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	<title>tiamina Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Zolfo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 15:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[acido pantotenico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo zolfo (simbolo S) è un minerale non metallico che in natura si trova spesso puro nelle regioni caratterizzate da vulcani attivi o sorgenti sulfuree, mentre all&#8217;interno di altri composti è contenuto in combinazione con altri elementi, sotto forma di solfuri o solfiti. Allo stato libero si presenta in forma solida e assume l&#8217;aspetto di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo <strong>zolfo</strong> (simbolo S) è un minerale non metallico che in natura si trova spesso puro nelle regioni caratterizzate da vulcani attivi o sorgenti sulfuree, mentre all&#8217;interno di altri composti è contenuto in combinazione con altri elementi, sotto forma di solfuri o solfiti.</p>
<p>Allo stato libero si presenta in forma solida e assume l&#8217;aspetto di un cristallino dal colore giallo intenso. Per abbondanza è il terzo minerale presente nel corpo umano, dopo calcio e fosforo, e svolge importantissime funzioni curative per il nostro organismo. Il corpo di un adulto ne contiene circa 140 mg, prevalentemente sotto forma di proteine come la <strong>cheratina</strong> (per cui è abbondante nella cute, nei capelli e nelle unghie dell&#8217;essere umano, motivo per cui è chiamato &#8220;minerale della bellezza&#8221;),</p>
<p>È un elemento essenziale per tutti gli esseri viventi, dove è presente in quasi tutti i tessuti dell&#8217;organismo, ma <strong>è indispensabile</strong> principalmente per la formazione di cartilagini, peli, capelli e unghie.</p>
<p>Lo zolfo (sanscrito, <em>sulvere</em>; latino <em>sulphur</em>) era già noto agli antichi, e viene citato nella storia biblica della genesi.</p>
<p>Lo zolfo è di color giallo pallido, morbido, leggero, e ha un odore caratteristico quando si lega con l&#8217;idrogeno (odore di uova marce: è bene far notare che questo non è l&#8217;odore dello zolfo, che è inodore, ma solo del suo composto <strong>solfuro d&#8217;idrogeno</strong>, H<sub>2</sub>S). Brucia con fiamma bluastra che emette un odore caratteristico e soffocante, dovuto al <strong>biossido di zolfo</strong> (SO<sub>2</sub>) che si forma come prodotto di combustione.</p>
<p>Per la maggior parte, lo zolfo è diffuso in natura legato ad altri elementi nei solfuri (ad esempio, la pirite è un solfuro di ferro) e nei solfati (ad esempio, gesso ed alabastro sono solfati di calcio). Si trova allo stato nativo nelle vicinanze di sorgenti calde e di vulcani (da cui l&#8217;arcaico nome inglese brimstone, dove brim è l&#8217;orlo del vulcano).</p>
<p><strong>Lo zolfo è presente in due amminoacidi essenziali cosiddetti aminoacidi solforati, come metionina e cisteina</strong>, utili a costruire sia proteine dal ruolo strutturale (come la cheratina e il collagene), e in tre vitamine: <strong>tiamina, biotina e acido pantotenico</strong> nonché in enzimi coinvolti in numerose reazioni che avvengono all&#8217;interno dell&#8217;organismo. Inoltre gli aminoacidi solforati sono utilizzati per produrre altre importanti molecole, come il coenzima A, l&#8217;acido lipoico e il glutatione.</p>
<p>Dal punto di vista strutturale, lo zolfo rappresenta un <strong>microelemento essenziale alla costruzione del tessuto connettivo e dei mucopolisaccaridi</strong> (formazione di cartilagini), ma una piccola parte è anche contenuta negli <strong>acidi biliari</strong>. Nella digestione, le proteine alimentari contenenti zolfo vengono denaturate ed idrolizzate ad amminoacidi (digestione delle proteine) successivamente assorbiti nell&#8217;intestino tenue; le principali vie di escrezione dello zolfo organico circolante sono quelle urinaria e fecale.</p>
<p>Lo zolfo ha le seguenti <strong>proprietà</strong>:</p>
<ul>
<li>svolge un&#8217;importante funzione nel sistema di trasporto degli elettroni, che regolano il livello di energia delle cellule</li>
<li>favorisce il mantenimento del tono muscolare</li>
<li>conferisce elasticità all&#8217;apparato scheletrico</li>
<li>è essenziale nella conversione dei carboidrati in energia</li>
<li>regola la corretta funzione insulinica</li>
<li>favorisce la disintossicazione e la depurazione dell&#8217;organismo da tossine, metalli pesanti e radicali liberi</li>
<li>migliora i disturbi cardiocircolatori</li>
<li>è fondamentale per la funzione biologica degli enzimi e regola i processi metabolici</li>
<li>cura le patologie dell&#8217;epidermide</li>
<li>cura i problemi dell&#8217;apparato respiratorio</li>
<li>combatte i batteri</li>
<li>contrasta i sintomi allergici</li>
</ul>
<p><strong>Fonti di zolfo</strong></p>
<p><strong>Lo zolfo </strong><strong>è </strong><strong>presente in tutti i cibi ricchi di proteine, dalla carne rossa ai legumi, passando per il pesce, la carne bianca e il latte</strong>. Uno degli alimenti più ricchi in assoluto di questo minerale è il <strong>tuorlo d&#8217;uovo</strong>, ma anche <strong>cipolle, aglio, verza, cavolini di Bruxelles e rape</strong> ne contengono una buona quantità. Livelli meno elevati sono invece presenti nella frutta secca, nel cavolo riccio, nella lattuga, nell&#8217;alga kelp e nei lamponi.</p>
<p>Non esiste una <strong>dose giornaliera raccomandata</strong> di zolfo. I fabbisogni dell&#8217;organismo vengono infatti soddisfatti piuttosto facilmente con l&#8217;alimentazione. In generale si ritiene che circa 850 mg al giorno di questo minerale siano sufficienti per le esigenze basilari del corpo.</p>
<p>In genere il rischio di carenza alimentare è molto basso e carenze di zolfo non portano a sintomi evidenti.</p>
<p>È invece provato che l&#8217;assunzione eccessiva di aminoacidi solforati causa problemi di sviluppo fisico e una crescita scarsa.</p>
<p>Non esistono prove evidenti che un eccesso di zolfo possa scatenare particolari sintomi o problemi di salute.</p>
<p><strong>MSM O ZOLFO ORGANICO<br />
</strong>Una forma particolarmente efficace per il nostro organismo è il <strong>Msm</strong> (<strong>metilsulfenilmetano</strong>), un <strong>composto biologicamente attivo</strong> dello zolfo presente in natura. Il ciclo naturale dello zolfo comincia nelle acque degli oceani, dove alcuni microrganismi rilasciano sali di zolfo che divengono volatili a contatto con l&#8217;acqua e vengono immessi nell&#8217;atmosfera sotto forma di gas. Quando arrivano nell&#8217;alta atmosfera, a contatto con l&#8217;ozono e i raggi ultravioletti, vengono trasformati in <strong>Dmso</strong> (<strong>dimetilsulfossido</strong>) e Msm. Essendo solubili, queste sostanze precipitano a terra sotto forma di pioggia e vengono assorbite dal terreno e dalle piante.</p>
<p>L&#8217;Msm svolge una <strong>potentissima azione antiossidante</strong>, poiché ha un ruolo fondamentale <strong>nella produzione del glutatione</strong>, il principale antiossidante prodotto dal nostro corpo. Se manca lo zolfo, il glutatione non riesce ad agire.</p>
<p>L&#8217;Msm può essere assunto per via alimentare e svolge le seguenti funzioni:</p>
<ul>
<li>mantiene integre le articolazioni</li>
<li>favorisce l&#8217;elasticità del tessuto connettivo</li>
<li>è un analgesico naturale</li>
<li>blocca le risposte infiammatorie, stimolando l&#8217;attività dell&#8217;ormone cortisolo</li>
<li>aumenta la capacità di eliminazione delle scorie e dei liquidi in eccesso</li>
<li>migliora la circolazione sanguigna</li>
<li>rilassa i muscoli</li>
<li>ha un effetto cicatrizzante sulla pelle</li>
<li>previene le malattie neurologiche</li>
<li>è un antiossidante capace di ostacolare la formazione dei radicali liberi</li>
<li>allevia i sintomi allergici</li>
<li>contrasta le infiammazioni dovute a reazioni autoimmuni</li>
<li>aumenta i livelli di forza generali e la capacità di resistenza allo stress</li>
<li>cura le affezioni dermatologiche</li>
<li>stimola la crescita dei capelli</li>
</ul>
<p><strong>L&#8217;Msm è contenuto in molti alimenti</strong>, tra cui: <strong>uova, carne</strong> (biologica e proveniente da animali che si nutrono esclusivamente di vegetali), <strong>latte</strong> crudo di animali al pascolo, <strong>legumi</strong>, <strong>germe di grano, cavoli e cavoletti di Bruxelles, aglio, cipolla, asparagi, altri vegetali freschi, frutta, aloe vera</strong>.  Il latte crudo ne contiene il maggior quantitativo, ma lo zolfo organico tende a volatilizzarsi per effetto del calore. Il latte pastorizzato, quindi non rappresenta una buona fonte di Msm. Anche le verdure non apportano una buona dose di Msm se vengono sottoposte a cottura o conservate per troppo tempo. È necessario consumarle il prima possibile allo stato crudo.</p>
<p>Oltre che negli alimenti e come integratore alimentare, lo zolfo può essere contenuto in appositi <strong>saponi </strong>o essere il componente di piccoli <strong>cannelli</strong> che sfruttano l&#8217;energia elettrostatica.</p>
<p><strong>Zolfo come integratore alimentare<br />
</strong>Essendo un ottimo elemento ricostituente che favorisce la rigenerazione cellulare, lo zolfo è presente in commercio come integratore alimentare, sotto forma di <strong>zolfo organico o Msm</strong>. Lo si trova da solo o in combinazione con la vitamina C o il coenzima Q10, che ne favoriscono l&#8217;assorbimento. Lo zolfo organico viene espulso naturalmente dall&#8217;organismo attraverso l&#8217;urina e le feci, pertanto non si raggiungono mai livelli eccessivi di questo minerale.</p>
<p><strong>La dose giornaliera consigliata è di circa 3000 mg</strong>, cui si arriva gradualmente dopo un periodo di assunzione iniziale che si attesta intorno ai 1000 mg. La maggior parte dei pazienti che lo assumono sotto forma di integratore alimentare non notano particolari reazioni.</p>
<p>L&#8217;Msm non presenta particolari <strong>effetti collaterali o controindicazioni</strong>. È una <strong>sostanza atossica</strong>, nel senso che al momento non è stato ancora individuato un limite superato il quale la sua assunzione produce effetti nocivi.</p>
<p>Va detto però che l&#8217;Msm svolge comunque una <strong>funzione depurativa</strong>, che può manifestarsi a volte attraverso crisi di disintossicazione, caratterizzate da lievi forme di diarrea, cefalea, stati di affaticamento o eritemi. Per questo è consigliabile aumentare il dosaggio in maniera progressiva. In ogni caso, questa sintomatologia tende a sparire dopo pochi giorni. Si consiglia comunque di attenersi alla fascia consigliata compresa tra 1 e 3 grammi al giorno di Msm.</p>
<p>È sconsigliato assumere lo zinco organico nelle ore serali, in quanto aumenta i livelli di energia, favorendo l&#8217;insonnia.</p>
<p><strong>Sapone allo zolfo<br />
</strong>Considerato il “minerale della bellezza”, <strong>lo zolfo è utilizzato come componente di creme o sap</strong>oni. In particolare, Il sapone allo zolfo è un <strong>efficace rimedio per combattere: pelle grassa; acne; punti neri; brufoli; dermatite seborroica</strong>; psoriasi. <strong>Infatti sulla pelle lo zolfo ha proprietà: esfolianti; antisettiche; disinfettanti astringenti; antinfiammatorie; cicatrizzanti</strong>.</p>
<p>È sufficiente strofinare delicatamente la pelle con questo sapone e poi detergere il viso con acqua tiepida, asciugando bene e applicando subito una crema molto idratante. Il sapone allo zolfo funziona perché combatte il sebo e stimola la produzione di cortisolo, ormone vasodilatatore. I vasi sanguigni, maggiormente irrorati e dilatati, favoriscono l&#8217;espulsione di tossine e impurità della pelle. In questo modo l&#8217;epidermide risulta più pulita, liscia, compatta, lucida e levigata.</p>
<p>L&#8217;unica avvertenza è di usare questo sapone solo se si ha un tipo di pelle effettivamente molto grassa. Infatti, eliminando il sebo, il sapone allo zolfo di fatto elimina il film lipidico rendendo la pelle più vulnerabile e più esposta all&#8217;azione dello smog e degli agenti atmosferici. Pertanto, ne è sconsigliato l&#8217;uso per gli altri tipi di pelle.</p>
<p><strong>Cannelli allo zolfo<br />
</strong>I cannelli allo zolfo sono delle barrette di forma cilindrica, che devono essere passate sulla parte dolorante per attenuare torcicollo e dolori cervicali, alleviare infiammazioni e dolori, aumentare l&#8217;elasticità delle articolazioni, trattare crampi e contusioni, migliorare la circolazione, favorire il riequilibrio energetico.</p>
<p><strong>Il cannello di zolfo funziona perché assorbe le cariche elettrostatiche negative</strong>. Per essere efficace, deve essere frizionato sulla parte dolorante esercitando una leggera pressione per circa 2 o 3 minuti. Si ottiene un sollievo immediato, poiché è immediata l&#8217;azione benefica sui centri energetici. Dopo l&#8217;uso, il cannello di zolfo va sciacquato sotto l&#8217;acqua corrente per liberarlo delle cariche elettrostatiche negative. Bisogna attendere almeno 40 minuti per poterlo utilizzare nuovamente.</p>
<p><strong>Zolfo e terme<br />
</strong>Lo zolfo è presente in alta percentuale in alcune <strong>acque termali</strong>, dette appunto <strong>sulfuree</strong>. I bagni in queste terme vengono consigliati per il <strong>trattamento di affezioni respiratorie</strong> come asma, sinusite, rinite. Anche i <strong>disturbi reumatici</strong> e le infiammazioni articolari traggono giovamento dalle cure termali, risultando notevolmente alleviati.</p>
<p><strong>Altri usi dello zolfo<br />
</strong>Lo zolfo si usa in molti processi industriali, di cui il più importante è la produzione di <strong>acido solforico</strong> (H<sub>2</sub>SO<sub>4</sub>) per batterie e detergenti; anche per la produzione di <strong>acido solforoso</strong> (H<sub>2</sub>SO<sub>3</sub>); altri sono la produzione di <strong>polvere da sparo</strong> e la <strong>vulcanizzazione della gomma</strong>. Si usa anche come <strong>fungicida</strong> e nella manifattura di <strong>fertilizzante</strong> fosfatico. I solfiti vengono usati per sbiancare la carta e come <strong>conservanti nella frutta secca</strong>; altri usi sono nelle <strong>teste dei fiammiferi e nei fuochi d&#8217;artificio</strong>; il <strong>tiosolfato di sodio o di ammonio si usa in fotografia</strong> come fissante per pellicole o stampe fotografiche. La cosiddetta &#8220;magnesia&#8221;, un solfato idrato di magnesio, si usa come lassativo, come esfoliante o nel giardinaggio come concime specifico per suoli carenti di magnesio.</p>
<p>Inoltre lo zolfo <strong>trova largo impiego nell&#8217;agricoltura (dove è impiegato per le sue proprietà fungicide</strong>, ad esempio per combattere fitopatologie come l&#8217;oidio), è presente nella testa dei fiammiferi e nell&#8217;ebanite.</p>
<p>Le grandi quantità di carbone bruciate dall&#8217;industria e dalle centrali elettriche immettono ogni giorno nell&#8217;atmosfera molto <strong>biossido di zolfo</strong>, che reagisce con l&#8217;ossigeno e il vapore acqueo nell&#8217;aria per formare <strong>acido solforico</strong>. Questo acido forte ricade a terra con le precipitazioni dando luogo alle famose <strong>piogge acide</strong> che acidificano i terreni e le risorse idriche causando gravi danni all&#8217;ambiente naturale di molte regioni industrializzate.</p>
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		<title>Vitamina B1</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vitamina-b1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2023 11:15:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[metabolismo dei carboidrati]]></category>
		<category><![CDATA[sfera comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema nervoso]]></category>
		<category><![CDATA[tiamina]]></category>
		<category><![CDATA[Vitamina B1]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina del morale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Vitamina B1 o tiamina è detta “vitamina del morale” per la sua capacità di condizionare in positivo l’attitudine mentale delle persone; essa è fondamentale per l’integrità del sistema nervoso e della sfera comportamentale; in forma di tiamina pirofosfato, svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo dei carboidrati e degli aminoacidi a catena ramificata. In sua &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Vit</strong><strong>amina</strong><strong> B1</strong> o <strong>tiamina</strong> è detta “<strong>vitamina del morale</strong>” per la sua capacità di condizionare in positivo l’attitudine mentale delle persone; essa <strong>è fondamentale per l’integrità del sistema nervoso e della sfera comportamentale</strong>; in forma di tiamina pirofosfato, <strong>svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo dei carboidrati e degli aminoacidi a catena ramificata</strong>. In sua assenza, il glucosio viene metabolizzato solo parzialmente, dando luogo alla formazione di acido lattico in eccesso.</p>
<p>La Vit. B1 fa parte delle<strong> vitamine idrosolubili</strong>, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione; la sua mancanza nella dieta dà problemi metabolici, soprattutto a livello del metabolismo dei carboidrati, già pochi giorni dopo il suo insorgere.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno </strong>di vitamina B1, o tiamina, varia a seconda del sesso – 1,2 mg al giorno per gli uomini e 0,9 mg per le donne – e può essere soddisfatto seguendo una normale dieta alimentare.</p>
<p><strong>Fonti principali</strong>: in piccole concentrazioni la si ritrova ovunque ma le fonti principali sono: cereali integrali; lievito; piselli; soia; uova.</p>
<p><strong>Attività biologiche:</strong></p>
<ul>
<li>interviene nelle reazioni metaboliche che trasformano il cibo in energia;</li>
<li>promuove il corretto funzionamento del cuore, dei nervi e dei muscoli;</li>
<li>favorisce l’appetito e la digestione;</li>
<li>è necessaria per la salute mentale.</li>
</ul>
<p>La <strong>carenza</strong> cronica di vitamina B1 (o tiamina) provoca uno stato generale di <strong>deperimento</strong> e perdita di peso derivato da una crescente difficoltà a ingerire cibo accompagnata da forte salivazione e vomito, <strong>alterazioni del sistema nervoso</strong> (perdita di memoria, difficoltà di concentrazione, riflessi rallentati, formicolii), accompagnate da <strong>problemi cardiovascolari e gastrointestinali</strong> che vanno sotto il nome di beri-beri (problema ancora presente in alcune popolazioni dell’Asia Orientale che fanno uso di riso brillato). Altre sindromi da carenza di tiamina, particolarmente diffuse tra gli alcolisti poiché l’assunzione di alcool diminuisce l’assorbimento di questa vitamina, sono la Sindrome di Wernicke e quella di Korsakoff.</p>
<p><strong>Condizioni che possono favorirne una carenza</strong> sono:</p>
<ul>
<li>per aumentata distruzione: esposizione alla luce e al calore, cottura prolungata degli alimenti,</li>
<li>conservazione dei cibi;</li>
<li>per errori alimentari: raffinazione dei cereali, abuso di tè, di caffè, di alcool, diete ricche di carboidrati;</li>
<li>per uso di farmaci: pillola contraccettiva;</li>
<li>per aumentato fabbisogno: interventi chirurgici, febbre, malattie croniche, stress.</li>
</ul>
<p><strong>Dose giornaliera consigliata</strong>:</p>
<p>L’assunzione consigliata è di circa 0,5 milligrammi di tiamina per 1000 calorie giornaliere; il fabbisogno individuale è determinato dal peso corporeo, dalla quantità sintetizzata nel tratto intestinale.</p>
<p>Una assunzione di 1,4 mg al giorno è raccomandata durante la gravidanza, l’allattamento e in tutti i casi di aumentato fabbisogno: diarrea, stress, febbre, interventi chirurgici.</p>
<p><a href="/category/alimentazione/vitamine-sali-minerali-etc/complesso-b/"><strong>Vedi anche il Complesso B</strong></a></p>
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		<title>Pruno virginiano &#124; Prunus serotina Ehrh.-Willd.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/pruno-virginiano-prunus-serotina-ehrh-willd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 14:17:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido benzoico]]></category>
		<category><![CDATA[acido cianidrico]]></category>
		<category><![CDATA[acido p-cumarico]]></category>
		<category><![CDATA[benzaldeide]]></category>
		<category><![CDATA[Ciliegio della Virginia]]></category>
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		<category><![CDATA[tiamina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pruno serotino (Prunus virginiana o serotina), noto come Ciliegio della Virginia, è una pianta originaria del North Dakota(USA). È un albero a foglie caduche, alto solitamente fino a 10 m., che produce ciliegie molto aspre che danno un’ottima marmellata. Le sue foglie sono inizialmente verde chiaro e poi rosso scuro brillante che si mantiene &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>pruno serotino</strong> (<em>Prunus virginiana</em> o <strong>serotina</strong>), noto come <strong>Ciliegio della Virginia,</strong> è una pianta originaria del North Dakota(USA).</p>
<p>È un albero a foglie caduche, alto solitamente fino a 10 m., che produce ciliegie molto aspre che danno un’ottima marmellata. Le sue foglie sono inizialmente verde chiaro e poi rosso scuro brillante che si mantiene anche durante l’estate. I fiori sono rosa chiaro con centro rossastro.</p>
<p>Il ciliegio della Virginia è una pianta che produce un frutto il cui <strong>nocciolo e</strong> i cui <strong>semi</strong> sono <strong>velenosi.</strong> Le bacche di questa pianta, così come le foglie e gli steli, contengono tossine legate al cianuro. Foglie e steli molto vecchi e appassiti sono particolarmente pericolosi. I sintomi tipici includono pupille dilatate, respiro affannoso, una mucosa molto rossa all&#8217;interno della bocca e, nei casi più gravi, shock o morte. Tollera i terreni asciutti e la salinità.</p>
<p>Pur essendo molto bello durante la fioritura, è una <strong>pianta infestante</strong> proveniente dall’America settentrionale che si diffonde velocemente e che minaccia la vegetazione indigena. I boschi che forma sono esclusivi, perché la specie occupa tutto lo spazio disponibile. Il ciliegio tardivo domina, anzi predomina, in tutti gli strati del bosco, anche in quello erbaceo, popolato dal fitto tappeto delle sue plantule, lasciando spazi minimi alle altre specie. Il tronco è eretto con corteccia scura, rosso-brunastra, fessurata in squame con evidenti lenticelle disposte ad anelli orizzontali; se viene incisa emana un odore penetrante. Le foglie sono lucide, con lamina lanceolata leggermente seghettata al margine; la pagina inferiore non presenta nervature rilevate. I fiori sono piccoli ma vistosi, bianchi, brevemente peduncolati e riuniti in infiorescenze generalmente erette lunghe 10-15 cm. I frutti sono piccole drupe subsferiche che diventano nerastre a maturità. Cresce ai margini e all’interno di boschi planiziali e colonizza prati, incolti e brughiere, al di sotto della fascia montana inferiore. Periodo di fioritura: aprile-giugno.</p>
<p>Il nome generico, già in uso presso i Romani, è di etimologia incerta (deriva comunque dal greco “<em>prunon</em>”, che significa “prugna”), il nome specifico dal latino “<em>séro</em>” (di sera, sul tardi, tardivo) si riferisce alla fioritura che si prolunga all&#8217;inizio dell&#8217;estate.</p>
<p><strong>La corteccia possiede proprietà medicinali astringenti, toniche, sedative, bechiche</strong> (antitosse).</p>
<p>Componenti principali sono: <strong>prunasina</strong>, glucoside cianogenetico isolato dalla corteccia e dalle foglie del <em>Prunus serotino, </em><strong>acido cianidrico, scopoletina, cumarina, tannini, flobafene, acido benzoico, acido 3,4,5-trimetossibenzoico, acido p-cumarico, benzaldeide, tiamina</strong>  <strong> </strong></p>
<p>I frutti, eduli anche se amari, sono utilizzati per marmellate, vino e come aromatizzanti di rum e brandy; le foglie, contenenti acido cianidrico, sono velenose e possono risultare letali per gli erbivori domestici.</p>
<p>Il legno è particolarmente apprezzato in America per la fine venatura, il colore rosso, la resistenza ed è utilizzato nell&#8217;industria mobiliera; possedendo un aroma gradevole, viene anche usato per cottura di cibi alla griglia ed affumicatura.</p>
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		<title>Chia &#124; Salvia hispanica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/chia-salvia-hispanica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 18:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chia (Salvia hispanica, L. 1753) è una pianta floreale della famiglia Lamiaceae, nativa del Guatemala e del Messico centrale e meridionale; può raggiungere l&#8217;altezza di un metro, ha foglie opposte lunghe 4–8 cm e larghe 3–5 cm.; i fiori sono viola o bianchi e si presentano come infiorescenze composte (racemo). I semi di chia &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>chia </strong>(<em>Salvia hispanica</em>, L. 1753) è una pianta floreale della famiglia <em>Lamiaceae</em>, nativa del Guatemala e del Messico centrale e meridionale; può raggiungere l&#8217;altezza di un metro, ha foglie opposte lunghe 4–8 cm e larghe 3–5 cm.; i fiori sono viola o bianchi e si presentano come infiorescenze composte (racemo).</p>
<p>I <strong>semi di chia</strong> sono conosciuti da millenni e utilizzati in centro e sud America, dove vengono raccolti e utilizzati ancora oggi come importante base alimentare. La stessa parola &#8220;chia&#8221;, in atzeco significa infatti &#8220;forza&#8221; e lo sanno bene i popoli di alcune zone del Messico e del Guatemala, dove la chia viene coltivata. Introdotti e commercializzati in tempi relativamente recenti in Europa (2009), la loro fama si sta sempre più diffondendo proprio in virtù delle sorprendenti proprietà: i semi contengono innanzitutto un <strong>elevato contenuto di calcio</strong> (ne contengono infatti circa 5 volte in più rispetto al latte) <strong>e altri minerali, come selenio, zinco, magnesio, ferro e potassio</strong>, ma anche vitamina C, ma anche le <strong>vitamine A, B6, B12, E e niacina, tiamina e riboflavina nonché boro, molibdeno e acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6.</strong></p>
<p>Pertanto, <strong>i semi di chia sono una fonte ricca di macro e micronutrienti e di fibre</strong>. Queste ultime promuovono il <strong>buon funzionamento dell&#8217;intestino</strong> e ne proteggono la salute. Fra i macronutrienti, i semi di chia apportano grassi omega 3 e omega 6 in un rapporto ideale: in questo modo aiutano a <strong>controllare i processi infiammatori</strong>, a promuovere un buon sviluppo del sistema nervoso e a<strong> ridurre il rischio di disturbi cardiovascolari</strong>. Non solo, sembra anche che un apporto adeguato di omega 3 e omega 6 aiuti a proteggere l&#8217;organismo da alcune forme di cancro. Fra i micronutrienti, invece, i semi di chia sono una fonte di molecole che promuovono il <strong>buon funzionamento del metabolismo</strong>, che proteggono la salute di ossa e denti, che aiutano lo sviluppo corretto del sistema nervoso durante la gestazione e che esercitano un&#8217;azione antiossidante. A contribuire a quest&#8217;ultima sono anche altri fitonutrienti presenti in questi semi. Infine, i semi di chia sono caratterizzati da un basso indice glicemico.</p>
<p>I semi di chia sono una ricca <strong>fonte di proteine vegetali </strong>per cui rappresentano un’importante fonte di energia per il corpo umano. Inoltre svolgono un’<strong>azione equilibrante</strong> per l&#8217;organismo, livellando gli zuccheri nel sangue, il colesterolo e regolando la pressione sanguigna.</p>
<p>Hanno anche <strong>proprietà lassative</strong>, ma bisogna fare attenzione a non esagerare. Oltre ad apportare nutrienti ed energia, danno anche un senso di sazietà per cui possono essere utili se si desidera perdere peso: sono infatti semi idrofili, ovvero hanno la capacità di assorbire i liquidi, fino a ben 10 volte il loro peso,</p>
<p><strong>Migliorano l’attività del sistema nervoso centrale</strong> e si rivelano indispensabili per limitare i sintomi di molte malattie ed infezioni batteriche. Infine facilitano la digestione e proteggono le pareti dello stomaco.</p>
<p>In <strong>cucina i semi di chia si possono utilizzare nello yoghurt, nel latte e cereali</strong>, insieme al muesli per la prima colazione; nella preparazione di impasti come il pane, nelle focacce, nelle torte salate, sia sotto forma di semi che di farina; per arricchire polpette veg, come polpette di lenticchie, di ceci o di spinaci; per arricchire insalate di verdure fresche, ma anche di quinoa, miglio, orzo; possono semplicemente essere assunti crudi, un cucchiaio circa al giorno con un bicchiere d&#8217;acqua, come <strong>integratore naturale</strong>; possono essere assunti anche sotto forma di infuso, previamente tostati leggermente, insieme ad altre spezie, o bevande energetiche, frullandone un cucchiaio con succo di limone fresco e miele. <strong>Non contenendo glutine</strong> possono essere assunti da chi soffre di celiachia o di intolleranze.</p>
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		<title>Centinodia &#124; Polygonum aviculare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 11:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido ossalico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Centinodia (Polygonum aviculare L.) o correggiola (o Centimorbia, Centinodio, Tiragia, Erba spaghetta, Sanguinaria, Scorezoela, Attacca fagiuoli, Ligabò, Erba dei cento nodi) è una pianta infestante di tipo erbaceo e strisciante della famiglia delle Polygonaceae, diffusa in tutta Italia, dalla zona subalpina al mare. Si può trovare nei campi, lungo i sentieri e per le &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Centinodia</strong> (<em>Polygonum aviculare</em> L.) o <strong>correggiola</strong> (o Centimorbia, Centinodio, Tiragia, Erba spaghetta, Sanguinaria, Scorezoela, Attacca fagiuoli, Ligabò, Erba dei cento nodi) è una <strong>pianta infestante</strong> di tipo erbaceo e strisciante della famiglia delle <em>Polygonaceae</em>, diffusa in tutta Italia, dalla zona subalpina al mare. Si può trovare nei campi, lungo i sentieri e per le strade. Portamento: fusto prostrato, lungo dai 10 ai 60 cm. Foglie: verdi, strette ed ellittiche. Fiori: piccoli con colore che varia dal verde al rosso.</p>
<p>Il nome del genere è stato formato da Linneo nell&#8217;anno 1737 coniugando le parole di due radici greche: <em>polys </em>(= molto) e <em>gonu</em> (= nodo o ginocchio), alludendo all&#8217;aspetto dei numerosi nodi (internodi) che si formano lungo il fusto delle sue specie. Ma secondo altre ricerche etimologiche sembra che il nome del genere, nella seconda parte, derivi dalla parola greca <em>gònos </em>(= discendenza); e quindi formando, insieme alla prima parte, la frase “<strong>tanta discendenza</strong>”, si allude alla facilità di propagazione delle piante di questa specie. L&#8217;epiteto specifico (aviculare) indica che gli uccelli si nutrono dei frutti e dei semi di queste piante.</p>
<p>Sostanze presenti: <strong>tannini (tiamina), acido silicico, acido ossalico, mucillagini varie e flavonoidi (riboflavina)</strong>.</p>
<p>Le parti commestibili di questa pianta sono le foglie e i semi in quanto contengono un albume farinoso. Con le foglie si possono preparare degli infusi.</p>
<p>Alla pianta vengono attribuite nell&#8217;ambito della medicina popolare varie <strong>proprietà</strong>: <strong>cardiotoniche</strong> (regola la frequenza cardiaca), <strong>vasocostrittrici</strong> (restringe i vasi sanguigni aumentandone la pressione), <strong>diuretiche</strong> (facilita il rilascio dell&#8217;urina), <strong>emetiche</strong> (utile in caso di avvelenamento in quanto provoca il vomito), <strong>vermifughe </strong>(elimina i vermi intestinali), <strong>antiflogistiche</strong> (guarisce dagli stati infiammatori), <strong>vulnerarie</strong> (guarisce le ferite), <strong>espettorante</strong> (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali), <strong>astringente</strong>, <strong>remineralizzante</strong>.</p>
<p>Dalle foglie si può produrre un colorante blu molto simile all&#8217;indaco. Il giallo e il verde si possono ottenere dalle parti inferiori della pianta. E’ una pianta mellifera.</p>
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