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	<title>cure idropiniche Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Acque solfuree</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/acque-solfuree/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 10:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acque]]></category>
		<category><![CDATA[acque solfuree]]></category>
		<category><![CDATA[acque termali]]></category>
		<category><![CDATA[cure idropiniche]]></category>
		<category><![CDATA[uovo marcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono denominate solfuree le acque che possiedono una quantità pari o superiore ad 1 mg di H2S (acido solfidrico) per litro; è questo che conferisce il classico odore, spesso definito “di uovo marcio”. Si formano negli strati profondi della Terra in condizioni con temperature elevate, tendendo poi a risalire sotto forma di vapore (che può &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono denominate <strong>solfuree</strong> le acque che possiedono una quantità pari o superiore ad 1 mg di H<sub>2</sub>S (acido solfidrico) per litro; è questo che conferisce il classico odore, spesso definito “di <strong>uovo marcio</strong>”. Si formano negli strati profondi della Terra in condizioni con temperature elevate, tendendo poi a risalire sotto forma di vapore (che può condensare formando un <strong>geyser</strong>) o come acqua calda. Sono frequenti nelle aree interessate da attività vulcanica secondaria.</p>
<p>Nelle acque solfuree lo zolfo si trova in forma bivalente a differenza delle solfate dove è esavalente. L&#8217;idrogeno solforato può trovarsi in soluzione libero o combinato in base all&#8217;equilibrio</p>
<p><strong>H<sub>2</sub>S = H<sup>+ </sup>+ HS<sup>&#8211;</sup></strong></p>
<p>Il pH è determinante perché l&#8217;equilibrio sia spostato in una delle due direzioni: se la soluzione è acida si sposta verso sinistra liberando gas, se è alcalina prevarrà invece la quota dissociata. In Italia le acque minerali solfuree hanno quasi sempre pH &lt; 8. L&#8217;H<sub>2</sub>S è un gas che tende a volatilizzare e viene costantemente perso dall&#8217;acqua in assenza di adeguate precauzioni; con l&#8217;aumentare della temperatura i gas tendono infatti a perdersi.</p>
<p>Le acque solfuree andrebbero preferibilmente utilizzate sul posto con apparecchi direttamente alimentati dalla sorgente. I processi di imbottigliamento, stoccaggio, conservazione, apertura dei contenitori e immissione nelle apparecchiature per l&#8217;utilizzo comportano necessariamente una perdita di gas che sarà tanto minore quanto più saranno perfezionate le tecniche utilizzate.</p>
<p>Le acque solfuree <strong>possono contenere</strong>, oltre ai composti dello zolfo bivalente, <strong>anche altri elementi</strong> in quantità apprezzabile e tra questi i solfati, l&#8217;anidride carbonica, cloruri e sodio, ioduri e bromuri, bicarbonati, calcio, etc.</p>
<p>Data la <strong>tossicità cellulare</strong> dell&#8217;H<sub>2</sub>S <strong>solo i solfobatteri e poche altre specie di microorganismi possono vivere nelle acque solfuree</strong>. I solfobatteri sono in grado di ossidare l&#8217;anidride solforosa a zolfo in seguito ad acido solforico e di ridurre i solfati a solfuri. In genere quest&#8217;ultimo processo avviene a temperature di circa 37°C. Colonie di solfobatteri, alghe e protozoi possono dare origine in prossimità della sorgente ed in particolari condizioni di temperatura ed illuminazione a complesse vegetazioni denominate &#8220;<strong>muffe</strong>&#8220;. Il termine in realtà è improprio in quanto le alghe prevalgono nettamente e sono costituite soprattutto da <em>Leptotricee</em>, Oscillarie, <em>Beggiatoe</em> e <em>Bacteriacee</em>. Se le vegetazioni sono particolarmente rigogliose, i blocchi di muffe denominati &#8220;placente&#8221; possono essere utilizzati in terapia per applicazioni esterne come i fanghi.</p>
<p>Pur avendo un odore poco gradevole, paragonabile a quello delle uova marce, <strong>le acque sulfuree vengono impiegate da tempi antichissimi per le loro proprietà curative</strong> grazie anche alla facilità con cui vengono assorbite dal nostro corpo sia durante i trattamenti effettuati alle terme, come le <strong>cure idropiniche</strong>, le irrigazioni e l’aerosol, sia tramite trattamenti esterni, come i bagni termali o i fanghi.</p>
<p>Il loro utilizzo nelle terapie come i bagni, (ad esempio nell&#8217;idroterapia) si perde nella notte dei tempi: è considerato valido rimedio per difendere l&#8217;organismo da stimoli infiammatori sia endogeni che esogeni; se ingerita provoca un&#8217;<strong>azione modicamente lassativa </strong>sull&#8217;apparato digerente. In Italia le acque minerali solfuree hanno quasi sempre pH inferiore ad 8 e sovente contengono altri elementi, come anidride carbonica, calcio, sodio, alcuni cloruri, ioduri, bromuri o bicarbonati. i trattamenti vengono effettuati presso numerosi stabilimenti termali, sia tramite trattamenti interni, come le cure idropiniche, le irrigazioni e l&#8217;aerosol, sia tramite trattamenti esterni, come i bagni termali o i fanghi.</p>
<p>I <strong>benefici dell&#8217;acqua sulfurea</strong> sono noti da secoli, fra cui:</p>
<ul>
<li>è accreditata di <strong>proprietà batteriostatiche ed antimicotiche</strong> riconducibili al potere riducente dell&#8217;H<sub>2</sub>S</li>
<li>ha <strong>proprietà antisettiche, </strong><strong>antiseborroiche, </strong><strong>esfolianti e detergenti sulla cute</strong>, aiuta a migliorare l’elasticità della pelle e a prevenire la formazione di rughe, viene usata nel trattamento per acne, cute secca, dermatite, eczema</li>
<li>apporta benefici anche all&#8217;apparato respiratorio, perché ha <strong>effetto mucolitico e anticatarrale</strong>, ed è particolarmente indicata per inalazioni, specie da parte di chi soffre di sinusite o asma</li>
<li>aiuta a difendere l&#8217;organismo da stimoli infiammatori endogeni e pro-infiammatori esterni;</li>
<li>esercita <strong>effetti antiossidanti</strong> contro i radicali liberi prodotti da proteine e lipidi</li>
<li>ha <strong>effetto digestivo e stimolante sull&#8217;apparato gastro intestinale</strong>, fino ad un’azione modicamente <strong>lassativa</strong> (nei casi in cui siano presenti patologie ipercinetiche, l&#8217;acqua solfurea può provocare spasmi e favorire l&#8217;incuneamento di calcoli nelle vie biliari)</li>
<li><strong>rallenta l&#8217;invecchiamento </strong>dell&#8217;organismo</li>
<li>stimola il sistema nervoso parasimpatico, cospicua vasodilatazione capillare e aumento della permeabilità vasale (evidente soprattutto a livello polmonare), riduzione della pressione arteriosa sistemica, bradipnea e bradicardia</li>
</ul>
<p>Numerosi studi hanno evidenziato l&#8217;<strong>azione anti-jaluronidasica</strong>, la depressione del metabolismo dell&#8217;acido condroitinsolforico esaltato in condizioni di flogosi, la regolazione della sintesi di prostaglandine, etc. Sembra che lo zolfo agisca come oligoelemento attivando processi enzimatici che possono rendere ragione degli effetti terapeutici delle acque solfuree sulle cartilagini articolari.</p>
<p>I composti dello zolfo vengono metabolizzati ed utilizzati a livello epatico, ove imprimono uno stimolo al trofismo ed all&#8217;attività delle cellule epatiche. E&#8217; stato dimostrato che le acque solfuree sono in grado di proteggere la cellula epatica dalla degenerazione grassa indotta da tetracloruro di carbonio (CCl<sub>4</sub>), arsenico, fosforo e dalla necrosi indotta dal fenolo.</p>
<p>Esiste anche un&#8217;azione delle acque solfuree sul metabolismo protidico evidenziata dalla riduzione dell&#8217;azotemia, miglioramento dei quadri disprotidemici ed un aumento dell&#8217;attività protrombinica.</p>
<p>Riguardo il metabolismo glucidico è riportato un aumento del glicogeno epatico e riduzione della glicemia.</p>
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		<title>Acque carboniche</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/acque-carboniche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2023 10:54:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Acque]]></category>
		<category><![CDATA[acque bicarbonate]]></category>
		<category><![CDATA[acque carboniche]]></category>
		<category><![CDATA[anidride carbonica]]></category>
		<category><![CDATA[balneoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[balneoterapia carbogassosa]]></category>
		<category><![CDATA[cure idropiniche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le acque carboniche sono un tipo di acqua in cui è presente anidride carbonica in diverse quantità. A livello chimico, la classificazione delle acque carboniche, dalla quale dipende lo specifico spettro di applicazione terapeutica, viene determinato dallo specifico contenuto di Co2 disciolto all’interno dell’elemento idrico, secondo il seguente schema: acque carboniche leggere quando il contenuto &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le acque carboniche sono un tipo di acqua in cui è presente anidride carbonica in diverse quantità</strong>.</p>
<p>A livello chimico, la classificazione delle acque carboniche, dalla quale dipende lo specifico spettro di applicazione terapeutica, viene determinato dallo specifico contenuto di Co<sub>2 </sub>disciolto all’interno dell’elemento idrico, secondo il seguente schema:</p>
<ul>
<li><strong>acque carboniche leggere</strong> quando il contenuto di anidride carbonica è compreso tra i 300 e i 500 ml/l</li>
<li><strong>acque carboniche medie</strong> quando il contenuto di anidride carbonica è compreso tra i 500 e i 1000 ml/l</li>
<li><strong>acque carboniche forti</strong> quando il contenuto di anidride carbonica supera i 1000 ml/l</li>
<li><strong>acque carboniche acidule</strong> quando il contenuto di anidride carbonica supera i 250 ml/l (la CO<sub>2</sub> fa virare il pH verso l&#8217;acidità).</li>
</ul>
<p>Oltre alla presenza di anidride carbonica, le acque carboniche possono comunque contenere altri elementi in soluzione: <strong>la maggioranza delle acque di tipo carbonico sono acque bicarbonate</strong>, <strong>ma esistono anche le acque sulfuree carboniche, solfate, salse, salsobromoiodiche</strong>, ecc.. Inoltre, in base alle quantità di residuo fisso in soluzione possono essere classificate come <strong>acque oligominerali carboniche o minerali</strong>. Gli effetti biologici sono legati alle componenti chimiche presenti ed alle loro caratteristiche chimico-fisiche.</p>
<p>Le acque carboniche in Italia sono utilizzate, in ambiente termale, soprattutto nella <strong>balneoterapia</strong> e nelle <strong>cure idropiniche</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;<strong>utilizzo balneoterapico</strong>, nei complessi termali si possono effettuare i cosiddetti bagni carbogassosi (<strong>balneoterapia carbogassosa</strong>), durante i quali la CO<sub>2</sub> viene assorbita a livello cutaneo, ma anche inalata. I bagni carbogassosi sono noti in ambito termale per esercitare <strong>un&#8217;azione benefica sull&#8217;apparato cardiocircolatorio e su quello </strong><strong>respiratorio</strong>, con effetti diversi sulla persona a seconda della temperatura del bagno a cui ci si sottopone.</p>
<p>E&#8217; utile sapere infatti che la CO<sub>2</sub> risulta molto sensibile alla variazione di temperatura, in particolare tende ad uscire dalla soluzione con l&#8217;aumento della temperatura: si pensi al rigonfiamento delle bottiglie di plastica (PET) contenenti acqua effervescente e conservate in ambienti caldi.</p>
<p><strong>L&#8217;azione ipertensiva è potenziata dalla bassa temperatura dell&#8217;acqua</strong> (in alcuni casi utilizzata anche a 30° C) e diminuita dalle alte temperature. Ciò avviene in parte per meccanismi aspecifici di vasocostrizione-vasodilatazione in relazione allo stimolo termico, in parte per l&#8217;azione specifica, sostenuta da più Autori, della CO<sub>2</sub> sul cuore per cui schematicamente:</p>
<ul>
<li><strong>bassa temperatura</strong> ® scarsa liberazione di CO<sub>2</sub> ® scarsa influenza sull&#8217;attività cardiaca (non bradicardia) ® <strong>effetto indifferente o ipertensivo</strong>;</li>
<li><strong>alta temperatura</strong> &#8211;&gt; maggiore liberazione di CO<sub>2</sub> &#8211;&gt; aumento tono e contrattilità miocardica (con bradicardia) &#8211;&gt; <strong>effetto ipotensivo</strong>.</li>
</ul>
<p>E&#8217; necessario inoltre tener conto dell&#8217;effetto specifico di <strong>vasodilatazione indotto dalla CO<sub>2</sub></strong>. <strong>La CO<sub>2</sub>, soprattutto la quota inalata, agisce a livello cardiaco con effetto bradicardizzante e determinando un aumento di tono e contrattilità</strong> forse per azione specifica del gas sul nodo del seno. Il conseguente aumento del tempo di diastole determina in via indiretta condizioni di migliore irrorazione coronarica. Va ricordato che una massiva inalazione di CO<sub>2</sub> determina un effetto prevalentemente ipertensivo anche a prescindere dalla temperatura del bagno.</p>
<p><strong>Sul circolo la balneoterapia carbogassosa determina azioni prevalentemente ipertensive a livello centrale ed ipotensive a livello periferico</strong> e del letto capillare (diminuzione delle resistenze periferiche).</p>
<p>Le acque carboniche sono anche utilizzate nelle <strong>terapie idropiniche</strong> <strong>per contrastare la cosiddetta atonia gastrica</strong> (problemi di svuotamento gastrico con conseguente gonfiore, sensazione di pienezza, nausea, fastidio all&#8217;ingestione del cibo) e nello stesso tempo, se assunte a digiuno, abbassano l’eccesso di acidità delle secrezioni gastriche. La cura idropinica con acqua carbonica oligominerale <strong>stimola anche la diuresi</strong>. L&#8217;effetto diuresi, oltre che con le cure idropiniche con acque di questo tipo, è stato riscontrato anche a seguito di semplice balneoterapia con acqua carbonica.</p>
<p>Per le terapie effettuate con acque carboniche si ricordano le Terme di Agnano e le acque carboniche della Fonte Silene di Chianciano Terme.</p>
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