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	<title>Rondeline Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Scalogno &#124; Allium ascalonicum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 16:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scalogno (Allium ascalonicum L.) è una pianta della famiglia Amaryllidaceae affine alla cipolla, con la quale condivide molte caratteristiche e similitudini di utilizzo. Il nome designa tanto la pianta quanto il suo bulbo. Il nome scientifico &#8220;ascalonicum&#8221; e quello volgare, sembrano derivare da quello dell&#8217;antico porto mediterraneo di Ascalona, situato nella parte meridionale dell&#8217;odierno &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>scalogno</strong> (<em>Allium ascalonicum</em> L.) è una pianta della famiglia <em>Amaryllidacea</em>e affine alla cipolla, con la quale condivide molte caratteristiche e similitudini di utilizzo. Il nome designa tanto la pianta quanto il suo bulbo.</p>
<p>Il nome scientifico &#8220;ascalonicum&#8221; e quello volgare, sembrano derivare da quello dell&#8217;antico porto mediterraneo di Ascalona, situato nella parte meridionale dell&#8217;odierno Israele poco a nord di Gaza.</p>
<p>La sua coltivazione è nota da almeno 3000 anni e già il popolo romano lo utilizzava. Secondo alcuni studiosi, lo scalogno sarebbe stato portato in Europa dai popoli che migrarono dal Medio Oriente. Infatti, le prime zone dove è stato coltivato, sono state quelle dell’Asia centrale. Le piante di scalogno, nel corso degli anni, si diffusero anche in India e nel Mediterraneo Orientale.</p>
<p>Lo scalogno usato oggi sembra sia arrivato in Europa tra il XII-XIII secolo, per opera dei crociati che rientravano dalla Terra santa (si ricordi la battaglia di Ascalona durante la prima crociata); già nel Duecento in Francia, lo scalogno aveva un ruolo importante nella cucina tradizionale; in un codice manoscritto del secolo XIV conservato presso la Biblioteca Universitaria di Bologna vengono citate torte a base di scalogno.</p>
<p>Lo scalogno era ritenuto già dagli antichi uno stimolante delle funzioni sessuali (come tale è citato anche da Ovidio) e molte leggende popolari ne sostengono le proprietà afrodisiache.</p>
<p>Lo scalogno è una pianta di circa 20–30 cm di altezza, con foglie cilindriche. L&#8217;infiorescenza è, come in tutte le specie del genere <em>Allium</em>, formata da più fiori trimeri. I semi sono piccoli e neri.</p>
<p><em>Le differenze tra cipolla e scalogno</em></p>
<p>Tutte le varietà di scalogno <em>differenze tra cipolla e scalogno</em> assomigliano alle cipolle, ma a differenza di queste posseggono un bulbo composito (non unico); i bulbi sono simili in tutto e per tutto alla cipolla, ma rispetto a questa le dimensioni sono inferiori (una volta pelato, non supera i 4-5 centimetri), e sono spesso composti da due o tre più piccoli bulbilli uniti in un bulbo tunicato unico poco più grande, nel complesso leggermente più affusolato della cipolla. In genere raggiunge un peso che varia da 5 a 25 grammi circa ed è di diverse varietà, che si distinguono tra loro in funzione del colore delle guaine esterne (verde violaceo, rosso, rosso-bruno, rosso rosaceo, viola, giallo, grigio e bianco), della loro forma (sferica, rotondeggiante e allungata) e infine dal sapore, il quale è molto influenzato anche dalla zona di coltivazione. Infine <strong>il sapore dello</strong> <strong>scalogno è più delicato di quello della cipolla, ma allo stesso tempo più aromatico, con alcune punte di aglio</strong>; sempre il sapore dello scalogno <strong>non appesantisce l’alito</strong>, laddove quello della cipolla (come quello dell’aglio) permane in bocca.</p>
<p>Tra le varietà più diffuse in Europa e in Italia sono:</p>
<ul>
<li><strong>Scalogno grigio</strong>. Varietà comuni di scalogno grigio sono la <strong>Griselle</strong> e la <strong>Grisor</strong>. È lo scalogno grigio o comune, piccolo di forma allungata, buccia grigia, testa violacea, polpa soda e piccantina.</li>
<li><strong>Scalogno rosa</strong>. Agli scalogni rosa appartiene la varietà <strong>Jersey</strong>, la più importante, e la più raffinata; è, caratterizzato da bulbo sferico, corto e rigonfio, una buccia dal rame al rosa, una polpa venata e un aroma poco piccante; altre varietà sono la <strong>Pesandor</strong> e la <strong>Rondeline</strong>;</li>
<li><strong>Scalogno giallo</strong>. Tipico dell&#8217;Olanda e della Danimarca presenta un bulbo corto e arrotondato e una buccia dallo spiccato colore giallo. Sono quelli che più assomigliano alle cipolle.</li>
<li><strong>Scalogno bruno-rossastro</strong>. La più diffusa in Italia è certamente lo <strong>scalogno di Romagna</strong>, prodotto IGP (dal 1997), coltivato dall&#8217;inizio del XX secolo nelle zone tra Faenza, Forlì e Imola, che possiede foglie slanciate, un bulbo a forma di fiaschetto talvolta contorto, un apparato radicale ben sviluppato, guaine di colore scuro dorato o ramato, una polpa dalle sfumature rosa-lilla e un sapore piccante. Altre varietà sono la Arvro, la Germor e la Longor.</li>
</ul>
<p><strong>La qualità di scalogno più pregiata è quello di Romagna.</strong></p>
<p>Gli scalogni coltivati in Asia sono generalmente di buccia rossa o rosso-violacea. Nell&#8217;India meridionale le varietà più amate sono particolarmente piccole (circa la larghezza di un dito).</p>
<p>Nella Louisiana meridionale è invece diffusa la coltivazione di una varietà di scalogno gigante bianco (giant white shallot), che è in realtà un incrocio fra lo scalogno e la cipolla di inverno (<em>Allium fistulosum</em>).</p>
<p><em>Impiego gastronomico</em></p>
<p>Anche se le foglie giovani verdi delle piante sono molto saporite e possono essere usate tritate al posto dell&#8217;erba cipollina, lo scalogno è coltivato soprattutto per i suoi bulbi, edibili al 70%.  La particolarità dello scalogno è che ha un gusto più aromatico della cipolla, ma meno forte dell&#8217;aglio e si può utilizzare in cucina come <strong>ingrediente per il soffritto</strong>; una volta cotto risulta molto più digeribile della cipolla e non lascia l&#8217;alito cattivo. In generale proprio per il suo delicato e caratteristico apporto aromatico lo scalogno è proposto come sostituto della cipolla per l&#8217;elaborazione di antipasti e piatti di portata nella cucina più raffinata o più attenta ai gusti delicati.</p>
<p>In Europa è impiegato nella <strong>preparazione di insalate, frittate e torte salate</strong> (come la Quiche), ma è soprattutto utilizzato per aromatizzare preparazioni di diverso tipo, quali antipasti, contorni e salse fini come la Bordolese o la Bernese; in Europa del Nord e in particolare in Francia, ad esempio, lo scalogno è da sempre usato, dopo essere stato pestato nel mortaio e mescolato con burro o formaggi cremosi, per accompagnare grigliate di pesce o di carne. Nella cucina regionale italiana, i bulbi finemente tagliati a mano sono presenti in molti sughi per tagliolini o tagliatelle all&#8217;uovo. Nella cucina mediterranea, lo scalogno viene talvolta utilizzato al posto del limone per aromatizzare i frutti di mare crudi.</p>
<p>In Asia centrale, dove hanno avuto origine le varietà più antiche, lo scalogno compare come ingrediente fondamentale della cucina iraniana: è ad esempio una delle erbe usate nel tipico <em>sabzi polo</em>, un piatto servito per il capodanno iranico.</p>
<p>In Asia sud-orientale, lo scalogno è molto diffuso in tutte le cucine dell&#8217;area: in modo intercambiabile con la cipolla è usato come base di molte preparazioni sott&#8217;aceto, insalate e fritture (in Cina meridionale e in Indonesia si consumano le fette fritte sottili come le patatine) ed è infine una spezia fondamentale per insaporire riso fritto, momo (degli involtini nepalesi e molti piatti dell&#8217;India meridionale: in queste zone lo scalogno è molto più frequentemente che in altre regioni dell&#8217;Asia distinto dalla cipolla e ha un ruolo di ingrediente principale in piatti quali sambar (un piatto a base di lenticchie) e Vathal Kuzhambu (altro piatto della cucina tamil); scalogni raccolti in aceto rosso sono comuni in molti ristoranti indiani, serviti con le salse e papadum sul vassoio dei condimenti.</p>
<p><strong>Composizione e utilizzi terapeutici</strong></p>
<p>I valori nutrizionali dello scalogno sono molteplici: contiene 72 calorie ogni 100 grammi di prodotto. Come molte piante, lo scalogno è prevalente composto da acqua (79,8 g), quindi carboidrati (16,8 g), fibre alimentari (3,2 g), proteine (2,5 g); grassi (0,1 g).</p>
<p>Lo scalogno contiene diverse vitamine, in particolare C, A e quelle del gruppo B, ed è ricco di sali minerali tra cui selenio, calcio, fosforo, sodio, potassio, silicio e zolfo. Grazie a quest’ultimo, lo scalogno è ritenuto utile per rafforzare i tessuti del corpo, le unghie e i capelli. Il selenio è importante per l&#8217;accrescimento, ha un&#8217;azione antiossidante e gli vengono pertanto attribuite proprietà anti-invecchiamento.</p>
<p>Il buon contenuto di silicio renderebbe invece lo scalogno utile contro l&#8217;osteoporosi e per il rafforzamento di unghie e capelli, data la relazione fra quest&#8217;ultimo e il calcio.</p>
<p>In letteratura scientifica è stato riportato che gli scalogni contengono più flavonoidi e fenoli che ogni altro membro della famiglia delle cipolle. Fra i flavonoidi, sostanze vegetali ed azione antibiotica, compaiono in particolare le antocianine, sostanze che conferiscono il colore violaceo al bulbo, utilissime per i capillari e per la circolazione in generale, e la quercetina, molecola studiata in campo oncologico sperimentale e regolatrice della pressione diastolica (la minima).</p>
<p>I componenti volatili responsabili dell&#8217;aroma sono invece trattenuti dalla guaina che avvolge il bulbo e si attivano quando essa viene incisa. L&#8217;enzima <strong>allinasi</strong>, che fa parte del sistema difensivo che le piante del genere <em>allium</em> adottano per contrastare gli erbivori, è responsabile della catalisi delle reazioni chimiche implicate nella produzione dei composti volatili che conferiscono a questi alimenti i caratteristici aromi, odori e proprietà lacrimogene. In particolare fra questi ultimi è rilevante il <strong>solfuro di allile</strong>, un tioetere volatile che ha effetto diuretico, nonché disinfettante (vermifugo e battericida). Per il suo potenziale effetto disinfettante, nella tradizione indiana lo scalogno, mescolato con lo zucchero (anche non raffinato, come il jaggery), è usato come rimedio casalingo per il mal di gola.</p>
<p>L’<strong>allicina</strong> è capace di abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, con effetti benefici sulla prevenzione dell’arteriosclerosi e delle malattie cardiache, come infarto e ictus. Il potassio e l’allicina contenuti nello scalogno hanno inoltre effetti positivi nel contrastare l’ipertensione: il potassio è, infatti, un elettrolita con proprietà vasodilatatrici ed è quindi in grado di rilassare le pareti dei vasi sanguigni, permettendo così un afflusso maggiore di sangue; l’allicina, invece, rilascia ossido nitrico nel corpo, riducendo la pressione sanguigna.</p>
<p><strong>Il consumo dello scalogno è consigliato a chi soffre di diabete</strong> in quanto aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue. Infine, il suo consumo aiuta il cervello, grazie all’acido folico.</p>
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