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	<title>yohimbina Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Quebraco bianco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2023 15:42:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaco]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi indolo]]></category>
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		<category><![CDATA[quebrachina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il quebracho bianco è un albero sempreverde della famiglia delle Apocynaceae che può crescere fino a 30 metri di altezza. ed un tronco che supera il m di diametro; sui rami penduli crescono le foglie opposte, tripartite, piccole e a lamina ellittica, apice acuto e margine intero. I fiori gialli sono piccoli e riuniti in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>quebracho bianco</strong> è un albero sempreverde della famiglia delle <em>Apocynaceae</em> che può crescere fino a 30 metri di altezza. ed un tronco che supera il m di diametro; sui rami penduli crescono le foglie opposte, tripartite, piccole e a lamina ellittica, apice acuto e margine intero. I fiori gialli sono piccoli e riuniti in cime ascellari. Il frutto è una cassula legnosa contenente un seme alato.</p>
<p>Il legno di questo quebracho, che vive nella regione sudamericana fra il sudest della Bolivia, il centro e il nord dell’Argentina, l’ovest del Paraguay e dell’Uruguay, è pesante e duro, di un giallo ocra uniforme fra alburno e durame. Sottoposto a una lenta essiccazione, e a trattamenti fungicidi, viene impiegato per ruote, manici di attrezzi, piccoli mobili, oggetti come scacchiere e sci. Il nome deriva dallo spagnolo <em>quiebra hacha</em>, che “<strong>spezza l&#8217;ascia</strong>”.</p>
<p>Ma è anche una pianta medicinale: già in uso presso gli Indios precolombiani in sudamerica, fu notato dai solerti Gesuiti che ne raccomandarono la corteccia come sostituta della china (<em>Cinchona spp</em>.), e la introdussero in Europa come febbrifugo nel XIX secolo</p>
<p>Non deve essere confuso con altre specie conosciute con il nome di quebracho, ma apparte-nenti al genere <em>Schinopsis</em>.</p>
<p>L&#8217;estratto che si ricava dalla corteccia dei rami e del tronco risulta ricco di <strong>tannini, alcaloidi indolo</strong> (<strong>aspidospermina, quebrachina</strong> e <strong>yohimbina</strong>) e zuccheri: per questo in medicina popolare viene considerato da tempi antichi un efficace <strong>afrodisiaco</strong> per il trattamento naturale del deficit erettile. Altre <strong>proprietà</strong> attribuite al quebracho bianco sono <strong>aromatizzanti, spasmolitiche e broncodilatatorie</strong>, il che renderebbe la pianta utile anche in caso di asma bronchiale, febbre, spasmi, dispnea ed enfisema polmonare.</p>
<p>Si ottiene una tintura gialla dalla corteccia.</p>
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		<title>Rauwolfia &#124; Rauvolfia Serpentina</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rauwolfia-rauvolfia-serpentina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 10:59:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[ajmalina]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[medicina Ayurvedica]]></category>
		<category><![CDATA[medicina tradizionale cinese]]></category>
		<category><![CDATA[raubasina]]></category>
		<category><![CDATA[Rauvolfia serpentina]]></category>
		<category><![CDATA[reserpina]]></category>
		<category><![CDATA[yohimbina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rauvolfia serpentina (L.) Benth. ex Kurz è una pianta angiosperma appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. È una delle 50 erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese. È un arbusto sempreverde alto circa un metro. Ha delle radici in forma di segmenti cilindrici, tortuosi e raggrinziti con striature longitudinali. Le foglie sono verticillinate, ovvero raggruppate, da tre &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rauvolfia serpentina (L.) </em>Benth. ex Kurz è una pianta angiosperma appartenente alla famiglia delle <em>Apocynaceae</em>. È una delle 50 erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese.</p>
<p>È un arbusto sempreverde alto circa un metro. Ha delle radici in forma di segmenti cilindrici, tortuosi e raggrinziti con striature longitudinali. Le foglie sono verticillinate, ovvero raggruppate, da tre a cinque; sono intere, oblunghe e acute. I fiori sono per lo più bianchi, ma in alcuni esemplari possono tendere al rosato molto leggero. Presentano un lungo tubo corollino pentalobato. Il frutto è una drupa doppia, di colore nero a maturità e di forma ovoidale. Al suo interno contiene solamente un seme.</p>
<p>L’origine della Rauwolfia è stata chiaramente identificata in India, dove per secoli è stata <strong>una delle principali piante usate dalla medicina ayurvedica</strong>. La sua diffusione spontanea, però, non è solamente limitata a questo paese, ma si estende anche in quelli limitrofi, come il Pakistan, Ceylon, Malesia e Thailandia.</p>
<p>Il nome <em>Rauwolfia</em> è stato introdotto dal monaco marsigliese Charles Plumier, per onorare Leonard Rauwolf, medico e botanico esploratore tedesco di Augsburg o Augusta, in Baviera, che aveva, come pseudomino accademico quello di Dasylycus, latinizzato ai vocaboli greci <em>dasus</em> = peloso irsuto, selvaggio (in tedesco rauh) e <em>lukos</em> = lupo (in tedesco wolf), cioè lupo peloso, parafrasi del suo cognome. Pare che per il carattere, l’aspetto peloso, il genere di vita, un po’ rude e selvaggio fosse realmente e perciò lo pseudonimo calzasse. Negli anni 1573 al 1575, visitò, in parte, l’Asia e, in parte, l’Africa, con lo scopo di studiare nel loro ambiente nativo le piante citate dai medici greci ed arabi. Linneo nel «Species Plantarum» registrò il genere stabilito dal Plumier per la <em>Rauwolfia tetraphylla</em> delle Antille. Linneo usò la grafia Rauvolfia col v. anziché col w.. E’ stata chiamata <em>serpentina</em> perchè ritenuta efficace contro il veleno dei serpenti; Ophioxylon, dal greco <em>ofis</em> = serpente e <em>xulon</em> = legno, cioè legno del serpente; trifoliatum e a, per i verticilli trimeri delle foglie.</p>
<p>L&#8217;estratto della pianta viene usato in India da millenni e anche il Mahatma Gandhi ne ha fatto uso durante la vita per le sue proprietà tranquillanti.</p>
<p>Il principale <strong>alcaloide</strong> contenuto nelle radici di <em>Rauvolfia serpentina</em> è la <strong>reserpina</strong>, alcaloide indolico <strong>con attività antipertensiva e antipsicotica</strong>, che determina uno svuotamento, a livello della terminazione nervosa simpatica, di tutte le riserve di noradrenalina, sia di quella vescicolare, sia di quella citoplasmatica, sia del deposito pregangliare. In conseguenza di ciò determina una potente inibizione del sistema nervoso simpatico: si ha <strong>riduzione della frequenza cardiaca, riduzione pressoria sistemica, oltre a un potente effetto sedativo</strong>. Infatti tutte le amine cerebrali vengono inattivate.</p>
<p>Altri alcaloidi contenuti nella pianta sono la <strong>raubasina </strong>e la <strong>yohimbina</strong>, aventi <strong>azione vasodilatatrice</strong>. Infine nella Rauvolfia è contenuto anche un altro principio attivo, l&#8217;<strong>ajmalina</strong>, che era impiegata in passato per la terapia di alcune aritmie cardiache (la sua struttura chimica e la sua azione è molto simile al quelle della chinidina, alcaloide utilizzato nel trattamento delle aritmie cardiache). Le proprietà calmanti sono legate alla presenza di ben 150 alcaloidi al suo interno, dei quali tuttavia solo una parte (quelli su citati) ha efficacia medicinale.</p>
<p>In farmacologia, attualmente, si usano solo le singole molecole estratte dalla radice: la reserpina come antipsicotico ed ipotensivo, e la ajmalina come antiaritmico.</p>
<p>La Rauwolfia è controindicata negli stati depressivi, anche leggeri, e ulcere gastriche; nelle persone che soffrono di ricorrenti bruciori di stomaco (dato che aumenta la produzione di acido gastrico), in caso di gravidanza e di allattamento.</p>
<p>Gli effetti indesiderati della Rauwolfia sono molti e importanti: sonnolenza, bradicardia, salivazione, nausea, ipersecrezione gastrica, disfunzioni endocrine di tipo sessuali. Può indurre stati depressivi molto gravi.</p>
<p>Trattandosi di un’erba tossica con molti effetti collaterali. l´uso nel settore degli integratori alimentari, e non solo, non è ammesso dal Ministero della Salute.</p>
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		<title>Yohimbe &#124; Corynanthe Yohimbe K. Schum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/yohimbe-corynanthe-yohimbe-k-schum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 09:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaco]]></category>
		<category><![CDATA[corinanteina]]></category>
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		<category><![CDATA[pseudo-yoimbina]]></category>
		<category><![CDATA[sildenafil]]></category>
		<category><![CDATA[tetraidroalstonina ajmalicina]]></category>
		<category><![CDATA[Yohimbe MAO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Johimbe o Yohimbe (Pausinystalia johimbe (K. Schum.) Pierre ex Beille, 1906) è un albero di altezza elevata della famiglia delle Rubiaceae, originario dell&#8217;Africa centro-occidentale (Congo, Camerun e Gabon). Ha foglie grandi, glabre, cuoiose e fiori grandi raccolti in infiorescenze ombrelliformi. Della pianta si usa la corteccia del fusto, che si presenta in pezzi appiattiti &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Johimbe</strong> o <em>Yohimbe</em> (<em>Pausinystalia johimbe</em> (K. Schum.) Pierre ex Beille, 1906) è un albero di altezza elevata della famiglia delle <em>Rubiaceae</em>, originario dell&#8217;Africa centro-occidentale (Congo, Camerun e Gabon). Ha foglie grandi, glabre, cuoiose e fiori grandi raccolti in infiorescenze ombrelliformi. Della pianta si usa la corteccia del fusto, che si presenta in pezzi appiattiti o arrotolati, e contiene la maggior parte del principio attivo, soprattutto <strong>alcaloidi indolici</strong> di cui il principale è la <strong>yohimbina</strong> accompagnata da sostanze di simile struttura ed attività (<strong>ioimbinina</strong>, <strong>ioimbenina</strong>).</p>
<p>Gli alcaloidi della corteccia del <em>Corynanthe Yohimbe</em> sono basi terziarie indoliche, distinguibili in due gruppi:</p>
<ol>
<li><strong>gruppo della yoimbina</strong> e dei suoi isomeri (<strong>corinantina, pseudo-yoimbina, allo-yoimbina, </strong><strong>a-yoimbina e </strong><strong>b-yoimbina</strong>);</li>
<li><strong>gruppo della corinanteina e della tetraidroalstonina</strong> (<strong>ajmalicina, corinanteina e diidrocorinanteina</strong>).</li>
</ol>
<p>La quantità percentuale di alcaloidi nelle cortecce commerciali oscilla entro limiti piuttosto ampi (dallo 0,5% fino al 6- 9,35 %). Per il titolo di yoimbina della corteccia dei fusti sono stati ottenuti valori compresi tra 0,36% e 3,4%.</p>
<p><strong>La yohimbina</strong> (presente anche in diverse specie di Rauwolfia<strong>) è tradizionalmente considerata afrodisiaca</strong> (capace di stimolare il desiderio e le performances sessuali) <strong>e</strong> <strong>stimolante</strong> (capace di potenziare le capacità fisiche o intellettuali, fino a produrre effetti psichedelici a dosi elevate). Nel mondo occidentale, la yohimbina è conosciuta soprattutto come sostanza utile per favorire le performances sportive, migliorare l&#8217;erezione e favorire il dimagrimento.</p>
<p><strong>La yohimbina è un inibitore selettivo dei recettori α2-adrenergici con un effetto ipertensivo e un inibitore delle MAO</strong> (enzimi implicati nel metabolismo delle catecolamine) e pertanto <strong>può amplificare in modo pericoloso l&#8217;effetto di bevande alcoliche, farmaci e droghe</strong>. Ha effetti stimolatori sui gangli sessuali del midollo sacrale e un effetto di vasodilatazione periferica simile a quello del sildenafil; è perciò capace di produrre una prolungata erezione. A dosi elevate determina effetti vagamente psichedelici. La yohimbina appare provvista di potere ipotensivo ed è comunque un vagolitico simile all&#8217;atropina, determinando anche per questo facili tachicardie, e con proprietà anestetiche locali simili a quelle della cocaina. Può determinare insonnia e tachicardia. Sostanialmente, la yoimbina ha scarse applicazioni terapeutiche.</p>
<p>La yohimbina causa ansia e psicosi nelle persone che soffrono di schizofrenia. Pertanto l’<strong>uso</strong> di yohimbe in questi pazienti è <strong>sconsigliato</strong>.</p>
<p>Lo yohimbe è un inibitore delle MAO (mono ammino ossidasi), quindi i cibi che contengono tiramina (formaggio, fegato, vino rosso ecc.) ed i decongestionanti nasali dovrebbero essere evitati quando la droga è usata. Così anche gli individui con ipotensione, diabete, schizofrenia, malattie renali o epatiche dovrebbero essere consapevoli dei possibili rischi associati alla somministrazione di yohimbe. La yohimbina può causare eccitazione nervosa, insonnia, ansia, ipertensione, tachicardia, broncospasmo, nausea e vomito.</p>
<p><strong>Questa pianta rientra nella lista del ministero della salute per l&#8217;impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari</strong>.</p>
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