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	<title>psoralene Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Pompelmo &#124; Citrus paradisi Macfad. 1830</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/pompelmo-citrus-paradisi-macfad-1830/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 12:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pompelmo (Citrus paradisi Macfad., 1830) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus, e alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune pompelmo si può riferire tanto al frutto quanto al suo albero. Noto per il suo sapore amaro, il pompelmo viene prodotto dall’albero Citrus paradisi, sviluppatosi come incrocio tra arancia dolce e pomelo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>pompelmo</strong> (<em>Citrus paradisi</em> Macfad., 1830) è un albero da frutto appartenente al genere <em>Citrus</em>, e alla famiglia delle <em>Rutaceae</em>.</p>
<p>Il nome comune pompelmo si può riferire tanto al frutto quanto al suo albero.</p>
<p>Noto per il suo sapore amaro, il pompelmo viene prodotto dall’albero <em>Citrus paradisi</em>, sviluppatosi come incrocio tra arancia dolce e pomelo (<em>C. maxima</em> x <em>C. sinensis</em>), probabilmente nel XVII secolo, ma da secoli costituisce specie autonoma che si propaga per talea e per innesto.</p>
<p>Il Pomelo o Pompelmo è un albero sempreverde alto solitamente dai 5 ai 6 metri, ma può raggiungere i 13-15 metri. Le sue foglie sono di colore verde scuro, lunghe e sottili. Produce fiori bianchi composti da quattro petali. Il frutto ha un aspetto globoso di diametro di 10–15 cm ed è composto da spicchi incolori. La pianta non sopporta le gelate e il freddo, ma predilige una posizione ben soleggiata, che sia riparata dal vento.</p>
<p>Sul mercato esistono molte <strong>varietà di pompelmo</strong>, che si differenziano per il colore della polpa, lo spessore della buccia e la presenza o meno di semi. Le varietà più popolari sono tre:</p>
<ul>
<li>il <strong>pompelmo giallo</strong> (o <strong>bianco</strong>): ha polpa di colore chiaro e gusto molto acido; è ricco di vitamine, calcio, magnesio, fosforo, potassio;</li>
<li>il <strong>pompelmo rosa</strong>: è una delle varietà più apprezzate in quanto è quello dal gusto più dolce; è un ibrido derivato dalla fusione tra un normale pompelmo e un’arancia in cui è presente una maggiore quantità di fruttosio a discapito della vitamina C. In compenso però questa varietà è più ricca di vitamina A, minerali e di sostanze antiossidanti;</li>
<li>il <strong>pompelmo rosso</strong>: è simile per caratteristiche nutrizionali e per proprietà e benefici al pompelmo rosa; il colore è dato dal licopene che, insieme al betacarotene, rende questo agrume un potente frutto antiossidante adatto per proteggere l’organismo dalle cellule tumorali e dallo stress ossidativo.</li>
</ul>
<p>Molte persone scelgono di mangiare il pompelmo crudo o di spremerlo per berne il succo fresco, consapevoli dei numerosi benefici per la salute. Tuttavia, il pompelmo può anche essere grigliato e servito in una varietà di ricette, dolci e salate. Può ad esempio essere aggiunto a insalate e salse o affettato e utilizzato per impreziosire secondi piatti a base di pesce.</p>
<p><strong>Proprietà nutrizionali</strong></p>
<p>Con un ridottissimo coefficiente energetico, il pompelmo si caratterizza per essere, rispetto alla media, particolarmente povero di zuccheri semplici (6,2 g) e di calorie (26,0 kcal); apporta invece alte concentrazioni d&#8217;acqua (91,2 g) e solo tracce di proteine (0,6 g); la fibra (1,6) non risulta particolarmente abbondante; i lipidi e il colesterolo sono particolarmente assenti.</p>
<p>Per quel che concerne le vitamine, il pompelmo contiene buone quantità di vit C (40,0 mg); in merito ai sali minerali, contiene prevalentemente potassio (230,0 mg).</p>
<p>Il pompelmo è anche <strong>ricco di fitonutrienti ad azione antiossidante e antinfiammatoria</strong>, come i <strong>flavonoidi esperidina, esperperetina, naringina, naringenina, diosmina, quercetina, rutina, nobiletina, tangeretina</strong> e altri. Le varietà dalla polpa rosa contengono anche quantità significative di <strong>carotenoidi</strong> e <strong>licopene</strong>.</p>
<p>Tra tutti questi componenti, si distinguono:</p>
<ul>
<li><strong>Vitamina C</strong>
<ul>
<li>contribuisce al mantenimento della normale funzione del sistema immunitario e aiuta a prevenire (o ridurre la durata de) i malanni di stagione come influenza e raffreddore;</li>
<li>contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;</li>
<li>sostiene il normale funzionamento del sistema nervoso;</li>
<li>contribuisce a ridurre stanchezza e affaticamento;</li>
<li>accresce l’assorbimento del ferro;</li>
<li>favorisce la formazione del collagene per la normale funzione di gengive, pelle, cartilagini e ossa.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Invero, anche altri nutrienti del pompelmo, come beta-carotene, licopene e flavonoidi, possono rafforzare il sistema immunitario</p>
<ul>
<li><strong>Flavonoidi </strong>
<ul>
<li>esibiscono effetti antiossidanti e antinfiammatori dotati di potenziali benefici nella prevenzione e nel trattamento di malattie cardiovascolari (aterosclerosi, trombosi, tromboflebiti), iperlipidemia, obesità e diabete.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Fibre</strong>
<ul>
<li>Gli agrumi – in particolare la loro buccia e la cosiddetta albedo (la pellicina bianca fibrosa che riveste la polpa) – sono una ricca fonte di pectina, una fibra solubile che viene utilizzata nell’industria alimentare come gelificante (per marmellate e gelatine) e stabilizzante (in dolci, succhi di frutta e bevande a base di latte); in ambito salutistico, oltre ad alleviare la stitichezza, è nota per la capacità di ridurre l&#8217;assorbimento intestinale di colesterolo e trigliceridi, rallentare quello degli zuccheri alimentari (per cui contribuisce a migliorare il controllo della glicemia), promuovere un peso sano.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>L’elevato contenuto di acqua, micronutrienti e fibre (in buona parte solubili), rende il pompelmo uno spuntino ipocalorico, perfetto per chi cerca di perdere peso o controllarlo. E’ bene però precisare che <strong>il pompelmo è erroneamente considerato un alimento dimagrante</strong> (N.B. non esistono alimenti dimagranti!).</p>
<p>Il pompelmo è ricco di <strong>naringenina</strong> o <strong>naringina</strong>, un flavonoide amaricante dalle proprietà antiossidanti ed ipocolesterolemiche. Sulle cavie, la somministrazione di naringenina del pompelmo (contenuta anche in altri agrumi) ha provocato degli effetti metabolici estremamente positivi, come: la normalizzazione della glicemia, del colesterolo e dei trigliceridi, e un dimagrimento più accentuato. Ovviamente, gli stessi risultati di calo ponderale non sono mai stati osservati sull&#8217;uomo (in caso contrario, avremmo scoperto la cura definitiva contro l&#8217;obesità); in definitiva, <strong>il pompelmo &#8220;fa bene&#8221;, ma &#8220;non fa dimagrire&#8221;</strong>! Si ricorda, come accennato, che la fibra rallenta la velocità con cui lo stomaco si svuota, aumenta il tempo di digestione, aiuta a mangiare meno durante il giorno e tenere a bada l’appetito</p>
<p>Tuttavia la <strong>naringenina</strong> (così come la glicirrizina della liquirizia) <strong>inibisce nel rene l&#8217;azione dell&#8217;enzima l&#8217;11-beta-idrossisteroido-deidrogenasi tipo 2</strong> (11-beta-HSD-2), il quale trasforma l&#8217;ormone cortisolo nel suo metabolita inattivo cortisone, ed è fondamentale nel controllo dell&#8217;attività dei glucocorticoidi in genere.</p>
<p>Così pure la <strong>bergamottina</strong>, contenuta sempre nel pompelmo, è un potente competitore e <strong>inibitore metabolico dell&#8217;isoforma CYP3A4 del citocromo P450 epatico, </strong>un complesso di enzimi del fegato che sovrintende al metabolismo della stragrande maggioranza delle sostanze introdotte nell&#8217;organismo, dai farmaci ai nutrienti alle sostanze tossiche (tutti insieme vanno sotto il nome di xenobiotici); l&#8217;isoforma 3A4 (una forma particolare di questo complesso enzimatico), in particolare, metabolizza circa il 50% di tutti i farmaci attualmente prescritti per le terapie. La bergamottina agendo da competitore rende meno disponibile il citocromo per le molecole di farmaco, mentre come inibitore diminuisce la produzione degli enzimi a livello epatico. Il farmaco viene quindi metabolizzato più lentamente, con conseguente aumento dello stesso nei livelli plasmatici.</p>
<p>Per questo motivo, il pompelmo ha una potenziale utilità nelle associazioni tra farmaci reciprocamente potenzianti per una generica azione sul citromo P450, diversamente pericolose.</p>
<p>L&#8217;uso eccessivo dei derivati del pompelmo porta all&#8217;inibizione del CYP3A4, citocromo epatico che è responsabile dell&#8217;elaborazione di molti farmaci. I farmaci elaborati da esso di conseguenza raggiungeranno valori plasmatici più elevati e questo fatto può portare a complicazioni rilevanti. La funzione della pillola anticoncezionale può, per esempio, essere alterata a causa di un blocco del CYP3A4 per mezzo del succo di pompelmo.</p>
<p>In conclusione, bisogna fare molta attenzione quando si consuma il pompelmo, polpa o succo, e comunque è sempre consigliabile quando si assumono farmaci,  rivolgersi per informazioni a personale qualificato o sospendere il consumo del succo di pompelmo.</p>
<p>Ai normali livelli di consumo, le interazioni tra il pompelmo e molti farmaci di uso comune (come chinino, chinidina, eritromicina, destrometorfano, ossicodone, tolvaptan, nilotinib e sunitinib) potrebbero non essere clinicamente rilevanti. Ma un elevato consumo di pompelmo potrebbe avere gravi conseguenze alterando in maniera significativa il metabolismo di altri farmaci comuni: un rallentamento o inibizione del metabolismo del farmaco potrebbe portare ad un sovradosaggio dello stesso; al contrario, un’accelerazione del metabolismo.</p>
<p>Pertanto, il succo di pompelmo può interagire con farmaci come:</p>
<ul>
<li>statine (es. simvastatina e atorvastatina);</li>
<li>farmaci per ridurre la pressione (es. nifedipina);</li>
<li>psicolettici (come alprazolam, midazolam e triazolam);</li>
<li>farmaci per il rigetto di trapianto (es. ciclosporina);</li>
<li>corticosteroidi (es. budesonide);</li>
<li>farmaci per le aritmie (es. amiodarone);</li>
<li>antistaminici (es. fexofenadina).</li>
</ul>
<p>Altri possibili effetti collaterali legati al consumo eccessivo di pompelmo e altri agrumi, possono includere:</p>
<ul>
<li>erosione dello smalto dentale, a causa dell’alto contenuto di acido citrico;</li>
<li>aumentata sensibilità ai raggi UV, a causa del contenuto di <strong>psoralene</strong>, una sostanza fotosensibilizzante che può aumentare i danni del sole sulla pelle;</li>
<li>azione fitoestrogenica, che potrebbe aumentare il rischio di cancro al seno nelle donne in postmenopausa.</li>
</ul>
<p>Infine, è importante ricordare che <strong>non esistono alimenti magici</strong>: la dieta nel suo complesso è molto più importante dei singoli alimenti nella prevenzione delle malattie e nel raggiungimento di una buona salute. È quindi meglio seguire una dieta variata piuttosto che concentrarsi sui singoli cibi come chiave per una buona salute.</p>
<p><strong>Varietà italiane più comuni</strong></p>
<ul>
<li><strong>Lungo gigante d&#8217;inverno</strong>: si raccoglie durante il periodo invernale. Ha sapore gradevole e la sua parte bianca può raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza. Può rimanere nel terreno anche durante i mesi freddi.</li>
<li><strong>Mostruoso di Carentan</strong>: varietà molto rustica, caratterizzata da un enorme bulbo che può raggiungere il diametro di 7-8 centimetri e i 25 centimetri di lunghezza. È molto resistente al freddo, molto gustoso e facilmente digeribile.</li>
<li><strong>Gigante d&#8217;Italia</strong>: la parte bianca di questa varietà può raggiungere anche i 30 centimetri, mentre il diametro non supera i 2-3 centimetri. È molto resistente alla neve. È molto apprezzato per il suo tipico sapore dolce.</li>
<li><strong>Porro lungo della riviera</strong>: si distingue per la sua lunghezza, bellezza e resa elevata.</li>
<li>La varietà <strong><em>Allium ampeloprasum var. kurrat</em></strong> chiamato comunemente <em>kurrat</em> è coltivata in Egitto e in Medio Oriente. Viene largamente utilizzato nella cucina araba e magrebina principalmente per le foglie.</li>
</ul>
<p><strong>Stagionalità</strong>: Si trova in commercio tutto l&#8217;anno, fatta eccezione per il mese di giugno, ma l&#8217;apice della sua stagione <strong>è tra novembre e febbraio</strong>.</p>
<p><strong>Uso in cucina</strong>: il porro <strong>viene usato come ortaggio e come erba aromatica</strong>, ma è anche una pianta medicamentosa. Le sue proprietà sono noto fin dal Medioevo. Si impiega crudo, come condimento, o cotto in svariate preparazioni o per il soffritto al posto della cipolla. <strong>Più delicato della cipolla, può sostituirla egregiamente</strong> in minestre, brodi, zuppe, risotti, frittate o tortini, stufati, creme e salse. Tagliato in sottili rotelline può essere consumato anche crudo in pinzimonio o utilizzato per guarnire e aromatizzare insalate.</p>
<p>Il porro viene utilizzato anche <strong>come erba aromatica</strong> per la preparazione di carni lesse, zuppe di pesce e per aromatizzare piatti di maiale e di agnello. Inoltre si può usare per avvolgere i cibi, per esempio il pesce, durante la cottura, poiché migliora la digeribilità della preparazione. Può essere bollito e poi gratinato con burro e formaggio, oppure semplicemente condito, dopo la lessatura, con olio e limone.</p>
<p>È consigliabile tagliare il porro al momento dell’uso, altrimenti tende a ossidarsi molto velocemente.</p>
<p><strong>Meglio consumarlo fresco</strong>, altrimenti col tempo tende a diventare acre. La parte bianca deve essere ben turgida e le foglie verdi serrate, fino alla metà del porro.</p>
<p>Per prepararlo all’uso bisogna eliminare la barbetta alla base del bulbo e tutta la parte verde, quindi va diviso in due per la lunghezza e lavato sotto un abbondante getto di acqua fredda. Se va utilizzato a rondelle si può praticare un&#8217;incisione lungo la sua lunghezza senza tagliare il gambo nettamente in due parti.</p>
<p><strong>Valori nutrizionali:</strong> Il porro è un ortaggio ricco di acqua, poco calorico e indicato nelle diete dimagranti. 100 g di porro crudo apportano circa 61 calorie costituite da: 83 g di acqua; 1,50 g di proteine; 0,30 g di lipidi (fra cui: 0,040 g di acidi grassi saturi, 0,004 g di acidi grassi monoinsaturi e 0,166 g di acidi grassi polinsaturi); 1.667 UI di vitamina A; 12,0 mg di vitamina C; 0,92 mg di vitamina E; 0,400 mg di niacina; 0,233 mg di vitamina B6; 0,060 mg di tiamina; 0,030 mg di riboflavina; 64 µg di folati; 47 µg di vitamina K; 180 mg di potassio; 59 mg di calcio; 35 mg di fosforo; 28 mg di magnesio; 20 mg di sodio; 2,10 mg di ferro; 0,481 mg di manganese; 0,12 mg di zinco; 1 µg di selenio.</p>
<p>Il porro è una fonte di allicina e di antiossidanti (in particolare beta-carotene e <strong>luteina/zeaxantina</strong>).</p>
<p><strong>Proprietà</strong>: Il porro è una vera e propria pianta medicamentosa per uso alimentare. Ha proprietà toniche, nervine, diuretiche, lassative, antisettiche; viene consigliato per curare dispepsie, anemie, reumatismi, artrite, gotta, affezioni urinarie, obesità, emorroidi, piaghe, punture di insetti, o ancora, se ne raccomanda l’impiego per migliorare o mantenere la freschezza della pelle del viso. È indicato nei casi di stipsi, obesità, anemia e artrite. Abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario e aiuta la prevenzione del cancro. I porri sono noti anche per le virtù di pulizia dell&#8217;intestino grazie alle sue fibre contenute nella parte bianca che risultano essere molto delicate e quindi consumate da tutti, mentre la parte verde contiene fibre più dure. Non va inoltre sottovalutato l’aspetto afrodisiaco del porro, proprietà riconosciutagli fin dai tempi antichi.</p>
<p><strong>Curiosità</strong>: L&#8217;imperatore romano Nerone fu soprannominato &#8220;il porrofago&#8221; perché ghiottissimo di questo ortaggio che utilizzava in gran quantità per schiarirsi la voce.</p>
<p><strong>Il porro è simbolo nazionale del Galles</strong>.</p>
<p>Sono dette anche &#8220;porri&#8221; le escrescenze fastidiose che compaiono sulla pelle.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Questo ortaggio non ha nessuna controindicazione nello specifico – a meno che non si abbia un&#8217;allergia legata all&#8217;<strong>allicina</strong> – ed è consigliabile limitarne il consumo se si soffre di pressione bassa e di incontinenza urinaria.</p>
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		<title>Fico comune &#124; Ficus carica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fico-comune-ficus-carica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2022 12:45:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il fico comune (Ficus carica L., 1753) è un albero da frutto dei climi subtropicali temperati appartenente alla famiglia delle Moraceae e al genere ficus, che ne rappresenta la specie più nordica; produce il frutto detto fico. E’ un albero molto apprezzato per la sua abbondante produzione e per la sua longevità, che è una &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>fico comune</strong> (<em>Ficus carica</em> L., 1753) è un albero da frutto dei climi subtropicali temperati appartenente alla famiglia delle <em>Moraceae </em>e al genere ficus, che ne rappresenta la specie più nordica; produce il frutto detto <strong>fico</strong>. E’ un albero molto apprezzato per la sua abbondante produzione e per la sua longevità, che è una delle oltre 850 varietà di piante di ficus.</p>
<p>L’albero di fichi è molto rustico, resiste infatti molto bene al caldo intenso e alla siccità, meno al gelo, quando le temperature iniziano a scendere al di sotto dei -10 C°.</p>
<p>Si tratta di un albero longevo, che inizia la sua produzione intorno al 5° anno di età. Raggiunge il picco produttivo dai 30 ai 40 anni e vive anche più di 70 anni. E’ un albero che, se lasciato alla crescita libera, e quindi non contenuto con adeguati interventi di potatura, può raggiungere anche un’altezza di 10 metri.</p>
<p>L’apparato radicale è molto espanso, però non scende a grandi profondità nel terreno. Il suo fusto è corto, tortuoso e si apre con numerose ramificazioni che tendono ad andare verso l’alto. Il colore della corteccia è grigio e la superficie liscia. All’interno del fico scorre una caratteristica <strong>linfa bianca, molto appiccicosa</strong>. I rami (e quindi il legno) sono di consistenza debole e terminano con una gemma a forma appuntita.</p>
<p>Le foglie sono disposte sui rami in maniera alternata. Sono spesse e consistenti, ampie e lunghe fino a 25-30 cm. La loro superficie è palmato-lobata. All’ascella delle foglie sono inserite le gemme a fiore che, schiudendosi, danno origine a un’infiorescenza, detta <strong>siconio</strong>. Da qui ha origine il frutto. Pertanto, ciò che la maggior parte delle persone chiama frutto è in realtà un <strong>falso frutto</strong>: <strong>il fico</strong>, infatti, <strong>è un siconio</strong>, un&#8217;infruttescenza carnosa e dolcissima, ricoperta da una buccia delicata dal colore variabile dal verde al rossiccio fino al bluastro.</p>
<p>La specie ha due forme botaniche che semplicisticamente possono essere definite come piante maschio e piante femmina; la prima (<strong>caprifico</strong>) produce il polline con frutti non commestibili, mentre la seconda o <strong>fico vero</strong> (pianta femmina che produce frutti commestibili) produce i semi contenuti nei frutti. La distinzione botanica è molto più articolata e complessa. <strong>Il fico domestico presenta solo fiori femminili e produce due tipi di frutti</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>fioroni o fichi primaticci</strong> che si formano in autunno, maturano nella tarda primavera dell’anno successivo e presentano fiori femminili sterili;</li>
<li><strong>fichi veri</strong> che si formano in primavera, maturano a fine estate dello stesso anno e portano fiori femminili fertili o sterili a seconda della varietà. <strong>La fecondazione è assicurata dall’imenottero <em>Blastophaga psenes</em></strong>, una microscopica vespa grande come un moscerino che depone le sue uova nelle infiorescenze: i nuovi piccoli insetti nati nell’infiorescenza impollinano i fiori della successiva fioritura. Anche se gli alberi di caprifico non sono nei pressi, questi sono spesso in terreni incolti ed abbandonati, la microscopica vespa può giungere, aiutata dal vento, anche a diversi chilometri di distanza. In questo modo si realizza una <strong>simbiosi specie-specifica</strong>: da un lato l’insetto sopravvive solo nei frutti del caprifico, e dall’altro la pianta di fico non ha alcuna possibilità di far semi senza l’insetto. <strong>Il frutto edule delle piante femmine è il siconio</strong>, una infruttescenza carnosa ricca di zuccheri, di forma variabile da sferico appiattita a piriforme-allungata, di colore variabile dal bianco-verdastro al nero-violetto, cava al suo interno per accogliere i piccolissimi fiori unisessuali, con una piccola apertura apicale, detta ostiolo, che consente l’entrata degli imenotteri pronubi. I veri frutti, che si sviluppano all’interno dell’infiorescenza (che diventa perciò un’infruttescenza), sono i numerosissimi piccoli acheni. La polpa che circonda i piccoli acheni è succulenta e dolce e costituisce la parte edibile.</li>
</ul>
<p>Nelle varietà di fico coltivate sono presenti solo fiori di tipo femminile e per la maggioranza di queste la fruttificazione avviene per partenocarpia, cioè senza impollinazione: in questo caso i frutti hanno ugualmente i granellini porta semi ma questa volta sono vuoti.</p>
<p>Fioritura e fruttificazione possono avvenire più volte nel corso della stagione. Le varietà di fico domestico si distinguono in unifere, bifere e trifere a seconda che la fruttificazione avvenga da 1 a 3 volte all’anno.</p>
<p>Nel fico selvatico i siconi  maturano in tre epoche diverse ed hanno caratteri e nomi differenti:</p>
<ul>
<li><strong>profichi o fichi fiori</strong>, che si sviluppano dalle gemme dell’anno precedente, maturano a giugno-luglio e contengono fiori maschili e fiori femminili gallicoli brevistili;</li>
<li><strong>fòrniti o mammoni o fichi propriamente detti</strong>, che si sviluppano nell’annata, maturano in agosto-settembre e hanno all’interno sia fiori maschili (pochi) sia fiori femminili brevistili e longistili, e infine i</li>
<li><strong>cratiri o mamme o fichi tardivi</strong>, che si formano in autunno, svernano maturando nella primavera seguente, e portano all’interno solo fiori femminili gallicoli.</li>
</ul>
<p>Alcune varietà, dove il clima è più mite, riescono a fruttificare una terza volta con i fichi “<strong>cimaruoli</strong>”, che sono prodotti da gemme poste all’apice dei rami nel periodo estivo e che maturano in pieno autunno. Questo tipo di fruttificazione, per la verità scarsa, spesso è incompleta o insoddisfacente.</p>
<p>Il fico predilige un clima caldo, tipico delle regioni mediterranee, con poca umidità, ed un’esposizione in pieno sole. Oggi viene coltivato in molti paesi: Turchia, Grecia, Stati Uniti, Portogallo e Spagna, che sono i principali produttori. Il fico è un <strong>frutto altamente energetico</strong>.</p>
<p>Esistono numerose <strong>varietà di fico</strong>, ma in Italia ne ritroviamo essenzialmente tre:</p>
<ul>
<li><strong>Brogiotto Bianco. </strong>Molto produttivo e costante nella maturazione è una varietà di fico comune che produce solo forniti, di dimensioni medio-grosse. La buccia molto sottile di color verde chiaro vira verso il giallo chiaro a maturazione. La polpa dal sapore delicato è di color rosso ambrato. Periodo di maturazione dalla metà di agosto alla metà di settembre.</li>
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<li><strong>Brogiotto Nero. </strong>Vigorosa e produttiva, è una varietà di <em>Ficus carica</em> che produce solo forniti, di dimensioni medio-grosse. La buccia è molto spessa, nerastra, con sfumature violacee, mentre la polpa è di color rosso vivo, soda e dolce. La maturazione avviene verso la fine di agosto e con condizioni climatiche favorevoli, prosegue fino ad ottobre.</li>
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<li><strong>Dottato</strong>. Vigorosa e molto produttiva, questa varietà di fico produce sia fioroni sia forniti. I primi se l´inverno è stato mite cominciano a maturare dalla fine di giugno fino a metà luglio; i forniti dalla metà di agosto alla fine di settembre. Quest´ultimi, sono adatti sia al consumo fresco sia nella produzione di fichi secchi e presentano una buccia giallo-verdastra con una polpa molto succosa e aromatica di color ambrato chiaro o rosa granato.</li>
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<li><strong>Fiorone</strong>. Una varietà di <em>Ficus carica</em>, tipica del nord Italia, che produce solo grossi fioroni dalla buccia di color verde chiaro, il cui periodo di maturazione è generalmente a luglio. La polpa è squisita e di color ambrato con sfumature rosate. A causa delle condizioni climatiche, i forniti che produce non giungono a maturazione.</li>
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<li><strong>Portoghese</strong>. Conosciuta anche come Lungo del Portogallo, è una varietà di fico comune, che produce grossi frutti dalla forma allungata, piriforme. Produce sia fioroni sia forniti, ma sono i fioroni, che maturano tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, i più pregiati. La buccia bruno-violacea, assume a maturazione una colorazione quasi nera. La polpa, di color rosa vivo, è morbida, molle e mielosa.</li>
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<li><strong>Turca</strong>. Conosciuta anche come fico turco, è una varietà che produce sia fioroni sia forniti. I primi dalla buccia sottile di color nero-violaceo, maturano da metà a fine luglio ed hanno una polpa molto dolce e consistente di color rosa ambrato. I forniti, maturano dalla metà di agosto alla fine di settembre e presentano una buccia leggermente più chiara e una polpa rossastra.</li>
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<li><strong>Verdino</strong>. Varietà di <em>Ficus carica</em>, vigorosa e dal portamento aperto, produce sia fioroni (nei climi caldi), sia forniti. Quest´ultimi maturano ad inizio settembre con fichi piriformi dalla buccia molto sottile e di color verde brillante. La polpa è dolce, molto saporita e di color giallo-rosato. Sono adatti sia al consumo fresco sia per la produzione di fichi secchi. Si tratta della specie più diffusa.</li>
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<li><strong>Verdone</strong>. Conosciuta anche come Verdone Romano, è una varietà di fico che produce solo forniti, che iniziano a maturare da inizio settembre. Di media pezzatura, i frutti presentano una buccia sottile, che vira dal rosso vino al verde scuro, quando maturi. La polpa è poco succosa, di colore rosso e gli acheni sono mediamente grossi. Adatti sia al consumo fresco sia per la produzione di fichi secchi. Una varietà apprezzata soprattutto per l´elevata resistenza alla manipolazione e per il periodo tardivo della maturazione.</li>
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<p>L’epiteto specifico <em>carica</em> fa riferimento alle sue origini che vengono fatte risalire alla Caria, regione dell’Asia Minore. Testimonianze della sua coltivazione si hanno già nelle prime civiltà agricole di Palestina ed Egitto, da cui si diffuse successivamente in tutto il bacino del Mediterraneo. Per i Greci era un albero sacro. La mitologia narra che crescesse solo sull’Olimpo e fosse consentito solo agli dei nutrirsene. Anche in epoca Romana i fichi erano considerati come un cibo privilegiato, tanto che venivano serviti sotto forma di antipasto. Nella religione buddista e induista ad essi viene invece associato il <strong>simbolo della conoscenza</strong>. Se per definizione è detto “Fico Mediterraneo”, si considera originario e comune delle regioni delle aree meridionali caucasiche, e del Bassopiano turanico meridionale. Solo dopo la scoperta dell’America il fico si diffuse in quel continente, in seguito in Sudafrica, per i contatti con l’Oriente si diffuse in Cina e in Giappone; infine giunse in Australia.</p>
<p><strong>Il fico può essere mangiato sia fresco, appena colto, che essiccato</strong>. Quest’ultima pratica viene usata per lo più al Sud Italia. Bisogna tuttavia fare una precisazione tra i fichi freschi e quelli secchi, in quanto vantano proprietà diverse. Ad esempio quelli <strong>freschi</strong> aiutano ad assimilare tutte le sostanze nutritive dei cibi ed hanno <strong>effetto lassativo</strong>; inoltre <strong>proteggono l’epidermide</strong> tanto che sono applicati sia per curare le infezioni che i brufoli. Si riscontrano <strong>benefici</strong> anche <strong>in caso di febbre, infezioni polmonari e dell’apparato urinario</strong>. Buoni sono anche gli effetti su gastrite e altre problematiche dell’apparato digerente, in quanto funge da antinfiammatorio verso le mucose.</p>
<p>Al contrario <strong>i fichi secchi vantano ottime proprietà espettoranti e lenitive</strong>. Questi frutti sono ricchi di calcio, potassio e ferro, ma anche di vitamina A, vitamina B1, vitamina B2, PP e vitamina C. Proprio per questo motivo sono altamente <strong>consigliati nell’alimentazione di bambini, donne incinte, sportivi e anziani</strong>.</p>
<p>Grazie al loro contenuto in potassio i fichi possono aiutare a tenere sotto controllo la pressione del sangue. Inoltre si tratta di una buona fonte di fibre, che oltre a favorire il buon funzionamento dell’intestino possono aiutare anche a mantenere (o riportare) il peso nella norma e a combattere alcune forme di cancro. I fichi sono però anche una fonte di ossalati, molecole che se troppo concentrate possono promuovere la formazione di calcoli. Per questo il consumo di questi frutti potrebbe essere sconsigliato in caso di problemi ai reni o alla cistifellea non controllati.</p>
<p><strong>Il fico presenta un elevato contenuto di zuccheri facilmente assimilabili</strong> e può quindi fornire una fonte di energia immediata all’organismo. <strong>100 grammi di fichi contengono circa 47 calorie</strong>. <strong>100 grammi di fichi secchi apportano invece 282 calorie</strong>.</p>
<p>Per l’elevato contenuto di zuccheri, <strong>i fichi</strong>, anche quelli freschi,<strong> vanno consumati con molta moderazione, e non sono consigliati a chi soffre di diabete </strong>ed alle persone obese.</p>
<p>I fichi sono particolarmente ricchi di vitamina B6; contengono, inoltre, una buona quota di vitamina A, di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), ed altre vitamine C, E, J, PP, beta-carotene. sono una buona fonte di minerali, quali calcio, potassio, magnesio, ferro, sodio, fosforo, manganese, rame, zinco e selenio. Contengono <strong>inoltre luteina, zeaxantina, omega 3 e 6</strong> e vari amminoacidi (acido aspartico e glutammico, alanina, arginina, cisteina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, treonina e valina). Per tali motivi, ad essi vengono attribuite varie proprietà:</p>
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<li><strong>digestive</strong>: nelle gemme fresche di fico sono contenuti enzimi digestivi che regolano la motilità e la secrezione gastroduodenale. Inoltre, sempre nelle gemme, si trovano sostanze come zuccheri, mucillagini e furocumarine che sono responsabili della normalizzazione della secrezione dei succhi digestivi, esercitando così un&#8217;azione antinfiammatoria sulle mucose. Per questo motivo <strong>il gemmoderivato</strong> di fico viene spesso usato nelle <strong>terapie delle ulcere gastroduodenali, gastriti, coliti, distonie neurovegetative, difficoltà digestive, sonnolenza postprandiale e pesantezza</strong>.</li>
<li><strong>dermatologiche</strong>: i frutti immaturi, le parti verdi e i giovani rametti di fico contengono un <strong>lattice</strong> <strong>fortemente irritante</strong>, ricco di amilasi e proteasi che può essere utilizzato esternamente, sulla pelle, per eliminare calli e verruche facendo attenzione ad usarlo con cautela perché il lattice è ustionante ed irritante per la pelle. In caso di verruche, si applica il lattice sulla zona interessata e si lascia ad asciugare per poi coprire la parte con un cerotto, per proteggerla dall&#8217;azione sensibilizzante del lattice di fico. L&#8217;applicazione andrebbe ripetuta ogni giorno, fino alla scomparsa della verruca.</li>
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<p>È diffusa la <strong>credenza che il lattice del fico aiuti ad abbronzarsi</strong>. L&#8217;applicazione estesa di lattice di fico sulla pelle, e successiva esposizione di questa alla luce solare intensa, <strong>comporta invece lesioni cellulari pericolose, ed ustioni, anche gravi</strong>.</p>
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<li><strong>lassative</strong>: per l&#8217;abbondanza di lignina, i frutti freschi godono di un&#8217;ottima azione lassativa, molto utile in caso di stipsi ostinata.</li>
<li><strong>rimineralizzanti</strong>: i fichi sono particolarmente ricchi di calcio, minerale essenziale per il benessere delle nostre ossa e dei denti facilitandone il loro sviluppo, e di ferro, utile nelle persone con anemia.</li>
<li><strong>sedative della tosse</strong>: in questo caso si usano i fichi per preparare un decotto con proprietà antitussive.</li>
<li><strong>cardioprotettive</strong>: i fichi sono poveri di grassi saturi e ricchi di polifenoli (antiossidanti) molto utili per migliorare il benessere del cuore e dei vasi sanguigni.</li>
<li><strong>per la salute degli occhi</strong>: grazie alla presenza della luteina – sostanza che, come il betacarotene, appartiene al gruppo dei carotenoidi – i fichi sono ottimi alleati per il benessere della nostra vista.</li>
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<p>Altre proprietà: stimolano le difese immunitarie, hanno un&#8217;azione benefica sulle infezioni delle vie urinarie, godono di proprietà antitumorali (in particolare verso i tumori al seno e al colon), in passato venivano utilizzati anche per le disfunzioni sessuali e la sterilità.</p>
<p><strong>Le foglie</strong>, raccolte da maggio ad agosto e fatte essiccare lentamente, <strong>contengono furocumarine, bergaptene, psoralene, cumarine, lattice</strong>; hanno <strong>proprietà emmenagoghe, antinfiammatorie, espettoranti e digestive</strong>; le furocumarine possono creare problemi con fenomeni di fotosensibilizzazione. Anche le foglie hanno in parte caratteristiche irritative per il contatto di sfregamento con la pelle. La sensibilizzazione è enfatizzata dal calore e dalla esposizione ai raggi ultravioletti, soprattutto in soggetti predisposti; la irritazione è neutralizzata da semplice risciacquo con acqua e permanenza lontano dall&#8217;irraggiamento solare, anche indiretto, per qualche ora.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/fico-comune-ficus-carica/">Fico comune | Ficus carica</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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