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	<title>mangiare Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Mangiare più del necessario porta a un invecchiamento precoce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 11:15:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio del 2014 di Stephen D. Ginsberg ha mostrato come la restrizione calorica è praticamente in grado di arrestare l&#8217;espressione genica coinvolta nel fenotipo dell&#8217;invecchiamento. La controprova viene da uno studio condotto dal gruppo di lavoro guidato da Ana Ortega-Molina, del Metabolism in Cancer and Ageing Laboratory del Severo Ochoa Molecular Biology Centre di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio del 2014 di Stephen D. Ginsberg ha mostrato come la restrizione calorica è praticamente in grado di arrestare l&#8217;espressione genica coinvolta nel fenotipo dell&#8217;invecchiamento. La controprova viene da uno studio condotto dal gruppo di lavoro guidato da Ana Ortega-Molina, del <em>Metabolism in Cancer and Ageing Laboratory del Severo Ochoa Molecular Biology Centre</em> di Madrid (Spagna).</p>
<p>La ricerca, pubblicata su Nature Aging, riporta come negli animali, quando le cellule ricevono segnali di eccessivo nutrimento, aumentano i processi infiammatori e l&#8217;invecchiamento avanza velocemente. Quindi mangiare più del necessario porterebbe a un invecchiamento precoce?</p>
<p>La ricerca suggerisce che assumere Nutrienti fuori misura scatenano processi infiammatori che invecchiano l&#8217;organismo a velocità accelerata.  In effetti, quando le cellule sono &#8220;convinte&#8221; di avere a disposizione nutrienti in eccesso, si innesca un processo di malfunzionamento e infiammazione che può danneggiare gli organi e causare una forma di invecchiamento precoce. Succede nei topi, nei quali questa cascata di eventi, generata ad hoc per uno studio sull&#8217;invecchiamento, ha accorciato la durata della vita del 20%.</p>
<p>La ricerca potrebbe spiegare anche perché alcune malattie legate all&#8217;invecchiamento colpiscano più spesso o in modo più grave le persone con un elevato indice di massa corporea (il rapporto fra il nostro peso espresso in chilogrammi e il quadrato dell&#8217;altezza espressa in metri), un indicatore che denota infiammazione e obesità.</p>
<p>Lo studio si è focalizzato sull&#8217;attività dell&#8217;enzima mTOR, una via di segnalazione incaricata di rilevare nutrienti ed energia all&#8217;interno delle cellule. Gli scienziati hanno ideato un sistema per ingannare la mTOR nei topi e far credere all&#8217;enzima che ci fossero più nutrienti a disposizione per le cellule di quanti ce ne fossero in realtà. La mTOR regola in vari modi il metabolismo cellulare e sembra aver un ruolo anche nei processi di invecchiamento: la ricerca voleva appunto forzare questi processi per capire meglio il ruolo dell&#8217;enzima.</p>
<p>Il team ha avviato dunque una catena di segnali chimici intracellulari che hanno attivato la mTOR come se i topi stessero mangiando più del dovuto, anche se la loro dieta non era cambiata. Quando gli animali con queste alterazioni hanno raggiunto la maturità, le loro cellule hanno iniziato a funzionare peggio, e i topi hanno cominciato a manifestare i sintomi tipici dell&#8217;invecchiamento: pelle più sottile oltre a danni a pancreas, fegato, reni e altri organi. Il sistema immunitario ha provato a contrastare questo processo, che però era ormai troppo esteso, finendo soltanto per creare fenomeni infiammatori che hanno accentuato i danni. La vita dei topi in cui la mTOR stava lavorando a ritmi accelerati si è accorciata del 20%, l&#8217;equivalente di 16 anni di vita umana.</p>
<p>Quando i ricercatori hanno provato a bloccare questo circolo vizioso fermando la risposta immunitaria che causava infiammazione, i danni agli organi sono migliorati e gli animali hanno guadagnato l&#8217;equivalente di qualche anno di vita umana. La buona notizia, e sempre posto che quanto osservato valga anche per l&#8217;uomo, è che prendere di mira l&#8217;infiammazione cronica con terapie farmacologiche potrebbe essere terapeuticamente utile per controllare il peggioramento della salute legato all&#8217;età che avanza.</p>
<p>Ma lo studio potrebbe anche spiegare perché alcune diete basate sulla restrizione calorica sembrino promuovere una forma sana di invecchiamento e siano collegate a una maggiore longevità.</p>
<pre>Fonte: Ortega-Molina, A., Lebrero-Fernández, C., Sanz, A. et al. A mild increase in nutrient signaling to mTORC1 in mice leads to parenchymal damage, myeloid inflammation and shortened lifespan. Nat Aging (2024). https://doi.org/10.1038/s43587-024-00635-x</pre>
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		<title>Mangiare piccoli pesci interi è associato con un rischio ridotto di mortalità per tutte le cause e per cancro nelle donne giapponesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 11:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pesce, crostacei e molluschi]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
		<category><![CDATA[piccoli pesci interi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo studio ha trovato prove che collegano il consumo di piccoli pesci, mangiati interi, con un rischio ridotto di mortalità per tutte le cause e per cancro nelle donne giapponesi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Public Health Nutrition. I giapponesi mangiano abitualmente piccoli pesci, come bianchetti, capelin atlantico, sperlano giapponese e piccole sardine essiccate. È &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo studio ha trovato prove che collegano il consumo di piccoli pesci, mangiati interi, con un rischio ridotto di mortalità per tutte le cause e per cancro nelle donne giapponesi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Public Health Nutrition.</p>
<p>I giapponesi mangiano abitualmente piccoli pesci, come bianchetti, capelin atlantico, sperlano giapponese e piccole sardine essiccate. È importante sottolineare che è pratica comune consumare piccoli pesci interi, compresa la testa, le ossa e gli organi, che sono ricchi di micronutrienti, come calcio e vitamina A.</p>
<p>Lo studio, condotto da Chinatsu Kasahara, Takashi Tamura e Kenji Wakai presso la Nagoya University Graduate School of Medicine in Giappone, mirava a chiarire l’associazione tra il consumo di piccoli pesci e la mortalità per tutte le cause e per causa specifica; esso ha incluso 80.802 partecipanti (34.555 uomini e 46.247 donne) di età tra 35 e 69 anni a livello nazionale in Giappone.</p>
<p>La frequenza di assunzione di piccoli pesci da parte dei partecipanti è stata valutata utilizzando un questionario sulla frequenza alimentare al basale. I ricercatori li hanno seguiti per una media di nove anni. Durante il periodo di follow-up, sono stati registrati 2.482 decessi tra le persone incluse nello studio, di cui circa il 60% (1.495 decessi) erano correlati al cancro. Uno dei risultati più sorprendenti dello studio è stata la significativa riduzione della mortalità per tutte le cause e per cancro tra le donne che mangiano abitualmente piccoli pesci.</p>
<p>Le donne che mangiavano piccoli pesci 1-3 volte al mese, 1-2 volte alla settimana, o 3 volte o più alla settimana avevano un rischio di mortalità per tutte le cause pari a 0,68, 0,72 e 0,69 volte, e a 0,72, 0,71 e 0,64 volte maggiori. Il rischio di mortalità per cancro, rispetto a coloro che mangiano raramente piccoli pesci. Dopo aver controllato i fattori che possono influenzare il rischio di mortalità, come l’età dei partecipanti, le abitudini di consumo di fumo e alcol, il BMI e l’assunzione di vari nutrienti e alimenti, i ricercatori hanno scoperto che le donne nello studio che mangiavano frequentemente piccoli pesci avevano meno probabilità di morire da qualsiasi causa.</p>
<p>Questi risultati suggeriscono che incorporare piccoli pesci nella loro dieta quotidiana potrebbe essere una strategia semplice ma efficace per ridurre il rischio di mortalità tra le donne.</p>
<p>Il rischio di mortalità per tutte le cause e per cancro negli uomini ha mostrato un andamento simile a quello delle donne, sebbene non fosse statisticamente significativo. Le ragioni della mancanza di significatività negli uomini rimangono poco chiare, ma i ricercatori suppongono che possano avere importanza anche il numero limitato di soggetti maschi o altri fattori non misurati nello studio, come la dimensione della porzione di piccoli pesci. Secondo i ricercatori, la differenza nel tipo di cancro che causa la mortalità per cancro tra i sessi potrebbe essere correlata a un’associazione sesso-specifica.</p>
<p>Pur riconoscendo la necessità di ulteriori ricerche su altre popolazioni e di una comprensione più approfondita dei meccanismi coinvolti, Kasahara è entusiasta dei risultati. “Anche se i nostri risultati riguardano solo i giapponesi, dovrebbero essere importanti anche per le altre nazionalità”, ha affermato. In effetti, studi precedenti hanno evidenziato i piccoli pesci a prezzi accessibili come una fonte potenzialmente importante di nutrienti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo che soffrono di gravi carenze nutrizionali. Questo studio si aggiunge al crescente numero di prove a sostegno dei benefici per la salute delle pratiche dietetiche che includono il consumo di piccoli pesci.</p>
<p>Come ha spiegato Kasahara, “i pesci piccoli sono facili da mangiare per tutti e possono essere consumati interi, compresa la testa, le ossa e gli organi. I nutrienti e le sostanze fisiologicamente attive tipiche dei piccoli pesci potrebbero contribuire al mantenimento di una buona salute. La relazione inversa tra il consumo di piccoli pesci e il rischio di mortalità nelle donne sottolinea l’importanza di questi alimenti ricchi di nutrienti nella dieta delle persone”. “L’abitudine di mangiare piccoli pesci è solitamente limitata a diversi paesi costieri o marittimi, come il Giappone &#8211; ha affermato Tamura -. Tuttavia, sospettiamo che il consumo di piccoli pesci ovunque possa rivelarsi un modo per prolungare l’aspettativa di vita. Sono necessarie ulteriori prove per chiarire il potenziale ruolo del consumo di piccoli pesci nel rischio di mortalità”.</p>
<pre>Fonte: Kasahara C, Tamura T, Wakai K, Tamada Y, Kato Y, Kubo Y, Okada R, Nagayoshi M, Hishida A, Imaeda N, Goto C, Otonari J, Ikezaki H, Nishida Y, Shimanoe C, Oze I, Koyanagi YN, Nakamura Y, Kusakabe M, Nishimoto D, Shimoshikiryo I, Suzuki S, Watanabe M, Ozaki E, Omichi C, Kuriki K, Takashima N, Miyagawa N, Arisawa K, Katsuura-Kamano S, Takeuchi K, Matsuo K; J-MICC Study Group. Association between consumption of small fish and all-cause mortality among Japanese: the Japan Multi-Institutional Collaborative Cohort Study. Public Health Nutr. 2024 May 3;27(1):e135. doi: 10.1017/S1368980024000831. PMID: 38698584; PMCID: PMC11148834.</pre>
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