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		<title>Edera terrestre &#124; Glechoma hederacea L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 13:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;edera terrestre (nome scientifico Glechoma hederacea L., 1753) è una piccola pianta rampicante perenne erbacea dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae (Labiate) che conta circa 250 generi e quasi 7000 specie; è originaria dell’Europa e dell’Asia settentrionale; è una pianta officinale adatta alla coltivazione nei giardini ombrosi, come tappezzante dei muri di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>edera terrestre </strong>(nome scientifico <em>Glechoma hederacea</em> L., 1753) è una piccola pianta rampicante perenne erbacea dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em> (Labiate) che conta circa 250 generi e quasi 7000 specie; è originaria dell’Europa e dell’Asia settentrionale; è una pianta officinale adatta alla coltivazione nei giardini ombrosi, come tappezzante dei muri di recinzione e come pianta ricadente nei panieri sospesi; si sviluppa su qualsiasi superficie ed in tutte le direzioni aderendo perfettamente a qualsiasi tipo di parete e diramandosi in una forma cespugliosa ricca di fogliame dal colore verde intenso, con fiori a gruppi di piccoli ombrellini giallastri.</p>
<p>L’edera terrestre è una piccola piantina erbacea perenne alta circa 30-40 centimetri a portamento strisciante. E’ provvista di una robusta radice stolonifera che in poco tempo emette numerose radichette secondarie ricoprendo vasti superfici di terreno. Gli steli, pubescenti eretti o prostrati, sono erbacei e a sezione quadrangolare.</p>
<p>Le foglie, reniformi o cuoriformi e a margini dentati, sono inserite sugli steli mediante dei sottili peduncoli cilindrici. La pagina fogliare è rugosa ed è ricoperta da una corta peluria biancastra. Nel tempo la chioma della Glechoma tende ad allargarsi formando tappeti erbosi molto decorativi. I fiori, solitari o riuniti in mazzetti penduli sulle estremità dei rametti all’altezza delle ultime foglie superiori, sono simili a piccole bocche di leone. Sono pelosi, ermafroditi e hanno la forma di piccoli calici sostenuti alla base da piccole brattee; sono caratterizzati da 5 petali il cui profumo non è particolarmente percettibile, ma che risultano <strong>abbondanti di nettare</strong> prelibato per le api, che lo utilizzano come cibo durante il periodo avanzato dell’autunno. Il colore dei petali varia dal rosa al blu e talvolta al violaceo. L’impollinazione avviene tramite gli insetti specialmente ad opera dei ditteri (mosche).</p>
<p>I frutti sono racchiusi nei calici dei fiori e sono tetracheni ovvero particolari capsule legnose dette nucule simili a piccolissime noci. Sono di forma ovale e di colore bruno con superficie liscia. I semi, sprovvisti di endosperma (tessuto cellulare di riserva che avvolge l’embrione all’interno dei semi), sono molto fertili e vengono dispersi dal vento anche a notevole distanza dal luogo di produzione.</p>
<p>La glechoma fiorisce dalla primavera fino all’inizio dell’estate, da marzo fino alla fine di maggio e talvolta anche fino giugno inoltrato.</p>
<p>L’edera è molto resistente e riesce a vivere tranquillamente al gelo ed a diretto contatto con l’inquinamento atmosferico presente nelle città: l’edera può vivere moltissimi anni e man mano che invecchia le sue radici diventano più grosse e rigide, mentre la sua chioma diventa il riparo ideale per animali di piccola taglia ed uccelli di varia natura.</p>
<p>In Italia questa specie è spontanea nei boschi e nei prati del centro e del nord; sull&#8217;arco alpino in particolare si trova ovunque (per la sua invasività viene a volte considerata una <strong>pianta infestante</strong>).</p>
<p>Il nome generico della pianta (<em>Glechoma</em>), che si trova per la prima volta negli scritti di Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell&#8217;imperatore Nerone, può essere tradotto dal greco (<em>glechon</em>) con “puleggio” col quale normalmente si indica una varietà di pianta aromatica simile alla menta, forse il &#8220;penny-royal&#8221;, <em>Mentha pulegium</em>. L&#8217;epiteto specifico (<em>hederacea</em>) potrebbe derivare da “aderire” (in questo caso si fa riferimento al caratteristico portamento invadente della comune edera). Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nel 1753.</p>
<p>L&#8217;edera terrestre viene <strong>coltivata soprattutto a scopo ornamentale</strong>, ma le sono talvolta attribuiti anche valori culinari o terapeutici.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> presenti nella pianta sono costituiti da un olio essenziale, da una sostanza amara e resinosa (<strong>marrubina</strong>) oltre che da <strong>tannino, saponine</strong> varie e <strong>colina</strong>.</p>
<p><strong>Usi in cucina</strong></p>
<p>Tutte le parti della pianta steli, fiori e foglie sono commestibili e ricche di proprietà benefiche per la salute. Le sommità fiorite generalmente vengono raccolte in mazzetti, fatte essiccare all’aria in un luogo ombroso ma areato e poi conservate in barattoli o in sacchetti di carta.</p>
<p>Le foglie possono essere usate in cucina per la preparazione di minestre, frittate e pizze rustiche e come ripieno di tortellini e ravioli.</p>
<p>In Svizzera, le foglie vengono utilizzate per la preparazione di un ottimo tè, particolarmente indicato per la cura di traumi e contusioni da caduta; è in effetti una delle erbe del “<strong>Tè svizzero</strong>”.</p>
<p>Nel passato in Inghilterra veniva usata nella fermentazione della birra per chiarificarla.</p>
<p>Per il contenuto di <strong>glechomina</strong> la pianta risulta leggermente tossica per gli animali.</p>
<p><strong>Usi in fitoterapia</strong></p>
<p>Nella <strong>medicina tradizionale omeopatica</strong> l’edera veniva, e viene tutt’ora, impiegata per diversi scopi di salute, sfruttando i principi attivi contenuti nelle sue foglie e nelle sue bacche, costituiti da: un olio essenziale, una sostanza amara e resinosa (marrubina) oltre che da tannino, saponine varie e colina. Le parti usate sono le foglie e le sommità fiorite raccolte durante i periodi soleggiati e poi lasciate seccare.</p>
<p>Sotto forma di infuso o decotto viene usato come <strong>espettorante</strong> (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali), contro la tosse grassa, il raffreddore bronchiale e la sinusite; stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare); digestivo, facilita la digestione se consumata fresca o assunta sotto forma di infuso aromatico e molto gradevole al palato; frenante la secrezione lattea (galattofughe); diuretico, combatte la ritenzione idrica e contrasta la cellulite; cicatrizzante, favorisce la cicatrizzazione di piccole ferite; antinevralgiche.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>La glechoma non ha effetti collaterali ma se assunta sotto forma di infuso per periodi molto lunghi potrebbe provocare diarrea. L’utilizzo è comunque sconsigliato in gravidanza, durante il periodo dell’allattamento e ai bambini.</p>
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