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	<title>tintura madre Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Gelsemio &#124; Gelsemium Sempervirens</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 11:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Bebo-sito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gelsemio o Gelsemium sempervirens è un rimedio omeopatico che si ottiene dall’omonima pianta rampicante. Si tratta di una pianta velenosa che, se assunta in dosi elevate, blocca la respirazione e il movimento, causando paralisi. Il rimedio omeopatico è molto utile per combattere gli stati d&#8217;ansia e quelli febbrili in caso di influenza, cefalea o &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Gelsemio</strong> o <em>Gelsemium sempervirens</em> è un rimedio omeopatico che si ottiene dall’omonima <strong>pianta rampicante</strong>. Si tratta di una <strong>pianta velenosa</strong> che, se assunta in dosi elevate, blocca la respirazione e il movimento, causando paralisi. Il rimedio omeopatico è molto utile per combattere gli stati d&#8217;ansia e quelli febbrili in caso di influenza, cefalea o affaticamento.</p>
<p>Originario del Nord America il <em>Gelsemium sempervirens</em> è conosciuto anche con il nome di <strong>gelsomino della Carolina</strong>, per via della sua provenienza (in particolare Carolina del Sud), o <strong>gelsomino giallo o stellato</strong>. La sua crescita spontanea in natura è inoltre registrata nei territori fino al Messico e al Guatemala. La pianta rampicante era già nota ai coloni nord americani e veniva da loro utilizzata in caso di febbre.</p>
<p>Il <em>Gelsemium sempervirens</em> è una pianta sempreverde e rampicante in grado di svilupparsi per diversi metri in altezza e necessita di supporti per arrampicarsi; presenta fusti sottili e in parte legnosi che si ramificano molto liberamente con foglie lucide, lanceolate, di lunghezza pari a 4-5 centimetri e di colore verde scuro. La fioritura avviene in primavera ed estate con la produzione di fiori di colore giallo brillante a forma di imbuto molto profumati e riuniti in gruppo; la fioritura dura circa un mese e comincia tra il finire dell’inverno e l’avvio della primavera. Il Gelsemium non si trova in Europa. Le tre varietà sono indigene di Sudest asiatico (<em>Gelsemium elegans</em>), USA sudorientali (<em>Gelsemium rankinii</em>), America centrale e USA meridionali (<em>Gelsemium sempervirens</em>).</p>
<p>Il termine <em>Gelsemium</em>, viene da <em>Gelseminum</em> (<em>Jasminum</em>) dal greco <em>eusmos</em> = odorifero o derivante dall&#8217;ebraico <em>Samin</em> = profumo, arabo = <em>jsmjn</em>, perché i fiori del Gelsomino hanno gradito odore e profumano i luoghi dove la pianta vegeta.</p>
<p>I <strong>principi attivi</strong> che contiene sono <strong>alcaloidi</strong> comprendenti la <strong>gelsemina</strong> e la <strong>sempervirina,</strong> che si trovano principalmente nel rizoma e nella radice. La preparazione omeopatica utilizza la <strong>Tintura Madre</strong>, ottenuta con la radice fresca raccolta un po’ prima della fioritura della pianta; si può ottenere anche per triturazione della radice secca. Il rimedio omeopatico si ottiene attraverso le diluizioni e dinamizzazioni a cui viene sottoposta la tintura madre.</p>
<p><strong>Il Gelsemium è molto velenoso e agisce prioritariamente su sistema nervoso centrale</strong>, nervi periferici, muscoli oculari, cuore, organi genitali femminili, tratto gastrointestinale<strong>.</strong></p>
<p>In omeopatia il Gelsemium viene impiegato per il trattamento della cefalea accompagnata da disturbi alla vista, stanchezza e tremore; è particolarmente indicato per soggetti ipersensibili allo stress psichico (conseguenze di spavento, paura, agitazione, esami).  L’assunzione di Gelsemium è anche consigliata in caso di influenza a sviluppo lento con febbre moderata. Il rimedio può anche essere impiegato come profilassi antinfluenzale o quando non ci si riesce a riprendere del tutto dopo un’influenza.</p>
<p>Già gli Otomi, un popolo indigeno del Messico, usavano il veleno dalla radice per preparare la bevanda velenosa «<strong>Bebo-sito</strong>» (<strong>bara trasparente</strong>) per utilizzarla in caso di giudizi degli dei e per atti di vendetta. Nella guerra civile americana, il Gelsemium veniva usato in forma di succo in sostituzione dell’oppio, poiché il suo principio attivo è in grado di lenire i dolori.</p>
<p>Il Gelsemium è considerato il <strong>rimedio delle persone volubili, timide, emotive, fragili</strong>, paurose e ipersensibili, ma anche vigliacche, codarde, passive. Il soggetto è solitamente colpito da intensa ansia, mal di testa, tremori, diarrea, difficoltà a parlare in pubblico. Spesso lo accompagnano tremori e forte ansia. Allo stesso tempo la persona si presenta come poco acuta, debole, svogliata, assonnata, stordita e desidera stare sola. Lo stato di malessere peggiora con il clima tiepido, umido, con il calore del sole o fumando. Pertanto, il Gelsemium viene <strong>impiegato in omeopatia per trattare episodi di bradicardia, ipotensione arteriosa e miocardia</strong>; in caso di infiammazione delle mucose, perlopiù appartenenti agli apparati respiratorio e digerente; e soprattutto nella cura del sistema nervoso, ad esempio in corrispondenza di episodi di nevrosi, mancanza di coordinazione motoria, tremori, crampi, astenia agli arti accompagnata da pesantezza o rigidità. Può essere inoltre utilizzato per trattare stati febbrili e influenzali, diarrea d’origine psicosomatica, mal di testa e cefalee dovuti a stress e attacchi d’ansia.</p>
<p>In generale l’impiego del Gelsemium sarebbe indicato per i soggetti con:</p>
<ul>
<li>disturbi del sistema nervoso, come crampi, tremori, astenia o paralisi degli arti, con sensazione di pesantezza e rigidità, mancanza di coordinazione motoria, nevrosi</li>
<li>disturbi dell&#8217;apparato circolatorio, come miocardia, bradicardia, calo della pressione arteriosa</li>
<li>infiammazioni alle mucose, soprattutto dell&#8217;apparto digerente o respiratorio</li>
</ul>
<p>stati influenzali, come febbre, intossicazione, intense sollecitazioni emotive, pelle d&#8217;oca e brividi lungo la schiena, diarree psicosomatiche, mal di testa e cefalea.</p>
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		<title>Fitolacca &#124; Phytolacca Decandra</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/fitolacca-phytolacca-decandra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2022 12:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[erba amaranta]]></category>
		<category><![CDATA[fitolacca]]></category>
		<category><![CDATA[fitolaccatossina]]></category>
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		<category><![CDATA[tintura madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fitolacca o Phytolacca decandra, è un arbusto della famiglia delle Fitolaccacee. Originaria dell’America del Nord, si è acclimatata anche in Europa e in Cina; cresce selvatica nelle siepi, nelle rupi, lungo le strade di campagna, sia in pianura che nelle zone montane. La pianta presenta una radice carnosa e fusti rossi, ramosi, alti anche &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>fitolacca</strong> o <em>Phytolacca decandra</em>, è un arbusto della famiglia delle Fitolaccacee. Originaria dell’America del Nord, si è acclimatata anche in Europa e in Cina; cresce selvatica nelle siepi, nelle rupi, lungo le strade di campagna, sia in pianura che nelle zone montane. La pianta presenta una radice carnosa e fusti rossi, ramosi, alti anche 3 m. Le foglie sono glabre, ovato-allungate; i fiori hanno colore bianco-roseo, sono riuniti a grappoli e appaiono da luglio a ottobre. I frutti sono a bacca, inizialmente rossastri e poi nerastri. Le bacche mature venivano utilizzate a livello industriale per produrre un colorante naturale per dolci e liquori. Tale colore ha dato origine al nome della pianta, che si compone della parola greca <em>phyton</em> (pianta) e della radice araba <em>lakk</em> (lacca, colore), cioè lacca vegetale per il colore del frutto maturo che, se spremuto, secerne il citato succo viola scuro che macchia intensamente. Il nome scientifico completo è <em>Phytolacca decandra</em> o anche <em>Phytolacca americana</em> L. con riferimento alla sua origine nord americana, ma viene anche comunemente chiamata <strong>erba amaranta</strong> o <strong>uva turca</strong>.</p>
<p>La pianta contiene diversi composti tossici, tra cui <strong>saponine</strong>, la <strong>fitolaccatossina</strong> (o <strong>fitolaccina</strong>), un alcaloide presente soprattutto a livello delle radici e la <strong>fitolaccigenina</strong> nelle foglie</p>
<p><strong>Tutte le sue parti sono velenose </strong>a causa delle saponine in essa contenute; i giovani germogli però, resi innocui dalla bollitura, sono molto buoni e possono essere consumati.</p>
<p>Nell&#8217;uomo, l&#8217;ingestione di piccole quantità di radici o di foglie arrossate può provocare conati o vomito dopo qualche ora; questi sintomi possono essere seguiti da dispnea, spasmi, senso di prostrazione, tremori, diarrea acquosa profusa (spesso accompagnata da sanguinamento) e talvolta convulsioni. Se vengono ingerite dosi massicce, soprattutto con le radici, in seguito ai sintomi sopraelencati sopravvengono paralisi degli organi respiratori e altri effetti narcotici, portando alla morte la persona avvelenata.</p>
<p><strong>Attualmente, la fitolacca viene impiegata soltanto in ambito omeopatico</strong>, dove la si può trovare sotto forma di granuli, gocce orali, <strong>tintura madre</strong>, capsule, compresse e pomata. La medicina omeopatica sfrutta questa pianta &#8211; da sola o in associazione ad altri rimedi omeopatici &#8211; per il trattamento di una grande varietà di disturbi, quali: infiammazioni delle mucose (in particolar modo, quelle del tratto respiratorio), faringiti, tonsilliti, bronchiti, disturbi reumatici, infiammazioni delle ghiandole mammarie, dismenorrea, sintomi della sindrome premestruale (come, ad esempio, emicrania, nervosismo e nausea), patologie infettive di diversa origine e natura, dolore associato alla dentizione nei bambini e ulcere del cavo orale.</p>
<p>L’intossicazione provoca sensazione di bruciore in bocca e gola, sete, scialorrea, vomito, diarrea, cefalea e vertigini.</p>
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		<title>Erisimo &#124; Erysimum officinale</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/erisimo-erysimum-officinale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 17:15:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;erisimo (Sisymbrium officinale o Erysimum officinale) è una pianta annuale con fusto eretto (60 cm) e ramoso; appartiene alla famiglia delle Brassicaceae, ed è noto anche come Erba del cantante, Erba cornacchia, Cima amarella, Rapistogno, Barbena, Trionc, Alaussa, Rapino. Le foglie basali sono picciolate, pennate, con lobi dentati, mentre quelle superiori sono intere e astate; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>erisimo</strong> (<em>Sisymbrium officinale</em> o <em>Erysimum officinale</em>) è una pianta annuale con fusto eretto (60 cm) e ramoso; appartiene alla famiglia delle <em>Brassicaceae</em>, ed è noto anche come <strong>Erba del cantante</strong>, <strong>Erba cornacchia</strong>, Cima amarella, Rapistogno, Barbena, Trionc, Alaussa, Rapino. Le foglie basali sono picciolate, pennate, con lobi dentati, mentre quelle superiori sono intere e astate; i fiori di colore giallino hanno dimensioni molto modeste e sono raccolti in grappoli; il frutto è una siliqua di forma allungata, che contiene una ventina di semi oblunghi e scuri. Diffusa in tutta Europa, in Italia si trova dal mare alle regioni submontane. Cresce nelle zone incolte, lungo muri, macerie e ai bordi delle strade e vicino ai centri abitati sia in pianura, che in montagna.</p>
<p>Le sommità fiorite di <em>Sisymbrium officinale</em> contengono <strong>oli essenziali, steroli, glicosidi, glicosinolati (sinigrina, glucococlearina, glucobrassicina), cumarine (umbelliferone, erniaria), flavonoidi (campferolo, quercitina, isoramnetina)</strong>. Questi principi attivi conferiscono alla pianta <strong>attività antinfiammatoria, espettoranti e antisettica sulle vie respiratorie</strong>.</p>
<p>La “droga” (parte utilizzata) corrisponde quindi alla pianta fiorita raccolta che si raccoglie intera in fiore nel periodo di maggio-giugno. Si recidono i fusti per circa 15-20 cm dalla sommità. Si riuniscono in mazzetti e si lasciano essiccare all’ombra e in un luogo areato. Successivamente si conservano in vasetti di vetro o di porcellana ben chiusi. Si consiglia l’uso della pianta fresca, in quanto con l’essiccazione si ha una perdita importante dei principi attivi. La Tintura Madre viene preparata da pianta fresca (con un titolo 65°).</p>
<p>Le proprietà dell&#8217;erisimo sono note fin dall&#8217;antichità e il nome della pianta deriva dal greco &#8220;<em>eruo</em>&#8221; “io salvo” e &#8220;<em>oimos</em>&#8221; “il canto”. Durante il Rinascimento, il suo utilizzo divenne comune tra oratori, attori di teatro e cantanti.</p>
<p>La <strong>tintura madre di erisimo</strong> per uso interno può essere impiegata per gargarismi <strong>per lenire la secchezza o le infiammazioni alle corde vocali</strong> di fumatori, attori, di coloro che lavorano con la voce, e contro il mal di gola. Proprio per questa sua proprietà benefica sulle corde vocali l’Erisimo è volgarmente conosciuto come l’<strong>Erba dei Cantanti</strong>. Le attuali conoscenze tendono ad attribuire queste proprietà alla presenza di mucillagini ad azione protettiva sulle mucose, e a composti solforati, simili a quelli del rafano, con attività fluidificante delle secrezioni bronchiali.</p>
<p><strong>In cucina</strong>, le foglie più morbide e i boccioli non fioriti possono essere utilizzati crudi nelle <strong>insalate </strong>oppure cotti in <strong>frittate</strong>. Oppure unite a altre erbe nella preparazione di una salsa alle erbe. Ha un sapore amarognolo. Per questo motivo, in tisana, viene spesso addolcita con miele e/o liquirizia.</p>
<p>Alle dosi terapeutiche non sono segnalati effetti collaterali. Solo con dosi elevate e protratte per lunghi periodi sembra ci sia una possibile <strong>interazione con farmaci tiroidei</strong> (metimazolo e tiroxina). Evitare l’uso se si soffre di ipotiroidismo. Evitare l’assunzione in caso di sensibilità soggettiva alla pianta. Per precauzione viene sconsigliato in gravidanza e in allattamento.</p>
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		<title>Chimaphila Umbellata</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/chimaphila-umbellata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 16:02:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[ac. ursolico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chimafila è una pianta sempreverde della famiglia delle Pirolacee che cresce soprattutto nei paesi Scandinavi, in Polonia, nella Russia meridionale e nell&#8217;America del Nord; è detta umbellata per le infiorescenze coi fiori pedicellati disposti in falso ombrello. Dalla pianta intera fiorita si prepara la tintura madre che serve per l&#8217;ottenimento dei granuli utilizzati in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>chimafila</strong> è una pianta sempreverde della famiglia delle Pirolacee che cresce soprattutto nei paesi Scandinavi, in Polonia, nella Russia meridionale e nell&#8217;America del Nord; è detta umbellata per le infiorescenze coi fiori pedicellati disposti in falso ombrello.</p>
<p>Dalla pianta intera fiorita si prepara la <strong>tintura madre</strong> che serve per l&#8217;ottenimento dei granuli utilizzati in omeopatia.</p>
<p>La Chimafila è dotata di <strong>azione tonica, astringente</strong> e soprattutto, <strong>diuretica e antisettica delle vie urinarie</strong>. Trova indicazioni in quei soggetti che hanno un’ipertrofia prostatica un bisogno continuo di urinare ovvero in caso di cistite caratterizzata da dolore costante in regione renale.</p>
<p>Componenti principali: <strong>chimafilina</strong> o chimafillina, ac. ursolico, arbutoside, flavonoidi <strong>tannino, acido chinico</strong>.</p>
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		<title>Aralia Aralia Racemosa</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/aralia-aralia-racemosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 12:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[American Spikenard. beta-sitosterolo]]></category>
		<category><![CDATA[aralia a grappoli]]></category>
		<category><![CDATA[Aralia racemosa Pretty Morrel]]></category>
		<category><![CDATA[araloside]]></category>
		<category><![CDATA[tintura madre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aralia a grappoli, Aralia racemosa, della famiglia delle Araliacee, è una pianta erbacea perenne che si trova per lo più nel Nord America e fiorisce in estate con fiori bianco-verdastri o verde chiaro. E’ conosciuta comunemente con i nomi Pretty Morrel e American Spikenard. Vive su terreni sabbiosi o argillosi con suoli acidi, neutri e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aralia a grappoli, <strong>Aralia racemosa</strong>, della famiglia delle Araliacee, è una pianta erbacea perenne che si trova per lo più nel Nord America e fiorisce in estate con fiori bianco-verdastri o verde chiaro. E’ conosciuta comunemente con i nomi <strong>Pretty Morrel</strong> e <strong>American Spikenard</strong>.</p>
<p>Vive su terreni sabbiosi o argillosi con suoli acidi, neutri e basici. Può crescere bene in luoghi molto o mediamente ombreggiati con terreni umidi ma non esposta in pieno sole. L’aralia detesta le estati calde; sono quindi indispensabili terreno fresco, posizioni ombrose e riparate e una buona escursione termica tra giorno e notte.</p>
<p>Dell’Aralia vengono usate radici e rizoma che possono contenere <strong>saponine</strong>, ma nessuna tossicità. Inoltre non sono state riscontrate controindicazioni alle dosi terapeutiche normali, eccetto ipersensibilità individuale, sebbene non esistano studi clinici che ne confermino l’efficacia terapeutica.</p>
<p>L&#8217;utilizzo del rimedio può essere utile in due circostanze: <strong>nelle riniti comuni o allergiche</strong>, non stagionali, scatenate dalle correnti d&#8217;aria; nelle sindromi asmatiformi che si manifestano quando ci si corica o dopo il primo sonno. In generale l’Aralia potrebbe agire positivamente per bronchi e bronchioli, cavo oro-faringeo, ossa, cartilagini, articolazioni, vie respiratorie e organi di vari distretti corporei.</p>
<p>E’ un buon espettorante e fluidificante del catarro mucolitico e quindi indicato per catarro, asma, tosse, raffreddore, affezioni dell’apparato respiratorio e reumatismi. Questo grazie al contenuto di <strong>saponine</strong> che stimolano la tosse e la conseguente espulsione del catarro.</p>
<p>La <strong>tintura madre</strong> viene preparata con la radice. I suoi <strong>principi fondamentali</strong> sono: <strong>beta-sitosterolo</strong>; <strong>araloside</strong>, un derivato triterpenico dell&#8217;acido oleanolico.</p>
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