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		<title>Pino Marittimo &#124; Pinus maritima Lam. Miller</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 10:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pino marittimo, Pinus pinaster Aiton (sinonimo Pinus maritima), chiamato anche Pinastro o Pino costiero, è una conifera sempreverde, originaria delle coste del Mediterraneo.; appartiene alla famiglia delle Pinaceae e può raggiungere dimensioni imponenti (persino 30 metri e oltre di altezza). Il nome scientifico di questo albero è pinus pinaster. È un albero mediamente longevo, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>pino marittimo, </strong><em>Pinus pinaster</em> Aiton (sinonimo <em>Pinus maritima</em>), chiamato anche Pinastro o <strong>Pino costiero</strong>, è una conifera sempreverde, originaria delle coste del Mediterraneo.; appartiene alla famiglia delle <em>Pinaceae</em> e può raggiungere dimensioni imponenti (persino 30 metri e oltre di altezza). Il nome scientifico di questo albero è <em>pinus pinaster</em>. È un albero mediamente longevo, può vivere 100-200 anni, tronco dritto, di diametro fino a 1,2 metri, non ha molti rami; la chioma inizialmente piramidale, poi più o meno espansa e tondeggiante, allargata, dalla forma ad ombrello, anche a cono appiattito, color verde brillante.</p>
<p>È un albero che è piuttosto diffuso nel nostro territorio, soprattutto nei boschi costieri; in questo caso il suo uso è prevalentemente finalizzato al rimboschimento o alla creazione di barriere frangivento. E’ presente nella nostra Penisola tra 0 e 800 metri sul livello del mare, in tutte le regioni tranne Valle d&#8217;Aosta, Trentino, Marche, Calabria e Basilicata, soprattutto in boscaglie (a volte con il leccio) e in boschi costieri. Trasformano il paesaggio e lo abbelliscono.</p>
<p>Ne esistono tantissime varietà e sparsi per tutto l’emisfero settentrionale, arrivano ad avere anche grandi dimensioni ma le foglie sono sempre aghiformi, robuste, pungenti e rigide, lunghe da 4 a 8 cm, raggruppate o a coppie e a mazzetti di 3 o 5., colore verde scuro talvolta tendente al glauco, possiedono canali resiniferi che rilasciano sostanze resinose che cadendo nel terreno circostante inibiscono la crescita di altre piante, o di altri Pini marittimi.</p>
<p>E&#8217; una specie monoica (fiori maschili e femminili sullo stesso individuo) che da aprile a giugno produce infiorescenze maschili ovoidali (amenti) colore giallo-rosa che producono abbondante polline scarsamente allergenico, che viene disperso dal vento (impollinazione anemofila); le infiorescenze femminili formano coni color porpora-violaceo evidenti che produrranno i frutti, <strong>pigne coniche affusolate asimmetriche (stròbili)</strong> non resinose lunghe 15-20 centimetri, verdi e poi nocciola-marroncine a maturazione nel secondo anno, riunite a gruppi di due o quattro, che restano sui rami per alcuni anni. <strong>Le pigne contengono piccoli semi ovali (pinoli)</strong>, schiacciati e alati, cioè dotati di una lunga ala membranosa che ne favorisce la disseminazione ad opera del vento.</p>
<p>Come in tutte le <em>Pinaceae</em> la loro morfologia è un elemento caratterizzante per la classificazione. Un’altra caratteristica che li rende riconoscibili è che sono tutti sempreverdi, non tutti sanno però che il numero degli aghi è uguale in ogni gruppo per ogni specie di pino: un particolare decisivo per la loro identificazione.</p>
<p>Per riconoscere un Pino marittimo da un suo simile ma domestico, o da pinoli, ci sono dei trucchi semplici ma poco conosciuti. Il primo consiste nello stropicciare tra le mani gli aghi e annusare l’odore emesso, se è profumato di pinolo, non è un Pino marittimo che ha invece un forte odore intenso e aspro.</p>
<p>Possiamo anche distinguerli osservando il loro portamento e le loro dimensioni: il marittimo è più ad angolo retto e più grosso. Se vogliamo essere certi, studiamo la forma dello strobilo che è allungata se il pino è marittimo, altrimenti più arrotondata.</p>
<p>L’etimologia ci dice che il nome viene dal greco <em>pinus</em> dato da Teofrasto al pino selvatico. Probabilmente deriva dal celtico <em>pen</em> = testa, allusione alla disposizione dei rami in testa rotonda; <em>maritima</em>, delle regioni marittime; <em>Pinaster</em>, nome latino dei pini selvatici.</p>
<p>Le proprietà benefiche del pino sono note fin dall’antichità: Ippocrate per esempio utilizzava l’olio essenziale di pino nella terapia delle affezioni infiammatorie polmonari. Queste proprietà erano riconosciute anche nella medicina popolare che bolliva gli aghi di pino o li poneva nell’acqua calda del bagno per il loro effetto balsamico, fluidificante e sedativo della tosse.</p>
<p>Dalla resina, dagli aghi e dalle gemme del Pino marittimo si estrae un <strong>olio essenziale</strong> impiegato per le sue proprietà <strong>balsamiche, espettoranti,</strong> <strong>fluidificanti, antinfiammatorie e antisettiche</strong> utili per il benessere delle vie respiratorie, del naso e della gola, es. nel trattamento delle malattie respiratorie come bronchiti o tracheiti.  L’olio essenziale di pino marittimo è ideale per lenire la tosse, per combattere l’influenza e anche la bronchite e la pertosse. È un supporto in caso di congestione e di malattie che interessano il sistema respiratorio. In questi frangenti gli impieghi possibili sono vari: si va dal suddetto diffusore ai massaggi sul petto con un mix di olio essenziale e olio vegetale dolce.</p>
<p>Con le gemme si possono preparare infusi, sciroppi, compresse, indicati contro le affezioni dell&#8217;apparato respiratorio come bronchiti, catarro, tosse.</p>
<p>Dalla corteccia del Pino marittimo si estrae il <strong>picnogenolo</strong>, composto da una miscela di sostanze antiossidanti, utili per contrastare i radicali liberi e i danni che essi causano nell&#8217;organismo; componenti attivi più significativi sono le <strong>proantocianidine oligomeriche</strong> (OPC) (80-85% circa), la <strong>catechina</strong>, la <strong>taxifolina</strong> e gli <strong>acidi fenolici</strong>.</p>
<p><strong>Le proantocianidine oligomeriche sono indicate per proteggere la pelle</strong> quando ci si espone al sole, come difesa supplementare in aggiunta alle creme protettive solari, per scongiurare fotosensibilità, eritemi, invecchiamento precoce della pelle (foto-invecchiamento) che l&#8217;eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti solari può provocare.</p>
<p><strong>A livello dell&#8217;apparato circolatorio, il Pino marittimo svolge un&#8217;azione protettiva cardiovascolare</strong>, in virtù delle proprietà antiaggreganti piastriniche e capillarotrope che aiutano a proteggere il collagene delle pareti capillari dall&#8217;azione deleteria degli enzimi distruttivi del tessuto connettivo, inibendo <strong>ialuronidasi, collagenasi, elastasi</strong>, per cui si rivela utile nel trattamento delle malattie cardiovascolari, e, aumentando il tono venoso, per alleviare i disturbi della circolazione periferica, come <strong>fragilità capillare</strong>, permeabilità vascolare, gambe pesanti, edemi localizzati. Si adopera anche nell’ambito della <strong>cosmesi</strong>, ad esempio per i <strong>bagnoschiuma</strong> e i detergenti, nonché come antistress con il metodo del <strong>diffusore ambientale</strong>; l’estratto di pino marittimo è irrorante per il cuoio capelluto e tonificante per i tessuti cutanei.</p>
<p>Poiché <strong>gli estratti del Pino marittimo prevengono la degenerazione del collagene e stimolano la produzione di acido ialuronico</strong>, essi sono indicati anche per i benefici che apportano alle cartilagini articolari, e inoltre a livello epidermico agiscono come tonificanti e rivitalizzanti del colorito, per schiarire le macchie scure, favorire la cicatrizzazione delle lesioni. Dopo un allenamento molto intenso, non c’è nulla di meglio di un bel massaggio con un unguento a base di olio essenziale di pino marittimo.</p>
<p><strong>Il Pino marittimo produce grandi quantità di resina</strong>, che dà origine per distillazione alla <strong>trementina</strong>, una oleoresina <strong>utilizzata come solvente in pittura, nel restauro, o nei farmaci</strong>, e la <strong>colofonia</strong> (o <strong>pece greca</strong>), usata dai violinisti per gli archi dei loro strumenti; inoltre dall&#8217;albero si ottiene anche il <strong>bitume</strong>, utilizzato come preservante e impermeabilizzante del legno.</p>
<p>La corteccia del Pino marittimo si usa anche nel <strong>giardinaggio</strong> come pacciamatura; il legno è tenero, molto resinoso, non particolarmente pregiato, facilmente attaccabile da funghi e insetti, ed è utilizzato per piccole costruzioni navali, impalcature da miniera, imballaggi, e per produrre cellulosa.</p>
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