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	<title>idrochinone Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>idrochinone Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Uva ursina &#124; Arctostaphylos uva-ursi (L.) Sprengel</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/uva-ursina-arctostaphylos-uva-ursi-l-sprengel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 11:14:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido gallico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Uva ursina è una delle specie appartenenti alla famiglia ericacee e al genere Arctostaphylos; è un piccolo arbusto spontaneo, latifoglie e sempreverdi, dell&#8217;altezza di circa 30-35 cm. Le foglie si rigenerano circa ogni tre anni. Produce dei frutti a forma di piccole bacche rosse dal sapore aspro non molto gradevole. Il periodo più indicato per &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Uva ursina </strong>è una delle specie appartenenti alla famiglia ericacee e al genere <em>Arctostaphylos;</em> è un piccolo arbusto spontaneo, latifoglie e sempreverdi, dell&#8217;altezza di circa 30-35 cm. Le foglie si rigenerano circa ogni tre anni. Produce dei frutti a forma di piccole bacche rosse dal sapore aspro non molto gradevole. Il periodo più indicato per la raccolta delle foglie è l’estate e i metodi di somministrazione sono molteplici: in polvere tal quale oppure mista a miele o marmellate; sotto forma di decotto o macerato o anche come estratto fluido da prendere in gocce. La presenza di tannini e acido gallico nelle foglie rendeva l’uva ursina un <strong>buon colorante grigio, bruno o nero da adoperare durante la</strong> <strong>conciatura delle pelli</strong>, in particolare del cuoio russo e marocchino.</p>
<p>L’etimologia del nome “uva ursina” deriva dal latino “uva ursi” in quanto gli orsi sono molto golosi dei suoi frutti.</p>
<p>Il principale costituente della droga è l&#8217;<strong>arbutina</strong>, glicoside dell&#8217;idrochinone; sono presenti anche la <strong>metilarbutina</strong>, l&#8217;<strong>idrochinone</strong> e altri derivati dell&#8217;idrochinone. L&#8217;acido fenolico maggiormente rappresentato è l&#8217;<strong>acido gallico</strong>, che, assieme alla <strong>galloilarbutina,</strong> costituisce la principale frazione dei <strong>gallotannini</strong>. Altri costituenti sono i flavonoidi e i triterpeni come l&#8217;<strong>acido ursolico </strong>e l&#8217;<strong>uvaolo</strong>.</p>
<p>Grazie alle sue proprietà antibatteriche e diuretiche è solitamente usata come <strong>rimedio contro le cistiti, uretriti</strong> e infiammazioni/infezioni lievi dell&#8217;apparato urinario e nelle prostatiti. Il Ministero della Salute, nel Decreto 9 luglio 2012 “Disciplina dell&#8217;impiego negli integratori alimentari di sostanze e preparati vegetali” definisce l&#8217;effetto fisiologico dell&#8217;<em>Arctostaplhylus Uva Ursi</em>: <strong>Drenaggio dei liquidi corporei</strong>. <strong>Funzionalità delle vie urinarie</strong>. La droga è costituita dalle foglie raccolte prima della fioritura, quindi utilizzate fresche o più comunemente essiccate. Altri componenti del fitocomplesso, come tannini e metaboliti del <strong>piceoside</strong>, espletano un&#8217;azione sinergica con l&#8217;arbutina.</p>
<p>L&#8217;uva ursina viene utilizzata come antisettico delle vie urinarie visto che l&#8217;<strong>idrochinone</strong>, il principio attivo, combatte l&#8217;adesione dei batteri alle pareti uroteliali e agevola il loro allontanamento da parte dell&#8217;urina. L&#8217;idrochinone ha mostrato ottime azioni antinfiammatorie quando è venuto a contatto con i ceppi più diffusi quali l&#8217;<em>Escherichia coli </em>e lo <em>Streptococcus</em>, infatti l&#8217;<em>Uva Ursi </em>è impiegata come terapia nutraceutica e non anti-antibiotica assieme ad altri prodotti naturali come <em>Cranberry</em> ed <em>Echinacea</em> per la cura della cistite e della cistite recidivante.</p>
<p><strong>Ha dato ottimi risultati anche nell&#8217;ipertrofia prostatica e nella ritenzione urinaria. </strong></p>
<p>Va infine ricordato che proprio i benefici principi attivi della pianta, se usati in modo non appropriato, possono dar luogo, a causa dei tannini, a fenomeni irritativi del tubo digerente e a veri e propri fenomeni allergici (ma l’aggiunta di Menta può aiutare a contrastare questo effetto). Evitare l’assunzione in contemporanea con Vitamina C che, acidificando le urine, diminuirebbe l’azione dell’Uva ursina.</p>
<p><strong>L&#8217;uva ursina è controindicata</strong> in condizioni fisiologiche come gravidanza e allattamento, ed in condizioni patologiche come insufficienza renale e allergia all&#8217;acido acetilsalicilico. Se ne sconsiglia l&#8217;uso al di sotto dei 12 anni.</p>
<p>L&#8217;assunzione di uva ursina non dovrebbe protrarsi oltre la settimana (o per più di cinque volte all&#8217;anno) senza consultare il medico. L&#8217;uva ursina tende a conferire all&#8217;urina una colorazione marrone, che si scurisce all&#8217;aria.</p>
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		<title>Viburno &#124; Viburnum Prunifolium</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/viburno-viburnum-prunifolium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 13:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viburnum L., 1753 è un genere di piante appartenente alla famiglia Caprifoliaceae (Adoxaceae secon-do la classificazione APG), originario dell&#8217;Europa, America e Asia. Sono alberi alti fino a 10 m ed arbusti che possono raggiungere i 5 m di altezza, a fogliame caduco o persistente, hanno il fogliame molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Viburnum</em></strong><em> L.</em>, 1753 è un genere di piante appartenente alla famiglia <em>Caprifoliaceae</em> (<em>Adoxaceae</em> secon-do la classificazione APG), originario dell&#8217;Europa, America e Asia. Sono alberi alti fino a 10 m ed arbusti che possono raggiungere i 5 m di altezza, a fogliame caduco o persistente, hanno il fogliame molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori solitamente di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o cime ombrelliformi, cui segue in autunno una vistosa fruttificazione. Dopo la fioritura si sviluppa il frutto, una drupa molto decorativa di colore nero bluastro che rimane a lungo sulla pianta e che risulta apprezzata dagli uccelli.</p>
<p>L’etimologia del suo nome è incerta ma potrebbe derivare dal latino “viere” che significa “legare-intrecciare”, riferito alla flessibilità dei suoi rami, che venivano utilizzati per la realizzazione di cesti. Oppure dal termine “vovorna” ovvero “dei luoghi selvatici”.</p>
<p>Viene adoperata come <strong>pianta ornamentale</strong> nei parchi e giardini, boschetti o coltivato in vaso sui terrazzi.</p>
<p>Il Viburnum prunifolium è utilizzato anche a scopo terapeutico per le proprietà della <strong>resina estratta</strong> dalla corteccia del tronco e della radice che ha <strong>azione sedativa, antisparmodica ed emostatica</strong>, specialmente a livello dell’utero. Nella medicina popolare, il viburno viene infatti impiegato nel trattamento dei dolori mestruali, dell&#8217;amenorrea, delle turbe climateriche e del vomito in gravidanza per le sue proprietà <strong>sedative, antispastiche</strong>.</p>
<p>Il decotto di foglie viene utilizzato come lozione per scurire i capelli.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong> sono: resine; <strong>glucosidi iridoidi </strong>(salicina); idrochinone (<strong>arbutina</strong>); cumarine (<strong>scopoletina</strong>); <strong>tannini; acidi organici</strong> (formico, valerianico, salicilico); <strong>alcaloidi</strong>.</p>
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		<title>Palla di neve &#124; Viburnum opulus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/palla-di-neve-viburnum-opulus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 17:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
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		<category><![CDATA[viburno palla di neve]]></category>
		<category><![CDATA[viburno pallone di maggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viburnum opulus appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae (o Adoxaceae secondo la classificazione APG), molto diffuso in Europa, in America e in Asia. È un arbusto, talvolta piccolo albero alto fino a 4 m, a fogliame caduco, molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viburnum opulus</em> appartiene alla famiglia delle <em>Caprifoliaceae</em> (o <em>Adoxaceae</em> secondo la classificazione APG), molto diffuso in Europa, in America e in Asia. È un arbusto, talvolta piccolo albero alto fino a 4 m, a fogliame caduco, molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o cime ombrelliformi, i cui fiori esterni sono più grandi, appariscenti e sterili. La fioritura inizia nel mese di maggio, e termina con la produzione di bacche, o <strong>drupe</strong>, di colore rosso acceso, che spesso durano per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p>Il <strong>viburno palla di neve, </strong>chiamato anche “<strong>pallon di maggio</strong>”, per la forma globosa dei suoi fiori (dal diametro che può arrivare anche otto centimetri) che compaiono appunto intorno a maggio, è spontaneo in Europa, Asia e Africa nord-occidentale<em>. </em>È presente in quasi tutta l&#8217;Italia continentale, salvo che in Puglia, Calabria e forse Valle d&#8217;Aosta, ma è più diffuso nelle regioni settentrionali, dal livello del mare ai 1100 m circa. Cresce in boschi umidi alveali, pioppete, siepi.</p>
<p>È una pianta molto rustica e facile da coltivare, molto utilizzata per la <strong>formazione di siepi</strong> o di bordure, in interventi di rinaturalizzazione e per <strong>scopi ornamentali </strong>(realizzare siepi di recinzioni, abbellire muri, abbellire zone ombreggiate dei giardini e dei parchi pubblici); in questo caso è ampiamente coltivata la cultivar “roseum”, con infiorescenze globose costituite interamente da fiori sterili. <strong>Tutte le parti della pianta, compresi i frutti, sono tossiche</strong>.</p>
<p>Il nome del genere è molto antico e di etimologia incerta: potrebbe derivare dal latino “viere” (legare, intrecciare) o da “vovorna” (dei luoghi selvatici); il nome specifico era utilizzato dai Romani per indicare un acero, probabilmente l&#8217;acero campestre, localmente chiamato tuttora “opi”, ed allude alla somiglianza delle foglie lobate con quelle dell&#8217;acero.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong>: <strong>resine; glucosidi iridoidi; idrochinone (arbutina); cumarine (scopoletina); tannini; acidi organici (formico, valerianico, salicilico); alcaloidi</strong>.</p>
<p>La droga del viburno, la corteccia, è indicata nel <strong>trattamento dei dolori legati al ciclo mestruale</strong>, grazie alla sua attività spasmolitica sulla muscolatura uterina (prescrizione medica).</p>
<p>Al viburno sono attribuite <strong>proprietà miorilassanti e spasmolitiche</strong>. Tali azioni sembrano esplicarsi anche a livello uterino. Per tale motivo, benché l&#8217;uso del viburno non abbia ottenuto l&#8217;approvazione ufficiale per alcun tipo d&#8217;indicazione terapeutica, non è raro che la pianta venga impiegata per il trattamento della dismenorrea. In questo caso, solitamente, il viburno viene utilizzato sotto forma di estratto idroalcolico, ma necessita della prescrizione del medico.</p>
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