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	<title>okiami Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Olio di krill</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2023 17:32:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi essenziali omega tre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il krill (termine di origini norvegesi) è costituito da diverse specie animali invertebrati (prevalentemente crostacei), comprese nell&#8217;ordine Euphausiacea. Si tratta fondamentalmente di zooplancton, il quale associandosi al fitoplancton, ad altri microorganismi (alghe unicellulari, protozoi ecc), larve, ed organismi complessi come meduse o alghe pluricellulari, va a costituire il plancton. Il plancton (quindi anche il krill) &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>krill</strong> (termine di origini norvegesi) è costituito da diverse specie animali invertebrati (prevalentemente crostacei), comprese nell&#8217;ordine <em>Euphausiacea</em>. Si tratta fondamentalmente di <strong>zooplancton</strong>, il quale associandosi al fitoplancton, ad altri microorganismi (alghe unicellulari, protozoi ecc), larve, ed organismi complessi come meduse o alghe pluricellulari, va a costituire il <strong>plancton</strong>.</p>
<p>Il plancton (quindi anche il krill) rappresenta una <strong>fonte alimentare necessaria per la sopravvivenza di numerose specie marine</strong> quali: cetacei, squali, balene, pesce azzurro e uccelli acquatici.</p>
<p>La catena alimentare marina parte dal fitoplancton (che si perpetua utilizzando i nutrienti disciolti nell&#8217;acqua, i gas e la luce solare), a sua volta mangiato dallo zooplancton di cui fa parte anche il krill.</p>
<p><strong>Il krill rappresenta il secondo gradino della catena alimentare marina</strong>.</p>
<p>L’<strong>olio di krill </strong>è un olio ottenuto da detti invertebrati marini; <strong>è un alimento dietetico, utilizzato esclusivamente come integratore alimentare</strong>. Si tratta quindi di un <strong>prodotto oleoso</strong> (quindi lipidico) <strong>ricchissimo di acidi grassi essenziali omega tre</strong> (ω3); in particolare, a dispetto degli altri integratori od oli alimentari derivati dai vegetali (olio di lino, di soia, vinacciolo ecc.), l&#8217;olio di krill contiene soprattutto gli omega tre acido eicosapentaenoico (<strong>EPA</strong> &#8211; 20:5 n-3) e acido docosaesaenoico (<strong>DHA</strong> &#8211; 20:6 n-3), due molecole che, al contrario del precursore vegetale acido alfa-linolenico (ALA &#8211; 18:3 n-3), risultano altamente disponibili e biologicamente attive. <strong>Il rapporto tra omega-3 e omega-6 dell&#8217;olio di krill è pari a 15:1</strong> contro il 3:1 di un olio di pesce comune.</p>
<p>Pertanto <strong>l&#8217;olio di krill garantisce la presenza di un notevole quantitativo di antiossidanti</strong>; tra questi è possibile distinguere buone quantità di <strong>retinolo </strong>(<strong>vitamina A</strong>), <strong>tocoferoli</strong> (<strong>vitamina E</strong>) ed <strong>anstaxanthina</strong> (un particolare carotenoide, precursore della vit A). Il potenziale antiossidante dell&#8217;olio di krill risulta più elevato rispetto a quello degli oli vegetali e anche di quelli estratti dal pesce (fegato di merluzzo e salmone).</p>
<p>L&#8217;olio di krill contiene anche ottime quantità di <strong>fosfatidilcolina</strong>, un fosfolipide legato alla colina e fortemente presente sulla superficie delle membrane cellulari; la fosfatidilcolina è il costituente principale della <strong>lecitina</strong>, una molecola ipocolesterolemizzante (contenuta anche nel tuorlo d&#8217;uovo, nella soia e nei legumi in genere ecc.) che nell&#8217;industria alimentare rappresenta un comune <strong>additivo emulsionante (E322).</strong></p>
<p>Essendo gli acidi grassi omega-3 associati a proprietà benefiche in termini di riduzione del colesterolo, dell’infiammazione e della capacità delle piastrine di aggregarsi a formare pericolosi coaguli di sangue, <strong>l’assunzione olio di krill è proposta per combattere le malattie cardiovascolari, livelli eccessivi di trigliceridi o di colesterolo nel sangue,</strong> ictus, tumori, artrosi, depressione sindrome premestruale e mestruazioni dolorose. Pur tuttavia, <strong>non risultano claim approvati dall’Efsa</strong> (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) specifici per i prodotti a base di olio di krill.</p>
<p><strong>L’olio di krill potrebbe interferire con l’azione dei farmaci che rallentano la coagulazione</strong> del sangue (anticoagulanti e antiaggreganti); i loro effetti, sommandosi, potrebbero aumentare il rischio di lividi ed emorragie. Inoltre l’olio di krill potrebbe interferire <strong>con l’assunzione dell’orlistat</strong> (farmaco impiegato per contrastare sovrappeso e obesità). In caso di dubbi è bene chiedere consiglio al proprio medico.</p>
<p>Per il resto l’assunzione di integratori a base di questo ingrediente è considerata sicura, almeno nei casi in cui prosegue fino a un massimo di 3 mesi; tuttavia, le ricerche condotte fino ad oggi non permettono di escludere possibili effetti collaterali, che potrebbero essere simili a quelli scatenati da altre fonti di grassi polinsaturi, come l’olio di pesce (ad es., alito pesante, bruciori gastroesofagei, fastidi allo stomaco, nausea e feci molli). Bisogna inoltre ricordare che <strong>le persone allergiche ai crostacei potrebbero essere allergiche anche all’olio di krill</strong>. Infine, l’effetto anticoagulante dell’olio di krill potrebbe richiedere l’interruzione della sua assunzione in caso di interventi chirurgici programmati.</p>
<p>Il krill è presente in maniera quasi ubiquitaria nelle acque di tutto il globo; la sua densità raggiunge i massimi livelli con temperature basse, pertanto <strong>l&#8217;habitat ideale di questi piccoli crostacei è rappresentato dai mari del nord</strong>. I giapponesi pescano il krill nelle acque meridionali dell&#8217;isola, attraverso un metodo altamente specifico.</p>
<p>Il prelievo globale di krill (utilizzato per lo più a scopo alimentare animale nelle acquacolture, come esca per la pesca e per l&#8217;industria farmaceutica o degli integratori alimentari) ammonta a 150-200.000 tonnellate annue.</p>
<p><strong>Solo in Giappone e nella Russia dell&#8217;est, il krill costituisce una risorsa alimentare per l&#8217;uomo sotto forma di “okiami”.</strong></p>
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