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	<title>Rovere Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>Rovere Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Rovere &#8211; Quercus petraea</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rovere-quercus-petraea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2025 08:26:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[legname pregiato]]></category>
		<category><![CDATA[quercia]]></category>
		<category><![CDATA[Rovere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rovere (Quercus petraea (Matt.) Liebl.), o la rovere, è una quercia semi-caducifoglia di prima grandezza, appartenente alla famiglia delle Fagaceae. La Quercus petraea è un maestoso albero deciduo, a crescita molto lenta, longevo, con chioma largamente espansa. Lungo tronco con corteccia grigio-bruna scanalata e fessurata longitudinalmente. Le foglie sono semplici, decidue, di forma ovale, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>rovere</strong> (<em>Quercus petraea</em> (Matt.) Liebl.), o la rovere, è una quercia semi-caducifoglia di prima grandezza, appartenente alla famiglia delle <em>Fagaceae</em>.</p>
<p>La <em>Quercus petraea</em> è un maestoso albero deciduo, a crescita molto lenta, longevo, con chioma largamente espansa. Lungo tronco con corteccia grigio-bruna scanalata e fessurata longitudinalmente.</p>
<p>Le foglie sono semplici, decidue, di forma ovale, con margine lobato e 5-8 paia di lobi arrotondati, senza peli. L&#8217;apice è ottuso e arrotondato. La parte superiore è verde lucido, quella inferiore è più pallida. Il tronco è eretto, robusto e slanciato, ramificato solo in cima. I rami sono molto nodosi e formano una corona densa, sferica e regolare. I rami giovani non sono pelosi. La sua chioma si espande verso l&#8217;alto raggiungendo un&#8217;altezza di 30-40 metri in bosco. Una quercia da una lunga vita, raggiunge i 500-800 anni d&#8217;età e le dimensioni massime definitive vengono raggiunte a 120-200 anni.</p>
<p>È molto simile alla Farnia con cui si ibrida spesso dando origine a degli alberi di difficile determinazione. Presenta una chioma più aperta della Farnia, con rami patenti più dritti. Si differenzia dalla roverella (<em>Quercus pubescens</em>) per le dimensioni del fusto e per il lato inferiore delle foglie, che si presenta glabro.</p>
<p>Il suo frutto è la classica ghianda, con pericarpo oblungo, giallo bruno e lucente. Di forma ovoidale, lunghe fino a 2,5 centimetri, sono protette solo nel terzo inferiore da una cupola a squame piccole e appressate. Nel rovere il frutto è sessile, a differenza della roverella (i cui frutti presentano un peduncolo assai corto) e della farnia (le cui ghiande sono portate da un lungo peduncolo).</p>
<p>Il suo areale va dall&#8217;Europa centrale a quella nord-orientale, anche se è meno esteso di quello della Farnia. In Italia è presente nelle vallate alpine e prealpine e nell&#8217;Appennino. In Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia cresce in boschi mesofili la sottospecie <em>Q. petraea</em> subsp. <em>austrotyrrhenica</em>. Nei pressi di Umbertide, esiste un bosco di rovere, di probabile origine artificiale; in Italia sarebbe la specie tipica del piano collinare e montano inferiore (300–1100 m), se l&#8217;antropizzazione subita dal bosco negli ultimi secoli non avesse introdotto al suo posto il castagno.</p>
<p>Viene coltivata per il pregiato legname. Usata per la forestazione di zone incolte, dimesse, collinari e montane.</p>
<p>L&#8217;epiteto specifico (petraea) indicherebbe proprio il fatto che la pianta ama i luoghi pietrosi ben drenati.</p>
<p>Il rovere è tollerante alla siccità (anche se non quanto la tipicamente xerofila roverella) grazie al suo apparato radicale profondo, a differenza della farnia, che tollera un ristagno idrico di 100 giorni consecutivi; trova l&#8217;optimum di diffusione in suoli sciolti e sabbiosi in cui non vi è possibilità di marciume radicale causato dall&#8217;acqua, ha inoltre una lieve preferenza per i substrati acidi. Teme le gelate tardive.</p>
<p>Tassonomia</p>
<p>Ne sono riconosciute cinque sottospecie:</p>
<ul>
<li><em>Quercus petraea</em> <em>austrotyrrhenica</em> Brullo, Guarino &amp; Siracusa</li>
<li><em>Quercus petraea</em> subsp<em>. huguetiana</em> Franco &amp; G.López</li>
<li><em>Quercus petraea</em> <em>petraea</em></li>
<li><em>Quercus petraea</em> <em>pinnatiloba</em> (K.Koch) Menitsky</li>
<li><em>Quercus petraea</em> <em>polycarpa</em> (Schur) Soó</li>
</ul>
<p>Usi</p>
<p>Il legno di rovere è del tutto simile a quello della farnia, dal quale non risulta distinguibile. Piuttosto pregiato viene utilizzato, oltre che nella fabbricazione di mobili, nell&#8217;edilizia, per travature, parquet, nei cantieri navali, nella costruzione di doghe per botti per l&#8217;invecchiamento dei vini e altre bevande alcoliche come ad esempio la birra e il sidro, ed anche per la costruzione di bare. Ottimo combustibile, è anche utilizzato per la produzione di carbone.</p>
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		<title>Farnia &#124; Quercus Robur L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/farnia-quercus-robur-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 15:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[catechine]]></category>
		<category><![CDATA[farnia]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[pectine]]></category>
		<category><![CDATA[proantocianidine]]></category>
		<category><![CDATA[quercia comune]]></category>
		<category><![CDATA[resine]]></category>
		<category><![CDATA[Rovere]]></category>
		<category><![CDATA[rovere di Slavonia]]></category>
		<category><![CDATA[Roverella]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La farnia (Quercus robur L., 1753, detta comunemente quercia) è un albero a foglie decidue appartenente alla famiglia delle Fagacee. Essa è la specie tipo del genere Quercus. Il nome generico, già in uso presso gli antichi, sembra ricollegarsi alla radice indoeuropea che il latino condivide con le parole celtiche “kaer” e “quer” (bell&#8217;albero), cioè &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/farnia-quercus-robur-l/">Farnia | Quercus Robur L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>farnia</strong> (<em>Quercus robur</em> L., 1753, detta comunemente <strong>quercia</strong>) è un albero a foglie decidue appartenente alla famiglia delle Fagacee. Essa è la specie tipo del genere <em>Quercus</em>.</p>
<p>Il nome generico, già in uso presso gli antichi, sembra ricollegarsi alla radice indoeuropea che il latino condivide con le parole celtiche “<em>kaer</em>” e “<em>quer</em>” (bell&#8217;albero), cioè “l&#8217;albero per eccellenza”, ma anche con analoghi termini greci riferiti alla rudezza del legno delle piante appartenenti a questo genere; quello specifico deriva dal latino <em>robur </em>che significa “duro, resistente, robusto”, in riferimento alla durezza ed alla resistenza del legno di questo albero. Considerato fin dall’antichità un albero sacro, fu dedicato a numerosi dei come Zeus per la sua capacità di attirare i fulmini e Dana (dea madre dei celti) in quanto fonte di dimora e nutrimento per molti animali. Una curiosità: il plurale di quercia è querce (e non quercie).</p>
<p><strong>È la quercia più diffusa in Europa</strong>, e il suo areale è alquanto vasto.</p>
<p>Questa pianta è caratterizzata da notevoli dimensioni (può raggiungere 40 metri di altezza), maestoso a chioma irregolare ovata, corteccia nerastra e fessurata; le foglie sono semplici con brevissimo picciolo, lobate, di colore verde lucido e caratterizzate da avere il diametro massimo nel terzo superiore; i fiori sono monoici; la fioritura ha luogo in aprile-maggio; il frutto è una ghianda con lungo picciolo e protetta fino a metà da una cupola a squame embricate appressate. Ha crescita lenta (cosa che ne determina il raro impiego come pianta ornamentale) ed è molto longevo. E’ una specie presente in tutta l’Europa, escluso il nord e parte della regione mediterranea; in Italia è frequente nelle regioni settentrionali, ma manca in Sicilia e Sardegna. Predilige i terreni freschi, fertili e profondi della pianura, anche con acqua abbastanza superficiale, ma si trova fino a 1.000 m di quota, spesso in consorzio con altre specie aventi le stesse caratteristiche.</p>
<p>La farnia <strong>è coltivata per il rimboschimento e per il pregiato legname </strong>che ne costituisce il prodotto più importante. Il legno di questa quercia, noto come &#8220;<strong>rovere di Slavonia</strong>&#8220;, è di colore bruno chiaro, resistente, durevole, con fibre spesse e netta differenziazione tra alburno e durame; è pesante (peso specifico 0,75 kg/dm<sup>3</sup>). Esso viene impiegato <strong>per costruire mobili pregiati, parquet e botti per l&#8217;invecchiamento di liquori</strong> (Cognac), oltre che per la produzione di carbone e l&#8217;impiego diretto come combustibile. In epoche passate la farnia era largamente utilizzata nelle costruzioni navali, specialmente nel Regno Unito, tanto da causare vasti disboscamenti.</p>
<p>È inoltre utilizzata come <strong>pianta simbionte per la coltivazione del tartufo bianco</strong>.</p>
<p>La Farnia (<em>Quercus robur</em> L) può essere confusa soprattutto con:</p>
<ul>
<li>la <strong>Rovere</strong> [<em>Quercus petraea</em> (Matt.) Liebl.] che si differenzia per avere ghiande sessili, foglie a base cuneata o arrotondata con la larghezza massima in mezzo alla lamina (che a sua volta presenta lobi più piccoli e numerosi), picciolo lungo, corteccia più scura e fessurata in piccole placche; ha ecologia diversa e non si trova mai su suoli asfittici.</li>
<li>la <strong>Roverella</strong> [<em>Quercus pubescens</em> Willd] che ha frutti piccoli, sessili o subsessili, rametti sempre tomentosi biancastri, piccioli delle foglie più lunghi e tomentosi, le foglie generalmente più piccole, coriacee e solo a fine stagione glabrescenti, il tronco sinuoso e la corteccia scura divisa in squame a solchi profondi; vegeta in ambienti xerici.</li>
</ul>
<p>In natura si incontrano spesso querce di incerta determinazione, con caratteri intermedi fra le tre specie. Questo avviene perché queste querce si sono differenziate solo in tempi recenti, principalmente su base ecologica, e le scarse barriere genetiche fra loro favoriscono l&#8217;ibridazione. L&#8217;intervento dell’uomo, rivoluzionando il territorio, ha eliminato le grandi superfici boscate compatte e relegato i querceti in limitate zone marginali, divise da ampi spazi aperti coltivati. Il vento può quindi scambiare i pollini tra le diverse specie (e quindi i loro geni) anche a grandi distanze.</p>
<p><strong>Principali componenti</strong>: tannini, flavonoidi, catechine, proantocianidine, pectine, resine</p>
<p><strong>Proprietà</strong>: <strong>astringente, lenitiva, antisettica, tonica-stimolante</strong> (gemme)</p>
<p>La quercia, grazie ai tannini contenuti all&#8217;interno della sua corteccia, è in grado di esercitare un&#8217;<strong>azione astringente, antinfiammatoria, antielmintica, antivirale e disinfettante</strong>. Grazie alla sua spiccata azione astringente, la quercia viene impiegata internamente per il trattamento della diarrea. <strong>Per uso esterno gli estratti di quercia sono utilizzati in prodotti per le emorroidi in virtù delle loro proprietà astringenti e vaso-costrittrici. Impiegati anche in caso di geloni, pelle e capelli grassi e come lenitivi per il cavo orale (sciacqui e gargarismi).</strong></p>
<p><strong>In cucina, in passato le ghiande della quercia erano un’importante fonte di alimentazione. Oggi il loro uso come cibo per gli uomini è pressoché scomparso, vengono invece utilizzate per l’alimentazione degli animali.</strong></p>
<p><strong> Controindicazioni</strong>: i preparati a base di corteccia, se consumati in modo eccessivo e per periodo prolungati, possono irritare l’apparato gastroenterico e causare vomito, nausea e diarrea per l’elevato contento in tannini. Il gemmoderivato non presenta questa controindicazione. Sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/farnia-quercus-robur-l/">Farnia | Quercus Robur L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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