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	<title>sapropterina Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Fenilchetonuria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 10:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gli Aminoacidi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fenilchetonuria è una condizione patologica su base ereditaria dovuta ad un deficit di attività della fenilalanina idrossilasi che si traduce nell&#8217;incapacità da parte dell’organismo di metabolizzare la fenilalanina. L&#8217;organismo delle persone colpite da questa malattia non riesce a convertire questo amminoacido in tirosina, che è importante, tra l&#8217;altro, per la sintesi di catecolamine, ormoni &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La fenilchetonuria è una condizione patologica su base ereditaria dovuta ad un deficit di attività della fenilalanina idrossilasi che si traduce nell&#8217;incapacità da parte dell’organismo di metabolizzare la fenilalanina</strong>. L&#8217;organismo delle persone colpite da questa malattia non riesce a convertire questo amminoacido in tirosina, che è importante, tra l&#8217;altro, per la sintesi di catecolamine, ormoni tiroidei e melanina (il pigmento responsabile del colore della pelle). La carenza di melanina si manifesta con ipopigmentazione generalizzata di capelli, cute e iride (capelli biondi e occhi azzurri).  Oltre a questo difetto estetico, a causa dell&#8217;impossibilità di metabolizzarla, la fenilalanina si accumula nei tessuti dando origine a gravi disturbi a livello cutaneo e neurologico; il mancato sviluppo del sistema nervoso centrale si traduce in un ritardo neuromotorio e psichico. Se la malattia viene identificata alla nascita, un trattamento precoce e ben seguito rende possibile uno sviluppo normale e previene la compromissione del sistema nervoso centrale. Se non adeguatamente trattata, la patologia comporta un grave e irreversibile ritardo mentale, oltre a importanti disabilità cognitive.</p>
<p>Grandi dosi di fenilalanina nel sangue abbassano i livelli di serotonina, evento che porta irrimediabilmente alla voglia di cibo. È un inibitore della sintesi di melanina responsabile della alimentazione e dieta, sintomi, diagnosi, gravidanza</p>
<p>La fenilchetonuria può verificarsi in tutti i gruppi etnici, ma è relativamente meno frequente tra gli ebrei ashkenazi e nelle persone di colore. L&#8217;ereditarietà è autosomica recessiva; l&#8217;incidenza è di circa 1/11000 nati tra i bianchi.</p>
<p><strong>Fisiopatologia della fenilchetonuria<br />
</strong>L&#8217;eccesso alimentare di fenilalanina (ossia, quella che non è utilizzata per la sintesi proteica) è normalmente convertito in tirosina dalla fenilalanina idrossilasi; la tetraidrobiopterina (BH4) è un cofattore fondamentale per questa reazione. Quando una delle numerose mutazioni genetiche si traduce in deficit o assenza di fenilalanina idrossilasi, la fenilalanina alimentare si accumula; il cervello è il principale organo interessato, probabilmente per alterazione della mielinizzazione.</p>
<p>Una parte della fenilalanina in eccesso è metabolizzata a fenilchetoni, che sono escreti nell&#8217;urina, dando origine al termine di fenilchetonuria. Il grado di deficit enzimatico, e pertanto di gravità dell&#8217;iperfenilalaninemia, varia da paziente a paziente secondo la mutazione specifica.</p>
<p>Anche se quasi tutti i casi (98-99%) di fenilchetonuria derivano da un deficit di fenilalanina idrossilasi, la fenilalanina può anche accumularsi se non viene sintetizzata la <strong>tetraidrobiopterina</strong> per carenze di <strong>diidrobiopterina sintetasi</strong> o non rigenerata per deficit di diidropteridina reduttasi. Inoltre, poiché la tetraidrobiopterina (BH4) è un cofattore per tirosina idrossilasi, che è coinvolta nella sintesi di serotonina e dopamina, <strong>la sua carenza altera la sintesi dei neurotrasmettitori, causando sintomi neurologici indipendentemente dall&#8217;accumulo di fenilalanina.</strong></p>
<p><strong>Sintomatologia della fenilchetonuria<br />
</strong>La maggior parte dei bambini con fenilchetonuria è normale alla nascita ma sviluppa la sintomatologia lentamente dopo diversi mesi, man mano che si accumula fenilalanina. La caratteristica principale della fenilchetonuria non trattata è la grave disabilità intellettiva. I bambini manifestano anche notevole iperattività, disturbi della deambulazione e psicosi e spesso hanno un odore corporeo spiacevole &#8220;di topo&#8221; causato dalla presenza di acido fenilacetico (un prodotto di degradazione della fenilalanina) nelle urine e nel sudore. I bambini tendono ad avere un colore della pelle, dei capelli e degli occhi più chiaro rispetto ai membri non colpiti della famiglia, e alcuni possono sviluppare un rash simile all&#8217;eczema infantile.</p>
<p><strong>Diagnosi della fenilchetonuria</strong></p>
<ul>
<li>Screening neonatale di routine</li>
<li>Livelli di fenilalanina</li>
</ul>
<p>La diagnosi si fa individuando alti livelli di fenilalanina e livelli di tirosina normali o bassi. Il trattamento consiste nella restrizione alimentare di fenilalanina a vita. Con il trattamento la prognosi è ottima.</p>
<p>Negli Stati Uniti e in molti Paesi sviluppati, in tutti i neonati si esegue 24-48 h dopo la nascita lo screening per la fenilchetonuria con uno dei vari esami del sangue; i risultati anormali vengono confermati dalla misurazione diretta dei livelli di fenilalanina. Nella fenilchetonuria classica, i neonati spesso hanno livelli di fenilalanina &gt; 20 mg/dL (1,2 mM/L). Quelli con deficit parziale presentano di solito livelli plasmatici &lt; 8-10 mg/dL con una dieta normale (i livelli &gt; 6 mg/dL richiedono un trattamento); la distinzione dalla fenilchetonuria classica richiede un&#8217;analisi mutazionale che identifichi mutazioni lievi nel gene o, meno spesso, un test di attività della fenilalanina idrossilasi epatica che mostri un&#8217;attività tra il 5 e il 15% del valore normale.</p>
<p>Il deficit di BH4 si distingue dalle altre forme di fenilchetonuria per le elevate concentrazioni di <strong>biopterina</strong> o <strong>neopterina</strong> nelle urine, nel sangue, nel liquido cerebrospinale o in tutti e 3; anche i test genetici possono essere utilizzati. Il riconoscimento è importante, e il profilo della biopterina nelle urine deve essere determinato di routine al momento della diagnosi iniziale, in quanto un trattamento standard di fenilchetonuria non impedisce danni neurologici.</p>
<p>I nati in famiglie con un&#8217;anamnesi familiare positiva possono essere diagnosticati prima della nascita usando studi diretti di mutazione con prelievo dei villi coriali o amniocentesi.</p>
<p><strong>Prognosi della fenilchetonuria<br />
</strong>Un adeguato trattamento iniziato nei primi giorni di vita previene le gravi manifestazioni della malattia. Tuttavia, lievi deficit cognitivi e problemi di salute mentale possono ancora verificarsi con un buon controllo dietetico. Un trattamento iniziato dopo l&#8217;età di 2-3 anni può essere efficace soltanto nel controllare l&#8217;estrema iperattività e le convulsioni intrattabili.</p>
<p>I bambini nati da madri con fenilchetonuria poco controllata (ossia, hanno alti livelli di fenilalanina) in corso di gravidanza sono ad alto rischio di microcefalia e deficit di sviluppo.</p>
<p><strong>Trattamento della fenilchetonuria<br />
</strong>Il trattamento si basa prevalentemente su un rigoroso regime alimentare a basso contenuto di proteine (e quindi di Phe), che i pazienti devono seguire per tutta la vita, e una supplementazione proteica (miscele aminoacidiche prive di fenilalanina, alimenti a fini medici speciali).</p>
<p>Alcuni pazienti rispondono bene alla terapia codiuvante con tetraidrobiopterina (BH4), un cofattore essenziale della fenilalanina idrossilasi.</p>
<p>Recentemente si è resa disponibile, per i pazienti di età maggiore di 16 anni e con controllo metabolico non ottimale, la terapia di sostituzione enzimatica.</p>
<p>In futuro potrebbero rendersi disponibili terapie a RNA e la terapia genica.</p>
<p>Una potenziale nuova terapia potrebbe essere costituita dal <strong>farmaco PTC923</strong>, una formulazione orale di sepiapterina sintetica, precursore della tetraidrobiopterina intracellulare, che ha ottenuto risultati soddisfacenti nella sperimentazione clinica di fase III appena conclusa; il farmaco, testato sia su pazienti adulti che su bambini, ha dimostrato una riduzione media dei livelli di fenilalanina ù nel sangue del 63% nei pazienti trattati.</p>
<p>Esempi di prodotti disponibili in commercio privi di fenilalanina comprendono PKU Anamix® (per lattanti), XPhe Maxamaid® (per bambini di 1-8 anni), XP Maxamum® (per bambini &gt; 8 anni); Phenex®-1 e Phenex®-2; Phenyl-Free® 1 e Phenyl-Free® 2; PhenylAde® (vari); PKU Lophlex® LQ; e Phlexy-10® (varie formulazioni). Una certa quota di fenilalanina è necessaria per la crescita e il metabolismo; questa è ottenuta da quantità determinate di proteine naturali del latte o da alimenti a scarso contenuto proteico.</p>
<p>È necessario un frequente monitoraggio dei livelli plasmatici di fenilalanina; i limiti consigliati per tutti i bambini sono tra 2 mg/dL e 6 mg/dL (120-360 micromol/L). La dieta e il trattamento devono essere iniziati nelle donne in età fertile prima della gravidanza, per assicurare una buona prognosi per il bambino. La supplementazione di tirosina è sempre più utilizzata poiché essa è un aminoacido essenziale in pazienti affetti da fenilchetonuria. Inoltre, a tutti i pazienti con deficit di fenilalanina idrossilasi deve essere somministrato un ciclo di <strong>sapropterina</strong> per valutarne il beneficio.</p>
<p>Per quelli con deficit di BH4, il trattamento comprende anche tetraidrobiopterina 1-5 mg/kg per via orale 3 volte/die; levodopa, carbidopa e 5-OH-triptofano; e acido folinico 10-20 mg per via orale 1 volta/die in caso di deficienza di diidropteridina riduttasi. Tuttavia, gli obiettivi terapeutici e il tipo di approccio sono gli stessi di quelli per la fenilchetonuria.</p>
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