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	<title>fasina Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Fagiolo &#124; Phaseolus vulgaris</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 09:33:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fagiolo comune (Phaseolus vulgaris L.) è una pianta annua della famiglia delle Leguminose (anche detta Fabaceae o Papilionaceae), originaria dell&#8217;America centrale. Fu importato, a seguito della scoperta dell&#8217;America, in Europa dove esistevano unicamente fagioli di specie appartenenti al genere Vigna, di origine asiatica: i fagioli del genere Phaseolus si sono diffusi ovunque soppiantando il &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>fagiolo</strong> comune (<em>Phaseolus vulgaris</em> L.) è una pianta annua della famiglia delle Leguminose (anche detta <em>Fabaceae </em>o <em>Papilionaceae</em>), originaria dell&#8217;America centrale.</p>
<p>Fu importato, a seguito della scoperta dell&#8217;America, in Europa dove esistevano unicamente fagioli di specie appartenenti al genere <em>Vigna</em>, di origine asiatica: i fagioli del genere <em>Phaseolus</em> si sono diffusi ovunque soppiantando il gruppo del mondo antico, in quanto si sono dimostrati più facili da coltivare e più redditizi (rispetto al <em>Vigna </em>la resa per ettaro è quasi doppia).</p>
<p>Il fagiolo è una pianta a portamento rampicante; le radici di questo legume sono dotate di noduli che, lavorando in simbiosi con alcuni batteri, sono in grado di fissare nel terreno l’azoto presente dall’aria.</p>
<p>Le foglie sono alterne e composte da foglioline di forma ovale o a cuore, con punta ben evidente.</p>
<p>I fiori (in alcuni casi molto decorativi) hanno la tipica forma a farfalla, simili a quelli del pisello. Il colore può andare dal bianco, al rosa, al rosso fino al viola chiaro. I frutti sono baccelli il cui colore è anche in questo caso molto variabile: verde, giallo, rossastro, viola. All’interno sono contenuti da 5 a 12 semi, a seconda della varietà, del clima e anche delle condizioni del terreno.</p>
<p>Per alcune cultivar questi sono le uniche parti edibili, per altre è possibile mangiare il baccello nella sua totalità (per esempio le varietà “mangiatutto”, i piattoni o quelli raccolti ancora immaturi come i <strong>fagiolini</strong>).</p>
<p>Il fagiolo viene coltivato per i <strong>semi</strong>, raccolti freschi (fagioli da sgranare) o secchi, oppure per l&#8217;intero legume da mangiare fresco (fagiolini, o cornetti). Le varietà a ciclo vegetativo più lungo, nelle regioni temperate sono seminate in primavera, quelle a ciclo più breve in estate. Nel caso dei fagioli rampicanti è necessaria la collocazione di sostegni.</p>
<p>I semi di fagiolo crudi e anche i frutti acerbi sono spesso causa di avvelenamenti nei bambini, poiché i fagioli vengono da essi riconosciuti come alimento. Solo tramite una lunga cottura viene distrutta la proteina velenosa (<strong>fasina</strong>). Alcuni popoli indigeni, infatti, estraggono questo principio attivo, che è alla base di alcuni veleni, tra i quali il più pericoloso e mortale è sicuramente la miscela con il loto. Il fagiolo ben cotto, però, contiene <strong>composti solforati</strong> e <strong>cromo</strong> che contribuiscono a contenere la glicemia e i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi e a prevenire l&#8217;aterosclerosi e le malattie cardiache. La fasina è presente anche nella soia.</p>
<p>Si contano innumerevoli <strong>varietà di fagiolo</strong>, stimate addirittura intorno alle 500: i <strong>cannellini </strong>ed i <strong>borlotti </strong>rappresentano sicuramente le tipologie di fagiolo più conosciute nel mercato Italiano. Ad ogni modo, in molte regioni della penisola esistono alcune tipiche varietà di fagiolo: si ricordano i <strong>fagioli zolfini</strong> (Toscana), i <strong>fagioli</strong> <strong>Lamon</strong> (Veneto), quelli <strong>di Controne</strong> (Campania), i fagioli <strong>all&#8217;occhio</strong>, <strong>i Blu della Valassina</strong> (fagioli coltivati a Como), i <strong>Giallorinio</strong> della Garfagnana (tipici di Lucca) ed i <strong>fagioli neri</strong>. I fagioli Lima, molto pregiati e saporiti, sono assai richiesti nel mercato italiano ma originari dell&#8217;America meridionale.</p>
<p>Il fagiolo trova impiego come coadiuvante nella cura del diabete, nelle terapie dimagranti, per aumentare la diuresi e per prevenire la formazione di calcoli renali e/o della renella.</p>
<p>Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono: i baccelli (carpelli o valve) senza semi. Naturalmente privi di colesterolo, i fagioli contengono vitamine, soprattutto dei gruppi A, B, C ed E, e sali minerali, tra cui ferro, potassio, calcio, fosforo e zinco.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> caratterizzanti del fagiolo sono: <strong>trigonellina</strong>, aminoacidi (<strong>arginina, tirosina, leucina, triptofano, asparagina, colina), glicosidi cianogenici (faseolunatina</strong>), <strong>glucochinina</strong> <strong>lectine</strong>, <strong>vitamina C</strong>, <strong>faseolina</strong>, <strong>flavonoidi</strong>, <strong>acido guanidinaminovalerianico</strong>, <strong>sali minerali</strong> ed <strong>acido salicilico</strong>.</p>
<p>Dalla pianta di fagiolo, per l&#8217;esattezza dal baccello, si estrae una proteina, la <strong>faseolamina</strong>, capace di inibire l&#8217;<strong>alfa-amilasi </strong>umana, un enzima prodotto prevalentemente dal pancreas e dal fegato, che ha il compito idrolizzare (scindere) l&#8217;amido contenuto nei carboidrati complessi (pasta, pane, legumi, patate, etc). Dopo l&#8217;assunzione di un pasto ricco di carboidrati, il pancreas produce una certa quantità di alfa-amilasi, che dopo poche decine di minuti trasforma i carboidrati complessi in glucosio.</p>
<p><strong>La faseolamina</strong> blocca parzialmente questo processo, per cui <strong>riduce il contenuto in calorie del pasto</strong>.</p>
<p>I fagioli sono molto nutritivi: apportano infatti oltre <strong>300 Kcal ogni 100 grammi di prodotto</strong> essiccato; contengono una percentuale minima di acqua (solo 10,5g ogni 100 g di fagioli) e pochissimi grassi (2 g/100 g di prodotto). I carboidrati, invece, rappresentano i nutrienti principali di questi legumi, considerando che costituiscono oltre il 50% dei macronutrienti in essi contenuti; anche le proteine rivestono un ruolo piuttosto importante nei fagioli (23,6 g/100 g di legumi), seguite dalle fibre (17,5g/100 g di fagioli). Le fibre stimolano il metabolismo assicurando contemporaneamente il senso di sazietà.</p>
<p>I fagioli contengono la <strong>lecitina</strong>, fosfolipide utile in caso di ipercolesterolemia: la lecitina, infatti, favorisce l&#8217;emulsione dei lipidi, cosicché ne viene impedito il deposito nel sangue. I fagioli bolliti a lungo possono contenere cromo e molecole solforate, utili a ridurre i livelli di colesterolo, trigliceridi e glucosio nel sangue.</p>
<p>Pur essendo ricchi di proteine, queste sono di basso valore biologico, per cui necessitano di un abbinamento con cereali e derivati (orzo, farro, frumento ecc.).</p>
<p>Un palese esempio di mutua integrazione è l&#8217;abbinamento della pasta con i fagioli: i fagioli assicurano un buon apporto degli aminoacidi carenti nella pasta, e viceversa (alto indice di sazietà).</p>
<p>Alla luce di recenti studi sembra che il consumo di fagioli rappresenti una pratica preventiva all&#8217;aterosclerosi, ma non ci sono ancora dimostrazioni accreditabili in merito.</p>
<p>Nella medicina popolare, della pianta <em>Phaseolus vulgaris</em> vengono utilizzati i baccelli ed i pericarpi per le <strong>proprietà </strong>potenzialmente <strong>diuretiche ed antidiabetiche</strong>: analogamente, in erboristeria la pianta del fagiolo viene sfruttata per la preparazione di tisane depurative e diuretiche.</p>
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