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	<title>androsina Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Picrorhiza &#124; Picrorhiza kurroa Royle ex Benth</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 14:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Katuka (Picrorhiza kurroa Royle ex Benth.) è una pianta officinale dell&#8217;Himalaya appar-tenente alla famiglia delle Scrophulariaceae tradizional-mente usata nella medicina ayurvedica per la cura di numerose malattie (asma, stitichezza, infezioni da candida, artrite, eczemi, malattie dige-stive, intossicazioni epatiche, malattie auto-immuni, vitiligine, bronchiti), senza però trovare molti riscontri positivi nella medicina convenzionale. La picrhoriza è &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Katuka </strong>(<em>Picrorhiza kurroa</em> Royle ex Benth.) è una <strong>pianta officinale</strong> dell&#8217;Himalaya appar-tenente alla famiglia delle <em>Scrophulariaceae </em>tradizional-mente usata nella <strong>medicina ayurvedica</strong> per la cura di numerose malattie (asma, stitichezza, infezioni da candida, artrite, eczemi, malattie dige-stive, intossicazioni epatiche, malattie auto-immuni, vitiligine, bronchiti), senza però trovare molti riscontri positivi nella medicina convenzionale. La picrhoriza è tuttora oggetto di numerosi studi per dimostrarne l&#8217;attività immunostimolante/immunoregolatrice, antiasmatica ed antiinfiammatoria.</p>
<p>La <em>Picrorhiza kurroa</em> è una piccola erba perenne che si forma da rizomi legnosi lunghi 15-25 cm, articolati e zigzaganti, di colore bruno-grigiastri, cilindrici, irregolarmente curvi con ramificazione e radicazione ai nodi. Le foglie sono lunghe 5–15 cm, quasi tutte alla base, spesso appassite; sono grossolanamente dentate, ristrette a un picciolo alato. I fiori sono piccoli, di colore azzurro pallido o violaceo, portati in spighe cilindriche, su steli eretti quasi spogli; i fiori sono di circa 8 mm, con 5 lobi al centro e con stami molto più lunghi. L’antesi è tra giugno ed agosto. I frutti sono delle capsule sferiche bicellulari, striscianti, eretti alla fioritura, frondosi e leggermente pelosi, lunghe 1,3 cm. I semi sono numerosi e di colore bianco.</p>
<p>La <em>Picrorhiza kurroa</em> è una pianta originaria della regione himalayana, presente in un areale che va dal Kashmir al Sikkim e in Nepal, ad un’altitudine compresa tra 3500 e 4800 m. s.l.m..</p>
<p>Il suo habitat è quello in prossimità di sorgenti su rocce umide, dal limite del bosco agli ambienti di alta montagna dove predilige pendii umidi, relativamente meno esposti, esposti a nord-ovest.</p>
<p>Esistono due varietà di cui la varietà a foglia stretta si trova generalmente nella regione più elevata vicino a sorgenti, burroni rocciosi, pendii ripidi e su massi; la varietà a foglia larga si trova ad altitudini relativamente più basse sotto arbusti con condizioni umide e alto contenuto di humus.</p>
<p>Il termine <em>Picrorhiza</em> deriva dalle due parole greche <em>pikrós</em> “amaro” e <em>ῥίζα</em> «radice», in latino –rhiza. L’epiteto specifico <em>kurroa</em> è di origine incerta e molto probabilmente legato al nome vernacolare della pianta.</p>
<p>I costituenti attivi si ottengono dalla radice e dai rizomi. La pianta è auto-rigenerante, ma la raccolta eccessiva non regolamentata l’ha portata quasi all’estinzione. L<strong>a radice è ricca di numerosi principi attivi tra cui: glucosidi iridoidi (picrosidi I, II, III e kutkoside); glucosidi fenolici (androsina e piceina); triterpeni cucurbitacinici; polisaccaridi.</strong></p>
<p>Ben nota nella medicina ayurvedica, la Picrorhiza kurroa è stata tradizionalmente utilizzata per trattare i disturbi del fegato e delle vie respiratorie superiori, ridurre la febbre e trattare la dispepsia, la diarrea cronica. In effetti, la picrorhiza ha dimostrato un&#8217;<strong>attività protettiva nei confronti del danno epatico da tossici esogeni e da farmaci</strong>; viene pertanto usata come coadiuvante per proteggere il fegato dalle infezioni e dalle infiammazioni più tipiche, come l’epatite e dalle intossicazioni epatiche, oltre che dalla steatosi epatica; stimola anche i dotti biliari ed è indicata in caso di insufficienza epatobiliare. È indicata soprattutto nelle epatiti dovute al frequente uso di farmaci, di alcool o da virus. Si è dimostrata efficace anche nel combattere stasi biliare che si manifesta frequentemente con la colorazione giallognola della cute.</p>
<p>La pianta è inoltre indicata in caso di <strong>congestione nasale</strong> o <strong>problemi a carico del cavo orale</strong>. Le sue proprietà antisettiche, infatti, possono essere sfruttate per prevenire le infezioni della bocca e della gola, la febbre, l’influenza e la formazione di muco nei polmoni. Può quindi fungere, in maniera blanda, da <strong>espettorante</strong> e <strong>mucolitico</strong> in caso di disturbo legati alle malattie da raffreddamento. La sua maggiore attività, però, si riscontra a carico del fegato.</p>
<p>Come molte altre piante, tuttavia, anche la Picrorhiza <strong>può dare luogo a reazioni avverse</strong> ed effetti collaterali sui quali è bene porre molta attenzione; un suo eccessivo dosaggio può comportare diversi problemi a carico dell’intestino, come diarrea, flatulenza e gonfiore addominale. Sulla pelle, inoltre, potrebbe comparire rush cutaneo. Per questi motivi si consiglia sempre di avvalersi del supporto di un medico.</p>
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