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	<title>papaya fermentata Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Papaya &#124; Carica papaya</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 15:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La papaya o papaia è il frutto di una pianta, Carica papaya L., appartenente alla famiglia delle Caricacee, originaria dell&#8217;America Centrale e Meridionale che conta circa 25 specie e circa 50 varietà coltivate. Amante del caldo umido cresce anche nelle regioni tropicali e subtropicali come in Brasile, Africa e India. Le varietà più conosciute sul &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>papaya</strong> o papaia è il frutto di una pianta, <em>Carica papaya</em> L., appartenente alla famiglia delle <em>Caricacee</em>, originaria dell&#8217;America Centrale e Meridionale che conta circa 25 specie e circa 50 varietà coltivate. Amante del caldo umido cresce anche nelle regioni tropicali e subtropicali come in Brasile, Africa e India. Le varietà più conosciute sul mercato italiano sono: Solo, Hortus Gold, Cera, Kagdum, Semangka.</p>
<p>La pianta della papaya ha una forma simile alle palme (ma non è un albero!); si presenta come un piccolo arbusto con tronco poco ramificato che termina con un ciuffo grande di foglie e che può raggiungere un&#8217;altezza anche di 10 metri.</p>
<p>La papaya è il suo frutto, dalla forma e dalle dimensioni molto variabili, di colore giallo-arancio e dalla polpa dolce, morbida e succosa (esiste anche una varietà con polpa di colore bianca che è utilizzata per ottenere la <strong>papaya fermentata</strong>).</p>
<p>Nella papaya sono presenti <strong>antiossidanti </strong>come i carotenoidi e i flavonoidi che proteggono le cellule dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e da alcune gravi patologie.</p>
<p>Tra i carotenoidi spicca il <strong>licopene</strong> (una papaya media ne contiene 2,5 mg – Fonte: <em>Carotenoid Database for U.S. Food</em>, 1998), potente antiossidante naturale la cui azione è quella di combattere l&#8217;invecchiamento cellulare e la proliferazione cellulare causa di molteplici malattie cronico-degenerative. Non sintetizzato dall’organismo, occorre procurarlo dagli alimenti che lo contengono e che sono rappresentati, come fonte privilegiata, per il 90% dal pomodoro e i suoi derivati, dal pompelmo rosa, dall’anguria, dall’uva, dall’albicocca e appunto dalla papaya.</p>
<p>Molto simile al melone, la papaya è un <strong>frutto</strong> molto <strong>dissetante</strong> grazie al suo elevato contenuto di acqua (circa 88%); inoltre ha ottime proprietà nutritive perché <strong>ricchissima di vitamine A, vitamina C</strong> (più del kiwi e delle carote!) e <strong>vitamina P</strong>, ha molte fibre, pochissimi grassi (0,3%) e un <strong>basso apporto calorico</strong> (100 grammi di papaia contengono 43 kcal).</p>
<p>Grazie al contenuto di vitamina C, vitamina A e di minerali come il potassio, lo zinco e il magnesio, la papaya <strong>aiuta a combattere la stanchezza e a rimineralizzare l&#8217;organismo</strong> donando energia e rivelandosi utile anche contro lo stress psico fisico, per questo è denominata anche &#8220;frutto della vitalità”.</p>
<p>Dai frutti immaturi si ricava la <strong>papaina</strong>, un enzima proteolitico che può essere usato per la cura di difficoltà digestive grazie alla sua capacità di degradare le proteine. Questo enzima, infatti, facilita la digestione delle proteine ingerite e la sua azione è particolarmente evidente dopo i pasti frettolosi e abbondanti. Nel frutto maturo la quantità di questo enzima risulta però più bassa. Questa funzione è particolarmente utile poiché dopo i 35 anni di età la produzione, da parte del pancreas, di enzimi con attività proteolitica diminuisce. Inoltre la papaina, grazie a un suo effetto alcalinizzante, ristabilisce nell’organismo l’equilibrio acido-base spesso compromesso e squilibrato verso l’iperacidità da diversi fattori, come un’alimentazione non corretta, povera di frutta fresca e verdura, lo stress, un consumo eccessivo di farmaci, l’inquinamento ambientale e un’insufficiente attività fisica. Una delle conseguenze dell’iperacidità è un aumento della formazione di radicali liberi che danneggiano le strutture cellulari. Pertanto, grazie alla presenza nella papaya di enzimi proteolitici, è particolarmente adatta per <strong>problemi digestivi</strong> causati da pasti ricchi di grassi e proteine, per problemi di gastrite e gastroduodenite. Utile in caso di stitichezza (grazie all’azione lassativa prodotta dall&#8217;ingestione della polpa e soprattutto dall&#8217;effetto trainante dei suoi numerosissimi semi piccoli, grigiastri e ricoperti di mucillaggine; da non ingerire se in gravidanza!) e anche alle <strong>proprietà rimineralizzanti e diuretiche</strong> (grazie al suo alto contenuto in acqua).</p>
<p>L’esperienza della cultura Giapponese relativa alla fermentazione degli alimenti ha portato inoltre alla produzione di <strong>papaya fermentata</strong> la cui trasformazione porta, da un lato, al <strong>profondo cambiamento</strong> del contenuto di proteine e carboidrati presenti nel frutto fresco e, dall’altro, alla capacità di generare un pool di nuove sostanze, <strong>betaglucani</strong>, con forti proprietà antiossidanti e immunomodulanti. Il frutto intero (polpa, buccia e semi) della papaya è fatto fermentare con l&#8217;aggiunta di un lievito (<em>Saccaromyces Boulardii</em>) e glucosio tramite un processo biotecnologico. I suoi componenti naturali svolgono un&#8217;efficace azione antiossidante. La papaya fermentata è quindi efficace per garantire il corretto apporto di energia quotidiana e di sostanze antiossidanti, e pertanto <strong>è capace di offrire un valido aiuto alle difese immunitarie</strong> dimostrando virtù immunomodulanti in quanto aiuta a ristabilire l&#8217;equilibro acido-base dell&#8217;organismo grazie all&#8217;effetto alcalinizzante dell&#8217;enzima papaina.</p>
<p>La papaya è anche detta</p>
<ul>
<li>&#8220;<strong>Frutto della vitalità</strong>&#8220;: appellativo usato per richiamare le proprietà toniche, energetiche e rivitalizzanti.</li>
<li>&#8220;<strong>Frutto degli angeli</strong>&#8220;: la papaya è così chiamata dagli abitanti dei caraibi. Fu Cristoforo Colombo, approdando nel Nuovo Mondo, a sentire chiamare così questo frutto.</li>
<li>&#8220;<strong>Albero d&#8217;oro dell&#8217;eterna giovinezza</strong>&#8220;: così è descritta la pianta di papaya dal navigatore portoghese Vasco De Gama.</li>
<li>&#8220;<strong>Melone dei caraibi</strong>&#8220;: Marco Polo verificò le sue proprietà contro lo scorbuto.</li>
</ul>
<p>La papaya è un frutto potenzialmente sicuro per la maggior parte delle persone, ma occorre sempre prestare attenzione e mostrare moderazione nel consumo per non incorrere in effetti collaterali. Le donne in gravidanza e allattamento dovrebbero evitare di consumare papaya eccessiva.</p>
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