causa della grande produzione di semi la pianta può divenire invadente.</p>
<p>Il Cisto rosso, conosciuto anche come <strong>Rosola</strong> o <strong>Cisto di Creta, </strong>ha una sorprendente capacità di reazione dopo la distruzione operata dal passaggio del fuoco; infatti le piante adulte danneggiate dal fuoco non possono rigenerarsi ma i loro semi, presenti in grandi quantità sul terreno, vengono stimolati dalle alte temperature le quali rompono il duro tegumento seminale agevolandone l&#8217;assorbimento dell&#8217;acqua così da favorire indirettamente la germinazione e colonizzare vaste aree colpite da incendi.</p>
<p>Il nome generico, dal greco “kìsthos” (capsula, cesta), proviene dal greco κίστη <em>kíste</em> scatoletta (in Dioscoride): descrive la caratteristica del frutto maturo, una capsula che aprendosi di scatto espelle i semi. L’epiteto specifico <em>creticus </em>viene dall’antico greco Κρήτη Krētē <em>Creta</em>: quindi originario dell’isola di Creta.</p>
<p>Nella medicina popolare <strong>è apprezzato l&#8217;infuso delle foglie nei casi di diarrea, ulcera peptica, problematiche della pelle, come antibatterico,</strong> <strong>antinfiammatorio e antispasmodico</strong> proprietà attribuita all&#8217;elevata percentuale di polifenoli altamente polimerici presenti nell&#8217;estratto acquoso ed anche alla loro particolare composizione (<strong>acido gallico, acido protocatechico, catechine, epigallocatechine, kaemferolo, mirecetina, quercetina, proantocianidine, procianidine, rutina</strong>) che ne conferisce una notevole attività gastroprotettiva.</p>
<p>Un prodotto molto prezioso che si ricava dalle parti aeree del Cisto, è il <strong>ladano</strong> (labdanum), una resina gommosa usata fin dai tempi antichi come incenso e come ingrediente di profumi, oltre per aromatizzare certi vini. Da questo si ottiene l&#8217;olio essenziale che ha un colore ambrato e un odore intenso e forte che ricorda il bosco. L&#8217;olio essenziale ha forti <strong>proprietà antisettiche e antivirali</strong> (combatte le infiammazioni e le infezioni), <strong>depurative e tonificanti</strong> oltre che <strong>astringente e cicatrizzanti</strong> (usato per fermare le emorragie nasali).</p>
<p>In cosmesi viene impiegato come trattamento <em>antiage</em> e nutriente (rughe, smagliature e cicatrici).</p>
<p>Diffuso nell&#8217;ambiente, si dice sia un &#8220;olio che scalda il cuore&#8221; e “libera le emozioni&#8221;; infatti viene usato per sciogliere le &#8220;ferite dello spirito&#8221; donando calore e facendo sentire protetti col suo aroma intenso.</p>
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