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	<title>acido oleanolico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Pygeum &#124; Prunus africana (Hook. f.) Kalkman</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/pygeum-prunus-africana-hook-f-kalkman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2023 07:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pigeo africano (Pygeum africanum Hook f., sin. Prunus Africana Kalk.) è un albero sempreverde, della famiglia delle Rosacee, alto una trentina di metri, che vegeta nelle foreste dell&#8217;Africa   subsahariana, Africa orientale e australe nonché in Madagascar. Albero sempreverde, alto di solito 10-25 m; con fusto cilindrico dritto e chioma fitta e rotondeggiante, ha foglie &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>pigeo africano</strong> (<em>Pygeum africanum</em> Hook f., sin. <em>Prunus Africana</em> Kalk.) è un albero sempreverde, della famiglia delle Rosacee, alto una trentina di metri, che vegeta nelle foreste dell&#8217;Africa   subsahariana, Africa orientale e australe nonché in Madagascar.</p>
<p>Albero sempreverde, alto di solito 10-25 m; con fusto cilindrico dritto e chioma fitta e rotondeggiante, ha foglie semplici, ellittiche, coriacee, lungamente picciolate e della lunghezza di 8-10 cm; i fiori sono piccoli, bianchi o color crema, raccolti in racemi ascellari lunghi 3-8 cm; i frutti sono simili alle ciliegie, di colore da rosso a bruno purpureo e con il diametro di 8-12 mm. La corteccia del pigeo africano essiccata ha un colore variabile dal rosso al bruno-nerastro, con un odore spiccato che ricorda quello di mandorla. I costituenti più significativi presenti nel suo estratto lipofilo comprendono i <strong>fitosteroli</strong> (il <strong>β-sitosterolo</strong> è il più rappresentativo), gli <strong>acidi grassi</strong> (tra cui miristico, palmitico, linoleico, oleico, stearico ed arachidonico), i <strong>triterpenoidi</strong> (<strong>acido ursolico, acido oleanolico</strong> ecc.) e gli alcoli (<strong>docosanolo </strong>ecc.).</p>
<p>Il pigeo africano deve la sua <strong>azione antiflogistica</strong> all&#8217;<strong>attività inibitrice sulla 5 lipo-ossigenasi, </strong>che determina una minor formazione dei mediatori flogistici catalizzati da questo enzima, in particolare del <strong>leucotriene B4</strong>. Dalla corteccia dell’albero si ricava un estratto (nome officinale <em>Pruni africanae cortex</em>) contenente un’abbondante frazione lipidica, fitosteroli e altre sostanze (<strong>acido ferulico, glucopiranosidi, lignani, antocianine</strong>) che hanno mostrato un’azione antiinfiammatoria e inibitrice dei fattori di crescita a livello della prostata e della vescica; viene utilizzato nei pazienti affetti da ipertrofia prostatica. In effetti, studi <em>in vitro</em> hanno mostrato che l&#8217;estratto di <em>Pygeum africanum</em> inibisce la proliferazione dei fibroblasti prostatici indotta dai fattori di crescita come EGF (Epidermal Growth Factor), bFGF (basic Fibroblast Growth Factor) ed IGF-I (Insulin-like Growth Factor). Il pigeo africano è anche un debole inibitore dell&#8217;<strong>enzima 5 alfa-reduttasi </strong>e tale effetto, insieme al precedente, potrebbe conferire a questa &#8220;<strong>droga vegetale</strong>&#8221; un ruolo preventivo e terapeutico in presenza di <strong>ipertrofia prostatica benigna</strong>. In effetti un estratto di <em>Pygeum africanum</em> (pari a 10 g di polvere di corteccia secca) contenente lo 0,5% di n-docosanolo totale mg 50 viene utilizzato per la terapia della ipertrofia prostatica benigna commercializzato con il nome di &#8220;Tadenan&#8221; o &#8220;Pygenil&#8221; (pigelina).</p>
<p>Considerata la possibile interferenza sul metabolismo degli androgeni e degli estrogeni, l&#8217;utilizzo degli estratti è controindicato in gravidanza, in allattamento e nei bambini al di sotto dei 12 anni. Da segnalare anche le possibili interferenze con terapie ormonali, e per sommatoria d&#8217;azione con finasteride e dutasteride (farmaci molto utilizzati nel trattamento dell&#8217;alopecia androgenetica e dell&#8217;ipertrofia prostatica). In ogni caso, prima dell&#8217;assunzione, è necessaria la prescrizione ed il controllo medico.</p>
<p>In Italia, il pigeo africano è attualmente inserito nella lista delle erbe non ammesse negli integratori alimentari; è comunque utilizzato come farmaco in alcune specialità mediche registrate.</p>
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		<title>Piantaggine maggiore &#124; Plantago major L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/piantaggine-maggiore-plantago-major-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 May 2023 11:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido oleanolico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La piantaggine maggiore (Plantago major L., 1753) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Plantaginaceae. Pianta erbacea perenne priva di fusto, le foglie di colore verde sono tutte basali riunite in rosette a filo terreno, sono portate da un picciolo alato alla base, sono di forma ovata, intere e arrotondate all&#8217;apice, con 9 nervature &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La piantaggine maggiore (<em>Plantago major</em> L., 1753) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle <em>Plantaginaceae</em>.</p>
<p>Pianta erbacea perenne priva di fusto, le foglie di colore verde sono tutte basali riunite in rosette a filo terreno, sono portate da un picciolo alato alla base, sono di forma ovata, intere e arrotondate all&#8217;apice, con 9 nervature evidenti e parallele che si congiungono verso il picciolo e all&#8217;apice. L&#8217;infiorescenza è una spiga cilindrica e compatta portata da un peduncolo che può raggiungere i 24-40 cm, i fiori hanno brattee saldate alla base da ovali a oblunghe con margine scarioso e glabro, hanno 4 petali lanceolati di aspetto membranoso, 4 stami su filamenti bianchi e antere giallo chiaro sporgenti. E’ una <strong>pianta infestante</strong> ovvero una pianta spontanea considerata un&#8217;erbaccia che cresce un po’ ovunque dal mare alla montagna; presenta numerose varianti cromatiche: foglia verde, rossa, variegata e riccia. Si trova soprattutto nei prati, nei giardini, nei campi e lungo le strade. Il frutto è un pissidio contenente semi poliedrici con la faccia interna piana. Fiorisce da marzo a novembre, da 0 a 1800 m s.l.m., sui bordi stradali, luoghi incolti e suoli umidi, presente in tutta Italia.</p>
<p>Esistono altre due specie di Piantaggine ossia la <strong><em>Plantago lanceolata</em> </strong>L. e la <strong><em>Plantago minor</em></strong> L., dotata di foglie ovali e piccole. Tutte 3 le specie sono considerate officinali e possiedono le stesse proprietà salutistiche. Si riconosce facilmente la <em>Plantago major</em> dalla Piantaggine Lanceolata (<em>Plantago Lanceolata</em> L.) perché dalla rosetta basale crescono sempre foglie ovali o ellittiche, ben distinte e grosse, e sempre aderenti al terreno, mentre la Lanceolata le foglie creano un vero e proprio cespo, crescono verticalmente verso l’alto e sono strette e lanceolate, mai aderenti al terreno se non per quelle oramai vecchie. Entrambe comunque hanno le classiche cinque nervature che corrono lungo il margine della foglia.</p>
<p>Il nome generico (<em>Plantago</em>) deriva dalla parola latina &#8220;planta&#8221; che significa &#8220;pianta del piede&#8221; e fa riferimento alle piatte foglie basali di questa pianta simili a &#8220;piante di un piede&#8221; ma anche perché le specie più comuni crescono in ambienti calpestati; il nome specifico (<em>major</em>) significa &#8220;maggiore, più grande, più importante&#8221; e si riferisce alle dimensioni delle foglie, che sono maggiori di quelle di molte altre specie congeneri; il nome della sottospecie deriva dal greco “pléion” (più, molti) e “spérma” (seme) e significa quindi “con molti semi”. Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo. Periodo di fioritura: maggio-settembre.</p>
<p>È conosciuta con numerosi nomi comuni: ansoglossa, centonervi, cinquenervi, coda di topo, erba bruna, erba di cento nervi, erba dei sette nervi, lanciola, lingua di cane, lingua di pecora, lingua d&#8217;oca, mestolaccio, orecchio d&#8217;asino, orecchio di lepre, orecchiella, pentinervi, petacciola pelosa, tirafilo</p>
<p>La droga vegetale che viene presa in considerazione è costituita dalle parte aeree o dalle sole foglie. E’ molto simile quindi alla Piantaggine Lanceolata, quindi anche gli impieghi sono similari.</p>
<p>La direttiva del Ministero della Salute del 2010 consente di inserire negli integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali di questa pianta.</p>
<p>I costituenti principali sono <strong>allantonina, apigenina, aucubina, baicaleina, vitamina C, acido linoleico, acido oleanolico, acido silicico, sorbitolo e tannino</strong>. In particolare sono presenti iridoidi (<strong>aucubina</strong>) e <strong>composti fendici</strong>, flavonoidi, acidi fenoli, esteri, eterosidici fenilpropanolici (<strong>verbascoside, plantamajoside</strong>), <strong>mucillagine</strong> (6,5%), <strong>tannino</strong> (5%), <strong>acido silicico</strong> (1 %), sali minerali (<strong>zinco e potassio</strong>), tracce di olio essenziale.</p>
<p>Per la presenza di aucubina la pianta è <strong>efficace contro le punture degli insetti </strong>e per la cura delle ferite.</p>
<p>Ha proprietà <strong>astringenti, antiinfiammatorie, cicatrizzanti, batteriostatiche; diuretiche; espettoranti ed antiallergiche</strong> e delle altre specie della famiglia.</p>
<p>In erboristeria le foglie fresche, che contengono <strong>mucillatannino</strong>, minutamente tritate, poste a contatto con una ferita tramite bendaggio favoriscono una rapida guarigione della ferita stessa e bloccano le emorragie.</p>
<p>La <strong>piantaggine maggiore</strong> per uso esterno, sotto forma di decotto o di cataplasma, ha un&#8217;azione antinfiammatoria e antipruriginosa che è utile soprattutto <strong>per trattare infiammazioni della bocca, della gola e delle vie aeree</strong> come tracheiti, gengiviti, ecc. Grazie al contenuto di mucillagini e tannini, infatti, la piantaggine ha <strong>azione emolliente, sedativa e astringente</strong> e aiuta a dare sollievo in caso di tosse, mal di gola, bronchite. La presenza di aucubina &#8211; un glicoside iridoide &#8211; fa della piantaggine un rimedio utile anche in caso di allergia, in particolare per le reazioni allergiche che coinvolgono le vie respiratorie</p>
<p>I semi agiscono come regolatori intestinali e decongestionanti nelle infiammazioni intestinali e bronchiali.</p>
<p><strong>La piantaggine è anche una tra le molte piante commestibili</strong>. Le foglie, raccolte prima della fioritura della pianta, possono ad esempio essere usate crude per preparare un&#8217;insalata di piantaggine o di erbe miste. Trova l’utilizzo in minestroni, nei ripieni di rustici o torte salate. Viene anche lessata insieme ad altre verdure commestibili e poi ripassata in padella.</p>
<p>Una classica zuppa è realizzata lessando le foglie di piantaggine maggiore e poi ripassate con cipolla e maggiorana. Questo condimento, lasciato brodoso, viene versato sulle fette di pane tostato ed infine condito con olio a crudo extravergine di oliva.</p>
<p>Anche un’insalata di menta e piantaggine ha una sua caratteristica: le foglie tenere di piantaggine vengono tagliate a striscioline sottili, ed aggiunte a foglie di menta romana, le arance a spicchi, olio e sale.</p>
<p>La pianta fornisce cibo per i bruchi di farfalla, conigli, cervi e galli cedroni, i semi sono apprezzati dagli uccelli.</p>
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		<title>Prunella &#124; Prunella vulgaris L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/prunella-prunella-vulgaris-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Apr 2023 12:56:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido betulinico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prunella (nome scientifico Prunella vulgaris L., 1753) (o brunella o morella) comune è una piccola pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae; è una specie a distribuzione originariamente eurasiatica oggi divenuta subcosmopolita, presente in tutte le regioni d’Italia. Cresce nei prati pingui e in vegetazioni disturbate di parchi, giardini e aiuole, su suoli limoso-argillosi &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>prunella </strong>(nome scientifico <em>Prunella vulgaris</em> L., 1753) (o <strong>brunella</strong> o <strong>morella</strong>) comune è una piccola pianta perenne appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>; è una specie a distribuzione originariamente eurasiatica oggi divenuta subcosmopolita, presente in tutte le regioni d’Italia. Cresce nei prati pingui e in vegetazioni disturbate di parchi, giardini e aiuole, su suoli limoso-argillosi freschi e umiferi, ricchi in composti azotati, subneutri, dal livello del mare a 2000 m circa.</p>
<p>Pianta erbacea perenne eretta alta da 5 a 20 cm con rizoma che presenta stoloni superficiali e radichette secondarie, fusto eretto, tetragono di colore violaceo-bluastro. foglie ovate a margine leggermente crenato di lunghezza 2-6 cm. le infiorescenze a spiga raccolgono fiori ermafroditi con corolla tubulare e labbro superiore pendulo, 4 stami e stimma bifido. il frutto è costituito da 4 acheni che si sviluppano sullo stesso fiore.</p>
<p>L&#8217;etimologia del nome generico è incerta: alcuni la fanno derivare da un’antica voce tedesca “Breune” o “Braune” (angina o tonsillite) altri da “bruno” per il colore bruniccio dei fiori quando l&#8217;infiorescenza appassisce; il nome specifico deriva dal latino “vúlgus” (volgo) e significa “comune, diffuso, frequente”. Periodo di fioritura: aprile-ottobre. Si raccoglie all&#8217;inizio dell&#8217;estate e viene utilizzata tutta la pianta.</p>
<p>Sostanze presenti: <strong>tannino, composti resinosi, sostanze amare, acido rosmarinico, acido oleanolico, acido betulinico, polisaccaridi vari</strong>.</p>
<p>La Prunella è conosciuta in fitoterapia per una sua specifica azione astringente cutanea che in passato ne ha determinato l&#8217;impiego per favorire la cicatrizzazione di ferite e ulcere cutanee; oggi è utilizzata soprattutto per detergere piccoli tagli ed escoriazioni in caso di mancanza temporanea di adatti disinfettanti, rallentando lo sviluppo di piccole emorragie.</p>
<p>Un’altra importante attività della Prunella consiste nel favorire la regressione delle infiammazioni e delle piccole ulcerazioni delle mucose buccali legate a disordini alimentari.</p>
<p>Nella medicina popolare veniva usata come collutorio e come vulneraria, per alleviare le irritazioni genitali, come <strong>febbrifugo, antidiarroico, antinfiammatorio, rinforzante del sistema immunitario</strong>.</p>
<p>In medicina popolare è usata come <strong>collutorio</strong> e come <strong>vulneraria</strong>, ma anche per curare pressione elevata, mal di testa e congiuntivite. Per uso esterno può servire come <strong>cicatrizzante </strong>per ferite non profonde. È da notare comunque che questa proprietà curativa deriva dal fatto che la corolla, vista di fianco, sembra un acuminato falcetto, e in ossequio alla ben nota “dottrina delle segnature” si credeva (verso il 1600-1700) che queste piante avessero il potere di curare le ferite di armi di forma similare.</p>
<p><strong>In cucina</strong>, <strong>viene usata per insaporire la grappa</strong> (gusto amarognolo ma gradevole), mentre le foglie giovani si possono usare come insalata.</p>
<p>Nei giardini la si può trovare come pianta da bordure e come tappezzante. In definitiva oggi questo è l&#8217;uso più frequente per questa specie.</p>
<p>L&#8217;industria ricava da questa pianta dei coloranti.</p>
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