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		<title>Fava di St. Ignazio &#124; Strychnos Ignatii Bergius</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 15:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Strychnos Ignatii è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle Loganiaceae, alta fino a 12-15 m. È originaria delle Isole Filippine, dove viene coltivata per scopi commerciali, ma la si può trovare anche in altri paesi del Sud-Est Asiatico come India, Indonesia e Vietnam. La corteccia di questa pianta è liscia di colore bruno-rossastro; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La<em> Strychnos Ignatii</em> è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle <em>Loganiaceae</em>, alta fino a 12-15 m. È originaria delle Isole Filippine, dove viene coltivata per scopi commerciali, ma la si può trovare anche in altri paesi del Sud-Est Asiatico come India, Indonesia e Vietnam. La corteccia di questa pianta è liscia di colore bruno-rossastro; i rami sono sottili e viticciosi; le foglie ovali e ampie fino a 25 cm.</p>
<p>I fiori sono piccoli di colore bianco-verdastro, raccolti in infiorescenze che appaiono da aprile a giugno; i frutti sono a bacca di colore giallo-arancio, ovoidali, larghi circa 10 cm, dal guscio duro, con polpa gelatinosa gialla e racchiudono molti semi (anche qualche decina).</p>
<p>Il seme della pianta fu introdotto in Europa nel 1698 dal gesuita Camelli, che le diede il nome di <strong>Ignatia</strong> o <strong>Fava di Sant’Ignazio</strong> in onore di S. Ignazio di Loyola (1491-1556, missionario basco), fondatore dell’Ordine religioso dei Gesuiti.</p>
<p>I semi del frutto di <em>Strychnos Ignatii</em> contengono alcuni <strong>alcaloidi tossici</strong>, sostanze organiche azotate di origine vegetale dotate di grande effetto farmacologico tra cui: <strong>alcaloidi come stricnina, brucina e vomicina; glicosidi iridoidi come la loganina; acido caffetannico</strong>; saccarosio; amido. La tossicità dell&#8217;Ignatia amara è imputabile al suo contenuto di alcaloidi, fra cui spiccano senza dubbio la stricnina e la brucina.</p>
<p>La <strong>stricnina</strong>: è un alcaloide molto tossico ed è una delle sostanze più amare conosciute. Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore; agisce sul sistema nervoso centrale come potente eccitante e su quello periferico ove causa il blocco di particolari terminazioni nervose. La dose mortale media per l’uomo è di 1 mg/kg. La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico. La stricnina è stata usata come pesticida per topi ed altri animali indesiderati;</p>
<p>La <strong>brucina</strong>: dal punto di vista farmacologico esplica un’azione analoga alla stricnina, anche se, pur rimanendo pericolosamente tossica, è meno attiva e meno amara della stricnina.</p>
<p>Tali alcaloidi agiscono come antagonisti competitivi della glicina, un particolare neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale e del midollo spinale. A causa di questo antagonismo, la glicina non è in grado di legarsi ai suoi recettori, pertanto, non riesce più ad esercitare la sua azione inibitoria. Ciò porta all&#8217;eccitazione del midollo spinale e alla comparsa di contrazioni muscolari prolungate ed estremamente dolorose. Tali contrazioni possono coinvolgere sia i muscoli flessori, sia i muscoli estensori, causando danni non indifferenti.</p>
<p>Altri sintomi associati all&#8217;avvelenamento di Ignatia amara sono: ansia; aumento eccessivo dei riflessi; difficoltà respiratorie; difficoltà a deglutire; trisma; opistotono; tachicardia; aumento della temperatura corporea. Nei casi di avvelenamento più gravi, può sopraggiungere la morte per paralisi cardiaca e/o per paralisi respiratoria.</p>
<p>Le sostanze stricnina e brucina <strong>agiscono direttamente sul sistema nervoso</strong>. In diluizione omeopatica hanno un effetto calmante e rilassante, favoriscono la stabilità emotiva e frenano le reazioni esagerate.</p>
<p>L’<strong>Ignatia Amara </strong>(Fava di Sant’Ignazio) è un <strong>rimedio omeopatico</strong> che si ottiene dalla tintura dei semi del frutto della pianta, prima essiccati e poi polverizzati e dalle successive diluizioni e dinamizzazioni in soluzione idroalcolica; <strong>si usa per combattere molte reazioni psico-somatiche </strong>riconducibili a cause quali dispiaceri, collera, paura, lutti, delusioni, insuccessi, ambizioni non realizzate, esami falliti, occasioni perdute.</p>
<p>Seppure si tratti di una sostanza molto amara e anche mortale, è considerata un <strong>rimedio omeopatico</strong> l’Ignatia amara sarebbe anche <strong>utile nel trattamento di disturbi come la depressione, l’instabilità emotiva, per la tendenza al pianto</strong> e, viene usata anche per la malinconia. Il rimedio, quindi, va ad agire maggiormente sul sistema nervoso con notevoli riflessi sugli organi e sugli apparati.</p>
<p>L’Ignatia Amata, viene generalmente usata per il <strong>trattamento di molteplici sintomi e disturbi del sistema nervoso</strong>, quindi, per ipersensibilità con umore mutevole, depressione, emotività, isterismo, nevrosi, ansia, fobie, nevrosi e insonnia.</p>
<p>Viene impiegata anche per il trattamento del <strong>mal di testa, cefalea ed emicrania</strong>, per dolori martellanti e vertigini. È un ottimo rimedio per gli spasmi muscolari del viso, per il mal di denti e per le occhiaie.</p>
<p>La Fava di Sant’Ignazio viene impiegata anche per curare <strong>disturbi relativi all’apparato digerente</strong>, come nausea, singhiozzo, aerofagia, coliche, diarrea, stipsi, emorroidi e vomito.</p>
<p>Questo rimedio omeopatico è molto utile anche per i <strong>disturbi dell’apparato locomotore</strong>, dunque, viene impiegato per sensazione di stanchezza, sia fisica che mentale, dolori ossei, pesantezza alle gambe e dei piedi, sciatica e crampi ai polpacci.</p>
<p>Per di più è un valido aiuto anche per le <strong>malattie dell’apparato cardiovascolare</strong> (palpitazioni, per dolori cardiaci, tachicardia e ipertensione) e <strong>dell’apparato respiratorio</strong> (tosse spasmodica e faringite). Molto utile per i problemi della pelle, come geloni, orticaria e prurito.</p>
<p>Ottimo alleato per l’apparato urinario, per l’apparato genitale femminile, regolando il ciclo mestruale, dolori nei rapporti sessuali, emicrania da ciclo e flusso abbondante.</p>
<p>Infine, la Fava di Sant’Ignazio è ottima anche per fastidi all’apparato genitale maschile, aiutando a ridurre il dolore ai testicoli, il prurito ai genitali e a favorire il desiderio sessuale.</p>
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