<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>depressione Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/depressione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/depressione/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Oct 2025 12:01:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>depressione Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/depressione/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Il disagio giovanile</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-disagio-giovanile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 12:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[autolesionismo]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[disagio giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia da Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Gaming Disorder]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=33758</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il disagio giovanile è considerato una delle più gravi conseguenze della epidemia da Covid-19. Le modalità di trasmissione del virus hanno imposto l’adozione di stringenti e prolungate misure di contenimento, con conseguente drastica riduzione dei momenti di condivisione e incontro, degli spazi di partecipazione, di lavoro e di socialità. Il tutto fortemente favorito da un &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-disagio-giovanile/">Il disagio giovanile</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il disagio giovanile è considerato una delle più gravi conseguenze della epidemia da Covid-19.</p>
<p>Le modalità di trasmissione del virus hanno imposto l’adozione di stringenti e prolungate misure di contenimento, con conseguente drastica riduzione dei momenti di condivisione e incontro, degli spazi di partecipazione, di lavoro e di socialità. Il tutto fortemente favorito da un un uso diffuso e pervasive delle tecnologie.</p>
<p>In questo inedito scenario emergenziale, i giovani sono stati tra i soggetti più penalizzati; si sono determinate gravi conseguenze sul loro benessere psico-fisico; acuiti disturbi e dipendenze; sono aumentate disuguaglianze e difficoltà nell’accesso ai diritti costituzionalmente garantiti, quali istruzione e assistenza sanitaria.  Disturbi del sonno, attacchi d’ansia, aumento dell’irritabilità sono stati i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto le persone di minore età; sono aumentati gli accessi al Pronto Soccorso per disturbi psichiatrici, i tentativi di suicidio e autolesionismo.</p>
<p>L’impatto negativo della pandemia è confermato dal recente report pubblicato dall’UNICEF che rileva che più di <strong>11 milioni di bambini e giovani nell&#8217;UE soffrono di problematiche legate alla salute mentale</strong>. Gli adolescenti hanno maggiori probabilità di essere esposti a problematiche legate alla salute mentale. Più di un adolescente su 7, tra i 10 e i 19 anni, convive con un disagio mentale diagnosticato che, nel 40% dei casi corrisponde ad ansia e depressione, stress, incertezza e solitudine; ogni anno, nel nostro pianeta si suicidano circa 46 mila adolescenti, più di uno ogni 11 minuti.</p>
<p>Il rapporto dell’Istat conferma le difficoltà psicologiche affrontate dai più giovani nell’attuale periodo storico. Secondo quanto riportato nel report “Benessere equo e sostenibile”, negli ultimi due anni la percentuale di adolescenti insoddisfatti e con un basso punteggio di salute mentale è raddoppiata. Nel 2019 erano il 3,2% del totale, mentre nel 2021 risultano essere il 6,2%. Circa 220 mila ragazzi tra i 14 e i 19 anni si dichiarano insoddisfatti della propria vita e si trovano, allo stesso tempo, in una condizione di scarso benessere psicologico.</p>
<p>Secondo l’Istat, è diminuita in modo tangibile anche la soddisfazione per le relazioni con gli amici, mentre è aumentato tra i ragazzi tra i 14-17 anni il consumo di alcol (sono il 23,6%).</p>
<p>Sempre secondo l&#8217;ISTAT, il disagio giovanile in Italia si manifesta con un peggioramento del benessere psicologico, un calo della soddisfazione per la vita e le relazioni, e un aumento dei segnali di malessere, soprattutto tra le ragazze. I giovani che affrontano questo disagio spesso mostrano anche vulnerabilità socio-economiche, come la deprivazione multipla, che limita le loro possibilità di realizzazione. Un punto di forte preoccupazione è l&#8217;ambito del benessere sociale e della partecipazione, che è quello dove il disagio è più intenso e peggiorato nell&#8217;ultimo quinquennio.</p>
<p>Oggi, il disagio giovanile in Italia, in crescita dopo la pandemia, colpisce oltre 2<strong>,7 milioni di ragazzi tra i 10 e i 20 anni</strong> e si manifesta con ansia, depressione, disturbi alimentari, bullismo e calo delle competenze scolastiche, legati anche a iperconnessione e povertà. Il quadro poco esaltante parla di giovani che fanno uso di droghe; sopprimono ansia ed angoscia facendosi del male; disturbi alimentari come anoressia, bulimia e drunkoressia; smettono di mangiare o, <em>a posteriori</em>, cercano di eliminare attraverso il vomito ogni traccia di voracità incontrollate; sono sempre più isolati, a volte violenti; calo del rendimento scolastico, assenteismo, dispersione implicita (studenti che finiscono la scuola senza competenze adeguate), bullismo e cyberbullismo; vivono l’estenuante fatica di crescere dentro famiglie spesso incapaci di dare un nome al loro tormento&#8230; fino a compiere, talvolta, un gesto estremo. L&#8217;iperconnessione e l&#8217;uso intensivo dei social media influenzano negativamente la percezione di sé, le relazioni e contribuiscono a sentimenti di isolamento e solitudine. La crescita della povertà minorile, il calo delle competenze e la disoccupazione giovanile contribuiscono a creare un futuro incerto e minano il benessere psicologico.</p>
<p><strong>Bisogna allora imparare a </strong></p>
<ul>
<li><strong>r</strong><strong>iconoscere i segnali</strong><strong>:</strong>I genitori e gli educatori devono imparare a cogliere i segnali di malessere, che spesso vengono ignorati o non riconosciuti.</li>
<li><strong>offrire s</strong><strong>upporto psicologico</strong><strong>:</strong> È fondamentale offrire un supporto psicologico ai giovani, creando un ambiente in cui possano esprimere le proprie difficoltà e ricevere aiuto.</li>
<li><strong>investire nell&#8217;educazione</strong><strong>:</strong> È necessario promuovere l&#8217;acquisizione di competenze solide e contrastare la dispersione scolastica, soprattutto tra gli studenti svantaggiati.</li>
</ul>
<p>Tra i<strong> disturbi più frequenti legati al disagio giovanile</strong> si segnalano:</p>
<ul>
<li><strong>Ansia e depressione</strong>: Di ansia e depressione si ammalano sempre più giovani e sempre prima. Secondo gli ultimi dati diramati dalla Società Italiana di Pediatria, <strong>un giovane su quattro</strong> nel nostro paese <strong>soffre di depressione</strong> mentre <strong>uno su cinque manifesta disturbi d’ansia</strong>. Fondamentale è riconoscere per tempo i sintomi di questi disturbi. In particolare, quelli della depressione sono spesso diversi negli adolescenti rispetto ai soggetti adulti: includono non solo tristezza e isolamento, ma anche irritabilità, rabbia e comportamenti autolesionisti.</li>
<li><strong>Isolamento sociale</strong>: Aumenta inoltre il numero degli adolescenti che si sottrae alla vita sociale isolandosi da un mondo percepito come fonte minacciosa di stimoli, perturbazioni angoscianti da cui sentono di doversi proteggere. Secondo una recente indagine condotta dall’Associazione Nazionale DiTe (Dipendenze tecnologiche, gap e cyberbullismo) in collaborazione con il portale studentesco Skuola.net “la ridotta capacità di relazionarsi ‘vis a vis’ si riflette in una crescente assenza di amici in carne ed ossa: il 26,8% non ha legami significativi coltivati regolarmente con incontri al di fuori delle piattaforme digitali. E nella riduzione della capacità di uscire di casa: il 14,4% spesso se non sempre fa fatica a incontrare i propri amici dal vivo”. Una delle manifestazioni estreme dell’isolamento giovanile è il fenomeno degli hikikomori, termine giapponese che significa “isolarsi”, “stare in disparte”: gli Hikikomori possono decidere di non uscire di casa per mesi o addirittura per anni. Episodi di isolamento volontario riguardano oltre 60.000 adolescenti italiani.</li>
<li><strong>Aggressività</strong>: Negli ultimi anni, in Italia, si è osservato un preoccupante aumento dell&#8217;aggressività tra gli adolescenti. Gli episodi di violenza tra giovani sono diventati più frequenti e diffusi, richiedendo un&#8217;attenzione urgente da parte delle istituzioni e della società.</li>
<li><strong>Disturbi alimentari</strong>: Diete estreme o disordini alimentari che riflettono conflitti emotivi, insoddisfazione corporea o pressioni sociali possono sfociare in disturbi alimentari seri come <strong>anoressia, bulimia o binge-eating disorder</strong>, che stanno colpendo sempre più adolescenti di entrambi i sessi. Nell’ultimo triennio secondo i dati dell’Iss si è registrato un aumento del 30% dei casi di anoressia e bulimia tra i giovanissimi sul territorio nazionale. 300mila invece i giovani (soprattutto ragazze) affetti da <strong>drunkoressia</strong>: bevono per dimagrire e allo stesso tempo non mangiano per poter bere.</li>
<li><strong>Dipendenza da droghe</strong>: L’ultima Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia ha rilevato che quasi 960mila giovani tra i 15 e i 19 anni riferiscono di aver consumato almeno una volta nel corso dell’anno sostanze illegali come: cannabis (al primo posto) cocaina, stimolanti, allucinogeni e nuove sostanze psicoattive. È noto che l’abuso di sostanze può avere effetti molto negativi su un cervello in crescita come quello degli adolescenti: può influenzare ad esempio memoria, apprendimento, autocontrollo e aumentare il rischio di sviluppare dipendenze in età adulta.</li>
<li><strong>Dipendenza da alcol</strong>: Il <strong><em>binge drinking</em></strong>, letteralmente “abbuffata di alcolici”, è uno dei fenomeni più diffusi tra i giovanissimi. I giovani non hanno la capacità di metabolizzare l’alcol allo stesso modo degli adulti: bastano 2-3 mesi di overdose di alcolici nei fine settimana per causare una riduzione del 10-20% della memoria e della capacità di orientamento.</li>
<li><strong>Dipendenza dai social e videogiochi</strong>: Strafatti, sì, ma di social o di videogame. Di dipendenza, infatti, possiamo parlare non solo in relazione alle droghe o all’alcol. In una società sempre più digitale e interconnessa si sviluppano nuove forme di addiction collegate all’ “abuso” di Intenet e social (TikTok, Instagram e OnlyFans sono quelli preferiti dalla generazione Z) o anche all’abuso di videogiochi. In quest’ultimo caso si può parlare di “<strong>Internet Gaming Disorder</strong>” che comprende la dipendenza da videogiochi sia <em>online</em> ed <em>offline</em>.</li>
</ul>
<p>Capita che quando non possono connettersi ai social o quando sono costretti a interrompere la sessione di gioco i ragazzi manifestino proprio i sintomi tipici dell&#8217;astinenza: diventano nervosi e irritabili così come capiterebbe in caso di astinenza da sostanze d’abuso. Di internet gaming disorder soffrono in Italia 500mila adolescenti tra gli 11 e i 17 anni. Mentre quasi 100mila fanno un uso patologico dei social media.</p>
<ul>
<li><strong>Autolesionismo</strong>: Gli adolescenti si tagliano e feriscono usando il loro corpo per esprimere il disagio di stare al mondo. A volte lo fanno per controllare e interrompere un dolore mentale troppo forte: preferiscono il dolore fisico a quello psicologico e fanno in modo che ne prenda il posto. Altre volte lo fanno “semplicemente” per sentirsi vivi: meglio un dolore fisico che non sentire niente. Secondo i dati diramati da SINPIA, Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza sono circa il 27% in più in Italia, rispetto al periodo pre Covid-19, i ragazzi e le ragazze che “si tagliano”, presentano pensieri inerenti il suicidio o mettono in atto tentativi di suicidio.</li>
</ul>
<p><strong>Cause del disagio giovanile</strong></p>
<p>Certamente la pandemia da Covid-19 ha esacerbato una fenomenologia già in essere. Ma è importante superare una visione semplicistica basata su un rapporto lineare di causa-effetto. Il disagio giovanile deve essere compreso attraverso un modello di causalità più complesso, che tenga conto dell’interazione tra fattori di rischio e fattori di protezione. Questi fattori non agiscono isolatamente, ma si influenzano reciprocamente, creando circoli viziosi o virtuosi. Ad esempio, in presenza di fattori di rischio come isolamento sociale, pressione per la performance o accesso facilitato a sostanze, il disagio può amplificarsi. Al contrario, fattori di protezione come il supporto e la relazione familiare, una rete sociale positiva e attività educative, sportive e sociali coinvolgenti possono interrompere questi circoli viziosi, promuovendo un percorso di crescita più sano e più protetto. In questo senso, il corso che il disagio assume – verso una direzione virtuosa o viziosa – dipende dal delicato equilibrio tra questi fattori, che insieme definiscono un rapporto di causalità dinamico e multidimensionale. Comprendere questa complessità è essenziale per progettare interventi efficaci e mirati.</p>
<p>Oltre alla pandemia, è fondamentale considerare altri fattori caratteristici della società moderna che possono aver contribuito all’incremento del disagio giovanile:</p>
<ul>
<li><strong>Individualismo</strong>: Viviamo in una società sempre più individualista, dove l’apparire domina sull’essere, influenzata dai social media e dagli influencer. La pressione per ottenere performance eccellenti e per assomigliare a modelli irraggiungibili alimenta ansia e competizione. I giovani più fragili, incapaci di reggere tali aspettative, spesso si sentono esclusi.</li>
<li><strong>Famiglia</strong>: Le famiglie, tradizionalmente pilastri nell’educazione affettiva, sono sempre più assenti, complici i ritmi lavorativi di entrambi i genitori ma anche altri cambiamenti dell’intera società. Questa mancanza di presenza può lasciare gli adolescenti senza un adeguato supporto emotivo. Inoltre, le aspettative elevate dei genitori, spesso allineate ai valori di una società che premia solo luci e vittorie, possono far emergere un senso di inadeguatezza nei figli.</li>
<li><strong>Accesso facilitato alle sostanze</strong>: L’accessibilità a droghe come cannabis, ecstasy, ketamina, cocaina e fentanyl è in costante aumento. Le maglie del controllo si allargano, rendendo più facile sperimentare sostanze pericolose con gravi conseguenze sul benessere psichico.</li>
<li><strong>Tecnologia</strong>: Gli adolescenti di oggi sono esposti a un’iperstimolazione digitale senza precedenti, che contribuisce all’isolamento sociale e all’insorgere di fenomeni come la dipendenza dai social network o l’<strong>Internet Gaming Disorder</strong>.</li>
<li><strong>Incertezza per il futuro</strong>: Fattori come la precarietà del mercato del lavoro e l’ecoansia legata al cambiamento climatico alimentano nei giovani un senso di vulnerabilità e insicurezza rispetto al domani.</li>
</ul>
<p>La cura del disagio giovanile non può essere concepita se non in termini di prevenzione. Prevenzione, in questo senso, non significa semplicemente intervenire prima che il disagio si trasformi in patologia, ma adottare un approccio integrato e continuo che agisca su tutti i livelli del suo sviluppo e in tutte le fasce d’età di questa lunga fase di transizione all’età adulta. Questo approccio si basa sull’idea che prevenire non significhi solo impedire l’insorgenza del disagio, ma anche intervenire lungo tutto il suo decorso, affrontando i fattori di rischio e promuovendo fattori di protezione a qualsiasi livello di gravità. C’è quindi una componente preventiva in qualsiasi approccio di cura e si definisce per il suo rivolgersi a tali fattori piuttosto che ai sintomi.</p>
<p>Dall’educazione alimentare alla promozione dell’attività fisica, dalla cura del sonno all’educazione digitale, ogni aspetto della vita dei giovani può diventare una leva per costruire resilienza e benessere. Coinvolgere le famiglie e le comunità locali è cruciale per creare ambienti di supporto che favoriscano una crescita armoniosa e prevenire l’evoluzione del disagio in disturbi conclamati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-disagio-giovanile/">Il disagio giovanile</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">33758</post-id>	</item>
		<item>
		<title>I soggetti con depressione preferiscono cibi ricchi di carboidrati</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/i-soggetti-con-depressione-preferiscono-cibi-ricchi-di-carboidrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 09:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=31971</guid>

					<description><![CDATA[<p>La depressione colpisce 280 milioni di persone in tutto il mondo. È stato dimostrato che la malattia mentale porta a cambiamenti nel comportamento alimentare. I ricercatori dell&#8217;Ospedale universitario di Bonn (UKB), dell&#8217;Università di Bonn e dell&#8217;Ospedale universitario di Tubinga hanno scoperto che, sebbene i pazienti con depressione abbiano generalmente meno appetito, preferiscono cibi ricchi di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/i-soggetti-con-depressione-preferiscono-cibi-ricchi-di-carboidrati/">I soggetti con depressione preferiscono cibi ricchi di carboidrati</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La depressione colpisce 280 milioni di persone in tutto il mondo. È stato dimostrato che la malattia mentale porta a cambiamenti nel comportamento alimentare. I ricercatori dell&#8217;Ospedale universitario di Bonn (UKB), dell&#8217;Università di Bonn e dell&#8217;Ospedale universitario di Tubinga hanno scoperto che, sebbene i pazienti con depressione abbiano generalmente meno appetito, preferiscono cibi ricchi di carboidrati. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista <em>Psychological Medicine</em>.</p>
<p>Ogni depressione è diversa. Alcune persone colpite non possono più uscire di casa; altre sono limitate ma possono continuare con le loro vite normali. Queste differenze sono evidenti anche nell&#8217;appetito. I pazienti, in particolare quelli con depressione grave, spesso segnalano cambiamenti nel loro appetito. &#8220;Molte persone con depressione soffrono di una perdita generale di appetito. Altri hanno più appetito durante un episodio depressivo e sviluppano persino voglie alimentari, in particolare per i dolci. Questi cambiamenti possono quindi portare a una variazione del peso corporeo&#8221;, spiega l&#8217;autore corrispondente Prof. Nils Kroemer, che lavora presso l&#8217;Ospedale universitario di Tubinga nel Dipartimento di psichiatria traslazionale presso il Dipartimento di psichiatria e psicoterapia ed è anche professore di psicologia medica presso il Dipartimento di psichiatria e psicoterapia presso l&#8217;UKB e quindi conduce ricerche presso l&#8217;Università di Bonn. &#8220;Nonostante questi resoconti, si sa poco sulle preferenze alimentari dei pazienti con depressione, anche se queste informazioni potrebbero forse promuovere nuovi approcci terapeutici&#8221;.</p>
<p>Lo studio mostra ora per la prima volta che la depressione è associata a specifici cambiamenti nelle preferenze alimentari, il che può essere spiegato dalla composizione degli alimenti mostrati. Componenti cruciali per le preferenze sono i cosiddetti macronutrienti, che costituiscono la nostra dieta: carboidrati, proteine ​​e grassi. I carboidrati sono una delle principali fonti di energia per le cellule umane.</p>
<p>Le persone che soffrono di depressione mostrano una minore voglia di cibi ricchi di grassi e proteine ​​rispetto a un gruppo di controllo sano. Al contrario, tendono a preferire cibi ricchi di carboidrati come i dolci. Nello studio, una maggiore percentuale di carboidrati ha anche portato a un aumento del gradimento di cibi ricchi di grassi e proteine ​​per le persone con depressione. In altre parole, i pazienti con depressione avevano anche una maggiore voglia di cibi che combinavano grassi e carboidrati come il cioccolato al latte. Tali cibi ad alta densità energetica tendono anche a caratterizzare una dieta non sana. Finora, si presumeva che la voglia di cibi ricchi di carboidrati fosse collegata a un maggiore appetito. &#8220;Ora siamo stati in grado di dimostrare che non è così. Infatti, la voglia di carboidrati è più correlata alla gravità complessiva della depressione, in particolare ai sintomi di ansia&#8221;, spiega la prima autrice Lilly Thurn, membro del team del Prof. Kroemer presso il Dipartimento di psichiatria e psicoterapia dell&#8217;UKB al momento dello studio e attualmente studentessa magistrale presso l&#8217;Università di Maastricht.</p>
<p>I risultati dello studio sollevano ora ulteriori interrogativi per la ricerca e il trattamento futuri. &#8220;Dato che gli alimenti contenenti carboidrati controllano la risposta di ricompensa nel cervello tramite percorsi di segnalazione diversi rispetto agli alimenti ricchi di grassi e proteine, potrebbe essere possibile derivarne approcci di trattamento migliori&#8221;, spiega il Prof. Nils Kroemer.</p>
<p>In futuro, una terapia dietetica di accompagnamento potrebbe quindi mettere alla prova se si verifica un cambiamento nella preferenza per determinati alimenti durante la depressione. Si potrebbe anche indagare se è possibile un miglioramento duraturo della depressione ottimizzando la dieta del paziente.</p>
<p>&#8220;Le terapie che mirano alla connessione tra intestino e cervello sembrano particolarmente promettenti in futuro. Studi iniziali hanno già dimostrato che il digiuno o i cibi probiotici possono avere un effetto antidepressivo&#8221;, afferma Lilly Thurn. &#8220;È stato anche dimostrato che le persone con depressione presentano cambiamenti nel loro microbioma che potrebbero esacerbare vari sintomi&#8221;.</p>
<pre>Universitatsklinikum Bonn . "Voglia di carboidrati nella depressione " . ScienceDaily. ScienceDaily, 5 febbraio 2025. ww.sciencedaily.com/releases/2025/02/250205131431.htm.Thurn L, Schulz C, Borgmann D, Klaus J, Ellinger S, Walter M, Kroemer NB. Altered food liking in depression is driven by macronutrient composition. Psychol Med. 2025 Feb 5;55:e20. doi: 10.1017/S0033291724003581. PMID: 39905823.</pre>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/i-soggetti-con-depressione-preferiscono-cibi-ricchi-di-carboidrati/">I soggetti con depressione preferiscono cibi ricchi di carboidrati</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">31971</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Carenza di Omega 3</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenza-di-omega-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
		<category><![CDATA[acido docosaesaenoico]]></category>
		<category><![CDATA[acido eicosapentaenoico]]></category>
		<category><![CDATA[artrite reumatoide]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[olio di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[omega-3]]></category>
		<category><![CDATA[trigliceridi alti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=27846</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli acidi grassi Omega3, ossia i grassi buoni, contribuiscono a preservare il cuore in salute e proteggere il sistema circolatorio. Quando gli Omega3 sono carenti, possono peggiorare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ma anche la pressione arteriosa può risentirne e alzarsi. Non solo, gli Omega3: hanno proprietà cardio- e vaso-protettive contribuiscono al &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/carenza-di-omega-3/">Carenza di Omega 3</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli acidi grassi Omega3, ossia i grassi buoni, contribuiscono a preservare il cuore in salute e proteggere il sistema circolatorio. Quando gli Omega3 sono carenti, possono peggiorare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ma anche la pressione arteriosa può risentirne e alzarsi.</p>
<p>Non solo, gli Omega3:</p>
<ul>
<li>hanno proprietà cardio- e vaso-protettive</li>
<li>contribuiscono al normale funzionamento del cuore;</li>
<li>contrastano l&#8217;ipertensione e l&#8217;ipertrigliceridemia (con effetti benefici sulla salute vascolare),</li>
<li>partecipano a mantenere la funzionalità cerebrale anche in terza età,</li>
<li>proteggono da certe malattie degenerative degli occhi; l&#8217;omega 3 DHA assunto dalla madre contribuisce al normale sviluppo dell&#8217;occhio del feto e dei bambini allattati al seno</li>
<li>dovrebbero ridurre i sintomi dell&#8217;artrite reumatoide.</li>
</ul>
<p>I sintomi di una <strong>carenza di Omega 3</strong> sono vari. La pelle tende ad essere particolarmente secca, le unghie deboli e i capelli fragili; a livello cerebrale si può osservare un deficit di attenzione o, al contrario, iperattività. Un soggetto con carenza di Omega 3 mostra problemi di umore, come ansia, irritabilità o depressione, che possono interessare diversi momenti della giornata, anche senza una motivazione apparente; spesso è affaticato o molto stanco e non riesce a riposare come dovrebbe.</p>
<p>Per integrare la carenza di Omega 3 si può ricorrere a cibi ricchi di grassi buoni tra cui ci sono il pesce come salmone, sgombro, sarde, merluzzo, tonno, palamita, alga wakame, uova di salmone o di storione, bottarga, noci, semi oleosi (di lino). Alla bisogna, si può assumere l&#8217;olio di pesce che può essere consumato mangiando pesce, oppure estratto direttamente o concentrato sotto forma di capsule. L&#8217;olio di pesce è usato per la prevenzione e il trattamento della malattia cardiovascolare aterosclerotica, in particolare per abbassare i livelli di trigliceridi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/carenza-di-omega-3/">Carenza di Omega 3</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">27846</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il consumo di zuccheri può avere numerose conseguenze sfavorevoli sulla salute</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/il-consumo-di-zuccheri-puo-avere-numerose-conseguenze-sfavorevoli-sulla-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Apr 2023 09:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolci e Dolcificanti]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[bevande zuccherate]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di zuccheri]]></category>
		<category><![CDATA[coronaropatia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[malattie cardiometaboliche]]></category>
		<category><![CDATA[metanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[obesità infantile]]></category>
		<category><![CDATA[umbrella review]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26084</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo studio Di studi che mostrano gli effetti nocivi sulla salute dell’eccessivo consumo di zucchero ce ne se sono un’infinità. Il lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal[1] merita di essere preso in considerazione perché si tratta di una “umbrella review”, ossia di una analisi delle meta-analisi, che è il tipo di indagine scientifica &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-consumo-di-zuccheri-puo-avere-numerose-conseguenze-sfavorevoli-sulla-salute/">Il consumo di zuccheri può avere numerose conseguenze sfavorevoli sulla salute</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Lo studio</em></strong></p>
<p>Di studi che mostrano gli effetti nocivi sulla salute dell’eccessivo consumo di zucchero ce ne se sono un’infinità. Il lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista <em>British Medical Journal<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em> merita di essere preso in considerazione perché si tratta di una “umbrella review”, ossia di una analisi delle meta-analisi, che è il tipo di indagine scientifica più approfondito e dettagliato che si possa eseguire. I ricercatori della Sichuan University (Chengdu, Cina) hanno passato in rassegna 73 meta-analisi (67 di studi osservazionali e sei di studi randomizzati controllati) per un totale di 8.601 studi su 83 diversi problemi di salute legati al consumo di zucchero nei bambini e negli adulti. Lo scopo era proprio quello di mettere in evidenza eventuali correlazioni tra consumo di zucchero nella dieta e tipo di danno causato alla salute del consumatore.</p>
<p>L’eterogeneità di quanto pubblicato sul tema in termini di design degli studi, misurazioni e definizioni, ha infatti portato a conclusioni talvolta discordanti, che vanno sapute interpretare.</p>
<p>Per ogni tipo di associazione emersa, gli scienziati hanno indicato il grado di affidabilità delle evidenze scientifiche che ne erano alla base, distinguendole in “grado alto”, “moderato”, “basso” o “molto basso”.</p>
<p><strong><em>I risultati</em></strong></p>
<p>Sono state trovate prove evidenti dell’associazione tra una dieta ricca di zucchero e svariati problemi di salute raggruppati in quattro categorie:</p>
<ul>
<li><strong>disfunzioni endocrine e malattie metaboliche</strong>: lo zucchero è legato ad alterazioni dell’indice di massa corporea nei bambini e a cambiamenti (aumento) di peso in bambini e in adulti, alla gotta, a ipercolesterolemia (livelli alterati di colesterolo HDL e LDL), iperuricemia, diabete autoimmune latente negli adulti, sindrome metabolica, obesità, diabete di tipo 2, fegato grasso e accumulo di grasso nei muscoli;</li>
<li><strong>malattie cardiovascolari</strong>: convincenti sono anche i risultati che mostrano un’associazione tra il consumo eccessivo di zucchero e le malattie cardiovascolari, come coronaropatia, mortalità cardiovascolare; ipertensione nei bambini, negli adolescenti e negli adulti; infarto del miocardio e ictus.</li>
<li><strong>cancro</strong>: una significativa associazione dannosa è stata osservata inoltre tra eccessivo consumo di zuccheri e l’aumento del rischio di cancro della mammella, del carcinoma epatocellulare, del cancro alla prostata, del cancro al pancreas.</li>
</ul>
<p>Il consumo di zucchero è ad ogni modo associato a un aumento del rischio di cancro in generale e del rischio di morte per ogni tipo di cancro.</p>
<ul>
<li><strong>disturbi vari</strong>: analogamente, una significativa associazione dannosa è stata osservata tra eccessivo consumo di zuccheri e disturbi vari, tra cui infantile, disturbi neuropsichiatrici (disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), depressione), problemi di densità ossea, carie ed erosione dentale.</li>
</ul>
<p>Non esiste, o almeno finora non è stato individuato, alcun effetto benefico dello zucchero. La presunta associazione con un minor rischio di glioma avanzata in qualche studio, spiegano i ricercatori, si basa su dati deboli e va interpretata con cautela.</p>
<p>Secondo gli autori della “umbrella review”, l’aumento di peso, l’accumulo di grasso ectopico, l’obesità e le malattie cardiovascolari, possono essere in gran parte attribuiti al consumo eccessivo di zuccheri contenenti fruttosio, presenti, per esempio, nelle bibite zuccherate che sono la principale fonte di zuccheri nella dieta dei più giovani. I meccanismi all’origine degli effetti dannosi degli zuccheri e del fruttosio in particolare sono diversi. Il fruttosio, per esempio, compromette la capacità del fegato di metabolizzare i grassi alterando il microbiota intestinale o inibendo reazioni chimiche di ossidazione degli acidi grassi. Inoltre, il fruttosio contenuto nelle bevande zuccherate riduce il dispendio energetico a riposo e promuove la resistenza alla leptina, un ormone coinvolto nella regolazione del metabolismo dei grassi. I ricercatori concludono invitando a non superare la dose giornaliera di zucchero 25 grammi, pari a circa 6 cucchiaini da tè.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Nonostante la maggior parte degli studi inclusi nella metanalisi risulti di qualità bassa o molto bassa, dallo studio cinese è possibile trarre alcune conclusioni</p>
<ol>
<li>viene confermato (dato già presente in letteratura da tempo) che il consumo di zuccheri può avere numerose conseguenze sfavorevoli</li>
<li>in genere, la presenza di zucchero nella dieta si rivela più dannoso che benefico per la salute, soprattutto per le malattie cardiometaboliche</li>
<li>tra queste, quelle che sembrano essere più attendibili riguardano le associazioni dannose tra
<ol>
<li>consumo di zuccheri con la dieta e cambiamenti nel peso corporeo (bevande zuccherate)</li>
<li>accumulo di grasso ectopico (zuccheri aggiunti)</li>
<li>obesità infantile (bevande zuccherate)</li>
<li>coronaropatia (bevande zuccherate)</li>
<li>depressione (bevande zuccherate)</li>
</ol>
</li>
<li>meritevole di ulteriori ricerche le evidenze riguardo all’associazione tra consumo di zuccheri e cancro, che resta limitata.</li>
</ol>
<p>Preoccupa la sempre crescente popolarità delle bevande zuccherate (sode, bibite, succhi di frutta, sport ed <em>energy drink</em>) che rappresentano la principale fonte di zuccheri aggiunti e possono contribuire in maniera importante alla quantità di calorie ingerite. Diverse organizzazioni nazionali e internazionali, inclusa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno già raccomandato di <strong>ridurre il consumo di zuccheri liberi o zuccheri aggiunti a meno del 10% dell’apporto energetico giornaliero</strong>.  In linea con le raccomandazioni di OMS, World Cancer Research Fund (WCRF) e l’American Institute for Cancer Research (AICR) che raccomandano di <strong>ridurre il consumo di zuccheri liberi o zuccheri aggiunti a meno di 25 grammi (all’incirca 6 cucchiaini) al giorno e di limitare il consumo di bevande zuccherate a meno di una porzione (approssimativamente 200-355 ml) alla settimana</strong>.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Huang Y, Chen Z, et al. Dietary sugar consumption and health: umbrella review. BMJ 2023;381:e071609. doi: 10.1136/bmj‑2022‑071609</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/il-consumo-di-zuccheri-puo-avere-numerose-conseguenze-sfavorevoli-sulla-salute/">Il consumo di zuccheri può avere numerose conseguenze sfavorevoli sulla salute</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26084</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
