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	<title>acidi omega 3 Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Il pesce e gli acidi grassi omega-3 riducono il rischio di sindrome metabolica negli uomini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jan 2024 18:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[acidi omega 3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pesce e gli acidi grassi omega-3 riducono il rischio di sindrome metabolica negli uomini Un&#8217;alimentazione ricca di pesce e acidi grassi omega-3 contribuisce a ridurre il rischio di comparsa di sindrome metabolica negli uomini ma non nelle donne. Inkyung Baik, PhD, Robert D. Abbott, PhD, J. David Curb, MD, PhD, Chol Shin, MD, PhD. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il pesce e gli acidi grassi omega-3 riducono il rischio di sindrome metabolica negli uomini</strong></p>
<p>Un&#8217;alimentazione ricca di pesce e acidi grassi omega-3 contribuisce a ridurre il rischio di comparsa di sindrome metabolica negli uomini ma non nelle donne.</p>
<pre>Inkyung Baik, PhD, Robert D. Abbott, PhD, J. David Curb, MD, PhD, Chol Shin, MD, PhD. Intake of Fish and n-3 Fatty Acids and Future Risk of Metabolic Syndrome. J Am Diet Assoc, 2010; 110(7):1018-26</pre>
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		<title>Noce comune &#124; Juglans regia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 09:41:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi omega 3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il noce da frutto o noce bianco (Juglans regia L.) è il rappresentante più conosciuto e più importante dal punto di vista economico del genere Juglans, appartenente alla famiglia Juglandaceae. È anche chiamato con i termini noce comune o noce reale e il frutto (seme) viene detto noce. Non si conosce con precisione la patria &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>noce </strong>da frutto o noce bianco (<em>Juglans regia </em>L.) è il rappresentante più conosciuto e più importante dal punto di vista economico del genere <em>Juglans</em>, appartenente alla famiglia <em>Juglandaceae</em>. È anche chiamato con i termini <strong>noce comune</strong> o <strong>noce reale</strong> e il frutto (seme) viene detto <strong>noce</strong>.</p>
<p>Non si conosce con precisione la patria di origine del noce comune. Il termine <em>Juglans</em> è un’abbreviazione del termine latino “<em>Jovis</em>”, “<em>Jupiter</em>”, Giove, e “<em>glans</em>”, ghianda, ovvero <strong>ghianda di Giove</strong>, per il buon sapore rispetto alle ghiande delle querce consumate dai popoli primitivi; lo specifico “regia”, deriva dal latino “<em>regius</em>”, regale, ossia <strong>albero dei re</strong> per la pregiata produzione di frutti e di legno.</p>
<p>Il noce è un albero piuttosto longevo, alto sino a 16-22 (&lt;28) metri, che raggiunge il pieno sviluppo a 60-80 anni, longevo fino a 300-400 anni, a tronco robusto (diametro fino a 1,40-1,60 m), diritto o quasi, con grossi rami potenti inseriti a 4-8 metri d’altezza, formanti una chioma ampia (7-10 m) ed arrotondata; corteccia liscia, biancastra o grigio chiaro-grigio argento, fessurantesi longitudinalmente con l’età. Sistema radicale piuttosto superficiale. Rametti bruni, robusti, internamente con midollo settato, con ampie cicatrici fogliari cuoriformi e grossa gemma apicale. Foglie con odore aromatico, fragrante, alterne, impari pennate, composte da 5-9 segmenti sessili tranne l’apicale che è brevemente picciolato, ellittici od oblanceolati, i tre apicali di 2-5 x 5-10 cm, i basali progressivamente ridotti, interi, brevemente acuminati. Le foglie, caduche, raggiungono i 35 cm di lunghezza, con pagina superiore verde scuro ed inferiore verde nettamente più chiaro; nervature secondarie molto evidenti, che raggiungono quasi il margine. Fiori unisessuati: amenti maschili penduli (1 x 5-8 cm), di colore verde-bruno, a perigonio con 5-6 lobi e numerosi stami; fiori femminili, all&#8217;apice dei rametti dell&#8217;anno in gruppi di 1-5, ad ovario infero e con due tipici stimmi ricciuti voluminosi, bianco-giallastri e ricurvi all&#8217;infuori. I frutti, solitari o a gruppi, sono caratteristiche drupe, ovali o globose (3-4 x 4-6 cm) con epicarpo carnoso verde ricchissimo di <strong>tannino</strong> (mallo), che copre un endocarpo legnoso marrone chiaro leggermente solcato (<strong>noce</strong>), proteggente a sua volta il seme (<strong>gheriglio</strong>) a 4 lobi, meandriforme, oleoso e commestibile.</p>
<p>Da selezioni ed incroci sono state ottenute <strong>numerose cultivar</strong> da frutto che solitamente si innestano sul “selvatico”, come la “<strong>Sorrento</strong>”, adatta a zone mediterranee poco soggette a gelate tardive, la <strong>Hartley</strong> e la <strong>Serr</strong>, californiane, la <strong>Franquette</strong> e la <strong>Gustine</strong>, francese, adatta alle zone più fresche o fredde, e ancora <strong>Eureka, Lompoc, Midland</strong>, ecc.</p>
<p>Questo albero ha sempre avuto una notevole <strong>importanza economica sia per il legname, sia per i frutti </strong>che hanno sfamato, insieme alle castagne, le popolazioni collinari e montane. Il legno, ad alburno grigio e durame bruno-scuro o grigiastro è semiduro, di facile lavorazione, durevole (ma soggetto all’attacco dei tarli) e pregiato per colore e variegatura, ricercato per mobili, liste per pavimenti, lavori di ebanisteria, intarsio e tornio, oltre che per calci di fucili, stecche di biliardo, ecc., in particolare le radiche marezzate. Non è però un buon combustibile. Nelle zone collinari e montane era tradizione, alla nascita di ogni bambina, piantare un noce a fianco della cascina, che avrebbe costituito la sua dote al momento del matrimonio.</p>
<p>I <strong>frutti</strong>, che maturano da agosto a settembre, oltre che essere venduti e consumati f<strong>reschi o essiccati</strong>, servono in cucina per salse ed in pasticceria per torroni, torte, paste, decorazioni, e ad estrarne un olio (25%) ricco di vitamina F, alimentare, medicinale ed industriale (quando è vecchio è essiccativo).</p>
<p>L’<strong>olio di noci </strong>conosce sia usi come olio alimentare, sia come olio siccativo nella pittura ad olio: il suo uso alimentare incontra un forte limite nella sua rapida tendenza a irrancidire; l&#8217;olio di noci ha un prezzo alto e la produzione è spesso portata avanti solo da piccoli laboratori artigianali.</p>
<p>Dalla corteccia e dal mallo si estraggono tannini ed il principio attivo juglandina che sotto l’azione dell’aria e dell’umidità si trasformano in una sostanza nera insolubile e insipida che può essere usato per tingere i tessuti ed i capelli. Il decotto di foglie, è consigliato per gargarismi antisettici e mal di gola, come astringente vaginale contro leucorree e ulcere del collo dell’utero; applicato in estate sul pelo degli animali, è un buon repellente per i tafani e gli insetti molesti.</p>
<p>Le <strong>noci</strong> sono frutti molto energetici, per <strong>100 gr di prodotto forniscono</strong> infatti all&#8217;organismo <strong>circa 689 kcal</strong>/2884 kJ: sono <strong>semi oleosi ricchi di acidi grassi polinsaturi e sali minerali, come zinco, calcio, potassio, rame e ferro. In particolare, sono ricche di magnesio</strong> e rientrano pertanto tra gli integratori naturali alimentari di questo minerale. Nelle noci è inoltre consistente l&#8217;apporto di vitamina E, capace di combattere l&#8217;azione dei radicali liberi e quindi esercitare effetti antiossidanti, e quello di acido folico.</p>
<p>Gli <strong>acidi omega 3 </strong>contenuti nelle noci contribuiscono a tenere sotto controllo il livello di colesterolo “cattivo” nel sangue, a prevenire l&#8217;arteriosclerosi e forse anche a combattere lo stress.</p>
<p>L’essere un <strong>alimento molto energetico e ricco di arginina</strong>, rende le noci perfette per chi pratica sport.</p>
<p>Mallo, gemme e foglie hanno <strong>proprietà astringenti, depurative, ipotensive, ipoglicemizzanti, antibiotiche, virustatiche</strong> sugli herpes-virus, <strong>digestive, vermifughe, antisettiche ed antinfiammatorie </strong>delle infezioni gastrointestinali e delle vie urogenitali.</p>
<p>Studi clinici hanno dimostrato che il consumo di noci può abbassare il rischio di cardiopatie ed ha azione antidegenerativa, antiossidante e nutriente sul cervello, poiché riduce la concentrazione di colesterolo LDL ed aiuta a mantenere una buona elasticità dei vasi sanguigni.</p>
<p>Le noci vengono usate anche per la produzione di <strong>vino di noci</strong>. Per questo uso, per ora ancora di nicchia, si richiede la raccolta dei frutti molto giovani (verso la fine di giugno).</p>
<p>Il mallo delle noci non completamente maturo è usato anche per la <strong>produzione del nocino o nocillo</strong>, liquore tipico della Campania ove viene servito soprattutto come digestivo.</p>
<p>In passato il noce è stato molto utilizzato nel trattamento degli eczemi cronici, dell&#8217;artrite urica. Attualmente, le sue foglie, assunte per via orale (infuso, decotto, tisana), sono ancora ritenute utili nelle malattie del ricambio, quali diabete, gotta, e obesità; la pianta favorisce la diuresi, stimola la funzione epatica ed è utile nelle affezioni reumatiche e nel rachitismo.</p>
<p>Per uso esterno è utilizzato contro le infiammazioni delle vie genitali femminili; gli impacchi del decotto delle foglie sono efficaci contro la congiuntivite, le dermatosi.</p>
<p>L&#8217;olio di mallo di noce esercita una funzione protettiva contro i raggi solari, grazie alla presenza della<strong> juglone</strong>.</p>
<p>E’ questo un composto organico aromatico, che rilasciato dalla pianta, si diffonde nel terreno e ha la proprietà di favorire la dormienza dei semi inibendone la germinazione. Sotto un noce quindi cresce poco o nulla, e questo portava gli antichi a pensare che vi fosse un qualcosa di diabolico nella pianta.</p>
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