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	<title>vermouth Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Imperatoria &#124; Peucedanum ostruthium (L.) Koch.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/imperatoria-peucedanum-ostruthium-l-koch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 11:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;imperatoria (Peucedanum ostruthium (L.) W.D.J.Koch, 1824) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Apiaceae, originaria dell&#8217;Europa centrale e meridionale. Ha un grosso rizoma sotterraneo e un fusto, semplice o ramificato solo in alto, striato esternamente e cavo all&#8217;interno. Le foglie sono, per la maggior parte, divise in tre foglioline a loro volta intere &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>imperatoria</strong> (Peucedanum ostruthium (L.) W.D.J.Koch, 1824) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle <em>Apiaceae</em>, originaria dell&#8217;Europa centrale e meridionale. Ha un grosso rizoma sotterraneo e un fusto, semplice o ramificato solo in alto, striato esternamente e cavo all&#8217;interno. Le foglie sono, per la maggior parte, divise in tre foglioline a loro volta intere o divise in due-tre lobi o in altre tre foglioline; le altre foglie sono più o meno intere o appena sinuate; le foglioline sono ovali-oblunghe, hanno il margine seghettato, la pagina superiore è verde e lucida, quella inferiore è verde chiara e ruvida lungo le nervature. Nelle foglie inferiori il picciolo è molto lungo, in quelle del fusto è sempre più piccolo e trasformato in una grossa guaina che abbraccia il fusto. I fiori, bianchi o rosati, sono riuniti in ombrelle composte da 20-40 ombrellette con una decina di fiori ciascuna; il calice manca, i cinque petali sono ovali con un lungo apice ripiegato verso il centro; gli stami sono inseriti alterni fra i petali. Il frutto è formato da due acheni ovali con una superficie piatta e l&#8217;altra convessa; la superficie esterna è percorsa in senso verticale da tre coste non molto sporgenti, mentre il margine ha una costa espansa fino a formare una larga ala liscia che circonda l&#8217;achenio, tranne ai due poli.</p>
<p>La pianta cresce nella regione montana e subalpina fino alla Toscana come limite meridionale; si trova nei luoghi erbosi umidi e nei boschi radi.</p>
<p>Il nome generico deriva forse dal fatto che il rizoma veniva considerato come il re delle piante medicinali; il nome specifico è di etimologia incerta: potrebbe essere una corruzione medievale di Astrantia, oppure derivare dal greco “strouteios” (di struzzo, di passero), per la forma dei petali (o delle foglie) vagamente piumosi come le penne degli uccelli.</p>
<p><strong>La droga si prepara dal rizoma</strong> che si raccoglie in primavera o in autunno, si essicca al sole e si conserva in recipienti di vetro o porcellana.</p>
<p>Contiene i seguenti <strong>principi attivi</strong>: <strong>olio essenziale, terpeni, fellandrene, limonene, pinene, e eteri di acido isobutirrico, acido isovalerianico, acido formico, acido acetico e acido palmitico</strong> simile a quello dell&#8217;angelica con sapore amaro ed aromatico. Inoltre contiene molti <strong>lattoni come ossipeucedamina, ostrutina, ostrolo, ostruttolo, imperatonina, isoimperatorina</strong>. Infine <strong>sostanze tanniniche, mucillagginose, gomme, olio grasso</strong>.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite <strong>proprietà: amaricanti, antinfiammatorie, aperitive, aromatizzanti, digestive, espettoranti, sudorifere,</strong></p>
<p>L&#8217;Imperatoria è una pianta molto diffusa che ha un impiego vasto e apprezzato nel <strong>settore liquoristico</strong> (<strong>vermouth, liquori d&#8217;erbe, aperitivi, digestivi</strong>, ecc.), come il <strong>Chartreuse </strong>e <strong>Benedictine</strong>.</p>
<p>Le proprietà dell&#8217;Imperatoria, tuttavia, non sono solo aromatizzanti e amaricanti, ma sono anche e soprattutto <strong>stimolanti delle funzioni gastriche</strong>: risvegliano l&#8217;appetito, facilitano la digestione, eliminano i gas intestinali, attenuano gli spasmi dell&#8217;apparato digerente. Essa è utile anche come sudorifero in caso di raffreddore e influenza e come espettorante in caso di affezioni bronchiali conseguenti a colpi di freddo.</p>
<p>La tradizione popolare suggerisce di masticare un pezzetto di rizoma per calmare mali di denti e di testa. Nel periodo natalizio la pianta viene bruciata per scacciare le energie negative. Si dice che portare con sé una parte di questa pianta migliori le prestazioni fisiche e mentali.</p>
<p><strong>Curiosità</strong>: Conosciuta anche come &#8220;<strong>erba rena</strong>&#8220;, l&#8217;imperatoria vera è una pianta officinale nativa che cresce nelle regioni montane delle Alpi, dove è molto apprezzata e viene usata come rimedio per il trattamento di diversi disturbi. Già nel XII secolo Santa Ildegarda di Bingen raccomandava il consumo di un vino alla radice di imperatoria per il trattamento delle infezioni febbrili, per via del suo effetto antibatterico ed espettorante. L&#8217;erba può essere utilizzata anche per la preparazione di tè.</p>
<p>Gli abitanti delle regioni montane delle Alpi sostenevano che le ferite potessero essere guarite applicandovi sopra una foglia di imperatoria. Quando si raccoglie bisogna fare molta attenzione, perché come meccanismo di difesa la pianta produce <strong>furanocumarine</strong>, che possono irritare la pelle.</p>
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		<title>Assenzio aromatico &#124; Artemisia arborescens</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 15:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alfa e beta pinene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;assenzio aromatico (Artemisia arborescens, L., 1763 è una pianta sempreverde arbustiva perenne, di odore aromatico, della famiglia delle Asteraceae.   Si trova nelle regioni mediterranee dove si sviluppa in arbusti alti anche più di un metro. Cresce su terreni aridi e incolti, sulle rocce presso il mare, rupi calcaree, bordi stradali, tufi, garighe, da 0 &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;<strong>assenzio aromatico </strong>(Artemisia arborescens, L., 1763 è una pianta sempreverde arbustiva perenne, di odore aromatico, della famiglia delle Asteraceae.  </em></p>
<p><em>Si trova nelle regioni mediterranee dove si sviluppa in arbusti alti anche più di un metro. Cresce su terreni aridi e incolti, sulle rocce presso il mare, rupi calcaree, bordi stradali, tufi, garighe, da 0 a 1000 m s.l.m.</em></p>
<p><em>È una pianta alta 50-150 (200) cm, a portamento cespuglioso, con fusti eretti, bianco-tomentosi, molto ramificati, lignificati alla base. Le foglie (3-5 cm) alterne, bianco-sericee, tripennatosette, lungamente picciolate, con segmenti lineari, ottusi all’apice, larghi 1-2 mm; foglie superiori minori e sessili, bipennatosette. I capolini globosi, emisferici (5-6 mm di Ø), peduncolati, penduli prima della fioritura, disposti in densa pannocchia fogliosa un po’ unilaterale; squame dell’involucro lineari, sericee e scariose ai margini. I fiori sono tubulosi, di 2 mm, di color giallo brillante, successivamente brunastri, i periferici femminili, quelli del disco ermafroditi; ricettacolo peloso. Il frutto è una cipsela (achenio) cuneiforme, cosparsa di ghiandole gialle.</em></p>
<p><em>Se le foglie sono strofinate, emettono un forte profumo aromatico. Questa pianta è coltivata per l&#8217;aspetto del suo fogliame e per le sue proprietà aromatiche. </em></p>
<p><em>Il nome del genere è dedicato ad Artemisia, dea greca della natura, protettrice delle piante medicinali o alla regina Artemisia, moglie di Mausolo, re di Caria. L’epiteto specifico dal latino “arborescens” (“arbor”, albero), cioè che diviene albero, arbusto.</em></p>
<p><em>Come tutte le specie del genere Artemisia <strong>è ricca in oli essenziali</strong>, utilizzati sia in cucina, per la preparazione di liquori, che nella medicina tradizionale. Contiene però anche il <strong>tujone</strong>, un composto dalla nota neurotossicità. </em></p>
<p>Come tante altre specie del genere Artemisia, ha un odore fragrante di “<strong>vermouth</strong>” e contiene principi attivi ed <strong>oli essenziali</strong> (tra cui <strong>camazulene </strong>e <strong>monoterpenoni</strong>) che hanno <strong>proprietà anti-infiammatorie, emmenagoghe, aperitive e digestive, antistaminiche, antielmintiche, antivirali e antimicrobiche</strong>. <strong>Viene utilizzata anche in profumeria e come repellente per tarme e topi.</strong></p>
<p><strong>I fiori dell’artemisia sono molto usati per produrre creme, pomate e altri prodotti cosmetici ed erboristici; le foglie, invece, sono commestibili</strong>.</p>
<p>L’<em>arborescens</em> non va mai confusa con l’<em>artemisia absinthium</em>, varietà facente parte sempre delle asteraceae con la quale si producono, oltre a prodotti erboristici, liquori come l’assenzio o il vermut.</p>
<p><strong>Le radici della pianta hanno azione sedativa</strong>, in grado di rilassare il sistema nervoso, perciò sono indicate in caso di sovraccitazione e stanchezza generale.</p>
<p><strong>Le sommità fiorite dell’artemisia contengono olii essenziali</strong> (<strong>linaiolo, cineolo, beta tujone, alfa e beta pinene, borneolo, neroli, mircene), lattoni sesquiterpenici (vulgarina) e flavonoidi</strong>, che conferiscono alla pianta <strong>azione antispasmodica</strong> (attenua gli spasmi muscolari in caso di dolori mestruali e dismenorrea) e <strong>azione emmenagoga</strong> (regola il flusso mestruale in caso di amenorrea e irregolarità del ciclo mestruale).</p>
<p>La presenza nel fitocomplesso degli olii essenziali oltre a renderla un efficace <strong>rimedio antisettico ed espettorante</strong> in caso di tosse, viene impiegata anche contro <strong>parassitosi intestinali</strong>, mentre per l’<strong>azione eupeptica </strong>è utilizzata nella digestione difficile, soprattutto nella formulazione di liquori naturali. Pare che alcuni ramoscelli di Artemisia messi in cantina scaccino le bratte.</p>
<p><strong>L’uso dell’artemisia come pianta medicinale</strong> è molto efficace e diffuso. Le maggiori <strong>proprietà</strong> sono quelle <strong>antipiretiche, vermifughe, toniche, stimolanti, antielmintiche, antipiretiche</strong>. Inoltre l’artemisia era adoperata già in antichità per provocare le mestruazioni o indurre il parto grazie alle sue proprietà emmenagoghe.</p>
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		<title>Centaura Minore &#124; Centaurium Erythraea</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/centaura-minore-centaurium-erythraea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 06:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi piridinici e actidinici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Centaurea minore (Centaurium erythraea Rafn., 1800) è una pianta erbacea, annuale o biennale, appartenente alla famiglia delle Gentianaceae; alta 10-30 cm, comune al margine dei boschi di tutta Europa ed in Africa settentrionale, ma sempre in quantità assai limitate; è comune in tutto il territorio italiano. Nel linguaggio comune viene spesso indicata come Centaurea &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Centaurea minore</strong> (<em>Centaurium erythraea</em> Rafn., 1800) è una pianta erbacea, annuale o biennale, appartenente alla famiglia delle <em>Gentianaceae</em>; alta 10-30 cm, comune al margine dei boschi di tutta Europa ed in Africa settentrionale, ma sempre in quantità assai limitate; è comune in tutto il territorio italiano.</p>
<p>Nel linguaggio comune viene spesso indicata come Centaurea minore anche una pianta della famiglia delle <em>Asteraceae</em>, la <em>Centaurea centaurium</em>, a corolle rosee, molto comune nei prati e nei fossi.</p>
<p>Pianta conosciuta come <strong>erba china</strong>, per le proprietà febbrifughe, viene detta anche “<strong>scacciafebbre</strong>” e in alcune tradizioni, a causa del suo gusto molto amaro, è chiamata “<strong>fiele della terra</strong>“.</p>
<p>Il nome le deriverebbe dal greco <em>eritros</em> = rosso per il colore dei fiori e <em>centaurium</em> dal centauro Chirone, famoso conoscitore di erbe, il quale l’avrebbe utilizzata per primo per medicarsi una ferita al piede procuratagli da Ercole.</p>
<p>La <em>Centaurium erythraea</em> Rafn. (conosciuta anche come <em>Erythraea centaurium</em> Pers.), è una pianta i cui rami sono sottili e tetragoni; le foglie, raggruppate in rosette basali, sono sessili ed ovali, opposte e più piccole le caulinari; i fiori sono piccoli dal colore rosa tenue disposti in infiorescenze cimose; il frutto è una capsula deiscente con due valve.</p>
<p>Della pianta vengono utilizzate le sommità fiorite, contenenti <strong>glucosidi amari secoiridoidi </strong>(<strong>centapicrina, genziopicrina, svertiamarine, sweroside, gentiopicroside,</strong><strong> eritricina</strong>); <strong>flavonoidi; triterpeni; steroli; tracce di alcaloidi piridinici e actidinici</strong>. La composizione della frazione dei secoiridoidi varia nei diversi organi della pianta: quelli derivati dalla <strong>centapicrina</strong>, seppure in piccole quantità, dominano nei fiori, per cui la percentuale dei fiori contenuta nella droga ne determina in modo incisivo il grado di amarezza. L’azione antipiretica potrebbe essere spiegata dalla presenza di acidi organici e dai derivati fenolici.</p>
<p>È utilizzata in fitoterapia la pianta essiccata, intera e fiorita. La tradizione popolare vuole che la centaurea abbia <strong>proprietà cicatrizzanti; </strong>viene utilizzata per <strong>stimolare l&#8217;appetito e</strong> <strong>riattivare la secrezione e la motilità del sistema digerente</strong>, ovvero in tutti i disturbi dello stomaco, legati ad atonia gastrointestinale, digestione difficile, inappetenza, dispepsia dolorosa con meteorismo e insufficienza epatica.</p>
<p>Sono attribuite alla centaurea proprietà amare, aperitive, antelmintiche, antiflogistiche, antipruriginose, antiputridative, antiscorbutiche, carminative, colagoghe, emocatartiche, ipoglicemizzanti, stimolanti, toniche. Ne viene preparato un <strong>estratto</strong> che entra nelle composizioni di tinture, pozioni stomachiche, sciroppi e un vino aperitivo. Date le sue proprietà amare trova ampio impiego nella <strong>composizione di liquori (</strong>vermouth ed amari)<strong> e tisane digestive</strong>.</p>
<p>I principi amari contenuti nella pianta, come la <strong>genziopicrina</strong>, sono dotati anche di notevoli proprietà antifebbrili.</p>
<p>L&#8217;utilizzo della centaurea è controindicato in caso di <strong>ipersensibilità</strong> accertata verso uno o più componenti, in pazienti affetti da ulcere gastrointestinali, da <strong>ipercloridria</strong>, iperacidità e/o da gastriti, in gravidanza e durante l&#8217;allattamento.</p>
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		<title>Camedrio &#124; Teucrium Chamaedrys</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/camedrio-teucrium-chamaedrys/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 14:42:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[aperitivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il camedrio comune (nome scientifico Teucrium chamaedrys L., 1753) è una piccola pianta arbustiva, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Il nome del genere (Teucrium) deriva da Teucro, mitico re di Il camedrio comune (nome scientifico Teucrium chamaedrys L., 1753) è una piccola pianta arbustiva, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Troia figlio di Scamandro e della &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>camedrio comune</strong> (nome scientifico <em>Teucrium chamaedrys</em> L., 1753) è una piccola pianta arbustiva, appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>.</p>
<p>Il nome del genere (<em>Teucrium</em>) deriva da <strong>Teucro</strong>, mitico re di Il <strong>camedrio comune</strong> (nome scientifico <em>Teucrium chamaedrys</em> L., 1753) è una piccola pianta arbustiva, appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>.</p>
<p>Troia figlio di Scamandro e della Ninfa Idea, che secondo <strong>Plinio</strong> per primo sperimentò le proprietà medicinali di alcuni vegetali (tra cui alcune piante del genere di questa voce). <strong>Dioscoride </strong>denominò queste piante dal greco “<em>Teukrion</em>”, ma è Linneo che riprese tale nome cambiandolo nel latino “<em>Teucrium</em>”.</p>
<p>L&#8217;epiteto specifico (<em>chamaedrys</em>) deriva da due parole greche: &#8220;<em>chamai</em>&#8221; (= sul terreno, nano, strisciante) e &#8220;<em>drys</em>&#8221; (= quercia, albero) che insieme indicano una quercia nana, o qualche altra pianta bassa con foglie simili a quelle della quercia. Questo nome sembra sia stato utilizzato per la prima volta da <strong>Teofrasto</strong> (371 a.C. – Atene, 287 a.C.), filosofo e botanico greco antico, discepolo di Aristotele, autore di due ampi trattati botanici. In riferimento alla pianta di questa voce, il nome è stato dato per la somiglianza delle sue foglie con quelle della quercia.</p>
<p>Il nome scientifico della specie è stato definito per la prima volta da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione &#8220;Species Plantarum &#8211; 2: 565&#8221; del 1753.</p>
<p>Nella medicina popolare, il camedrio è sempre stato apprezzato per le sue <strong>proprietà amaricanti, amaro-toniche</strong>, tant’è che viene utilizzato nella <strong>preparazione di aperitivi</strong> (es., vermouth, Chartreuses) e digestivi. Si tratta tuttavia di una <strong>pianta debolmente tossica</strong> in tutte le sue parti, in particolare per il fegato: i <strong>diterpeni neoclerodanici</strong> presenti nella droga sono infatti responsabili di epatiti acute, croniche e fulminanti. Per questo motivo, <strong>il camedrio non dovrebbe essere più utilizzato né sotto forma di tisana né di estratto</strong>.</p>
<p><strong><em>Curiosità</em></strong>: già Galeno e Plinio lodavano le proprietà del Teucrio nelle affezioni della milza e Dioscoride, oltre a questo, lo riteneva giovevole contro i morsi dei serpenti.</p>
<p>La medicina popolare attribuisce al Camedrio, di cui si raccolgono le sommità fiorite, <strong>proprietà aperitive, antisettiche, astringenti, cicatrizzanti, coleretiche, digestive, diuretiche, depurative, febbrifughe, lassative, sudorifere, stomatiche, toniche, vermifughe</strong> e lo considera medicamento efficace nei casi di febbri palustri, itterizia e bronchiti; malattie della pelle; emorroidi; per regolare le funzioni intestinali; nella tisi; nella gotta; nella scrofola e per i dolori articolari ed i reumatismi.</p>
<p>Lo stesso re di Francia Carlo V guarì dalla gotta, nel XVI secolo, grazie al Camedrio.</p>
<p>Con sommità fiorite e foglie di Camedrio macerate nel vino si ottiene un tonico e depurativo casalingo da bere prima dei pasti.</p>
<p>Decozioni di Camedrio sono usate come sciacqui astringenti per le gengive infiammate; impacchi di Camedrio per le emorroidi.</p>
<p>La badessa Ildegarda di Bingen, autrice nel XII secolo di celebri trattati di medicina, suggeriva di aggiungere un poco di Teucrio agli ortaggi preparati per pietanza, per arrestare il sangue che avesse ad uscire dal posteriore insieme agli escrementi evacuati.</p>
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		<title>Calamo Aromatico &#124; Acorus Calamus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/calamo-aromatico-acorus-calamus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Oct 2022 14:27:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il calamo aromatico (Acorus calamus L., 1753), detto anche canna odorosa, è una pianta erbacea palustre e perenne della famiglia delle Acoraceae. Originaria dell’Asia meridionale, è molto diffusa nell’Europa centrale e balcanica, in Russia e in Nord America, nei luoghi paludosi. Presenta lunghe foglie verde brillante, alte fino a 40-50 cm, e larghe 5-7 cm. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>calamo aromatico</strong> (<em>Acorus calamus</em> L., 1753), detto anche <strong>canna odorosa</strong>, è una pianta erbacea palustre e perenne della famiglia delle <em>Acoraceae</em>.</p>
<p>Originaria dell’Asia meridionale, è molto diffusa nell’Europa centrale e balcanica, in Russia e in Nord America, nei luoghi paludosi. Presenta lunghe foglie verde brillante, alte fino a 40-50 cm, e larghe 5-7 cm. I rizomi carnosi sono rosati e tendono ad allargarsi abbastanza rapidamente. Le foglie e il rizoma emanano un odore aromatico; in primavera produce alcune spighe e fiorellini verdastri, che in estate lasciano il posto a piccole bacche scure.</p>
<p>Costituenti principali:  olio essenziale: <strong>derivati mono e sesquiterpenici e derivati fenilpropanici</strong>, <strong>acorina</strong> (sostanza amara), <strong>tannini</strong>, <strong>mucillagini</strong>, amido a piccoli granuli, colina.</p>
<p>Il calamo è da sempre usato come <strong>amaro aromatico</strong>. Le radici sono usate in erboristeria per preparare liquori, e sono apprezzate le sue <strong>proprietà eupeptiche-digestive</strong>; il calamo è uno dei componenti primari nella composizione del <strong>Fernet</strong> ma anche di <strong>vermouth, bitter, chinotto e altri amari</strong>. Tali preparazioni a base di Calamo aromatico hanno un effetto aperitivo se ingerite prima dei pasti, digestivo se assunte dopo i pasti.</p>
<p>L’uso del rizoma di Calamo aromatico per agevolare le digestioni lente e difficoltose, accompagnate da pesantezza di stomaco, eruttazioni e meteorismo è quello più comune in Occidente.</p>
<p>Nella medicina indiana viene, invece, adoperato principalmente come <strong>emetico, diuretico, lassativo</strong>, nel trattamento di febbri intermittenti acute e nella terapia di alcune <strong>malattie nervose e mentali</strong> quali epilessia, delirio, isterismo e alcune forme di amnesia.</p>
<p>Esistono quattro tipi di calamo aromatico che si differenziano specialmente per la concentrazione dei principi attivi. Il rizoma contiene <strong>sesquiterpeni </strong>ed in particolare il <strong>beta asarone</strong>, che oltre a possedere un’<strong>attività sedativa, ipotensiva, ipotermica</strong>, è responsabile anche del <strong>gradevole odore</strong> che la pianta emana; tuttavia, <strong>il beta-asarone è una molecola ad attività mutagena per cui non è consigliato l&#8217;uso per estratti o infusi</strong>. Gli estratti della pianta avrebbero <strong>proprietà sedative del sistema nervoso centrale, anticonvulsive, antispasmodiche</strong>.</p>
<p>L’olio essenziale viene adoperato nella formulazione di collutori per l’igiene del cavo orale, dentifrici, detergenti, creme, profumi e lozioni. L’estratto della radice è ottimo per tonificare i capelli ed è usato in preparati antiforfora.</p>
<p>Tintura ed olio essenziale sono utili per uso esterno per il trattamento della gotta e dell’artrite.</p>
<p>Inoltre, l’olio essenziale del rizoma di Calamo aromatico è anche un ottimo repellente per le mosche.</p>
<p>Infine, masticare un pezzetto di radice toglie dalla bocca il sapore amaro di tabacco ed aiuta a liberare la gola dal catarro.</p>
<p>Il Calamo aromatico, però, oltre ad avere numerose benefiche proprietà ha anche varie <strong>controindicazioni</strong>, perciò se ne consiglia l’utilizzo solo dopo aver consultato uno specialista, per evitare l’insorgere di problematiche dovute al suo uso scorretto. Non va somministrato in associazione a barbiturici, perché ne potenzia gli effetti e ad antidepressivi perché può causare interazioni con i neurotrasmettitori cerebrali. L&#8217;olio essenziale va utilizzato con molta parsimonia per applicazioni topiche, perché il suo abuso può causare dermatiti ed eritemi.</p>
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		<title>Assenzio Gentile &#124; Artemisia pontica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/assenzio-gentile-artemisia-pontica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 15:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[absintolo]]></category>
		<category><![CDATA[Altri Vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[anice]]></category>
		<category><![CDATA[artemisina]]></category>
		<category><![CDATA[Assenzio Gentile Assenzio maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Assenzio pontico alpino]]></category>
		<category><![CDATA[cineolo]]></category>
		<category><![CDATA[olio essenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Assenzio Gentile (Artemisia pontica L.) è una pianta perenne delle Asteraceae, da non confondere con l’Assenzio maggiore (Artemisia Absinthium) o l’Assenzio pontico alpino (Artemisia valesiaca All.), anche se ha proprietà simili a quelle dell’Assenzio maggiore. Questa pianta officinale spontanea è originaria dell’Europa medio orientale e della zona caucasica, anche se attualmente è per lo più &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Assenzio Gentile</strong> (<em>Artemisia pontica</em> L.) è una pianta perenne delle <em>Asteraceae</em>, da non confondere con l’Assenzio maggiore (<em>Artemisia Absinthium</em>) o l’Assenzio pontico alpino (<em>Artemisia valesiaca </em>All.), anche se ha proprietà simili a quelle dell’Assenzio maggiore.</p>
<p>Questa pianta officinale spontanea è originaria dell’Europa medio orientale e della zona caucasica, anche se attualmente è per lo più coltivata, più raramente cresce spontanea nelle zone alpine, in terreni poco argillosi, soleggiati e freschi; rifugge dai terreni troppo argillosi o umidi.</p>
<p>L’<strong>Artemisia pontica</strong> viene definita anche Assenzio minore (o gentile) perché differisce da quella maggiore proprio per la grandezza più contenuta della pianta e per le foglie molto minute.</p>
<p>Differisce nettamente dall&#8217;<em>Artemisia abstinthium</em>, nota come assenzio maggiore, per la taglia più contenuta delle piante e per le foglie molto minute; per questo è conosciuta anche come <strong>assenzio minore</strong>. Ha le stesse proprietà dell&#8217;assenzio maggiore, ma spesso viene preferito ad esso.</p>
<p>Si raccoglie l&#8217;erba recidendo le piante al piede nel momento della fioritura, cioè verso i primi di luglio.</p>
<p>L’assenzio gentile contiene un olio essenziale, artemisina, absintolo, cineolo, terpeni, sostanze tanniniche e resinose. La pianta viene coltivata soprattutto per le parti aeree, usate in liquoreria per la fabbricazione di vermut. L&#8217;Artemisia Pontica può essere utile nelle infiammazioni uterine, per dismenorrea e amenorrea.</p>
<p>L’Assenzio gentile ha proprietà benefiche utili in caso di infiammazione uterina, dismenorrea, amenorrea, cefalea, disturbi della menopausa.</p>
<p>Il gusto dell’Artemisia pontica è molto simile all’<strong>anice</strong>, leggermente amaro ma caldo ed avvolgente. L’Assenzio gentile viene largamente adoperato come agente aromatizzante in amari alcolici (come il <strong>Vermouth</strong>, ad esempio), bevande analcoliche ed in alcuni dolci e dessert. Con l’Assenzio viene anche adoperato un omonimo liquore, la cui preparazione è illegale in alcuni paesi, il cui abuso può provocare disturbi anche gravi al sistema nervoso centrale.</p>
<p>Al suo interno, contiene i seguenti principi attivi: <strong>olio essenziale, artemisina, absintolo, cineolo, terpeni, sostanze tanniniche e resinose</strong>. Le sostanze resinose e l’olio essenziale conferiscono all’assenzio minore anche proprietà digestive, molto utili in caso di disturbi della digestione, atonia gastrica, inappetenza e vomito nervoso.</p>
<p>Nello specifico, in caso di inappetenza è indicata l’assunzione di una tisana all’incirca trenta minuti prima dei pasti, mentre per i disturbi gastrointestinali è preferibile dopo i pasti.</p>
<p>La sua somministrazione è controindicata in caso di allattamento al seno, perché conferisce un sapore amaro al latte. Trattandosi di una pianta contenente principi attivi anche tossici, si consiglia di utilizzarla dopo aver consultato uno specialista, attenendosi scrupolosamente a tempi e modalità di somministrazione.</p>
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		<title>Santoreggia ortense &#124; Satureja hortensis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/santoreggia-ortense-satureja-hortensis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[erba del satiro]]></category>
		<category><![CDATA[eugenolo]]></category>
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		<category><![CDATA[santoreggia montana]]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La santoreggia annua è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae e del genere Satureja; ha fusti eretti alti circa 30 cm.; le foglie, opposte, sono lanceolate; i fiori compaiono da giugno a settembre, sono bianchi o rosei e riuniti in verticillastri ascellari. Originaria dell’Asia occidentale è diffusa nell’Europa meridionale; in Italia è presente, &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>santoreggia</strong> annua è una pianta erbacea perenne della famiglia delle <em>Lamiaceae </em>e del genere <em>Satureja</em>; ha fusti eretti alti circa 30 cm.; le foglie, opposte, sono lanceolate; i fiori compaiono da giugno a settembre, sono bianchi o rosei e riuniti in verticillastri ascellari.</p>
<p>Originaria dell’Asia occidentale è diffusa nell’Europa meridionale; in Italia è presente, spontanea o naturalizzata, al Nord e al Centro, nelle zone aride.</p>
<p>Periodo di fioritura: giugno-settembre.</p>
<p>L&#8217;etimologia del nome generico è molto incerta e deriverebbe da &#8220;<em>séro, sátum</em>&#8221; io semino, seminato, o dal greco &#8220;<em>sátyros</em>&#8221; satiro (in riferimento alle sue proprietà afrodisiache che le venivano attribuite) o ancora dall&#8217;arabo &#8220;<em>s&#8217;átar</em>&#8221; nome di molte piante. Il nome specifico deriva dal fatto che fu presto considerata un&#8217;erba da orto e da giardino e coltivata già dal IX sec. in Italia.</p>
<p>La pianta è ricca di <strong>olio essenziale</strong> (sino all&#8217;1,5%) <strong>ricco di carvacrolo, timolo, linalolo, carvone, borneolo; sostanze fenoliche, resine, tannini, mucillagine</strong>.</p>
<p>Proprietà terapeutiche: digestive, carminative, tonico-stimolanti. Per uso esterno, come antisettico nelle infiammazioni orali; viene usata contro i disturbi gastrici, come stimolante dell&#8217;appetito e digestivo; ha una benefica azione antielmintica e può essere usata come colluttorio antisettico.</p>
<p>Secondo la medicina popolare la pianta ha le seguenti <strong>proprietà medicamentose</strong>:</p>
<ul>
<li>antireumatica (attenua i dolori dovuti all&#8217;infiammazione delle articolazioni);</li>
<li>antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);</li>
<li>carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);</li>
<li>digestiva: aiuta la digestione dei cibi;</li>
<li>stomachica</li>
<li>stimolante</li>
<li>vermifuga</li>
<li>diuretica</li>
<li>espettorante (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali).</li>
</ul>
<p>Le foglie, fortemente aromatiche, vengono usate per dare sapore a piatti di carne e pesce.</p>
<p>La santoreggia è perfetta su pesci al forno e alla griglia e su piatti di carni, anche molto saporite: carni alla griglia, marinate (si aggiunge direttamente alla marinatura), spezzatini e stufati; è un&#8217;erba molto affine al timo e alla salvia negli usi in cucina; ma si usa anche per aromatizzare l’impasto delle salsicce. Sui fagioli conditi con olio, aceto, sale e pepe la santoreggia dà un inconfondibile tocco in più. Sperimentatela sulle frittate, al forno o in padella, e osate sulle verdure crude, compresa l’insalata (magari, in questo caso, meglio foglie fresche). Da sola o insieme ad altre erbe si può usare per insaporire una scamorza alla piastra, teglie di verdure estive al forno, melanzane sott’olio e ripieni di torte salate, uova sode. Con la santoreggia si preparano anche <strong>liquori</strong> a base di foglie essiccate, alcol, zucchero e acqua: il sapore finale di questi digestivi è acuto, quasi piccante, e richiama sentori di limone.</p>
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		<title>Santoreggia montana &#124; Satureja montana</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/santoreggia-montana-satureja-montana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[erba del satiro]]></category>
		<category><![CDATA[eugenolo]]></category>
		<category><![CDATA[santoreggia comune]]></category>
		<category><![CDATA[santoreggia montana]]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La santoreggia montana (nome scientifico Satureja montana L.) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae . Suffruticosa, presenta fusti eretti o ascendenti, ramificati, alti fino a 50 cm. Le foglie opposte sono lineari, scure, cigliate al margine, molto aromatiche. Le infiorescenze sono dei verticillastri di fiori bianchi o rosei. Le parti edibili &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>santoreggia montana</strong> (nome scientifico <em>Satureja montana L</em>.) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em> .</p>
<p>Suffruticosa, presenta fusti eretti o ascendenti, ramificati, alti fino a 50 cm. Le foglie opposte sono lineari, scure, cigliate al margine, molto aromatiche. Le infiorescenze sono dei verticillastri di fiori bianchi o rosei.</p>
<p>Le parti edibili sono le foglie con le quali si può fare un infuso, trattandosi di un&#8217;erba officinale e erba medicinale; inoltre esse possono essere usate come condimento in molte ricette. In cucina la santoreggia è ottima per aromatizzare carne, pesce, verdure ma anche bevande alcoliche e liquori, in particolare il <strong>Vermouth</strong>. In campo cosmetico la santoreggia è invece usata per creare profumi e creme.</p>
<p>La Santoreggia Montana differisce dalla comune Santoreggia dal fatto di essere tendenzialmente perenne piuttosto che annuale; e dall’aspetto, crescendo più alta della comune santoreggia ed avendo un colore delle foglie più scuro. Ne conserva le stesse identiche proprietà e sapore. Santoreggia, Timo e Rosmarino appartengono alla stessa famiglia botanica e condividono numerose proprietà tra loro.</p>
<p>Come pianta officinale la santoreggia è dotata di molte <strong>proprietà</strong> quali: <strong>antisettica, antispasmodica, carminativa, espettorante, stimolante, stomachica</strong>. Della pianta vengono utilizzate soprattutto le foglie, il cui profumo ricorda un mix tra timo e limone, un aroma gradevole e intenso.</p>
<p><strong>L&#8217;olio essenziale di santoreggia </strong>svolge un&#8217;azione vermifuga: basta utilizzarne poche gocce nel tè per combattere i vermi intestinali; inoltre <strong>ha proprietà antivirali e antibatteriche</strong> grazie alla presenza di <strong>eugenolo, carvacrolo, timolo</strong> e viene quindi consigliato in casi di raffreddori ed influenza. La santoreggia contiene una discreta quantità di sali minerali tra cui calcio, sodio, fosforo, potassio, ferro, zinco, rame, manganese, magnesio e selenio. Altre sostanze sono costituite da fibre alimentari, ceneri, proteine e grassi. L&#8217;acqua è contenuta nella percentuale del 9%.</p>
<p>Nella santoreggia sono presenti anche composti chimici appartenenti alla famiglia dei <strong>terpeni</strong> come il borneolo, il nerolo, il geraniolo. Altre sostanze contenute nella santoreggia sono la vitamina C, limonene, cimene, canfene e mircene. Queste sostanze hanno proprietà aromatiche intense e vengono spesso utilizzate in profumeria. Questi composti chimici sono attivi anche contro afflizioni renali, polmonari e le infezioni intestinali.</p>
<p>La santoreggia contiene anche importanti elementi che svolgono un&#8217;<strong>azione antinfiammatoria </strong>come i <strong>tannini</strong> che proteggono l&#8217;organismo in caso di infezioni ai reni, ai polmoni e all&#8217;intestino. Inoltre la santoreggia ha proprietà espettoranti, per questo è utile in caso di tosse e raffreddore in quanto aiuta a sciogliere i muchi favorendone l&#8217;espulsione.</p>
<p>Sia le foglie che i germogli di santoreggia contengono una buona quantità di antiossidanti che aiutano a contrastare l&#8217;azione dannosa dei radicali liberi, rallentando l&#8217;invecchiamento cellulare, ma proteggendo anche l&#8217;organismo da malattie cardiovascolari e tumori.</p>
<p>Grazie alla presenza di una particolare sostanza, il carvacrolo, la santoreggia è in grado di lenire dolore e irritazione in caso di punture di vespe e api.</p>
<p>Dal punto di vista cosmetico la santoreggia svolge un&#8217;azione astringente riducendo il problema dei pori dilatati. Inoltre, l&#8217;infuso di santoreggia applicato sui capelli previene la comparsa dei pidocchi oltre a fortificare il bulbo pilifero prevenendo la caduta dei capelli.</p>
<p>Fin dai tempi antichi sono state attribuite alla santoreggia proprietà afrodisiache (per cui era nota anche come &#8220;<strong>erba del satiro</strong>&#8220;). Inoltre la santoreggia avrebbe <strong>proprietà cardiotoniche</strong>; la fibra alimentare contenuta nella pianta officinale aiuta a ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue aumentando quello buono (HDL), tenendo così libere le arterie. In caso di cattiva digestione l&#8217;infuso di santoreggia aiuta a ridurre dolori gastrici, problemi di fermentazione intestinale e meteorismo, grazie alle sue proprietà carminative. La santoreggia è infatti conosciuta anche come &#8220;<strong>erba dei fagioli</strong>&#8221; sia perché le piante crescono nello stesso periodo, ma anche perché il suo utilizzo, associato al consumo di fagioli, riduce la formazione di gas intestinali.</p>
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		<title>Salvia sclarea</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/salvia-sclarea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 14:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[enologia]]></category>
		<category><![CDATA[moscatella]]></category>
		<category><![CDATA[pianta purifica occhi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvia Sclarea]]></category>
		<category><![CDATA[vermouth]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Salvia sclarea chiamata anche “erba moscatella” per le sue foglie che macerate nell’aceto conferiscono l’aroma di “moscato”, è una pianta particolarmente usata in enologia per intensificare l’aroma del vino e della birra, nonché un importante componente del vermouth. Poiché i suoi semi venivano un tempo usati comunemente per trattare problemi oculari, essa era conosciuta &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong><em>Salvia sclarea</em></strong> chiamata anche “<strong>erba moscatella</strong>” per le sue foglie che macerate nell’aceto conferiscono l’aroma di “moscato”, è una pianta <strong>particolarmente usata in enologia</strong> per intensificare l’aroma del vino e della birra, nonché un importante <strong>componente del vermouth</strong>. Poiché i suoi semi venivano un tempo usati comunemente per trattare problemi oculari, essa era conosciuta anche come <strong>pianta “purifica occhi”.</strong></p>
<p>Il nome Salvia deriva dal latino <em>salvus</em> cioè salvare e raggruppa un gruppo di piante dalle proprietà medicinali riconosciute fin dall’antichità; tra queste la variante Sclarea dal latino <em>sclarea</em> che vuol dire chiaro ma potrebbe anche derivare dal greco <em>sklaros</em> cioè dura.</p>
<p>Si tratta di una pianta erbacea perenne, vellutata e rustica della famiglia delle Labiate; la Salvia sclarea ha un fusto quadrangolare alto 40-120 cm e foglie opposte, ampie e oblunghe, con margine crenato e superficie ruvida. I fiori, con corolla bilabiata turchina, a gruppi di 6 formano spighe che riunite creano una pannocchia apicale, con fioritura a giugno-luglio. I frutti sono piccoli acheni scuri. Tutta la pianta è vellutata e vischiosa ed emana un odore muschiato.</p>
<p>Le sommità fiorite, che vengono raccolte in piena fioritura e sono caratterizzate da un forte <strong>odore aromatico e muschiato</strong>, sono ricche di <strong>principi amari</strong>, e si usano in primo luogo nell’industria liquoristica per la preparazione di bevande amaro toniche (es. <strong>vermouth</strong>). Per lo stesso motivo sono apprezzate in erboristeria per le <strong>proprietà amaro-toniche</strong>, nonché <strong>antispasmodiche, astringenti e anticatarrali</strong>; mentre ad uso esterno risultano utili per la cura di gengiviti o stati ulcerosi.</p>
<p>La materia prima è costituita dalle sommità fiorite da cui, per distillazione, si ottiene l’olio essenziale, costituito soprattutto da acetato di linalile (60-80%) e linalolo (20-25%), mentre dal resto della pianta e dai residui della distillazione viene estratta, per mezzo di solventi, la &#8220;concreta&#8221;, una pasta, da cui, una volta tolte le cere, si ottiene l&#8217;assoluta, impiegata in cosmetica.</p>
<p>Le infiorescenze e le foglie, una volta essiccate, possono essere destinate all&#8217;uso liquoristico e/o erboristico.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong>uso fitoterapico</strong>, la droga costituita dalle sommità fiorite e dalle foglie, dimostra buone <strong>proprietà tonico-stimolanti</strong> nei confronti dell&#8217;apparato digerente (stimola la produzione di succhi digestivi, dà tono allo stomaco, rilassa i muscoli del tratto digestivo e migliora l’appetito).</p>
<p>Grazie alla sua <strong>azione antinfettiva, antibatterica</strong> svolge un’influenza positiva contro la colite, gli spasmi e la flatulenza; avendo proprietà neurotoniche ed una discreta attività analgesica, allevia i dolori mestruali, stimola il flusso mestruale e regolarizza il ciclo. E’ utile anche nella menopausa e perché contiene delle sostanze ormono-simili. E’ utile anche contro la leucorrea. Sembra avere anche un effetto rilassante e quindi giova in caso di depressione ed ansietà, fortifica il sistema nervoso e agisce contro l’affaticamento mentale ed il mal di testa da stress. Per quanto riguarda l’uso esterno cosmetico, dona lucentezza ai capelli eliminando sia l’eccesso di sebo che mitigando la secchezza.</p>
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