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	<title>prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Cappero (Capparis spinosa L., 1753)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2024 10:57:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piante ed erbe]]></category>
		<category><![CDATA[capperi]]></category>
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		<category><![CDATA[Cappero di Pantelleria]]></category>
		<category><![CDATA[cucunci]]></category>
		<category><![CDATA[Indicazione geografica protetta (IGP)]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I capperi non sono i frutti, ma i boccioli dei fiori (le gemme)  della Capparis Spinosa, un piccolo arbusto alto fino a 80 cm, rami allungati, da decombenti ad ascendenti, legnosi nella porzione basale, portamento prostrato-ricadente appartenente alla famiglia Capparaceae; si tratta di una pianta sempreverde, una pianta rustica e tenace che cresce spontaneamente su &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>capperi</strong> non sono i frutti, ma i boccioli dei fiori (le gemme)  della <em>Capparis Spinosa</em>, un piccolo arbusto alto fino a 80 cm, rami allungati, da decombenti ad ascendenti, legnosi nella porzione basale, portamento prostrato-ricadente appartenente alla famiglia <em>Capparaceae; </em>si tratta di una pianta sempreverde, una pianta rustica e tenace che cresce spontaneamente su terreni aridi e calcarei vicino al mare, sulle pareti rocciose e sui vecchi muri di pietra; è così rustica che riesce a sopravvivere a tutte le latitudini. Infatti, come supera lunghi periodi privi di pioggia, può anche resistere in ambienti più freddi, a patto che possa contare su di una posizione in pieno sole, ben riparata dal gelo e un terreno privo di ristagni idrici.</p>
<p>Sembra sia la lucertola, ghiotta del succo dei frutti dei capperi, a portarne in giro i semi che le restano appiccicati al corpo, e seminarli negli anfratti dei muri, facendo germinare nuove piantine.</p>
<p>I fiori, intensamente profumati, sono ermafroditi, inseriti singolarmente con un lungo peduncolo all’ascella delle foglie superiori; essi hanno 4 sepali cocleariformi verdi-arrossati, caduchi, e 4 petali obovati, molto grandi, di colore bianco o bianco-roseo. Stami numerosi di colore violaceo verso l’apice, biancastri alla base; l’ovario è portato da un lungo ginoforo e contiene numerosi ovuli, lo stigma è sessile; la fioritura può protrarsi per diversi mesi: da maggio a settembre si formano bottoni floreali ad ogni ascella fogliare. I frutti sono delle bacche ovoidali-allungate o, più di rado, piriformi, dapprima verdi, e poi, a maturazione, rossicce; contengono molti semi reniformi di colore nerastro, immersi in una polpa appiccicosa. Anche i frutti sono comunque, commestibili.</p>
<p>I boccioli di cappero compaiono alla base delle foglie tra giugno a fine estate, periodo nel quale prima fioriscono e poi si evolvono in piccoli frutti verdi e carnosi. Il bocciolo fiorale, non ancora schiuso, va presto raccolto perché sboccerebbe nell’arco delle 24-48 ore successive alla sua comparsa. I boccioli della pianta vengono raccolti all&#8217;alba da maggio a fine settembre. In commercio si trovano, seppur più raramente, anche <strong>i frutti del cappero detti “cucunci</strong>” o <strong>capperoni</strong>, più grossi, allungati e croccanti.</p>
<p>Del cappero si è soliti raccogliere sia i boccioli fiorali che i frutti; si conservano sott&#8217;olio, sotto aceto o sotto sale; entrambi, però, vanno opportunamente lavorati prima di poter essere consumati.</p>
<p>Prolifera in climi caldi e assolati, e alcune delle migliori varietà, di qualità superiore, provengono dalle nostre isole, come le isole Eolie e in particolare Salina, e l&#8217;isola di Pantelleria. Originari del bacino del Mediterraneo e del Medioriente, i capperi sono legati alla storia dell&#8217;uomo già dagli esordi: evidenza archeologica della loro presenza è stata rilevata in caverne dell&#8217;età della pietra in Grecia e Israele, e una menzione dei capperi si trova persino nella Bibbia.</p>
<p>I capperi sono commestibili e sono accreditati per portare numerosi benefici per la salute grazie al ricco contenuto in quercetina, un flavonoide di origine naturale, ritenuto di poter svolgere un&#8217;azione protettiva dai virus. Durante la pandemia essi sono andati a ruba perché si pensava potessero svolgere un&#8217;azione protettiva dai virus del Covid. Un dato confermato tra l&#8217;altro da uno studio dell’Istituto di Nanotecnologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche insieme a ricercatori di Zaragoza e Madrid, pubblicato sull&#8217;<em>International Journal of Biological Macromolecules<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em>, secondo cui la quercetina sarebbe in grado di inibire la replicazione del coronavirus Sars-CoV-2, responsabile della Covid-19.</p>
<p><strong>Proprietà terapeutiche dei capperi</strong></p>
<p>La pianta contiene alcaloidi, carboidrati, colina, acidi organici, arabinosio, proteine (foglie e semi), flavonoidi (quercetina, rutina), tannino. I capperi contengono più quercetina in rapporto al peso di ogni altra pianta.</p>
<ul>
<li>Sono ricchi di antiossidanti come la quercetina e la rutina, e contrastano l&#8217;azione dei radicali liberi e prevengono la degenerazione cellulare</li>
<li>Hanno proprietà antinfiammatorie e possono alleviare i sintomi di reumatismi e artrite</li>
<li>Posseggono proprietà antivirali</li>
<li>Proteggono dalle malattie cardiovascolari</li>
<li>Sono ricchi di vitamine come le vitamine A, C, E e K, e di minerali come rame e magnesio</li>
<li>Migliorano le funzioni epatiche</li>
<li>Regolano lo zucchero nel sangue e sono utili ai diabetici</li>
<li>Supportano le funzioni del fegato</li>
<li>Abbassano i livelli di colesterolo LDL, quello “cattivo”</li>
</ul>
<p>In erboristeria è utilizzata la corteccia della radice. I principi attivi hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni.</p>
<p>Fin dall&#8217;antichità è diffusa la credenza che attribuisce proprietà afrodisiache al cappero.</p>
<p>Accreditato nell’antichità di un potenziale afrodisiaco il cappero è usato come un analgesico, antielmintico (vermifugo), depurativo, diuretico, espettorante, tonificante, vasocostrittore. Per uso interno, nel trattamento di infezioni gastrointestinali, diarrea, gotta e reumatismi. Esternamente per trattare alcune condizioni della pelle, specie la fragilità capillare. Dalla corteccia si estrae la “<strong>capperirutina</strong>”, utile nel trattamento antireumatico; l’estratto alcolico ha proprietà di analgesico ed antinfiammatorio. Decotti dalla radice sono stati utilizzati nella medicina tradizionale per trattare l’idropisia, l’anemia, l’artrite e la gotta.</p>
<p>L’olio di cappero, ottenuto dal frutto macerato in olio d’oliva, protegge dai raggi solari ed è un ottimo abbronzante. L’estratto di cappero può essere impiegato per proteggere l’epidermide da fattori di invecchiamento o per le punture di insetti o meduse, per arrossamenti da sudore o allergie da contatto.</p>
<p>Dalle gemme dei fiori si ricavano due estratti che hanno proprietà antistaminiche ed antiallergeniche. La rutina ha proprietà antiossidanti.</p>
<p><strong>Valori nutrizionali</strong></p>
<p>I capperi sono un alimento a basso impatto calorico: per 100 grammi si assumono solo 23 calorie. Contengono in prevalenza acqua (83 gr), carboidrati (4,9 g), fibre (3,2 g), proteine (2,3 g) e grassi (0,8 g).</p>
<p><strong>Come usarli in cucina</strong></p>
<p>In cucina il cappero è un ingrediente che si conserva a lungo che viene usato in moltissime preparazioni, in particolare lo si trova molto spesso in abbinata al pesce o ad altre verdure. I capperi sono disponibili sottaceto, sotto sale o in salamoia. Una manciata di capperi può rendere particolare anche la ricetta più blanda. Questi piccoli e nutrienti boccioli dal sapore armatico arricchiscono tutte le insalate, dalla classica caprese all&#8217;insalata di tonno fino alla <em>Ceasar salad</em>.  Ma non solo: si prestano alla preparazione di piatti di pesce, come tonno, dentice e baccalà insieme ai pomodorini per esempio, e sono squisiti sul salmone affumicato; e sono protagonisti di condimenti e salse, come quella del vitello tonnato, della salsa verde piemontese e della tartara di manzo. E ancora sono perfetti per svariate ricette di pasta, con i pomodori secchi, le olive nere, il basilico e la cipolla rossa, ad esempio; e sono ideali per regalare un tocco particolare a insalate di riso, orzo, o farro. Una ricetta tipica di Pantelleria è l&#8217;insalata di patate ai capperi.</p>
<p>L&#8217;ampia diffusione in Sicilia e l&#8217;uso tradizionale che se ne fa nella cucina siciliana hanno portato i capperi ad essere inseriti nella lista dei <strong>prodotti agroalimentari tradizionali italiani</strong> (<strong>PAT</strong>) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF) come <strong>prodotto tipico siciliano</strong>. <strong>Il Cappero di Pantelleria ha invece ottenuto l&#8217;Indicazione geografica protetta (IGP).</strong></p>
<p><strong>Controindicazioni</strong></p>
<p>Visto che sono molti salati, non sono consigliati a chi soffre di ipertensione, e vanno consumati in moderazione per evitare un&#8217;assunzione eccessiva di sale.</p>
<pre><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Abian O, Ortega-Alarcon D, Jimenez-Alesanco A, Ceballos-Laita L, Vega S, Reyburn HT, Rizzuti B, Velazquez-Campoy A. Structural stability of SARS-CoV-2 3CLpro and identification of quercetin as an inhibitor by experimental screening. Int J Biol Macromol. 2020 Dec 1;164:1693-1703. doi: 10.1016/j.ijbiomac.2020.07.235. Epub 2020 Aug 1. PMID: 32745548; PMCID: PMC7395220.</pre>
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		<title>Caciocavallo podolico</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/caciocavallo-podolico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 16:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eccellenze Gastronomiche]]></category>
		<category><![CDATA[Latte e derivati]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT)]]></category>
		<category><![CDATA[razza podolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per caciocavallo podolico s&#8217;intende una particolare varietà di caciocavallo prodotta esclusivamente con il latte delle vacche podoliche, alla maniera tradizionale e solo in certi periodi dell&#8217;anno. Questa razza bovina viene allevata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia; in queste regione, essa vive allo stato semibrado nella macchia mediterranea, alimentandosi con erbe fortemente aromatiche &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>caciocavallo podolico</strong> s&#8217;intende una particolare varietà di caciocavallo prodotta esclusivamente con il latte delle <strong>vacche podoliche</strong>, alla maniera tradizionale e solo in certi periodi dell&#8217;anno. Questa razza bovina viene <a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/02/vacche-Caciocavallo-podolico.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-29666" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/02/vacche-Caciocavallo-podolico-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/02/vacche-Caciocavallo-podolico-300x217.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/02/vacche-Caciocavallo-podolico.jpg 577w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>allevata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia; in queste regione, essa vive allo stato semibrado nella macchia mediterranea, alimentandosi con erbe fortemente aromatiche quali il finocchio selvatico, la liquirizia e il mirto, dalle quali assorbe profumi che trasmette al latte. Dove il pascolo è povero, l&#8217;acqua poca ed è duro sopravvivere, la razza podolica, una razza di origine ucraina introdotta durante le invasioni barbariche, trova il suo ambiente naturale.</p>
<p>Purtroppo oggi la popolazione podolica si è ridotta a circa 25.000 esemplari allevati allo stato brado o semibrada e va assolutamente salvaguardata, perché è un presidio del territorio. Gli animali vivono tutto l’anno all’aria aperta secondo i ritmi della transumanza: d’estate a 1200 metri tra le montagne, mentre d’inverno scendono a 400. La produzione di latte di questi animali è scarsa ma molto ricca di proteine e grassi.</p>
<p>Il caciocavallo podolico è pertanto il formaggio delle mucche che camminano sotto il tetto del cielo; è la manifestazione più alta del caciocavallo; è un formaggio a pasta filata prodotto in piccole quantità; la pasta è di colore giallo paglierino, semidura e omogenea al tatto, che tende a scurirsi con la stagionatura; può avere un peso da 500 g a 8,10 chili. Il profumo di latte e di fieno è intenso, mentre la texture è leggermente granulosa e talvolta piccante. E’ un formaggio molto gustoso, fragrante, dal forte sapore piccante se stagionato a lungo, nettamente superiore se paragonato agli altri per qualità e sapore. E’ infatti considerato <strong>formaggio nobile, da molti osannato come il miglior formaggio italiano</strong>; viene definito da taluni “il Parmigiano Reggiano del Sud”; è un formaggio pregiato, consumato soltanto in tavola, solitamente alla fine dei pasti; consigliato l’assaggio con miele di castagno, corbezzolo o miele al tartufo bianco, è bene scegliere un vino rosso aromatico.</p>
<p><strong>Produzione </strong></p>
<p>Simbolo della tradizione casearia meridionale, il caciocavallo appartiene alla famiglia dei formaggi a pasta filata propria del Sud Italia, come il provolone, la mozzarella e le scamorze. Le bestie vengono munte una sola volta al giorno e la produzione deve essere completata nelle 24 ore.</p>
<p>Per produrre il podolico, si caglia (caglio naturale di capretto) il latte e si rompe la cagliata in grani della misura di un chicco di riso. La pasta matura nel siero poi è messa a sgrondare su un asse inclinata, poi si taglia a fette e con la mano dell’uomo e acqua bollente e si modella il formaggio sino a che raggiunge la forma di un fiasco panciuto con una protuberanza. Solo mani esperte riescono a dare la forma perfetta e a chiudere la testina. Poi il caciocavallo è immerso in acqua fredda e poi in salamoia, infine si passa alla stagionatura.</p>
<p>Si produce tutto l’anno ma soprattutto da marzo a maggio. Il caciocavallo ha inconfondibile forma a sacchetto, sormontato da una pallina o testina, una scorza dorata e la consistenza più o meno morbida in base al periodo di stagionatura, che può essere abbastanza lungo fino ad arrivare addirittura a dodici anni. In genere, la sua stagionata varia da 6 mesi fino a 24 mesi.</p>
<p>Come per tutti i cacicavalli la stagionatura avviene appendendo le forme, legate a coppie a una fune, “a cavallo” di un asse o di una trave, usanza che ha dato origine al nome del formaggio (cacio-a-cavallo).</p>
<p>L’avanzato grado di stagionatura conferisce al formaggio una serie di qualità organolettiche: profumi complessi, di pascolo e di macchia, nonché una persistenza gustativa inimitabile.</p>
<p>Le varietà più conosciute di questo formaggio sono:</p>
<ul>
<li><strong>caciocavallo podolico del Gargano</strong></li>
<li><strong>caciocavallo podolico lucano</strong></li>
<li><strong>caciocavallo podolico campano</strong></li>
<li><strong>caciocavallo podolico irpino</strong></li>
</ul>
<p>Tutti e tre i prodotti sono stati riconosciuti dal ministero, per iniziativa delle regioni Puglia, Basilicata, Campania, tra i <strong>prodotti agroalimentari tradizionali italiani</strong> (<strong>PAT</strong>).</p>
<p>Il <strong>caciocavallo podolico è stato scelto come formaggio migliore al mondo ottenendo il premio “Cheese of the Year” nella competizione mondiale tenutasi a Cremona nel 2012.</strong></p>
<p><strong>Caratteristiche nutrizionali</strong></p>
<p>Il caciocavallo appartiene all&#8217;insieme del latte e derivati ed è una preziosa fonte di proteine ad alto valore biologico; sali minerali come calcio, fosforo e vitamine, in particolare la riboflavina (vitamina B2).</p>
<p><strong>Valori nutrizionali</strong> del caciocavallo podolico per 100 g di prodotto edibile: Kcal 439; Proteine 37 gr; Carboidrati 2,1 gr; Grassi 31,1 gr; Fibre 0,3 gr; Ferro 860 mg; Calcio 860 mg.</p>
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