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	<title>Lactuca virosa Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Lattuga Virosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2022 12:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lactuca virosa L. è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È simile alla lattuga comune (L. sativa), per il suo ambiente vitale selvatico è spesso chiamata Lattuga selvatica. Il nome generico allude alla presenza di un latice bianco (chiamato lattucario, che fuoriesce dalla pianta tagliuzzata), tipico di molte altre Asteraceae liguliflore; il nome specifico &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lactuca virosa L</em>. è una pianta appartenente alla famiglia delle <em>Asteraceae</em>. È simile alla lattuga comune (<em>L. sativa</em>), per il suo ambiente vitale selvatico è spesso chiamata <strong>Lattuga selvatica</strong>.</p>
<p>Il nome generico allude alla presenza di un <strong>latice bianco</strong> (<strong>chiamato lattucario</strong>, che fuoriesce dalla pianta tagliuzzata), tipico di molte altre <em>Asteraceae liguliflore</em>; il nome specifico in latino significa “velenosa” e deriva dalla sua riconosciuta tossicità, per cui non è considerata pianta alimentare. <strong>Tutte le parti della pianta possono essere tossiche</strong>. La pianta contiene anche <strong>flavonoidi</strong>, che hanno forti proprietà anti-ossidanti, ma anche <strong>cumarine</strong> (notevolmente tossiche), e <strong>metilfenilalanina</strong>.</p>
<p>La <strong>lattuga virosa</strong> è una pianta erbacea annua o biennale alta fino a 60 cm, simile alla lattuga coltivata per uso alimentare, con fusto verde o violaceo, spesso e grandi foglie lanceolate dentate color verde scuro; infiorescenze a pannocchie con fiori gialli raccolti in capolini che producono acheni nerastri con una piumetta bianca. Cresce lungo le strade e canali; terreni sassosi e basici; fiorisce da luglio a settembre.</p>
<p>La pianta è diffusa in Italia, anche se è non molto comune; contiene due sostanze, <strong>lattucina</strong> e <strong>lattucopicrina</strong>, che <strong>se ingerite hanno effetti simili a quelli dell&#8217;oppio</strong> (<strong>effetti psicotropi</strong>, specificatamente <strong>ipnotici, analgesici o sedativi</strong>) e possono provocare intossicazioni.</p>
<p>L&#8217;erba era nota anche ai Romani ed ai Greci: attorno al 430 a.C., Ippocrate ne descrive le <strong>proprietà sedative</strong>, associando i suoi effetti al ben più raro, potente e costoso oppio. Spostandoci a Roma, Dioscoride Pedanio, naturalista e chirurgo spesso al seguito di campagne militari di Nerone attorno al primo secolo avanti Cristo, descrive le immagini ed i sogni indotti dall&#8217;utilizzo del lattice di lattuga velenosa. Plinio il Vecchio fa lo stesso, soffermandosi particolarmente sulle proprietà afrodisiache della pianta nella sua <em>Naturalis Historia</em>, descrivendola in questo modo: “Provoca sonnolenza, può raffreddare gli appetiti sessuali, purgare lo stomaco ed aumentare il volume del sangue”. Per arrivare poi ad Augusto, che fece erigere una statua in onore dell&#8217;infusione della lattuga selvatica, dichiarando che gli avesse salvato la vita. Saltando più avanti nel tempo, la <em>lactuca sativa</em> venne impiegata fino al XIX secolo come <strong>sostituto dell&#8217;oppio</strong> (<strong>oppio dei poveri</strong>) e studiata con cura dal Concilio della Società Farmaceutica della Gran Bretagna nel 1911, scoprendo le sostanze responsabili degli effetti psicoattivi di questa pianta: la lactucopicrina e la lactucina. Negli anni &#8217;70, la <em>Lactuca virosa</em> era molto nota negli USA; veniva venduta con diversi nomi, quali &#8220;<em>Lettuce opium</em>&#8220;, &#8220;<em>opium</em>&#8221; e &#8220;l<em>ettucene</em>&#8220;; venne utilizzata in ambiente hippy come sostituto della marijuana e degli oppiacei.</p>
<p>La lattuga selvatica ha un duplice effetto, che varia <strong>in base alla dose</strong> assunta: fino ad un grammo di principio attivo, <strong>agisce come soppressore del dolore e calmante</strong>; a dosi più elevate, iniziano a fare effetto le sostanze simil-alcaloidi della pianta, <strong>induce</strong>ndo <strong>stati di euforia e rilassatezza</strong>, simili per certi versi alla marijuana o all&#8217;oppio. Non porta assuefazione, anche se la si consuma in grandi quantità, e non provoca overdose, anche se il consumo eccessivo può portare ad effetti collaterali sgradevoli. Tuttavia si possono osservare casi di intossicazione.</p>
<p>L’intossicazione acuta si manifesta con una sintomatologia caratterizzata da: nausea, vomito, sedazione, ronzii alle orecchie, sonnolenza, ottundimento del sensorio e depressione respiratoria grave che può portare sino al coma ed alla morte.</p>
<p>Dalla <em>L. virosa</em> possono essere ricavati <strong>oli</strong> ed <strong>estratti</strong>. Il suo utilizzo come galattogeno (favorirebbe la produzione lattea delle puerpere), si basa più che altro su una possibile attività di terapia omeopatica, e ad ogni modo è di non dimostrata azione effettiva. La <em>L. virosa</em> è molto amara.</p>
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