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	<title>Mazuma Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Wasabi &#8211; Eutrema japonicum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 07:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cucina Giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Crucifere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eutrema japonicum (Miq.) Koidz., conosciuta comunemente come wasabi  o anche con il nome di ravanello giapponese, è una pianta di origine giapponese appartenente alla famiglia delle Brassicacee (o Crucifere), la stessa famiglia di cavoli, senape, rucola, ravanelli, broccoli, verza e cime di rapa. Dal rizoma di Eutrema japonicum si ottiene una pasta di colore verde &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Eutrema japonicum</em> (Miq.) Koidz., conosciuta comunemente come <strong>wasabi </strong> o anche con il nome di ravanello giapponese, è una pianta di origine giapponese appartenente alla famiglia delle Brassicacee (o Crucifere), la stessa famiglia di cavoli, senape, rucola, ravanelli, broccoli, verza e cime di rapa.</p>
<p>Dal rizoma di <em>Eutrema japonicum</em> si ottiene una pasta di colore verde e dal sapore particolarmente piccante, usata nella cucina giapponese e conosciuta con lo stesso nome della pianta, wasabi (山葵).</p>
<p>La pianta cresce spontaneamente in vicinanza dei fiumi e torrenti in zone fredde del Giappone, come per esempio in montagna o nelle valli in quota, su terreni ghiaiosi, all&#8217;ombra.</p>
<p>Le due cultivar più diffuse sul mercato sono <em>E. japonicum</em> var. <strong>Daruma</strong> e var. <strong>Mazuma</strong> ma ne sono coltivate molte altre. Inoltre possono essere usate nella preparazione del wasabi anche i rizomi di altre specie, come ad es. <em>Cardamine pseudowasabi</em>.</p>
<p>Sono state costruite strutture artificiali per la coltivazione del wasabi, che riproducono le condizioni di irrigazioni delle crescite naturali, evitando la totale immersione delle radici nell&#8217;acqua e irrorando le piantine dall&#8217;alto continuamente. Malgrado questa pianta possa essere raccolta durante tutto l&#8217;anno, le condizioni di cui sopra ne rendono difficilissima la coltivazione e fanno sì che sia annoverata tra le piante più difficili da coltivare al mondo. Basti pensare che per riuscire a vedere i suoi semi si dovrebbero attendere almeno 6 anni e per la maturità della pianta, quindi per essere pronta per il raccolto, occorre almeno un anno. Oggi anche in Giappone la pianta viene importata dalla Cina.</p>
<p>Il costo elevato della pianta è alla base anche delle numerose falsificazioni o surrogati (Western Wasabi); le più frequenti sono fatte con polvere di rafano colorato, spesso con la microalga Spirulina, oppure  dal 95% di rafano e soltanto dal 5% di wasabi. Queste ultime sono quelle che generalmente sono vendute nei supermercati e mercati o vengono servite nei ristoranti, soprattutto quelli all-you-can-eat. Si stima che in tutto il mondo (Giappone compreso) il 95% dei ristoranti giapponesi serve Wester wasabi e non la versione pura.</p>
<p>In Giappone il vero wasabi è denominato hon-wasabi (本山葵) termine che significa &#8220;wasabi originale&#8221;.</p>
<p>Visivamente, l&#8217;hon wasabi ha un aspetto diverso da quello del western wasabi: il primo è sostanzialmente la radice grattugiata di <em>Eutrema japonicum</em>, quindi ha una consistenza granulosa più che cremosa. Il western wasabi invece viene presentato in forma cremosa. All&#8217;assaggio, poi, l&#8217;hon wasabi ha un retrogusto quasi balsamico, erboso e dolce, che arriva dopo il forte piccante, mentre il western wasabi non possiede questa caratteristica.</p>
<p>Il wasabi è reperibile sotto forma di pasta e di polvere. Il wasabi perde il proprio aroma quando essiccato, pertanto le polveri di wasabi non ne conservano l&#8217;aroma. Il rafano, insieme ad altre spezie, viene di norma aggiunto al vero wasabi per riprodurne l&#8217;odore tipico del prodotto fresco che si perde con l&#8217;essiccazione.</p>
<p>La pasta wasabi viene spesso usata per accompagnare pesce crudo e, in particolare, il sushi e il sashimi, a volte sciolta nella salsa di soia. Nel sushi ne viene spalmata una piccola quantità tra il pesce e il riso; nel sashimi si scioglie nella salsa di soia, in cui viene poi intinto il pesce crudo. Il wasabi andrebbe servito fresco e grattugiato sulla pietanza non oltre quindici minuti prima di mangiarla. È questo, infatti, il modo per preservare le proprietà organolettiche del wasabi.</p>
<p>È anche soprannominata <strong>namida</strong>, ossia &#8220;<strong>lacrime</strong>&#8220;, perché se usata in quantità eccessiva può far lacrimare. A differenza del peperoncino, il cui effetto agisce prevalentemente in bocca, il wasabi stimola fortemente la mucosa nasale e un boccone in cui ci sia una dose eccessiva di wasabi può provocare un dolore tale da portare alla lacrimazione. Il dolore è comunque di breve durata e non persiste come quello del peperoncino.</p>
<p>Il sapore ricorda molto quello del rafano e della senape (effettivamente, il wasabi fa parte della medesima famiglia del ravanello comune e a quella del rafano e della senape), ad altri rievoca il gusto del daikon, un ortaggio di origini asiatiche ritenuto un brucia-grassi naturale.</p>
<p><strong>Proprietà del wasabi ed effetti benefici</strong></p>
<p>Il wasabi possiede innumerevoli proprietà, prima fra tutte quella antibatterica ed antisettica. Nella cucina giapponese, infatti, viene utilizzata accostandolo al pesce crudo (sciogliendo il wasabi nella salsa di soia o direttamente nelle preparazioni) per prevenire le possibili infezioni intestinali e gastriche. Questa proprietà gli permette di essere anche un ottimo deterrente alla proliferazione dei batteri nel cavo orale, proteggendo denti e gengive; la salsa wasabi, dalla consistenza pastosa, viene commercializzata in tubetti simili a quello del dentifricio</p>
<p>Il wasabi è inoltre un antiossidante, poiché contiene molta vitamina C, ma contiene anche vitamine del gruppo B e la A, oltre a tantissimi minerali: zinco, ferro, potassio e magnesio.</p>
<p>Esistono studi che sostengono l&#8217;uso del wasabi nella prevenzione del cancro (studi in vitro dimostrano questo, anche se è risaputo che nessun alimento da solo è in grado di prevenire di per se il cancro).</p>
<p>Il wasabi previene le malattie cardiovascolari; contrasta le malattie quali influenza e raffreddore con le sue proprietà decongestionanti; ed è considerato un potente afrodisiaco.</p>
<p>L&#8217;unico limite al suo consumo è l&#8217;affaticamento del fegato se assunto in grosse quantità.</p>
<p>Secondo il lavoro di un gruppo di ricercatori della Facoltà di medicina dell&#8217;Università di Firenze, pubblicato dalla rivista statunitense <em>Proceedings of the National Academy of Sciences</em> (PNAS), il consumo regolare di wasabi sarebbe in grado di alzare la soglia di percezione del dolore, grazie all&#8217;effetto del (Trpa1).</p>
<p><strong>Composti chimici</strong></p>
<p>Le molecole che conferiscono al wasabi il suo inconfondibile aroma sono degli isotiocianati tra cui:</p>
<ul>
<li>6-metiltioesil isotiocianato</li>
<li>7-metiltioeptil isotiocianato</li>
<li>8-metiltiottil isotiocianato.</li>
</ul>
<p>Queste sostanze inibiscono la crescita microbica con evidente funzione battericida.</p>
<p>Gli isotiocianati sono responsabili dell&#8217;odore pungente e del sapore piccante delle piante che li contengono: le crucifere o brassicaceae come rapa, verze, cavolo, crescione, rafano, barbaforte, cavoletti di Bruxelles, rucola, mostarda e senape.</p>
<p>Gli isotiocianati sono composti contenenti il gruppo costituito da -N=C=S che si differenzia dall’isocianato -N=C=O per la presenza di zolfo al posto dell’ossigeno. Derivano ​​dall’idrolisi dei glucosinolati, composti contenenti zolfo; agiscono in modo indiretto modulando l’azione del citocromo P450 e fornendo una attività antiossidante di lunga durata. Conosciuti per la loro azione lacrimatoria, revulsiva, rubefacente e vescicante, in fitoterapia gli isotiocianati vengono utilizzati sotto forma di cataplasmi ed ungenti contro catarro, nevralgie e mialgie.</p>
<p>Hanno un&#8217;azione positiva contro la cancerogenesi, inibendo alcune fasi e inducendo l&#8217;apoptosi di numerose linee cellulari.</p>
<p>Il wasabi presenta un <strong>potere calorico pari a 109 kcal</strong>; il suo contenuto in carboidrati si aggira intorno i 23.5 g/100g di prodotto e conta poche proteine (4,8g/100 g di salsa) e pochissimi grassi (solo 0,63 g/100 g di wasabi).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/wasabi-eutrema-japonicum/">Wasabi &#8211; Eutrema japonicum</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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