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	<title>Spreco alimentare Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>Spreco alimentare Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Diminuisce lo spreco alimentare in Italia</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/diminuisce-lo-spreco-alimentare-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2023 10:22:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[consumo extra-domestico]]></category>
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		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’indagine Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability 2023 sullo spreco alimentare in Italia, le abitudini degli Italiani stanno cambiando radicalmente. Ad esempio, è diminuito lo spreco alimentare, anche se si registrano ancora numeri elevati: nel 2022 sono state buttate 4,2 tonnellate milioni di tonnellate di cibo, per un valore di 9,3 miliardi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’indagine <em>Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability</em> 2023 sullo spreco alimentare in Italia, le abitudini degli Italiani stanno cambiando radicalmente. Ad esempio, è diminuito lo spreco alimentare, anche se si registrano ancora numeri elevati: nel 2022 sono state buttate 4,2 tonnellate milioni di tonnellate di cibo, per un valore di 9,3 miliardi di euro.</p>
<p>L’indagine ha approfondito le dinamiche dello spreco alimentare nel nostro Paese e esaminato i comportanti alimentari degli italiani.</p>
<p>Secondo il report <strong>lo spreco domestico di cibo è diminuito</strong> rispetto all’indagine precedente: nel 2022 sono stati gettati 524,1 g di cibo pro capite alla settimana (pari a circa 75 grammi di cibo al giorno e 27,253 kg all&#8217;anno), ovvero -12% rispetto all’indagine di un anno fa. Il valore dello spreco domestico, secondo le stime del report, è comunque alto: 6,48 miliardi di euro all’anno lo spreco del cibo nelle case. Considerando l’intera filiera – dal produttore al consumatore, fra perdite in campo e sprechi nella catena dell’industria e della distribuzione del cibo – <strong>sono state buttate poco più di 4,2 milioni di tonnellate di cibo, per un valore di 9,3 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>Il tasso di spreco alimentare è più elevato nel Sud del paese (+8% rispetto alla media nazionale) e nelle famiglie senza figli (+38% rispetto alla media italiana).</p>
<p>L’indagine ha approfondito anche le abitudini di spesa e consumo, scoprendo che nell’ultimo anno <strong>gli italiani e le italiane hanno ridotto il consumo extra-domestico di pasti</strong>, hanno manifestato una maggiore attenzione e sobrietà nelle abitudini di acquisto e una maggior attenzione alla prevenzione degli sprechi (anche in risposta all’inflazione).</p>
<p><strong>Lo spreco alimentare</strong> – tema che Secondo Welfare segue da parecchi anni con un proprio focus sulla povertà alimentare – <strong>ha un impatto negativo sia sull’ambiente che sulla società</strong>, poiché comporta non solo lo spreco del cibo, ma anche delle risorse idriche ed energetiche utilizzate per produrre, trasportare e conservare il cibo che poi viene buttato. Per questo secondo Andrea Segrè, agroeconomista fondatore di Spreco Zero (promotore del Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability), è importante favorire “le food policies, che coordinano la filiera del cibo nelle nostre città“. Tuttavia, “la prevenzione inizia quando spingiamo il carrello della spesa: la scommessa si gioca soprattutto nelle nostre case e in una svolta culturale profonda e personale“.</p>
<p><strong>Misurati nelle abitudini di acquisto, focalizzati sulla prevenzione degli sprechi anche come risposta allo scatto inflattivo, attenti alla qualità di quello che si porta in tavola e a non sacrificare la cura della propria salute</strong>. <strong>Disponibili a tagliare i consumi per ridurre le bollette dell’energia elettrica e del gas, o per le spese di abbigliamento</strong>. <strong>Questa la “fotografia” degli italiani</strong> sulla base del report “Il caso Italia” 2023 di <em>Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability</em>, diffuso in occasione della 10^ Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market e dell’Università di Bologna, su monitoraggio Ipsos. Un’indagine che, dopo due anni di Covid, non manca di far sentire il peso e l’onda lunga della pandemia sulle abitudini quotidiane. La pandemia ha causato una riduzione dei consumi extra-domestici e un aumento della tendenza a rimanere in casa, con 1 su 3 (33%) che ha drasticamente ridotto colazioni, pranzi e, per 4 su 10, anche le cene al ristorante (42%). <strong>Diventano centrali i temi relativi alla sostenibilità alimentare (36%)</strong>: <strong>il 35% del panel ha aumentato il consumo di legumi e prodotti vegetali a scapito della carne e delle proteine animali, mentre il 29% ha aumentato l’acquisto di prodotti a km 0</strong>. E nonostante l’aumento dei prezzi al consumo, la spesa alimentare è infatti quella che diminuisce meno (18%), dietro solo alle spese mediche (11%) e di cura alla persona (17%). “Risparmio”, dunque, non è più la parola chiave nei comportamenti degli italiani, solo il 7% dichiara di metterla al primo posto nei comportamenti di acquisto: prevale piuttosto la “pragmaticità”, per 6 italiani su 10, la qualità per il restante 32%.</p>
<p>L’obiettivo ONU, <strong>dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030</strong>, non è lontano: la sfida si può vincere. “Il recupero di cibo a fini solidali sta diventando una prassi consolidata – osserva ancora Andrea Segrè – ma la scommessa si gioca soprattutto nelle nostre case e in una svolta culturale profonda e personale.</p>
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		<title>Lo spreco alimentare: un inaccettabile paradosso</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lo-spreco-alimentare-un-inaccettabile-paradosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jun 2023 10:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda 2030]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza fame]]></category>
		<category><![CDATA[gas serra]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pianeta sta affrontando la più grave emergenza alimentare del 21° secolo. Le aree del mondo in “emergenza fame” sono sempre più ampie e diffuse e la malnutrizione colpisce centinaia di milioni di bambini. Al presente, circa 400 milioni di persone non hanno accesso a cibo nutriente a sufficienza, al punto che le loro vite &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il pianeta sta affrontando la più grave <strong>emergenza alimentare</strong> del 21° secolo. Le aree del mondo in “emergenza fame” sono sempre più ampie e diffuse e la malnutrizione colpisce centinaia di milioni di bambini. Al presente, circa <strong>400 milioni di persone non hanno accesso a cibo nutriente a sufficienza</strong>, al punto che le loro vite e i loro mezzi di sussistenza sono in grave pericolo. Una cifra che ha visto un <strong>aumento di oltre il 150% dal 2019</strong> e riflette livelli di fame nel mondo senza precedenti, causata da un <strong>mix di fattori letali</strong>, quali la pandemia, la crisi climatica (con lunghi periodi di siccità che si alternano ad alluvioni), i conflitti in corso, l’inflazione inarrestabile con aumento vertiginoso dei prezzi di alimenti essenziali, una distribuzione alimentare globale inadeguata, etc.</p>
<p>Nel settembre 2015, 193 leader mondiali sottoscrissero un impegno per il raggiungimento di <strong>17 obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile</strong> (<strong>Agenda 2030</strong>). Il primo obiettivo intendeva, entro il 2030, sconfiggere la povertà, il secondo porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione, promuovendo l’agricoltura sostenibile. La realizzazione di questi obiettivi ambiziosi è quanto mai lontana.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-26517" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/06/combattere-sprechi-cibo.jpg" alt="" width="750" height="563" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/06/combattere-sprechi-cibo.jpg 960w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/06/combattere-sprechi-cibo-300x225.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/06/combattere-sprechi-cibo-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>In Italia, 5,6 milioni di persone sono in povertà assoluta e 8,2 milioni in povertà relativa. Condizioni che riguardano quasi il 23% della popolazione italiana. Inoltre, sono più di 3 milioni le lavoratrici e i lavoratori che sono poveri anche se lavorano. Per non parlare della disoccupazione giovanile pari al 22% e di quella delle donne pari al 10,2%.</p>
<p>Diventa allora centrale la <strong>sostenibilità alimentare </strong>ovvero dar vita ad un modello responsabile con il quale garantire l’accesso alle risorse alimentari a tutta la popolazione mondiale senza compromettere le condizioni del Pianeta.</p>
<p>Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market / Campagna Spreco Zero: il report “Il caso Italia” 2023 di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>,  <strong>il 35% degli intervistati ha aumentato il consumo di legumi e derivati vegetali a scapito della carne e delle proteine animali, mentre il 29% ha aumentato l’acquisto di prodotti a km 0</strong>. Si mangia meno fuori casa per risparmiare: per 1 italiano su 3 diminuiscono drasticamente le colazioni e pranzi fuori e per 4 italiani su 10 anche la cena al ristorante. Gli italiani tagliano gli sprechi anche come risposta allo scatto inflattivo, sono attenti alla qualità di quello che si porta in tavola e a non sacrificare la cura della propria salute. Nonostante l’aumento dei prezzi al consumo, la spesa alimentare è quella che infatti diminuisce meno (18%), dietro solo alle spese mediche (11%) e di cura alla persona (17%). Gli Italiani sono invece più disponibili a tagliare i consumi per ridurre le bollette dell’energia elettrica e del gas, o per le spese di abbigliamento.</p>
<p>I dati dell’Osservatorio Waste Watcher che si riferiscono al mese di gennaio 2023 dicono che <strong>gli Italiani gettano in media 74,58 grammi al giorno, ovvero 524 grammi pro capite al mese, poco più di 27 chili di cibo l’anno</strong>. I dati sono in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente (il 12% in meno rispetto alla medesima indagine del 2022); ad ogni modo nel 2022 sono andate sprecate nella filiera italiana oltre 4 milioni di tonnellate di cibo.</p>
<p>Stranamente però lo spreco è più accentuato al Sud (+ 8% di spreco rispetto alla media nazionale) e per le famiglie senza figli (+ 38% rispetto alla media italiana), nonché nei segmenti di età più giovane e tra i nuclei familiari con maggiori disponibilità economiche.</p>
<p>Vengono sprecati ogni anno circa 1 kg di frutta e poco meno di 1 kg di pane; nella hit nefasta degli sprechi anche insalata, verdure, aglio e cipolle. Vale complessivamente 6,48 miliardi € lo spreco del cibo solo nelle nostre case, mentre con lo spreco di filiera, dai campi alle tavole, si arriva a quota 9.301.215.981 €. Lo spreco del cibo di filiera pesa al 26% in agricoltura, al 28% nell’industria e all’8% nella distribuzione.</p>
<p>Eppure, sempre <strong>in Italia, oltre 2,6 milioni di persone faticano a nutrirsi regolarmente</strong> a causa dell’aumento dei prezzi e dei rincari delle bollette e il 9,4% della popolazione versa in condizione di povertà assoluta.</p>
<p>Questi pochi dati sono però sufficienti per comprendere perché lo <strong>spreco alimentare</strong> sia riconosciuto come uno dei più gravi paradossi dell’attuale sistema di produzione del cibo. In un mondo dove ancora oggi la sicurezza alimentare non è garantita per tutti, <strong>se si riducessero le perdite o gli sprechi alimentari si potrebbe garantire più cibo per tutti</strong>, ridurre le emissioni di gas serra (lo spreco è responsabile del 10% di “inutili” emissioni di gas serra) e allentare la pressione sulle risorse naturali, in particolare il consumo di acqua e di suolo, per aumentare la sostenibilità dei nostri sistemi di produzione e delle nostre società.</p>
<p>Di qui, un INVITO PRESSANTE a ridurre gli sprechi alimentari: OGNUNO DI NOI FACCIA LA SUA PARTE! bastano pochi e semplici accorgimenti</p>
<ol>
<li>Acquista solo quello di cui hai bisogno</li>
<li>Considera la differenza tra &#8220;da consumare entro&#8221; e &#8220;preferibilmente entro&#8221;</li>
<li>Impara a riconoscere quando un alimento è ancora commestibile;</li>
<li>Usa quello che hai e conserva correttamente gli alimenti</li>
<li>Evita di portare in tavola porzioni troppo abbondanti</li>
<li>Condividi il cibo in più con gli altri</li>
<li>Congela o riutilizza gli avanzi, quando possibile</li>
<li>Tieni sempre sott’occhio frigo e dispensa e curane la “manutenzione”</li>
<li>Segui gli input dello stile mediterraneo</li>
<li>Contribuisci ad educare le nuove generazioni.</li>
</ol>
<p>Vedi: <a href="https://www.amaperbene.it/come-ridurre-gli-sprechi-alimentari/">https://www.amaperbene.it/come-ridurre-gli-sprechi-alimentari/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/lo-spreco-alimentare-un-inaccettabile-paradosso/">Lo spreco alimentare: un inaccettabile paradosso</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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