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	<title>Galium aparine Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Galio &#124; Galium aparine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Mar 2023 15:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Galium aparine L. è una piccola pianta appartenente alla famiglia delle Rubiaceae, inconfondibile al tatto a causa dei peli ruvidi (simili a del velcro) che la rivestono in tutte le parti. Per questo viene chiamata anche &#8220;attaccamani&#8221; o &#8220;attaccaveste&#8220;. Estremamente comune, vive senza difficoltà nei campi incolti. Il Galium aparine è una pianta erbacea annuale, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Galium aparine</em> L. è una piccola pianta appartenente alla famiglia delle <em>Rubiaceae</em>, inconfondibile al tatto a causa dei peli ruvidi (simili a del velcro) che la rivestono in tutte le parti. Per questo viene chiamata anche &#8220;<strong>attaccamani</strong>&#8221; o &#8220;<strong>attaccaveste</strong>&#8220;. Estremamente comune, vive senza difficoltà nei campi incolti.</p>
<p>Il <em>Galium aparine</em> è una pianta erbacea annuale, ascendente o strisciante; i fusti quadrangolari sono molto ruvidi e muniti di piccoli uncini. Le foglie caratterizzate da pseudo verticilli di 4-12, in parte vere foglie e per il resto stipole modificate ad assomigliarvi, e fiori piccoli bianchi, muniti anch’essi di piccoli uncini. I fiori, di colore bianco, sono molto piccoli, ermafroditi e riuniti in cime ascellari. Il frutto, grande come un chicco di riso, è anch&#8217;esso coperto di spine uncinate che, rimanendo attaccate al pelo degli animali favoriscono, la propagazione e diffusione della pianta; questa dovrebbe essere raccolta in primavera o all’inizio dell’estate, subito prima del periodo di fioritura.</p>
<p><em>Galium</em> deriva dalla parola greca <em>gála</em>, che significa “latte” per la <strong>capacità</strong> della pianta <strong>di favorire la coagulazione del latte</strong> dovuta alla presenza dell’<strong>enzima fitochinasi</strong>; Aparine dal greco <em>Aparein</em> che significa “attaccarsi”, per la capacità della pianta ad attaccarsi, per i peli uncinati di cui è rivestita, agli abiti e al pelo degli animali.</p>
<p>Questa pianta ha una lunga storia nella medicina popolare; veniva utilizzata sia per uso esterno che per uso interno, per trattare ulcere, ferite e problemi della cute. È anche commestibile, ha sapore amaro, acre, ma solo i germogli primaverili lessati. Il nome <em>galium </em>ricorda che in passato probabilmente era usata come <strong>caglio; il vero Caglio</strong>, usato fin dal passato dai Romani,<strong> è il <em>Gallium verum</em> </strong>, cioè proprio, il vero caglio.</p>
<p><strong>Principi attivi</strong>: <strong>glicosidi iridoidi</strong> (tra cui <strong>galiosina, aucubina</strong> e <strong>asperuloside</strong>), alcaloidi tra cui <strong>caffeina</strong> contenuta nei semi, <strong>acidi fenolici, antrachinone, flavonoidi, cumarina</strong> (che dà il caratteristico odore dolciastro dell’erba tagliata quando la pianta è secca), acido citrico.</p>
<p><strong>Indicazioni</strong>: <strong>antispasmodica, lievemente diuretica, astringente, vulneraria, ipotensiva, antiflogistica e sudorifera</strong>.</p>
<p>Altre indicazioni: in caso di disturbi dell’apparato digerente, affezioni cutanee, e manifestazioni dolorose soprattutto di natura nervosa. Agisce in modo efficace sul sistema linfatico. Buon diuretico, e come tale, promuove un maggiore flusso di urina che aiuta a liberare i reni e la vescica da sostanze di scarto, per evitare l’insorgenza di infezioni del tratto urinario (come la cistite), ed alleviare i disturbi della prostata.</p>
<p>La pianta si utilizza sia fresca che essiccata.</p>
<p>Nella Medicina tradizionale veniva utilizzata su ferite e piaghe sotto forma di impacchi cicatrizzanti con decotto di fiori e foglie. Il succo veniva usato per cagliare il latte e i fusti intrecciati venivano impiegati per filtrarlo, la radice si utilizzava per colorare la lana di rosso-arancio ed i semi torrefatti per preparare bevande, e le giovani foglie e sommità come verdura.</p>
<p>Dioscoride, medico greco del I secolo d.C., la considerava utile come rimedio alla stanchezza e scriveva che i pastori usavano i gambi per fare dei setacci per filtrare il latte. Il Mattioli (1559), medico senese, gli attribuiva proprietà diuretiche e proprietà calmanti del male alle orecchie. Suggeriva inoltre l’uso del succo dei frutti e delle foglie contro i morsi delle vipere e degli scorpioni. Nella medicina popolare il succo fresco o un cataplasma di foglie fresche triturate, applicate su una ferita o su un’ulcera, erano impiegate per arrestare il sanguinamento, inibire la necrosi e favorire la cicatrizzazione.</p>
<p>Le cime tenere possono essere mangiate come asparagi, prima che siano prodotti i frutti; certamente è bene sbollentarla per evitare lo spiacevole effetto dei piccoli peli uncinati che coprono la pianta.</p>
<p>I frutti, una volta maturi, venivano torrefatti ed i semi torrefatti e usati come succedaneo del caffè; infatti contengono caffeina (anche se in misura minore del caffè). La radice si utilizzava per sostituire la cicoria; da essa si può estrarre un colorante rosso-arancio.</p>
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