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	<title>erba di san Guglielmo. Fegato Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Agrimonia &#124; Agrimonia eupatoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 15:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido ursolico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’agrimonia comune è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia (tassonomia) delle Rosaceae e al genere Agrimonia; è chiamata anche erba di san Guglielmo. Cresce spontaneamente sotto forma di arbusto (fino a 80 cm) in zone climatiche prevalentemente temperate, in particolare lungo le strade e i sentieri di campagna. L&#8217;infiorescenza è composta da molti piccoli &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>agrimonia</strong> comune è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia (tassonomia) delle <em>Rosaceae</em> e al genere Agrimonia; è chiamata anche <strong>erba di san Guglielmo</strong>. Cresce spontaneamente sotto forma di arbusto (fino a 80 cm) in zone climatiche prevalentemente temperate, in particolare lungo le strade e i sentieri di campagna. L&#8217;infiorescenza è composta da molti piccoli fiori gialli, aventi ognuno un calice di cinque pezzi attaccati ad un tubo che ha all&#8217;apice una corolla con cinque petali gialli; il frutto è composto da due acheni racchiusi nel tubo del calice, riconoscibili dal tipico anello di aculei nell’estremità superiore. Le foglie dell’agrimonia sono dentellate e caratterizzate da un colore verde vivo.</p>
<p>L&#8217;agrimonia è un&#8217;erba officinale e medicinale di cui si utilizzano le sommità fiorite che contengono <strong>triterpeni</strong> (<strong>acido ursolico</strong>), <strong>tannini, fitosteroli, olio essenziale, flavonoidi (apigenina, luteolina, quercitina), acidi (citrico, malico, nicotinico, ascorbico) vitamine (C, K e B1), glicoside amaro (eupatorina)</strong> che conferiscono alla pianta una generale attività stimolante la funzionalità epatica. È conosciuta per le sue proprietà già ai tempi di Plinio il Vecchio che la consigliava appunto per le affezioni al fegato. Infatti le sommità fiorite esercitano un&#8217;<strong>azione</strong> <strong>coleretica</strong>, cioè aumentano la secrezione biliare; e <strong>colagoga</strong>, cioè facilitano la produzione ed espulsione della bile, favorendo così il corretto funzionamento dell&#8217;organo emuntore. Inoltre, la pianta <strong>è in grado di ridurre la glicemia</strong> nei soggetti affetti da diabete alimentare lieve, ma non ha azione insulino-simile e non è in grado, perciò, di ridurre significativamente la glicemia nei casi più seri. La presenza di <strong>triterpeni e tannini</strong> ne giustificano l&#8217;impiego anche per uso esterno, come rimedio <strong>antinfiammatorio</strong>, <strong>cicatrizzante</strong>, in caso di lesioni cutanee, piaghe, ferite, abrasioni, screpolature; e come antisettico ed analgesico in svariate dermopatie, nelle quali manifesta anche un&#8217;<strong>azione antipruriginosa e antistaminica</strong>, dovuta alla presenza dell&#8217;acido ursolico, che ha un&#8217;attività paragonabile al cortisone. Infine l&#8217;agrimonia possiede <strong>proprietà decongestionante e astringente</strong> anche sui tessuti delle mucose, in caso di infiammazioni agli occhi, come la congiuntivite o del cavo orale, come il mal di gola, tonsillite, faringite e rinofaringite. Agisce anche sulle affezioni delle vie respiratorie come bronchite e asma perché è un broncodilatatore. Invece per uso interno, questi principi attivi aiutano a normalizzare le enteriti catarrali, colite, diarrea, infezioni gastrointestinali. Ha proprietà analgesiche efficaci per la cura di nevralgie, artriti, periartriti, ma è anche un ottimo digestivo e un decongestionante naturale.</p>
<p>L’agrimonia si assume principalmente sotto forma di decotto, tisana o infuso ottenuto dalle foglie.</p>
<p>In cosmesi gli estratti di agrimonia vengono utilizzati in formulazioni adatte al trattamento di irritazioni o pelli e capelli grassi.</p>
<p>Anche se l’agrimonia non trova particolari applicazioni in cucina, il suo estratto è ottimo per preparare té e tisane dal retro-gusto amarognolo.</p>
<p>L&#8217;assunzione prolungata di <em>Agrimonia eupatoria</em> può comportare interazioni con l&#8217;assorbimento di molti farmaci, in relazione all&#8217;alto contenuto in tannini della droga (possibili interazioni con gli ipoglicemizzanti orali). E’ sconsigliata a persone che assumono antivitamine K o farmaci per il trattamento di ipertensione o ipotensione.</p>
<p>Recenti studi hanno evidenziato come gli estratti acquosi ricavati dalle foglie posseggano un’attività insulino-simile e stimolante la secrezione insulinica, e quindi un’azione ipoglicemizzanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Cenni storici</em></strong></p>
<p>Etimologicamente il nome deriva, secondo alcuni, dal greco <em>àgros </em>&#8220;campo&#8221; e <em>monè </em>&#8220;dimora&#8221;, cioè che dimora nei campi; secondo altri sarebbe una corruzione da <strong>Argemone</strong>, una specie di papavero usato per curare le ulcere dell’occhio (in greco argema).</p>
<p>Il secondo termine, <strong>eupatoria</strong>, deriva dal nome di <strong>Mitridate Eupatore</strong>, re del Ponto tra il I e il II secondo a.C. che per primo ne avrebbe testato le qualità terapeutiche. Tuttavia, non bisogna dimenticare che in greco &#8220;fegato&#8221; si dica èpar – èpatos e che in effetti, le sommità della pianta, hanno infiorescenze gialle come la bile e che per segnatura del colore, secondo la <strong>Teoria delle Segnature</strong>, sono annoverate da millenni tra i migliori rimedi depurativi del fegato.</p>
<p>Ildegarda di Bingen (sec. X) reputava la pianta uno dei più grandi rimedi nelle malattie mentali: <em>«Se un uomo perde l&#8217;intelligenza e la ragione, si cominci col tagliargli i capelli, dopo si faccia bollire l&#8217;Agrimonia nell&#8217;acqua e con quest&#8217;acqua gli si lavi la testa; un panno contenente la stessa erba gli sarà applicato sul cuore fino a che egli prova un deliquio, gliela si metterà allora sulla fronte e nelle tempie: l&#8217;intelligenza e la ragione saranno purificate e il malato sarà libero dalla sua follia».</em></p>
<p>Culpeper nel 1652 scriveva: <em>«Il fegato è il formatore del sangue, ed il sangue colui che nutre il corpo, e l&#8217;Agrimonia è quella che fortifica il fegato».</em></p>
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