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	<title>dieta chetogenica Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>dieta chetogenica Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>La dieta chetogenica può ridurre i batteri intestinali buoni e aumentare i livelli di colesterolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Aug 2024 09:21:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[batteri intestinali]]></category>
		<category><![CDATA[colesterolo]]></category>
		<category><![CDATA[dieta chetogenica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio rivela che le diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati possono aumentare i livelli di colesterolo e ridurre i batteri intestinali benefici, in particolare i Bifidobacterium. La ricerca del Centre for Nutrition, Exercise, and Metabolism ha coinvolto 53 adulti sani per un massimo di 12 settimane. I partecipanti hanno seguito una dieta moderatamente &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio rivela che le diete chetogeniche a basso contenuto di carboidrati possono aumentare i livelli di colesterolo e ridurre i batteri intestinali benefici, in particolare i <em>Bifidobacterium</em>.</p>
<p>La ricerca del <em>Centre for Nutrition, Exercise</em>, <em>and Metabolism</em> ha coinvolto 53 adulti sani per un massimo di 12 settimane. I partecipanti hanno seguito una dieta moderatamente ricca di zuccheri (controllo), una dieta povera di zuccheri (meno del 5% di calorie da zuccheri) o una dieta chetogenica (cheto) povera di carboidrati (meno dell&#8217;8% di calorie da carboidrati).</p>
<p>La ricerca è stata pubblicata su <em>Cell Reports Medicine</em>.</p>
<p>I risultati principali ottenuti includono:</p>
<ul>
<li><strong>Aumento del colesterolo</strong>: la dieta chetogenica ha aumentato i livelli di colesterolo, in particolare nelle particelle LDL di piccole e medie dimensioni. La dieta ha aumentato l&#8217;apolipoproteina B (apoB), che causa l&#8217;accumulo di placca nelle arterie. Al contrario, la dieta a basso contenuto di zuccheri ha ridotto significativamente il colesterolo nelle particelle LDL.</li>
<li><strong>Riduzione dei batteri intestinali favorevoli</strong>: la dieta chetogenica ha alterato la composizione del microbioma intestinale, in particolare riducendo i bifidobatteri, batteri benefici spesso presenti nei probiotici. Questi batteri hanno benefici di vasta portata: producono vitamine del gruppo B, inibiscono patogeni e batteri nocivi e abbassano il colesterolo. La restrizione dello zucchero non ha avuto un impatto significativo sulla composizione del microbioma intestinale.</li>
<li><strong>Tolleranza al glucosio</strong>: la dieta chetogenica ha ridotto la tolleranza al glucosio, il che significa che l&#8217;organismo degli adulti è diventato meno efficiente nel gestire i carboidrati.</li>
<li>Entrambe le diete hanno portato alla <strong>perdita di grasso</strong>: la dieta chetogenica ha portato a una perdita media di massa grassa di 2,9 kg a persona, mentre la dieta con restrizione di zuccheri ha portato a una perdita media di massa grassa di 2,1 kg a persona in 12 settimane.</li>
<li><strong>Metabolismo</strong>: i ricercatori hanno anche notato che la dieta chetogenica provocava cambiamenti significativi nel metabolismo dei lipidi e nell&#8217;uso dell&#8217;energia muscolare, spostando la preferenza del corpo dal glucosio ai grassi.</li>
<li><strong>Livelli di attività fisica</strong>: sia la restrizione dello zucchero che le diete cheto hanno portato alla perdita di grasso senza modificare i livelli di attività fisica. Studi precedenti del <em>Centre for Nutrition, Exercise and Metabolism</em> hanno dimostrato che saltare la colazione o il digiuno intermittente causano riduzioni dell&#8217;attività fisica.</li>
</ul>
<p>Il ricercatore principale, il dott. Aaron Hengist, ha evidenziato i preoccupanti risultati sul colesterolo: &#8220;Nonostante la riduzione della massa grassa<strong>, la dieta chetogenica ha aumentato i livelli di grassi sfavorevoli </strong>nel sangue dei nostri partecipanti, il che, se mantenuto per anni, potrebbe avere implicazioni sulla salute a lungo termine, come un aumento del rischio di malattie cardiache e ictus&#8221;.</p>
<p>Il dott. Russell Davies, che ha guidato la ricerca sul microbioma, ha spiegato l&#8217;impatto sulla salute intestinale: &#8220;La fibra alimentare è essenziale per la sopravvivenza dei batteri intestinali benefici come i bifidobatteri. La dieta chetogenica ha ridotto l&#8217;assunzione di fibre a circa 15 grammi al giorno, metà dell&#8217;assunzione raccomandata dal NHS. Questa <strong>riduzione dei bifidobatteri potrebbe contribuire a significative conseguenze sulla salute a lungo termine</strong>, come un aumento del rischio di disturbi digestivi come la sindrome dell&#8217;intestino irritabile, un aumento del rischio di infezioni intestinali e una funzione immunitaria indebolita.&#8221;</p>
<p>Il professor Javier Gonzalez, che ha supervisionato la ricerca, ha commentato i risultati relativi al glucosio: &#8220;<strong>La dieta chetogenica ha ridotto i livelli di glucosio a digiuno, ma ha anche ridotto la capacità del corpo di gestire i carboidrati da un pasto</strong>. Misurando le proteine ​​nei campioni muscolari prelevati dalle gambe dei partecipanti, pensiamo che questa sia probabilmente una risposta adattiva al consumo di meno carboidrati ogni giorno e riflette la resistenza all&#8217;insulina nell&#8217;immagazzinare carboidrati nei muscoli. Questa resistenza all&#8217;insulina non è necessariamente una cosa negativa se le persone seguono una dieta chetogenica, ma se questi cambiamenti persistono quando le persone tornano a una dieta più ricca di carboidrati, potrebbe aumentare il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 a lungo termine&#8221;</p>
<p>Alla luce di questa nuova ricerca, gli accademici concludono che se si sta prendendo in considerazione una dieta, una dieta a basso contenuto di zuccheri sarà migliore per la maggior parte delle persone. Sono necessari ulteriori studi per comprendere in che modo gli individui possano trarre beneficio da ciascun tipo di dieta. Il governo raccomanda che gli zuccheri liberi (quelli aggiunti a cibi o bevande o presenti naturalmente in miele, sciroppi, succhi di frutta e frullati) siano limitati a meno del 5% dell&#8217;apporto energetico totale. Il professor Dylan Thompson, che ha anche supervisionato il lavoro, ha affermato: &#8220;La dieta chetogenica è efficace per la perdita di grasso, ma ha vari effetti metabolici e sul microbioma che potrebbero non essere adatti a tutti. Al contrario, la restrizione dello zucchero supporta le linee guida governative per ridurre l&#8217;assunzione di zucchero libero, promuovendo la perdita di grasso senza evidenti impatti negativi sulla salute.&#8221;</p>
<p><strong>Punti salienti</strong>:</p>
<ul>
<li>Un basso apporto di zuccheri o carboidrati liberi riduce il grasso corporeo ma non il dispendio energetico</li>
<li>Limitare lo zucchero abbassa l&#8217;LDL-C con un impatto minimo sul metabolismo o sul microbioma intestinale</li>
<li>Quattro settimane di dieta chetogenica aumentano il profilo delle lipoproteine ​​aterogeniche</li>
<li>La dieta chetogenica altera la diversità beta microbica intestinale e il fenotipo del muscolo scheletrico</li>
</ul>
<p>Hengist A, Davies RG, Walhin JP, Buniam J, Merrell LH, Rogers L, Bradshaw L, Moreno-Cabañas A, Rogers PJ, Brunstrom JM, Hodson L, van Loon LJC, Barton W, O&#8217;Donovan C, Crispie F, O&#8217;Sullivan O, Cotter PD, Proctor K, Betts JA, Koumanov F, Thompson D, Gonzalez JT. Ketogenic diet but not free-sugar restriction alters glucose tolerance, lipid metabolism, peripheral tissue phenotype, and gut microbiome: RCT. Cell Rep Med. 2024 Aug 1:101667. doi: 10.1016/j.xcrm.2024.101667. Epub ahead of print. PMID: 39106867.</p>
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		<title>Dieta chetogenica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/dieta-chetogenica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 10:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Diete]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[acetone]]></category>
		<category><![CDATA[acido acetoacetico]]></category>
		<category><![CDATA[acido β-idrossibutirrico]]></category>
		<category><![CDATA[chetoacidosi]]></category>
		<category><![CDATA[chetosi]]></category>
		<category><![CDATA[corpi chetonici]]></category>
		<category><![CDATA[dieta chetogenica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta ipocalorica]]></category>
		<category><![CDATA[dieta low carb]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nata intorno agli anni ’20 del secolo scorso, la dieta chetogenica è stata in principio studiata per combattere l’epilessia, ma visti gli effetti che aveva sull’organismo, ovvero il miglioramento del metabolismo e la conseguente perdita di peso, è stata sempre più utilizzata come regime alimentare per dimagrire e combattere l’obesità. La dieta chetogenica propone un &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nata intorno agli anni ’20 del secolo scorso, la dieta chetogenica è stata in principio studiata per <strong>combattere l’epilessia</strong>, ma visti gli effetti che aveva sull’organismo, ovvero il miglioramento del metabolismo e la conseguente perdita di peso, è stata sempre più utilizzata come regime alimentare per dimagrire e combattere l’obesità.</p>
<p>La dieta chetogenica propone un ribaltamento degli equilibri tra macronutrienti previsti dalla dieta mediterranea: se quest’ultima raccomanda un apporto energetico giornaliero proveniente per il 45-60% dai carboidrati, non più del 35% dai grassi e circa il 10% dalle proteine, nella dieta chetogenica i grassi rappresentano il 70-75% delle calorie giornaliere, le proteine il 20-25%, i carboidrati meno del 5%.</p>
<p>Il ragionamento che sta dietro alla dieta chetogenica è molto semplice: <strong>se il corpo è a corto di carboidrati, utilizza i grassi per produrre energia. Questo fa sì che l’organismo bruci i grassi molto velocemente e, di conseguenza, si perda peso in modo rapido</strong>.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la dieta chetogenica?</strong></p>
<p>La <strong>dieta chetogenica</strong> è un regime alimentare basato sulla riduzione dei carboidrati alimentari, in modo da obbligare l&#8217;organismo a produrre autonomamente il glucosio necessario alla sopravvivenza e ad aumentare il consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo: i grassi diventano la fonte di energia. In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso esse cominciano a utilizzare i grassi, tutte tranne le cellule nervose che non hanno la capacità di farlo. Si avvia così un processo che porta alla formazione di molecole chiamate <strong>corpi chetonici</strong>, che possono essere utilizzati dal cervello come riserva energetica al posto del glucosio.  L&#8217;eccesso indesiderato di corpi chetonici, responsabile della tendenza all&#8217;abbassamento del pH sanguigno, è detto <strong>chetosi.</strong> Quando nel sangue la concentrazione di chetoni supera 0,2 mmol/L, si raggiunge la chetosi e si inizia a perdere peso. Per arrivare ad uno stato di chetosi bastano un paio di giorni in cui si assumono tra i 20 e i 50 grammi di carboidrati (in media se ne dovrebbero consumare 250 grammi).</p>
<p><strong>Dieta chetogenica significa pertanto &#8220;dieta che produce corpi chetonici</strong>&#8220;.  I corpi chetonici sono tre composti regolarmente prodotti in quantità minime e quindi normalmente presenti nel sangue in piccole quantità. Questi composti sono l&#8217;<strong>acetone</strong>, l&#8217;<strong>acido acetoacetico </strong>e l&#8217;<strong>acido β-idrossibutirrico</strong>; sono facilmente smaltibili con le urine e la ventilazione polmonare; nella dieta chetogenica i corpi chetonici raggiungono un livello superiore alla condizione normale.</p>
<p>Anche l&#8217;attività motoria incide, positivamente o negativamente (a seconda del caso), sulla condizione di <strong>chetoacidosi</strong>.</p>
<p>La presenza di corpi chetonici nel sangue esercita diversi effetti sull&#8217;organismo; alcuni vengono considerati utili nel processo di dimagrimento, altri sono di tipo &#8220;collaterale&#8221;.</p>
<p>Non esiste un solo tipo di dieta chetogenica e sono chetogenici tutti gli stili alimentari che forniscono una quantità di calorie, carboidrati e talvolta di proteine inferiore al necessario; sono senz&#8217;altro <em>low carb</em> e potenzialmente chetogeniche, ad esempio, la <strong>dieta Atkins</strong> e la <strong>LCHF </strong>(low carb, high fat &#8211; basso contenuto di carboidrati, grassi elevati).</p>
<p>La dieta chetogenica necessita quindi di una programmazione minuziosa che deve essere realizzata da specialisti: basta infatti un minimo sgarro in termini di assunzione di carboidrati per bloccare la chetosi e ristabilire il normale meccanismo di produzione di energia a partire dal glucosio.</p>
<p>La chetosi, in generale, si raggiunge quando si digiuna per qualche giorno. Ovviamente <strong>questa situazione non è sostenibile</strong>, ma la dieta chetogenica agisce proprio come il digiuno. Lasciando l’organismo senza carboidrati, lo “inganna”, facendogli credere di non aver assunto nessun alimento, il che lo sprona ad utilizzare i grassi come fonte di energia, cui consegue la perdita di peso corporeo.</p>
<p>Un’alimentazione ricca di grassi favorisce il senso di sazietà e, contemporaneamente, la presenza dei corpi chetonici riduce il bisogno di cibo (effetto anoressizzante). Con i carboidrati avviene invece esattamente il contrario: più se ne mangiano, più si mangerebbero.</p>
<p><strong>Caratteristiche della dieta chetogenica</strong></p>
<p>La dieta chetogenica (in inglese ketogenic diet o keto diet) è uno schema nutrizionale caratterizzato da:</p>
<ul>
<li>basso contenuto di calorie (<strong>dieta ipocalorica</strong>)</li>
<li>basso contenuto percentuale e assoluto di carboidrati (<strong>dieta low carb</strong>)</li>
<li>alto contenuto percentuale di proteine, anche se la quantità assoluta (in grammi) è più spesso di media entità (tener presente che gli amminoacidi neoglucogenetici possono venire utilizzati dal fegato per produrre glucosio)</li>
<li>alto contenuto percentuale di lipidi.</li>
</ul>
<p>In particolare, la ripartizione energetica è la seguente:</p>
<ul>
<li>10% da carboidrati</li>
<li>15-25% di proteine (non dimenticando che le proteine, contenendo anche amminoacidi glucogenici, partecipano a sostenere il livello di glucosio nel sangue)</li>
<li>70% o più da grassi.</li>
</ul>
<p>In genere, si consiglia di mantenere un&#8217;assunzione di carboidrati inferiore o uguale a 50 g/die, organizzata idealmente in 3 porzioni con 20 g ciascuna.</p>
<p>Per raggiungere l’obiettivo è importante mangiare alimenti che non contengono carboidrati, limitare quelli che ne apportano pochi ed evitare i cibi che ne sono ricchi.</p>
<p>Gli <strong>alimenti consigliati</strong> sono:</p>
<ul>
<li>Carne, prodotti della pesca e uova – I gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Formaggi &#8211; II gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Grassi e oli da condimento – V gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Ortaggi – VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti.</li>
</ul>
<p>Sono invece <strong>sconsigliati</strong>:</p>
<ul>
<li>Cereali, patate e derivati – III gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Legumi – IV gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Frutti &#8211; VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Bibite dolci, dolciumi vari, birra ecc.</li>
</ul>
<p>Per identificare un eventuale <strong>stato di chetosi</strong> è possibile <strong>svolgere dei test dell&#8217;urina</strong> (con appositi strip per l&#8217;urina), <strong>del sangue</strong> (misuratori ematici dei chetoni) <strong>o del respiro</strong> (analizzatore dei chetoni nell&#8217;alito). Tuttavia si può anche fare affidamento a certi <strong>sintomi &#8220;rivelatori</strong>&#8220;, che non richiedono nessun test:</p>
<ul>
<li>Bocca asciutta e sensazione di sete</li>
<li>Aumento della diuresi (per la filtrazione di acetoacetato)</li>
<li>Alito o sudore acetonico (per la presenza di acetone) che scappa attraverso il nostro respiro</li>
<li>Riduzione dell&#8217;appetito</li>
</ul>
<p><strong>Chetoni che devono essere presenti nel sangue </strong></p>
<p>Non esiste una vera e propria distinzione tra chetosi e non chetosi. Il livello di questi composti è influenzato dalla dieta e dallo stile di vita. Tuttavia, è possibile affermare che esiste un range ottimale per il corretto funzionamento della dieta chetogenica:</p>
<ul>
<li>Tra 0,5-1,5 mmol/l si parla di chetosi leggera</li>
<li>Con 1,5-3 mmol/l la chetosi è definita ottimale</li>
<li>Valori di oltre 3 mmol/l, oltre a non essere maggiormente efficaci, compromettono lo stato di salute (soprattutto in caso di diabete mellito tipo 1)</li>
<li>Valori oltre 8-10 mmol/l sono difficili da raggiungere con la dieta. Talvolta vengono ottenuti nelle malattie o per mezzo di attività fisica inadeguata; si correlano a sintomi anche molto gravi.</li>
</ul>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Attuare una dieta chetogenica richiede un controllo e un monitoraggio piuttosto accurati. Per di più, non può (o meglio, non dovrebbe) essere protratta troppo a lungo. Sono generalmente ben tollerate circa 3 settimane, ovvero 21 giorni.</p>
<p>Per questo, è stato prodotto e pubblicato un libro intitolato &#8220;21-Day Ketogenic Diet Weight Loss Challenge: Recipes and Workouts for a Slimmer, Healthier You&#8221;. Il testo contiene un centinaio di ricette e l&#8217;intera gestione alimentare per il periodo dedicato, e vari protocolli di allenamento per facilitare la perdita di peso mantenendo più possibile la massa muscolare.</p>
<p>Inutile soffermarsi sulla valutazione di questo metodo; come anticipato, la dieta chetogenica è un sistema piuttosto delicato e da non sottovalutare; presenta:</p>
<ul>
<li><strong>Vantaggi della dieta chetogenica</strong>
<ul>
<li>Facilita il dimagrimento grazie a:
<ul>
<li>Riduzione delle calorie totali</li>
<li>Mantenimento di glicemia e insulinemia costanti</li>
<li>Aumento del consumo di grassi a scopo energetico</li>
<li>Incremento del dispendio calorico globale per aumento dell&#8217;azione dinamico specifica e del &#8220;lavoro metabolico&#8221;</li>
</ul>
</li>
<li>Ha un effetto anoressizzante</li>
<li>Può essere utile nel contrastare i sintomi dell&#8217;epilessia che non risponde ai farmaci, soprattutto nei bambini.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Svantaggi della dieta chetogenica</strong></li>
</ul>
<p>Evitare di assumere glucosio tramite la dieta e costringere il corpo ad utilizzare i meno convenienti amminoacidi è una strategia alquanto &#8220;discutibile&#8221;, perché intossica l&#8217;intero organismo, tende ad affaticare inutilmente fegato e reni, rende meno efficienti il sistema nervoso ed i muscoli. Di qui</p>
<ul>
<li>Aumento della filtrazione renale e della diuresi (escrezione dei corpi chetonici e delle scorie azotate)
<ul>
<li>Tendenza alla disidratazione</li>
<li>Aumento del carico di lavoro dei reni</li>
<li>Possibile effetto tossico sui reni da parte dei corpi chetonici</li>
</ul>
</li>
<li>Possibile ipoglicemia</li>
<li>Possibile ipotensione</li>
<li>Keto-influenza o &#8220;keto-flu&#8221; in inglese; è una sindrome legata allo scarso adattamento dell&#8217;organismo dopo 2-3 giorni dall&#8217;inizio della dieta chetogenica. Comprende:
<ul>
<li>Mal di testa</li>
<li>Affaticamento</li>
<li>Vertigini</li>
<li>Nausea leggera</li>
<li>Irritabilità.</li>
</ul>
</li>
<li>Nei soggetti più sensibili, aumento della possibilità di svenimento (dovuta alle due precedenti)</li>
<li>Maggior tendenza a:
<ul>
<li>Crampi muscolari</li>
<li>Stipsi</li>
<li>Sensazione di palpitazioni cardiache</li>
</ul>
</li>
<li>Aumento del carico di lavoro del fegato, per incremento della neoglucogenesi, dei processi di transaminazione e deaminazione</li>
<li>In presenza di attività motoria intensa e/o prolungata, catabolismo muscolare</li>
<li>È sbilanciata e tende a limitare l&#8217;assunzione di alcuni nutrienti anche molto importanti</li>
<li>Può essere particolarmente nociva per:
<ul>
<li>Soggetti malnutriti come, ad esempio, i soggetti colpiti da disturbi del comportamento alimentare (DCA)</li>
<li>Diabetici di tipo I</li>
<li>Gravide e nutrici</li>
<li>Chi già soffre di patologie epatiche e/o renali.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Comparando attentamente la lista dei vantaggi con quella degli svantaggi, si evince che la dieta chetogenica non pare condivisibile. In effetti, si tratta di un metodo controindicato in parecchie situazioni; richiede anche una certa &#8220;sensibilità individuale&#8221;, oppure l&#8217;utilizzo di strumenti analitici che assicurano di rientrare perfettamente nell&#8217;ambito della &#8220;chetosi ideale&#8221;. È senza dubbio una strategia alquanto macchinosa e poco spontanea; potrebbe rimediare ad alcuni danni provocati dalle diete ricche di carboidrati (obesità, diabete mellito tipo 2, ipertrigliceridemia ecc). Ciononostante, è ancora oggi utilizzata.</p>
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		<title>Dieta Atkins</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/dieta-atkins/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 10:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Diete]]></category>
		<category><![CDATA[Regimi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Atkins Nutritional Approach]]></category>
		<category><![CDATA[diabete mellito tipo 2]]></category>
		<category><![CDATA[dieta Atkins]]></category>
		<category><![CDATA[dieta chetogenica]]></category>
		<category><![CDATA[dimagrimento]]></category>
		<category><![CDATA[regime ipocalorico]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Atkins]]></category>
		<category><![CDATA[sistema nutrizionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La dieta Atkins è un regime alimentare che in passato ha avuto molto successo per quel che concerne la perdita di peso e il dimagrimento. Questo approccio alimentare è un sistema nutrizionale per la cura del diabete mellito tipo 2 e per il dimagrimento; è stato ideato nel 1972 dal medico statunitense Robert Atkins (da &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>dieta Atkins</strong> è un regime alimentare che in passato ha avuto molto successo per quel che concerne la <strong>perdita di peso</strong> e il <strong>dimagrimento</strong>.</p>
<p>Questo approccio alimentare è un sistema nutrizionale per la cura del diabete mellito tipo 2 e per il dimagrimento; è stato ideato nel 1972 dal medico statunitense Robert Atkins (da cui deriva il nome) ed è stato utilizzato dallo stesso medico per risolvere il suo sovrappeso. Successivamente, la dieta Atkins venne diffusa in tutto il mondo grazie a diversi libri divenuti nel tempo best-seller.</p>
<p><strong>Dieta Atkins: cos’è e come funziona </strong></p>
<p>La <strong>dieta Atkins</strong>, o <strong>Atkins Nutritional Approach</strong> (Approccio Nutrizionale Atkins), è un programma dietetico a basso tenore di carboidrati finalizzato al raggiungimento di un peso considerato “normale” attraverso un procedimento strutturato in 4 fasi. Ognuna di queste fasi contiene una regola specifica per quel che riguarda il consumo di carboidrati. Di fatto, questo regime alimentare è <strong>assimilabile ad una dieta chetogenica</strong> <strong>o ad una</strong> <strong>dieta <em>low carb</em></strong>, in quanto i principi su cui si fonda sono abbastanza simili.</p>
<p>La <strong>dieta Atkins comporta:</strong></p>
<ul>
<li><strong>drastica riduzione dell’apporto glucidico</strong>, ovvero di tutti quegli alimenti contenenti carboidrati come pasta, riso, pane, grissini, patate, gnocchi e prodotti da forno in generale;</li>
<li><strong>incremento dell’assunzione di lipidi e proteine</strong>, senza porre alcun limite specifico in termini di quantità e calorie, grazie al forte potere saziante delle proteine rispetto ai carboidrati; sicché il fegato ad intensifica il processo della chetogenesi, ovvero la formazione dei chetoni, sviluppati dal consumo dei grassi senza la presenza di glucidi. Gli alimenti da cui ottenere questi macronutrienti sono la carne, il pesce, le uova, i latticini, i formaggi ed anche condimenti di solito evitati tra cui la maionese e il burro.</li>
</ul>
<p>Inoltre, bisogna</p>
<ul>
<li><strong>consumare da 3 a 5 pasti giornalieri e non saltare i pasti</strong> (secondo la dieta Atkins è necessario evitare di far passare più di 6 ore tra un pasto e l’altro per ottenere un maggior controllo sulla fame);</li>
<li><strong>condire con un cucchiaino di olio di oliva il pasto</strong> (se si vuole); questa pratica è molto importante in ogni dieta per evitare di aggiungere troppe calorie al piatto;</li>
<li><strong>bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno</strong> (circa 1,5-2L/die), per assicurarsi di bere a sufficienza per mantenere il corpo idratato e favorire il corretto funzionamento dei processi fisiologici;</li>
<li><strong>assumere un integratore vitaminico</strong>: la drastica riduzione dell’apporto glucidico pone anche una restrizione a frutta e verdura, alimenti ricchi di micronutrienti, ecco perché nella dieta Atkins si consiglia l’uso di integratori multivitaminici, antiossidanti e crusca.</li>
</ul>
<p>Inoltre, concede la possibilità di diversificare gli obbiettivi e/o decidere se dimagrire più o meno velocemente.</p>
<p><strong>La dieta Atkins dovrebbe essere seguita per un periodo di tempo di circa 3 mesi per conseguire un calo complessivo di circa 20 kg</strong> (esempio: un uomo adulto con un peso alla partenza di 100 kg). Al termine di questo lasso di tempo andrà ricercato, aumentando settimanalmente la quantità di carboidrati giornalieri con salti di 5 g, il limite personale di assunzione dei carboidrati, ovvero quella quantità che si attesta all&#8217;incirca sui 150 gr giornalieri. Secondo le indicazioni di Atkins, questo limite andrebbe rispettato a vita, e aumentato o diminuito qualora si notino variazioni di peso.</p>
<p><strong>Le 4 fasi della dieta Atkins</strong></p>
<p><strong>Fase 1 – Induzione</strong></p>
<p>La prima fase, quella più dura, limita l’introduzione di carboidrati ad un massimo di 20g/die (escluse fibre, alditolo e glicerolo) per un periodo di tempo di 2 settimane, ottenuti principalmente da fonti vegetali: 12 a 15 grammi netti devono provenire da foglie d&#8217;insalata, frutta e verdure come broccoli, spinaci, zucca, cavolfiore, pomodoro o altri consigliati da Atkins; i legumi non sono consentiti nella fase d&#8217;approccio perché troppo ricchi di amidi. Fra i cibi permessi, la carne può essere consumata liberamente (pollame, pesce, molluschi e uova); formaggi morbidi o semi-morbidi possono essere consumati fino ad un massimo di 110 g. Durante questa fase occorre inoltre bere 8 bicchieri d&#8217;acqua al giorno. Le bevande alcoliche non sono permesse, mentre la caffeina è acconsentita se in quantità minima. Si raccomanda anche l&#8217;assunzione di multivitaminici, a eccezione del ferro.</p>
<p>In questo arco di tempo si prevede un rapido calo ponderale che derivi principalmente dalla riduzione dei depositi di glicogeno e dalla perdita di liquidi corporei.</p>
<p><strong>Fase 2 – Bilanciamento</strong></p>
<p>Nella seconda fase, la dieta Atkins prevede l’aggiunta graduale. progressiva e controllata di 5 g di carboidrati alla settimana fino a raggiungere circa 25-50g di glucidi, livello che permette di testare la propria tolleranza glucidica per perdere circa 1 kg alla settimana. Uno degli obiettivi della fase è di trovare il livello critico di carboidrati per il dimagrimento e di imparare in maniera monitorata come cibi di crescente quantità glicemica influenzino il controllo della fame. La fase dura fino al raggiungimento di un peso che disti 4,5 kg da quello desiderato.</p>
<p><strong>Fase 3 – Pre-mantenimento</strong></p>
<p>Quando mancano 3-4-5 kg al peso desiderato si passa alla terza fase in cui si continua ad aumentare l’apporto di carboidrati, aggiungendo 10 g di glucidi alla settimana e raggiungendo in media 80-100 g/die, al fine di ottenere un peso che rimanga stabile. L&#8217;obiettivo è appunto quello di trovare la quantità di carboidrati che permette di mantenere il proprio peso senza ingrassare.</p>
<p><strong>Fase 4 – Mantenimento</strong></p>
<p>L’ultima fase è quella più importante perché dev’essere mantenuta a lungo termine e consiste nel mantenere il peso desiderato conservando le abitudini assunte mediante le fasi precedenti. Per fare ciò, la dieta Atkins propone di non assumere giornalmente più carboidrati rispetto al proprio “livello critico” ovvero non superando la soglia di carboidrati tollerati dall’organismo per non ingrassare.</p>
<p>Con la dieta Atkins, soprattutto grazie al minore introito calorico autoimposto, si possono perdere vari chili a seconda di diversi fattori tra cui il peso iniziale, il metabolismo, il livello di attività fisica e l’aderenza alla dieta.</p>
<p>Nelle prime fasi della dieta Atkins sicuramente si assiste ad una rapida perdita di peso, tra 2-6 kg, dovuta alla riduzione drastica dei carboidrati che porterà ad una rapida deplezione delle riserve di glicogeno muscolare ed epatico e alla riduzione della ritenzione di liquidi. Successivamente, la perdita di peso si stabilizza ad un ritmo più “sostenibile”.</p>
<p>Il motivo per cui la dieta Atkins funziona è perché crea un marcato deficit calorico dato dalla riduzione netta dell’apporto glucidico che al contempo induce uno stato di chetosi fisiologica. Dunque, anche se non si contano le calorie è molto più semplice indurre la riduzione dell’introito calorico giornaliero, salvo i casi in cui non venga seguita correttamente.</p>
<p><strong>Controindicazioni ed effetti indesiderati</strong></p>
<p>Come per molte altre diete restrittive, che stravolgono i ben noti principi nutritivi della “piramide alimentare”, anche la Atkins può comportare diversi effetti negativi per la salute, sia nel breve che sul lungo percorso.</p>
<p>Gli effetti avversi a breve termine sono quelli che accomunano tutte le diete a basso contenuto di carboidrati, ossia:</p>
<ul>
<li>Squilibri elettrolitici</li>
<li>Stitichezza</li>
<li>Abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue</li>
<li>Annebbiamento mentale</li>
<li>Mal di testa</li>
<li>Stanchezza e mancanza di energie.</li>
</ul>
<p>Tali effetti possono manifestarsi soprattutto durante la prima fase della dieta. A lungo termine, possono verificarsi anche disturbi a reni e fegato.</p>
<p>In più, si ritiene che le diete a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di proteine animali e grassi, quali carne, insaccati e formaggi, siano responsabili di danni cardiocircolatori, oltre che di un maggiore rischio di tumore al colon.</p>
<p>La dieta Atkins potrebbe anche mettere a rischio la salute di ossa e articolazioni. Alcuni studi hanno infatti evidenziato l’esistenza di un possibile nesso tra l’elevata assunzione di proteine e la demineralizzazione ossea.</p>
<p>Dato il lavoro extra cui sono sottoposti reni e fegato, a causa del maggiore consumo di proteine, questo tipo di dieta è sconsigliato per coloro che soffrono di gotta, disturbi renali o epatici. La dieta è sconsigliata anche per le persone anziane e i bambini, per le donne in gravidanza e per quelle che allattano al seno, oltre che per coloro che soffrono di patologie cardiache e diabete.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="289"><strong>PRO</strong></td>
<td width="289"><strong>CONTRO</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="289">Maggior senso di sazietà</td>
<td width="289">Sbilanciamento verso grassi e proteine</td>
</tr>
<tr>
<td width="289">Perdita di peso iniziale molto rapida e motivante</td>
<td width="289">Non praticabile nei soggetti con malattie renali, epatiche e genetiche (come la fenilchetonuria)</td>
</tr>
<tr>
<td width="289"></td>
<td width="289">Può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e dislipidemie</td>
</tr>
<tr>
<td width="289"></td>
<td width="289">Difficoltà nel mantenimento del peso raggiunto nel lungo periodo</td>
</tr>
<tr>
<td width="289"></td>
<td width="289">A lungo termine, può causare carenze di nutrienti essenziali come fibre, vitamine e sali minerali</td>
</tr>
<tr>
<td width="289"></td>
<td width="289">Abbassamento del metabolismo e limitata capacità di utilizzo dei carboidrati</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Come sempre, è bene ricordare che gli effetti della dieta Atkins possono variare da persona a persona. Nella migliore delle ipotesi si riuscirà a perdere peso, ma è altamente probabile che si riacquisterà (spesso con gli interessi) una volta ritornati al precedente stile alimentare.</p>
<p>Pertanto, prima di intraprendere qualsiasi nuovo regime alimentare, in modo particolare tutte quelle diete che vietano o riducono drasticamente il consumo di carboidrati, è bene consultare uno specialista della nutrizione evitando il fai-da-te.</p>
<p>In questo modo potrai ottenere una valutazione del tuo stato nutrizionale, della composizione corporea, delle esigenze nutrizionali e delle opzioni dietetiche più appropriate a raggiungere l’obiettivo che desideri.</p>
<p>Ricorda che <strong>non esistono diete miracolose</strong> per dimagrire, ma solo abitudini alimentari sane associate ad uno stile di vita attivo che ti permettano di mantenere e raggiungere il peso desiderato, che dev’essere compatibile con la tua struttura corporea.</p>
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