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	<title>tocoferolo Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Vitamina E</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 15:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[aggregazione piastrinica]]></category>
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		<category><![CDATA[vitamina E]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vitamina E è una sostanza prodotta dalle piante; è presente in natura in otto forme differenti che prendono il nome di α-, β-, γ-, e δ-tocoferoli, e α-, β-, γ-, e δ-tocotrienoli. Di tutti questi, l&#8217;α-tocoferolo è considerato la molecola biologicamente più attiva; per tale motivo, la vitamina E viene identificata col tocoferolo, che &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vitamina E è una sostanza prodotta dalle piante; è presente in natura in otto forme differenti che prendono il nome di α-, β-, γ-, e δ-<strong>tocoferoli</strong>, e α-, β-, γ-, e δ-<strong>tocotrienoli</strong>. Di tutti questi, <strong>l&#8217;α-tocoferolo è considerato la molecola biologicamente più attiva; </strong>per tale motivo, la <strong>vitamina E</strong> viene <strong>identificata col tocoferolo</strong>, che significa “<strong>utile per la gravidanza</strong>”.</p>
<p>E’ una <strong>vitamina liposolubile</strong>, cioè viene assorbita in presenza di sali biliari e grassi. Viene assimilata nell&#8217;intestino e passa nel sangue per arrivare al fegato, dove viene immagazzinata in alte concentrazioni; dal fegato viene rilasciata a seconda delle necessità dell’organismo. Si deposita anche nei tessuti grassi, nel cuore, nei muscoli, nei testicoli, nell&#8217;utero, nel sangue e nelle ghiandole surrenali e pituitaria.</p>
<p><strong>Circa il 90% della vitamina E si perde nel processo di macinazione del grano.</strong> L’industria alimentare è responsabile della perdita di gran parte della vitamina E contenuta nei cibi durante la lavorazione, la surgelazione e la conservazione. Anche l’ossigeno contenuto nell’aria può distruggere la vitamina E contenuta nei cibi.</p>
<p><strong>La vitamina E è sensibile al calore e alla luce</strong>, quindi tende a degradarsi in presenza di alte temperature come durante i processi di cottura, soprattutto dalla frittura e dalla cottura al forno. La vitamina E può perdersi anche stando a contatto con l’ossigeno.</p>
<p><strong>Attività e funzioni<br />
</strong>La vitamina E, grazie alle sue <strong>proprietà antiossidanti</strong>, è in grado di proteggere le membrane cellulari dal danno ossidativo e favorisce il rinnovamento cellulare.</p>
<p>L<strong>a vitamina E </strong><strong>protegge la vitamina A</strong> facilitandone l’assorbimento e la funzione evitando che gli acidi grassi saturi e la vitamina A si scompongano e si combinino con altre sostanze diventando così nocivi all&#8217;organismo.</p>
<p><strong>La vitamina E protegge altresì </strong><strong>gli acidi grassi polinsaturi</strong><strong> dall&#8217;ossidazione che darebbe origine a radicali liberi</strong>. <strong>L</strong><strong>’effetto antiossidante è rafforzato dalla contemporanea presenza di vitamina C, glutatione, selenio</strong>.</p>
<p>Inoltre, essa aiuta anche a migliorare l’attività dei neuroni e, insieme alla vitamina A, svolge un ruolo nel processo che regola la vista.</p>
<p><strong>La Vitamina E </strong>in associazione alla vitamina A, riduce il tasso di colesterolo ed evita depositi di grasso lungo le pareti dei vasi; si mostra efficace nelle malattie cardiovascolari; è utile nella prevenzione dell’aterosclerosi; è fondamentale nella prevenzione del cancro.</p>
<p>È stato dimostrato che l&#8217;integrazione di vitamina E è in grado di rallentare la progressione della malattia di Alzheimer e di ridurne il rischio di insorgenza. Contrasta il declino del sistema immunitario e l’aumento dell’infiammazione associati all’età, proteggendo gli anziani da malattie da raffreddamento (esempio raffreddore e infezioni respiratorie), e da patologie correlate all&#8217;infiammazione (esempio psoriasi, dermatite atopica). L’integrazione con vitamina E sembra anche ridurre la progressione della steatosi epatica non alcolica e della degenerazione maculare legata all&#8217;età. Alcune evidenze scientifiche suggeriscono anche che il trattamento orale e topico con vitamina E sia in grado di ritardare l&#8217;invecchiamento cutaneo diminuendo l&#8217;infiammazione e proteggendo la cute dai raggi UV.</p>
<p><strong>Fonti principali<br />
</strong>L’assunzione della vitamina E avviene attraverso gli alimenti. In particolare, esso è assorbito insieme ai grassi alimentari e immagazzinato nel fegato,</p>
<p>La vitamina E si trova in abbondanza negli alimenti di origine vegetale, in primis i semi, e, di conseguenza, gli olii da essi derivati, spremuti a freddo. L’olio di germe di grano risulta essere il più ricco con un contenuto di 133 mg di α-tocoferolo per 100 grammi di prodotto. Tuttavia, quantitativi elevati sono presenti anche negli oli di girasole (48,7 mg), di palma (25,6 mg), di arachidi (13 mg), di mais (11,2 mg), di soia (10,1 mg), di oliva (5,1 mg) e di cocco (0,5 mg). Altre fonti di vitamina E sono rappresentate dalla frutta fresca (esempio avocado e mango) e secca (esempio mandorle e nocciole), e da ortaggi a foglia verde (esempio broccoli e spinaci).</p>
<p><strong>Fabbisogno</strong> <strong>di vitamina E<br />
</strong>Il <strong>fabbisogno</strong> non è stato ancora determinato, comunque la RDA è di 10 mg per gli adulti, leggermente inferiore per i bambini e di 3-4 mg per i neonati. Molti ricercatori considerano questi valori troppo bassi, in quanto prevengono solamente la comparsa di reali sintomi carenziali. Il fabbisogno di vitamina E è di gran lunga superiore quando desideriamo utilizzare le sue proprietà antiossidanti per rafforzare le difese, prevenire il cancro, le malattie cardiovascolari ed altre malattie. E’ noto che i livelli sierici inferiori a 18 mmol/l implicano un aumentato rischio di cancro. Pertanto è consigliabile assumere la quota di vitamina E necessaria a superare questo limite di rischio. A tale scopo è utile assumere 100-200 mg al giorno, cioè 10-20 volte la RDA.</p>
<p><strong>Carenza di vitamina E<br />
</strong><strong>Sviluppare una carenza di questa vitamina è raro, poiché essa si trova in gran quantità nell’organismo</strong> (soprattutto nel fegato). Nell’adulto può comparire un deficit di vitamina E soltanto in casi di <strong>malassorbimento</strong>; ciò comporta l’insorgenza di una <strong>sindrome neurodegenerativa con neuropatia periferica, miopatia ed atassia cerebellare</strong>; è stata notata anche una correlazione con la <strong>dermatite seborroica</strong>. Essa può comportare disturbi compromissione della risposta immunitaria, anemia emolitica e disturbi ossidativi.</p>
<p><strong>Eccesso<br />
</strong>L’ipervitaminosi si verifica solitamente per l’impiego degli integratori alimentari. Sebbene la vitamina E tenda a non accumularsi nel corpo, venendo eliminata con le urine e la bile, livelli elevati nel corpo possono compromettere l’assorbimento di altre vitamine liposolubili (A, D, E, K).</p>
<p><strong>Indicazioni<br />
</strong>Utilizzata come antiossidante è ritenuta utile anche in patologie degenerative (demenza, malattia di Alzheimer e di Parkinson), nella profilassi dell’ischemia cardiaca nei pazienti ipercolesterolemici, nelle distrofie muscolari, nella prevenzione delle neoplasie e nella discinesia tardiva indotta da antipsicotici, nella abetalipoproteinemia, nell’acantocitosi, nelle malattie epatobiliari ed intestinali.</p>
<p>Nei neonati prematuri, la somministrazione di vitamina E può essere utile a prevenire la fibroplasia retrolentale, una malattia che può provocare distacco della retina e parziale cecità.</p>
<p>Nei soggetti digitalizzati e nei fumatori è indispensabile una supplementazione di vitamina E. Infine la vitamina E sarebbe utile nel prevenire effetti collaterali di alcune terapie antineoplastiche quali la radioterapia e la chemioterapia.</p>
<p>Ci sono <strong>farmaci che contengono la vitamina E</strong>. Sono farmaci indicati per il trattamento di stati carenziali, generalmente associati a sindromi da malassorbimento lipidico, anemie emolitiche da difetti enzimatici e patologie vascolari come la <em>claudicatio intermittens</em>. La posologia, da 50 a 300 mg al giorno, e la durata della terapia devono essere adattate sulla base dei livelli sierici di α-tocoferolo, secondo prescrizione del medico.</p>
<p>Poi ci sono gli <strong>integratori alimentari</strong>. Questi, di norma, sono impiegati per le proprietà antiossidanti della vitamina E. Il Ministero della Salute ha stabilito che l’apporto giornaliero ammesso in tali prodotti è pari a 60 mg8.</p>
<p>Infine, la vitamina E è presente anche <strong>in prodotti cosmetici</strong> per la cura del corpo e dei capelli. In particolare, essa può essere utilizzata sia come conservante che come ingrediente attivo, per le proprietà idratanti, emollienti ed elasticizzanti, sebbene non ancora del tutto confermate dalle evidenze scientifiche5.</p>
<p><strong>Interazioni<br />
</strong>In virtù della sua capacità di inibire la produzione di perossido di idrogeno nelle piastrine, la <strong>vitamina E è in grado di interferire con l’aggregazione piastrinica</strong>.</p>
<p>Sulla base di tale meccanismo si può pertanto ipotizzare un effetto additivo e rischio di sanguinamento, soprattutto se impiegata in concomitanza con farmaci anticoagulanti o antipiastrinici. Infine, quando impiegata in quantità superiori a 300 mg al giorno, può determinare l’insorgenza di interazioni farmacologiche con farmaci quali aspirina, warfarin, eparina, pentossifillina, aspirina, ciclosporina e tamoxifene.</p>
<p>Nei soggetti con diabete di tipo 2, la somministrazione concomitante di farmaci ipoglicemizzanti e vitamina E può causare un’eccessiva riduzione dei livelli plasmatici di glucosio.</p>
<p>Potenziali interazioni potrebbero manifestarsi anche con erbe che alterano i parametri della coagulazione quali aglio o gingko; tuttavia interazioni di questo tipo non sono state comunque finora riportate.</p>
<p><strong>Integratori<br />
</strong>Sulla base di quanto detto, si evince come il corretto apporto di vitamina E possa essere facilmente raggiunto attraverso un’alimentazione sana e equilibrata. Pertanto, il ricorso all’integrazione andrebbe fatto soltanto quando opportune indagini di laboratorio evidenzino livelli inadeguati di α-tocoferolo nel sangue. Inoltre, è importante che la supplementazione avvenga sotto controllo medico al fine di evitare possibili effetti avversi ed interazioni farmacologiche.</p>
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		<title>Carenza di vitamina E</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenza-di-vitamina-e/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 08:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[aggregazione delle piastrine]]></category>
		<category><![CDATA[anticoagulante]]></category>
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		<category><![CDATA[vitamina E]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine vitamina E si intendono 8 composti, 4 appartenenti alla classe dei tocoferoli e 4 a quella dei tocotrienoli (in entrambi i casi: alfa, beta, gamma, delta). In genere, la Vitamina E viene identificata col tocoferolo, uno dei suoi principali composti, che significa “utile per la gravidanza”. E’ una vitamina liposolubile, cioè viene &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine vitamina E si intendono 8 composti, 4 appartenenti alla classe dei <strong>tocoferoli </strong>e 4 a quella dei <strong>tocotrienoli</strong> (in entrambi i casi: alfa, beta, gamma, delta). In genere, <strong>la Vitamina E</strong><strong> viene identificata col tocoferolo</strong>, uno dei suoi principali composti, che significa “utile per la gravidanza”.</p>
<p>E’ una <strong>vitamina liposolubile</strong>, cioè viene assorbita in presenza di sali biliari e grassi. Viene assimilata nell&#8217;intestino e passa nel sangue per arrivare al fegato come tocoferolo, dove viene immagazzinata in alte concentrazioni. Si deposita anche nei tessuti grassi, nel cuore, nei muscoli, nei testicoli, nell&#8217;utero, nel sangue e nelle ghiandole surrenali e pituitaria. La <strong>vitamina E </strong><strong>protegge la vitamina A</strong> facilitandone l’assorbimento e la funzione evitando che gli acidi grassi saturi e la vitamina A si scompongano e si combinino con altre sostanze diventando così nocivi all&#8217;organismo. L&#8217;ossidazione del grasso dà origine a radicali liberi. La <strong>Vitamina E protegge </strong><strong>gli acidi grassi polinsaturi</strong><strong> dall&#8217;ossidazione</strong>. L’effetto antiossidante è rafforzato dalla contemporanea presenza di vitamina C, glutatione, selenio.</p>
<p><strong>L’industria alimentare è responsabile della perdita di gran parte della vitamina E contenuta nei cibi</strong> durante la lavorazione, la surgelazione e la conservazione. Circa il 90% della vitamina E si perde nel processo di macinazione del grano.</p>
<p><strong>Sviluppare una carenza di questa vitamina è raro</strong>, poiché essa si trova in gran quantità nell’organismo (soprattutto nel fegato). Nell’adulto può comparire un deficit di vitamina E soltanto <strong>in casi di malassorbimento</strong>; ciò comporta l’insorgenza di una sindrome neurodegenerativa con <strong>neuropatia periferica, miopatia ed atassia cerebellare</strong>; è stata notata anche una correlazione con la <strong>dermatite seborroica</strong>.</p>
<p><strong>Fonti principali</strong>: Sono ricchi di vitamina E gli <strong>alimenti di origine vegetale</strong>: in primis <strong>i semi</strong> (e, di conseguenza, gli olii spremuti a freddo (in particolare: soia, arachidi, mais, olive, canapa) da essi derivati, seguiti da <strong>cereali, </strong>tuorlo d’uovo.<strong> frutta ed ortaggi</strong>. Molto ricche ne sono le <strong>nocciole</strong>, le <strong>noci </strong>e le <strong>mandorle</strong>.</p>
<p>Il contenuto vitaminico viene ridotto dai processi di cottura, soprattutto dalla frittura e dalla cottura al forno. La vitamina E può perdersi anche stando a contatto con l’ossigeno.</p>
<p><strong>Attività biologiche</strong>: La vitamina E</p>
<ul>
<li>protegge le cellule dalle lesioni dei radicali liberi;</li>
<li>è utile nella prevenzione dell’aterosclerosi, dell’ischemia cardiaca nei pazienti ipercolesterolemici, delle distrofie muscolari,</li>
<li>si mostra efficace nelle malattie cardiovascolari;</li>
<li>è in grado di ridurre i processi di aggregazione delle piastrine, con conseguente riduzione di emboli, placche e trombi nelle arterie</li>
<li>è indispensabile per il corretto funzionamento dei muscoli;</li>
<li>in associazione alla vitamina A, riduce il tasso di colesterolo ed evita depositi di grasso lungo le pareti dei vasi;</li>
<li>migliora il sistema immunitario;</li>
<li>sarebbe utile nel prevenire effetti collaterali di alcune terapie antineoplastiche quali la radioterapia e la chemioterapia</li>
<li>è necessaria per una adeguata funzionalità dell’apparato riproduttivo (vitamina antisterilità).</li>
</ul>
<p><strong>Carenza<br />
</strong>La carenza di vitamina E può causare anemia, sterilità, maggiore incidenza di malattie del cuore e dei vasi sanguigni, deficit dei riflessi e della coordinazione, difficoltà nel camminare e debolezza muscolare.</p>
<p>I neonati hanno una riserva di vitamina E relativamente bassa, perché solo una piccola quantità di vitamina E attraversa la placenta, pertanto sono esposti a un rischio maggiore di presentare una carenza di vitamina E, in particolare se si tratta di neonati prematuri. I neonati prematuri che presentano la carenza possono sviluppare una grave forma di anemia ed avere gravi disturbi a carico dei muscoli e dei nervi.</p>
<p>Tuttavia, con l’età il rischio diminuisce in quanto di solito i neonati assumono una quantità sufficiente di vitamina E con il latte materno o con quello artificiale per neonati.</p>
<p>Gli adulti possono immagazzinare grandi quantità di vitamina E nel tessuto adiposo, riducendo la probabilità che si verifichi una carenza.</p>
<p><strong>Cause della carenza di vitamina E<br />
</strong>Una dieta a bassissimo contenuto di grassi è carente di vitamina E in quanto gli oli vegetali sono la fonte principale di questa vitamina e la vitamina E viene assorbita in modo ottimale se assunta con i grassi. Anche le malattie che alterano l’assorbimento dei grassi (come alcune malattie del fegato o della cistifellea, pancreatite e fibrosi cistica) possono ridurre l’assorbimento di vitamina E e aumentare il rischio di una sua carenza.</p>
<p>La carenza di vitamina E, o tocoferolo, è in genere collegata a una situazione di malnutrizione e nei soggetti più giovani può provocare difetti nella crescita e nello sviluppo. In generale, la mancanza di vitamina E può essere alla base dell’insorgenza di disturbi al sistema nervoso e problemi al metabolismo generale.</p>
<p><strong>Eccesso di vitamina E<br />
</strong>L’eccesso di vitamina E è raro. Quando si verifica può avere conseguenza negative a causa dell’innalzamento della pressione sanguigna che ne consegue e che può essere pericolosa per chi già soffre di ipertensione.</p>
<p>Un eccesso di vitamina E può creare problemi anche a chi soffre di tiroide, da momento che si viene a creare una riduzione degli ormoni di questa ghiandola. Altre conseguenze dell’eccesso di vitamina E possono essere stanchezza diffusa, disturbi della digestione, nausea e vomito.</p>
<p><strong>Diagnosi della carenza di vitamina E<br />
</strong>Si basa su un accurato esame obiettivo, esami del sangue con determinazione dei livelli di vitamina E, sulla presenza di condizioni che aumentano il rischio e sugli esiti dell’esame obiettivo.</p>
<p>Nei bambini, i sintomi possono includere rallentamento dei riflessi, difficoltà nel camminare, perdita di coordinazione, perdita del senso di posizione (la percezione della posizione degli arti senza guardarli) e debolezza muscolare.</p>
<p>Negli adulti con carenza di vitamina E dovuta a malattia da malassorbimento questi sintomi si sviluppano raramente, perché gli adulti immagazzinano grandi quantità di vitamina E nel tessuto adiposo.</p>
<p>La carenza di vitamina E può causare una forma di anemia nella quale si verifica la rottura dei globuli rossi (anemia emolitica). I neonati prematuri con carenza di vitamina E sono a rischio di tale grave patologia.</p>
<p>Nei neonati prematuri, possono verificarsi sanguinamenti (emorragie) all’interno del cervello e i vasi sanguigni oculari possono crescere in modo anomalo (una malattia chiamata retinopatia da prematurità). I neonati colpiti presentano anche debolezza muscolare.</p>
<p><strong>Fabbisogno<br />
</strong>Il <strong>fabbisogno</strong> non è stato ancora determinato, comunque la RDA è di 10 mg per gli adulti, leggermente inferiore per i bambini e di 3-4 mg per i neonati. Molti ricercatori considerano questi valori troppo bassi, in quanto prevengono solamente la comparsa di reali sintomi carenziali. Il fabbisogno di vitamina E è di gran lunga superiore quando desideriamo utilizzare le sue proprietà antiossidanti. Pertanto è consigliabile assumere 100-200 mg al giorno, cioè 10-20 volte la RDA.</p>
<p><strong>Trattamento della carenza di vitamina E<br />
</strong>Il trattamento della carenza di vitamina E comporta l’assunzione di integratori di vitamina E per via orale.</p>
<p><strong>Interazioni<br />
</strong>In virtù della sua capacità di inibire la produzione di perossido di idrogeno nelle piastrine, la vitamina E è in grado di interferire con l’aggregazione piastrinica ed esercitare un effetto additivo con farmaci che interferiscono con la coagulazione del sangue quali: Warfarin, Eparina, Pentossifillina, Aspirina, ed incrementare il rischio di emorragie.</p>
<p>Altre interazioni riguardano gli immunosoppressori: la somministrazione concomitante di ciclosporina e vitamina E determina una significativa riduzione dei livelli plasmatici del farmaco immunosoppressore.</p>
<p>Nei soggetti con diabete di tipo 2, la somministrazione concomitante di farmaci ipoglicemizzanti e vitamina E può causare un’eccessiva riduzione dei livelli plasmatici di glucosio.</p>
<p>Infine, la vitamina E sembra in grado di proteggere l’organismo dagli effetti collaterali (formazione di radicali liberi) associati all’uso di farmaci antitumorali.</p>
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