<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>timolo Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/timolo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/timolo/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Fri, 30 Jun 2023 16:15:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>timolo Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/timolo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Damiana &#124; Turnera diffusa Willd. var. aphrodisiaca (G.H.Ward) Urb.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/damiana-turnera-diffusa-willd-var-aphrodisiaca-g-h-ward-urb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 11:49:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[afrodisiaco]]></category>
		<category><![CDATA[alfa e beta pinene]]></category>
		<category><![CDATA[arbutina]]></category>
		<category><![CDATA[cimolo]]></category>
		<category><![CDATA[cineolo]]></category>
		<category><![CDATA[damiana]]></category>
		<category><![CDATA[damianina]]></category>
		<category><![CDATA[integratori alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[olio essenziale]]></category>
		<category><![CDATA[stimolante neuromuscolare]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
		<category><![CDATA[tè Messicano]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<category><![CDATA[tonico]]></category>
		<category><![CDATA[Turnera]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=25908</guid>

					<description><![CDATA[<p>La damiana è  un piccolo arbusto che non raggiunge il metro e mezzo d&#8217;altezza; appartiene alla famiglia delle Turneracee, proveniente dall’America del sud, del Messico, delle Antille, Texas, America centrale e meridionale. Le foglie sono ovali, lanceolate, con picciolo corto e 2 ghiandole alla base, margini curvi e leggermente seghettati; la superficie superiore è liscia &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/damiana-turnera-diffusa-willd-var-aphrodisiaca-g-h-ward-urb/">Damiana | Turnera diffusa Willd. var. aphrodisiaca (G.H.Ward) Urb.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> damiana </strong>è  un piccolo arbusto che non raggiunge il metro e mezzo d&#8217;altezza; appartiene alla famiglia delle Turneracee, proveniente dall’America del sud, del Messico, delle Antille, Texas, America centrale e meridionale.</p>
<p>Le foglie sono ovali, lanceolate, con picciolo corto e 2 ghiandole alla base, margini curvi e leggermente seghettati; la superficie superiore è liscia e verde chiaro, con pochi tricomi quella inferiore. I fiori sono gialli, solitari e ascellari. Il frutto è una piccola capsula globosa, aromatica e resinosa. E’ una pianta già conosciuta ai tempi dei Maya per le sue proprietà afrodisiache e psico-stimolanti, ma anche contro l&#8217;asma; nella loro lingua la pianta si chiama “<em>X misib kok</em>&#8221; che significa &#8220;l&#8217;essere che spazza via l&#8217;asma&#8221;.</p>
<p>Il nome botanico <strong><em>Turnera </em></strong>deriva dallo scienziato inglese William Turner che la classificò, per primo. La damiana è nota con il nome di<strong> tè Messicano</strong>. Le donne messicane hanno l&#8217;abitudine di bere un infuso di damiana un paio d&#8217;ore prima di coricarsi, per sedurre e suscitare eccitazione al proprio uomo. In Messico viene inoltre impiegata per curare l&#8217;asma, la bronchite, il diabete, la dissenteria, la dispepsia, le emicranie, la paralisi.</p>
<p>La damiana è inserita nel formulario nazionale degli Stati Uniti, come afrodisiaco e come rimedio per l&#8217;impotenza e la frigidità. E&#8217; inserita anche nella farmacopea britannica, indicata come rimedio per neurosi, impotenza, frigidità, ansia da prestazione ed esaurimento nervoso.</p>
<p>Il Ministero della Salute ha inserito il fiore, le foglie e le sommità della <em>Turnera diffusa</em> nella lista degli <strong>estratti vegetali ammessi negli integratori alimentari</strong>. Per i prodotti contenenti le foglie sono riportati i seguenti impieghi: tonico, nella stanchezza fisica e mentale, per la regolarità del transito intestinale, per la funzione digestiva, per il drenaggio dei liquidi corporei e funzionalità delle vie urinarie.</p>
<p>Contiene: <strong>glicosidi cianogenetici e idrochinonici (arbutina), tannini, olio essenziale (cineolo, alfa e beta-pinene, cimolo, timolo, ed altri), damianina</strong> (principio amaro), gomme, resina, amido, alcaloide (simile alla stricnina che agisce sul sistema nervoso e spinale).</p>
<p><strong>La damiana è una pianta tradizionalmente indicata come rimedio afrodisiaco, tonico e stimolante neuromuscolare</strong>, ed è frequentemente utilizzata insieme ad altre droghe vegetali (Yohimbina, Muira puama, Maca Andina, Ginkgo biloba) in caso di impotenza; il suo meccanismo d’azione, di tipo parasimpaticolitico, si esplica a livello del midollo sacrale e sul centro parasimpatico che regola l’erezione; inoltre, rafforza il sistema ormonale femminile, in presenza di dismenorrea, amenorrea e dolori mestruali. Il suo fitocomplesso è capace perciò di ripristinare il desiderio sessuale in entrambi i sessi. Per questa ragione è indicata nel trattamento dei disturbi sessuali sia maschili, che femminili, in caso sterilità, per contrastare diminuzione della libido e della prestazione sessuale, nella cura dell’impotenza e in caso e della frigidità. Pur tuttavia, nonostante quanto sostenuto dalle tradizioni popolari, sono ancora carenti adeguati studi clinici.</p>
<p>La damiana possiede una specifica <strong>azione antidepressiva e tonica-stimolante generale</strong> che può essere sfruttata in caso di superlavoro fisico ed intellettuale, stanchezza, condizioni di stress e stati depressivi, ed è quindi l&#8217;ideale per ravvivare anche il desiderio sessuale ed il vigore maschile che tanto dipende anche da tali fattori. Inoltre la damiana ha <strong>azione diuretica e antisettica</strong> delle vie urinarie, nonché un effetto ipoglicemizzante e anti-tumorale (attività citotossica nei confronti di cellule maligne di cancro al seno).</p>
<p>Il principio attivo della damiana, la <strong>damianina</strong>, non è stato ancora identificato con precisione ed agirebbe verosimilmente con un meccanismo d&#8217;azione parasimpaticolitico, avendo effetti rilassanti sul sistema nervoso centrale. In realtà, ricercando fra le varie fonti, emerge che si tratta di un rimedio naturale piuttosto efficace, anche contro i deficit erettivi e capace di incrementare la massa spermatica. È da tempo approvato dalla farmacopea statunitense, mentre quella tedesca ne dà una valutazione critica.</p>
<p><strong>Controindicazioni</strong>: Non esistono controindicazioni particolare per l&#8217;assunzione regolata della damiana. Tuttavia, in caso di dosaggio eccessivo, possono verificarsi alcuni effetti collaterali come insonnia e mal di testa e dolori al fegato e alla prostata. La damiana inoltre, interagendo con i farmaci per il controllo dei livelli glicemici, è controindicata nei pazienti diabietici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/damiana-turnera-diffusa-willd-var-aphrodisiaca-g-h-ward-urb/">Damiana | Turnera diffusa Willd. var. aphrodisiaca (G.H.Ward) Urb.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">25908</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Colombo &#124; Jateorhiza palmata Miers.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/colombo-jateorhiza-palmata-miers/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 07:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi isochinolinici]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia nervosa]]></category>
		<category><![CDATA[bisjatrorrhizina]]></category>
		<category><![CDATA[calumba]]></category>
		<category><![CDATA[casmantina]]></category>
		<category><![CDATA[columbamina]]></category>
		<category><![CDATA[columbina]]></category>
		<category><![CDATA[cryptogenina]]></category>
		<category><![CDATA[diosgenina]]></category>
		<category><![CDATA[furanolattoni diterpenoidi]]></category>
		<category><![CDATA[G]]></category>
		<category><![CDATA[glicosidi]]></category>
		<category><![CDATA[jatrorrizina]]></category>
		<category><![CDATA[palmarina]]></category>
		<category><![CDATA[palmatina]]></category>
		<category><![CDATA[palmatosidi A]]></category>
		<category><![CDATA[protoberberina]]></category>
		<category><![CDATA[saponine]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<category><![CDATA[tonico amaro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=25893</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Calumba (Jateorhiza palmata Lam., Miers) è una pianta rampicante perenne appartenente alla famiglia delle Menispermaceae; proveniene dalle aree tropicali dell&#8217;Africa orientale e meridionale e della foresta pluviale del Madagascar; è coltivata in molte regioni tropicali, tra cui il Brasile. Pianta dioica, ha fusto legnoso volubile, con foglie grandi, palmate, alterne, picciolate e fiori color &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/colombo-jateorhiza-palmata-miers/">Colombo | Jateorhiza palmata Miers.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Calumba</strong><em> (Jateorhiza palmata Lam., Miers) </em> è una pianta rampicante perenne appartenente alla famiglia delle <em>Menispermaceae</em>; proveniene dalle aree tropicali dell&#8217;Africa orientale e meridionale e della foresta pluviale del Madagascar; è coltivata in molte regioni tropicali, tra cui il Brasile.</p>
<p>Pianta dioica, ha fusto legnoso volubile, con foglie grandi, palmate, alterne, picciolate e fiori color verde giallo, quelli maschili raccolti in spighe, quelli femminili riuniti in grappoli penduli. Le radici, che rappresentano la parte officinale, sono grosse, carnose, ramificate, di circa 3-8 centimetri di diametro, con una corteccia spessa, brune all&#8217;esterno e gialle internamente; essiccate e tagliate, vengono poste in commercio sotto forma di dischi e costituiscono una droga nota con lo stesso nome della pianta. Ha azione tonica, eupeptica e astringente. Il frutto è una drupa a forma di luna.</p>
<p>Il termine <em>Jateorhiza</em> proviene dalle parole greche <em>iater</em>, medico, e <em>rhiza</em>, radice, evidentemente in allusione alle sue virtù curative. L’epiteto specifico <em>palmata </em>viene da <em>pálma</em> palma, per la forma delle foglie che ricorda il palmo della mano.</p>
<p>La radice della <em>Jateorhiza palmata</em> è stata a lungo in uso sotto il nome di “<strong>kalumb</strong>” tra le tribù africane del Mozambico, che la impiegavano come rimedio per la dissenteria e altre malattie.<br />
Indubbiamente la droga fu da loro portata all’immediata conoscenza dei portoghesi quando ne ottennero il possesso nel 1508. Attraverso l’influenza dei loro commercianti, la conoscenza della droga si diffuse lentamente tra gli europei nel corso dei secoli XVI e XVII.</p>
<p>La radice contiene alcaloidi isochinolinici (<strong>protoberberina, columbamina, jatrorrizina, palmatina, bisjatrorrhizina</strong>), furanolattoni diterpenoidi (<strong>columbina, palmarina, casmantina</strong>), glicosidi (<strong>palmatosidi A, G</strong>) saponine (<strong>diosgenina, cryptogenina</strong>) ed è usata principalmente come <strong>tonico amaro</strong>, soprattutto nei casi di anoressia nervosa. Non contiene tannini, quindi può essere tranquillamente utilizzato in preparati di ferro per il trattamento dell&#8217;anemia senza il timore di precipitazioni derivanti da interazione <em>in vitro</em>. Inoltre, contengono circa l’1% di un <strong>olio essenziale</strong> verdastro, costituito principalmente da <strong>timolo</strong>, con una fragranza che ricorda il fieno – le radici più vecchie contengono pochissimo dell’olio. Le radici sono ricche di amido.</p>
<p>Radice di columba amara, Calumbo, Colomba, Radice di Colomba, Colombo, radice di Colombo, colombo straniero, Jateorhiza, Kalamba, Calumba, radice di calumba, columba, kalumba, kalumb, jateorhiza e guvercin koku otu sono alcuni dei nomi comuni popolari della pianta.</p>
<p>Il tubero viene raccolto in natura per uso medicinale locale, per problemi digestivi, irritabilità gastrica, contro la dispepsia e la diarrea; è particolarmente usato per curare la perdita di appetito e l&#8217;anoressia nervosa; è considerato antielmintico, antipiretico, amaro, tonico.</p>
<p>L’uso è da sconsigliare nelle donne incinte (anche se spesso a queste donne sono state prescritte piccole dosi di questo farmaco per alleviare le nausee mattutine) o in allattamento.</p>
<p>L&#8217;assunzione di questa erba in dosi eccessive può provocare sintomi di incoscienza e paralisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/colombo-jateorhiza-palmata-miers/">Colombo | Jateorhiza palmata Miers.</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">25893</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Origano Cretico &#124; Origanum Onites</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/origano-cretico-origanum-onites/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 18:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[fenoli]]></category>
		<category><![CDATA[Maggiorana]]></category>
		<category><![CDATA[origano cretico]]></category>
		<category><![CDATA[Origano onite]]></category>
		<category><![CDATA[origano turco]]></category>
		<category><![CDATA[pianta aromatica]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=24580</guid>

					<description><![CDATA[<p>Origanum onites, noto anche come origano cretico, origano turco, pot marjoram e rίgani in lingua greca (Ελληνική ρίγανη), è una pianta è erbacea perenne della famiglia delle Labiatae, conosciuto come maggiorana comune; si coltiva per il caratteristico odore aromatico simile a quello della maggiorana bianca. Pianta del genere Origanum  si trova in Sicilia (solo nella &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/origano-cretico-origanum-onites/">Origano Cretico | Origanum Onites</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Origanum onites</em>, noto anche come <strong>origano cretico</strong>, <strong>origano turco</strong>, pot marjoram e <strong>r</strong><strong>ί</strong><strong>gani</strong> in lingua greca (<em>Ελληνική</em> <em>ρίγανη</em>), è una pianta è erbacea perenne della famiglia delle <em>Labiatae</em>, conosciuto come <strong>maggiorana comune</strong>; si coltiva per il caratteristico odore aromatico simile a quello della maggiorana bianca.</p>
<p>Pianta del genere <em>Origanum</em>  si trova in Sicilia (solo nella zona di Catania e Siracusa), Grecia e Turchia. Ha un sapore simile a quello dell&#8217;origano e il suo olio essenziale è distinguibile da quello di altre specie come ad esempio l&#8217;origano greco (<em>Origanum vulgare</em> ssp. hirtum) ed ha capacità antimicrobiche.</p>
<p>Il termine <em>Origanum</em> viene dal greco ὄρος <em>óros</em> monte e da γάνος <em>gános</em> ornamento, piacere: splendore del monte, riferimento all&#8217;habitat naturale; il termine <em>onites</em> viene dal greco ὄνος <em>ónos</em> asino: degli asini.</p>
<p>L’<em>Origanum onites</em> ha fusto eretto, legnoso alla base, ramoso-corimboso nell’infiorescenza, con fitti peli papillosi di 0,1-0,2 mm e sparse setole patenti di 1,0-1,5 mm. Foglie sessili o quasi ovate o subrotonde (4-9 x 7-9 mm), troncate o cordate alla base. Spighe dense, ovate (5-6 x 7-9 mm); brettee ovali rombiche, le inf. di 3 x 4,5 mm, cigliate sul bordo; calice 2-3 mm; corolla bianca (gialla nel secco). Cresce su rupi, muri, incolti aridi da 0 a 300 m. Fioritura: da giugno a settembre.</p>
<p>L&#8217;origano onite è noto anche per le sue proprietà medicinali avendo un contenuto di <strong>fenoli, timolo e carvacrolo</strong>. L&#8217;olio essenziale c<strong>ontiene sostanze dall&#8217;azione sedativa, antireumatica, antispastica e carminativa</strong>. In erboristeria è consigliato in caso di disturbi digestivi, dolori muscolari, infezioni respiratorie come laringite, tosse ecc.</p>
<p>L&#8217;<em>Origanum onites </em>si utilizza in cucina come <strong>aromatizzante</strong>, soprattutto d&#8217;inverno, in mancanza della maggiorana gentile. Le foglie vengono utilizzate sia fresche che secche. Si raccolgono le foglie e le estremità all&#8217;inizio della fioritura e vengono fatte essiccare in un luogo ombroso e ventilato. Ha un aroma e sapore inferiore all&#8217;Origano officinale. E&#8217; particolarmente adatto nella salsa di pomodoro, sulla pizza, nelle grigliate, nei formaggi, nelle insalate di pomodori, per conservare ortaggi sotto olio e sotto aceto. L&#8217;Origano onite, essiccato, va aggiunto a fine cottura in modo che possa mantenere tutte le sue proprietà aromatiche. Unito a Basilico, Timo e Rosmarino sostituisce il sale.  Ha un gusto più delicato dell&#8217;Origano officinale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/origano-cretico-origanum-onites/">Origano Cretico | Origanum Onites</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24580</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cataria &#124; Nepeta Cataria</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/cataria-nepeta-cataria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 12:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[erba gatta]]></category>
		<category><![CDATA[erba gattaria]]></category>
		<category><![CDATA[gattàia]]></category>
		<category><![CDATA[gattària]]></category>
		<category><![CDATA[Nepeta]]></category>
		<category><![CDATA[nepetalactone]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=23848</guid>

					<description><![CDATA[<p>La gattàia, gattària, erba gatta o erba gattaria (nome scientifico Nepeta cataria L., 1753) è una piccola pianta perenne erbacea aromatica dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Il nome generico (Nepeta) si trova per la prima volta negli scritti di Gaio Plinio Secondo, scrittore e naturalista romano, e deriva da un antico &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/cataria-nepeta-cataria/">Cataria | Nepeta Cataria</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>gattàia</strong>, <strong>gattària</strong>, <strong>erba gatta</strong> o <strong>erba gattaria</strong> (nome scientifico <em>Nepeta cataria</em> L., 1753) è una piccola pianta perenne erbacea aromatica dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>.</p>
<p>Il nome generico (<em>Nepeta</em>) si trova per la prima volta negli scritti di Gaio Plinio Secondo, scrittore e naturalista romano, e deriva da un antico nome latino per una pianta aromatica originaria di Nepi (Etruria), oggi Viterbo, nel Lazio. L&#8217;epiteto specifico (<em>cataria</em>) deriva dal tardo latino &#8220;<em>cattus</em>&#8221; o &#8220;<em>cathus</em>&#8221; (= dei gatti, relativa ai gatti). Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778).</p>
<p>E’ una pianta erbacea perenne, ermafrodita, munita di radici tuberose da cui si dipartono i rizomi; è alta dai 35 cm, ma può anche raggiungere i 200 cm. Il fusto è eretto, tetragono, tormentoso, ramoso e di colore rosso nella parte abassiale. Le foglie sono opposte e picciolate. Inferiormente il picciolo è lungo da 1 a 3,5 cm, mentre man mano che si sale lungo il fusto, il picciolo si accorcia. La lamina fogliare superiore è lucida, verde chiaro e quasi glabra, mentre quella inferiore è grigiastra e pubescente. La forma della lamina è triangolare-ovata a base cordata, mentre il margine è dentato-crenato. le foglie possiedono brattee picciolate. L’infiorescenza è ramosa e forma verticillati con un peduncolo, sono presenti bratteole. Il calice è zigomorfo, di 5-8 mm e di colore verde-violetto, ricoperto di peli, mentre la corolla è bianca o lilla pallido di 5,5-9 mm, con labbro superiore a 2 lobi e quello inferiore a 3. La fioritura avviene tra Giugno e Agosto. La pianta cresce nei luoghi incolti, ai margini di sentieri collinari, presso macerie e vecchi muri. Cresce bene in pieno sole e su terreno piuttosto sabbioso. Si propaga per seme o anche per divisione della radice di individui già formati.</p>
<p>Coltivata come ornamentale, contiene un <strong>olio repellente</strong> per gli insetti e mentolo.</p>
<p>Per i felini la pianta rappresenta una vera e propria “<strong>droga</strong>”, seppur benefica, perché non ha effetti nocivi e non dà alcuna dipendenza. L’erba gattaia ha infatti la nomea di far impazzire i gatti, ma in generale la maggior parte dei felini. La reazione consiste in annusate e leccate che evolvono anche in scuotimenti della testa, sfregamenti del mento e del corpo attorno alla fonte del profumo che proviene dall’olio essenziale contenuto nella pianta e che si sprigiona, come per tutte le piante essenziere, allo sfregamento delle foglie. La motivazione che si è ipotizzata è quella che l’odore della pianta ricordi quello dell’urina del felino domestico e che quindi i gatti lo associno al corteggiamento, comportandosi di conseguenza.</p>
<p>I principali componenti dell’olio essenziale contenuto nella Nepeta gattaia sono il <strong>carvacrolo </strong>ed il <strong>timolo</strong>, molecole ad azione espettorante ed anticatarrale. La Nepeta contiene inoltre una sostanza fitochimica chiamata <strong>nepetalactone, </strong>che ha la capacità di esercitare un effetto calmante sul sistema nervoso centrale.</p>
<p>Nel Medioevo la Nepeta era utilizzata come <strong>tonico rilassante</strong> ed è stata una delle principali piante curative coltivate dai monaci nei giardini dei monasteri. Si consigliava in decotto, addolcito con il miele,<strong> per alleviare la tosse</strong>, ma veniva anche utilizzata per medicare lividi, irritazioni del cuoio capelluto e lesioni alla cute; somministrata ai lattanti, era in grado di alleviare le coliche gassose, gas intestinali e ansia. Gli Indiani d’America la utilizzavano per spasmi, raffreddore e tosse, orticaria, foruncoli, edemi.</p>
<p>L’erboristeria moderna raccomanda <strong>la Nepeta per curare i disturbi di stomaco, dolori mestruali, risolvere le coliche, raffreddori, influenza, febbre, ma anche il mal di testa e come blando sedativo</strong>; da alcuni è fumata come euforizzante (non contiene alcaloidi che diano dipendenza).  Addirittura, per il suo effetto positivo sui felini, la pianta essiccata viene usata per imbottire o profumare i giocattoli dei gatti domestici.</p>
<p>In cosmesi le sommità fiorite sono utilizzate nei pediluvi avendo proprietà <strong>deodoranti </strong>detergenti. E’ anche una pianta che può essere utilizzata in cucina per condire diverse pietanze come carne e patate. Inoltre è anche utile come repellente contro gli insetti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/cataria-nepeta-cataria/">Cataria | Nepeta Cataria</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">23848</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Timo volgare &#124; Thymus vulgaris</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/timo-volgare-thymus-vulgaris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[linalolo]]></category>
		<category><![CDATA[timo]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<category><![CDATA[tujanolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22669</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Timo Volgare è una perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Ha un aspetto compatto con rami brevi ricchi di piccole foglie sessili, opposte, lanceolate, con i bordi arrotondati e coriacee. Raggiunge un&#8217;altezza massima di 20 &#8211; 30 cm. Predilige un terreno calcareo e ben drenato. Ama un&#8217;esposizione in pieno sole. I fiori di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/timo-volgare-thymus-vulgaris/">Timo volgare | Thymus vulgaris</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Timo Volgare</strong> è una perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>. Ha un aspetto compatto con rami brevi ricchi di piccole foglie sessili, opposte, lanceolate, con i bordi arrotondati e coriacee. Raggiunge un&#8217;altezza massima di 20 &#8211; 30 cm. Predilige un terreno calcareo e ben drenato. Ama un&#8217;esposizione in pieno sole. I fiori di color bianco rosati fanno la loro comparsa in Giugno &#8211; Agosto raccolti in piccole spighe all&#8217;apice dei rami, i fiori ricchi di netare sono molto ricercati dalle api. Si adatta tranquillamente a qualunque tipo di terreno anche se preferisce terreni calcarei, asciutti, permeabili, sassosi, poveri e soleggiati, e si adatta ai terreni argillosi. Un ambiente arido, caldo, soleggiato favorisce l&#8217;accumulo dei principi attivi aromatici, anche se risulta limitante per lo sviluppo vegetativo.</p>
<p>Il timo ha <strong>proprietà antisettiche, disinfettanti, depurative, anti-spasmodiche, digestive</strong> (utile in caso di inappetenza) <strong>e balsamiche</strong>. Il suo principio attivo è il <strong>timolo </strong>contenuto in tutte le parti della pianta ed è responsabile del suo caratteristico profumo; è conosciuto fin dall&#8217;antico Egitto dove costituiva insieme ad altri oli essenziali una <strong>sostanza base del processo di imbalsamazione</strong>. Il timo  contiene anche calcio, magnesio, potassio, manganese. È un ottimo antisettico delle vie aeree e bronchiali e un ottimo digestivo. Contiene molto ferro facilmente assimilabile dal nostro organismo.</p>
<p>E&#8217; consigliato nelle affezioni dell&#8217;apparato respiratorio, quali tosse o asma, visto che svolge una funzione espettorante; l&#8217;efficacia del timo è piuttosto consolidata, tanto che il suo utilizzo è stato ufficialmente approvato per il trattamento delle affezioni delle vie respiratorie come tosse e bronchiti, grazie all&#8217;azione espettorante e antimicrobica di cui il suo olio essenziale è dotato. Il timo può essere usato anche esternamente come colluttorio o gargarismo per il trattamento delle infezioni del cavo orofaringeo (utilizzo non ufficialmente approvato).</p>
<p>Le foglie essiccate di timo sono usate in infuso per l&#8217;attività stomachicha ed antispasmodica imputabile ai flavonoidi presenti nella pianta; l&#8217;olio essenziale ha principalmente attività antimicrobica (a seconda del chemotipo), ascrivibili perlopiù ai terpeni e ai fenoli che rientrano nella composizione del suddetto olio essenziale.</p>
<p>Tuttavia, è bene precisare che l&#8217;olio essenziale di timo è disponibile in diversi <strong>chemotipi </strong>dotati di attività differenti:</p>
<ul>
<li><strong>Chemotipo timolo</strong>: ad alto contenuto di fenoli (oltre il 60%), è quello dotato di una maggior attività antimicrobica; è, però, molto irritante e per cui va diluito.</li>
<li><strong>Chemotipo linalolo</strong>: contiene percentuali di linalolo elevate (fino al 60%) ed è meno irritante del chemotipo timolo; possiede proprietà antibatteriche e pare sia efficace anche contro Candida albicans, ma è il meno tollerato.</li>
<li><strong>Chemotipo tujanolo</strong>: è composto da tujanolo fino al 50%, non è irritante per la cute e &#8211; oltre ad essere dotato di proprietà antibatterica &#8211; sembra sia in grado di esercitare anche un&#8217;azione antivirale e immunostimolante.</li>
</ul>
<p>L’uso di preparati a base di timo è controindicato in caso di gastrite, ulcera peptica, dermatiti (uso esterno) oppure ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/timo-volgare-thymus-vulgaris/">Timo volgare | Thymus vulgaris</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22669</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Santoreggia ortense &#124; Satureja hortensis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/santoreggia-ortense-satureja-hortensis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[erba del satiro]]></category>
		<category><![CDATA[eugenolo]]></category>
		<category><![CDATA[santoreggia comune]]></category>
		<category><![CDATA[santoreggia montana]]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<category><![CDATA[vermouth]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22666</guid>

					<description><![CDATA[<p>La santoreggia annua è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae e del genere Satureja; ha fusti eretti alti circa 30 cm.; le foglie, opposte, sono lanceolate; i fiori compaiono da giugno a settembre, sono bianchi o rosei e riuniti in verticillastri ascellari. Originaria dell’Asia occidentale è diffusa nell’Europa meridionale; in Italia è presente, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/santoreggia-ortense-satureja-hortensis/">Santoreggia ortense | Satureja hortensis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>santoreggia</strong> annua è una pianta erbacea perenne della famiglia delle <em>Lamiaceae </em>e del genere <em>Satureja</em>; ha fusti eretti alti circa 30 cm.; le foglie, opposte, sono lanceolate; i fiori compaiono da giugno a settembre, sono bianchi o rosei e riuniti in verticillastri ascellari.</p>
<p>Originaria dell’Asia occidentale è diffusa nell’Europa meridionale; in Italia è presente, spontanea o naturalizzata, al Nord e al Centro, nelle zone aride.</p>
<p>Periodo di fioritura: giugno-settembre.</p>
<p>L&#8217;etimologia del nome generico è molto incerta e deriverebbe da &#8220;<em>séro, sátum</em>&#8221; io semino, seminato, o dal greco &#8220;<em>sátyros</em>&#8221; satiro (in riferimento alle sue proprietà afrodisiache che le venivano attribuite) o ancora dall&#8217;arabo &#8220;<em>s&#8217;átar</em>&#8221; nome di molte piante. Il nome specifico deriva dal fatto che fu presto considerata un&#8217;erba da orto e da giardino e coltivata già dal IX sec. in Italia.</p>
<p>La pianta è ricca di <strong>olio essenziale</strong> (sino all&#8217;1,5%) <strong>ricco di carvacrolo, timolo, linalolo, carvone, borneolo; sostanze fenoliche, resine, tannini, mucillagine</strong>.</p>
<p>Proprietà terapeutiche: digestive, carminative, tonico-stimolanti. Per uso esterno, come antisettico nelle infiammazioni orali; viene usata contro i disturbi gastrici, come stimolante dell&#8217;appetito e digestivo; ha una benefica azione antielmintica e può essere usata come colluttorio antisettico.</p>
<p>Secondo la medicina popolare la pianta ha le seguenti <strong>proprietà medicamentose</strong>:</p>
<ul>
<li>antireumatica (attenua i dolori dovuti all&#8217;infiammazione delle articolazioni);</li>
<li>antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);</li>
<li>carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);</li>
<li>digestiva: aiuta la digestione dei cibi;</li>
<li>stomachica</li>
<li>stimolante</li>
<li>vermifuga</li>
<li>diuretica</li>
<li>espettorante (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali).</li>
</ul>
<p>Le foglie, fortemente aromatiche, vengono usate per dare sapore a piatti di carne e pesce.</p>
<p>La santoreggia è perfetta su pesci al forno e alla griglia e su piatti di carni, anche molto saporite: carni alla griglia, marinate (si aggiunge direttamente alla marinatura), spezzatini e stufati; è un&#8217;erba molto affine al timo e alla salvia negli usi in cucina; ma si usa anche per aromatizzare l’impasto delle salsicce. Sui fagioli conditi con olio, aceto, sale e pepe la santoreggia dà un inconfondibile tocco in più. Sperimentatela sulle frittate, al forno o in padella, e osate sulle verdure crude, compresa l’insalata (magari, in questo caso, meglio foglie fresche). Da sola o insieme ad altre erbe si può usare per insaporire una scamorza alla piastra, teglie di verdure estive al forno, melanzane sott’olio e ripieni di torte salate, uova sode. Con la santoreggia si preparano anche <strong>liquori</strong> a base di foglie essiccate, alcol, zucchero e acqua: il sapore finale di questi digestivi è acuto, quasi piccante, e richiama sentori di limone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/santoreggia-ortense-satureja-hortensis/">Santoreggia ortense | Satureja hortensis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22666</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Santoreggia montana &#124; Satureja montana</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/santoreggia-montana-satureja-montana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2022 14:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[carvacrolo]]></category>
		<category><![CDATA[erba del satiro]]></category>
		<category><![CDATA[eugenolo]]></category>
		<category><![CDATA[santoreggia comune]]></category>
		<category><![CDATA[santoreggia montana]]></category>
		<category><![CDATA[terpeni]]></category>
		<category><![CDATA[timolo]]></category>
		<category><![CDATA[vermouth]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=22663</guid>

					<description><![CDATA[<p>La santoreggia montana (nome scientifico Satureja montana L.) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle Lamiaceae . Suffruticosa, presenta fusti eretti o ascendenti, ramificati, alti fino a 50 cm. Le foglie opposte sono lineari, scure, cigliate al margine, molto aromatiche. Le infiorescenze sono dei verticillastri di fiori bianchi o rosei. Le parti edibili &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/santoreggia-montana-satureja-montana/">Santoreggia montana | Satureja montana</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>santoreggia montana</strong> (nome scientifico <em>Satureja montana L</em>.) è una pianta perenne aromatica appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em> .</p>
<p>Suffruticosa, presenta fusti eretti o ascendenti, ramificati, alti fino a 50 cm. Le foglie opposte sono lineari, scure, cigliate al margine, molto aromatiche. Le infiorescenze sono dei verticillastri di fiori bianchi o rosei.</p>
<p>Le parti edibili sono le foglie con le quali si può fare un infuso, trattandosi di un&#8217;erba officinale e erba medicinale; inoltre esse possono essere usate come condimento in molte ricette. In cucina la santoreggia è ottima per aromatizzare carne, pesce, verdure ma anche bevande alcoliche e liquori, in particolare il <strong>Vermouth</strong>. In campo cosmetico la santoreggia è invece usata per creare profumi e creme.</p>
<p>La Santoreggia Montana differisce dalla comune Santoreggia dal fatto di essere tendenzialmente perenne piuttosto che annuale; e dall’aspetto, crescendo più alta della comune santoreggia ed avendo un colore delle foglie più scuro. Ne conserva le stesse identiche proprietà e sapore. Santoreggia, Timo e Rosmarino appartengono alla stessa famiglia botanica e condividono numerose proprietà tra loro.</p>
<p>Come pianta officinale la santoreggia è dotata di molte <strong>proprietà</strong> quali: <strong>antisettica, antispasmodica, carminativa, espettorante, stimolante, stomachica</strong>. Della pianta vengono utilizzate soprattutto le foglie, il cui profumo ricorda un mix tra timo e limone, un aroma gradevole e intenso.</p>
<p><strong>L&#8217;olio essenziale di santoreggia </strong>svolge un&#8217;azione vermifuga: basta utilizzarne poche gocce nel tè per combattere i vermi intestinali; inoltre <strong>ha proprietà antivirali e antibatteriche</strong> grazie alla presenza di <strong>eugenolo, carvacrolo, timolo</strong> e viene quindi consigliato in casi di raffreddori ed influenza. La santoreggia contiene una discreta quantità di sali minerali tra cui calcio, sodio, fosforo, potassio, ferro, zinco, rame, manganese, magnesio e selenio. Altre sostanze sono costituite da fibre alimentari, ceneri, proteine e grassi. L&#8217;acqua è contenuta nella percentuale del 9%.</p>
<p>Nella santoreggia sono presenti anche composti chimici appartenenti alla famiglia dei <strong>terpeni</strong> come il borneolo, il nerolo, il geraniolo. Altre sostanze contenute nella santoreggia sono la vitamina C, limonene, cimene, canfene e mircene. Queste sostanze hanno proprietà aromatiche intense e vengono spesso utilizzate in profumeria. Questi composti chimici sono attivi anche contro afflizioni renali, polmonari e le infezioni intestinali.</p>
<p>La santoreggia contiene anche importanti elementi che svolgono un&#8217;<strong>azione antinfiammatoria </strong>come i <strong>tannini</strong> che proteggono l&#8217;organismo in caso di infezioni ai reni, ai polmoni e all&#8217;intestino. Inoltre la santoreggia ha proprietà espettoranti, per questo è utile in caso di tosse e raffreddore in quanto aiuta a sciogliere i muchi favorendone l&#8217;espulsione.</p>
<p>Sia le foglie che i germogli di santoreggia contengono una buona quantità di antiossidanti che aiutano a contrastare l&#8217;azione dannosa dei radicali liberi, rallentando l&#8217;invecchiamento cellulare, ma proteggendo anche l&#8217;organismo da malattie cardiovascolari e tumori.</p>
<p>Grazie alla presenza di una particolare sostanza, il carvacrolo, la santoreggia è in grado di lenire dolore e irritazione in caso di punture di vespe e api.</p>
<p>Dal punto di vista cosmetico la santoreggia svolge un&#8217;azione astringente riducendo il problema dei pori dilatati. Inoltre, l&#8217;infuso di santoreggia applicato sui capelli previene la comparsa dei pidocchi oltre a fortificare il bulbo pilifero prevenendo la caduta dei capelli.</p>
<p>Fin dai tempi antichi sono state attribuite alla santoreggia proprietà afrodisiache (per cui era nota anche come &#8220;<strong>erba del satiro</strong>&#8220;). Inoltre la santoreggia avrebbe <strong>proprietà cardiotoniche</strong>; la fibra alimentare contenuta nella pianta officinale aiuta a ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue aumentando quello buono (HDL), tenendo così libere le arterie. In caso di cattiva digestione l&#8217;infuso di santoreggia aiuta a ridurre dolori gastrici, problemi di fermentazione intestinale e meteorismo, grazie alle sue proprietà carminative. La santoreggia è infatti conosciuta anche come &#8220;<strong>erba dei fagioli</strong>&#8221; sia perché le piante crescono nello stesso periodo, ma anche perché il suo utilizzo, associato al consumo di fagioli, riduce la formazione di gas intestinali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/santoreggia-montana-satureja-montana/">Santoreggia montana | Satureja montana</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22663</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
