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	<title>tiramina Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Lamio bianco o falsa ortica bianca &#124; Lamium album L.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lamio-bianco-o-falsa-ortica-bianca-lamium-album-l/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 11:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lamio bianco noto anche come falsa ortica bianca (nome scientifico Lamium album L., 1753) è una piccola pianta erbacea annuale e perenne dai bianchi fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. La pianta ha portamento eretto, rustica, resistente al gelo, spontanea, cresce rigogliosa in terreni ricchi, ben drenati, predilige un’esposizione al sole o a &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>lamio bianco</strong> noto anche come <strong>falsa ortica bianca</strong> (nome scientifico <em>Lamium album</em> L., 1753) è una piccola pianta erbacea annuale e perenne dai bianchi fiori labiati appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>.</p>
<p>La pianta ha portamento eretto, rustica, resistente al gelo, spontanea, cresce rigogliosa in terreni ricchi, ben drenati, predilige un’esposizione al sole o a mezz’ombra; la si trova principalmente nei prati umidi, nei pascoli, nei luoghi erbosi e incolti, lungo le strade, sui depositi di detriti e di rifiuti.</p>
<p>L’Ortica bianca si sviluppa su un rizoma strisciante e sotterraneo, dal quale si originano numerosi fusti; questi ultimi, alti dai 20 ai 40 cm circa, sono eretti, di sezione quadrata, cavi, semplici o talvolta ramificati con la superficie pelosa. Le foglie, opposte a due a due, peduncolate o sessili, sono grandi, vellutate e grossolanamente dentate; le foglie inferiori sono di forma ovale con la base incavata e l’apice acuto, mentre quelle superiori appaiono di forma allungata e lungamente acuminate. I fiori, bianchi, compaiono dall’inizio della primavera fino all’estate; sono raggruppati in verticilli di 5-8 (a volte 10) all’ascella delle foglie e hanno il calice formato da cinque lunghi petali dentellati. Il frutto è costituito da quattro acheni posti al fondo del calice, triangolari, di colore bruno e con un’appendice carnosa. L’Ortica bianca si riproduce per semina in autunno o in primavera, o per divisione dei rizomi in autunno, oppure mediante talee dei getti non fioriferi in estate. Questa pianta si trova su tutta la penisola italiana (escluse le isole).</p>
<p>Il nome del genere deriva dal greco ”lamos” (= larga cavità) o da “laimos” (fauci) e richiama l’attenzione sulla forma del calice del fiore, mentre l’epiteto latino “album” ( = bianco, in lingua latina) fa riferimento alle parti apicali della pianta.</p>
<p>Secondo altri, il nome farebbe riferimento ad una regina libica ”Làmia”: le mamme greche, per far star buoni i loro bambini, descrivevano questa regina come un mostro capace di ingoiarli (come del resto fa il fiore di questa pianta quando un bombo entra nel tubo corollino in cerca del nettare).</p>
<p>L’Ortica bianca contiene principalmente <strong>eterosidi flavonici</strong> (<strong>chenferolo</strong>, <strong>isoquercetina</strong>); <strong>glucosidi, istamina, mucillaggini, olio essenziale, sali di potassio, saponosidi</strong>, vitamina C in piccole quantità, <strong>tannini, tiramina</strong> e sostanze sconosciute.</p>
<p><strong>Parti usate</strong>: le foglie e i fiori (soprattutto la parte fiorita apicale) che sono raccolti da maggio ad agosto e sono utilizzati sotto forma di infusi.</p>
<p>L’Ortica bianca agisce come pianta medicinale esercitando varie azioni; in particolare le foglie acri e amare sono considerate (secondo la medicina popolare) <strong>vulnerarie</strong> (guarisce le ferite), <strong>antispasmodiche</strong> (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), <strong>depurative</strong> (facilita lo smaltimento delle impurità), <strong>espettoranti</strong> (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali), <strong>risolventi</strong> in generale, <strong>toniche</strong> (rafforza l&#8217;organismo in generale) e <strong>astringenti </strong>(limita la secrezione dei liquidi). Sembra che anche le radici abbiano delle proprietà positive nei confronti dei calcoli renali. Agisce come antinfiammatorio ed espettorante nelle affezioni delle vie respiratorie.</p>
<p><strong>In cucina</strong>, in taluni casi, queste piante vengono utilizzate come ortaggio: se lessate hanno un sapore paragonabile agli spinaci. In Francia i giardinieri di Vitry (nei pressi della Senna) fanno una eccellente minestra a quanto sembra molto gradita. È utilizzata anche come <strong>pianta mielifera</strong>.</p>
<p>L&#8217;utilizzo di questa specie da parte dell&#8217;uomo è circoscritto principalmente al <strong>giardinaggio </strong>grazie anche alla sua vistosa fioritura, ma anche al fogliame variegato. Inoltre, se la pianta è sistemata in una zona riparata ma fresca, la fioritura viene mantenuta per lunga parte dell&#8217;anno in quanto i fiori si succedono quasi ininterrottamente fino in agosto inoltrato.</p>
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		<title>Biancospino &#124; Crataegus monogyna Jacq.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/biancospino-crataegus-monogyna-jacq/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 11:36:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Altri Vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[biancospino]]></category>
		<category><![CDATA[feniletilamina]]></category>
		<category><![CDATA[glicosidi cianogenetici]]></category>
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		<category><![CDATA[pianta mellifera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il biancospino (Crataegus monogyna Jacq., 1775) è un arbusto o un piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso, appartenente alla famiglia delle Rosaceae e al genere dei Crataegus. Talvolta è usato il sinonimo Crataegus oxyacantha. Un tempo, in diverse regioni italiane, veniva utilizzato come essenza costituente delle siepi interpoderali, cioè per delimitare i confini degli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>biancospino</strong> (<em>Crataegus monogyna</em> Jacq., 1775) è un arbusto o un piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso, appartenente alla famiglia delle <em>Rosaceae</em> e al genere dei <em>Crataegus</em>. Talvolta è usato il sinonimo <em>Crataegus oxyacantha</em>.</p>
<p>Un tempo, in diverse regioni italiane, veniva utilizzato come essenza costituente delle siepi interpoderali, cioè per delimitare i confini degli appezzamenti. In ragione delle spine e del fitto intreccio dei rami la siepe di biancospino costituiva una barriera pressoché impenetrabile. Attualmente l&#8217;esigenza di non rendere difficoltosa la circolazione dei mezzi agricoli meccanici ha determinato la quasi totale scomparsa delle siepi di biancospino con questa funzione.</p>
<p>Il suo nome botanico deriva dal greco <em>kratos </em>(forza) <em>oxys</em> (acuminata) e <em>akantha</em> (spina) e nell&#8217;antichità era considerato una pianta sacra, e utilizzato per adornare gli altari e durante le cerimonie nuziali. Celti e Latini dedicavano al biancospino il mese di maggio e nel Medioevo si usava collocare un biancospino al centro della piazza principale per celebrarvi intorno danze e riti propiziatori.</p>
<p>Il biancospino viene comunemente utilizzato per il <strong>trattamento di angina, bradiaritmia, insufficienza cerebrale</strong>, come cardiotonico di mantenimento nel trattamento dello scompenso cardiaco, come antiaritmico ed antiipertensivo. Viene inoltre utilizzato per il trattamento dell’insonnia, di stati ansiosi e di disturbi gastrointestinali.</p>
<p>I principali componenti della pianta, presenti nelle foglie e nelle sommità fiorite, comprendono: <strong>flavonoidi</strong> (quali <strong>kaempferolo, quercitina, iperoside</strong> <strong>e vitexina; proantocianidine</strong>), amine biogene (quali <strong>feniletilamina</strong>, <strong>O-metossifeniletilamina</strong> e <strong>tiramina</strong>), <strong>tannini</strong>, <strong>glicosidi cianogenetici e saponine</strong>.</p>
<p>A livello cardiaco il biancospino determina un <strong>effetto inotropo positivo</strong> (aumento della forza di contrazione del cuore) riconducibile all’inibizione della AMP-c fosfodiesterasi da parte dei flavonoidi, un <strong>effetto cronotropo negativo</strong> (riduzione della frequenza cardiaca), un <strong>effetto dromotropo positivo</strong> (aumento della conduzione atrio-ventricoloare) ed un <strong>effetto batmotropo negativo</strong> (riduzione dell’eccitabilità cardiaca).</p>
<p>La pianta determina inoltre <strong>rilascio della muscolatura liscia vasale</strong> con conseguente vasodilatazione (in particolare a livello coronarico) e riduzione delle resistenze periferiche. L’<strong>effetto sedativo </strong>è stato invece attribuito alle proantocianidine. <em>In vitro</em> numerosi costituenti del biancospino hanno mostrato la <strong>capacità di inibire la biosintesi di trombossano A2</strong>. Pertanto la somministrazione concomitante di farmaci antiaggreganti piastrinici e di prodotti erboristici contenenti biancospino può comportare un maggiore rischio di sanguinamento. Tale associazione dovrebbe quindi essere evitata. Inoltre i prodotti a base di biancospino <strong>possono potenziare l’effetto della digossina</strong> attraverso un meccanismo di tipo farmacodinamico. In un recente studio condotto su 8 volontari sani, sottoposti per tre settimane alla somministrazione concomitante di digossina (0.25 mg al giorno) e biancospino (450 mg due volte al giorno), è stato osservato che alle dosi utilizzate i parametri farmacocinetici della digossina non vengono alterati dalla contemporanea somministrazione di biancospino. Pertanto, in queste condizioni terapeutiche gli autori ritengono tale associazione piuttosto sicura. Infine, possibili interazioni farmacologiche possono manifestarsi associando il biancospino a farmaci antipertensivi, antianginosi ed antiaritmici.</p>
<p>I principi attivi del biancospino sono concentrati soprattutto nei fiori, da utilizzare come infuso, ma sono presenti in minor misura anche nelle foglie e nei frutti, purché consumati freschi.</p>
<p>Per uso interno si assume tramite infusi, tisane, decotti, tintura madre e macerati glicerici. Gli estratti di biancospino sono apprezzati anche in cosmesi, e usati per la preparazione di creme per la pelle grassa o acneica.</p>
<p>Il biancospino è una pianta mellifera e viene bottinata dalle api ma solo raramente se ne può ricavare un miele monoflorale, perché di solito si trova in minoranza rispetto alle altre piante del territorio.</p>
<p>Il legno, denso e pesante, è un apprezzato combustibile.</p>
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