<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>trend food Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/trend-food/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/trend-food/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jul 2024 08:06:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>trend food Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/trend-food/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>#Chaoscooking – ben più di un trend</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/chaoscooking-ben-piu-di-un-trend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 08:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Chaoscooking]]></category>
		<category><![CDATA[trend food]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=30840</guid>

					<description><![CDATA[<p>#Chaoscooking è un trend di Tik Tok diventato famoso nell’autunno del 2022, quando è esploso per la prima volta. Chaos cooking significa mettere insieme ingredienti che apparentemente non stanno bene insieme per creare piatti inaspettati e deliziosi, aiutando così a ridurre lo spreco alimentare e promuovere la creatività in cucina.  Chaos cooking, insomma, è quello &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/chaoscooking-ben-piu-di-un-trend/">#Chaoscooking – ben più di un trend</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>#Chaoscooking è un trend di Tik Tok diventato famoso nell’autunno del 2022, quando è esploso per la prima volta. Chaos cooking significa mettere insieme ingredienti che apparentemente non stanno bene insieme per creare piatti inaspettati e deliziosi, aiutando così a ridurre lo spreco alimentare e promuovere la creatività in cucina.  Chaos cooking, insomma, è quello che facciamo ogni volta che apriamo il frigorifero e, con un po’ di fantasia e buona volontà, proviamo a tirare fuori una cena decente con quello che abbiamo in casa. Ed è quello che succede anche nella serie tv “The Bear” nella quale i protagonisti provano a mettere insieme un “Chaos Menu”. La storia in effetti segue un giovane chef che torna a Chicago per gestire il ristorante di famiglia. Qui, creatività e caos si mescolano in cucina al punto da portare i protagonisti a pensare a sperimentare un “Chaos Menu”. La serie mostra come l’innovazione possa nascere dall’uso creativo di quello che si ha a disposizione.</p>
<p>L’idea è semplice, oltre che molto liberatoria, sostenibile ed utile a ridurre gli sprechi alimentari. Non esistono regole, non esistono divieti, non ci sono ricettari da consultare o tradizionali ricette della nonna da rispettare: la cucina caotica implica di utilizzare gli ingredienti già presenti in dispensa, frigorifero o congelatore e combinarli per creare piatti sorprendenti; in particolare, il chaos cooking chiede solo di affidarsi al proprio intuito e mettere insieme ingredienti, anche quelli apparentemente lontani, per far emergere dal caos un piatto unico, tutto frutto della nostra inventiva e del nostro gusto.</p>
<p>Invece di temere di rovinare un piatto o di non creare qualcosa di gourmet, chi pratica la cucina caotica si diverte e cerca di sorprendere e soddisfare le proprie papille gustative.</p>
<p>Il chaos cooking non è solo divertente e creativo, ma anche un modo per essere più sostenibili in cucina. Dare nuova vita agli avanzi e mixare ingredienti apparentemente incompatibili può aiutare a ridurre lo spreco alimentare. Secondo il report “Il caso Italia” del Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, nel 2022 ogni cittadino italiano ha buttato nella pattumiera più di 27 kg di cibo. Questo rappresenta un miglioramento rispetto al 2021, quando lo spreco alimentare era superiore del 12%. Gran parte degli sprechi riguarda cibo ancora commestibile, un lusso costoso: nel 2022 è stato buttato cibo per un valore superiore ai 9 miliardi di euro. Il fenomeno è legato alla scarsa attenzione nel consumare gli alimenti prima della loro scadenza e l’inadeguata conservazione dei prodotti. L’inflazione e l’aumento generale del costo della vita hanno spinto gli italiani a fare più attenzione al modo in cui usano le proprie risorse e ridotto così lo spreco alimentare.</p>
<p>Portare il caos in cucina significa aggiungere creatività ai piatti e combinare sapori che finora non erano mai stati accostati. Questo concetto richiama ciò che ha fatto la cucina fusion negli anni ’70, quando chef francesi hanno iniziato a fondere sapori e tecniche d’Oltralpe con ingredienti asiatici. La sperimentazione è continuata, mescolando tradizioni, paesi, lingue e culture. Sebbene all’epoca fosse avanguardia, oggi non ci sembra strano andare in un ristorante di sushi brasiliano. Il trend #Chaoscooking combina questa voglia di mescolare diversi stili culinari con un nuovo approccio alla tavola, rispondendo alla crescente richiesta di sostenibilità. Esso è esploso perché molti utenti di Tik Tok hanno dato libero sfogo al loro estro culinario davanti alle videocamere dei loro smartphone. L’aumento dell’uso dei social media e la diffusione dei video in formato breve hanno permesso agli utenti di sperimentare combinazioni alimentari inaspettate e condividerle con il pubblico di tutto il mondo. Certo gli esiti non potranno sempre essere scoppiettanti, probabilmente la pizza con l’ananas è proprio un esempio di chaos cooking venuto male, ma non bisogna abbattersi.</p>
<p>Provare, sbagliare e riprovare è l’unica strada nota per il successo. Nelle ultime settimane, l&#8217;hashtag #ChaosCooking ha preso il sopravvento su alcune sezioni dell&#8217;app, con milioni di visualizzazioni.</p>
<p>Il chaos cooking lavora infine per la sostenibilità anche in cucina. Dare nuova vita agli avanzi, così come mixare ingredienti apparentemente lontani, può aiutare a sprecare meno cibo. Secondo l’ultimo report “Il caso Italia” condotto da Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability che nel 2022 ogni cittadino italiano ha buttato nella pattumiera più di 27 kg di cibo l’anno. E questa è una buona notizia perché nel 2021 avevamo sprecato il 12% in più. Gran parte degli sprechi riguarda cibo ancora commestibile, un lusso che costa caro: nel 2022 è finito nella spazzatura cibo per un valore superiore ai 9 miliardi di euro. Il fenomeno, nota il Waste Watcher International Observator, è legato alla scarsa attenzione a consumare gli alimenti prima della loro scadenza e all’inadeguata conservazione dei prodotti. L’inflazione e l’aumento generalizzato del costo della vita ha “costretto” gli italiani a fare più attenzione al modo in cui usano le proprie entrate e questo ha avuto un effetto positivo sullo spreco alimentare che, infatti, è diminuito.</p>
<pre>Fonte: Food&amp;Wine - Chaos Cooking Is Taking Over TikTok for All the Right Reasons. https://www.foodandwine.com/what-is-chaos-cooking-tiktok-7565127</pre>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/chaoscooking-ben-piu-di-un-trend/">#Chaoscooking – ben più di un trend</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30840</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Pomodorino giallo &#124; Solanum lycopersicum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/pomodorino-giallo-solanum-lycopersicum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2023 10:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Pomodori]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cibo di tendenza]]></category>
		<category><![CDATA[ciliegino giallo]]></category>
		<category><![CDATA[corbarino giallo]]></category>
		<category><![CDATA[datterino giallo]]></category>
		<category><![CDATA[gazpacho]]></category>
		<category><![CDATA[pachino giallo]]></category>
		<category><![CDATA[PAT]]></category>
		<category><![CDATA[pomodori gialli invernali]]></category>
		<category><![CDATA[pomodorino del piennolo giallo]]></category>
		<category><![CDATA[pomodorino giallo]]></category>
		<category><![CDATA[pomodorino rosso]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Agroalimentari Tradizionali]]></category>
		<category><![CDATA[trend food]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26401</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da prodotto di nicchia a fenomeno culinario, trend food o cibo di tendenza (o, meglio, cibo che fa tendenza, per via del suo colore “insolito”) il pomodorino giallo si è guadagnato un posto d’onore tra i piatti di chef stellati e non solo. In verità, il pomodorino giallo non è una novità; anzi, è stato &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/pomodorino-giallo-solanum-lycopersicum/">Pomodorino giallo | Solanum lycopersicum</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da prodotto di nicchia a fenomeno culinario, <strong>trend food </strong>o <strong>cibo di tendenza</strong> (o, meglio, cibo che fa tendenza, per via del suo colore “insolito”) il <strong>pomodorino giallo</strong> si è guadagnato un posto d’onore tra i piatti di chef stellati e non solo. In verità, il pomodorino giallo non è una novità; anzi, è stato per moltissimo tempo l’unica varietà conosciuta nel Vecchio Continente, come intuibile dal suo stesso nome “pomo-d’oro”. Tuttavia, con il passare del tempo, la varietà rossa ha preso il sopravvento (le ragioni sono molteplici) e il pomodorino giallo è stato messo da parte per poi tornare in auge ai giorni nostri.</p>
<p>In effetti, quando nel 1540 il condottiero spagnolo Hernán Cortés rientrò in patria con alcune piantine, queste avevano un colorito giallastro (non a caso il frutto è chiamato “pomo-d’oro”, proprio perché la varietà primordiale aveva il colore dell’oro); la coltivazione della pianta però prese piede solo nella seconda metà del XVII secolo. In Italia la storia documentata del pomodoro inizia a Pisa il 31 ottobre 1548, quando Cosimo de&#8217; Medici ricevette dalla sua tenuta fiorentina di Torre del Gallo un cesto dei pomodori nati da semi regalati alla moglie, Eleonora di Toledo, dal padre, Viceré del Regno di Napoli. Appare verosimile, però, che la prima regione italiana a conoscere la nuova pianta sia stata la Sicilia, per la diretta influenza della Spagna sull&#8217;isola; da questa la pianta sarebbe arrivata a Napoli e quindi a Firenze. Il primo riferimento ad una varietà di colore &#8220;rosso gagliardamente&#8221; lo si ha in una lettera del 1572 scritta da Costanzo Felici a Ulisse Aldrovandi. Inizialmente si pensò che la pianta fosse velenosa, per la presenza di solanina (un glicoalcaloide tossico presente nelle solanacee ed in particolare nelle patate nelle melanzane, e nei pomodori: a tale proposito, meno maturi sono i frutti, più alto è il quantitativo di solanina e più basso quello di licopene), e per questo avversata ed usata solo come pianta decorativa. Nel 1640 la nobiltà di Tolone regalò al cardinale Richelieu, come atto di ossequio, quattro piante di pomodoro, e sempre in Francia era usanza per gli uomini offrire piantine di pomodoro (<em>pomme-d’amour</em>) alle dame, come atto d&#8217;amor gentile. Solo nel XIX secolo i frutti vennero classificati come sicuri a livello alimentare. A far sì che si scoprisse l’innocuità dei pomodori rossi furono le necessità reali che molti popoli vissero all’inizio dell’Ottocento, a causa delle numerose carestie che si susseguivano in quel tempo. Fu così che in Europa iniziarono le coltivazioni di questo frutto ma solo nella variante rossa perché la zona mediterranea era più adatta a questo tipo di pomodoro. Oggi, grazie alla ricerca e alla voglia di ampliare il ventaglio dei gusti, il pomodorino giallo, quasi dimenticato fino a qualche anno fa, sta vivendo una vera e propria rinascita. Pertanto, benché abbia antiche origini, il pomodorino giallo è stato di recente inserito dagli chef nella lista dei “<strong>trend food</strong>”.</p>
<p>Il pomodorino giallo del Vesuvio è entrato a far parte dei <strong>Prodotti Agroalimentari Tradizionali</strong> (PAT).</p>
<table width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<table width="333">
<tbody>
<tr>
<td width="115">Pomodorini</td>
<td colspan="2" width="108">Datterini</td>
<td colspan="2" width="111">Gialli</td>
</tr>
<tr>
<td width="115"></td>
<td width="64">per porzione</td>
<td width="44">% AR*</td>
<td width="64">per porzione</td>
<td width="47">% AR*</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Energia</td>
<td width="64">75 kJ</td>
<td width="44">1%</td>
<td width="64">88 kJ</td>
<td width="47">1%</td>
</tr>
<tr>
<td width="115"></td>
<td width="64">18 kcal</td>
<td width="44"></td>
<td width="64">21 kcal</td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Grassi</td>
<td width="64">0,2g</td>
<td width="44">0%</td>
<td width="64">0,20g</td>
<td width="47">0%</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Grassi Saturi</td>
<td width="64">0,046g</td>
<td width="44">0%</td>
<td width="64">0,000g</td>
<td width="47">0%</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Grassi Monoinsaturi</td>
<td width="64">0,051g</td>
<td width="44"></td>
<td width="64"></td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Grassi Polinsaturi</td>
<td width="64">0,135g</td>
<td width="44"></td>
<td width="64"></td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Carboidrati</td>
<td width="64">3,92g</td>
<td width="44">2%</td>
<td width="64">2,90g</td>
<td width="47">1%</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Zuccheri</td>
<td width="64">2,63g</td>
<td width="44">3%</td>
<td width="64">2,90g</td>
<td width="47">3%</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Fibra</td>
<td width="64">1,2g</td>
<td width="44"></td>
<td width="64">1,4g</td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Proteine</td>
<td width="64">0,88g</td>
<td width="44">2%</td>
<td width="64">1,30g</td>
<td width="47">3%</td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Sale</td>
<td width="64">0,01g</td>
<td width="44">0%</td>
<td width="64">&#8211;</td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Colesterolo</td>
<td width="64">0mg</td>
<td width="44"></td>
<td width="64"></td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td width="115">Potassio</td>
<td width="64">237mg</td>
<td width="44">12%</td>
<td width="64"></td>
<td width="47"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5" width="333">* Assunzioni di riferimento di un adulto medio (8400 kJ/2000 kcal)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le <strong>varietà di pomodorino giallo</strong>, più o meno conosciute, sono svariate e tutte con una caratteristica distintiva a partire dalla forma e dalla consistenza di polpa e buccia. Fra le varietà più diffuse ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>Datterino giallo</strong>: è una coltivazione molto diffusa; come il datterino rosso, ha un sapore dolce con una presenza di acidità quasi assente. Al momento della raccolta il datterino giallo è in grappoli regolari di 14-16 frutti, di forma cilindrica. È ricco di sostanze dall&#8217;elevato potere antiossidante capaci di neutralizzare i radicali liberi. Contiene anche vitamina C, A e vitamine del gruppo B. Il datterino giallo è indicato per le ricette a base di pesce e frutti di mare proprio grazie alla sua delicatezza.</li>
</ul>
<p>Una prelibatezza è il <strong>gazpacho</strong> di pomodorini gialli, facile e veloce da preparare.</p>
<ul>
<li><strong>Pomodorino del piennolo giallo: </strong>come la variante rossa, anche la variante gialla viene coltivata ai piedi del Vesuvio, territorio in cui assume il suo gusto distintivo. Il pomodoro del piennolo è stato descritto nel 1544 e da allora non è più cambiato. È arrivato fino a noi grazie all&#8217;opera dei monaci camaldolesi di Nola, che lo hanno coltivato per secoli nei loro orti, mantenendo la tradizione. La sua forma è ovale e lievemente allungata e si conserva in grappoli appesi (da qui il nome “piennolo” che significa appunto pendolo); ha la buccia molto spessa e la polpa soda; presenta caratteristici solchi longitudinali chiamati coste e un piccolo pizzo all’estremità inferiore; il suo è un sapore dolce con retrogusto finale leggermente acido e amarognolo. È ideale nella cucina di mare e per salse e vellutate, oltre che per la pizza marinara.</li>
<li><strong>Ciliegino giallo</strong>: ha la forma tonda e la sua polpa è abbastanza consistente grazie alla significativa presenza di acqua. Il pomodorino ciliegino giallo si conserva a lungo e può essere consumato sia crudo che cotto. In caso di cottura richiede tempi più lunghi rispetto a quello rosso.</li>
<li><strong>Pachino giallo</strong>, <strong>pomodori gialli invernali e corbarino giallo</strong>: il pomodoro Pachino giallo non differisce di molto dal ciliegino. Il corbarino giallo, coltivato nella zona di Corbara, ha un sapore spiccatamente agrodolce.</li>
</ul>
<p>Sicché tutte le varianti di pomodorino giallo trovano il loro corrispettivo rosso. Anche i pomodori gialli sono ricchi di sostanze dall’elevato potere antiossidante capaci di ridurre e neutralizzare i radicali liberi; contengono vitamina C, A e vitamine del gruppo B; sono ricchi di beta-carotene, acqua, fibre e sali minerali come ferro, calcio, fosforo e potassio. La minor presenza di carotenoidi nel pomodorino giallo è infatti compensata da un’altissima quantità di polifenoli, potenti antiossidanti, utili per combattere l’attività dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare.</p>
<p>La differenza tra le due varietà non è quindi granché rilevante; in genere, oltre all’evidente colorazione, <strong>i pomodori gialli hanno un sapore più dolce e rinfrescante</strong> del loro corrispettivo rosso, che rimane più acido e ferroso. Proprio per la loro dolcezza, i pomodorini gialli vengono <strong>utilizzati in ricette gourmet e in abbinamento con ingredienti dai sapori molto forti</strong>. La differenza tra le due varietà, gialla e rossa, si ravvisa soprattutto a pomodoro crudo: una volta cotta, la differenza è praticamente impercettibile.</p>
<p><strong>Conservazione</strong></p>
<p>I pomodori, contrariamente a quello che si pensa, devono essere conservati fuori dal frigorifero coperti con la carta e lontani da fonti di umidità e calore. Nella stagione estiva possono anche essere conservati in frigorifero ma evitando le basse temperature. I pomodori gialli non si prestano all’essiccazione, ma possono essere conservati in salamoia o in acqua di mare.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/pomodori-solanum-lycopersicum/"><strong>&gt; Scopri di più sulle varietà dei pomodori </strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/pomodorino-giallo-solanum-lycopersicum/">Pomodorino giallo | Solanum lycopersicum</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26401</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
