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	<title>esperidina Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Lime &#124; Citrus aurantifolia Swingle</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lime-citrus-aurantifolia-swingle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 14:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lima o limetta, nome scientifico Citrus aurantiifolia [Christm.] Swingle, 1913]) commercialmente conosciuta anche con il termine inglese di lime), è un agrume della famiglia delle Rutaceae, ottenuto dall&#8217;incrocio tra il Citrus micrantha e il cedro (Citrus medica).   Originario del sud-est asiatico e oggi diffuso in tutta l&#8217;area tropicale; in Italia è coltivato principalmente in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>lima</strong> o <strong>limetta</strong>, nome scientifico <em>Citrus aurantiifolia</em> [Christm.] Swingle, 1913]) commercialmente conosciuta anche con il termine inglese di <strong><em>lime</em></strong>), è un agrume della famiglia delle <em>Rutaceae</em>, ottenuto dall&#8217;incrocio tra il <em>Citrus micrantha</em> e il cedro (<em>Citrus medica</em>).   Originario del sud-est asiatico e oggi diffuso in tutta l&#8217;area tropicale; in Italia è coltivato principalmente in Calabria, dove il liquore derivato “<strong>La piretta</strong>” è riconosciuto come <strong>Prodotto Agroalimentare Tradizionale</strong> (<strong>PAT</strong>).</p>
<p>La limetta è un albero di 4-5 metri di altezza. I frutti sono piccoli, leggermente ovali o rotondi, per lo più verdi o verdi-giallastri ovali; per raggiungere un chilogrammo di peso ne servono una trentina. Se vengono lasciati a maturare sull&#8217;albero, assumono un colore giallo fino a leggermente arancio, ma solitamente vengono colti ancora verdi, quando offrono il massimo del gusto e sono più succosi. La polpa è profumatissima e praticamente priva di semi, più o meno aspra, in quanto contiene fino al 6% di acido citrico; la buccia è sottile e ricca di oli essenziali. Può fruttificare tre volte all&#8217;anno.</p>
<p>Diversamente dagli altri agrumi (limone, arance, ecc&#8230;) che sono piante subtropicali, il lime è un albero che cresce nei climi tropicali e per questo motivo è l’unica pianta non coltivata nella zona del Mediterraneo, Egitto escluso. Oggi la limetta viene coltivata principalmente nell’America Latina e Caraibica, in Messico e nel Sud-est asiatico.</p>
<p>Esistono diverse varietà di lime, ma l’unica varietà non ibridata è il <em>Citrus x aurantifolia</em> che i Portoghesi portarono in America nel sedicesimo secolo e da allora viene coltivata in Messico ed in Florida. Le altre varietà ibridate sono:</p>
<ul>
<li>la <strong>Limetta di Tahiti</strong> (<em>Citrus latifolia</em>): dai frutti ovali, un po’ più grandi rispetto alle altre limette e molto gustosi</li>
<li>la <strong>Limetta dolce</strong> (<em>Citrus limetta</em>): meno aspra e dal gusto piacevolmente dolce, viene coltivata solo in Italia</li>
<li>la <strong>Limetta dolce di Roma o Pursha</strong> (<em>Citrus limetta “Pursha”</em>) È un probabile ibrido tra limetta e arancio o tra limetta e chinotto, ma è usata come pianta ornamentale</li>
<li>la <strong>Limetta dolce di Palestina</strong> (<em>Citrus limettoides</em>) Il suo gusto non è molto apprezzato in quanto troppo poco agro, con un’acidità che spesso non raggiunge neppure lo 0,1%.</li>
</ul>
<p>Il lime è un frutto ancora un po’ sconosciuto sulle nostre tavole, eppure apporta notevoli benefici al nostro organismo. Primo fra tutti è quello di essere un ottimo alleato nelle <strong>diete ipocaloriche</strong>, con solo 38 kcal/100g, ha un buon contenuto in fibra e in più è molto ricco in acqua; come gli altri agrumi ha un elevato contenuto di <strong>Vitamina C</strong>, ma inferiore a quello del limone, però ha oltre il doppio di Vitamina A di quest’ultimo e contiene anche Vitamina E. E’ molto ricco in potassio, magnesio, calcio e fosforo; contiene inoltre vitamine del gruppo B, acido folico, flavonoidi, mucillagini e acidi organici.</p>
<p>Il lime viene <strong>spesso confuso con il limone</strong> ma si tratta di frutti diversi, pur appartenendo alla stessa famiglia. appartengono alla stessa famiglia e allo stesso genere, ovvero, il Citrus, ma a a due specie diverse (<em>Citrus limon</em> per il limone, <em>Citrus aurantiifolia</em> per il lime). A livello organolettico, il limone ha una dimensione maggiore ed un colore giallo, mentre il lime è più piccolo e tendenzialmente di colore giallo; il limone ha un gusto più dolce e meno acido, al contrario il lime presenta un gusto più aspro; il lime presenta gusto e aroma di maggiore intensità rispetto al limone).</p>
<p>Il Lime è un <strong>naturale antiacido gastrico</strong> (contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dato il suo sapore, grazie agli acidi organici che contiene), favorisce la digestione ed ha notevoli <strong>proprietà toniche, rinfrescanti, antidiarroiche</strong>. In effetti, al lime vengono attribuite numerose proprietà:</p>
<ul>
<li><strong>digestive</strong>, grazie al contenuto in <strong>acido citrico</strong> particolarmente importante per favorire la digestione e per aiutare l’organismo a sciogliere i grassi; l’odore del lime, dovuto ai flavonoidi, porta ad una maggiore salivazione stimolando il sistema digerente, aumentano la secrezione dei succhi gastrici, bile e acidi (l’acido citrico contenuto nel frutto aiuta gli acidi dello stomaco a digerire quanto abbiamo mangiato) e stimolano il movimento peristaltico;</li>
<li><strong>immunostimolanti e antinvecchiamento</strong>: grazie alla ricchezza di vitamina C rafforza il sistema immunitario, portando avanti un’azione di contrasto nei confronti dei radicali liberi che causano l’invecchiamento cellulare;</li>
<li><strong>antinfiammatorie antiossidanti</strong>: grazie al contenuto in vitamina C e flavonoidi</li>
<li><strong>energetiche</strong>: grazie all’alto contenuto di potassio è ideale per contrastare i bruschi cali di tono;</li>
<li><strong>diuretiche</strong>: se si beve il succo di lime appena spremuto, si può ottenere un’azione efficace sia nel prevenire la formazione dei calcoli renali che nel facilitarne lo scioglimento, grazie sempre all’effetto dell’acido citrico. Inoltre, l&#8217;elevato contenuto di potassio è molto efficace nella depurazione e le sue proprietà disinfettanti aiutano a curare le infezioni del sistema urinario;</li>
<li><strong>ipocolesterolizzanti</strong>: l’assunzione di lime ai pasti è utile nell’abbassare il livello di colesterolo e dei trigliceridi nel sangue nel sangue, grazie alla presenza di <strong>esperidina</strong>.</li>
<li><strong>cosmetiche</strong>: le foglie e la buccia di questo frutto contengono essenze aromatiche ed oli essenziali che trovano impiego in profumeria, nell’erboristeria e nell’industria dei detergenti come oli per il corpo, oli per capelli, dentifrici, saponi, disinfettanti, collutori, deodoranti e molti altri prodotti; la buccia del lime, passata sulla pelle, la mantiene sana e la protegge dall’invecchiamento; il succo applicato sulla pelle direttamente la protegge dalle infezioni, oltre ad espletare un effetto deodorante per la presenza di una grande quantità di vitamina C, flavonoidi, antibiotici e disinfettanti; l’estratto di lime messo sulla pelle allontana gli insetti (è <strong>sgradevole per le zanzare</strong>); con il lime si possono preparare anche delle maschere di bellezza, in grado di contrastare le macchie scure che si formano sulla cute con l’avanzare dell’età. cura della pelle;</li>
</ul>
<p>Dal gusto dolciastro e poco aspro viene raramente <strong>consumato come un frutto</strong><strong> fresco</strong>, ma è molto <strong>usato in cucina,</strong> anche <strong>come</strong> valido <strong>sostituto del limone</strong>.</p>
<p>Rappresenta un ingrediente fondamentale della <strong>Torta di limetta</strong>, un dolce tipico della Florida.</p>
<p>Viene anche usato nella preparazione di <strong>bibite analcoliche</strong>, di <strong>cocktail </strong>(<strong>Mojito, Caipirinha, Caipiroska,</strong><strong> Daiquiri</strong>), come ingrediente di ricette, guarnizioni o come condimento delle macedonie di frutta e dei frutti di mare, talvolta anche associato al curry. Il lime è una base fondamentale per molti tumbler-cocktail. La base alcolica più utilizzata assieme a questo frutto è il gin; alcuni esempio sono: il gin tonic, il gimlet e il Rickey. Il succo di lime fresco è considerato un ingrediente insostituibile del <strong>margarita</strong>.</p>
<p>Pur essendo ricco di proprietà benefiche, non bisogna esagerare con la <strong>consumazione del lime</strong> e del suo succo, per non incorrere in alcuni effetti collaterali: il succo di lime in eccesso, infatti, può causare la formazione di ulcere allo stomaco o il deterioramento dello smalto dei denti. Non solo, se si beve molto succo di lime, si può incorrere anche in danni renali. Da tenere presente che il lime contiene alti livelli di potassio, che potrebbe essere dannoso se si soffre di problemi ai reni, quindi meglio consumarlo con moderazione.</p>
<p>Esistono anche molte piantagioni di limette che producono solo <strong>piante a scopo ornamentale</strong>, trattandosi di pianta sempreverde (come tutti i citrus) e che in condizioni favorevoli fiorisce tutto l&#8217;anno. Anche i suoi piccoli frutti colorati sono molto pittoreschi, soprattutto perché rimangono sul ramo a lungo assieme ai fiori del raccolto seguente.</p>
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		<title>Pompelmo &#124; Citrus paradisi Macfad. 1830</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/pompelmo-citrus-paradisi-macfad-1830/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 12:33:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pompelmo (Citrus paradisi Macfad., 1830) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus, e alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune pompelmo si può riferire tanto al frutto quanto al suo albero. Noto per il suo sapore amaro, il pompelmo viene prodotto dall’albero Citrus paradisi, sviluppatosi come incrocio tra arancia dolce e pomelo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>pompelmo</strong> (<em>Citrus paradisi</em> Macfad., 1830) è un albero da frutto appartenente al genere <em>Citrus</em>, e alla famiglia delle <em>Rutaceae</em>.</p>
<p>Il nome comune pompelmo si può riferire tanto al frutto quanto al suo albero.</p>
<p>Noto per il suo sapore amaro, il pompelmo viene prodotto dall’albero <em>Citrus paradisi</em>, sviluppatosi come incrocio tra arancia dolce e pomelo (<em>C. maxima</em> x <em>C. sinensis</em>), probabilmente nel XVII secolo, ma da secoli costituisce specie autonoma che si propaga per talea e per innesto.</p>
<p>Il Pomelo o Pompelmo è un albero sempreverde alto solitamente dai 5 ai 6 metri, ma può raggiungere i 13-15 metri. Le sue foglie sono di colore verde scuro, lunghe e sottili. Produce fiori bianchi composti da quattro petali. Il frutto ha un aspetto globoso di diametro di 10–15 cm ed è composto da spicchi incolori. La pianta non sopporta le gelate e il freddo, ma predilige una posizione ben soleggiata, che sia riparata dal vento.</p>
<p>Sul mercato esistono molte <strong>varietà di pompelmo</strong>, che si differenziano per il colore della polpa, lo spessore della buccia e la presenza o meno di semi. Le varietà più popolari sono tre:</p>
<ul>
<li>il <strong>pompelmo giallo</strong> (o <strong>bianco</strong>): ha polpa di colore chiaro e gusto molto acido; è ricco di vitamine, calcio, magnesio, fosforo, potassio;</li>
<li>il <strong>pompelmo rosa</strong>: è una delle varietà più apprezzate in quanto è quello dal gusto più dolce; è un ibrido derivato dalla fusione tra un normale pompelmo e un’arancia in cui è presente una maggiore quantità di fruttosio a discapito della vitamina C. In compenso però questa varietà è più ricca di vitamina A, minerali e di sostanze antiossidanti;</li>
<li>il <strong>pompelmo rosso</strong>: è simile per caratteristiche nutrizionali e per proprietà e benefici al pompelmo rosa; il colore è dato dal licopene che, insieme al betacarotene, rende questo agrume un potente frutto antiossidante adatto per proteggere l’organismo dalle cellule tumorali e dallo stress ossidativo.</li>
</ul>
<p>Molte persone scelgono di mangiare il pompelmo crudo o di spremerlo per berne il succo fresco, consapevoli dei numerosi benefici per la salute. Tuttavia, il pompelmo può anche essere grigliato e servito in una varietà di ricette, dolci e salate. Può ad esempio essere aggiunto a insalate e salse o affettato e utilizzato per impreziosire secondi piatti a base di pesce.</p>
<p><strong>Proprietà nutrizionali</strong></p>
<p>Con un ridottissimo coefficiente energetico, il pompelmo si caratterizza per essere, rispetto alla media, particolarmente povero di zuccheri semplici (6,2 g) e di calorie (26,0 kcal); apporta invece alte concentrazioni d&#8217;acqua (91,2 g) e solo tracce di proteine (0,6 g); la fibra (1,6) non risulta particolarmente abbondante; i lipidi e il colesterolo sono particolarmente assenti.</p>
<p>Per quel che concerne le vitamine, il pompelmo contiene buone quantità di vit C (40,0 mg); in merito ai sali minerali, contiene prevalentemente potassio (230,0 mg).</p>
<p>Il pompelmo è anche <strong>ricco di fitonutrienti ad azione antiossidante e antinfiammatoria</strong>, come i <strong>flavonoidi esperidina, esperperetina, naringina, naringenina, diosmina, quercetina, rutina, nobiletina, tangeretina</strong> e altri. Le varietà dalla polpa rosa contengono anche quantità significative di <strong>carotenoidi</strong> e <strong>licopene</strong>.</p>
<p>Tra tutti questi componenti, si distinguono:</p>
<ul>
<li><strong>Vitamina C</strong>
<ul>
<li>contribuisce al mantenimento della normale funzione del sistema immunitario e aiuta a prevenire (o ridurre la durata de) i malanni di stagione come influenza e raffreddore;</li>
<li>contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo;</li>
<li>sostiene il normale funzionamento del sistema nervoso;</li>
<li>contribuisce a ridurre stanchezza e affaticamento;</li>
<li>accresce l’assorbimento del ferro;</li>
<li>favorisce la formazione del collagene per la normale funzione di gengive, pelle, cartilagini e ossa.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Invero, anche altri nutrienti del pompelmo, come beta-carotene, licopene e flavonoidi, possono rafforzare il sistema immunitario</p>
<ul>
<li><strong>Flavonoidi </strong>
<ul>
<li>esibiscono effetti antiossidanti e antinfiammatori dotati di potenziali benefici nella prevenzione e nel trattamento di malattie cardiovascolari (aterosclerosi, trombosi, tromboflebiti), iperlipidemia, obesità e diabete.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Fibre</strong>
<ul>
<li>Gli agrumi – in particolare la loro buccia e la cosiddetta albedo (la pellicina bianca fibrosa che riveste la polpa) – sono una ricca fonte di pectina, una fibra solubile che viene utilizzata nell’industria alimentare come gelificante (per marmellate e gelatine) e stabilizzante (in dolci, succhi di frutta e bevande a base di latte); in ambito salutistico, oltre ad alleviare la stitichezza, è nota per la capacità di ridurre l&#8217;assorbimento intestinale di colesterolo e trigliceridi, rallentare quello degli zuccheri alimentari (per cui contribuisce a migliorare il controllo della glicemia), promuovere un peso sano.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>L’elevato contenuto di acqua, micronutrienti e fibre (in buona parte solubili), rende il pompelmo uno spuntino ipocalorico, perfetto per chi cerca di perdere peso o controllarlo. E’ bene però precisare che <strong>il pompelmo è erroneamente considerato un alimento dimagrante</strong> (N.B. non esistono alimenti dimagranti!).</p>
<p>Il pompelmo è ricco di <strong>naringenina</strong> o <strong>naringina</strong>, un flavonoide amaricante dalle proprietà antiossidanti ed ipocolesterolemiche. Sulle cavie, la somministrazione di naringenina del pompelmo (contenuta anche in altri agrumi) ha provocato degli effetti metabolici estremamente positivi, come: la normalizzazione della glicemia, del colesterolo e dei trigliceridi, e un dimagrimento più accentuato. Ovviamente, gli stessi risultati di calo ponderale non sono mai stati osservati sull&#8217;uomo (in caso contrario, avremmo scoperto la cura definitiva contro l&#8217;obesità); in definitiva, <strong>il pompelmo &#8220;fa bene&#8221;, ma &#8220;non fa dimagrire&#8221;</strong>! Si ricorda, come accennato, che la fibra rallenta la velocità con cui lo stomaco si svuota, aumenta il tempo di digestione, aiuta a mangiare meno durante il giorno e tenere a bada l’appetito</p>
<p>Tuttavia la <strong>naringenina</strong> (così come la glicirrizina della liquirizia) <strong>inibisce nel rene l&#8217;azione dell&#8217;enzima l&#8217;11-beta-idrossisteroido-deidrogenasi tipo 2</strong> (11-beta-HSD-2), il quale trasforma l&#8217;ormone cortisolo nel suo metabolita inattivo cortisone, ed è fondamentale nel controllo dell&#8217;attività dei glucocorticoidi in genere.</p>
<p>Così pure la <strong>bergamottina</strong>, contenuta sempre nel pompelmo, è un potente competitore e <strong>inibitore metabolico dell&#8217;isoforma CYP3A4 del citocromo P450 epatico, </strong>un complesso di enzimi del fegato che sovrintende al metabolismo della stragrande maggioranza delle sostanze introdotte nell&#8217;organismo, dai farmaci ai nutrienti alle sostanze tossiche (tutti insieme vanno sotto il nome di xenobiotici); l&#8217;isoforma 3A4 (una forma particolare di questo complesso enzimatico), in particolare, metabolizza circa il 50% di tutti i farmaci attualmente prescritti per le terapie. La bergamottina agendo da competitore rende meno disponibile il citocromo per le molecole di farmaco, mentre come inibitore diminuisce la produzione degli enzimi a livello epatico. Il farmaco viene quindi metabolizzato più lentamente, con conseguente aumento dello stesso nei livelli plasmatici.</p>
<p>Per questo motivo, il pompelmo ha una potenziale utilità nelle associazioni tra farmaci reciprocamente potenzianti per una generica azione sul citromo P450, diversamente pericolose.</p>
<p>L&#8217;uso eccessivo dei derivati del pompelmo porta all&#8217;inibizione del CYP3A4, citocromo epatico che è responsabile dell&#8217;elaborazione di molti farmaci. I farmaci elaborati da esso di conseguenza raggiungeranno valori plasmatici più elevati e questo fatto può portare a complicazioni rilevanti. La funzione della pillola anticoncezionale può, per esempio, essere alterata a causa di un blocco del CYP3A4 per mezzo del succo di pompelmo.</p>
<p>In conclusione, bisogna fare molta attenzione quando si consuma il pompelmo, polpa o succo, e comunque è sempre consigliabile quando si assumono farmaci,  rivolgersi per informazioni a personale qualificato o sospendere il consumo del succo di pompelmo.</p>
<p>Ai normali livelli di consumo, le interazioni tra il pompelmo e molti farmaci di uso comune (come chinino, chinidina, eritromicina, destrometorfano, ossicodone, tolvaptan, nilotinib e sunitinib) potrebbero non essere clinicamente rilevanti. Ma un elevato consumo di pompelmo potrebbe avere gravi conseguenze alterando in maniera significativa il metabolismo di altri farmaci comuni: un rallentamento o inibizione del metabolismo del farmaco potrebbe portare ad un sovradosaggio dello stesso; al contrario, un’accelerazione del metabolismo.</p>
<p>Pertanto, il succo di pompelmo può interagire con farmaci come:</p>
<ul>
<li>statine (es. simvastatina e atorvastatina);</li>
<li>farmaci per ridurre la pressione (es. nifedipina);</li>
<li>psicolettici (come alprazolam, midazolam e triazolam);</li>
<li>farmaci per il rigetto di trapianto (es. ciclosporina);</li>
<li>corticosteroidi (es. budesonide);</li>
<li>farmaci per le aritmie (es. amiodarone);</li>
<li>antistaminici (es. fexofenadina).</li>
</ul>
<p>Altri possibili effetti collaterali legati al consumo eccessivo di pompelmo e altri agrumi, possono includere:</p>
<ul>
<li>erosione dello smalto dentale, a causa dell’alto contenuto di acido citrico;</li>
<li>aumentata sensibilità ai raggi UV, a causa del contenuto di <strong>psoralene</strong>, una sostanza fotosensibilizzante che può aumentare i danni del sole sulla pelle;</li>
<li>azione fitoestrogenica, che potrebbe aumentare il rischio di cancro al seno nelle donne in postmenopausa.</li>
</ul>
<p>Infine, è importante ricordare che <strong>non esistono alimenti magici</strong>: la dieta nel suo complesso è molto più importante dei singoli alimenti nella prevenzione delle malattie e nel raggiungimento di una buona salute. È quindi meglio seguire una dieta variata piuttosto che concentrarsi sui singoli cibi come chiave per una buona salute.</p>
<p><strong>Varietà italiane più comuni</strong></p>
<ul>
<li><strong>Lungo gigante d&#8217;inverno</strong>: si raccoglie durante il periodo invernale. Ha sapore gradevole e la sua parte bianca può raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza. Può rimanere nel terreno anche durante i mesi freddi.</li>
<li><strong>Mostruoso di Carentan</strong>: varietà molto rustica, caratterizzata da un enorme bulbo che può raggiungere il diametro di 7-8 centimetri e i 25 centimetri di lunghezza. È molto resistente al freddo, molto gustoso e facilmente digeribile.</li>
<li><strong>Gigante d&#8217;Italia</strong>: la parte bianca di questa varietà può raggiungere anche i 30 centimetri, mentre il diametro non supera i 2-3 centimetri. È molto resistente alla neve. È molto apprezzato per il suo tipico sapore dolce.</li>
<li><strong>Porro lungo della riviera</strong>: si distingue per la sua lunghezza, bellezza e resa elevata.</li>
<li>La varietà <strong><em>Allium ampeloprasum var. kurrat</em></strong> chiamato comunemente <em>kurrat</em> è coltivata in Egitto e in Medio Oriente. Viene largamente utilizzato nella cucina araba e magrebina principalmente per le foglie.</li>
</ul>
<p><strong>Stagionalità</strong>: Si trova in commercio tutto l&#8217;anno, fatta eccezione per il mese di giugno, ma l&#8217;apice della sua stagione <strong>è tra novembre e febbraio</strong>.</p>
<p><strong>Uso in cucina</strong>: il porro <strong>viene usato come ortaggio e come erba aromatica</strong>, ma è anche una pianta medicamentosa. Le sue proprietà sono noto fin dal Medioevo. Si impiega crudo, come condimento, o cotto in svariate preparazioni o per il soffritto al posto della cipolla. <strong>Più delicato della cipolla, può sostituirla egregiamente</strong> in minestre, brodi, zuppe, risotti, frittate o tortini, stufati, creme e salse. Tagliato in sottili rotelline può essere consumato anche crudo in pinzimonio o utilizzato per guarnire e aromatizzare insalate.</p>
<p>Il porro viene utilizzato anche <strong>come erba aromatica</strong> per la preparazione di carni lesse, zuppe di pesce e per aromatizzare piatti di maiale e di agnello. Inoltre si può usare per avvolgere i cibi, per esempio il pesce, durante la cottura, poiché migliora la digeribilità della preparazione. Può essere bollito e poi gratinato con burro e formaggio, oppure semplicemente condito, dopo la lessatura, con olio e limone.</p>
<p>È consigliabile tagliare il porro al momento dell’uso, altrimenti tende a ossidarsi molto velocemente.</p>
<p><strong>Meglio consumarlo fresco</strong>, altrimenti col tempo tende a diventare acre. La parte bianca deve essere ben turgida e le foglie verdi serrate, fino alla metà del porro.</p>
<p>Per prepararlo all’uso bisogna eliminare la barbetta alla base del bulbo e tutta la parte verde, quindi va diviso in due per la lunghezza e lavato sotto un abbondante getto di acqua fredda. Se va utilizzato a rondelle si può praticare un&#8217;incisione lungo la sua lunghezza senza tagliare il gambo nettamente in due parti.</p>
<p><strong>Valori nutrizionali:</strong> Il porro è un ortaggio ricco di acqua, poco calorico e indicato nelle diete dimagranti. 100 g di porro crudo apportano circa 61 calorie costituite da: 83 g di acqua; 1,50 g di proteine; 0,30 g di lipidi (fra cui: 0,040 g di acidi grassi saturi, 0,004 g di acidi grassi monoinsaturi e 0,166 g di acidi grassi polinsaturi); 1.667 UI di vitamina A; 12,0 mg di vitamina C; 0,92 mg di vitamina E; 0,400 mg di niacina; 0,233 mg di vitamina B6; 0,060 mg di tiamina; 0,030 mg di riboflavina; 64 µg di folati; 47 µg di vitamina K; 180 mg di potassio; 59 mg di calcio; 35 mg di fosforo; 28 mg di magnesio; 20 mg di sodio; 2,10 mg di ferro; 0,481 mg di manganese; 0,12 mg di zinco; 1 µg di selenio.</p>
<p>Il porro è una fonte di allicina e di antiossidanti (in particolare beta-carotene e <strong>luteina/zeaxantina</strong>).</p>
<p><strong>Proprietà</strong>: Il porro è una vera e propria pianta medicamentosa per uso alimentare. Ha proprietà toniche, nervine, diuretiche, lassative, antisettiche; viene consigliato per curare dispepsie, anemie, reumatismi, artrite, gotta, affezioni urinarie, obesità, emorroidi, piaghe, punture di insetti, o ancora, se ne raccomanda l’impiego per migliorare o mantenere la freschezza della pelle del viso. È indicato nei casi di stipsi, obesità, anemia e artrite. Abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario e aiuta la prevenzione del cancro. I porri sono noti anche per le virtù di pulizia dell&#8217;intestino grazie alle sue fibre contenute nella parte bianca che risultano essere molto delicate e quindi consumate da tutti, mentre la parte verde contiene fibre più dure. Non va inoltre sottovalutato l’aspetto afrodisiaco del porro, proprietà riconosciutagli fin dai tempi antichi.</p>
<p><strong>Curiosità</strong>: L&#8217;imperatore romano Nerone fu soprannominato &#8220;il porrofago&#8221; perché ghiottissimo di questo ortaggio che utilizzava in gran quantità per schiarirsi la voce.</p>
<p><strong>Il porro è simbolo nazionale del Galles</strong>.</p>
<p>Sono dette anche &#8220;porri&#8221; le escrescenze fastidiose che compaiono sulla pelle.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Questo ortaggio non ha nessuna controindicazione nello specifico – a meno che non si abbia un&#8217;allergia legata all&#8217;<strong>allicina</strong> – ed è consigliabile limitarne il consumo se si soffre di pressione bassa e di incontinenza urinaria.</p>
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		<title>Clementina &#124; Citrus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/clementina-citrus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2022 18:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Arancio Amaro]]></category>
		<category><![CDATA[Clément Rodier]]></category>
		<category><![CDATA[clementina]]></category>
		<category><![CDATA[esperidina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La clementina (Citrus × clementina) è un agrume, appartenente al gruppo degli ibridi fra mandarino e arancio amaro. Per questo motivo è anche comunemente conosciuta col nome di mandarancio. Il suo nome deriva dal francese clèmentine da Fra Clément Rodier, il padre missionario che ne individuò la pianta nel 1892 durante una missione in Algeria. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>clementina</strong> (Citrus × clementina) è un agrume, appartenente al gruppo degli ibridi fra mandarino e arancio amaro. Per questo motivo è anche comunemente conosciuta col nome di <strong>mandarancio</strong>.</p>
<p>Il suo nome deriva dal francese <em>clèmentine</em> da Fra Clément Rodier, il padre missionario che ne individuò la pianta nel 1892 durante una missione in Algeria. Sebbene la scoperta risalga a quegli anni e a quel luogo, pare che le clementine esistessero già nel 1000 a.C. in Cina e in Giappone. Oggi, la pianta delle clementine viene coltivata soprattutto in Marocco, in Tunisia, nel Sud Italia ed in Spagna.</p>
<p>Le clementine cominciano a formarsi intorno alla metà di ottobre, per poi maturare durante i mesi invernali. La maturazione delle clementine, infatti, avviene tipicamente in autunno, mentre la disponibilità del frutto prosegue fino a febbraio. Fiorisce e fruttifica lentamente e irregolarmente, in quanto molto suscettibile agli sbalzi di temperatura, e la raccolta avviene una volta l’anno.</p>
<p>L’albero della clementina è molto simile a quello del mandarino, ma ne differisce perché più alto, foglie più grandi, profumo è meno intenso. Le differenze principali si notano nel colore della polpa, decisamente più aranciato, e nella forma non appiattita come i mandarini, ma rotonda. Come il mandarino, si sbuccia e si divide in spicchi con facilità; il gusto è più simile all’arancia, con un perfetto equilibrio tra l’agro e il dolce. A differenza del mandarino, gli spicchi della clementina sono quasi completamente privi di semi. Molto profumate e dolciastre, le clementine vengono consumate fresche o utilizzate per la preparazione di sciroppi, succhi, marmellate, e in molte ricette di pasticceria per la preparazione di torte e crostate, o per ottenere gelati sorbetti e gelatine.</p>
<p>A livello di proprietà organolettiche <strong>le clementine</strong>, come tutti gli agrumi,<strong> sono ricche di vitamina C</strong>, utili a rafforzare il sistema immunitario contro i malanni stagionali, come aiuto a prevenire patologie cardiovascolari, e nel processo di disintossicazione dell’organismo da sostanze nocive accumulate nel tempo.</p>
<p>Inoltre, contengono <strong>vitamina A</strong> – e il suo derivato retinolo –, che ha un’importanza fondamentale per la vista poiché, insieme ai carotenoidi, fa parte dei componenti della <strong>rodopsina</strong>, la sostanza presente sulla retina che garantisce all’occhio la sensibilità alla luce. La vitamina A è utile per lo sviluppo delle ossa e per il loro rafforzamento nel tempo, oltre che per la crescita dei denti, e si distingue per la sua capacità di fornire una risposta immunitaria al nostro organismo.</p>
<p>Recenti scoperte scientifiche hanno dimostrato che la vitamina A ha anche significative proprietà antitumorali. Inoltre, grazie alla presenza di antiossidanti come la <strong>naringina</strong>, le clementine, così come gli agrumi in generale, possono contribuire a ridurre il colesterolo; o come l’<strong>esperidina</strong>, proteggono le cellule da agenti ossidanti, riducendo il rischio di tumori e malattie cardiovascolari; o come la <strong>narirutina</strong>, potrebbero aiutare a migliorare la salute mentale.</p>
<p>Ne esistono tre varietà principali: <strong>senza semi</strong>, <strong>clementine</strong> comuni (con un massimo di 10 semi) e <strong>Monreal</strong> (con più di 10 semi).</p>
<p>Si conoscono anche:</p>
<ul>
<li><strong>Clementine primo sole</strong>: con un periodo di maturazione che va da ottobre fino ai primi di novembre, le clementine primo sole nascono dall’incrocio tra il Miyagawa (o Citrus unshiu, un mandarino di origine cinese) e il mandarino, ereditando la precocità dal primo e la dolce succosità dal secondo. La sua polpa si presenta di colore arancione e priva di semi, e viene consumato fresco, o destinato alla produzione di succhi, marmellate e gelati.</li>
<li><strong>Clementine Nova</strong>: nate da un incrocio tra il tangelo Orlando e la clementina comune, si presenta con una forma oblata e schiacciata ai poli, un colore arancio intenso e un calibro medio grosso; la polpa molto succosa, a differenza del mandarino normale, ha un colore più aranciato e un gusto più acidulo, simile a quello delle arance ma con un piacevole contrasto tra acidità e dolcezza; in effetti, le clementine Nova possiedono un piacevole bilanciamento tra acidità e zuccheri, che conferisce al frutto un sapore molto particolare; è inoltre priva di semi e profumatissima, come i mandarini.</li>
</ul>
<p>La ricerca negli ultimi anni ha di molto intensificato le proprie attività, sia in risposta alle mutate condizioni climatiche, sia per prolungare il calendario di produzione delle clementine. Attualmente le innovazioni varietali più significative sono state raggiunte dalla ricerca all&#8217;estero, in primis in Spagna, dove sono state selezionate varietà precoci come l&#8217;<strong>Orogros</strong>, e medio tardive (<strong>Sando</strong>), ma anche in Marocco (mandarino tardivo <strong>Nadorcot</strong>), USA (mandarino tardivo <strong>Tango</strong>), Israele (mandarino <strong>Orri</strong>). Anche l’Italia si è attivata promuovendo un programma di miglioramento genetico della clementina italiana. Primo risultato sono le <strong>Clementine Perrina, </strong>una varietà di clementine il cui costitutore è l’agronomo calabrese Francesco Perri; si tratta di una selezione clonale, ottenuta da una mutazione gemmaria derivante dalla clementina comune, a maturazione tardiva</p>
<p>In cucina, le clementine si possono utilizzare per preparare spremute, marmellate e dolci e si abbinano molto bene al cioccolato, ma anche alle preparazioni salate. Se aggiunte alle insalate a base di foglie leggermente amare come indivia e/o radicchio ne smorzano il sapore bilanciando così la pietanza. Si sposano bene anche a pietanze a base di pesce e crostacei e in particolare il loro succo può rendere più interessanti i risotti.</p>
<p>A Natale, inoltre, sono spesso utilizzate in abbinamento alla faraona, sia per insaporirla che per decorare i piatti.</p>
<p>Dalle clementine si può estrarre un <strong>olio essenziale</strong> che si presta all’aromaterapia (viene usato per combattere l’affaticamento, per migliorare l’umore e per rivitalizzare il corpo e la mente e per migliorare la qualità del sonno) e all’uso topico (può dare benefici in soggetti con pelle grassa e/o acne)</p>
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		<title>Borsa di pastore &#124; Capsella bursa-pastoris</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/borsa-di-pastore-capsella-bursa-pastoris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 11:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido bursico]]></category>
		<category><![CDATA[acido bursinico]]></category>
		<category><![CDATA[borsa da pastore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La borsa di pastore chiamata anche da pastore o del pastore, è una pianta erbacea annuale (a volte biennale) appartenente alla famiglia delle Brassicaceae; la si riconosce facilmente per i caratteristici frutti a forma di cuore. La Borsa del pastore è tra le erbe infestanti più comuni nelle campagne italiane. E’ una pianta infestante molto &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>borsa di pastore</strong> chiamata anche da pastore o del pastore, è una pianta erbacea annuale (a volte biennale) appartenente alla famiglia delle <em>Brassicaceae</em>; la si riconosce facilmente per i caratteristici frutti a forma di cuore. La Borsa del pastore è tra le erbe infestanti più comuni nelle campagne italiane.</p>
<p>E’ una pianta infestante molto comune perché producendo una grandissima quantità di semi, si propaga e si autosemina spontaneamente e continuamente; come pianta annuale può riprodursi fino a quattro volte l&#8217;anno. A causa della sua natura poco esigente e della sua persistenza, viene spesso, erroneamente, considerata un&#8217;erbaccia. Si trova un po’ ovunque: nei prati, nei campi incolti, lungo i muri delle case, nei sentieri, ecc. Diffusa sia in pianura che in montagna. Assorbe parzialmente i sali da terreni molto salati, rendendoli utilizzabili per altre piantagioni. Si può raccogliere per tutto il periodo dell’anno ma il periodo migliore è quello che va da giugno ad agosto, quando la pianta è in fiore. Si usa la sommità fiorita della pianta sia fresca che essiccata. Non si usano le radici.</p>
<p>L&#8217;epiteto specifico <em>bursa-pastoris</em> deriva dal latino tardo <em>bursa</em> (a sua volta dal greco <em>βύρσα, býrsa</em>, &#8220;pelle&#8221;) e dal genitivo di <strong>pastor</strong>, &#8220;del pastore&#8221;, probabilmente per la forma delle silique, a cui fa riferimento anche il nome inglese <em>mother&#8217;s heart</em>. Conosciuta fin dall’antichità, nella prima guerra mondiale è stata usata come rimedio emostatico in mancanza di altri mezzi non reperibili. La storia narra che un pastore che curava con questa umile erba le sue pecore sia riuscito a placare un’emorragia uterina ad una donna facendole assumere ogni ora un cucchiaio di succo ottenuto da questa pianta.</p>
<p>In cucina si usano le foglie, in modo analogo al crescione o al cavolo selvatico, i semi crudi o arrostiti, i baccelli interi come condimento e spezia. I frutti, dalla forma simile a dei piccoli cuori (o semplicemente a una borsa da pastore), si possono mangiare anche crudi ed hanno un sapore di nocciola e speziato che si sposa bene con l&#8217;insalata e la cagliata alle erbe. Questa pianta è conosciuta anche come &#8220;<strong>senape del contadino</strong>&#8220;, principalmente perché utilizzata come sostituto della senape, e contiene anche i benefici glicosidi dell&#8217;olio di senape. È una verdura molto utilizzata nella cucina asiatica. Dal sapore simile al cavolo, le giovani foglie possono essere mangiate come “<strong>insalata dei campi</strong>” e dicono abbia proprietà contro l&#8217;ipertensione, oppure la rosetta basale può servire nelle “<strong>minestre primaverili</strong>” o come “<strong>erbette per la minestra</strong>”. In Cina e America Settentrionale, sui mercati alimentari, è considerata pianta commerciale. Dai semi si può estrarre un olio commestibile.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite <strong>proprietà</strong> curative: <strong>antiemorragiche, emostatiche, astringenti</strong>. In modo particolare, le parti aeree della borsa pastore contengono flavonoidi (<strong>rutina, luteolin-7rutinoside, diosmina, quercetina, esperidina</strong>), olio essenziale, aminoacidi (soprattutto <strong>prolina</strong>), alcaloidi (<strong>burserina</strong>), <strong>saponine</strong>, glucosidi (<strong>acido bursinico</strong>) e <strong>tannini</strong>.</p>
<p>I principi attivi, in particolare l&#8217;<strong>acido bursico</strong>, presenti nel fitocomplesso hanno tutti la proprietà di arrestare le emorragie interne, nelle emottisi (emissione di sangue dalle vie respiratorie, di solito con un colpo di tosse), in caso di ematuria (presenza di sangue nelle urine) e metrorragia (perdita di sangue dall&#8217;utero, indipendente dal flusso mestruale). Le <strong>proprietà emostatiche</strong> della pianta sono impiegate anche nelle emorragie nasali (epistassi), o in quelle dovute a emorroidi e nella cura delle gengiviti con sanguinamento.</p>
<p>Inoltre la pianta è in grado di far contrarre la muscolatura dell’utero, regolarizzando il flusso ematico troppo abbondante o doloroso durante le mestruazioni, quando si manifesta eccessivamente abbondante (menorragia o ipermenorrea).</p>
<p>L&#8217;azione astringente della borsa pastore non è utile solo al sistema circolatorio, nel trattamento delle varici e di altri disturbi da insufficienza venosa, ma risulta indicata al sistema enterico, anche in caso di diarrea.</p>
<p>Una caratteristica speciale della pianta sono i suoi semi carnivori, che possono essere usati come <strong>insetticida</strong>. Se imbevuti d&#8217;acqua, i semi attirano le mosche, che si attaccano alla loro superficie appiccicosa e poi muoiono. Con un preparato fatto coi semi è possibile anche combattere le larve di insetti.</p>
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