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	<title>tirosolo Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>tirosolo Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>I Polifenoli – proprietà e funzioni</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/i-polifenoli-proprieta-e-funzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 18:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[alcoli fenolici]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[epigallocatechina-3-gallato (egcg)]]></category>
		<category><![CDATA[fitosteroli]]></category>
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		<category><![CDATA[tirosolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I polifenoli sono molecole presenti in tutto il regno vegetale e, come tutto ciò che la natura genera, vengono sintetizzati dalle piante per funzioni ben precise. La funzione primaria dei polifenoli è quella di proteggere le piante dal rischio ossidativo causato dalla luce solare e da altri agenti ambientali. I polifenoli sono infatti potenti antiossidanti. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/i-polifenoli-proprieta-e-funzioni/">I Polifenoli – proprietà e funzioni</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I polifenoli sono molecole presenti in tutto il regno vegetale e, come tutto ciò che la natura genera, vengono sintetizzati dalle piante per funzioni ben precise.</p>
<p>La funzione primaria dei polifenoli è quella di <strong>proteggere le piante dal rischio ossidativo causato dalla luce solare e da altri agenti ambientali</strong>. <strong>I polifenoli sono infatti potenti antiossidanti.</strong></p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/01/potere-antiossidante-alimenti.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-29242" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/01/potere-antiossidante-alimenti-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/01/potere-antiossidante-alimenti-300x213.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/01/potere-antiossidante-alimenti.jpg 577w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Un’altra funzione ascrivibile ai polifenoli nelle piante è quella di <strong>dare il colore ai frutti</strong>, caratteristica essenziale per attrarre gli animali fruttivori e facilitare la propagazione dei semi.</p>
<p>Per lo svolgimento di entrambe le funzioni, i polifenoli sono affiancati dai <strong>carotenoidi</strong>, che si trovano sia nel regno vegetale sia in quello animale e posseggono una struttura chimica molto diversa dai polifenoli. Dei carotenoidi fanno parte:</p>
<ul>
<li>i caroteni, precursori della vitamina A, tipici delle radici della carota</li>
<li>il licopene del pomodoro</li>
<li>la xantofilla o luteina diffusa in tutte le piante verdi.</li>
</ul>
<p>Molti alimenti sono ricchi di polifenoli, ma è importante innanzitutto ricordare che la conservazione abbatte il contenuto in polifenoli dell&#8217;alimento, quindi nell’ambito di frutta e verdura sono da <strong>preferire gli alimenti di stagione</strong>.</p>
<p>Per quanto attiene le proprietà di queste molecole nell’uomo, si possono distinguere alcune <strong>caratteristiche aspecifiche</strong>, cioè proprie di tutti i polifenoli, altre <strong>tipiche di una o più famiglie e altre ancora attribuibili a precise molecole.</strong></p>
<p>Caratteristica aspecifica dei polifenoli è l’<strong>attività antiossidante </strong>che protegge le cellule dai radicali liberi generati con il normale metabolismo cellulare e da eventi stressogeni, come radiazioni, agenti inquinanti, stress emotivo e fisico, ecc. In questo modo i polifenoli aiutano a rallentare la velocità dell’invecchiamento cellulare.</p>
<p>Sempre all’azione antiossidante si possono ascrivere altri benefici, comuni a tutti i polifenoli:</p>
<ul>
<li><strong>proteggono la pelle dai danni dei raggi UV</strong></li>
<li><strong>riducono l’infiammazione</strong>, modulando enzimi come la ciclossigenasi e la lipossigenasi</li>
<li><strong>riducono il rischio di malattie cardiovascolari</strong></li>
<li><strong>aiutano a mantenere regolare la pressione sanguigna</strong></li>
<li><strong>inibiscono la crescita di cellule tumorali</strong> e lo sviluppo della microcircolazione che alimenta il tumore</li>
<li><strong>svolgono un’azione protettiva nei confronti dello sviluppo di alcune forme di demenza o di altre patologie neurologiche</strong></li>
<li><strong>aiutano a ridurre la lipemia postprandiale</strong>, cioè la presenza di grassi nel sangue dopo i pasti.</li>
</ul>
<p>Tra le proprietà specifiche di alcuni polifenoli si possono citare:</p>
<ul>
<li><strong>Epigallocatechina-3-gallato (EGCG) </strong></li>
</ul>
<p>E’ uno dei flavonoidi più studiati in quanto è il principale componente polifenolico del tè verde. L’EGCG inibisce la proliferazione cellulare e induce apoptosi in diverse linee cellulari tumorali umane (cellule di carcinoma squamoso della laringe, cellule uroteliali della vescica, cellule di melanoma, cellule di cancro del surrene ecellule tumorali polmonari). Le proprietà di prevenzione del cancro vengono attribuite alla capacità da parte dei flavonoidi di sequestrare i ROS, le specie reattive dell&#8217;azoto (RNS) e altri radicali grazie alla loro particolare struttura ad anello. Le catechine del tè, in particolare l’EGCG, reagiscono con il radicale superossido, l’idrossile, il perossile e con il perossinitrito.</p>
<ul>
<li><strong>Fitosteroli</strong></li>
</ul>
<p>In natura sono già stati identificati 250 fitosteroli: da qualche anno sono entrati (prepotentemente) nella dieta di molti per l’azione di <strong>riduzione del colesterolo</strong>. I più noti, in questa classe, sono il <strong>beta-sitosterolo</strong>, il <strong>campesterolo</strong> e lo <strong>stigmasterolo</strong>. Il loro meccanismo d’azione è noto: <strong>competono per l’assorbimento con il colesterolo</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Genisteina</strong></li>
</ul>
<p>La genisteina, il principale isoflavone contenuto nella soia, si è dimostrata efficace nel ridurre la crescita dei vasi sanguigni che nutrono i tumori. Mostra attività antiossidanti, antiangiogeniche ed immunosopressive. Recenti studi indicherebbero come questo isoflavone può anche essere considerato come un farmaco per malattie genetiche ancora incurabili; quali la (CF) fibrosi cistica e la (MPS) mucopolisaccaridosi.</p>
<ul>
<li><strong>Isoflavoni</strong></li>
</ul>
<p>Polifenoli caratteristici della soia e del trifoglio rosso, <strong>mimano e modulano il metabolismo degli estrogeni</strong> (da qui la definizione di <strong>fitoestrogeni</strong>). Competono per gli stessi recettori degli estrogeni, svolgendo un’azione mista di agonismo e antagonismo. L’impiego nel post menopausa come integratori alimentari <strong>per contrastare l’osteoporosi</strong> è ampiamente documentato, ma sembrano avere anche un’azione preventiva contro il cancro al seno e il cancro alla prostata.</p>
<ul>
<li><strong>Quercetina</strong></li>
</ul>
<p>Dagli studi risulta che la quercetina <strong>induce vasodilatazione</strong> attivando l’enzima proteinchinasi C. Questo è uno dei meccanismi che spiega l’<strong>effetto antipertensivo </strong>della molecola. Altri studi evidenziano come la quercetina sia in grado di <strong>inibire alcuni fattori che favoriscono la crescita tumorale e incrementare l’apoptosi</strong> (ovvero la morte cellulare programmata). Da queste ricerche, ancora in corso, si deduce un possibile effetto antitumorale della quercetina.</p>
<ul>
<li><strong>Resveratrolo</strong></li>
</ul>
<p>Presente nel vino rosso, nella buccia dell’uva e in alcuni legumi (arachidi), è uno <strong>scavenger del superossido e del perossinitrito</strong>;<strong> inibisce l’aggregazione pianistrinica</strong> e unisce alle <strong>proprietà antiossidanti</strong> quelle <strong>ipocolesterolemizzanti </strong>(agisce contrastando l’ossidazione delle LDL). Tutto ciò spiega i possibili <strong>benefici per la prevenzione delle malattie cardiovascolari</strong>, ben noti nella cultura popolare, che possono essere apportati da un bicchiere di vino rosso.</p>
<p><strong>Gli alcoli fenolici</strong></p>
<p>I principali alcoli fenolici sono costituiti dal <strong>tirosolo</strong> (4-idrossifeniletanolo) e dall’<strong>idrossitirosolo</strong> (3, 4-diidrossifeniletanolo) contenuti principalmente nell’olio extra vergine di oliva (40, 2 e 3, 8 mg/kg, rispettivamente).</p>
<p>Il tirosolo è presente anche nei vini bianchi, rossi e nella birra, mentre l’idrossitirosolo si trova nel vino rosso ed è, inoltre, anche prodotto <em>in vivo</em> dopo ingestione dello stesso. La concentrazione di fenoli totali nell’olio extravergine di oliva ha un valore medio, ai fini commerciali, di circa 180 mg/kg. Le concentrazioni di fenoli nell’olio di oliva dipende dalla varietà, dal clima, dalla zona di crescita, dalla latitudine, e dal grado di maturazione delle olive.</p>
<p>Nonostante i numerosi studi <em>in vitro</em> che collegano le proprietà dei composti fenolici dell&#8217;olio di oliva con effetti benefici sulla salute dell’uomo [Di Benedetto R. et al, 2007], vi sono pochi dati sull&#8217;assorbimento e l&#8217;eliminazione di questi composti. In parte, questo potrebbe essere dovuto alle basse concentrazioni di tali componenti e, di conseguenza, la difficoltà nel rilevare queste concentrazioni basse nei sistemi biologici.</p>
<p>Un discorso a parte meritano <strong>i polifenoli idrofili dell’olio extravergine</strong> come gli <strong>alcoli fenolici</strong>, tra cui il più abbondante presente nell’olio è l’<strong>idrossitirosolo</strong>, insieme al <strong>tirosolo </strong>(presenti alla concentrazione media di 40,2 e 3,8 mg/kg, rispettivamente). Il primo ha importanti proprietà terapeutiche al punto che il Ministero della Salute lo classifica come: “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”; in particolare sembra che l’idrossitirosolo sia in grado di proteggere i lipidi dagli effetti nocivi dello stress ossidativo e abbia proprietà antinfiammatorie. Da alcuni studi scientifici è emerso anche che l’idrossitirosolo ha proprietà protettive nei confronti del tumore al seno e induce l’apoptosi, cioè la morte programmata, delle cellule del tumore alla prostata.</p>
<p>Gli acidi fenolici hanno un ruolo altrettanto importante; ad essi, infatti, vengono riconosciute proprietà protettive durante la frittura, ad esempio, in sinergia con la vitamina E, danno stabilità all’olio di oliva proteggendone le caratteristiche anche ad elevate temperature. Si tratta di composti organici che contengono almeno un gruppo ossidrilico fenolico e un gruppo carbossilico; tra gli acidi fenolici: l’acido gallico, l’acido protocatecuico, l’acido 4-idrossibenzoico, l’acido caffeico e vanillico.</p>
<p><strong>Secoridoidi</strong></p>
<p>Tra i polifenoli assumono particolare importanza i secoridoidi che si trovano solo nelle piante appartenenti alla famiglia delle <em>Oleaceae</em>.</p>
<p>I secoridoidi sono la <strong>oleuropeina</strong>, la <strong>demetiloleuropeina</strong>, il <strong>ligstroside</strong> e la <strong>nuzenide</strong>. Tra questi particolare rilevanza ha l’oleuropeina perché inibisce l’azione piastrinica, riduce i danni da ossidazione sui globuli rossi e ha un effetto anti trombotico in grado di aiutare nella prevenzione dell’insorgenza di aterosclerosi, ma soprattutto, riduce la proliferazione delle cellule tumorali.</p>
<table width="576">
<thead>
<tr>
<td width="119"><strong>Polifenolo</strong></td>
<td width="263"><strong>Proprietà o benefici per la Salute</strong></td>
<td width="186"><strong>Alimenti in cui è contenuto</strong></td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td width="119">Acido clorogenico</td>
<td width="263">&#8211; Regolazione della glicemia, supporto alla salute cardiaca</td>
<td width="186">&#8211; Caffè, carciofi, patate, prugne, ciliegie</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Antocianine</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, supporto alla salute degli occhi</td>
<td width="186">&#8211; Frutti di bosco (fragole, mirtilli, lamponi), uva nera</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Catechine</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, supporto alla salute cardiaca</td>
<td width="186">&#8211; Tè verde, cioccolato fondente, mele, uva</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Curcumina</td>
<td width="263">&#8211; Antinfiammatorio, antiossidante, supporto alla salute delle articolazioni</td>
<td width="186">&#8211; Curcuma, curry</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Daidzeina</td>
<td width="263">&#8211; Antinfiammatorio, antiossidante</td>
<td width="186">&#8211;   Soia</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Epigallocatechina gallato (EGCG)</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, potenziale beneficio per la salute cardiaca</td>
<td width="186">&#8211; Tè verde, cioccolato fondente, mele, vino</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Genisteina</td>
<td width="263">&#8211; Potenziale supporto alla salute cardiaca, effetti estrogenici</td>
<td width="186">&#8211; Soia, legumi</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Kaempferolo</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, potenziale effetto antinfiammatorio</td>
<td width="186">&#8211; Cavolo, broccoli, tè verde, pomodori</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Luteolina</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, anti-infiammatorio</td>
<td width="186">&#8211; Sedano, peperoni, timo, carote, limone</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Naringenina</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, anti-infiammatorio</td>
<td width="186">&#8211; Buccia degli agrumi</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Quercetina</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante, supporto alla salute del cuore</td>
<td width="186">&#8211; Cipolla, mele, tè verde, cereali, fagioli, broccoli, uva, agrumi</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Resveratrolo</td>
<td width="263">&#8211; Antiossidante</td>
<td width="186">&#8211; Uva rossa, vino rosso, mirtilli, lamponi, gelso, arachidi, cacao</td>
</tr>
<tr>
<td width="119">Rutina</td>
<td width="263">&#8211; Supporto alla circolazione, antiossidante</td>
<td width="186">&#8211; Agrumi, mele, cipolla, tè verde</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Questa tabella rappresenta solo una piccola selezione di polifenoli e degli alimenti in cui sono comunemente presenti. È importante ricordare che una dieta equilibrata e varia contribuisce a ottenere i massimi benefici per la salute attraverso la diversità di nutrienti, inclusi i polifenoli.</p>
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		<item>
		<title>Proprietà del vino</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/proprieta-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 10:10:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Vino]]></category>
		<category><![CDATA[acido caffeico]]></category>
		<category><![CDATA[alcol etilico]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidanti]]></category>
		<category><![CDATA[diabete di tipo 2]]></category>
		<category><![CDATA[paradosso francese]]></category>
		<category><![CDATA[quercetina]]></category>
		<category><![CDATA[resveratrolo]]></category>
		<category><![CDATA[tirosolo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contenendo alcol etilico, il vino non è propriamente una bevanda “salutare”; tuttavia, il vino è accreditato per svolgere tutta una serie di effetti benefici sulla salute contiene antiossidanti, in primo luogo resveratrolo ma anche quercetina, capaci di esercitare effetti benefici sulle malattie cardiovascolari, rallentare il processo d’invecchiamento. Il ruolo protettivo del vino sembra estendersi anche &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Contenendo alcol etilico, il vino non è propriamente una bevanda “salutare”</strong>; tuttavia, il vino è accreditato per svolgere tutta una serie di effetti benefici sulla salute</p>
<ul>
<li><strong>contiene antiossidanti</strong>, in primo luogo <strong>resveratrolo</strong> ma anche <strong>quercetina</strong>, capaci di esercitare effetti benefici sulle malattie cardiovascolari, rallentare il processo d’invecchiamento. Il ruolo protettivo del vino sembra estendersi anche nei confronti del morbo di Alzheimer, della demenza e di altre <strong>malattie degenerative del sistema nervoso</strong>; aiuta a liberare le endorfine presenti nel cervello, diminuendo la depressione;</li>
<li><strong>agisce positivamente sui livelli di: colesterolo, trigliceridi e glicemia basale</strong>;</li>
<li>induce un aumento della sensibilità dei tessuti all’azione dell’insulina;</li>
<li><strong>ha un’azione fibrinolitica e antitrombotica</strong>;</li>
<li>attiva un gene che impedisce la formazione di nuove cellule grasse e, inoltre, stimola quelle già esistenti per depurarle ed eliminarle poco a poco;</li>
<li>avrebbe anche un effetto benefico sulle ossa, contrastando l’osteoporosi tanto negli uomini quanto nelle donne;</li>
<li>sarebbe dotato di benefici anche sulla calcolosi della colecisti e su alcuni tipi di cancro.</li>
</ul>
<p>Un consumo moderato di vino (alcol) si associa a una <strong>riduzione del rischio relativo di diabete di tipo 2</strong> fino al 52% nell&#8217;uomo ma non nella donna; inoltre è inversamente correlato con la progressione di altri disordini autoimmuni, quali l&#8217;artrite reumatoide ed il lupus eritematoso. Il vino sarebbe addirittura in grado di ridurre gli effetti collaterali legati alla radioterapia senza diminuire l&#8217;efficacia del trattamento finalizzato a distruggere le cellule cancerose. Sempre un consumo moderato di vino durante i pasti è in grado di prevenire l’aumento postprandiale dei prodotti di ossidazione del colesterolo nel sangue.</p>
<p>Infine, alcuni studi hanno ipotizzato un effetto positivo anche del vino bianco nella prevenzione delle malattie reumatiche; tale beneficio sarebbe dovuto a due sostanze, il <strong>tirosolo </strong>e l’<strong>acido caffeico</strong>, in grado di contrastare l’infiammazione.</p>
<p>Gran parte di questi benefici sarebbe da mettere in relazione, come accennato, con la presenza nel vino rosso di antiossidanti fenolici, primo fra tutti il resveratrolo e, in minor misura, la quercetina. In questo modo veniva anche risolto il c.d. “<strong>paradosso francese</strong>”; gli epidemiologi non riuscivano infatti a spiegarsi come mai, nonostante avessero una dieta ricca di cibi grassi, i francesi tendessero raramente a sviluppare malattie cardiache rispetto ad altre popolazioni.  L’attività preventiva dei polifenoli poteva essere una spiegazione.</p>
<p>Il <strong>resveratrolo<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></strong> è uno stilbene, un composto polifenolico, una delle tante molecole che le piante producono per proteggersi in situazioni di stress: lesioni, infezioni da parte di funghi o batteri ed esposizione a raggi ultravioletti. Il resveratrolo <strong>è solubile nei grassi</strong> e si presenta in diverse configurazioni, trans e cis, spesso legate a molecole di glucosio a formare glucosidi. A questo fenolo non flavonoide vengono attribuite proprietà metaboliche di tipo <strong>antiossidante, antibatterico, antimicotico, antitumorale, antinfiammatorio e di fluidificazione del sangue</strong>. In certe condizioni, un bicchiere di vino rosso al giorno sarebbe addirittura in grado di ridurre l&#8217;incidenza di ictus coagulo-correlato fino al 50%.</p>
<p>L’assunzione del resveratrolo con la dieta sembra inibire la formazione dei fattori infiammatori che concorrono a scatenare le patologie cardiovascolari, legandosi e attivando una proteina, nota come KSRP, che blocca la formazione delle molecole dell’infiammazione. Le attività biologiche del resveratrolo sono state studiate in un gran numero di lavori su colture cellulari o in animali, studi che hanno permesso di individuarne i meccanismi di azione ma che generalmente ne utilizzano concentrazioni elevatissime, molto superiori a quelle che possono essere raggiunte nel nostro organismo con il consumo di alimenti ricchi di questa sostanza o con integratori. Sono tuttavia necessari studi clinici più approfonditi per ottenere indicazioni precise sul potenziale terapeutico del resveratrolo, impressionante sulla carta, modesto nelle applicazioni <em>in vivo</em>.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Al resveratrolo è dedicato uno specifico paragrafo cui si rimanda per completezza.</p>
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		<item>
		<title>Foglie di olivo &#124; Olea europaea L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/foglie-di-olivo-olea-europaea-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 15:12:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido elenolico]]></category>
		<category><![CDATA[antiossidante]]></category>
		<category><![CDATA[fitoalessine]]></category>
		<category><![CDATA[foglie di olivo]]></category>
		<category><![CDATA[idrossitirosolo]]></category>
		<category><![CDATA[oleuropeina]]></category>
		<category><![CDATA[ORAC]]></category>
		<category><![CDATA[polifenoli]]></category>
		<category><![CDATA[rutina]]></category>
		<category><![CDATA[tirosolo]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina P]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noto soprattutto per l’olio che si estrae dai suoi frutti, l’ulivo racchiude nelle sue foglie un tesoro altrettanto prezioso. L’uso delle foglie di olivo (Olea europea L.) a scopo medicinale è noto sin dai tempi antichi. Le foglie sono ricche di sostanze bioattive che esercitano effetti antinfiammatori, antiossidanti, insulino-sensibilizzanti e antipertensivi. In particolare, l’estratto di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/foglie-di-olivo-olea-europaea-l/">Foglie di olivo | Olea europaea L.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noto soprattutto per l’olio che si estrae dai suoi frutti, l’ulivo racchiude nelle sue foglie un tesoro altrettanto prezioso.</p>
<p>L’uso delle <strong>foglie di olivo</strong> (<em>Olea europea</em> L.) a scopo medicinale è noto sin dai tempi antichi. Le foglie sono ricche di sostanze bioattive che esercitano <strong>effetti antinfiammatori, antiossidanti, insulino-sensibilizzanti e antipertensivi</strong>.</p>
<p>In particolare, l’estratto di foglie di olivo è caratterizzato da un alto contenuto di <strong>polifenoli</strong>, che sono micronutrienti antiossidanti presenti soprattutto negli alimenti di origine vegetale 2. La foglia di olivo (con la sua oleuropeina associata all’idrossitirosolo) è un potente antiossidante naturale.</p>
<p>I composti fenolici di maggiore importanza presenti nelle foglie di ulivo sono:</p>
<ul>
<li><strong>oleuropeina: è il principale polifenolo</strong> presente nelle foglie e nei frutti dell&#8217;olivo e responsabile del sapore amaro delle olive e delle foglie di olivo; la sua <strong>azione antiossidante</strong> è superiore a quella delle vitamina C e della Vitamina E.. Essa, come tutte le <strong>fitoalessine</strong>, possiede <strong>attività antimicrobica, fungicida e insetticida</strong>, fungendo da difesa contro infezioni e infestazioni. Alla oleuropeina vengono attribuite numerose proprietà, tra cui:
<ul>
<li>antiossidanti: le foglie di ulivo contengono anche molti fenoli, antiossidanti che neutralizzano l’azione dei radicali liberi;</li>
<li>antinfiammatorie e di sostegno al sistema immunitario: i fitochimici presenti nelle foglie d’olivo interagiscono per accelerare l’attività della vitamina C, che può svolgere meglio il suo compito e rafforzare i meccanismi di difesa dell’organismo;</li>
<li>antimicrobiche: l’oleuropeina e altri composti trovati nelle foglie di olivo sono particolarmente efficaci nella lotta contro vari microrganismi, come batteri e virus;</li>
<li>antitumorali: i principi attivi presenti nelle foglie di olivo possono inibire la proliferazione delle cellule tumorali, nei casi di cancro al seno in pazienti di sesso femminile, e delle cellule di melanoma in esperimenti effettuati sui topi;</li>
<li>preventive dell’osteoporosi: l’oleuropeina ha la capacità di stimolare la produzione delle cellule ossee (osteoblasti), impedendo così la perdita di densità ossea e aiutando a combattere l’osteoporosi;</li>
<li>anti-ipertensive: l’oleuropeina è in grado di rilassare i vasi sanguigni, abbassare la pressione sanguigna e prevenire la formazione di coaguli di sangue. Inoltre, l’estratto di foglie di olivo contribuisce a migliorare il flusso di sangue nelle arterie e di controllare i livelli di zucchero nel sangue;</li>
<li>neuroprotettive: avendo la capacità di accumularsi nel cervello, eserciterebbe un effetto protettivo contro lo stress ossidativo;</li>
<li>contribuirebbe a mantenere sotto controllo i valori di colesterolo aumentando i livelli di colesterolo buono (HDL).</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>idrossitirosolo </strong>è il polifenolo delle foglie di olivo più <strong>efficace nella neutralizzazione dei radicali liberi</strong>, seguito dall’oleuropeina e dal tirosolo. L&#8217;idrossitirosolo (1-(2-idrossi)etil-3,4-diidrossibenzene) è classificato come composto fitochimico esprimente <strong>fortissime proprietà antiossidanti</strong>. L&#8217;indice ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity, ovvero la capacità di assorbimento dell&#8217;ossigeno radicalico) per l&#8217;idrossitirosolo è pari a 40,000 µmolTE/g, circa dieci volte maggiore rispetto al tè verde e almeno due volte rispetto al CoQ10. è capace di attivare la formazione del glutatione, un forte agente antiossidante prodotto dalle stesse cellule del nostro organismo.</li>
</ul>
<p>L&#8217;EFSA (l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha approvato l&#8217;uso dell&#8217;idrossitirosolo/polifenoli da olivo come <strong>sostanze in grado proteggere i lipidi presenti nel sangue dagli effetti nocivi dello stress ossidativo</strong>. L’Efsa precisa che questa indicazione può essere autorizzata solo per gli oli di oliva che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio oleuropeina e tirosolo) ogni 20 g di olio di oliva. L&#8217;Efsa sottolinea inoltre che l&#8217;effetto benefico antiossidante si ottiene con l&#8217;assunzione giornaliera di 20 g di olio di oliva. L&#8217;idrossitirosolo è un inibitore della monoamminoossidasi B; nel cervello, è metabolizzato ad alcol omovanillico per azione dell&#8217;enzima catecolo O-metiltransferasi. L&#8217;idrossitirosolo è anche un metabolita del neurotrasmettitore dopamina; è in grado di contrastare l&#8217;effetto dell&#8217;invecchiamento sulla neurogenesi.</p>
<p>L’<strong>idrossitirosolo</strong>, considerato il secondo antiossidante più potente (dopo l’acido gallico), si ottiene da un composto, l’<strong>oleuropeina</strong>, attraverso una reazione chimica prodotta dall’acqua (idrolisi), ed è presente nell’olio d’oliva e nelle olive da tavola in concentrazioni variabili a seconda di diversi fattori tra cui la latitudine e l’altitudine del raccolto, la varietà di olive e la lavorazione. È naturalmente presente nell’organismo, di facile assorbimento (raggiunge il circolo sanguigno in 15 o 20 minuti) e non presenta problemi di accumulo o tossicità (viene eliminato attraverso i reni o il sistema digestivo circa 6-8 ore dopo il suo assorbimento).<br />
Nel 2012, l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha riconosciuto il ruolo dell’idrossitirosolo nella protezione contro il meccanismo di ossidazione del colesterolo LDL da parte dei radicali liberi. Inoltre, il Ministero della Salute ha incluso l’idrossitirosolo e i polifenoli contenuti nell’olio d’oliva nell’elenco delle sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico.</p>
<ul>
<li><strong>tirosolo </strong>è una molecola di origine fenolica derivante dall’alcol 2-feniletilico presente nell’olio di oliva ma in alte concentrazioni soprattutto nelle foglie dell’ulivo (e nel vino rosso). Non sembra così potente come altri antiossidanti presenti nell&#8217;olio d&#8217;oliva, la sua maggiore concentrazione e buona biodisponibilità indicano che può avere un importante effetto complessivo. Avrebbe tuttavia un’azione regolatrice sul peso corporeo, con un effetto dimagrante in caso di sovrappeso e obesità, grazie alla stimolazione di enzimi cellulari che accelerano la mobilizzazione dei grassi dai tessuti di deposito, trasformandoli in lipidi di facile eliminazione, con produzione di energia e riducendo il desiderio compulsivo di cibo. Migliora le attività metaboliche degli organi principali (fegato, muscoli, cuore), sostiene le funzioni mentali, svolgendo un’azione antistress e antidepressiva. Riduce l’affaticamento intellettivo, produce un miglioramento della memoria, dell’attenzione, della concentrazione e delle prestazioni intellettuali in generale.</li>
<li><strong>acido elenolico</strong>: è un derivato dell&#8217;idrolisi dell&#8217;oleuropeina, un glucoside dal sapore amaro presente in tutta la pianta dell&#8217;olivo compresi i frutti (olive) ma concentrato soprattutto nelle foglie; è ritenuto un antiossidante che migliora la circolazione del sangue.</li>
<li><strong>rutina</strong> o vitamina P: svolge una forte azione antiossidante che aiuta a combattere patologie infettive dalle più semplici alle infezioni virali più importanti. Ha un notevole effetto benefico sulla microcircolazione (protegge dalla rottura dei capillari), rende il sangue più fluido inibendo gli effetti dannosi dell’obesità, del colesterolo e della glicemia elevata. Agisce inoltre sulla circolazione linfatica degli arti inferiori prevenendone il ristagno di liquidi. Ha inoltre proprietà antistaminica.</li>
</ul>
<p>L’albero dell’olivo ha sempre accompagnato la storia dell’uomo, e sono noti i molteplici utilizzi di questa pianta, di cui non veniva buttata via nessuna parte; con le frasche e le potature si riscaldavano gli ambienti, con i noccioli delle olive venivano fatti materassi e cuscini – tra l’altro di recente prodotti da molte aziende e che apportano benefici alla cervicale – e infine, con la parte residua dell’olio d’oliva, venivano alimentate le lampade.</p>
<p>I contadini di un tempo avevano l’abitudine di masticare alcune foglie d’olivo, ritenendole (giustamente) una protezione dai malanni (ad es., per abbassare la febbre e preparavano decotti antimicrobici) e che donava energia per affrontare il duro lavoro nei campi.</p>
<p>Oggi come allora, le foglie d’olivo, se assunte con regolarità, possono offrire molteplici benefici. Per fortuna, esistono diversi prodotti realizzati per poter apportare tutti i benefici delle foglie d’olivo all’organismo in maniera assolutamente bilanciata e naturale.</p>
<p><strong>Avvertenze</strong>:</p>
<ul>
<li>Per via delle sue proprietà ipotensive ed antiaggreganti, gli estratti ottenuti dalle foglie di olivo possono potenziare l’effetto farmacologico degli antipertensivi.</li>
<li>Un possibile effetto additivo può essere riscontrato anche nei pazienti sottoposti all’assunzione concomitante di farmaci antidiabetici ed estratti di foglie di olivo.</li>
</ul>
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		<title>Rodiola &#124; Rhodiola Rosea</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/rodiola-rhodiola-rosea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 10:54:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Altri Vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[droghe adattogene]]></category>
		<category><![CDATA[para-tirosolo]]></category>
		<category><![CDATA[radice d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[rodiola]]></category>
		<category><![CDATA[rosarina e rosina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rodiola (Rhodiola rosea) è una una piccola pianta erbacea appartenente alla Famiglia delle Crassulaceae ampiamente diffusa nelle regioni subartiche e in quelle montuose di tutta l&#8217;Eurasia, Alpi incluse; è anche nota come &#8220;radice d&#8217;oro&#8221; o &#8220;radice artica&#8220;. La rodiola è un ingrediente tipico della medicina tradizionale russa, scandinava e cinese, propagandato per i suoi &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>rodiola</strong> (<em>Rhodiola rosea</em>) è una una piccola pianta erbacea appartenente alla Famiglia delle <em>Crassulaceae</em> ampiamente diffusa nelle regioni subartiche e in quelle montuose di tutta l&#8217;Eurasia, Alpi incluse; è anche nota come &#8220;<strong>radice d&#8217;oro</strong>&#8221; o &#8220;<strong>radice artica</strong>&#8220;.</p>
<p>La rodiola è un ingrediente tipico della medicina tradizionale russa, scandinava e cinese, propagandato per i suoi effetti positivi sulla vitalità fisica e cognitiva.</p>
<p>La parte utilizzata è la radice, che si presta soprattutto al <strong>trattamento dello stress mentale e dell&#8217;affaticamento fisico </strong>generalizzato.</p>
<p>In particolare, la rodiola è indicata nell&#8217;integrazione alimentare di chi desidera: ottimizzare le funzioni: epatica, muscolare, cardiaca, intellettiva; ridurre i sintomi della fatica e favorire il recupero dall&#8217;esaurimento fisico muscolare; contrastare i blandi sintomi depressivi associati alla debolezza e all&#8217;astenia; promuovere l&#8217;attività cognitiva; migliorare le difese antiossidanti; ridurre la sensazione di fame;</p>
<p>In condizioni di stress psico-fisici prolungati, la rodiola sembra ridurre la fatica e la stanchezza generali. Nelle prove preliminari, la rodiola si è dimostrata <strong>neuro-protettiva</strong> e coinvolta nell&#8217;aumento della <strong>longevità </strong>(quest&#8217;ultimo aspetto non è stato successivamente confermato sull&#8217;organismo dei mammiferi).</p>
<p>La rodiola è utilizzata in fitoterapia come una droga adattogena; al pari del ginseng e dell&#8217;eleuterococco, migliora la resistenza e le difese di chi l&#8217;assume, stimolando l&#8217;organismo a reagire positivamente a situazioni di stress psicofisico. Dopo il ginseng, la rodiola è probabilmente la seconda <strong>pianta adattogena</strong> più diffusa e utilizzata al mondo.</p>
<p>I composti farmacologicamente attivi identificati nella radice di rodiola sono numerosi (circa 140) e includono: <strong>salidrosina, tirosolo, rosavina, rosarina e rosina</strong></p>
<p>Il principale glicoside fenolico della rodiola è il <strong>salidroside</strong>, verso il quale vengono generalmente standardizzati gli estratti presenti in commercio. Questo glicoside è noto anche come rodioloside o rodosina, ed è presente nella radice in concentrazioni variabili dallo 0,1 all&#8217;1%.</p>
<p>Altri glicosidi caratteristici ad azione sinergica, sono la <strong>rosavina</strong>, la <strong>rosarina </strong>e la <strong>rosiridina</strong>. Significative anche le concentrazioni di un composto fenolico chiamato <strong>para-tirosolo</strong> (0,03 &#8211; 0,2%). Salidroside e para-tirosolo influenzano i livelli e le attività delle monoamine (dopamina, adrenalina, norepinefrina, serotonina), attraverso un&#8217;inibizione dell&#8217;enzima responsabile della loro degradazione; il risultato è un <strong>miglioramento delle attività metaboliche generali </strong>(fegato, muscoli, cuore) <strong>e intellettuali</strong> (effetto antidepressivo, miglior capacità mnemonica e di concentrazione). Gli stessi princìpi attivi esercitano un&#8217;azione equilibratrice sui peptidi oppioidi (betaendorfine), di cui la rodiola sembra indurre la sintesi.</p>
<p>Gli estratti alcolici o acquosi hanno dimostrato spiccate <strong>proprietà antiossidanti</strong>, ascrivibili a varie sostanze, in particolare a flavonoidi e acidi organici. In alcuni studi, la rodiola ha dimostrato proprietà antifame (nel caso venga assunta prima dei pasti) e lipolitiche (stimola le lipasi attive nei tessuti adiposi, favorendo la mobilitazione degli acidi grassi). Tali azioni ne suggeriscono un possibile impiego in preparati coadiuvanti dei regimi dietetici ipocalorici.</p>
<p>Una certa efficacia contro i disturbi sessuali maschili è supportata dal tradizionale impiego della rodiola in filtri d&#8217;amore.</p>
<p>Soprattutto in caso di stress legato all&#8217;attività motoria prolungata a bassa intensità, la rodiola mostra un certo effetto accelerante sul recupero muscolare e diminuisce i sintomi della fatica.</p>
<p>Un recente studio <em>in vitro</em> ha dimostrato una potente attività inibente della rhodiola nei confronti del CYP<sub>3</sub>A<sub>4</sub> e della glicoproteina-P.  Sebbene questo effetto non sia stato ancora confermato nell’uomo, ai <strong>pazienti in trattamento con farmaci come warfarin</strong> (substrato del CYP<sub>3</sub>A<sub>4</sub>) <strong>o digossina</strong> (substrato della glicoproteina-P) viene suggerito di <strong>evitare l’uso concomitante di prodotti a base di rhodiola.</strong></p>
<p>La composizione chimica dell&#8217;olio essenziale estratto dalla radice di rodiola varia in base alla provenienza. Ad esempio, rosavina, rosarina e rosina si trovano alla massima concentrazione nella rodiola di origine russa.</p>
<p>I componenti principali dell&#8217;olio essenziale di rodiola bulgara (una varietà che contiene anche l&#8217;alcol cinnamico) sono il geraniolo e il mirtenolo.</p>
<p>Nella rodiola cinese i componenti principali sono il geraniolo e l&#8217;1-ottanolo.</p>
<p>In quella indiana è l&#8217;alcol feniletilico.</p>
<p>Ciò lascia dedurre che la dose e il modo d&#8217;uso possano cambiare in base alla materia prima e all&#8217;obbiettivo terapico; prima del consumo, si consiglia di rivolgersi a un esperto erborista.</p>
<p>Per quanto riguarda l’uso della Rodiola come alimento, c’è da dire che le foglie e i germogli hanno un sapore amarognolo e vengono consumati solitamente crudi o cotti in maniera simile agli spinaci; talvolta sono aggiunti alle insalate miste.</p>
<p>La rodiola sembra essere una droga piuttosto sicura, con minori effetti collaterali rispetto alle altre droghe adattogene. Dosaggi elevati possono provocare insonnia e irritabilità.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di rodiola tuttavia va evitato nelle persone che soffrono spontaneamente di ansia, disturbi del sonno o sonno delicato, irascibilità e nervosismo, nonché in pazienti in trattamento con antidepressivi, ansiolitici, barbiturici, diuretici ecc.</p>
<p>L&#8217;assunzione di rodiola è anche sconsigliata nei soggetti colpiti da ipertensione arteriosa e scompensi cardiaci vari.</p>
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