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	<title>Foodomica Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Foodomica &#8211; Qualità del cibo valutata mediante chemiometria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2025 09:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[chemiometria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La foodomica è un approccio scientifico interdisciplinare che applica tecnologie avanzate (soprattutto le scienze omiche) per studiare la composizione degli alimenti e il loro impatto sulla salute. Integra discipline come la chimica alimentare, la bioinformatica, la genomica, la trascrittomica, la proteomica e la metabolomica per comprendere meglio come il cibo influenzi il benessere umano e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/foodomica-qualita-del-cibo-valutata-mediante-chemiometria/">Foodomica &#8211; Qualità del cibo valutata mediante chemiometria</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La foodomica è un approccio scientifico interdisciplinare che applica tecnologie avanzate (soprattutto le scienze omiche) per studiare la composizione degli alimenti e il loro impatto sulla salute. Integra discipline come la chimica alimentare, la bioinformatica, la genomica, la trascrittomica, la proteomica e la metabolomica per comprendere meglio come il cibo influenzi il benessere umano e ottimizzare la nutrizione.</p>
<p>La definizione è stata proposta dal nutrizionista ungherese Albert-László Barabási per indicare l’insieme delle oltre 26.000 sostanze le cui funzioni molecolari sono sconosciute, e che va ben oltre le circa 150 che compongono le categorie tradizionali di nutrienti quali i carboidrati, i grassi e le proteine. Se se ne tiene conto, la visione di ciò che è e ciò che il cibo mette in atto nell’organismo cambia completamente anche se è ancora, in grandissima parte, da decrittare.</p>
<p>La foodomica cerca di comprendere il cibo a livello molecolare ma nel suo insieme, e quindi che cerca di decifrare che cosa quei 26.000 composti facciano quando entrano nell’organismo e, oltre a relazionarsi con esso, come interagiscano tra di loro; pertanto, si propone di analizzare la composizione molecolare e cellulare degli alimenti, considerando il cibo non solo come fonte di energia, ma come sistema complesso di composti bioattivi; lo scopo è migliorare la nutrizione umana, ottimizzare la salute e il benessere attraverso una maggiore comprensione dei meccanismi biochimici e molecolari che si attivano nel corpo in risposta a ciò che mangiamo.</p>
<p>Oggigiorno, gli attori dell&#8217;industria alimentare si trovano ad affrontare la sfida di garantire la qualità e la sicurezza alimentare senza compromettere diversi prerequisiti, come una produzione alimentare sostenibile ed ecologicamente resiliente, una shelf life prolungata, una qualità sensoriale soddisfacente, un valore nutrizionale elevato e proprietà benefiche per la salute. Inoltre, le frodi alimentari legate all&#8217;etichettatura errata deliberata dei prodotti o all&#8217;adulterazione economicamente voluta sono motivo di grave preoccupazione sia per l&#8217;industria che per le autorità di regolamentazione, a causa delle implicazioni in termini di costi e salute pubblica. Nonostante l&#8217;elevato numero di strumenti analitici all&#8217;avanguardia disponibili per quantificare i marcatori di qualità alimentare, la loro implementazione si traduce in set di dati estremamente complessi e di grandi dimensioni, di difficile interpretazione. In questo contesto, la chemiometria, ad esempio analisi esplorative multivariate supervisionate e non supervisionate, metodologie di progettazione sperimentale, modelli di regressione univariata o multivariata, ecc., viene comunemente implementata come parte dell&#8217;ottimizzazione dei processi alimentari e della valutazione della qualità degli alimenti.</p>
<p>Le moderne tecnologie, soprattutto nelle scienze omiche, l&#8217;evoluzione di strumenti di analisi strumentale ha migliorato sostanzialmente la nostra capacità di svelare e comprendere la complessità delle matrici alimentari in termini di composizione, biofisica, microstruttura, cross-modalità sensoriale e attività biologica. Nelle applicazioni di ricerca e sviluppo (R&amp;S) alimentare, l&#8217;associazione di un singolo parametro indipendente (ad esempio, condizioni di composizione, lavorazione o conservazione, fenotipo, genotipo, origine geografica ecc.) a una singola proprietà della matrice alimentare (fisico-chimica, reologica, testuale, sensoriale, olfattiva, marcatore biofunzionale ecc.) è considerata un approccio standard di progettazione sperimentale (bottom-up). Nonostante la sua semplicità, l&#8217;approccio di progettazione sperimentale &#8220;bottom-up&#8221; fornisce uno strumento di rapida comprensione dei principali meccanismi alla base della conformazione strutturale della matrice alimentare, della tecno-funzionalità, dell&#8217;attività biologica e della cross-modalità sensoriale. D&#8217;altro canto, la progettazione sperimentale bottom-up è di per sé limitata quando è necessario comprendere interazioni non lineari multicausali tra caratteristiche estrinseche e intrinseche della matrice alimentare.</p>
<p>In questo contesto, una caratterizzazione olistica dei sistemi alimentari, ovvero matrice alimentare, condizioni di lavorazione alimentare, sensorialità cross-modale, effetti fisiologici ecc., è più informativa e integrativa per le applicazioni di ricerca e sviluppo; tuttavia, sono generalmente riconosciute le limitazioni associate alla produzione di set di dati complessi e di grandi dimensioni che possono essere scarsamente convalidati e interpretati utilizzando esclusivamente metodi statistici univariati. La chemiometria è considerata un modo rapido ed efficiente per analizzare una matrice alimentare oltre la dimensionalità univariata e svelare le informazioni nascoste in set di dati strumentali complessi.</p>
<p>Il termine chemiometria è utilizzato per indicare “la disciplina chimica che utilizza metodi matematici e statistici per (a) progettare o selezionare procedure di misurazione ed esperimenti ottimali e (b) fornire il massimo delle informazioni chimiche analizzando i dati chimici”. Per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione alimentare, la chemiometria può essere impiegata per</p>
<ul>
<li>facilitare l&#8217;esplorazione e l&#8217;interpretazione delle informazioni chimiche e biologiche acquisite tramite analisi strumentali;</li>
<li>identificare marcatori chimici, biochimici o biologici associati alla qualità e alla sicurezza degli alimenti;</li>
<li>identificare l&#8217;autenticità, la qualità, gli aspetti biofunzionali e nutrizionali degli alimenti sulla base dell&#8217;origine geografica e botanica, della presenza di additivi alimentari o contaminanti non dichiarati;</li>
<li>costruire modelli matematici robusti per monitorare le operazioni delle unità di processo alimentare e prevedere la durata di conservazione degli alimenti trasformati;</li>
<li>comprendere le interazioni tra le modalità sensoriali e le proprietà compositive, fisiche, testuali e microstrutturali degli alimenti;</li>
<li>ottimizzare le condizioni di formulazione e di elaborazione nelle applicazioni di risoluzione dei problemi associate a ricerca e sviluppo.</li>
</ul>
<p>Per affrontare le questioni di ricerca e sviluppo alimentare, vengono solitamente applicati tre principali approcci chemiometrici, tra cui l&#8217;esplorazione (metodi statistici non supervisionati come l&#8217;analisi delle componenti principali e l&#8217;analisi dei cluster), la classificazione (metodi statistici supervisionati come l&#8217;analisi discriminante, ad esempio LDA, PLS-DA ecc., K-nearest neighbors, SIMCA e reti neurali artificiali), la regressione e la calibrazione (regressione lineare multipla, minimi quadrati parziali, regressione delle componenti principali). Nonostante la crescente popolarità dell&#8217;uso della chemiometria nelle applicazioni di ricerca e sviluppo alimentare, la mancanza di comprensione degli strumenti chemiometrici, l&#8217;assenza di progettazione degli esperimenti (DoE) o l&#8217;uso di DoE mal progettati, nonché incongruenze relative alla calibrazione, alla convalida e all&#8217;aggiornamento del modello sono riconosciuti come casi comuni di uso improprio della chemiometria. In questo contesto, le buone pratiche nell&#8217;analisi e nell&#8217;interpretazione dei dati assistiti dalla chemiometria dovrebbero soddisfare diversi criteri:</p>
<ul>
<li>buona conoscenza della metodologia di analisi alimentare (strumentale, analitica, sensoriale, strutturale, testuale ecc.) e delle sue caratteristiche di convalida intrinseche (ad esempio, accuratezza, precisione, specificità, limiti di rilevamento, limiti di quantificazione, linearità, robustezza ecc.);</li>
<li>sufficiente comprensione del sistema alimentare (ad esempio, caratteristiche fisico-chimiche, compositive, strutturali, conformazionali e testuali intrinseche);</li>
<li>progettazione robusta degli esperimenti;</li>
<li>buona comprensione dell&#8217;interazione tra campione, procedura di campionamento e acquisizione dei dati analitici.</li>
</ul>
<pre>Andre CM, Soukoulis C. Food Quality Assessed by Chemometrics. <em>Foods</em>. 2020 Jul 8;9(7):897. doi: 10.3390/foods9070897. PMID: 32650365; PMCID: PMC7404458.<strong> </strong></pre>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/foodomica-qualita-del-cibo-valutata-mediante-chemiometria/">Foodomica &#8211; Qualità del cibo valutata mediante chemiometria</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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