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	<title>acido β-idrossibutirrico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Dieta chetogenica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Mar 2024 10:21:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Diete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nata intorno agli anni ’20 del secolo scorso, la dieta chetogenica è stata in principio studiata per combattere l’epilessia, ma visti gli effetti che aveva sull’organismo, ovvero il miglioramento del metabolismo e la conseguente perdita di peso, è stata sempre più utilizzata come regime alimentare per dimagrire e combattere l’obesità. La dieta chetogenica propone un &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nata intorno agli anni ’20 del secolo scorso, la dieta chetogenica è stata in principio studiata per <strong>combattere l’epilessia</strong>, ma visti gli effetti che aveva sull’organismo, ovvero il miglioramento del metabolismo e la conseguente perdita di peso, è stata sempre più utilizzata come regime alimentare per dimagrire e combattere l’obesità.</p>
<p>La dieta chetogenica propone un ribaltamento degli equilibri tra macronutrienti previsti dalla dieta mediterranea: se quest’ultima raccomanda un apporto energetico giornaliero proveniente per il 45-60% dai carboidrati, non più del 35% dai grassi e circa il 10% dalle proteine, nella dieta chetogenica i grassi rappresentano il 70-75% delle calorie giornaliere, le proteine il 20-25%, i carboidrati meno del 5%.</p>
<p>Il ragionamento che sta dietro alla dieta chetogenica è molto semplice: <strong>se il corpo è a corto di carboidrati, utilizza i grassi per produrre energia. Questo fa sì che l’organismo bruci i grassi molto velocemente e, di conseguenza, si perda peso in modo rapido</strong>.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la dieta chetogenica?</strong></p>
<p>La <strong>dieta chetogenica</strong> è un regime alimentare basato sulla riduzione dei carboidrati alimentari, in modo da obbligare l&#8217;organismo a produrre autonomamente il glucosio necessario alla sopravvivenza e ad aumentare il consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo: i grassi diventano la fonte di energia. In presenza di carboidrati, infatti, tutte le cellule ne utilizzano l’energia per svolgere le loro attività. Ma se questi vengono ridotti a un livello sufficientemente basso esse cominciano a utilizzare i grassi, tutte tranne le cellule nervose che non hanno la capacità di farlo. Si avvia così un processo che porta alla formazione di molecole chiamate <strong>corpi chetonici</strong>, che possono essere utilizzati dal cervello come riserva energetica al posto del glucosio.  L&#8217;eccesso indesiderato di corpi chetonici, responsabile della tendenza all&#8217;abbassamento del pH sanguigno, è detto <strong>chetosi.</strong> Quando nel sangue la concentrazione di chetoni supera 0,2 mmol/L, si raggiunge la chetosi e si inizia a perdere peso. Per arrivare ad uno stato di chetosi bastano un paio di giorni in cui si assumono tra i 20 e i 50 grammi di carboidrati (in media se ne dovrebbero consumare 250 grammi).</p>
<p><strong>Dieta chetogenica significa pertanto &#8220;dieta che produce corpi chetonici</strong>&#8220;.  I corpi chetonici sono tre composti regolarmente prodotti in quantità minime e quindi normalmente presenti nel sangue in piccole quantità. Questi composti sono l&#8217;<strong>acetone</strong>, l&#8217;<strong>acido acetoacetico </strong>e l&#8217;<strong>acido β-idrossibutirrico</strong>; sono facilmente smaltibili con le urine e la ventilazione polmonare; nella dieta chetogenica i corpi chetonici raggiungono un livello superiore alla condizione normale.</p>
<p>Anche l&#8217;attività motoria incide, positivamente o negativamente (a seconda del caso), sulla condizione di <strong>chetoacidosi</strong>.</p>
<p>La presenza di corpi chetonici nel sangue esercita diversi effetti sull&#8217;organismo; alcuni vengono considerati utili nel processo di dimagrimento, altri sono di tipo &#8220;collaterale&#8221;.</p>
<p>Non esiste un solo tipo di dieta chetogenica e sono chetogenici tutti gli stili alimentari che forniscono una quantità di calorie, carboidrati e talvolta di proteine inferiore al necessario; sono senz&#8217;altro <em>low carb</em> e potenzialmente chetogeniche, ad esempio, la <strong>dieta Atkins</strong> e la <strong>LCHF </strong>(low carb, high fat &#8211; basso contenuto di carboidrati, grassi elevati).</p>
<p>La dieta chetogenica necessita quindi di una programmazione minuziosa che deve essere realizzata da specialisti: basta infatti un minimo sgarro in termini di assunzione di carboidrati per bloccare la chetosi e ristabilire il normale meccanismo di produzione di energia a partire dal glucosio.</p>
<p>La chetosi, in generale, si raggiunge quando si digiuna per qualche giorno. Ovviamente <strong>questa situazione non è sostenibile</strong>, ma la dieta chetogenica agisce proprio come il digiuno. Lasciando l’organismo senza carboidrati, lo “inganna”, facendogli credere di non aver assunto nessun alimento, il che lo sprona ad utilizzare i grassi come fonte di energia, cui consegue la perdita di peso corporeo.</p>
<p>Un’alimentazione ricca di grassi favorisce il senso di sazietà e, contemporaneamente, la presenza dei corpi chetonici riduce il bisogno di cibo (effetto anoressizzante). Con i carboidrati avviene invece esattamente il contrario: più se ne mangiano, più si mangerebbero.</p>
<p><strong>Caratteristiche della dieta chetogenica</strong></p>
<p>La dieta chetogenica (in inglese ketogenic diet o keto diet) è uno schema nutrizionale caratterizzato da:</p>
<ul>
<li>basso contenuto di calorie (<strong>dieta ipocalorica</strong>)</li>
<li>basso contenuto percentuale e assoluto di carboidrati (<strong>dieta low carb</strong>)</li>
<li>alto contenuto percentuale di proteine, anche se la quantità assoluta (in grammi) è più spesso di media entità (tener presente che gli amminoacidi neoglucogenetici possono venire utilizzati dal fegato per produrre glucosio)</li>
<li>alto contenuto percentuale di lipidi.</li>
</ul>
<p>In particolare, la ripartizione energetica è la seguente:</p>
<ul>
<li>10% da carboidrati</li>
<li>15-25% di proteine (non dimenticando che le proteine, contenendo anche amminoacidi glucogenici, partecipano a sostenere il livello di glucosio nel sangue)</li>
<li>70% o più da grassi.</li>
</ul>
<p>In genere, si consiglia di mantenere un&#8217;assunzione di carboidrati inferiore o uguale a 50 g/die, organizzata idealmente in 3 porzioni con 20 g ciascuna.</p>
<p>Per raggiungere l’obiettivo è importante mangiare alimenti che non contengono carboidrati, limitare quelli che ne apportano pochi ed evitare i cibi che ne sono ricchi.</p>
<p>Gli <strong>alimenti consigliati</strong> sono:</p>
<ul>
<li>Carne, prodotti della pesca e uova – I gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Formaggi &#8211; II gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Grassi e oli da condimento – V gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Ortaggi – VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti.</li>
</ul>
<p>Sono invece <strong>sconsigliati</strong>:</p>
<ul>
<li>Cereali, patate e derivati – III gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Legumi – IV gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Frutti &#8211; VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti</li>
<li>Bibite dolci, dolciumi vari, birra ecc.</li>
</ul>
<p>Per identificare un eventuale <strong>stato di chetosi</strong> è possibile <strong>svolgere dei test dell&#8217;urina</strong> (con appositi strip per l&#8217;urina), <strong>del sangue</strong> (misuratori ematici dei chetoni) <strong>o del respiro</strong> (analizzatore dei chetoni nell&#8217;alito). Tuttavia si può anche fare affidamento a certi <strong>sintomi &#8220;rivelatori</strong>&#8220;, che non richiedono nessun test:</p>
<ul>
<li>Bocca asciutta e sensazione di sete</li>
<li>Aumento della diuresi (per la filtrazione di acetoacetato)</li>
<li>Alito o sudore acetonico (per la presenza di acetone) che scappa attraverso il nostro respiro</li>
<li>Riduzione dell&#8217;appetito</li>
</ul>
<p><strong>Chetoni che devono essere presenti nel sangue </strong></p>
<p>Non esiste una vera e propria distinzione tra chetosi e non chetosi. Il livello di questi composti è influenzato dalla dieta e dallo stile di vita. Tuttavia, è possibile affermare che esiste un range ottimale per il corretto funzionamento della dieta chetogenica:</p>
<ul>
<li>Tra 0,5-1,5 mmol/l si parla di chetosi leggera</li>
<li>Con 1,5-3 mmol/l la chetosi è definita ottimale</li>
<li>Valori di oltre 3 mmol/l, oltre a non essere maggiormente efficaci, compromettono lo stato di salute (soprattutto in caso di diabete mellito tipo 1)</li>
<li>Valori oltre 8-10 mmol/l sono difficili da raggiungere con la dieta. Talvolta vengono ottenuti nelle malattie o per mezzo di attività fisica inadeguata; si correlano a sintomi anche molto gravi.</li>
</ul>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>Attuare una dieta chetogenica richiede un controllo e un monitoraggio piuttosto accurati. Per di più, non può (o meglio, non dovrebbe) essere protratta troppo a lungo. Sono generalmente ben tollerate circa 3 settimane, ovvero 21 giorni.</p>
<p>Per questo, è stato prodotto e pubblicato un libro intitolato &#8220;21-Day Ketogenic Diet Weight Loss Challenge: Recipes and Workouts for a Slimmer, Healthier You&#8221;. Il testo contiene un centinaio di ricette e l&#8217;intera gestione alimentare per il periodo dedicato, e vari protocolli di allenamento per facilitare la perdita di peso mantenendo più possibile la massa muscolare.</p>
<p>Inutile soffermarsi sulla valutazione di questo metodo; come anticipato, la dieta chetogenica è un sistema piuttosto delicato e da non sottovalutare; presenta:</p>
<ul>
<li><strong>Vantaggi della dieta chetogenica</strong>
<ul>
<li>Facilita il dimagrimento grazie a:
<ul>
<li>Riduzione delle calorie totali</li>
<li>Mantenimento di glicemia e insulinemia costanti</li>
<li>Aumento del consumo di grassi a scopo energetico</li>
<li>Incremento del dispendio calorico globale per aumento dell&#8217;azione dinamico specifica e del &#8220;lavoro metabolico&#8221;</li>
</ul>
</li>
<li>Ha un effetto anoressizzante</li>
<li>Può essere utile nel contrastare i sintomi dell&#8217;epilessia che non risponde ai farmaci, soprattutto nei bambini.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Svantaggi della dieta chetogenica</strong></li>
</ul>
<p>Evitare di assumere glucosio tramite la dieta e costringere il corpo ad utilizzare i meno convenienti amminoacidi è una strategia alquanto &#8220;discutibile&#8221;, perché intossica l&#8217;intero organismo, tende ad affaticare inutilmente fegato e reni, rende meno efficienti il sistema nervoso ed i muscoli. Di qui</p>
<ul>
<li>Aumento della filtrazione renale e della diuresi (escrezione dei corpi chetonici e delle scorie azotate)
<ul>
<li>Tendenza alla disidratazione</li>
<li>Aumento del carico di lavoro dei reni</li>
<li>Possibile effetto tossico sui reni da parte dei corpi chetonici</li>
</ul>
</li>
<li>Possibile ipoglicemia</li>
<li>Possibile ipotensione</li>
<li>Keto-influenza o &#8220;keto-flu&#8221; in inglese; è una sindrome legata allo scarso adattamento dell&#8217;organismo dopo 2-3 giorni dall&#8217;inizio della dieta chetogenica. Comprende:
<ul>
<li>Mal di testa</li>
<li>Affaticamento</li>
<li>Vertigini</li>
<li>Nausea leggera</li>
<li>Irritabilità.</li>
</ul>
</li>
<li>Nei soggetti più sensibili, aumento della possibilità di svenimento (dovuta alle due precedenti)</li>
<li>Maggior tendenza a:
<ul>
<li>Crampi muscolari</li>
<li>Stipsi</li>
<li>Sensazione di palpitazioni cardiache</li>
</ul>
</li>
<li>Aumento del carico di lavoro del fegato, per incremento della neoglucogenesi, dei processi di transaminazione e deaminazione</li>
<li>In presenza di attività motoria intensa e/o prolungata, catabolismo muscolare</li>
<li>È sbilanciata e tende a limitare l&#8217;assunzione di alcuni nutrienti anche molto importanti</li>
<li>Può essere particolarmente nociva per:
<ul>
<li>Soggetti malnutriti come, ad esempio, i soggetti colpiti da disturbi del comportamento alimentare (DCA)</li>
<li>Diabetici di tipo I</li>
<li>Gravide e nutrici</li>
<li>Chi già soffre di patologie epatiche e/o renali.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Comparando attentamente la lista dei vantaggi con quella degli svantaggi, si evince che la dieta chetogenica non pare condivisibile. In effetti, si tratta di un metodo controindicato in parecchie situazioni; richiede anche una certa &#8220;sensibilità individuale&#8221;, oppure l&#8217;utilizzo di strumenti analitici che assicurano di rientrare perfettamente nell&#8217;ambito della &#8220;chetosi ideale&#8221;. È senza dubbio una strategia alquanto macchinosa e poco spontanea; potrebbe rimediare ad alcuni danni provocati dalle diete ricche di carboidrati (obesità, diabete mellito tipo 2, ipertrigliceridemia ecc). Ciononostante, è ancora oggi utilizzata.</p>
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