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	<title>vitamina P Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>vitamina P Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Vitamine e simil-vitamine del Gruppo B &#8211; generalità</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vitamine-e-simil-vitamine-del-gruppo-b-generalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 08:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Complesso B]]></category>
		<category><![CDATA[B1 (tiamina)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le vitamine del gruppo B sono un insieme eterogeneo di vitamine idrosolubili molto utili all&#8217;organismo umano perché aiutano a trasformare il cibo in energia intervenendo nel metabolismo cellulare, sia dei carboidrati (trasformazione di carboidrati complessi in glucosio), che dei lipidi e delle proteine regolano centinaia di reazioni metaboliche agendo come co-enzimi hanno un ruolo essenziale &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le vitamine del gruppo B sono un insieme eterogeneo di vitamine idrosolubili molto utili all&#8217;organismo umano perché</p>
<ul>
<li>aiutano a trasformare il cibo in energia intervenendo nel metabolismo cellulare, sia dei carboidrati (trasformazione di carboidrati complessi in glucosio), che dei lipidi e delle proteine</li>
<li>regolano centinaia di reazioni metaboliche agendo come co-enzimi</li>
<li>hanno un ruolo essenziale al normale funzionamento del sistema nervoso e al tono muscolare dell&#8217;area gastrointestinale</li>
<li>espletano azioni protettive su cute e capelli, bocca, occhi e fegato.</li>
</ul>
<p>Trattandosi di vitamine idrosolubili, esse non vengono accumulate nell’organismo in modo apprezzabile (ad eccezione della vitamina B12) e sono facilmente escrete attraverso l’urina; ciò rende necessaria una loro assunzione regolare con la dieta per evitare carenze.</p>
<p>La carenza di vitamine del gruppo B nell&#8217;organismo umano si manifesta con alcuni sintomi generali: i sintomi più evidenti sono secchezza o ruvidità della pelle e salute dei capelli, poiché la vitamina B è alla base del loro metabolismo energetico; mancanza d&#8217;appetito, stitichezza, insonnia e acne.</p>
<p>Il loro assorbimento è condizionato da alcuni fattori alimentari e psicologici: infatti è ridotto in presenza di stress o dall&#8217;eccessivo consumo di alcuni alimenti quali caffè, zucchero, alcolici, dall&#8217;utilizzo di alcuni medicinali quali sonniferi o pillole anticoncezionali o dai sulfamidici o in presenza di infezioni; invece l&#8217;assorbimento è favorito dalla presenza di altre vitamine, quali C ed E, nonché calcio e fosforo.</p>
<p><strong>Il gruppo delle vitamine B comprende</strong>:</p>
<ul>
<li><a href="/vitamina-b1-o-tiamina/"><strong>Vitamina B1</strong></a> (tiamina, aneurina, vitamina anti-beri-beri)</li>
<li><a href="/vitamina-b2-o-riboflavina-o-vitamina-g/"><strong>Vitamina B2</strong></a> (riboflavina, vitamina G)</li>
<li><a href="/vitamina-b3-o-niacina-o-acido-nicotinico-o-vitamina-pp-o-nicotinamide/"><strong>Vitamina B3 </strong></a>(niacina, acido nicotinico, vitamina PP)</li>
<li><a href="/vitamina-b5-o-acido-pantotenico-o-vitamina-w/"><strong>Vitamina B5</strong></a> (acido pantotenico)</li>
<li><a href="/vitamina-b6-o-piridossina-o-vitamina-y-o-adesina-o-anche-piridossamina-o-piridossale/"><strong>Vitamina B6</strong></a> (piridossina)</li>
<li><strong>vitamina B8</strong> (biotina)</li>
<li><strong>Vitamina B9</strong> (acido folico, più correttamente folati)</li>
<li><strong>Vitamina B12</strong> (cobalamina)</li>
</ul>
<p>Come si può notare, mancano alcuni numeri, in quanto alcune di esse non sono state ritenute possedere i requisiti necessari per essere considerate delle vere vitamine. Queste <strong>non propriamente vitamine </strong>dette anche<strong> “simil</strong>” <strong>vitamine</strong> o “<strong>false</strong>” <strong>vitamine</strong> comprendono:</p>
<ul>
<li><a href="/vitamina-b4-o-vitamina-j-o-adenina/"><strong>vitamina B4</strong></a> in riferimento alla colina;</li>
<li><a href="/vitamina-b7-o-inositolo/"><strong>vitamina B7</strong></a> (inositolo)</li>
<li><strong>vitamina B10</strong> in riferimento all’acido 4-aminobenzoico (PABA);</li>
<li><strong>vitamina B11</strong> in riferimento all’acido pteril-epta-glutammico;</li>
<li><strong>vitamina B13</strong> in riferimento all’acido orotico;</li>
<li><strong>vitamina F</strong> in riferimento agli acidi grassi essenziali acido linoleico e acido alfa-linolenico;</li>
<li><strong>vitamina P</strong> in riferimento ai flavonoidi in generale o ad alcuni specifici, come la quercetina o l’esperidina;</li>
<li><strong>vitamina J</strong> in riferimento alla colina.</li>
</ul>
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		<title>Foglie di olivo &#124; Olea europaea L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/foglie-di-olivo-olea-europaea-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 15:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido elenolico]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidante]]></category>
		<category><![CDATA[fitoalessine]]></category>
		<category><![CDATA[foglie di olivo]]></category>
		<category><![CDATA[idrossitirosolo]]></category>
		<category><![CDATA[oleuropeina]]></category>
		<category><![CDATA[ORAC]]></category>
		<category><![CDATA[polifenoli]]></category>
		<category><![CDATA[rutina]]></category>
		<category><![CDATA[tirosolo]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina P]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noto soprattutto per l’olio che si estrae dai suoi frutti, l’ulivo racchiude nelle sue foglie un tesoro altrettanto prezioso. L’uso delle foglie di olivo (Olea europea L.) a scopo medicinale è noto sin dai tempi antichi. Le foglie sono ricche di sostanze bioattive che esercitano effetti antinfiammatori, antiossidanti, insulino-sensibilizzanti e antipertensivi. In particolare, l’estratto di &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noto soprattutto per l’olio che si estrae dai suoi frutti, l’ulivo racchiude nelle sue foglie un tesoro altrettanto prezioso.</p>
<p>L’uso delle <strong>foglie di olivo</strong> (<em>Olea europea</em> L.) a scopo medicinale è noto sin dai tempi antichi. Le foglie sono ricche di sostanze bioattive che esercitano <strong>effetti antinfiammatori, antiossidanti, insulino-sensibilizzanti e antipertensivi</strong>.</p>
<p>In particolare, l’estratto di foglie di olivo è caratterizzato da un alto contenuto di <strong>polifenoli</strong>, che sono micronutrienti antiossidanti presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale 2. La foglia di olivo (con la sua oleuropeina associata all’idrossitirosolo) è un potente antiossidante naturale.</p>
<p>I composti fenolici di maggiore importanza presenti nelle foglie di ulivo sono:</p>
<ul>
<li><strong>oleuropeina: è il principale polifenolo</strong> presente nelle foglie e nei frutti dell&#8217;olivo e responsabile del sapore amaro delle olive e delle foglie di olivo; la sua <strong>azione antiossidante</strong> è superiore a quella delle vitamina C e della Vitamina E.. Essa, come tutte le <strong>fitoalessine</strong>, possiede <strong>attività antimicrobica, fungicida e insetticida</strong>, fungendo da difesa contro infezioni e infestazioni. Alla oleuropeina vengono attribuite numerose proprietà, tra cui:
<ul>
<li>antiossidanti: le foglie di ulivo contengono anche molti fenoli, antiossidanti che neutralizzano l’azione dei radicali liberi;</li>
<li>antinfiammatorie e di sostegno al sistema immunitario: i fitochimici presenti nelle foglie d’olivo interagiscono per accelerare l’attività della vitamina C, che può svolgere meglio il suo compito e rafforzare i meccanismi di difesa dell’organismo;</li>
<li>antimicrobiche: l’oleuropeina e altri composti trovati nelle foglie di olivo sono particolarmente efficaci nella lotta contro vari microrganismi, come batteri e virus;</li>
<li>antitumorali: i principi attivi presenti nelle foglie di olivo possono inibire la proliferazione delle cellule tumorali, nei casi di cancro al seno in pazienti di sesso femminile, e delle cellule di melanoma in esperimenti effettuati sui topi;</li>
<li>preventive dell’osteoporosi: l’oleuropeina ha la capacità di stimolare la produzione delle cellule ossee (osteoblasti), impedendo così la perdita di densità ossea e aiutando a combattere l’osteoporosi;</li>
<li>anti-ipertensive: l’oleuropeina è in grado di rilassare i vasi sanguigni, abbassare la pressione sanguigna e prevenire la formazione di coaguli di sangue. Inoltre, l’estratto di foglie di olivo contribuisce a migliorare il flusso di sangue nelle arterie e di controllare i livelli di zucchero nel sangue;</li>
<li>neuroprotettive: avendo la capacità di accumularsi nel cervello, eserciterebbe un effetto protettivo contro lo stress ossidativo;</li>
<li>contribuirebbe a mantenere sotto controllo i valori di colesterolo aumentando i livelli di colesterolo buono (HDL).</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>idrossitirosolo </strong>è il polifenolo delle foglie di olivo più <strong>efficace nella neutralizzazione dei radicali liberi</strong>, seguito dall’oleuropeina e dal tirosolo. L&#8217;idrossitirosolo (1-(2-idrossi)etil-3,4-diidrossibenzene) è classificato come composto fitochimico esprimente <strong>fortissime proprietà antiossidanti</strong>. L&#8217;indice ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity, ovvero la capacità di assorbimento dell&#8217;ossigeno radicalico) per l&#8217;idrossitirosolo è pari a 40,000 µmolTE/g, circa dieci volte maggiore rispetto al tè verde e almeno due volte rispetto al CoQ10. è capace di attivare la formazione del glutatione, un forte agente antiossidante prodotto dalle stesse cellule del nostro organismo.</li>
</ul>
<p>L&#8217;EFSA (l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha approvato l&#8217;uso dell&#8217;idrossitirosolo/polifenoli da olivo come <strong>sostanze in grado proteggere i lipidi presenti nel sangue dagli effetti nocivi dello stress ossidativo</strong>. L’Efsa precisa che questa indicazione può essere autorizzata solo per gli oli di oliva che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio oleuropeina e tirosolo) ogni 20 g di olio di oliva. L&#8217;Efsa sottolinea inoltre che l&#8217;effetto benefico antiossidante si ottiene con l&#8217;assunzione giornaliera di 20 g di olio di oliva. L&#8217;idrossitirosolo è un inibitore della monoamminoossidasi B; nel cervello, è metabolizzato ad alcol omovanillico per azione dell&#8217;enzima catecolo O-metiltransferasi. L&#8217;idrossitirosolo è anche un metabolita del neurotrasmettitore dopamina; è in grado di contrastare l&#8217;effetto dell&#8217;invecchiamento sulla neurogenesi.</p>
<p>L’<strong>idrossitirosolo</strong>, considerato il secondo antiossidante più potente (dopo l’acido gallico), si ottiene da un composto, l’<strong>oleuropeina</strong>, attraverso una reazione chimica prodotta dall’acqua (idrolisi), ed è presente nell’olio d’oliva e nelle olive da tavola in concentrazioni variabili a seconda di diversi fattori tra cui la latitudine e l’altitudine del raccolto, la varietà di olive e la lavorazione. È naturalmente presente nell’organismo, di facile assorbimento (raggiunge il circolo sanguigno in 15 o 20 minuti) e non presenta problemi di accumulo o tossicità (viene eliminato attraverso i reni o il sistema digestivo circa 6-8 ore dopo il suo assorbimento).<br />
Nel 2012, l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha riconosciuto il ruolo dell’idrossitirosolo nella protezione contro il meccanismo di ossidazione del colesterolo LDL da parte dei radicali liberi. Inoltre, il Ministero della Salute ha incluso l’idrossitirosolo e i polifenoli contenuti nell’olio d’oliva nell’elenco delle sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico.</p>
<ul>
<li><strong>tirosolo </strong>è una molecola di origine fenolica derivante dall’alcol 2-feniletilico presente nell’olio di oliva ma in alte concentrazioni soprattutto nelle foglie dell’ulivo (e nel vino rosso). Non sembra così potente come altri antiossidanti presenti nell&#8217;olio d&#8217;oliva, la sua maggiore concentrazione e buona biodisponibilità indicano che può avere un importante effetto complessivo. Avrebbe tuttavia un’azione regolatrice sul peso corporeo, con un effetto dimagrante in caso di sovrappeso e obesità, grazie alla stimolazione di enzimi cellulari che accelerano la mobilizzazione dei grassi dai tessuti di deposito, trasformandoli in lipidi di facile eliminazione, con produzione di energia e riducendo il desiderio compulsivo di cibo. Migliora le attività metaboliche degli organi principali (fegato, muscoli, cuore), sostiene le funzioni mentali, svolgendo un’azione antistress e antidepressiva. Riduce l’affaticamento intellettivo, produce un miglioramento della memoria, dell’attenzione, della concentrazione e delle prestazioni intellettuali in generale.</li>
<li><strong>acido elenolico</strong>: è un derivato dell&#8217;idrolisi dell&#8217;oleuropeina, un glucoside dal sapore amaro presente in tutta la pianta dell&#8217;olivo compresi i frutti (olive) ma concentrato soprattutto nelle foglie; è ritenuto un antiossidante che migliora la circolazione del sangue.</li>
<li><strong>rutina</strong> o vitamina P: svolge una forte azione antiossidante che aiuta a combattere patologie infettive dalle più semplici alle infezioni virali più importanti. Ha un notevole effetto benefico sulla microcircolazione (protegge dalla rottura dei capillari), rende il sangue più fluido inibendo gli effetti dannosi dell’obesità, del colesterolo e della glicemia elevata. Agisce inoltre sulla circolazione linfatica degli arti inferiori prevenendone il ristagno di liquidi. Ha inoltre proprietà antistaminica.</li>
</ul>
<p>L’albero dell’olivo ha sempre accompagnato la storia dell’uomo, e sono noti i molteplici utilizzi di questa pianta, di cui non veniva buttata via nessuna parte; con le frasche e le potature si riscaldavano gli ambienti, con i noccioli delle olive venivano fatti materassi e cuscini – tra l’altro di recente prodotti da molte aziende e che apportano benefici alla cervicale – e infine, con la parte residua dell’olio d’oliva, venivano alimentate le lampade.</p>
<p>I contadini di un tempo avevano l’abitudine di masticare alcune foglie d’olivo, ritenendole (giustamente) una protezione dai malanni (ad es., per abbassare la febbre e preparavano decotti antimicrobici) e che donava energia per affrontare il duro lavoro nei campi.</p>
<p>Oggi come allora, le foglie d’olivo, se assunte con regolarità, possono offrire molteplici benefici. Per fortuna, esistono diversi prodotti realizzati per poter apportare tutti i benefici delle foglie d’olivo all’organismo in maniera assolutamente bilanciata e naturale.</p>
<p><strong>Avvertenze</strong>:</p>
<ul>
<li>Per via delle sue proprietà ipotensive ed antiaggreganti, gli estratti ottenuti dalle foglie di olivo possono potenziare l’effetto farmacologico degli antipertensivi.</li>
<li>Un possibile effetto additivo può essere riscontrato anche nei pazienti sottoposti all’assunzione concomitante di farmaci antidiabetici ed estratti di foglie di olivo.</li>
</ul>
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		<title>Rosa Canina</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rosa-canina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2022 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acheni]]></category>
		<category><![CDATA[acido malico e citrico]]></category>
		<category><![CDATA[acido nicotinico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa canina L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosaceae. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata rosa di macchia, oppure rosa selvatica. È l&#8217;antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute. La &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Rosa canina</em></strong> L., 1753 è una pianta appartenente alla famiglia delle <em>Rosaceae</em>. È la specie di rosa spontanea più comune in Italia, e molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi. Talvolta viene chiamata <strong>rosa di macchia</strong>, oppure <strong>rosa selvatica</strong>. È l&#8217;antenata delle rose coltivate, quella di partenza per le varietà oggi conosciute.</p>
<p>La rosa canina è un arbusto spinoso tipico della zona mediterranea, una specie selvatica che si trova spesso lungo le siepi, al margine di boschi, nelle boscaglie degradate e, in qualità di arbusto pioniero, nei prati, pascoli, campi e vigneti abbandonati, su cumuli di sassi, su suoli abbastanza profondi, limosi, moderatamente aridi, dal piano sino a 1.900 m s.l.m.</p>
<p>Il nome “canina” si deve a Plinio il Vecchio, il quale affermava che un soldato romano fosse guarito dalla rabbia, contratta dopo essere stato morso da un cane rabbioso, grazie a un decotto di radici di questa pianta, a cui sono ascritte proprietà antirabbiose secondo la tradizione popolare, non confermate però dal punto di vista scientifico.</p>
<p>L’arbusto della rosa canina presenta fusti fini, legnosi e ricchi di spine, esso può raggiungere come massimo i 3-4 metri di altezza, ha foglie ellittiche e dentate e fiori che sfumano dal bianco al rosa. Questi ultimi, delicatamente profumati, fioriscono tra maggio e luglio, possono essere singoli o raggruppati a tre e sono molto amati dalle api bottinatrici. In ottobre-novembre invece, al posto dei fiori, si formano delle <strong>bacche rosse</strong>, detti <strong>cinorrodi</strong>, che non sono i frutti veri e propri, ma dei <strong>falsi frutti </strong>piriformi, carnosi e glabri, solitamente portati da peduncoli lunghi 10÷20 mm, di colore rosso vivo a maturità, nati dall’ingrossamento del ricettacolo (parte apicale del peduncolo fiorale). All’interno dei cinorrodi sono presenti i veri frutti, gli <strong>acheni</strong>, duri ricoperti di corti peli rigidi, contenenti ognuno un seme.</p>
<p>La parte della rosa canina che interessa dal punto di vista erboristico è proprio la bacca (il falso frutto) riconosciuto scientificamente come enorme <strong>fonte di vitamina C</strong>: se le bacche vengono raccolte nel loro preciso periodo balsamico (nel pieno della loro maturazione) <strong>possono contenere vitamina C fino a 50 volte ed oltre in più rispetto alle arance e ai limoni </strong>(100 grammi di bacche contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 chilo degli agrumi tradizionali). Oltre a questa preziosa vitamina, ritroviamo anche <strong>tannini, acido nicotinico, carotenoidi, vitamina C e P, riboflavina, acido malico e citrico, flavonoidi</strong> (bioflavonoidi: fitoestrogeni), <strong>pectine e carboidrati</strong>. Grazie a questo pool di principi attivi, la rosa canina vanta diverse <strong>proprietà: antiossidante, immunostimolante, decongestionante nasale, lenitiva</strong> per tosse e mal di gola, <strong>astringente intestinale, cicatrizzante e tonica sulla pelle</strong>.</p>
<p>La monaca benedettina Santa Ildegarda di Bingen, importante erborista del XII secolo, raccomandava gli infusi di cinorrodi di rosa canina nelle fasi iniziali delle influenze, proprio per diminuire i sintomi associati a raffreddore, tosse e mal di gola. Per l’azione lenitiva sulle mucose, la rosa canina è consigliata in abbinamento all’elicriso per le riniti allergiche da polline ed è anche ideale per contrastare diarrea e vomito grazie all’azione astringente dei tannini. Grazie poi all’elevata presenza di vitamina C, la rosa canina è un <strong>immunostimolante</strong> fatto e finito poiché attivante dei linfociti e un ottimo <strong>vitaminizzante</strong> (contiene caroteni, quindi vitamina A) da utilizzare nei cambi di stagione e nei periodi di particolare stress.</p>
<p>Oltre ad un decotto di cinorrodi, questa pianta può essere assunta in maniera più concentrata in tintura madre idroalcolica ed è indicata anche per i bambini per cui esistono in commercio derivati in glicerina o in fruttosio.</p>
<p>Per la presenza di tannini, la rosa canina rappresenta un buon rimedio naturale <strong>contro la diarrea</strong>; inoltre, è consigliata in caso di debilitazione ed infiammazioni. La droga è considerata anche un discreto vaso-protettore.</p>
<p>Le tisane, i decotti e gli infusi ottenuti con foglie, fiori o radici di rosa canina sono consigliati in caso di <strong>raffreddore ed infezioni</strong>, oltre ad essere un blando decongestionante e tonificante; alla rosa canina sono altresì ascritte proprietà immunostimolanti ed antiallergiche.</p>
<p>La rosa canina è un buon <strong>diuretico</strong>: stimolando l&#8217;eliminazione delle tossine tramite l&#8217;urina, la droga è utile per contrastare infiammazioni a carico di vescica o reni.</p>
<p>La rosa canina è un <strong>eccellente tonico</strong> per fronteggiare l&#8217;esaurimento e la stanchezza; aiuta a sconfiggere lo stress; stimola l’eliminazione delle tossine (soprattutto gli acidi urici, che provocano gotta e reumatismi) attraverso la diuresi. La rosa canina ha la capacità di favorire l&#8217;assorbimento di calcio e del ferro nell&#8217;intestino, equilibrando il livello di colesterolo e contribuendo alla produzione di emoglobina; inoltre rende attiva la vitamina B9 (acido folico) dal leggero effetto antistaminico.</p>
<p>Ad <strong>uso cosmetico</strong> l’estratto di rosa canina è ampiamente adoperata per la formulazione di acque profumate, <strong>creme anti-aging, </strong><strong>stimolanti la produzione di collagene</strong> (quindi per contrastare le rughe), pomate lenitive contro gli eritemi solari, maschere per il viso ad azione tonificante, ma anche per la sua azione cicatrizzante e astringente contro le macchie e i segni delle cicatrici. L’olio di spremitura dei cinorrodi di rosa canina ha una preziosissima azione rigenerante cellulare, molto simile all’olio di rosa mosqueta, tanto amato dalle donne. Per l’<strong>azione astringente</strong>, la rosa canina la si può anche trovare nei tonici viso per ridurre la dilatazione dei pori e asciugare le pelli particolarmente sebacee.</p>
<p>Infine, <strong>i cinorrodi sono commestibili</strong>, meglio raccoglierli dopo le prime gelate quando sono belli polposi, quindi anche più dolci; <strong>si possono mangiare così come sono, in macedonie, frullati, centrifugati</strong>, oppure utilizzarli per preparare <strong>marmellate e sciroppi</strong>. Il gusto è particolare perché acidulo, dovuto proprio dall’alta percentuale di vitamina C. I petali della rosa canina vengono invece utilizzati per aromatizzare delicatamente il miele.</p>
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